venerdì
29 Agosto 2025

«Raduni under 10, più tornei, formazione decentrata: così è fiorito il tennis»

L’ex giocatore Omar Urbinati, per anni tecnico della Federazione tennis nel comitato dell’Emilia-Romagna e ora alla guida della scuola del circolo Zavaglia a Ravenna, spiega il percorso che ha portato ad avere 9 italiani nei primi cento del ranking Atp

Omar Urbinati, direttore tecnico della scuola tennis del circolo Zavaglia a Ravenna«Le doti innate sono una condizione necessaria per diventare un tennista di livello, ma non sono sufficienti: l’aiuto di un maestro è fondamentale. La conferma viene guardando un grande campione come Djokovic: anche in età matura ha un coach che lo segue». Omar Urbinati fa il maestro di tennis da tanti anni, attualmente è direttore tecnico al circolo Zavaglia di Ravenna dove già era stato fino al 2016 prima di una parentesi come tecnico federale, e conosce bene il bilanciamento tra talento e formazione. Per rendere meglio l’idea cita un esempio attuale di un giocatore che conosce di persona: «Musetti ha una tecnica straordinaria, forse anche superiore a Sinner che invece ha più attitudine mentale, ma credo che senza il supporto del maestro Simone Tartarini non sarebbe arrivato ai livelli in cui è».

Montecarlo, 23 ottobre 2024: a sinistra Omar Urbinati, a destra Francesco Rametta (preparatore atletico del circolo Zavaglia), al centro Jannik SinnerIl tennis italiano vive un’era d’oro: Sinner chiuderà il 2024 con due Slam e il primo posto del ranking Atp (prima il massimo era stato con Adriano Panatta numero 4 nel 1976). Nei primi cento della graduatoria Atp ci sono altri otto connazionali. Momento fortunato o frutto di un lavoro pianificato? «Entrambe le cose – spiega Urbinati –. Vale il discorso fatto all’inizio: gente come Sinner e Musetti sono nati in questo momento e non prima, così come Panatta e Bertolucci ebbero il loro periodo. Però si vedono anche i risultati di un lavoro strutturale avviato dalla Federazione con il dirigente Michelangelo Dell’Edera una decina di anni fa che oggi viene davvero invidiato in tutto il mondo».

È quello che prende il nome di Sistema Italia. Urbinati descrive le principali tre caratteristiche. La prima: «In ogni provincia si fanno raduni con un monitoraggio che parte dagli under 10 che praticano tennis. I più abili vengono convocati nella Coppa delle province per tesserati non agonisti. Poi ci sono raduni regionali di tre giorni con un tecnico federale per le categorie under 12, under 14 e under 16. Diciamo che i migliori non ti scappano». La seconda: «Per curare la crescita dei giovani più promettenti una volta c’erano solo i centri di Tirrenia e Formia ma questo richiedeva lo spostamento degli atleti. Adesso invece la Federazione sostiene i maestri dei circoli permettendo di farli diventare coach per seguire sul posto gli allievi e coprendo anche le spese per un maestro sostitutivo nel circolo quando bisogna seguire un atleta». La terza: «Sono aumentati i tornei in Italia con due conseguenze: si può giocare di più con meno spostamenti all’estero e quindi meno spese per le famiglie dei giocatori e la Federazione ha più wild card da distribuire per i meritevoli che non avrebbero punteggio per entrare nei tornei».

E poi c’è il progetto “Racchette in classe”: finanziamenti dalla federazioni ai circoli per entrare nelle scuole e avvicinare più giovani al gioco: «Come circolo Zavaglia abbiamo incontrato tremila alunni dalle elementari alle superiori e questo allarga la platea di chi potrebbe essere attratto dal tennis».

Uno dei grandi temi dello sport giovanile è la difficoltà nel trascurare i risultati nel breve periodo in favore di un percorso di formazione e crescita con un orizzonte più lontano. Per il tennis la difficoltà in quest atteggiamento è forse anche maggiore: «Ottenere risultati è un passaggio necessario per conquistare spazio in contesti più prestigiosi e più importanti. E le pressioni sono tante soprattutto perché il percorso di crescita richiede sforzi economici importanti da parte delle famiglie. Anche per questo è importante l’aspetto mentale della formazione».

Salvo qualche raro caso, l’immagine più comune del tennista è quella di una persona compassata e controllata di cui raramente si sentono gesta oltre le righe fuori dal campo. Solo un mito? «Il gioco richiede una concentrazione tale che non puoi accenderla e spegnerla fra dentro e fuori dal campo. Certo, sono ragazzi e anche loro hanno momenti di svago, ma se spegni completamente la concentrazione poi è difficile ritrovarla per giocare».

