Rimarrà inalterato lo spazio dedicato a proiezione e platea (348 posti a sedere) che poi verrà ceduto gratuitamente al Comune ma sarà ridotto lo spazio circostante (300 mq saranno utilizzati per l’espansione dell’adiacente punto vendita Conad)
Per 323mila euro la cooperativa Commercianti indipendenti associati si è aggiudicata il bando pubblico dell’Ausl per l’acquisto dell’area di 1.500 mq in centro in cui sorge lo storico cinema all’aperto. Il gruppo Conad ha presentato un progetto da altri 300mila euro circa per la ristrutturazione: rimarrà inalterato lo spazio dedicato a proiezione e platea (348 posti a sedere) che poi verrà ceduto gratuitamente al Comune ma sarà ridotto lo spazio circostante (300 mq saranno utilizzati per l’espansione dell’adiacente punto vendita Conad). Il cantiere aprirà al termine della stagione estiva imminente per essere completato nel 2018. A seguire inizieranno i lavori per ampliare il negozio.
Questi i dettagli dell’intervento. Per conservare l’anima verde dello spazio, un elemento chiave della sua identità, saranno piantumati alberi ad alto fusto (nove metri di altezza ciascuno) lungo tutta la parte sinistra antistante il proscenio. Il progetto di riqualificazione potrà inoltre essere arricchito dello spazio oggi ex officina, che attualmente è in stato di abbandono e potrebbe diventare uno spazio nuovo per la cultura di Faenza, un punto di attrazione per il centro storico in cui ospitare attività complementari a quelle dell’Arena Borghesi. Conad coinvolgerà istituzioni, associazioni e imprese del territorio per valutare insieme proposte progettuali.
«L’Arena Borghesi deve rimanere uno spazio culturale pubblico, a disposizione di tutti i faentini e di tutti gli appassionati della settima arte – si legge in un comunicato della Cia –. L’attenzione per i territori in cui siamo nati e operiamo fa parte dei nostri valori da sempre. Ogni anno sosteniamo il territorio in vari settori di attività, investendo cifre importanti per l’associazionismo, lo sport, la cultura. Siamo disponibili a destinare una parte di queste risorse per sostenere iniziative cinematografiche e culturali, anche in collaborazione con l’ente gestore dell’Arena».
Trentesimo posto per il lido, unica località ravennate in graduatoria, nella classifica calcolata sulle preferenze degli utenti del portale per alberghi
Lido di Classe è al trentesimo posto nella classifica delle località italiane che sono cresciute di più negli ultimi due anni tra le ricerche su Trivago, motore di ricerca online per alberghi e strutture ricettive. L’aumento per la località costiera (unica meta ravennate tra le prime 50 della graduatoria) è del 22 percento. Nei primi cinquanta posti calcolati sulle preferenze degli utenti, altre tre destinazioni dell’Emilia-Romagna: Misano al 22esimo, Modena al 47esimo e Salsomaggiore Terme al 50esimo.
Atletica Leggera / Domani alla Galleria comunale d’arte della città manfreda la ex fuoriclasse azzurra sarà la madrina delle celebrazioni organizzate in onore della fondazione della storica società. In precedenza la vincitrice di tre medaglie olimpiche sarà presente a una dimostrazione di salto in alto in Piazza del Popolo
L’ex fuoriclasse azzurra Sara Simeoni
Ci sarà anche Sara Simeoni, la più grande saltatrice in alto azzurra di sempre, alle celebrazioni per i sessant’anni di vita dell’Atletica 85 Faenza. Domani, alle ore 18.30, nella Galleria comunale d’arte della città manfreda la vincitrice di tre medaglie olimpiche (una d’oro e due d’argento) sarà la madrina della cerimonia organizzata per ricordare l’attività della storica società sportiva di atletica leggera. La ex fuoriclasse veneta sarà inoltre presente a un gustoso antipasto dell’evento, alle ore 17 in Piazza del Popolo, dove assisterà a una dimostrazione di salto in alto dove si esibiranno alcuni giovani atleti faentini.
L’Atletica 85 Faenza nasce nel 1957, un anno che allo stesso tempo è punto di arrivo e di partenza, un filo che lega l’atletica leggera alla più ampia e profonda storia dello sport faentino e partita dalla fondazione, nel 1912, dell’Athletic Club Faenza, in seguito rinominato Club Atletico Faenza. Uno snodo che prende il via dalle gesta e dall’impegno di atleti e dirigenti come Pietro Babini, Diego Liverani, ma soprattutto di Aldo Pancrazi. Il 1957 annoda in quel filo della tradizione del primo Novecento quello che sarà il percorso che porta ai giorni nostri, quando il Csi Faenza si affilia alla Federazione Italiana di Atletica Leggera, vedendo la nascita del Csi Atletica Faenza, che si rivolgeva ai maschi, e in parallelo della Libertas Cisa, dedicato alle femmine.
Il velocista Livio Berruti a Faenza nel 1962
Questa situazione si mantiene fino alla metà degli anni Settanta, quando le due società aprono le porte sia al settore femminile sia a quello maschile. Viene così a crearsi uno stato di rivalità che, in una piccola città come Faenza, non porta buoni risultati. Il 1985 è l’anno della grande svolta, con l’Atletica Faenza e la Libertas Cisa che decidono di fondersi, unendo le forze per poter meglio gestire il nuovo impianto intitolato a uno dei più grandi dello sport dell’atletica leggera faentina e nazionale, quello del tecnico Raffaele Drei, facendo così nascere l’Atletica 85 Faenza.
Il periodo 1957-2017 racchiude quindi dentro di sé sessant’anni di atletica leggera faentina costellati di risultati e imprese, fino alle gesta di chi ha indossato la maglia azzurra. Sono due le immagini che rendono l’idea: il giro di pista di Saverio Gellini, azzurro dei 400 ostacoli, e la foto in bianco e nero di Livio Berruti che taglia il traguardo dei 100 metri, ospite nell’allora Gran Premio delle Ceramiche del 1962.
Al momento l’Atletica 85 conta quasi 500 tesserati, di cui oltre 200 agonisti, e continua a investire sul futuro e sui giovani. Il 2017, inoltre, è un anno ancora più importante per l’inizio di una stretta collaborazione con altri due gloriosi club faentini, il Club Atletico Faenza Lotta e il Centro Sub Nuoto Club 2000, attraverso Faenza Sport. Per ricordare il sessantesimo anniversario della sua fondazione, l’Atletica 85 Faenza ospiterà il 24 e il 25 giugno la fase regionale del Campionato regionale disocietà e il 6 settembre la 21esima edizione del Memorial Fantinelli, un meeting dedicato a un altro protagonista dell’atletica leggera e dello sport faentino, Claudio Fantinelli, allenatore ed educatore di generazioni di faentini e faentine.
Controlli del Nas nella filiera casearia: sequestrate materie prime, sanzionati imprenditori
Celle frigorifere vetuste e invase da muffe, intonaco cadente dal soffitto proprio sopra i formaggi freschi in attesa di confezionamento: condizioni igienico-sanitarie e strutturali critiche riscontrate dai carabinieri del Nas (nuclei antisofisticazioni e sanità) nei laboratori di produzione e stoccaggio di latticini di un caseificio nel Ravennate. I militari hanno disposto la sospensione dell’attività e il sequestro di materie prime con sanzioni per alcune migliaia di euro.
L’intervento nel Ravennate rientra in una più vasta operazione condotta dal Nas nel primo trimestre del 2017 sulla filiera produttiva del settore lattiero-caseario, nelle provincie di Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena. Le ispezioni hanno interessato oltre 40 aziende. In totale sequestrati 5 quintali di materie prime (starter di attivazione di fermentazione, fermenti lattici scaduti da anni) per un valore di circa 50mila euro, 10 sanzioni amministrative per 17mila euro totali, sei segnalazioni all’Ausl.
Volley Serie B1 femminile playoff / Nel ritorno dei quarti le ragazze di Breviglieri travolgono con un netto 3-0 la Giovolley e staccano il pass per la semifinale, dove se la vedranno con le umbre della Tuum. Prossimo impegno mercoledì al PalaCosta
La centrale dell’Olimpia Cmc Camilla Neriotti in azione contro Aprilia
Bella prova di forza dell’Olimpia Cmc, che nel ritorno dei quarti di finale playoff di Serie B1 bissa ad Aprilia il successo dell’andata e si qualifica per la semifinale. Il risultato del match disputato in terra laziale è lo stesso della partita di domenica scorsa, 3-0, con la differenza però che i parziali sono ancora più netti, frutto di una sfida che in pratica non ha mai avuto storia. Nel prossimo turno le ravennati se la vedranno con la Tuum Perugia: anch’essa ha concesso il bis in gara2, travolgendo in tre frazioni la Volleyro Casal de’ Pazzi Roma. In attesa dell’ufficializzazione della Federvolley, il primo match della semifinale si terrà mercoledì prossimo al PalaCosta di Ravenna (inizio ore 20.30).
I due allenatori schierano gli stessi sestetti di domenica scorsa, con Federici che punta sulla palleggiatrice Gatto, l’opposto Gioia, le schiacciatrici Kranner e Liguori e le centrali Guidozzi e Corvese (Lorenzini libero). Il coach Breviglieri disegna la sua Olimpia Cmc con Lancellotti in diagonale con Benazzi, Rossini e Babbi in banda e Assirelli e Neriotti al centro, mentre Panetoni è in seconda linea. Nel primo set le ravennati spingono con Rossini per il 5-7 e Babbi per l’8-12, fuggendo in modo definitivo con Assirelli (9-16) e passando in vantaggio grazie a Benazzi, Rossini e Babbi: 17-25. La seconda frazione è ancora meno lottata: la Giovolley si presenta con Borelli al posto di Kranner, ma è ancora un monologo delle bizantine, subito spinte sul 5-10 da Assirelli, ben imitata da Neriotti (7-14) e Babbi (11-20). Acquisito un tale divario, è un attacco sbagliato di Gioia a regalare il 2-0 al primo set ball: 14-25. Nel terzo periodo il tecnico Federici si gioca l’ultima carta rappresentata dalla regista Muzi e c’è un po’ più di equilibrio in campo, con le laziali che restano a stretto contatto (5-5 e 11-12) fino a quando Assirelli e Rossini non accelerano: 13-17. Neriotti e Rossini aumentano il gap (15-22) e Babbi alla seconda occasione mette la parola fine alla partita: 18-25.
A fine maggio quattro giorni di festival. Gli amministratori: «Questo è il primo passo per il ritorno di questo tipo di turismo a Lido di Dante, vogliamo valorizzarlo»
Dopo il dietrofront sulle feste in spiaggia arriva un altro cambio di rotta dell’amministrazione di Michele De Pascale rispetto alle politiche che avevano caratterizzato i dieci anni di Fabrizio Matteucci. In questo caso riguarda il naturismo, fenomeno ormai radicato a Lido di Dante. La vecchia amministrazione, anche a causa di alcuni vincoli ambientali, non aveva più dato in concessione l’area ai naturisti. De Pascale cambia rotta firmando l’ordinanza che individua l’area da destinare alla pratica del naturismo in occasione del Festival Naturista che si svolgerà dal 25 maggio al 28 maggio. Si tratta della porzione di arenile a Lido di Dante, con inizio a circa 50 metri dalla perpendicolare alla battigia dello stradello pinetale esistente per 400 metri in direzione sud. L’ufficio territoriale per la Biodiversità di Punta Marina dei carabinieri forestali ha già dato il suo okay. L’ordinanza prevede l’installazione di servizi igienici idonei per la durata del festival, il divieto di attraversamento della duna costiera, un servizio di salvataggio e il divieto di praticare il naturismo fuori dall’area.
De Pascale e l’assessore al Turismo Giacomo Costantini spiegano che questo è «solo un primo passo nel percorso di regolarizzazione di un fenomeno già in passato accolto da Lido di Dante e di cui il territorio ha esperienza. Intendiamo ragionare insieme sulle modalità più opportune per continuare ad accoglierlo, nel rispetto delle regole, dell’ambiente e della sicurezza di tutti. Confidando che gli organizzatori sapranno onorare gli accordi, mantenendo alta l’attenzione, la qualità e il rispetto dell’ambiente nello svolgimento dell’iniziativa».
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine a scatenare la rabbia dell’uomo il mancato alloggio nella struttura
Avrebbe dato fuoco all’auto di un operatore della comunità Papa Giovanni XXIII a Faenza. Con questa accusa è finito in carcere un 32enne di origine nigeriana trovato in possesso di un accendino e che avrebbe confessato il gesto poco dopo. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine intervenute a spingere l’uomo al gesto è stata la convinzione che l’operatore, proprietario dell’auto, gli impedisse l’alloggio nella struttura.
Secondo quanto verificato, però, il nigeriano non avrebbe titolo ad essere ospitato nella comunità e avrebbe avuto scontro anche con altri ospiti. Due giorni fa era stato arrestato dai carabinieri di Faenza per resistenza che erano intervenuti su richiesta degli operatori di comunità.
L’incendio è stato segnalato a mezzanotte. Dopo l’arresto è stato portato in carcere. Su di lui gravano le accuse di incendio doloso, danneggiamento aggravato e violazione di domicilio.
Presentato il progetto di riqualificazione che ha vinto il bando pubblico: la società capofila è la Fonoprint di Bologna, sala d’incisione di cantanti come Morandi, Vasco Rossi e Dalla. Apertura prevista nel 2019: un percorso benessere Spa, chioschi con cucine a vista, l’attracco per barche dal mare, un cortile per eventi tv e uno studio radiofonico il collaborazione con Radio 105
Un percorso termale tra sale e opere d’arte, un palco per la musica dal vivo, un cortile per eventi televisivi, uno studio radiofonico, uno show room di moda, un attracco per le barche e chioschi con cibo di qualità e cucina a vista. Sono i contorni principali del progetto di riqualificazione per il Magazzino Darsena di Cervia che ha vinto il bando pubblico del Comune. Tre erano le proposte in gara e quella che ha convinto maggiormente la commissione tecnica è stata presentata da Leopoldo Cavalli, proprietario di numerose imprese nel mondo del design, arredamento, musica. In particolare la capofila è l’azienda Fonoprint con sede a Bologna, prestigiosa sala d’incisione di cantanti come Gianni Morandi, Vasco Rossi e Lucio Dalla. Il modello di riferimento è una positiva esperienza analoga a Milano con la riqualificazione di un grande cinema diventato un polo d’attrazione internazionale.
Il progetto si prefigge di regalare benessere agli ospiti, suddividendosi in cortili, dal cibo di qualità, ai percorsi sensoriali visivi con l’arte, con i profumi, con i trattamenti Spa, percorsi di sale, musica dal vivo e moda. Quasi due milioni l’investimento del privato al quale si aggiungono i 2,85 milioni della Regione ed i due milioni del Comune. Il progetto vincitore per la commissione ora dovrà essere approvato formalmente dalla giunta Coffari, mentre le prossime tappe sono la gara per la progettazione e poi per la realizzazione dei lavori. Nel 2019 è prevista l’apertura del Magazzino.
Al piano terra sono previsti alcuni chioschi con cucina a vista che proporranno cibi di qualità, tra cui spicca la prima partnership importante con i prodotti di San Patrignano. Nella proposta a vaglio della giunta i chioschi comunicheranno all’esterno attraverso le porte esistenti trovando tavolini e sedute con vista sul canale nel periodo estivo. Sul lato nord del Magazzino con ingresso sul viale Oriani, trova spazio la parte dedicata al benessere e Spa in collaborazione con le Terme di Cervia e Nuage Beauty Accademy.
Salendo ai piani superiori, entrando dall’ingresso principale lato canale, trova spazio l’anima culturale, musicale e dedicata alla moda e design. Un palco per musica acustica di giovani artisti, libri, una sala registrazione di pregio e uno studio radiofonico in collaborazione con Radio 105. In questo piano ci sarà anche uno spazio conferenze e trova spazio lo show-room curato da Julian Fashion. Qui si concentra il cortile più mondano ed artistico con una partnership per eventi televisivi con il regista Roberto Cenci. L’ultimo piano si ricollega alla Spa, creando un percorso sensoriale e del benessere nel sale, alternando una vista sul canale ad opere d’arte.
All’interno verrà mantenuta l’acqua con un piccolo attracco per le barche. Il resto sarà un giardino di fiori e ninfee per richiamare l’elemento della città verde e giardino. All’esterno un pontile galleggiante, attracco per i taxi d’acqua per chi vorrà raggiungere questo luogo anche dal mare.
Il sindaco Luca Coffari è soddisfatto: «Il progetto vincitore è bellissimo, sarà una svolta epocale per la città, con un luogo di livello europeo aperto tutto l’anno. Sarà una piazza coperta per far crescere tutta la località. Il recupero del Magazzino Darsena è un’opera strategica, che cambierà il volto della nostra città. Stiamo procedendo per restituire a Cervia uno degli elementi di forte identità per la comunità». Altrettanto soddisfatto il titolare della Fonoprint: «Abbiamo presentato un progetto coraggioso e ambizioso e per il quale con il prezioso supporto dell’architetto Fontana abbiamo cercato di coinvolgere le migliore eccellenze a livello nazionale, per valorizzare al meglio questo magnifico patrimonio».
Il tour di concerti della cantautrice romana Paola Turci farà tappa anche a Marina di Ravenna: appuntamento nella piazza di Marinara sabato 8 luglio in occasione della Notte Rosa. L’evento, pubblicato sul sito internet della cantante classificatasi al quinto posto all’ultima edizione di Sanremo con il brano “Fatti bella per te”, è di fatto il primo live di spessore in occasione della Notte Rosa giunta alla dodicesima edizione che comincerà dal tramonto del 7 luglio per tre giorni.
Già in calendario i concerti di Baustelle e Tony Allen: il Comune ha avviato un confronto con Bologna per arrivare a una deroga, il piano B del Ravenna Festival che organizza i due live sarebbe il Pala De Andrè
Uno degli spettacoli del Ravenna Festival sul palco del Palazzo San Giacomo
Per tutelare le colonie di pipistrelli che sarebbero presenti a Palazzo San Giacomo di Russi, la Regione ha disposto lo stop ai concerti nella vasta arena naturale all’aperto tra l’argine del fiume Lamone e l’antica residenza estiva dei conti Rasponi costruita a fine del XVII secolo. Al momento, se non arriveranno modifiche al provvedimento di Bologna di cui si apprende da Il Resto del Carlino di oggi, dovranno traslocare le esibizioni dei Baustelle e di Tony Allen in calendario il 16 e 17 giugno nel cartellone del Ravenna Festival. La direzione della kermesse musicale ha già in tasca il piano B – previsto in via cautelativa a prescindere in caso di maltempo per ogni evento all’aperto – che per questi due eventi non potrebbe che essere il Pala De Andrè a Ravenna per via della platea attesa ma il Comune di Russi è al lavoro con l’amministrazione regionale per arrivare a una mediazione che consenta di mantenere gli spettacoli già fissati. Non sono quindi a rischio i due attesi appuntamenti ma al momento è in via di definizione dove si svolgeranno.
L’appuntamento al San Giacomo con il Ravenna Festival è ormai una consuetudine estiva che va avanti da oltre un decennio. Il divieto della Regione arriva quest’anno, con una comunicazione di fine aprile, con riferimento alla specificità dell’area che ricade nelle zone naturali protette. L’amministrazione di Russi ha informato il Festival nel pomeriggio del 15 maggio comunicando di aver già avviato un confronto con la Regione. L’assessore comunale Renzo Piva si augura che tutto possa restare come previsto: «Credo che sia un provvedimento preso sulla base di valutazioni fatte sulla carta ma un sopralluogo sarebbe sufficiente a capire che le colonie di pipistrelli non mi sembrano così numerose da dover spostare un evento culturale di questa portata».
Operazione della guardia di finanza a Voltana: immobili in condizioni fatiscenti individuati con un elicottero. Denunciato il legale rappresentante della società proprietaria dei beni
La guardia di finanza di Ravenna ha sequestrato un’area di 20mila mq e nove capannoni su di essa perché le rispettive coperture, fatiscenti e parzialmente sbriciolate, contengono amianto. Il rappresentante legale della società proprietaria dell’area a Voltana, una volta adibita a distilleria, è stato denunciato per abbandono e gestione di rifiuti pericolosi non autorizzata (reato previsto dal testo unico ambientale). Gli elementi raccolti nel corso dell’intervento saranno valutati anche per approfondire eventuali ulteriori risvolti di natura economico-finanziaria.
L’operazione è stata condotta dai militari della sezione operativa navale di Marina di Ravenna, in collaborazione con Ausl e Arpae, dopo l’individuazione del sito sospetto da parte di un elicottero della sezione aerea della Finanza di Rimini durante un volo di ricognizione sul territorio.
Dall’inedita collaborazione con la Sicis sul mosaico alle convenzioni da rinnovare con strumenti di evidenza pubblica, dalla “grande mostra” del 2018 al Mar fino alla fondazione unica per la gestione del patrimonio
Elsa Signorino intervistata dalla redazione di Ravennaedintorni.it
La presentazione dei primi appuntamenti della prossima edizione della biennale dedicata al mosaico (a questo link) è stata lo spunto per una chiacchierata a tutto tondo con Elsa Signorino, ex presidente della fondazione Ravennantica, già parlamentare e assessore regionale, da quasi un anno assessore alla Cultura del Comune di Ravenna. La ospitiamo per un’intervista collettiva nella nostra redazione.
Assessora, tra le novità della Biennale c’è sicuramente la partecipazione della Sicis, storica azienda ravennate che lavora nell’ambito del design e del mosaico industriale un po’ in tutto il mondo ma che a Ravenna per un motivo o per un altro non è mai stata, per così dire, valorizzata…
«Insieme al sindaco abbiamo pensato che non si può parlare di mosaico a Ravenna prescindendo da una realtà di successo come la Sicis. Siamo lieti che per la prima volta la società abbia deciso di collaborare a questo progetto con l’Amministrazione, d’altronde il primo obiettivo che ci eravamo dati per questa biennale era quello di rilanciare in tutte le sue possibili declinazioni il mosaico, come elemento costitutivo dell’identità della città». In futuro potrebbero aprirsi le porte per una presenza dell’azienda in centro a Ravenna? Ci risulta sia in campo l’ipotesi di uno show-room all’interno dell’ex palazzo dell’Anagrafe, di proprietà comunale e abbandonato da anni…
«Non mi occupo di patrimonio. Restiamo ai fatti: ribadisco che con Sicis è partita una collaborazione sulla Biennale e speriamo in futuro di poter continuare e ampliare l’impegno comune». La biennale è un evento su cui si è speso molto il sindaco De Pascale sin dal suo insediamento, promettendo maggiori risorse rispetto al passato e un comitato scientifico di caratura internazionale…
«Abbiamo creato un comitato di coordinamento tra i vari eventi – ognuno con una direzione artistica a sé stante – composto da personalità, associazioni e istituzioni che operano nel settore, in città e non solo, compresa l’università. Connessioni internazionali sono però garantite sia dalla presenza della stessa Sicis, sia dalla mostra del Mar (vedi sempre il link, ndr), fino al coinvolgimento del Museo Nazionale che ospiterà una mostra importante, alla collaborazione inedita con il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, per creare un legame con Argillà (la grande fiera internazionale dedicata alla ceramica della città manfreda, ndr) e fino allo storico rapporto con l’Aimc (l’associazione internazionale dei mosaicisti, ndr)». E quale sarà l’investimento del Comune?
«Si tratta come evidente di una biennale che richiede un grande impegno, anche economico. Saranno stanziate più risorse rispetto al passato: l’idea è quella, oltre che di utilizzare risorse proprie del Mar, e quindi comunali, di coinvolgere importanti sponsor che stanno definendo proprio in questi giorni il loro apporto». Ci sono altri eventi particolari e novità che ci può anticipare?
«Sono interessata a quei progetti che saranno in grado di lasciare segni in città, o comunque di proseguire negli anni, come quello dell’associazione di intellettuali Dis-ordine che prevede la sistemazione del verde e un’installazione a mosaico che riproduce il labirinto della basilica di San Vitale nell’area antistante l’ingresso del carcere, per la cui realizzazione collaboreranno anche alcuni detenuti. Oppure come il progetto “Onda che esonda”, in collaborazione con l’Università, un percorso che partendo dall’onda in mosaico del nuovo Museo riconnette l’intero parco di Classe attraverso una chiamata rivolta a tutti i mosaicisti per caratterizzare quel percorso. Gli stessi atelier, infine, non solo durante la biennale garantiranno un’apertura serale ma ci hanno proposto la realizzazione corale di un mosaico collettivo ispirato ai cerchi dell’Inferno dantesco».
Il Mar – Museo d’arte della città di Ravenna
La biennale coinvolgerà naturalmente in prima battuta il Mar, il museo d’arte della città di Ravenna di cui tanto si è discusso in questi mesi dopo l’addio dello storico curatore Claudio Spadoni e l’assenza, nel 2017, di una grande mostra come comunemente intesa, che tornerà invece solo nel 2018. Può dirci qualcosa di più?
«La premessa necessaria che mi sento di fare è che non credo che un museo possa identificarsi in una sola vocazione. Il primo obiettivo deve essere quello della messa in valore delle collezioni; poi c’è l’attività didattica e di ricerca e a questo proposito a breve partiranno i lavori per la realizzazione dei laboratori aperti (grazie al finanziamento dell’Unione Europea da 1,5 milioni di euro che coinvolge Mar e anche il nuovo museo di Classe, ndr), luoghi di vera sperimentazione sull’innovazione tecnologica. Poi certo, il museo vive anche di eventi temporanei, che non sono mancati neppure nel 2017 va detto, basti pensare anche all’imminente mostra in collaborazione con il Ravenna Festival di Lelli e Masotti, fotografi ravennati di fama internazionale e ovviamente alla mostra della Biennale curata dal professor Panzetta. Stiamo organizzando per il 2018 altri eventi dedicati proprio ai fotografi ravennati famosi nel mondo. Il 2018, certo, sarà anche l’anno in cui tornerà la mostra di rilievo, come l’avete definita voi: ci sono alcune ipotesi in campo, durante l’estate presenteremo il progetto. Al momento (dice rispondendo alle nostre sollecitazioni, ndr) preferisco non fornire ulteriori dettagli su budget o direzioni artistiche».
Parlando di istituzioni e Ravennantica, è inevitabile una domanda sulla nuova Fondazione unica auspicata dal sindaco Michele de Pascale per gestire il patrimonio artistico-culturale ravennate, in cui possa approdare anche lo Stato.
«Intanto è bene ricordare come sia stato firmato un importantissimo accordo tra Comune, Regione e Ministero per la valorizzazione dei monumenti (accordo che riguarda tutti i servizi di ospitalità e strumentali – con particolare riferimento alla promozione, alla biglietteria e alle visite guidate – dei beni archeologici, storici e artistici di Comune, Regione e Stato, che saranno gestiti da Ravennantica, i dettagli a questo link, ndr), uno dei pochi in Italia. Sarà una sfida, perché non stiamo parlando di fare dei biglietti, ma di reinventarci una nuova generazione di servizi per l’accesso al patrimonio, con l’obiettivo di puntare a numeri più alti, perché crediamo di averne le potenzialità. Stiamo insediando ora il comitato paritetico dove siederanno insieme a due direttori generali del Ministero anche il direttore generale del Comune e il nuovo dirigente della Cultura. Il nuovo percorso prenderà il via nel novembre del 2017 e sarà un punto di partenza per una nuova gestione del nostro patrimonio. Il ridisegno delle istituzioni culturali, è un obiettivo di legislatura (in scadenza nel 2021, ndr), di cui vedrete i risultati nel corso degli anni. Una fondazione unica? Forme e modi li vedremo strada facendo, possono esserci idee anche diverse. Per ora stiamo però già lavorando sulla strada della stretta collaborazione tra le istituzioni».
Elsa Signorino nella nostra redazione
A questo proposito, come va il rapporto con la Curia? E il tanto dibattuto, negli anni scorsi, biglietto unico?
«Con la Curia c’è un dialogo aperto che in questi mesi ha portato anche a interessanti eventi realizzati in collaborazione. Per quanto riguarda il biglietto unico io non credo sia in alcun modo risolutivo, il problema è l’integrazione tra i circuiti ma dobbiamo lasciare anche alle persone la possibilità di scegliere tra più proposte. Sono convinta che l’accordo di valorizzazione di cui abbiamo parlato prima possa essere un traino per tutti, non essendo in alcun modo esclusivo, ma aperto alla Curia e a un’estensione ad altri territori». A proposito di istituzioni culturali, ci sono novità in particolare sulla biblioteca Oriani, in difficoltà per i tagli di fondazioni e soprattutto i fondi venuti meno dalla Provincia? Come valuta la proposta del nuovo direttore Tarantino di renderla una biblioteca di ricerca?
«Una proposta interessante, vedremo. Ma voglio ricordare che i fondi della Provincia sono venuti meno a tutti. E anche il taglio del 50 percento delle fondazioni bancarie vale per tutti». Però il Comune in fase di assestamento di bilancio ha compensato questi tagli solo per Ravenna Festival, Classense e Ravennantica…
«Solo in parte minima in realtà, per alcuni. E quando si parla di compensazioni bisogna sempre considerare il punto di partenza. Le istituzioni culturali hanno una storia diversa, ci sono istituzioni che essendo più antiche hanno una spesa storica consolidata sul bilancio comunale, come giusto che sia: non rinuncerei mai ai fondi per Mar e Classense, sia chiaro. Altre più recenti non godono invece della stessa spesa storica». Come Ravennantica?
«Come Ravennantica, certo, è l’ultima arrivata. Altre istituzioni sono garantite dal versante statale, per fortuna, come lo spettacolo dal vivo (il riferimento è a Ravenna Manifestazioni e altre realtà cittadine, ndr). Hanno tutte storie diverse, l’importante è che cessi quel regime per il quale le istituzioni operavano una separata dall’altra. Giudico di straordinaria rilevanza, per esempio, la collaborazione tra Ravenna Festival e Ravenna Teatro sullo spettacolo dell’Inferno dantesco in forma di sacra rappresentazione. Ravenna Festival è l’istituzione più prestigiosa che abbiamo a Ravenna sotto ogni punto di vista ed è importante che continui a portare avanti esperimenti e collaborazioni con una molteplicità di soggetti, anche giovani». Ecco, arrivando alla molteplicità di soggetti attivi nel panorama culturale cittadino, arriviamo alle convenzioni culturali, in scadenza a fine anno. Verranno rinnovate? In che modo e con quali criteri?
«Sono più di 30 i soggetti convenzionati (per quasi 3 milioni di euro all’anno complessivi, di cui però quasi 2,2 solo per Ravenna Teatro e Ravenna Manifestazioni, comprensivi della gestione dei due teatri, ndr), un numero altissimo con pochi paragoni a livello nazionale. Le convenzioni sono uno strumento con alcuni vantaggi non di poco conto, in primis perché danno agli operatori culturali una garanzia di continuità per gli anni a venire. Per il loro rinnovo stiamo elaborando strumenti di evidenza pubblica aperti a tutti: ho affidato al nuovo dirigente Tarantino il compito di condurre un’istruttoria importante sui criteri da utilizzare per l’assegnazione e per il successivo monitoraggio. Una volta definiti gli strumenti di evidenza pubblica e i criteri ho intenzione di organizzare un confronto pubblico con gli operatori, prima di adottare le decisioni conseguenti, già prima della pausa estiva». E dal punto di vista dell’impegno economico?
«Complessivamente il sindaco ha confermato un forte impegno sul versante della cultura, la cifra complessiva non verrà quindi ridimensionata. Le convenzioni non saranno però rinnovate in maniera automatica». L’ultima domanda riguarda il 2021, con le celebrazioni dantesche. A che punto siamo?
«La nostra intenzione è che non sia per la nostra città solo un appuntamento che si esaurisca in un anno, ma in grado di lasciare segni urbanistici permanenti (il sindaco de Pascale ha annunciato in particolare una riqualificazione in piazza Caduti, ndr). Per il momento abbiamo bisogno nel corso di quest’anno di avere certezze di riferimenti sui quadri istituzionali, per questo stiamo preparando un’intesa con la Regione Emilia-Romagna che definisca impegni e responsabilità della stessa Regione con Ravenna capofila delle celebrazioni dantesche. Poi aspettiamo la legge nazionale, con i finanziamenti che sembrano fortunatamente ora in crescita rispetto al primo testo (che prevedeva 3 milioni e mezzo di euro ma complessivamente per tre anni, dal 2018 al 2021, e comprese anche le celebrazioni di Leonardo e Raffaello, ndr). Poi stiamo cercando di costruire fin da subito relazioni importanti, con il sindaco di Firenze e con le grandi istituzioni che si occupano di Dante nel mondo. A questo proposito vi rivelo che il 24 maggio prenderà avvio, a Ravenna, un convegno internazionale organizzato dall’università di Bologna, in collaborazione col Comune, con 200 fra i maggiori studiosi al mondo di Dante e una tavola rotonda con i rappresentanti della maggiori istituzioni dantesche».