sabato
11 Aprile 2026

Dodici ore di pizza non stop: iniziativa per una giovane malata di leucemia

In Darsena Pop Up quattro pizzaioili di altrettante pizzerie sforneranno a getto continuo per aiutare una giovane mamma: Madalina Andreia Nistor

Madalina(1)
Madalina Andreia Nistor

Dodici ore di pizza, sfornata una dietro l’altra, in Darsena Pop Up. L’ iniziativa ha uno scopo benefico: aiutare una ragazza e madre di 24 anni: si chiama Madalina Andreia Nistor, è malata di leucemia. La giovane è in cura al Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Quattro pizzaioli della zona hanno così deciso di lanciare questa iniziativa benefica. Si tratta di Daniele Pretolani (titolare della pizzeria La Luna nel Pozzo di Mezzano) insieme ad altri tre pizzaioli della famiglia Grittani: i fratelli Christian e Pietro insieme al cugino, Pietro (i due sono omonimi). I tre lavorano in altrettante pizzerie di Ravenna: il primo è titolare di Frankpizz, il secondo lavora dal padre nella pizzeria Zio Frank e il terzo è dipendente della pizzeria La Mia Patria.

Saranno loro, aiutati dai rispettivi staff e in collaborazione con l’Ail, a lavorare dodici ore non stop in Darsena Pop Up e a sfornare pizze margherita. Il ricavato andrà totalmente devoluto ai genitori di Madalina, da sempre residenti a Mezzano, che hanno perso i rispettivi lavori per stare vicino alla figlia e al nipotino. L’evento si terrà il 31 maggio, dalle 12 alle 24. Oltre alla pizza ci saranno intrattenimenti in via di definizione.

Entrano in funzione in Darsena i bagni pubblici spostati da piazza Kennedy

La toilette dopo mesi di polemiche è operativa.  Gestita da Azimut si trova all’uscita del sottopasso tra la stazione e piazzale Aldo Moro

Bagni Darsena 2Sembra fatta apposta per stare lì. C’è persino, dall’altra parte, la scritta “bus”  vicino al parcheggio dei pullman turistici, in piazzale Aldo Moro. A rovinare il giochino, semmai, è la pensilina che era destinata ai passeggeri dei bus di linea e che ora dà sulla pista ciclabile, con involontario effetto comico ma chissà: magari un giorno di pioggia un ciclista senza ombrello potrebbe trovarla interessante. Fatto sta che l’ex toilette di piazza Kennedy ora spostata in Darsena, dopo mesi di polemiche, è entrata in funzione nel weekend.  A pagamento e gestita da Azimut, si trova all’uscita del sottopasso che collega piazzale Aldo Moro con viale Pallavicini.

In molti lo ricorderanno: in autunno nella piazza ancora da inaugurare sono arrivati i servizi igienici ma in città non c’era una sola voce in loro favore. Troppo ingombranti e così l’amministrazione ha fatto l’ennesima variazione al progetto. Solo che la struttura da qualche parte era da sistemare. L’occasione è arrivata con il progetto di riqualificazione del sottopasso che sta andando avanti in questi mesi. La vecchia toilette in cemento è stata abbattuta e i bagni pubblici parcheggiati in loco, a servizio del turista che arriva a Ravenna dopo qualche ora di bus.  Resta aperta la questione dei bagni in centro ma almeno l’estetica della piazza, dove tra l’altro si celebra la festa del cappelletto in questi giorni, si è salvata. Bagni Darsena

Per quanto riguarda la riqualificazione dell’area del sottopasso, sta andando avanti la costruzione dello snack bar sotto la pensilina dei bus turistici e, nel frattempo, l’associazione Naviga in Darsena sta portando a termine il progetto che prevede una riqualificazione del sottopasso. Nei giorni scorsi è stata migliorata l’illuminazione, sostituendo i vetri delle luci al neon ormai ingialliti.

Spadoni, l’ex direttore del Mar: «Mostre necessarie per un museo di provincia»

Per 13 anni alla guida del Museo d’arte che dopo di lui è andato in crisi. Ora dice la sua e rivendica il lavoro fatto insieme ai collaboratori

 

RAVENNA 16/02/2015. MAR, ALLESTIMENTO DELLA MOSTRA "IL BEL PAESE" LÕITALIA DAL RISORGIMENTO ALLA GRANDE GUERRA, DAI MACCHIAIOLI AI FUTURISTIClaudio Spadoni è stato per 13 anni direttore del Mar e poi curatore delle mostre che lo hanno caratterizzato negli ultimi anni, Il Museo è stato ultimamente al centro di numerose polemiche visto che si è trovato in primavera, per la prima volta dopo molti anni, privo di un evento espoitivo di rilievo.

Dottor Claudio Spadoni è da meno di un anno che si è chiusa l’ultima “grande” mostra al Mar (La seduzione dell’antico, ndr) da lei curata ed è avvenuta la sua dipartita come direttore artistico delle attività espositive del museo ma già qualcuno la rimpiange e qualcun altro la ritiene un’esperienza ormai superata… Non si sente coinvolto?
«E perché dovrei? Guardi che quello che ho fatto in una quindicina d’anni è abbondantemente documentato, sia sul piano del profilo  culturale che su quello della corretta gestione, sempre in attivo. Piaccia o no credo sia un bilancio positivo, soprattutto sul piano metodologico, progettuale, artistico».

