domenica
29 Marzo 2026

I sindaci di Ravenna e Forlì cercano finanziamenti per rifare la Ravegnana

Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ha incontrato in municipio l’assessora regionale alle Infrastrutture, Irene Priolo, e il collega Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì, per affrontare il tema degli interventi sulla Ss67 Ravegnana.

«Si è trattato di un incontro importante, in cui abbiamo condiviso la priorità di un adeguamento per la SS67 Ravegnana, che sarà strategico per le due città romagnole – ha commentato Barattoni -. Abbiamo, di fatto, confermato la scelta progettuale attuata dalle precedenti amministrazioni e abbiamo chiesto alla Regione di inserire questo adeguamento nelle opere prioritarie per l’interesse di tutta l’Emilia-Romagna, dopo che già in passato questo Ente aveva contribuito a finanziare la progettazione dell’opera. Oggi, in particolare, ci siamo confrontati sulla ricerca dei finanziamenti che, insieme, ci siamo impegnati a mettere in campo nell’interesse comune, anche a partire dagli stralci funzionali più significativi».

«La Ravegnana è un’infrastruttura strategica per la crescita economica e occupazionale della nostra Regione – aggiunge Zattini -. Non si tratta, infatti, di rafforzare solo le modalità di collegamento tra i nostri due capoluoghi. Con il sindaco Barattoni e l’assessora Priolo abbiamo ragionato in maniera concreta sulla ripresa della progettazione funzionale al potenziamento e alla messa in sicurezza dell’attuale tracciato. Durante l’incontro, abbiamo condiviso l’inadeguatezza di una strada che non è in grado di sopportare gli attuali flussi di traffico e che, così come delineata, limita fortemente le potenzialità di sviluppo di un intero territorio. L’obiettivo principale, dopo il colloquio di oggi, è di intercettare finanziamenti e risorse concrete per mettere a terra i primi provvedimenti e definire un cronoprogramma preciso per l’avvio dei futuri lavori».

Dopo anni di lavori, inaugura il nuovo Pronto Soccorso di Ravenna

Dopo anni di lavori, il Pronto Soccorso di Ravenna si presenta nella sua nuova veste: a partire dalle 8 domani, mercoledì 6 agosto, saranno aperte le nuove aree, con ambienti più ampi, maggiore privacy, una camera calda (punto di accesso delle ambulanze) rinnovata e percorsi di accesso separati per i pazienti in arrivo autonomo.

I mezzi del 118 potranno tornare a utilizzare l’ingresso storico del Dea di Viale Randi, ora dotato di un triage dedicato per chi si presenta senza ambulanza. L’accesso carrabile e quello pedonale adiacente saranno raggiungibili seguendo la nuova segnaletica, studiata per semplificare il flusso in entrata e ridurre al minimo i tempi di attesa.

I lavori, avviati nel 2022 e seguiti dalla direttrice delle attività tecniche dell’Ausl Francesca Luzi, sono stati suddivisi in tre stralci per permettere al pronto soccorso di rimanere sempre operativo. L’investimento, nato nell’ambito del Piano di riorganizzazione rete ospedaliera emergenza Covid 19, è stato finanziato con i fondi nazionali per un totale di 9 milioni e 400 mila euro, contro i 7 milioni inizialmente preventivati.

Dopo le opere preliminari sui sottoservizi esterni, nel biennio 2023-2024 è stato completato un ampliamento di 700 metri quadrati che ha permesso di attivare 32 nuove postazioni dedicate ai casi di media e alta intensità, operative dall’ottobre scorso. Grazie all’avviamento delle postazioni, ha preso il via il terzo stralcio dei lavori, riguardante appunto la ristrutturazione dell’area del Pronto Soccorso.

La prima fase è stata completata in maggio e attivata in giugno, con la creazione di un’area di 400 metri quadri per l’Osservazione Breve Intensiva, passata da 8 a 12 posti letto (di cui uno dedicato per paziente infetto o immunodepresso), con un percorso di accesso del personale dotato di filtri in caso di eventi pandemici. È stata inoltre creata una nuova area per il Fast Track Ortopedico. Questa fase ha consentito di compensare la temporanea chiusura dei 24 posti letto dell’Admission and Discharge Room, necessaria per avviare i lavori dell’ultima parte del Piano Aziendale di riorganizzazione della rete ospedaliera legata all’emergenza Covid, che prevede l’implementazione di 8 posti letto di terapia intensiva attivabili nel presidio ospedaliero di Ravenna.

La seconda fase dei lavori, completata in luglio 2025 e attiva da domani, ha invece visto la realizzazione della nuova Camera Calda di 300 metri quadrati, all’interno della quale sono previsti 4 percorsi di accesso al Ps, uno per i pazienti deambulanti, uno per i pazienti trasportati in barella dall’ambulanza, uno per i pazienti gravi in codice rosso e uno per il percorso infetti (oggi non attivato). Dalla ristrutturazione della vecchia camera calda di 500 metri quadri è stata ricavata la nuova area accettazione – triage, costituita due punti di accoglienza, tre box di visita per accogliere fino a 4 pazienti, un locale bonifica, una zona d’attesa per pazienti deambulanti e relativi servizi oltre che un locale di pre-triage, sempre in caso di eventi pandemici.
Inoltre, i lavori hanno permesso di trovare spazio anche per una nuova area dedicata agli ambulatori per la bassa intensità, costituita da tre ambulatori e un locale terapie post visita. Infine, sono stati ristrutturati alcuni locali nel seminterrato, prevedendo, oltre ai vani tecnici, un locale per il deposito e lavaggio delle barelle.

Ad oggi resta da completare solo l’ultima fase dei lavori, che interesserà l’area dedicata ai Codici Rossi e alla radiologia, con termine previsto per dicembre 2025. L’area dell’alta intensità passerà dal poter ospitare 3 pazienti a 4, mentre la radiologia tradizionale e la Tac, al momento lasciate al grezzo in attesa di fondi, saranno affiancate dal completamento di un ambulatorio ecografico e di un locale destinato al personale di radiologia. Inoltre, la zona d’attesa per i pazienti in barella passerà da 100 a 200 metri quadrati. Infine, verranno riorganizzati gli spazi riservati al personale e ai locali di supporto, così come le aree più protette destinate a pazienti vittime di violenza o in condizioni critiche.

Il nuovo assetto vede dunque un aumento dell’area di complessivi 1500 metri quadri , passando a una superficie totale di 4 mila metri quadri. Questo permette un aumento significativo dei posti dedicati alla media complessità (da 14 si passa a 32), aumento delle postazioni per l’osservazione, barellati e codici rossi e un’area separata di attesa per ortopedia e codici minori. A rivoluzionarsi però è la concezione di flussi e funzionalità con un’area a bassa intensità all’ingresso, dotata di tre ambulatori (pediatria, area attesa barellati e ambulatorio per piccola chirurgia), area infetti, area diagnostica, e zona dedicata al personale.

Tra i progetti futuri, è contemplata anche la possibilità di realizzare una sopraelevazione di tre piani sulla vecchia camera calda, già strutturalmente rinforzata in questa fase. Questo intervento permetterebbe l’ampliamento del blocco operatorio con due nuove sale: una dedicata ai pazienti infetti e una di tipo ibrido. È inoltre previsto un potenziamento della terapia intensiva con l’aggiunta di ulteriori 8 posti letto.

Cervia riscopre la tradizione del tennis “In bianco e legno”, tra racchette vintage e beneficenza

Campi di terra rossa, divise bianche e racchette in legno: un tuffo indietro nella storia del tennis e nella tradizione cervese, con i suoi leggendari campi affacciati sul lungomare, che si concretizza per il terzo anno di seguito nel torneo-esibizione “Tennis in Bianco & Legno”.

L’iniziativa, nata quasi per gioco dall’idea di quattro amici, che un giorno decisero di sfidarsi in “tenuta vintage” per ricordare i pomeriggi di tennis della giovinezza, è cresciuta fino a diventare un importante appuntamento di beneficenza tra sport, cultura e convivialità.

Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno contato una sessantina di partecipanti e hanno devoluto gli incassi alla salina allagata e alla Caritas, quest’anno il torneo punta ancora più in alto, coinvolgendo per la prima volta tutti i circoli di Cervia e Milano Marittima che dispongono di superfici in terra rossa e preventivando una partecipazione di circa 150 sfidanti. Il ricavato dell’edizione 2025 sarà diviso tra Caritas e l’Rsa Busignani di Cervia.

Nelle serate dal 21 al 23 agosto i campi del Centro Tennis Lungomare, Circolo Tennis Cervia-Milano Marittima, Polisportiva 2000, Circolo Ten Pinarella e Circolo Tennis Hotel MarePineta ospiteranno in contemporanea una serie di match a eliminazione, in attesa della finale fissata per la giornata di domenica 24 ospitata dai campi del Lungomare, sede del primo circolo della città.

I requisiti per partecipare sono pochi ma stringenti: tenuta total white di rigore, racchetta vintage in legno (per chi non ne avesse una, gli organizzatori ne mettono a disposizione una cinquantina), voglia di divertirsi e, per i più giovani, la presenza nella coppia di un giocatore più maturo, che abbia iniziato a giocare proprio con le racchette “di una volta”.

«Proprio ora che Sinner ha riportato il tennis sotto i riflettori, abbiamo voluto mettere in risalto il suo valore culturale e il legame profondo con la città di Cervia, che dispone oggi di una cinquantina di campi ma arrivò a contarne più di cento in passato – racconta Giancarlo Coffari, maestro di tennis con oltre 40 anni di esperienza e tra gli ideatori del torneo, insieme a Gianluca Bagnara e Paolo Zamagna -. Quando i miei coetanei impugnano una racchetta di legno, fanno un viaggio nei ricordi e nella loro adolescenza, mentre i più giovani sono incuriositi da uno strumento e da uno stile di gioco così diversi da quelli moderni. Le racchette in carbonio, leggere e potenti, sprigionano una velocità di palla impensabile per quell’epoca. Con il legno, invece, le partite sono più lente e faticose, ma proprio questo ci ricorda che l’obiettivo principale dell’iniziativa è valorizzare l’aspetto culturale e conviviale, più che quello agonistico». Per l’occasione, sono attesi a Cervia alcuni nomi che hanno segnato la storia del tennis, come Paolo Pambianco, Raffaella Reggi e Sandra Cecchini, due tra le più importanti rappresentanti del tennis femminile italiano degli anni ’80 e madrine del torneo.

Prima dell’inizio della competizione, martedì 20, è in programma una serata di presentazione ai Magazzini del Sale, con proiezione di foto e testimonianze storiche e raduno sotto la torre San Michele per lo scatto della foto “in bianco e legno”: «Speriamo di creare un’immagine iconica, un vero e proprio documento che celebri il legame profondo tra la città e il tennis. Vediamo questa cartolina come un simbolo turistico per Cervia» continua Coffari.

Domenica 24 invece, al termine dello scontro finale, la Darsena del Sale ospiterà una cena di Gala a chiusura della manifestazione.
Da quest’anno, gli organizzatori hanno fondato anche l’associazione culturale no profit “Tennis in bianco e legno”, con Reggi e Cecchini come socie onorarie. Per rimarcare il legame con la sfera culturale, sono partiti in questa stagione i primi incontri in collaborazione con la rassegna Cervia ama il libro, come la presentazione di Leonardo Iannacci del suo “Sinner, una faccia pulita”, proprio nella cornice del Circolo Tennis di Milano Marittima. Un primo passo verso un calendario che nei prossimi anni si arricchirà di ulteriori appuntamenti, a conferma della vocazione trasversale dell’iniziativa, nata per unire sport, tradizione e socialità.

Anna Leonardi e Michele Marco Rossi nominati ufficialmente come nuovi direttori artistici

Anna Leonardi e Michele Marco Rossi sono stati ufficialmente nominati nuovi direttori artistici del Ravenna Festival, confermando l’anticipazione fatta dalla presidente onoraria Cristina Mazzavilani Muti durante la presentazione dell’ultima edizione della rassegna. La nomina è stata ratificata all’unanimità nel pomeriggio di ieri, 4 agosto, nel corso della riunione del rinnovato Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ravenna Manifestazioni, presieduto dal sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, e composto dalla vicepresidente Livia Zaccagnini, dall’ingegner Ernesto Giuseppe Alfieri, dalla sindaca di Lugo Elena Zannoni e dal sindaco di Cervia Mattia Missiroli.

A lasciare, come era noto, è uno dei due storici direttori artistici Franco Masotti, mentre l’altro, Angelo Nicastro, affiancherà Leonardi e Rossi nella predisposizione del programma artistico della prossima edizione del 2026.. Qui la nostra intervista di qualche mese fa, dove raccontano le future prospettive del Festival.

«Con l’individuazione della co-direzione artistica – dichiara il Barattoni – si apre una fase nuova della vita del Festival. Si tratta di una scelta che indica la strada di un rinnovamento generazionale da cui ci aspettiamo, oltre a nuovi spunti e traiettorie curatoriali, la capacità di dialogare con un tessuto culturale ricco e vitale come quello di Ravenna. Il mandato che è stato affidato ad Anna Leonardi e Michele Marco Rossi, a cui con fiducia auguriamo buon lavoro, è legato ad un progetto triennale per mettere in condizioni i nuovi direttori artistici di programmare e instaurare un rapporto profondo con il territorio. Questa, per me, è l’occasione anche per un sentito ringraziamento a nome di tutta la città a Franco Masotti, per lo straordinario e preziosissimo lavoro operato in questi anni di direzione artistica del Festival».

Un questionario online per conoscere l’opinione dei cittadini sui servizi digitali

Un questionario online per sondare l’esperienza dei cittadini nella fruizione dei servizi digitali erogati dal Comune di Ravenna. Questo il nuovo progetto dell’amministrazione per raccogliere esperienze concrete sull’utilizzo dei servizi comunali. Il form è compilabile in pochi minuti e resterà online fino al 30 agosto. Tra gli oggetti dell’indagine, la tipologia di servizi più utilizzata, come vengono raggiunti, quali aspetti funzionano al meglio e quali invece possono essere migliorati.

«Il contributo di ciascun cittadino è prezioso per costruire, in modo condiviso, servizi più efficienti, inclusivi e capaci di rispondere alle esigenze quotidiane delle persone – commentano dal Comune -. L’indagine rappresenta un’occasione concreta per contribuire allo sviluppo di politiche digitali basate sull’evidenza e orientate al miglioramento continuo».

Il questionario è stato realizzato in collaborazione con Fpa (innovazione nella pubblica amministrazione) e ICity Club, l’osservatorio della trasformazione digitale urbana.

Si allontana da casa e scompare nei campi: rintracciato anziano a Conselice

Momenti di apprensione nella notte di domenica 3 a Conselice, per la scomparsa di un anziano residente in paese, allontanatosi da casa in mattinata senza più dare notizie. L’uomo è stato ritrovato nella notte dai Carabinieri, affaticato ma in buone condizioni di salute.

L’allarme è scattato poco dopo mezzanotte, quando i familiari hanno contattato il 112 non vedendolo rientrare. Secondo quanto riferito, l’anziano era solito recarsi in alcuni campi agricoli nei dintorni dell’abitazione per raccogliere frutti, senza portare con sé né documenti né telefono cellulare.

I Carabinieri della stazione locale, quindi, dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie, hanno immediatamente attivato le ricerche nell’area interessata, facendo convergere diverse pattuglie presenti sul territorio. Dopo circa un’ora, appena prima di allargare le ricerche e attivare il protocollo per la ricerca delle persone scomparse in collaborazione con la con la Prefettura, una squadra ha individuato l’uomo in un campo agricolo non lontano da casa.

Il malcapitato, infreddolito e provato, ha raccontato ai soccorritori di essere rimasto impigliato tra alcune sterpaglie, senza riuscire a liberarsi da solo. Sul posto è intervenuto anche il personale sanitario del 118, che ha verificato le condizioni dell’anziano, giudicate buone. L’uomo è stato infine riaccompagnato a casa e affidato ai suoi cari.

Si aspettano il via libera dal ministero per l’installazione di 45 nuovi dispositivi di videosorveglianza

Si attende la conferma del Ministro per procedere con l’installazione dei nuovi sistemi di videosorveglianza a presidio del territorio: il progetto del Patto per la Sicurezza urbana, firmato negli scorsi giorni in Prefettura, dalle Unioni della Bassa Romagna e della Romagna Faentina prevede l’installazione di 45 nuove telecamere nei comuni di Cotignola, Alfonsine e Bagnacavallo. La richiesta per il co-finanziamento è già stata inoltrata al Ministero dell’Interno, se verrà accolta in toto si procederà con l’installazione di 28 dispositivi a Cotignola, 9 ad Alfonsine e 8 a Bagnacavallo, in caso contrario, il numero degli impianti sarà ridimensionato.

L’obiettivo è quello di rafforzare i controlli agli accessi veicolari dalle principali arterie stradali verso i centri abitati. Il progetto punta inoltre ad installare sistemi automatici di sorveglianza in punti particolarmente sensibili delle città come scuole, asili, parcheggi, sottopassi, locali di pubblico accesso e piazze.

«La firma sul patto per la Sicurezza urbana consolida ulteriormente la collaborazione fra le istituzioni dello Stato, dalla Prefettura ai Comuni, fino alle forze dell’ordine – commenta Mattia Galli, sindaco referente per la Sicurezza dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna -. Aderire al patto significa concretizzare questo sforzo, mettendo in campo sistemi di controllo automatico che potranno migliorare non solo la percezione ma proprio la sicurezza stessa del cittadino».

Le Terme di Riolo continuano a crescere, tra ritiri sportivi e gemellaggi con la Puglia

Stagione positiva per le Terme di Riolo, che consolidano il proprio ruolo come punto di riferimento per il benessere e la salute in Romagna, aprendosi anche allo sport. Lo stabilimento registra infatti dati in leggera crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, già di per sé positivo, anche e soprattutto grazie al legame stretto con il territorio e con i suoi cittadini: «È importante per noi ricordare che le terme non sono solo luogo di cura, ma anche di prevenzione e benessere, un posto dove stare bene e riscoprire uno stile di vita sano» sottolinea Emanuele Salvatori, responsabile marketing dello stabilimento, proprio nei giorni in cui si apre un nuovo servizio pensato per la comunità riolese, un punto prelievi realizzato in collaborazione con Synlab, tra i principali operatori del settore (disponibile il martedì e il venerdì dalle 7.30 alle 9).

Da non sottovalutare, come detto, l’importanza del connubio tra sport e benessere: proprio negli ultimi giorni si è concluso a Riolo Terme il ritiro del Rimini calcio, coinciso con il cambio di proprietà del club, che ha segnato un precedente molto positivo. «Si tratta della prima squadra di professionisti che abbiamo avuto il piacere di ospitare in questi anni – continua Salvatori – il nostro impegno e le caratteristiche uniche della struttura sono state apprezzate: il club ha ringraziato ufficialmente hotel, centro termale e staff, sottolineando l’elevato livello dei servizi. Gli atleti hanno potuto usufruire di piscina termale, percorso vascolare, palestra, centro termale e poliambulatorio, con un’attenzione professionistica che allevia la fatica fisica con un percorso di rigenerazione muscolare. Inoltre, sono stati particolarmente apprezzati il nuovo campo da calcio di Casola Valsenio e l’ospitalità del Grand Hotel di Riolo».

Non solo calcio però: le Terme stanno diventando un punto di riferimento anche per hikers e ciclisti, come dimostra l’attività dell’Accademia Zappi (fondata dall’ex ciclista professionista Flavio Zappi) che vede i propri atleti usufruire spesso dei servizi della struttura termale. Il territorio offre inoltre percorsi naturali unici, come i sentieri della Vena del Gesso “Patrimonio mondiale Unesco”, ideali per escursioni da praticare a livello professionale o amatoriale e da combinare al relax termale.

Per rimarcare il proprio sostegno concreto al territorio poi, le Terme di Riolo aderiscono al recente progetto Ravenna Card, promosso da Spasso in Ravenna e Mediatip per incentivare il commercio locale. Attraverso la card sarà possibile beneficiare di sconti e agevolazioni sui servizi dello stabilimento termale, rafforzando la rete di collaborazioni sul territorio. Parallelamente, sono state attivate nuove convenzioni con realtà locali, come la BCC Romagna Occidentale: «Vogliamo investire sul territorio e vogliamo restituire valore ai cittadini che lo vivono ogni giorno. È a loro che dobbiamo i nostri successi, e vogliamo rendere il benessere sempre più alla portata di tutti».

Buono anche il riscontro della fascia più giovane (0-16 anni) e le prospettive di apertura verso il sud Italia: nel mese di luglio, infatti, il team di Riolo Terme ha organizzato alcune missioni in Puglia, territorio storicamente connesso alla struttura termale romagnola, per incontrare sindaci e assessori alle Politiche di Welfare e improntare un nuovo dialogo sul tema del benessere, con pacchetti che prevedono benefit e agevolazioni su base chilometrale, “Da più lontano arrivi – meno spendi”. «Una proposta che rispecchia la missione delle Terme di Riolo: non solo luogo di cura, ma un potenziale hub turistico orientato al benessere e alla qualità della vita» conclude Salvatori. Già in questo mese di agosto è previsto un primo arrivo da Lecce.

Latitante da un anno, nascondeva in casa cocaina, contanti e armi. Arrestato insieme alla compagna

Blitz della polizia di stato di Ravenna nel pomeriggio di ieri (4 agosto): un cittadino albanese, latitante da luglio 2024, è stato arrestato insieme alla compagna. Nella loro abitazione gli agenti hanno rinvenuto oltre tre chili di cocaina, un’arma da fuoco rubata e denaro contante.

L’uomo era stato condannato a quattro anni e otto mesi di reclusione a seguito di reati di droga. A seguito di recenti approfondimenti investigativi, la squadra mobile lo ha rintracciato in una zona del forese ravennate, dove si nascondeva con la compagna. Al momento del fermo, la coppia deteneva dosi di già cocaina confezionate sottovuoto e un coltello a serramanico. La perquisizione estesa all’appartamento ha permesso di scoprire un vero e proprio deposito: 3,3 chili di cocaina, una revolver calibro 357 risultata rubato a Pisa nel 2022, munizioni e contanti.

I due sono stati arrestati con le accuse di detenzione di sostanze stupefacenti e possesso illegale di arma da fuoco e sono stati trasferiti nel carcere di Forlì. L’operazione rientra nel progetto nazionale “Wanted 2025”, coordinato dal Servizio Centrale Operativo, che punta a individuare e catturare latitanti di alto profilo criminale in collaborazione con le autorità di polizia estere.

Un intervento di riqualificazione da 200 mila per l’impianto termico dell’asilo “Il Gabbiano”

Edilizia scolastica, approvato il progetto per la riqualificazione dell’impianto termico della scuola dell’infanzia “Il gabbiano”

È stato approvato negli scorsi giorni il progetto di riqualificazione dell’impianto termico a servizio della scuola dell’infanzia “Il gabbiano”, in via Rotta 44. L’intervento di ammodernamento prevede un costo totale di 200 mila euro, finanziato nel Piano investimenti 2025.

Il cantiere si aprirà a breve, in modo da ultimare i lavori prima dell’inverno e garantire il servizio di riscaldamento durante la stagione scolastica. Si provvederà al completo rifacimento della centrale termica con un nuovo generatore di calore a condensazione, alla realizzazione di nuove linee di distribuzione idronica e all’installazione di terminali di emissione (radiatori con valvole termostatiche e sistemi di protezione anti urto per bambini) per il riscaldamento invernale.

Si spegne a 89 anni Genunzio Silvagni, icona romagnola del mondo dei motori

Si è spento a 89 anni Genunzio Silvagni, storica figura dell’automobilismo e motociclismo romagnolo. L’uomo ha accusato un malore in mare intorno alle 13 di ieri, 4 agosto, nelle acque a nord dello stabilimento Oasi di Lido Adriano. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, è stato un bagnante a notare il corpo senza sensi e a trascinarlo a riva, dove sono intervenuti i bagnini di salvataggio e il personale del 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, per Silvagni non c’è stato nulla da fare.

In spiaggia anche la moglie, che ha accusato a sua volta un malore per lo shock ed è stata trasportata in ospedale. Silvegni, originario del forlivese, si era distinto fin dalla giovane età nel panorama dei motori in romagna. Pilota già a 17 anni, nel 1954 era entrato nella scuderia di Moto Morini. Il suo palmarès comprende centinaia di vittorie, anche in competizioni nazionali ed europee.

A ricordarlo con affetto in un post condiviso sui social anche il racing team forlivese Le Fonti: «Per il momento possiamo dire solo grazie per averci fatto da “Maestro”, non solo per la parte sportiva ma soprattutto un “Maestro” di vita, ci hai insegnato valori importanti che non dimenticheremo mai. Genunzio Silvagni sei stato una parte importante della nostra scuderia e se dopo 32 anni siamo ancora qui ad organizzare e partecipare a gare è anche merito tuo, ci mancherai tantissimo».

Arrestato a Riccione anche l’ottavo membro della baby gang dei Cas ravennati

È stato arrestato a Riccione l’ottavo minore coinvolto nell’inchiesta della Procura per smantellare la baby gang di giovani tunisini accusata di rapine, furti e aggressioni nella provincia di Ravenna. Secondo quanto riportato dai principali quotidiani in edicola oggi, il ragazzo sarebbe stato fermato dai carabinieri per un controllo mentre passeggiava per il centro, facendo scattare l’arresto.
Manca un solo nome ora per completare la lista degli indagati: si tratta di nove minorenni, tutti nati in Tunisia tra il 2007 e il 2009 e poi arrivati in momenti diversi in Italia senza famiglie. L’accusa è quella di rapina, furto, lesioni, minacce, ricettazione, porto abusivo di armi e tentato omicidio, per un totale di oltre 30 episodi. La procura per i minori di Bologna, che coordina l’inchiesta condotta dalla polizia di Stato, contesta anche il reato di associazione per delinquere, circostanza di particolare gravità. L’analisi delle modalità di azione, infatti, avrebbe evidenziato un gruppo con una struttura organizzata e ruoli distinti ricorrenti nei diversi casi.
I primi sette sono stati arrestati nelle scorse settimane: due sono stati catturati a Ravenna, due a Parma, uno a Pescara, uno a Sulmona e uno a Caserta e si trovano ora rinchiusi in un istituto penale per minorenni.

Il gip nell’ordinanza parla di “fenomeno ravennate”. Il gruppo infatti si sarebbe conosciuto nell’estate del 2024 all’interno dei Cas della provincia, dando vita alla banda. Da subito il loro atteggiamento si è mostrato problematico, portando in pochi mesi alla chiusura della struttura che li ospitava. I tentativi di ricollocamento in strutture fuori dalla provincia si sono rivelati vani: ogni volta infatti trovavano modo di scappare, per ritrovarsi nelle zone del ravennate, imolese e riminese. 

Oltre ai furti (che prendevano di mira soprattutto coetanei) infatti si contano anche diversi reati contro la persona, volti a stabilire il “controllo” sul territorio, soprattutto nelle aree in prossimità delle stazioni. Tra gli episodi più gravi, l’accoltellamento di un 17enne in piazza Duomo a Ravenna, lo scorso 15 luglio.

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