FognL’aspetto economico è un dettaglio importante nei sogni di carriera per un tennista. I ricchi montepremi dei tornei sono allettanti, ma prima di arrivarci servono investimenti. Urbinati fa un calcolo rapido: «Dall’età di 13-15 anni comincia un periodo in cui fare tennis puntando ai vertici può costare anche 40-50mila euro all’anno». Il budget è presto fatto: «Se vuoi uno staff completo fatto di maestro, preparatore atletico e mental coach servono almeno circa 1.500-1.600 euro al mese. Poi ci sono le ore di affitto del campo. E poi ci sono i viaggi per i tornei in Europa, di solito 20-25 trasferte all’anno. Se arrivi in finale sei contento per il risultato, ma vuol dire che stai via una settimana: aereo, albergo e ristorante per atleta e maestro accompagnatore».

Aiuti e sovvenzioni sono pochi. Qualcosa si riesce ad avere per gli alloggi e i campioncini più promettenti possono ottenere supporto dalla Federazione. Poi ci sono gli sponsor: «Quelli se li deve trovare il giocatore o la famiglia, ma il periodo storico non aiuta e li trovi più facilmente se vinci».

Urbinati ricorda le parole di Fulvio Fognini, padre di Fabio, 37enne e oggi al numero 77 del ranking Atp (nel 2019 raggiunse il nono posto). Il genitore raccontò alla stampa gli investimenti sostenuti: «Sicuramente più di 200mila euro. E noi siamo stati fortunati perché a 18 anni Fabio era già intorno al numero 300 della classifica Atp, quindi qualcosa incassava dai tornei, dagli sponsor, dalla Federazione. Il grosso l’abbiamo speso prima, dai 14 ai 17 anni. Già a 15 anni, se un giovane gioca i tornei in giro per l’Europa, i costi dell’attività sono simili a quelli di un professionista, ma senza introiti. Le spese sono tantissime e l’attività può arrivare a costare anche 60-70 mila euro all’anno. Ma se non si intensifica il percorso nel periodo che va da 13 ai 17 anni, poi diventa impossibile raggiungere certi traguardi».

L’Itf, la federazione internazionale del tennis, afferma che «circa il 96 percento dei tennisti che hanno disputato almeno un torneo internazionale – si legge in un comunicato emesso al termine di una recente indagine – è in passivo. Il break-even, il pareggio di bilancio tra uscite ed entrate, si raggiunge quando si arriva intorno alla 350esima posizione del ranking mondiale».

ZavagLe squadre del circolo tennis Zavaglia di Ravenna

Il circolo tennis Zavaglia di Ravenna si trova nei pressi dell’ex ippodromo Darsena. È stato fondato nel 1931. L’attività giovanile conta una 50ina di tesserati per la scuola tennis di età 5-16 anni. Poi ci sono 9 tesserati nella sezione pre-agonistica (9-12 anni) e 18 tesserati a numero chiuso per l’attività agonistica (11-16 anni). Il numero massimo è fissato a 18 in base alla disponibilità di campi per garantire un massimo di tre alunni a maestro per ogni lezione. Lo Zavaglia è l’unico circolo della città di Ravenna che partecipa ai campionati federali a squadre.

Questi i componenti delle squadre.

A2 maschile: Duje Ajdukovic, Nerman Fatic, Goncalo Oliveira, Eduard Esteve Lobato, Luca Tomasetto, Daniel Bagnoli, Carlo Alberto Caniato, Michele Vianello, Gianmaria Migliardi, Niccolò Satta, Luigi Valletta.

C maschile: Matteo Mucciarella, Mattia Benedetti, Ronnj Capra, Leone Spadoni, Alessandro Vallicelli, Gianfilippo Falconi, Paolo Duranti.

U12 maschile: Leonardo Satta, Lorenzo Orselli, Nicolò Maldini.

U12 femminile: Diamante Campana, Anna Foschini.

U14 maschile: Dante Terzi, Giacomo Guerrini, Federico Sparagi.

0.55 Regionale: Riccardo Montanari, Gian Matteo Zanzi, Ivan Gardini, Loris Tovagliari.

D3 maschile: Mattia Zannoni, Loris Tovagliari, Carlo Bega, Remigio Tovagliari.

Liti e furti in pista: la questura chiude la discoteca Matilda Touché per 15 giorni

Una relazione dei carabinieri riporta diversi interventi nel corso dell’estate per episodi tra avventori del locale da ballo, anche casi di malori per assunzione di alcol: il questore sospende temporaneamente la licenza. Stessa decisione anche per due bar, uno a Ravenna e uno a Castel Bolognese

MatildaLa questura di Ravenna ha disposto la chiusura per 15 giorni della discoteca Matilda Touché di Marina di Ravenna. Il provvedimento firmato dal questore Lucio Pennella arriva a seguito di vari episodi violenti che hanno coinvolto gli avventori e che si sono verificati all’interno e nei pressi del locale estivo.

Già lo scorso luglio era stato avviato un procedimento nei confronti della discoteca, a seguito di una violenta lite tra due avventori al suo interno, archiviato poi con diffida a inizio agosto. Una relazione dei carabinieri ha ricostruito che nel resto del periodo estivo sono stati diversi gli interventi per liti tra avventori, furti con strappo di collanine sulla pista da ballo, furti di cellulari ed episodi di malore dovuti a assunzione di alcol.

Lo stesso provvedimento di sospensione temporanea della licenza, con conseguente chiusura, è stato deciso anche per altri due locali pubblici in provincia: un bar a Ravenna e uno a Castel Bolognese.

CommercioA Castel Bolognese gli agenti del commissariato hanno messo i sigilli al bar Commercio che ad agosto è stato teatro di due risse cui hanno partecipato una ventina di avventori. Il pubblico esercizio era già stato segnalato per le frequentazioni di persone con precedenti.

AngoloA Ravenna la divisione di polizia amministrativa della questura e la polizia locale hanno applicato il provvedimento di chiusura al bar Angolo del Caffè in via Alberoni che a gennaio 2024 era già stato chiuso. I controlli successivi hanno confermato la continuità delle frequentazioni di persone con precedenti e episodi di bivacco e disturbo alla quiete pubblica che i residenti della zona hanno segnalato con un esposto.

Riqualificazione piazza Fosso Ghiaia, lavori al via: le modifiche alla viabilità

Lunedì 4 novembre inizia l’intervento di de-pavimentazione, che comporterà alcuni divieti temporanei di transito

Piazza Fosso Ghiaia

Partiranno il prossimo lunedì 4 novembre i lavori di riqualificazione della piazza di Fosso Ghiaia. L’intervento, per un importo di 450 mila euro, ha lo scopo di aumentare la sicurezza dei pedoni e gli spazi per la socialità e la ricreazione. L’opera, annunciata a dicembre 2023, secondo il Comune di Ravenna renderà la piazza «più sicura, funzionale e fruibile».

«Tra gli obiettivi del progetto è stata data grande attenzione alla sostenibilità ambientale, prevedendo opere di de-pavimentazione e de-sigillazione, e integrando gli spazi verdi, che aumenteranno, con quelli pedonali-carrabili, migliorando così il drenaggio urbano», prosegue la nota del Comune.

Gli interventi riguarderanno l’intera piazza e le vie che la circondano, dall’incrocio con la via Romea sud fino alla via delle Gronde, e si estenderanno per circa 3.400 metri quadri. Nello specifico, si tratterà di dare un nuovo assetto alla piazza con la realizzazione di marciapiedi lungo le proprietà private e la bonifica dei tratti ammalorati dalla presenza di radici delle alberature della piazza. La regolamentazione della sosta sarà sia in linea lungo la viabilità, sia a pettine in una porzione di piazza con accesso da via Romea Sud, buona parte della quale sarà resa pedonale. L’asfalto esistente sarà quasi completamente sostituito con pavimentazione in masselli di calcestruzzo filtrante e ampie porzioni di verde.

Si prevede inoltre l’istituzione del senso unico di marcia delle sedi viarie sui lati nord e sud della piazza, mentre le vie delle Gronde e Romea sud saranno regolamentate a doppio senso di marcia con una circolazione rotatoria in senso antiorario attorno alla piazza stessa.

I lavori comporteranno alcune modifiche alla viabilità, ovvero il divieto di transito per tutti i veicoli (eccetto autorizzati) e il divieto di sosta permanente con zona rimozione su ambo i lati in piazza Fosso Ghiaia, nelle strade ai lati della piazza e in via delle Gronde, nel tratto antistante la piazza. Ci sarà inoltre un restringimento di carreggiata con senso unico alternato, divieto di sosta con zona rimozione su ambo i lati per tutti i veicoli e limite massimo di 30 chilometri orari in via Penisola Salentina, limitatamente a un tratto di 30 metri a partire dall’incrocio con via delle Gronde.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico scolastico, sarà istituita una fermata provvisoria, in sostituzione di quella esistente in piazza Fosso Ghiaia/via della Gronda. La fermata sarà posizionata in via Romea Sud, tra le vie Polesine e Garfagnana, di fronte alla scuola dell’infanzia “L’airone”. Sarà mantenuto il medesimo orario in vigore.

Il mistero del nuovo rigassificatore a Ravenna: piovono le critiche sul progetto

L’azienda che ha proposto l’impianto, la Depositi Italiani Gnl, sostiene che si tratti di un semplice “vaporizzatore”. Ma gli ambientalisti non la pensano così.

Foto Cantiere Depositi Italiani GNL

Un’azienda ravennate ha chiesto i permessi per realizzare un piccolo rigassificatore. Si tratta della Depositi Italiani Gnl Spa, una società partecipata da Pir, Edison e da un’azienda spagnola. La richiesta dei permessi risale all’estate 2023 e la vicenda è stata raccontata nei giorni scorsi dal Corriere di Romagna. La Depositi Italiani Gnl gestisce il deposito di gas naturale liquefatto inaugurato tre anni fa nel porto di Ravenna, ma sarebbe in difficoltà per la scarsa domanda di materia prima per il rifornimento delle navi, che rappresentava uno degli aspetti principali del suo business plan. Per questo avrebbe richiesto la possibilità di realizzare nuovo impianto che permetta di vaporizzare il gas e immetterlo nella rete pubblica. Tecnicamente si tratterebbe di un rigassificatore, seppure di piccole dimensioni; tuttavia l’azienda nella sua documentazione non lo definisce come tale, preferendo il termine “vaporizzatore”.

Secondo quanto riferito dal Corriere di Romagna, gli enti locali avrebbero richiesto alcune integrazioni al progetto, che sarebbe già in fase di valutazione da parte del ministero dell’ambiente. Nello specifico, la Regione ha chiesto uno studio sulle emissioni di ozono in atmosfera, mentre il Comune si sta preoccupando della conformità urbanistica dell’intervento e dei dettagli sulla zona di allaccio alla rete del gas, prevista in un’area attualmente utilizzata come parcheggio, nonché di alcune questioni burocratiche legate ai confini con le altre proprietà.

Ma a preoccupare c’è soprattutto la questione dell’impatto ambientale. La Direzione generale valutazioni ambientali del Ministero dell’ambiente ha richiesto, secondo il principio di precauzione, una verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale. In sostanza, occorre decidere se per l’installazione di questo piccolo rigassificatore serve o meno la Via. La Depositi Italiani Gnl ha presentato una relazione di oltre 150 pagine, affermando che quello in esame non può essere considerato un rigassificatore. I tecnici ministeriali dovranno decidere nelle prossime settimane.

In seguito alla pubblicazione della notizia sul quotidiano locale, i presidenti delle Pro loco di Marina di Ravenna e Porto Corsini hanno chiesto al Comune di Ravenna di convocare un incontro pubblico per divulgare maggiori informazioni sul progetto. Da parte del mondo ambientalista, invece, sono subito piovute le critiche. Pippo Tadolini, portavoce del coordinamento ravennate “Per il clima – Fuori dal fossile”, ha giudicato il progetto dannoso per la qualità dell’aria: «Ravenna si candida a diventare sempre di più una camera a gas», ha dichiarato al Corriere. «Dopo avere deciso di accogliere un rigassificatore a mare, la città rischia di ospitare un impianto del tutto simile di cui non c’è assolutamente bisogno».

Sciopero del personale scolastico in piazza del Popolo, Cgil ricevuta dal prefetto

Le immagini del presidio di questa mattina

Un nutrito presidio di personale scolastico si è ritrovato questa mattina in piazza del Popolo a Ravenna, per scioperare contro i tagli all’istruzione decisi dal governo. Lo sciopero è stato proclamato a livello nazionale dalla Flc Cgil per l’intera giornata di oggi, e ha coinvolto tutte le lavoratrici e i lavoratori della filiera della conoscenza: scuola, università, ricerca, Afam e scuole non statali con contratto Aninsei.

A Ravenna, il presidio si è tenuto in piazza del Popolo di fronte alla prefettura. Nel corso del sit-in, una delegazione del sindacato e dei lavoratori è stata ricevuta dal prefetto.

Tra le richieste della Cgil, c’è lo stanziamento di risorse adeguate nella prossima legge di bilancio per un rinnovo contrattuale che permetta al personale scolastico di avere uno stipendio adeguato in relazione alla crescita dell’inflazione del triennio 2022/2024; e la stabilizzazione, attraverso un piano straordinario di assunzioni, dei 250 mila precari con contratti a tempo determinato.

 

Cervia, porte vinciane: stanziati i fondi per la gestione e manutenzione nel 2024/25

I fondi, stanziati interamente dal Comune, ammontano a più di 118.000 euro

Porto Canale Cervia

La giunta del Comune di Cervia ha approvato lunedì 29 ottobre il progetto relativo al servizio di gestione e manutenzione delle porte vinciane per il 2024/2025. Il costo complessivo del progetto è di 118.207 euro, finanziato interamente con fondi dell’amministrazione comunale.

Le porte vinciane sono una struttura di difesa per prevenire gli allagamenti dovuti all’innalzamento dell’acqua, in caso di forti piogge o alta marea. Nello specifico, si tratta di uno sbarramento mobile ad altezza fissa che sfrutta la variazione di livello del corso d’acqua. A Cervia sono installate nel porto canale di via Nazario Sauro, all’altezza del ponte levatoio San Michele. Si chiamano “porte vinciane” perché si presume che siano state inventate da Leonardo Da Vinci, anche se non esistono certezze storiche in proposito.

Costruita nel 1997, la struttura è stata di recente oggetto di un intervento complessivo di ammodernamento e manutenzione straordinaria, collaudato alla fine del 2021, che ha interessato sia le porte che l’intera struttura, costituita da svariate componenti tra cui gli impianti elettrici, idraulici, meccanici e di telecontrollo. L’opera è infatti particolarmente complessa, essendo costituita da due ante con a bordo pompe e paratoie di bypass posizionate all’interno del porto canale di Cervia, impianti elettrici e oleodinamici, nonché impianti semaforici, radar e telecamere di sicurezza posizionati su ambo i lati delle porte, sulle banchine del porto.

Le porte vinciane di Cervia funzionano principalmente in modalità automatica. Tutte le operazioni di apertura e chiusura sono gestite da un sistema di telecontrollo supervisionato da remoto, che invia messaggi relativi al funzionamento e allarmi di guasto o avarie per il pronto intervento da parte di personale specializzato con la supervisione dei tecnici comunali.

 

«Riorganizzazione inadeguata al terminal crociere di Ravenna», la denuncia di Cisl

La lettera aperta del sindacato sull’ipotesi sperimentale avanzata dall’Agenzia delle dogane e monopoli

Rendering Terminal Crociere Ravenna

La Cisl Romagna è critica sull’ipotesi di riorganizzazione sperimentale avanzata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in merito alla sicurezza e all’efficienza dei servizi offerti al terminal crociere di Ravenna. «Dalle prime voci che stanno circolando – afferma una lettera aperta del sindacato – sembra che nel piano riorganizzativo nazionale dell’Agenzia delle dogane e monopoli, non sia inclusa la previsione strutturale specifica per il terminal crociere di Ravenna, un’area fondamentale sia per l’economia della città sia per l’esperienza di migliaia di turisti che ogni anno vi transitano. Inoltre non sarebbe stata presa in considerazione né l’attuale complessità dell’ufficio con volumi di traffico merci e passeggeri in continua crescita, né i molteplici progetti di sviluppo della portualità ravennate».

Prosegue la lettera: «Il traffico navi, sia passeggeri che merci, sembrano considerate al pari dei mezzi di trasporto, come i camion, per definire parametri di assetti e organici dell’ufficio dell’Agenzia delle dogane e monopoli di Ravenna. Questo approccio non terrebbe conto della specificità e delle esigenze di controllo che tale servizio richiede. Senza un adeguato riconoscimento e una dotazione di risorse adeguata, la qualità operativa, compresa la sicurezza del terminal, potrebbero essere gravemente compromesse».

Inoltre, aggiunge la Cisl Romagna, «si registra il rischio di un ulteriore ridimensionamento del presidio dedicato al controllo dell’area giochi. Ricordiamo che l’Emilia-Romagna, con il maggior numero presente in riviera romagnola, detiene il primato nazionale (oltre 12.000) per numero di apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro presenti sul territorio nazionale e registra numeri importanti nella rete vendita nel settore degli apparecchi con vincita in denaro AWP e VLT. Altri dati di rilievo si registrano nella rete vendita di altre tipologie di gioco. Il presidio dunque del territorio risulta di fondamentale importanza per garantire ordinariamente il controllo territoriale in modo capillare e continuo, garantendo il gioco legale e responsabile. Non prevedere un assetto organizzativo per tale funzione rischia di compromettere la vigilanza e il controllo in un settore delicato, causando un impoverimento delle professionalità monopolistiche acquisite dal personale della sede fino a oggi».

Nuova segnaletica per aumentare la sicurezza nella ferrovia del porto di Ravenna

Vertice in prefettura per definire gli interventi, dopo la tragedia sfiorata ad agosto

L'area ex Sarom al porto di Ravenna (foto da pagina Facebook di Ap)

Sono stati definiti gli interventi per migliorare la sicurezza dell’area ferroviaria nel porto di Ravenna. La questione è esplosa lo scorso agosto, quando durante lo svolgimento di alcune regolari manovre ferroviarie, un locomotore ha urtato un camion che non si era fermato al passaggio a livello della Sapir. Tutti gli uomini coinvolti sono rimasti illesi, ma la tragedia è stata sfiorata per un soffio. Nelle settimane successive è stata effettuata una serie di sopralluoghi per valutare gli interventi necessari ad aumentare la sicurezza nell’area.

A occuparsi del tema è un gruppo di lavoro tecnico coordinato dall’assessore comunale al porto Anna Giulia Randi, che ha approfondito insieme a tutti i soggetti coinvolti le criticità esistenti al porto e ha individuato gli interventi necessari per migliorare la sicurezza delle arterie ferroviarie e stradali di accesso all’area portuale, oltre a quelle di collegamento da Ravenna verso Marina Romea e Porto Corsini. La questione ha interessato anche il prefetto di Ravenna Castrese De Rosa, che nei giorni scorsi, insieme ai rappresentanti dell’Autorità portuale, della Rete ferroviaria italiana e di Merci Italia, ha incontrato le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per illustrare le proposte formulate dal gruppo di lavoro tecnico.

«Dopo i sopralluoghi effettuati nel mese di settembre, il gruppo di lavoro ha individuato le principali criticità degli attraversamenti lungo la dorsale sinistra Candiano e sulla via Baiona, proponendo delle soluzioni strutturali nel breve, medio e lungo termine per aumentare i livelli di sicurezza sia per i lavoratori dell’area portuale che per gli utenti della strada», informa una nota della prefettura. «I problemi riguardano non soltanto la sicurezza sui luoghi di lavoro delle migliaia di lavoratori che ogni giorno accedono a quell’area, ma anche la sicurezza degli utenti della strada che utilizzano le arterie con maggiore frequenza soprattutto durante la stagione estiva. L’enorme movimentazione di merci che avviene su binari che si intersecano in più punti sulle strade di accesso al porto e di collegamento con la banchina di Porto Corsini verranno messe in sicurezza attraverso differenti soluzioni che vanno dal miglioramento della segnaletica stradale sia verticale che orizzontale, alla collocazione di luci di preavviso, alla creazione di guard-rail e all’implementazione dell’illuminazione, per consentire gli interventi dell’operatore della manovra ferroviaria e degli operatori del concessionario della manovra di attraversamento dei passaggi dei treni».

«Tutte le possibili soluzioni alle problematiche sono state discusse nel corso della riunione; dall’apposizione di passaggi a livello alla collocazione di semafori intelligenti», prosegue la prefettura. «Tali interventi sono stati esaminati dal comando di polizia locale, che si è impegnato unitamente ai responsabili delle infrastrutture ferroviarie a verificarne la fattibilità per coniugare la fluidità della circolazione stradale con quella ferroviaria. L’Autorità portuale si è impegnata a incontrare le società terminaliste per avviare un lavoro di messa in sicurezza delle aree di attraversamento spesso contigue agli accessi delle aziende, in modo da individuare caso per caso gli interventi necessari ad agevolare la circolazione dei treni coordinandola con quella dei mezzi in uscita dalle stesse aziende. Al contempo l’Autorità portuale, ente che ha dato in appalto all’operatore concessionario della manovra la gestione dei trasporti lungo l’arteria ferroviaria, ha assicurato il proprio impegno a trovare ulteriori accorgimenti per implementare i livelli di sicurezza nelle intersezioni».

Nell’impianto di Ravenna, le squadre che operano sono composte da tre operatori (un carrellista e due manovratori), a differenza degli altri impianti in cui normalmente operano solo due operatori. Questo proprio per le particolari condizioni del sedime ferroviario e della presenza di passaggi a livello non protetti da barriera.

Chiosa il prefetto De Rosa: «La questione risulta complessa e delicata per il notevole numero di attori coinvolti e per la varietà di problematiche di differente natura che devono essere affrontate e risolte. Per questo ho richiesto di accelerare gli interventi sulle infrastrutture e di individuare con le società terminaliste soluzioni immediate che possano evitare per il futuro incidenti e mitigare i rischi di queste aree di interesse strategico».

Il Ravenna ha svoltato: seconda vittoria di fila e terzo posto in classifica

Serie D: battuto il Piacenza nel big match del girone D

Ravenna Piacenza Gol
Lo stadio in festa al secondo gol del Ravenna contro il Piacenza

Il Ravenna Fc vince e convince (3-0) contro il Piacenza nel big match del Benelli, recupero della settima giornata del girone D del campionato nazionale di serie D, rinviata il 20 ottobre per l’allerta meteo rossa.

Davanti a una cornice di pubbliche che non ha niente a che fare con i dilettanti, i giallorossi hanno ottenuto così la seconda vittoria consecutiva, la seconda in altrettante partite con il nuovo allenatore Marchionni. Qualcosa di molto simile a una svolta in un campionato che al momento vede ancora la sorpresa Tau Altopascio ampiamente in testa (con la vittoria in casa della Sammaurese fanno addirittura 25 punti su 27 disponibili) ma che ora il Ravenna sta disputando da protagonista, al terzo posto solitario (a -9 dalla vetta e a 2 punti dai cugini del Forlì, attesi al Benelli il 10 novembre.

Sugli scudi contro il Piacenza il georgiano David Lordkipanize, mezzala di corsa e di inserimenti, autore di una doppietta. L’altra rete è a firma dell’attaccante Loreto Lo Bosco. Tra i migliori in campo anche, ancora una volta, il capitano Paolo Rrapaj.

Domenica prossima i giallorossi saranno chiamati a dare ancora continuità ai risultati in casa dello Zenith Prato, quintultimo con la metà dei punti del Ravenna.

Controlli stradali tra Ravenna e Cervia: otto patenti ritirate in una notte

Sono dodici i conducenti risultati positivi ad alcool e droghe. Nel periodo natalizio verranno intensificati gli appostamenti

2024.10.30 Controlli Polstrada RA Immagine Di Repertorio

Nella notte di domenica 27 ottobre sono stati predisposti dalla polizia stradale di Ravenna alcuni servizi di controllo mirati nei pressi delle zone più frequentate di Ravenna e Cervia, al fine di identificare eventuali conducenti alterati dall’abuso alcool o droghe.

Sono stati controllati in tutto 54 veicoli e identificate 79 persone. I conducenti risultati positivi all’alcool test sono 9, tre dei quali neopatentati. Sono 3 i conducenti risultati invece positivi al test preliminare sull’assunzione di sostanze stupefacenti.

Agli agenti sono stati forniti etilometri e precursori, e un medico della polizia di stato è stato incaricato della visita medica in loco ai conducenti per cui si sospettava un’alterazione da assunzione di droghe. Anche a fronte degli incidenti stradali verificatisi nelle ultime settimane nella provincia, il dirigente della polizia stradale di Ravenna, commissario capo Davide Pani, ha ricordato che «chiunque guida in stato di ebbrezza incorre in differenti sanzioni a seconda del tasso di alcol riscontrato nel sangue: si parte, nei casi più lievi, da una sanzione amministrativa di € 543 e conseguente sospensione della patente per almeno tre mesi, fino ad arrivare all’arresto da sei mesi ad un anno per i casi più gravi, anni che possono diventare dodici se si causa un incidente mortale». In un ottica di prevenzione questi controlli saranno ripetuti nei prossimi mesi e verranno intensificati in occasione delle festività natalizie.

Parte dal 2 dicembre la Raccolta Smeraldo: il kit per rifiuti sarà consegnato a casa

È iniziata la consegna a domicilio della dotazione che comprende la carta per aprire i cassonetti per l’indifferenziato e le apposite eco-borse

Cass. Smarty+ Carta Smeraldo

Manca poco all’avvio della nuova “Raccolta Smeraldo”, che interesserà la raccolta dei rifiuti a Brisighella a partire dal 2 dicembre 2024. L’attività, sostenuta da Hera, coinvolgerà tutto il territorio comunale e interesserà 4.300 utenze: 3.974 famiglie (di cui 918 non residenti) e 328 attività.

In questi giorni personale incaricato da Hera, ha iniziato a consegnare alle singole famiglie il kit standard per la raccolta differenziata, composto dal calendario, che riporta le giornate di raccolta e le informazioni/regole sul servizio, la Carta Smeraldo e il bidoncino “sottolavello” per il rifiuto organico e i relativi sacchetti per la raccolta. Saranno consegnate anche le eco-borse per facilitare la separazione dei rifiuti in casa.

Il kit potrà essere ritirato solo dai titolari del contratto Tari, se a fare domanda è una persona delegata sarà necessario presentare il modulo allegato alla lettera inviata in questi giorni a tutte le utenze coinvolte o scaricabile dal sito di Hera.

Per la consegna a domicilio gli operatori Hera saranno dotati di un tesserino nominativo e non chiederanno mai né di entrare in casa né denaro. Per essere certi che si tratti di un incaricato Hera è possibile chiamare il Servizio Clienti Hera al numero verde gratuito 800.999.500(attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18). Nel caso i titolari del contratto Tari non fossero presenti al momento del passaggio degli incaricati Hera troveranno in buchetta un coupon con cui l’intestatario Tari o suo delegato dovrà ritirare il kit di raccolta in stazione ecologica o presso gli infopoint appositamente allestiti dal 23 al 30 novembre. Alle attività saranno consegnati i contenitori definiti in base al tipo di utenza e alle verifiche effettuate.

Con l’avvio della “Raccolta Smeraldo” carta e cartone, plastica, lattine, vetro, organico e vegetali continueranno. venire raccolti in strada, mentre l’indifferenziato andrà gettato in contenitori intelligenti (Smarty). Questi cassonetti nelle prime settimane saranno ad apertura libera, per consentire alle utenze di abituarsi alla nuova modalità di raccolta, ma successivamente si apriranno solo con la Carta Smeraldo (la tessera Hera per i servizi ambientali) utilizzabile 24 ore su 24. Per le attività della zona industriale sarà attivata la raccolta porta a porta per tutti i rifiuti. Anche in questo caso i contenitori saranno consegnati a partire da fine ottobre, dopo un accordo con il personale di Hera in base al tipo di utenza. In tutto il territorio comunale, sempre per le attività, saranno attivate raccolte aggiuntive dedicate, che saranno illustrate dagli incaricati di Hera.

Questo sistema intende migliorare la quantità/qualità della raccolta differenziata (l’obiettivo da raggiungere entro il 2027 nel territorio comunale è il 67%, come previsto dal Piano Regionale di Gestione Rifiuti, contro circa il 54% attuale) e promuovere una gestione responsabile dei rifiuti da parte di tutti i cittadini, per recuperare quantità sempre maggiori di materiali riciclabili, risorse preziose per l’ambiente. Per informazioni sull’avvio dei nuovi servizi è possibile contattare il Servizio Clienti Hera 800 999 500 (famiglie) e 800 999 700 (attività), numeri verdi gratuiti attivi dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18, o rivolgersi alla stazione ecologica di via Lanzoni.

Gli alluvionati di Ravenna in piazza per chiedere un piano di sicurezza territoriale

Appuntamento il 16 novembre in piazza del Popolo

Alluvione Piazza

Il Comitato alluvionati Ravenna ha indetto una manifestazione pacifica di piazza, per chiedere l’adozione di un piano di emergenza sulla sicurezza del territorio. Si tratta della prima manifestazione di tutti gli alluvionati del territorio comunale ravennate.

La manifestazione si terrà sabato 16 novembre alle ore 10 in piazza del Popolo. «Pretendiamo la sicurezza del territorio e delle nostre case», recita la locandina. «Pretendiamo un piano di emergenza. Non possiamo vivere sulla casualità delle rotture dei fiumi. Basta ai continui rimpalli tra le istituzioni. Vogliamo risposte chiare e tempi certi».

L’iniziativa è organizzata dai comitati locali degli alluvionati di Fornace Zarattini, Serraglio, Sant’Antonio, Villanova di Ravenna, Ghibullo e Longana, Borgo Sisa, San Pietro in Vincoli, Nuovo Roncalceci, San Pietro Trento e Coccolia, San Marco, Traversara.

Non saranno ammesse bandiere politiche e di partiti.

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