Però avrà letto le polemiche sui giornali, sul fatto che il Museo è in crisi di identità. Era anche chiuso in alcune festività di primavera perché c’era poco o nulla da esporre, ed è in una fase di transizione che ancora non si sa bene verso dove si diriga. Non vorrà mica fare il convitato di pietra?
«E secondo lei dovrei dare dei consigli? Si figuri, da parte mia non ho mai indicato né un successore del mio lavoro né una linea artistico-culturale da seguire nel futuro… Se cambiano amministratori e dirigenti in Comune sugli affari culturali e la gestione del museo, è giusto che emergano e si mettano alla prova nuovi responsabili e nuovi indirizzi».

Non è che si sente un po’ disoccupato?
«Proprio per niente… Fra consulenze per la curatela di mostre, testi da preparare per libri e cataloghi d’arte, expertise su opere d’arte richieste da enti pubblici e privati, recensioni giornalistiche, sono molto occupato. La responsabilità della direzione artistica del Mar mi assorbiva molto, decisamente, ma oggi non sto certo con le mani in mano».

Dica la verità, però, un po’ il Mar le manca…
«Certo, mi mancano soprattutto il senso della collaborazione, il lavoro di gruppo fatto di diverse competenze che raggiungono assieme un importante risultato, una squadra di persone con cui mi sentivo molto affiatato che si è impegnata con passione per dare valore a un’istituzione, per conquistare una reputazione culturale».
Dato l’inevitabile “vuoto” che si sarebbe creato con la sua uscita di scena, nessuno di quelli che conta, o avrebbe contato di lì a poco, le ha chiesto qualche idea “tampone“? Che so, di porre le basi per una rassegna d’arte di transizione…
«Assolutamente no. In ogni caso, “grande”, “rilevante”, ”importante” o ”piccola” che sia non si può realizzare una mostra dignitosa in poco tempo, senza certe garanzie scientifiche, una progettualità non occasionale…».

Ma almeno l’hanno ringraziata per il lavoro svolto quando se ne è andato?
«Fortunatamente godo ancora di qualche estimatore  per le decine di mostre e di iniziative che ho curato e promosso alla guida del Mar in questo quindicennio. Forse ancor più fuori provincia che in città, magari per quello che già prima avevo fatto altrove. Ma è quanto basta. Sa, nell’epoca della “rottamazione” e del rituale bizantino della damnatio memoriae ci sta anche un certo deficit di riconoscimento».

Entriamo nel merito: l’autorevole assessore comunale alla cultura, Elsa Signorino, ha affermato in consiglio comunale che un museo come il Mar non può vivere solo di mostre temporanee, che deve valorizzare il suo patrimonio, le collezioni permanenti, e in particolare le opere musive. Si sente chiamato in causa, non è che in tutti questi anni si è occupato troppo delle sue “grandi” mostre e poco delle gallerie storiche del Mar?
«Ecco, in questo caso, senza polemica, credo si difetti di memoria anche rispetto a iniziative molto recenti e comunque tutte documentate. Che riguardano il patrimonio antico, moderno e contemporaneo della pinacoteca comunale, con la collaborazione della conservatrice Nadia Ceroni e di Alberta Fabbri. E che sono state declinate in varie forme di valorizzazione fra studi, convegni, promozione, divulgazione e laboratori didattici: da esposizioni riguardanti artisti  delle collezioni, alle ricerche e pubblicazioni documentarie, dai prestiti alle tante acquisizioni che a costo zero hanno notevolmente incrementato il patrimonio, an­che musivo. Inoltre, va sottolineata l’intensa attività svolta negli anni dal Centro di Documen­tazione del Mosaico, nato col Mar: un progetto di respiro internazionale affidato alla curatrice Linda Kniffitz».

Torniamo al tema delle rassegne d’arte, anche perché in prospettiva – si parla del 2018 – sindaco e assessore alla cultura sembra non vogliano rinunciare a “rilevanti” mo­stre temporanee da allestire al Mar…
«Mi fa piacere, credo sia giusto… Un museo di provincia, per quanto valorizzi il  proprio patrimonio non riesce a richiamare un certo flusso di visitatori, soprattutto in prospettiva di un qualificato turismo culturale, come si auspica a Ravenna. Anche istituzioni di ben altro richiamo, come gli Uffizi, per dire, propongono attività espositive per essere ancor più “appetibili”. Credo che la questione da affrontare sia un progetto  originale, se non esclusivo, possibilmente pluriennale, che però implica tempi di realizzazione – fra ideazione, verifica della disponibilità delle opere, richiesta di prestiti a musei e privati, cura del catalogo, e tutte le altre pratiche – di circa due anni per ogni rassegna. Una delle più impegnative mostre che ho curato, dedicata a Roberto Longhi, il più geniale storico del secolo scorso, molto apprezzata sia dal pubblico che dalla critica più qualificata, ha richiesto oltre tre anni di lavoro. Quindi il 2018, per quanto ri­guarda la mia esperienza, mi sembra una data molto vicina».

Teme forse che il Mar possa offrire al pubblico dei “pacchetti espositivi” preconfezionati sulla scorta del modello Goldin? Pezzi d’arte di grande richiamo “pret a porter”?
«Sinceramente non mi interessa valutare questa eventualità. È un modo di concepire la divulgazione dell’arte che non mi appartiene. Marco Goldin è un abilissimo imprenditore di mostre monstre, soprattutto degli impressionisti, espertissimo di marketing, attira molto pubblico, sa fare bene il suo lavoro, ma richiede cospicui investimenti. Poi bisognerebbe ponderare bene cosa lasciano in eredità i suoi eventi espositivi in quel museo e in quel territorio, in termini culturali, sociali e anche economici. Recentemente si sono affacciate in questo campo alcune organizzazioni in grado di fornire agevolmente rassegne di notevole attrazione, già confezionate in ogni dettaglio e che passano in diverse città. Tutte imprese rispettabili, ma dipende dall’obiettivo del committente pubblico. Il rischio secondo me è duplice: innanzitutto non è sempre garantita la qualità culturale e scientifica dell’esposizione, e non è sempre detto che ci sia una convenienza economica, nonostante, magari, il buon flusso dei visitatori…».

Un’ultima domanda: cosa ne pensa dell’accentramento delle decisioni politico-amministrative e di gestione delle istituzioni e attività culturali in un unico dirigente (si tratta di Maurizio Tarantino, nominato recentemente dopo una selezione tramite bando pubblico, ndr)?
«Non mi occupo di certa ingegneria politica e amministrativa. Penso, semplicemente, che ogni istituzione culturale che si rispetti  dovrebbe avere un responsabile specifico, di comprovata competenza  ed esperienza, e  possibilmente, animato da autentica passione. Il requisito che ho sempre considerato primario nei miei – un tempo giovanissimi – collaboratori».

Alla Conad SiComputer il primo round della finale playoff: Montella battuta 3-1

Serie B1 femminile playoff / Le giallorosse sconfiggono in quattro set le irpine e compiono così un passo in avanti verso la promozione in A2. Prossimo appuntamento domenica 21 maggio a Cassano Irpino

Teodora Ravenna-Montella 3-1
(25-23, 26-28, 25-17, 25-21)
CONAD SICOMPUTER TEODORA RAVENNA: Mazzini 2, Sestini 4, Aluigi 11, Nasari 26, Torcolacci 7, Rubini 10, Mastrilli (L); Lugli 12, Gardini, Raggi, Balducci, Bissoni (L). Ne: Bernabè. All.: Caliendo.
ACCA MONTELLA: Ventura 9, Boccia 10, Mauriello 22, Piscopo 8, Diomede 6, Saveriano 3, Giacomel (L); Devetag. Ne: Negro, Maffei, Granese, Zonta. All.: Guadalupi.
ARBITRI: Spinelli e Paolicelli.
NOTE – Ravenna: bs 12, bv 9, errori 19, muri 9; Montella: bs 3, bv 3, errori 26, muri 6. Durata set: 32′, 36′, 31′, 31′ (tot. 130′).

Esultanza Teodora
L’esultanza delle giallorosse dopo la vittoria in gara1 sull’Acca Montella

Nella prima gara della finale playoff di Serie B1 la Conad SiComputer batte l’Acca Montella e compie un importante passo in avanti verso la promozione in A2. Le ravennati regolano le avellinesi in quattro set, al termine di un match combattuto in particolare nelle prime due frazioni e per buona del quarto periodo. La squadra di Caliendo si aggiudica il primo parziale in volata (25-23), ma nel secondo subisce la reazione delle avversarie, che pareggiano il conto ai vantaggi (26-28). Nel terzo set le giallorosse conducono quasi senza affanni, passando sul 2-1 (25-17), e infine nel quarto dopo una prima fase di grande equilbrio (7-8 e 16-14) ingranano la marcia giusta e chiudono il conto con un perentorio 25-21.

Il coach Caliendo inizia la gara con Mazzini in regia e Nasari opposta, Aluigi e Rubini in posto 4, Sestini e Torcolacci in posto 3, Mastrilli libero. Le ospiti partono forte (6-10) sospinte anche da un’ottantina di supporters festanti al seguito, ma Ravenna recupera e impatta a 13, prosegue nella sua marcia, allungando fino a 22-18 – con Lugli che nel frattempo ha avvicendato Rubini – per poi resistere, nel finale, al ritorno del Montella (25-23).

Nel secondo set sono le padrone di casa a provare l’allungo (10-7), prima che le Irpine si scatenino (14-21), ma si vedano comunque raggiunte sul 24 pari (grazie al doppio cambio Gardini-Nasari e Rubini-Mazzini). La bella rimonta non serve a vincere la frazione, ma risulta determinate per il proseguo della gara, che vede la formazione giallorossa andare in crescendo – Rubini in campo per Aluigi da metà del terzo set fino al termine della gara – e aggiudicarsi il terzo e il quarto parziale, conducendoli di fatto dall’inizio alla fine. Degna di nota la prova di Federica Nasari con il 38% in attacco, 3 muri e 2 ace.

Il prossimo appuntamento è in programma domenica 21 maggio (ore 18) a Cassano Irpino: in caso di successo, la Conad SiComputer farà il salto in A2, in caso di sconfitta si andrà allo spareggio previsto sabato 27 maggio a Ravenna.

Broso fa volare il Ravenna: abbattuta la Fermana e turno successivo ipotecato

Calcio Serie D poule scudetto / Nella prima gara del triangolare i giallorossi espugnano il campo dei marchigiani con una rete nel finale dell’attaccante. Prossimo appuntamento mercoledì 24 maggio al “Benelli” contro il Gavorrano

Fermana-Ravenna 0-1
FERMANA (4-3-3): Valentini; Clemente, Comotto, Ferrante, Ispas; Misin (15’ st Molinari), Urbinati, Mane; Petrucci (7’ pt Valdes), Cremona, D’Angelo (35’ st Margarita). A disp.: Bottaluscio, Sene, Musumeci, Gadda, Forò, Fazzini. All.: Destro.
RAVENNA (4-3-1-2): Venturi; Ballardini, Mandorlini, Venturini, Rrapaj; Selleri, Lelj, Forte (26’ st Graziani); Pregnolato; Broso (41’ st Innocenti), Luzzi (36’ st Derjai). A disp.: Spurio, Giacomoni, Mingozzi, Larese, Ambrogetti, Sabba. All.: Antonioli.
ARBITRO: Perenzoni di Rovereto.
RETE: 36’ st Broso.
NOTE: Ammoniti: Misin, Comotto, Mandorlini, Venturini, Lelj, Urbinati. Spettatori circa 600. Angoli: 7-1. Recupero: 2’ e 4’.

Broso Esulta
Una esultanza dell’attaccante giallorosso Antonio Broso

Il Ravenna parte con il piede giusto nella poule scudetto, superando in trasferta la Fermana grazie a una rete nel finale di Broso. I giallorossi si confermano così lucidi e concreti nelle parti conclusive di un match, spezzando una situazione in campo che sembrava portare a un pareggio senza reti. A decidere è un gol dell’attaccante, che con la complicità del difensore avversario Comotto a otto minuti dal fischio finale è riuscito a trafiggere il portiere di casa Valentini. A questo punto il Ravenna, che grazie a questo successo ha ipotecato il passaggio del turno, tornerà in campo mercoledì 24 maggio al “Benelli” dove affronterà il Gavorrano. Nel frattempo i toscani domenica 21 maggio se la vedranno in casa contro la Fermana.

Nei primi minuti della gara la Fermana attacca di più, il Ravenna aspetta, difende bene e cerca di ripartire, ma il match fatica ad accendersi. Prova a metterci la miccia al 6’ Cremona con una percussione centrale, conclusa con un destro dal limite che si perde di poco lontano dal palo. Un minuto dopo lascia il campo Petrucci, uscito malconcio da un contrasto dopo 30 secondi: al suo posto Valdes. Al 17’ bella combinazione Cremona-D’Angelo-Cremona ma il passaggio di ritorno per l’attaccante è troppo forte e per Cremona è difficile trovare la giusta coordinazione. Cala la spinta dei padroni di casa, sale il Ravenna e al 30’ Selleri su punizione centralissima dai 25 metri cerca l’angolo basso alla sinistra di Valentini, che si allunga e devia in angolo. L’ultimo ricamo del primo tempo è di Valdes al 39’: l’esterno si produce in una bella iniziativa sullo stretto e poi cede a Cremona, la cui bordata è rintuzzata in angolo da Venturi.

Dagli spogliatoi esce un Ravenna più arrembante e aggressivo, che si rovescia nella metà campo marchigiana e ancora Selleri al 5’ su punizione mette paura a Valentini, ma il palo dice no al centrocampista giallorosso. Esaurita la sfuriata giallorossa, si rimette in moto la Fermana, nel frattempo passata ad un audace 4-2-4 con l’inserimento di Molinari. I padroni di casa si procurano 4 calci d’angolo ravvicinati, senza però trovare concretezza e precisione. Mister Antonioli non si spaventa, anzi si gioca la carta Graziani, come primo cambio del match, togliendo Forte e dando più forza e spessore all’attacco. I giallorossi riprendono quota e al 36’ la discesa di Ballardini si conclude con un cross deviato da un difensore, dalla parte opposta arriva Selleri che pesca in area Broso: controllo, girata e tiro in porta, che trova nella sua traiettoria il piede di Comotto per la deviazione finale che mette fuori causa Valentini. L’assalto finale della Fermana è disordinato e poco efficace. Venturi non corre rischi e il Ravenna porta a casa i primi tre punti sulla strada che porta allo scudetto della Serie D. Ora i giallorossi aspetteranno l’esito della seconda partita del girone tra Gavorrano e Fermana e torneranno in campo mercoledì 24 al Benelli per ospitare i toscani.

Il commento del tecnico Mauro Antonioli «E’ stata una partita sul filo dell’equilibrio, che solo un episodio poteva spezzare. Siamo stati bravi a trovarlo noi. Non credo si possa dire che la nostra vittoria non ci sta, perché le occasioni migliori le abbiamo avute noi e sostanzialmente abbiamo rischiato poco o nulla, ma altrettanto si poteva dire che il pareggio sarebbe stato comunque un risultato giusto. Vista dalla prospettiva degli allenatori, è stata una bella partita, che ha offerto segnali importanti; dal momento  che questa Poule si deve giocare, ho visto la giusta mentalità, la giusta tensione agonistica, il ritmo di un match di campionato».

Pesante tonfo casalingo del San Zaccaria: troppo forti le lombarde del Mozzanica

Calcio Serie A femminile / Nell’ultima giornata della stagione regolare le biancorosse vengono travolte a domicilio dal team bergamasco, che segna ben sette reti. Prossimo appuntamento sabato prossimo, ancora in casa, con il match contro il Como che vale la salvezza

San Zaccaria-Mozzanica 1-7
SAN ZACCARIA (3-4-1-2): Tampieri; Peare, Tucceri, Venturini; Diaz, Casadio, Pastore (32’ st Filippi), Santoro; Principi (1’ st Pondini); Baldini, Cimatti (1’ st Razzolini). A disp.: Cicci, Muratori, Quadrelli, Barbaresi. All.: Lorenzini.
MOZZANICA (4-4-2): Gritti; Motta, Alborghetti (1’ st Baldi), Locatelli, Tonani; Rizza, Scarpellini, Fusar Poli, Stracchi; Giacinti (16’ st Pellegrinelli), Pirone (22’ st Pernigoni). A disp.: Capelletti, Ledri, Rizzon. All.: Garavaglia.
ARBITRO: Simone Pistarelli di Fermo.
RETI: 8’ pt, 23’ pt, 29’ pt Pirone, 32’ pt (rig.) Alborghetti, 3’ st e 15’ st Giacinti, 11’ st Tucceri, 20’ st Pellegrinelli.
NOTE: amm. Casadio.

San Zaccaria 3
Il San Zaccaria sabato prossimo si giocherà la salvezza contro il Como

Tonfo del San Zaccaria che chiude la stagione incassando un 7-1 pesante da parte del Mozzanica in una sfida che comunque non compromette la disputa tra le mura amiche dei playout contro il Como di sabato prossimo. Troppo forte e determinato il team bergamasco di fronte a una squadra che comunque ha cercato di reggere e ribattere. Le biancorosse chiudono così la regular sesason all’ottavo posto in classifica, con due lunghezze di vantaggio sulle rivali comasche, che hanno fallito il sorpasso in extremis a causa del ko esterno con il Tavagnacco (5-2 il risultato).

Lorenzini schiera la squadra con un 3-4-1-2 dove Principi supporta con la sua fantasia le punte Baldini e Cimatti. A centrocampo Pastore e Casadio sono fiancheggiate da Santoro (sinistra) e Diaz (destra). La squadra avversaria risponde con un 4-4-2 dove Daniela Stracchi è libera di giostrare in avanti diventando un’autentica spina nel fianco della difesa biancorossa.

Il primo tempo mette in mostra un Mozzanica deciso a vender cara la pelle e per nulla arrendevole. Così la squadra lombarda parte forte e già nei primi 11’ costruisce azioni interessanti e passa in vantaggio. Al 6’ Giacinti approfitta di una incertezza difensiva, ma calcia fuori. All’8’ invece il Mozzanica passa con Pirone che in girata trafigge Tampieri. Nemmeno il tempo di riordinare le idee che il Mozzanica è di nuovo dalle parti di Tampieri con Pirone (para Tampieri). Al 15’ la squadra di Lorenzini viene fuori con una bella punizione di Tucceri che di sinistro impegna Gritti. Purtroppo è una fiammata che accende di nuovo il Mozzanica che al 23’ raddoppiano: Motta da destra crossa un bel pallone in area che di testa Pirone spedisce in rete. Al 27’ di nuovo San Zaccaria pericoloso con Tucceri che prova il tiro su calcio d’angolo, ma non inquadra la porta di un nulla. Chi si dimostra micidiale invece è la squadra di mister Garavaglia che al 29’ cala il tris ancora con Pirone in contropiede mentre al 31’ Alborghetti trasforma il rigore del 4-0. Frastornato il San Zaccaria prova comunque a reagire e prima della fine del primo tempo Baldini con tutta la sua rabbia sradica il pallone dai piedi a Locatelli, arriva in area e tira, ma Gritti para.

Al rientro in campo la gara continua ad essere stregata per il San Zaccaria. Bastano infatti solo 3’ al Mozzanica per segnare il quinto gol con Giacinti. Incassato il quinto gol la squadra di Lorenzini prova a spingersi in avanti con generosità. Al 6’ Razzolini fugge in contropiede e arriva di fronte a Gritti, ma il portiere non si lascia ingannare. All’11’ invece le biancorosse aggiustano la mira con un missile di Tucceri che si insacca nell’angolino. Accorciate le distanze, però, la squadra di Lorenzini subisce il ritorno del Mozzanica che dopo 4’ segna con Giacinti che finalizza un recupero di palla e supera Tampieri in uscita. Dopo un’occasione per Tucceri al 18’ il Mozzanica segna ancora con Pellegrinelli che porta sul definitivo 7-1 il punteggio in favore delle lombarde.

Se l’appetito vien mangiando, l’OraSì non vuol fermarsi contro l’ambiziosa Verona

Basket A2 playoff / Nella prima gara dei quarti playoff i giallorossi affrontano domani al PalaCattani di Faenza (inizio ore 18) una Tezenis carica per la rimonta nella serie con Biella. Coach Martino: «Non siamo ancora appagati»

IMG 6558
I giallorossi dell’Orasì vogliono fare un’altra grande prova di gruppo

Va in scena domani alle ore 18 al PalaCattani di Faenza (apertura biglietteria ore 16.30, apertura cancelli alle 17) il primo capitolo dei quarti di finale playoff di Serie A2 tra OraSì Ravenna e Tezenis Verona. I giallorossi sono approdati a questa serie grazie al 3-1 degli ottavi sulla Virtus Roma, mentre gli ospiti veneti hanno sovvertito ogni pronostico superando alla “bella” una delle grandi favorite, Biella, capolista finale del Girone Ovest. Nel corso della regular season il bilancio degli scontri diretti mostra un pareggio (vittorie interne per le due sfidanti), con i bizantini che hanno chiuso con solo quattro punti di vantaggio sui gialloblù, giunti in ottava posizione. «Senza il rischio di essere ripetitivo – inizia il coach Antimo Martino – potrei riproporre i pre partita delle precedenti sfide con Verona, dove ho sempre riconosciuto grandissimo valore al loro roster e, senza sbagliarmi, in entrambe le situazioni avevo immaginato che, al di là della classifica di quel periodo, si trattava di una squadra destinata a fare un percorso importante. Parliamo di una piazza storica e di un roster costruito con un budget notevole, che può contare su una rotazione ampissima e che addirittura, dopo gli acquisti in corsa di Brkic e Amato, ha in tribuna Basile. Si tratta di una squadra che è passata da un allenatore importante come Frates, a un altro coach di assoluto livello come Dalmonte, e quindi, onestamente, trovo più anomalo l’ottavo posto finale, piuttosto che la vittoria nella primo turno su Biella».

Squadra costruita con un roster profondo e ricco di talento, la Scaligera si è presentata a questo campionato con ambizioni importanti. Oltre ai due americani importanti come Frazier e Robinson, la squadra veronese ruota attorno al talento di Marco Portannese e alla forza sotto canestro dell’italo-americano DiLiegro (l’anno scorso doppia doppia di media a Siena). Il roster è lunghissimo e si completa, oltre che con l’esperienza di Capitan Boscagin e David Brkic, con un giocatore dal passato in Serie A1 come Pini e con due solidissimi giovani come Totè e Amato. I ragazzi dell’OraSì dovranno quindi offrire l’ennesima grande prestazione di questa memorabile stagione, davanti a un pubblico che saprà sicuramente rendere il PalaCattani la nuova ‘casa’ della pallacanestro giallorossa.

Votato da colleghi, capitani e presidenti di Serie A2 al secondo posto nella classifica di miglior allenatore della stagione, Martino prosegue dicendo che «sappiamo che ci aspetta una serie difficile e cercheremo di affrontarla come abbiamo fatto finora, con grande entusiasmo, con coraggio e con la forza di una squadra che sta vivendo una stagione fantastica, ma che ancora non si sente appagata. Arriviamo a questa partita ancora con delle riserve sull’utilizzo di Marks, sapendo di non poter contare sul nostro campo di gioco, ma con la convinzione che il popolo di Ravenna in qualche modo riuscirà a sostenerci. Al di là di questo però dobbiamo cercare di goderci questo momento, provando a fare di tutto per mettere in difficoltà Verona, puntando sulle qualità morali e sulla consapevolezza che questa squadra ha acquisito al termine di una regular season pazzesca, culminata nel primo turno playoff quando, senza il contributo della sua guardia americana, ha vinto la serie contro Roma».

Preso con due manganelli di oltre sessanta centimetri: denunciato un cuoco

Il manganello sequestato dai carabinieri
Il manganello sequestato dai carabinieri

Un ventinovenne fermato per un controllo finisce nei guai per porto abusivo di oggetti atti a offendere. Una delle due armi era nel sedile di fianco

Stava girando in cerca di una discoteca ma non ha saputo dare spiegazione per i suoi due particolari compagni di viaggio: due manganelli di oltre sessanta centimetri che erano in auto con lui. Per questo un cuoco di 29 anni, oroginario di Santarcangelo, è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima.

Il giovane, alle ore 23 circa di venerdì 12 maggio, in via Pinarella, controllato dagli uomini della “gazzella”,  ha spiegato nervoso che si stava aggirando a quelle parti in cerca di una nota discoteca. Il suo atteggiamento ha insospettito i militari che hanno perquisito l’auto.

Il 29enne è stato trovato in possesso di un manganello estraibile in ferro lunghezza 61 centimetri  (a fianco del sedile anteriore lato guida, proprio a portata di mano) e di manganello artigianale in legno lunghezza 68 centimetri (nel baule del mezzo). Per lui la denuncia, il sequestro dei manganelli e la segnalazione per il foglio di via dal Comune di Cervia.

La misteriosa storia del mosaico sepolto sotto il parcheggio comunale

Dalle carte di Arnaldo Roncuzzi emerge una vicenda sconosciuta: negli anni Settanta fu ritrovato ma non estrapolato un bel pavimento che Ave Ravenna pensa sia della chiesa del Beato Eusebio. Si trova nel parcheggio Romolo Augostolo

 

Arnaldo Roncuzzi
Arnaldo Roncuzzi

Un magnifico mosaico figurato multicolore, con prevalenza del rosso, sepolto dal cemento di un parcheggio. Una storia in parte simile a quella di piazza Kennedy, sconosciuta alla quasi totalità dei ravennati. Il mosaico fu ritrovato dall’ingegner Arnaldo Roncuzzi – scomparso all’età di 89 anni lo scorso dicembre – grande esperto d’idraulica e cultore di archeologia in grado di legare il proprio nome alle scoperte archeologiche di Classe, dove contribuì al ritrovamento dell’Antico porto.

Roncuzzi ne parla nei documenti raccolti e conservati dal comitato Ave Ravenna, che abbiamo avuto modo di consultare. In particolare la scoperta di cui sopra avvenne durante i sondaggi realizzati negli anni Settanta per i rilievi dei murazzi costieri romani che costituivano la difesa per l’erosione marina e che da Classe arrivavano fin oltre la Rocca Brancaleone. E in questa zona, sopra a un murazzo alla profondità di circa due metri, Roncuzzi rinvenne il pavimento mosaicato («che mi pento di non aver fotografato», si legge nei documenti storici) appartenente ai resti di una chiesa del V-VI secolo. «Probabilmente – ci scrivono da Ave Ravenna sulla base dei loro studi – si tratta della chiesa consacrata al Beato Eusebio, la stessa in cui dimorò Massimiano (il primo arcivescovo di Ravenna, dal 546 al 556, ndr) prima di essere accettato in città».

Città che in quel periodo vedeva infatti il vescovo istriano come una sorta di usurpatore, un rappresentante del potere imperiale, essendo stato inviato a Ravenna dall’imperatore bizantino Giustiniano. «Per questo motivo – continua il comitato – dimorò per anni nella chiesa ariana, lui invece vescovo cristiano, del Beato Eusebio, fuori dalle mura, a nord della città, non lontano dalla Porta Anastasia». In questo caso – ricordava Roncuzzi – sotto l’altare potrebbe trovarsi il deposito dell’oro di Massimiano. Il riferimento è all’oro dei mosaici di San Vitale, la basilica che lo stesso Massimiano contribuì fortemente a costruire e dove curò la realizzazione dei celebri mosaici con i ritratti di corte di Giustiniano e dell’imperatrice Teodora in cui si fece ritrarre accanto all’imperatore e con il nome scritto a chiare lettere.

Ricostruita la storia, arriviamo al cemento. Le fondamenta della chiesa dove dimorò Massimiano e dove Roncuzzi dichiara di aver ritrovato il mosaico sono infatti individuabili nell’area del parcheggio comunale Romolo Augustolo, adiacente la casa di cura San Francesco di Ravenna. La chiesa con il tempo ha poi cambiato nome in San Giovanni in Marmorario in quanto posizionata di fronte al bacino commerciale (nei terreni dell’area ex Amga di via Venezia) adibito principalmente allo scarico, deposito e lavorazione dei marmi. Chiesa che diventa poi sede della Compagnia della Buona Morte – un ordine religioso che aveva il compito di accompagnare al patibolo i condannati a morte, di donargli l’ultima preghiera e curarne la sepoltura –, distrutta verso l’anno 1000 e trasferita nella piazzetta delle antiche carceri, dove se ne perdono definitivamente le tracce con l’edificazione della prefettura.

L’appello di Ave Ravenna è quello – oltre che di tenerne conto nella Carta delle potenzialità archeologiche, in ultima fase di realizzazione – che i mosaici pavimentali in tessere rosse della chiesa di San Giovanni in Marmorario siano estrapolati ed esposti, magari nella chiesa di San Nicolò (sede del museo Tamo), «riconoscendone con una targa la scoperta all’ingegner Roncuzzi».

Inaugurata la casa della salute di S. Pietro in Vincoli. Cinque medici disponibili

Ora si guarda al litorale: il sindaco Michele De Pascale chiede all’Ausl due sedi, una a Marina di Ravenna e l’altra a Lido Adriano

 

Casa Salute San Pietro in VincoliTaglio del nastro per la casa della salute di San Pietro in Vincoli, dopo l’inaugurazione – circa due mesi fa – di quella a Sant’Alberto. La casa della salute si trova in via Pistocchi e l’Ausl ha investito 200mila euro.   All’interno  è presente una Medicina di gruppo formata da cinque medici di Medicina Generale che garantiranno già in questa prima fase di avvio, una presenza di cinque giorni su sette dalle 8 alle 19.

E’ inoltre attivo l’ambulatorio infermierisco osservazione e terapia ed è stata avviata la gestione integrata con il Medico di Medicina Generale della patologia cronica, per ora rivolta a pazienti affetti da Diabete Mellito tipo 2, per poi continuare con la gestione dei pazienti affetti da scompenso cardiaco, Bpco, ipertension. Inoltre sono presenti l’ambulatorio del pediatra di libera scelta, il punto prelievi, il servizio infermieristico domiciliare, la neuropsichiatria infantile e il servizio/sportello sociale.

A breve si attiverà inoltre un ambulatorio territoriale di continuità assistenziale per l’assistenza medica primaria che opererà in connessione informatica coi medici di medicina generale in loro assenza nelle giornate del sabato e dei prefestivi.

«Grazie al lavoro intrapreso con i medici di medicina generale, il Comune, il volontariato, il personale infermieristico – ha spiegato Roberta Mazzoni, direttore del distretto di Ravenna – si è riusciti a realizzare il progetto operativo per l’avvio della casa della salute di San Pietro in Vincoli. L’integrazione multiprofessionale è il pilastro di questi servizi e i cittadini potranno così in una unica sede trovare risposta ai bisogni sanitari e sociali».

La road map del sindaco «Con l’inaugurazione della Casa della salute di San Pietro in Vincoli – ha affermato il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale – insieme alla recente apertura di quella di Sant’Alberto, portiamo a termine la prima fase d’insediamento di nuovi servizi nel forese. Siamo oggi nelle condizioni di aprire la seconda fase che vedrà il completamento della rete di servizi territoriali in tutta la mappa del forese della città di Ravenna. Come primo step di questa seconda fase potenzieremo le attuali case della salute, collegando la seconda sede della casa salute di Sant’Alberto a Mezzano e consolidando il punto prelievi di Savarna».

Il secondo step «riguarderà il mare, dove abbiamo spazi e opportunità. La zona nord del mare terrà una relazione con Sant’Alberto, mentre per quel che riguarda la parte centrale dei nostri lidi, lo diciamo chiaramente, non possiamo organizzare i servizi facendo una scelta tra Marina di Ravenna e Lido Adriano, chiediamo dunque all’Azienda di pensare a due poli, come per Sant’Alberto-Mezzano. In particolare a Marina di Ravenna, il Comune è disponibile a mettere in campo grandi spazi di qualità nella sede civica, mentre su Lido Adriano probabilmente si tratterà di ragionare su investimenti per realizzare strutture idonee».

Il terzo step di questa seconda fase «riguarderà l’organizzazione delle relazioni tra il nostro territorio e gli altri comuni del distretto: una tra Piangipane e il comune di Russi, dove si è insediata la prima casa della salute della provincia, e l’altra tra Castiglione e il Comune di Cervia, al quale abbiamo già avanzato la proposta di strutturare, attorno al territorio di Castiglione, l’insediamento di una nuova casa della salute»

Tuttinbarcabili 2017: ecco l’arrivo delle barche in testata di Darsena

Nel weekend l’evento dedicato al mare e alla disabilità. Iniziative in città e domani veleggiata e premiazione a Marina di Ravenna

Tuttinbarcabili 2017Si sta svolgendo in queste ore Tuttinbarcabili ”, la manifestazione promossa dall’associazione Marinando. Decine di barche con persone affette da varia disabilità hanno partecipato questa mattina alla “candianata” che da Marina di Ravenna ha portato i natanti nella testata di Darsena. Un bel colpo d’occhio, come testimona la fotogallery.

L’evento prosegue fino alle 18: sono allestiti spazi con diverse discipline parolimpiche dove chiunque lo desideri può cimentarsi con il supporto di atleti esperti. Questa sera concerto dei Ladri di Carrozzelle e domani alle 13 le barche rippartiranno per Marina dove, alle 14.30, è in programma la veleggiata e la premiazione.

Prevista una domenica di temporali: la protezione civile dirama l’allerta meteo

Fase di attenzione gialla dalla mezzanotte di sabato per le successive 24 ore. Criticità idrogeologiche in tutta la Romagna

 071736 Meteo Nord EstDalla mezzanotte di oggi, sabato 13 maggio, alla mezzanotte di domani, domenica 14 maggio, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna, così come in tutta la Romagna, l’allerta meteo numero 38 emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. Si tratta di allerta gialla (ex fase di attenzione) per criticità idrogeologica per temporali.

La Protezione civile raccomanda a tutti i cittadini di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento e della grandine o suscettibili di essere danneggiati.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi