domenica
29 Marzo 2026

Raffica di furti in spiaggia, arrestata una coppia di ladri seriali

I Carabinieri della stazione di Marina di Ravenna sono riusciti a dare un nome e un volto alla coppia che da alcuni giorni imperversava sul litorale, facendo incetta di portafogli e carte elettroniche, utilizzate subito dopo per prelievi presso gli sportelli Atm o per fulminei acquisti.

Da oltre una settimana il numero di turisti che si sono rivolti alla locale caserma dei carabinieri era cresciuto in maniera esponenziale, vittime di furti di borse, zaini, portafogli ed effetti personali, tanto da indurre i militari ad analizzare e incrociare i dati raccolti per fronteggiare quella che stava diventando una vera e propria emergenza.

Predisposta una serie di mirati servizi, i carabinieri di Marina di Ravenna alla fine sono riusciti a individuare un uomo e una donna che, sistematicamente, visitavano i vari stabilimenti balneari, trafugando borse e portafogli di coloro che, anche per qualche istante, lasciavano incustoditi i loro averi sotto l’ombrellone.

È bastato poi pedinarli per qualche tempo per catturarli “con le mani nel sacco”. Infatti, dopo aver tranquillamente passeggiato per la località costiera, i due sono stati bloccati mentre, utilizzando una carta di credito rubata, stavano acquistando da un distributore automatico pacchetti di sigarette. Dal controllo, la coppia è stata trovata in possesso di numerose carte elettroniche rubate e denaro contante.

Dopo essere stati arrestati, i due sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della caserma e questa mattina (9 agosto) il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei loro confronti il divieto di ritorno in Emilia-Romagna, nelle Marche e nel Veneto.

«L’orto di Spartaco è una ricchezza di biodiversità, non una “selva oscura” da abbattere»

L’associazione Ortisti di Strada, che dal 2017 si impegna nello sviluppo di progetti di agricoltura urbana a Ravenna, interviene nel merito della situazione creatasi negli spazi esterni del Centro Sociale Spartaco di via Chiavica Romea, oggetto di recenti polemiche e interventi di sgombero da parte delle autorità.

L’intento dell’associazione è quello di sensibilizzare circa l’importanza di avere spazi di biodiversità all’interno dei centri urbani: «La soluzione – si legge in una nota inviata alla stampa – non può e non deve essere quella di radere al suolo le aree a verde che qui sono state progettate».

In particolare, l’associazione fa riferimento alla zona che si trova di fronte al parcheggio dei camper tra il centro sociale e l’ingresso del Parco Teodorico. Spazio realizzato dagli Ortisti di Strada nel 2018 e oggetto di un Patto di Collaborazione col Comune di Ravenna, che negli anni è stato teatro di numerose attività di carattere laboratoriale, sociale, ambientale e artistico.

«Non si tratta di una selva oscura, come da alcuni affermato (in particolare il riferimento è alla consigliera comunale della Pigna Veronica Verlicchi, che ha registrato un video proprio davanti all’area verde, sottolineando come possa favorire occupazioni abusive e attività illecite, ndr), ma di uno spazio biodiversificato e progettato secondo criteri funzionali a dare origine ad un ecosistema stabile all’interno del quale vengono valorizzati i differenti strati ecologici (orto, sottobosco, piante da frutto e forestali). La logica è quella del “Terzo Paesaggio”, termine coniato dal paesaggista Gilles Clément, ovvero di un luogo non luogo, una periferia “dimenticata” ma non dimenticata, che continua a vivere ed a svilupparsi anche quando non la osserviamo. Un luogo che deve rimanere intatto nella sua rappresentazione di oasi di pace e connessione sottile con la percezione della vita che cresce».

Pertanto, secondo l’associazione, le problematiche di carattere sociale che si sono sviluppate attorno a quell’area non possono essere imputate alla presenza di alberi, fiori o di vegetazione solo all’apparenza disorganizzata, «che anzi rappresentano una ricchezza per tutta la collettività; quindi la soluzione non può essere la loro demolizione».

Per il vivaio del Ravenna la garanzia è De Gregorio: «Qui c’è un progetto»

Con la promozione in serie C si apre un capitolo nuovo anche per il settore giovanile del Ravenna, che passerà dal disputare campionati locali dilettantistici a competizioni regionali e nazionali, confrontandosi con realtà professionistiche.

La scelta del nuovo responsabile è una conferma dell’ambizione della società di Ignazio Cipriani. Dopo 12 anni alla Spal – con cui nell’ultima stagione, nonostante le difficoltà societarie (che hanno portato questa estate alla mancata iscrizione dei ferraresi in Lega Pro), ha vinto lo scudetto di categoria con l’under 16, raggiunto la semifinale con l’under 17 e ottenuto un’importante salvezza in Primavera 2, il tutto con rose in gran parte costruite in casa – è arrivato in giallorosso infatti Massimiliano De Gregorio. «Mi ha convinto il progetto – ci dice durante un incontro in sede -, a Ravenna ho visto una grande voglia di investire nel settore giovanile; a me piace lavorare per creare armonia tra le persone e provare a costruire qualcosa che possa durare nel tempo: qui ho visto che si vuole andare in questa direzione».

Certo, il cammino non sarà semplice. Si parte infatti da gruppi inevitabilmente non ancora all’altezza della categoria della prima squadra e dalla cronica mancanza di strutture, in attesa del nuovo centro sportivo che il Comune sta progettando nel quartiere San Giuseppe. «Dalla mia esperienza a Ferrara posso assicurare che gli investimenti sullo sport, in concomitanza con l’ascesa di una società di calcio con ambizioni, come quella attuale, portano solo benefici a una città e un indotto importante».

Al momento si dovranno invece trovare centri sportivi alternativi, con il budget per il settore giovanile che sta lievitando (mezzo milione di euro è la soglia minima sotto la quale è difficile scendere per preparare campionati prof). «La società – continua De Gregorio – mi ha dato la possibilità di investire per avere subito a disposizione strutture migliori e stiamo cercando di chiudere in questi giorni accordi per poterci allenare e disputare le gare di campionato in varie località del territorio (oltre a quelli di “casa” in Darsena e a Fosso Ghiaia, ndr). Certo, questo comporta un aumento dei costi, considerando anche le navette che dovremo allestire per portare dalla stazione ai campi i ragazzi».

Come ha trovato l’ambiente Ravenna?
«Sicuramente l’anno scorso era già stato fatto un passo in avanti importante rispetto al passato. Ho trovato una buona organizzazione, persone super disponibili e preparate. Per quanto riguarda i gruppi squadra, invece, è evidente che si apprestano a disputare campionati di un livello più alto. Quindi andranno valutati, per mettere ogni ragazzo nella condizione ideale, che potrebbe essere anche quella di disputare un campionato meno impegnativo altrove. Inizialmente i gruppi saranno numerosi perché ci saranno innesti, almeno 7-8 per ogni annata dell’attività agonistica, e vogliamo avere modo di aspettare anche chi al momento non è pronto, ma potrebbe diventarlo. Stiamo comunque cercando di creare gruppi competitivi, siamo consapevoli di rappresentare una società importante e ambiziosa».

Cosa cerca nei ragazzi?
«Non ho parametri prestabiliti. Sicuramente il giocatore oggi deve essere intenso, a tutte le età, e questo è un problema per la maggior parte dei ragazzi/bambini di oggi. Spesso è una caratteristica intrinseca, che non si può allenare più di tanto: bisogna essere intensi e continui, per giocare a certi livelli, oltre ad avere doti coordinative importanti, in particolare da piccoli. E poi, naturalmente, cerco qualcosa in campo che mi faccia dire “wow”. Il talento può essere inteso sotto vari punti di vista: può essere tecnico, atletico, tattico, anche solo cognitivo, penso per esempio a un “tardivo” che però si mette bene con il corpo, vede prima le giocate…».

Lei sembra un uomo di campo, più che da scrivania…
«Lo sono, e i miei colleghi mi conoscono soprattutto per questo. Credo che noi che dobbiamo giudicare i ragazzi siamo i primi che dobbiamo essere a loro disposizione, sul campo, per creare l’ambiente ideale. Devo accertarmi sia educativo, formativo, adeguato dal punto di vista sociale, un ambiente che permetta a tutti di esprimersi al meglio».

Quanto conta il divertimento?
«Sono ragazzi, spesso bambini, devono divertirsi ma anche capire che si devono fare dei sacrifici. Imparare a fare fatica divertendosi, ecco, avere voglia di fare sempre di più, di andare al campo, pensando a sport come nuoto e ginnastica, in cui ci si allena anche tutti i giorni e per svariate ore al giorno…».

Il tanto inflazionato dibattito sulla tattica nel settore giovanile: ce n’è troppa? Cosa chiede ai suoi allenatori?
«L’obiettivo del settore giovanile deve essere quello di migliorare i tuoi giocatori. Non sono per un modulo fisso (a meno che non ci siano le condizioni, ossia scelte e selezioni pensate appositamente per anni), credo che ogni allenatore debba essere in grado di capire ruoli, posizioni e moduli adeguati ai propri giocatori. Voglio allenatori che si esprimano e che siano in grado di mettere ogni ragazzino nelle condizioni. Voglio squadre che siano intense e aggressive, che vadano forte. Anche i giocatori naturalmente devono avere tutta la libertà di esprimersi, consapevoli che rispetto a vent’anni fa il calcio è cambiato, c’è meno tempo per decidere ed esistono le transizioni negative, il recupero palla».

Le squadre. Con la serie C della prima squadra, come detto, cambiano i campionati giovanili per il settore giovanile del Ravenna dall’Under 14 (l’annata dei 2012, per intenderci) in su. I più grandi (quest’anno i classe 2006, 2007 e 2008), che solitamente finivano nella Juniores, ora faranno parte della Primavera, campionato che da qualche anno è suddiviso in quattro serie al suo interno, indipendenti dalla prima squadra. Il Ravenna, arrivando dalla D, partirà dal gradino più basso, la Primavera 4, con l’obiettivo di vincerla. «Vincere un campionato è sempre difficile, ma sì, vogliamo provare a restare in alto», dice De Gregorio, che ha confermato il mister della Juniores dell’anno scorso, Marco Vernacchio. «In questa categoria dobbiamo fare bene fin da subito – commenta De Gregorio – e non me la sono sentita di cambiare tutto: ho conosciuto il mister e ho avuto modo di apprezzare le sue idee, di lui mi hanno parlato bene tutti, l’anno scorso è entrato in corsa in una situazione complicata ed è riuscito a entrare nella testa dei ragazzi». Ad affiancarlo ci sarà il match analyst Francesco Capisani, che raggiunge De Gregorio dalla Spal. «Ci darà una grande mano e sarà il mio punto di riferimento per i video per tutte le categorie». Scendendo, l’Under 17 è stata affidata ad Andrea Casadio, in arrivo dall’Imolese: «Lo stimo da anni, vediamo il calcio in maniera molto simile, un calcio fatto di dominio, possesso, intensità e aggressività». L’Under 17 – così come l’Under 16 e l’Under 15 – sarà al via del campionato nazionale di Lega Pro, con le 57 formazioni dei tre gironi di serie C (escludendo le seconde squadre di club di A a parte) che sono state divise in quattro gironi su base geografica. L’Under 14, invece, parteciperà al campionato prof regionale, con le squadre di A, B e C di tutta l’Emilia-Romagna.

Due nuovi “Hub” in provincia per il rilancio dei centri di Ravenna e Cervia

Qualificare e innovare la rete commerciale, per dare nuova vita ai centri storici e alle aree più decentrate delle città, combattendo degrado e abbandono. E garantendo migliori servizi ai cittadini.

Sono 63 i primi hub urbani e di prossimità riconosciuti dalla Regione che ora potranno accedere all’assegnazione delle risorse per realizzare interventi di qualificazione, sviluppo e promozione: 14 milioni di euro che verranno assegnati dalla Regione tramite un bando in uscita entro la fine del 2025.

Al termine di una valutazione compiuta da un apposito nucleo tecnico, la Regione ha, infatti, accolto tutte le candidature di riconoscimento che erano state presentate dai Comuni entro il 31 marzo, tra cui due in provincia: “Ravenna centro” e “Cervia centro“.

«Si tratta – afferma l’assessore allo Sviluppo economico e turismo del Comune di Ravenna, Fabio Sbaraglia – di una importante opportunità per attivare processi, anche innovativi, di valorizzazione e rilancio del nostro centro storico. Il riconoscimento dell’Hub da parte della Regione premia un percorso condiviso costruito insieme ad associazioni di categoria, operatori economici e comunità locale che ringrazio per la partecipazione e la collaborazione. Questo è un passo avanti per la città che potrà ora avvalersi di ulteriori misure di finanziamento per concretizzare le linee strategiche già condivise all’interno del programma di sviluppo e innovazione».

Investito da un’auto nei pressi delle strisce pedonali: è grave al Bufalini

Un uomo è stato investito da un’auto mentre stava attraversando la strada a piedi in viale Po, a Ravenna, nei pressi delle strisce pedonali, vicino all’incrocio con via Dismano Vecchia. L’incidente è avvenuto attorno alle 18 di venerdì 8 agosto.

L’uomo (di età tra i 65 e gli 80 anni, ma non avendo con sé i documenti non è stato ancora identificato) è stato trasportato d’urgenza in elicottero al Bufalini di Cesena, dove è ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservato. A investirlo, alla guida di un’auto, una 70enne di Marina di Ravenna, con la visuale probabilmente infastidita dal sole, stando ai primi rilievi della polizia locale.

La donna è risultata negativa ai test anti alcol e droga e non è stata rilevata attività recente sullo smartphone.

Sporco diffuso in cucina: i Nas fanno chiudere un ristorante etnico

Sporco diffuso in cucina e nel magazzino dove erano conservati gli alimenti. È quanto hanno riscontrato i carabinieri (Nas di Bologna e della compagnia di Lugo) all’interno di un ristorante etnico di Lugo, nell’ambito di una serie di controlli che hanno coinvolto diversi locali della zona.

Nel magazzino del ristorante i prodotti non erano oltretutto stati stoccati in maniera corretta, con il conseguente rischio di contaminazione. Inoltre – scrivono i carabinieri – è stata rilevata la presenza di “agenti infestanti” dovuta alla mancanza di idonee barriere. Per tali negligenze, il titolare è stato segnalato alla competente Autorità Sanitaria che, con un opportuno provvedimento, ha disposto la sospensione dell’attività del ristorante etnico.

Duecentomila euro per rifare alcuni tratti di strade in pietra del centro storico di Ravenna

È stato approvato dalla giunta del Comune un progetto per la manutenzione straordinaria di pavimentazione cosiddetta “speciale” del centro storico di Ravenna. Si tratta di interventi localizzati su alcuni tratti danneggiati per migliorarne la percorribilità e la sicurezza, ripristinando le condizioni ottimali della pavimentazione in pietra naturale.

Le lavorazioni riguarderanno tratti di via Raul Gardini, via Mario Gordini, via Tombesi Dall’Ova e via Marco Dente.

I lavori consisteranno nel rifacimento della vecchia pavimentazione stradale ammalorata per garantirne la planarità, previo smontaggio e successivo rimontaggio degli elementi precedentemente asportati. Per ultimo verrà effettuata la stuccatura dei giunti. Laddove necessario sarà consolidato anche lo strato di sottofondo.

L’importo dei lavori è di 200mila euro ed è finanziato dal Piano investimenti del 2025 a carico dell’Amministrazione comunale, che prevede di iniziare i lavori entro la fine dell’anno, con durata stimata di 90 giorni.

Inaugurato il Centro Dialisi di Cervia dopo un intervento di ristrutturazione e ampliamento

È stato inaugurato a Cervia il nuovo reparto Dialisi della Casa di Comunità “San Giorgio”, rinnovato e ampliato. Un intervento finanziato con 1,8 milioni di euro di fondi europei del Pnrr, a cui sono da aggiungere i costi sostenuti da Ausl Romagna per la realizzazione di opere che sono state funzionali al mantenimento del servizio per tutta la durata dei lavori (circa un anno e mezzo). L’acquisto di arredi e attrezzature sanitarie è stato invece reso possibile grazie alle importanti donazioni di privati, realtà imprenditoriali e associazioni del terzo settore.

Attivo fin dagli anni settanta, storicamente dotato di 6 postazioni dialitiche (per un totale di 72 turni dialisi settimanali disponibili, corrispondenti al trattamento di 24 pazienti), il centro ha sempre risposto all’esigenza di trattare la popolazione residente e, al contempo, di andare incontro alla vocazione turistica di Cervia, provvedendo al trattamento dialitico sia dei lavoratori stagionali che dei turisti o di persone con seconda casa e domiciliazione sanitaria temporanea. Nel corso della pandemia, la struttura, concepita diversi decenni prima, ha mostrato tutti i suoi limiti e, pur garantendo il trattamento dei residenti, ha impedito di dializzare in sicurezza la popolazione turistica che, a partire dal 2021, è stata trattata all’ospedale di Ravenna.

Il nuovo intervento ha permesso al reparto di tornare a offrire continuità curativa anche alle persone dializzate qui in vacanza, grazie a ulteriori tre nuove postazioni di trattamento osmotico.

Rispetto quindi al vecchio centro, che occupava una superficie di 300 mq e 6 postazioni, coi lavori di ristrutturazione è stato realizzato un nuovo reparto di circa 400 mq, caratterizzato da 6 più 3 postazioni di trattamento dialitico, poste in due locali rispettivamente da 70 e 35 mq, con servizi a corredo del reparto costituiti da sala d’attesa, ambulatorio medico, spogliatoi, servizi igienici e aree relax per il personale, locali tecnici e depositi vari.

È stata inoltre realizzata una nuova centrale di trattamento e depurazione delle acque, in grado di servire fino a 22 utilizzatori in contemporanea.

L’intervento di ristrutturazione della Dialisi aveva come obiettivo ambizioso quello di riprogettare un reparto non solo dal punto di vista di un moderno layout funzionale, «ma soprattutto all’insegna dei principi più attuali in materia di umanizzazione degli ambienti sanitari, corredandoli di una impiantistica medicale e ambientale di ultima generazione, atta ad offrire il massimo confort possibile», si legge in una nota dell’Ausl. «Lo studio degli spazi e dei materiali, coordinati per scelte cromatiche e sensoriali – continua la nota stampa -, hanno rappresentato la ricetta che ha posto al centro la persona e la professionalità curativa che l’assiste».

Aumentano i posti disponibili a Medicina: a Ravenna ci saranno 50 matricole in più

Per il nuovo anno accademico, il corso di laurea in Medicina e Chirurgia registra un incremento del 14 percento dei posti disponibili a livello nazionale. In concreto, 3.000 studenti in più, distribuiti negli atenei di tutta Italia, potranno – superato il semestre filtro – iscriversi al percorso formativo.

L’Università di Bologna segna un aumento di 133 posti, di cui 100 destinati alla Romagna. Un dato che si traduce in un balzo significativo per le sedi di Ravenna e Forlì, dove il numero di matricole del primo anno passerà in ciascuna sede da 130 a 180.

«Si tratta di un investimento strategico per il territorio e per il futuro della sanità romagnola – sottolinea la professoressa Mirella Falconi Mazzotti, coordinatrice del corso di Ravenna e presidente di Fondazione Flaminia –. Con più studenti e più strutture dedicate, potremo formare medici pronti ad affrontare le sfide del sistema sanitario locale. Oltre ad ampliare l’offerta formativa, questa crescita consolida il legame tra università e strutture sanitarie del territorio, garantendo un apprendimento pratico e immediatamente spendibile anche nelle realtà ospedaliere locali. Più giovani potranno studiare Medicina senza lasciare la Romagna e, contemporaneamente, si potranno sviluppare importanti progettualità di assistenza e ricerca che vedranno coinvolti medici universitari e professionisti del sistema sanitario impegnati nella formazione dei futuri medici».

Ricostruzione post alluvione, le donazioni utilizzate per opere pubbliche. «Difficile destinarle direttamente ai cittadini»

L’amministrazione comunale di Sant’Agata sul Santerno, tra i comuni più colpiti dall’alluvione del 2023, ha comunicato di aver utilizzato i fondi raccolti dalle donazioni per sistemare opere pubbliche. Quasi 1,4 milioni di euro in tutto. Ne restano 124mila circa, che saranno utilizzati nel corso del biennio 2025-2026 per ulteriori interventi legati al patrimonio pubblico.

I dati sono stati resi pubblici in questi giorni, in risposta all’interrogazione del gruppo consiliare La Torre Civica, che contesta le scelte: «Crediamo che quei fondi appartengano ai cittadini. Le opere pubbliche spettano allo Stato e alla struttura commissariale. Sappiamo però che la normativa e i vincoli sulle donazioni rendono estremamente difficile destinare direttamente le risorse alle persone colpite. È una realtà complessa, ma che non può far dimenticare chi ha più bisogno».

I fondi, in particolare, sono stati investiti per la ricostruzione del patrimonio comunale, dal ripristino delle scuole alle aree verdi, ma anche per beni mobili come il recupero dei registri di stato civile e l’acquisto di attrezzature per la Protezione civile. Si legge in una nota dell’Amministrazione di Sant’Agata.

«Come giustamente ha sottolineato la lista di minoranza La Torre Civica, la normativa e i vincoli sulle donazioni rendono estremamente difficile destinare direttamente le risorse alle persone colpite – ha spiegato il sindaco Riccardo Sabadini -. Inoltre dobbiamo ricordare che l’aiuto ai privati è stato affidato non alle donazioni ricevute dal Comune, bensì a quelle ricevute dall’Unione della Bassa Romagna. I servizi sociali, gestiti appunto dall’Unione, hanno potuto beneficiare di 500mila euro con i quali aiutare direttamente le famiglie che ne hanno fatto richiesta, senza vincoli di reddito, come stabilito dalla giunta che ci ha preceduto e che era in carica durante l’emergenza».

«Ci tengo inoltre a fare due ulteriori precisazioni in merito all’utilizzo delle donazioni – prosegue il primo cittadino -. La prima è che il ripristino del patrimonio pubblico è a tutti gli effetti un aiuto ai cittadini, che hanno il diritto di accedere a servizi efficienti e funzionali, nonché di poter vivere in luoghi decorosi come lo erano prima dell’alluvione. Infine, va ricordato che l’ammontare dei fondi non ancora utilizzati corrisponde a una cifra che non avrebbe alcuna ricaduta sostanziale una volta ripartita tra la cittadinanza. Al contrario, il ripristino di un servizio o di un luogo va a beneficio di tutta la collettività e ha una ricaduta concreta sulla qualità della vita di ogni individuo. Ogni singolo centesimo è stato speso nella massima trasparenza e nel massimo interesse di tutta la cittadinanza».

Al via i lavori per la nuova illuminazione pubblica di Casola Valsenio: 530 punti luce da sostituire con i led

Partiranno nelle prossime settimane i lavori di riqualificazione ed efficientamento della pubblica illuminazione di Casola Valsenio. Il progetto, realizzato in partenariato con Hera Luce e coerente con le priorità nazionali e dell’Unione Europea per la transizione energetica, punta a ridurre i consumi e l’impatto sull’ambiente. L’opera sarà a carico di Hera, senza costi per le casse comunali.

Il primo obiettivo è quello di installare le nuove torri faro nel campo sportivo comunale, in modo da poterle omologare e averle in funzione a ottobre con l’accorciarsi delle ore di luce del giorno. Il piano complessivo prevede la sostituzione di 530 punti luce completando il passaggio dalla tecnologia obsoleta, con lampade a sodio ad alta pressione, ai led di ultima generazione. Prevista inoltre la sostituzione di 64 pali dell’illuminazione, mentre 12 saranno installati ex-novo. Saranno inoltre messi a norma i quadri elettrici, di cui almeno 15 risultano obsoleti.

Il tutto sarà integrato da un nuovo sistema di telecontrollo dell’impianto e un contratto con Hera Luce di manutenzione completa, intesa come ordinaria, programmata e straordinaria. A regime, la nuova illuminazione pubblica porterà a un risparmio del 67% di energia, pari a circa 172 mila Kilowatt e una riduzione di 70 tonnellate di anidride carbonica immesse nell’aria ogni anno.

«Un intervento chiave per Casola Valsenio che garantirà, con carattere prioritario, la continuità di accesso ai campi di gioco grazie all’illuminazione dello stadio che sarà pronta per la fine di ottobre» – dichiara il sindaco di Casola Maurizio Nati.

«Occhio alle truffe via Sms: mai fornire dati personali»

Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le truffe rivolte agli utenti bancari, volte a svuotare i conti correnti o a far trasferire somme di denaro ingenti mediante bonifici istantanei o urgenti. Questi raggiri sono sempre più sofisticati e pericolosi.

Il primo contatto avviene, spesso, tramite un Sms che segnala un bonifico o una transazione sospetta e invita a chiamare un numero per fornire spiegazioni e bloccare la presunta operazione. Questi Sms sembrano provenire da fonti autorevoli, come la propria banca, Nexi, o addirittura la Questura in quanto gli estorsori usano tecniche di “aliasing”, cioè schermano il loro numero o indirizzo email in modo che appaia identico a quello reale, inducendo così confusione e fiducia.

L’obiettivo è spingere le persone a effettuare bonifici urgenti su conti corrente temporanei resi disponibili dai truffatori, o a fornire dati sensibili, approfittando anche della pressione psicologica di non poter parlare con nessun altro per paura di persone “colluse”. Se coloro che ricevono la chiamata sono riluttanti, vengono invitati ad andare in banca tenendo il truffatore al telefono, così da impedire qualsiasi consultazione con altre persone di fiducia. Purtroppo queste truffe hanno successo, causando quotidianamente la perdita di decine di migliaia di euro. Le vittime più frequenti sono gli anziani, spesso meno preparati a difendersi da questi attacchi.

Lo denuncia la Cgil di Ravenna che, in collaborazione con Spi e Federconsumatori, sta valutando di promuovere campagne informative dedicate soprattutto agli anziani.

Come proteggersi? «Non effettuare mai bonifici o altre operazioni – si legge in una nota inviata alla stampa dalla Cgil – su richiesta di persone che chiamano al telefono, o tramite Sms, anche se sembrano appartenere alla banca o ad enti ufficiali. Verificare sempre direttamente con la propria banca, recandosi in filiale o chiamando i numeri ufficiali indicati dal proprio istituto. Non fornire mai dati personali, password o codici OTP (one-time password) a interlocutori telefonici o via email. Diffidare di chi invita ad agire con urgenza o a mantenere il silenzio su quanto accade. Segnalare sempre eventuali tentativi o casi di truffa alle autorità competenti».

Per maggiori informazioni o segnalazioni è possibile contattare la Federconsumatori allo 0544 244241, oppure al 347 3825101 o all’email ra.info@federconsumatori.emr.it.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi