martedì
31 Marzo 2026

Minorenne aggredito e rapinato, la polizia arresta un sospettato

Un minorenne è stato rapinato a Punta Marina all’alba di ieri, 5 luglio. Il presunto autore della rapina, riconosciuto dalla vittima, è stato arrestato poco dopo dalla polizia: è un giovane, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, che si trova in carcere. Il questore di Ravenna ha emesso un foglio di via con divieto di ritorno a Ravenna per tre anni.

L’intervento della squadra Volanti, già presenti in zona movida, è scattato attorno alle 4.45 quando una chiamata al 112 segnalava la presenza di un minorenne in stato di agitazione che riferiva di essere stato appena rapinato e inseguito da un individuo che brandiva un oggetto metallico.

Gli agenti hanno raccolto le prime dichiarazioni della vittima e dei suoi due amici, anch’essi minorenni, che hanno descritto con precisione l’autore del fatto. Il rapinatore, dopo aver afferrato per le braccia il minore, si era impossessato del suo portafoglio sottraendogli il denaro contante. Poco dopo, accorgendosi di essere seguito, avrebbe anche tentato di rincorrere il gruppo per aggredirlo.

Le ricerche si sono concentrate nella zona, permettendo di intercettare un soggetto corrispondente alla descrizione. Grazie al riconoscimento immediato da parte della vittima e al rinvenimento, durante la perquisizione, della somma esatta sottrattagli, il presunto autore è stato arrestato.

«Senza riscaldamento globale l’intensità del caldo di giugno sarebbe stata la metà»

Federico Grazzini è meteorologo senior di Arpae Emilia- Romagna e autore del libro per ragazzi “Fa un po’ caldo. Breve storia del riscaldamento climatico e dei suoi protagonisti” (Fabbri 2020).

Qual è la situazione delle temperature in Romagna?
«Dal 20 giugno è in corso un’importante ondata di calore, che in alcuni giorni ha battuto i precedenti record storici. Il termometro è sempre stato prossimo ai 35 gradi nell’entroterra e 33 sulla costa. Ma nelle aree interne il caldo è secco, mentre sul mare c’è un alto tasso di umidità che aumenta la percezione di afa e disagio climatico».

Era mai accaduto prima?
«L’ondata di calore è stata molto persistente e precoce; i valori in Romagna sono stati dai 3 ai 6 gradi sopra la media storica. Col pallone sonda lanciato dalla nostra stazione di San Pietro Capofiume, abbiamo registrato l’altezza dello zero termico a 5.200 metri: si tratta della quota a cui si trova la temperatura sotto lo zero, che ha raggiunto un valore record. Ma soprattutto, questi numeri di norma si vedevano ad agosto, mai a giugno».

Perché fa così caldo?
«L’origine delle temperature elevate è dovuta a un robusto campo di alta pressione, che si estende dalle zone sub-tropicali del nord Africa verso il Mediterraneo. Una situazione che d’estate si è sempre presentata regolarmente, ma che negli ultimi anni è molto aumentata di intensità».

C’entra il riscaldamento globale?
«Per attribuire un singolo evento al riscaldamento globale, bisogna effettuare degli studi a posteriori. Ma in generale, tutti i precedenti studi sulle ondate di calore hanno appurato un importante contributo. Il caldo di questi giorni ci sarebbe stato lo stesso, ma senza il riscaldamento globale, probabilmente l’intensità sarebbe stata la metà».

Fino a quanto persisteranno le alte temperature?
«Il termometro dovrebbe iniziare ad abbassarsi grazie all’arrivo di una perturbazione atlantica. Ciò comporterà anche l’arrivo di temporali, che temiamo possano essere piuttosto forti».

Perché?
«Più fa caldo, più l’acqua evapora e perciò l’aria contiene molto vapore acqueo. Quando arriva l’aria fredda, il vapore acqueo condensa e le precipitazioni sono intense. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi con i violenti temporali in Piemonte. In Romagna si aggiunge l’elevato calore nel mare, che comporta l’accumulo di energia. L’Adriatico era a livelli molto alti anche prima dell’ondata di calore e oggi è arrivato a 27 gradi. Anche in questo caso, un dato che di norma si misurava in agosto e mai a giugno».

Dopo le alluvioni del 2023 e 2024, il territorio romagnolo è molto fragile e i rischi legati alle precipitazioni sono aumentati. Dobbiamo preoccuparci?
«I dati indicano un profondo cambiamento del sistema climatico in corso, che può portare a eventi di una scala a cui non siamo abituati».

Nelle città, il cemento aumenta l’effetto del calore. Come si può ripensare l’urbanistica per attenuare la percezione delle temperature?
«Chi vive in città sa che le zone più fresche e ventilate coincidono con la presenza del verde. Bisogna rendere le città più ombreggiate possibili, costruire con materiali isolanti, favorire la presenza dell’acqua e piantare molti alberi. Possibilmente prendendosene cura e lasciando il terreno intorno per traspirare, anziché il cemento».

Bilancio positivo per il gruppo Cofra: +0,9 percento sul 2023 e utile netto di 630mila euro

Si è chiuso in positivo il bilancio 2024 del Gruppo Cofra di Faenza, realtà che gestisce 16 punti vendita in provincia di Ravenna dando lavoro a oltre 500 persone. L’esercizio 2024 ha registrato un ulteriore incremento di fatturato salendo a quota 113 milioni di euro (+0,9% sul 2023), consentendo al gruppo cooperativo di chiudere con un utile netto di 630mila euro e di consolidare ulteriormente il patrimonio netto, oggi a quota 11 milioni di euro.

«Nonostante la contrazione dei consumi generale dovuta alla progressiva riduzione del potere d’acquisto delle persone in Italia, Cofra ha registrato un incremento di fatturato dimostrando la bontà delle scelte fatte in questi anni – sottolinea Roberto Savini, presidente di Cofra -. Tra l’altro, dopo anni di eventi straordinari (covid, crisi energetica, alluvione), il 2024 è stato un anno senza grandi imprevisti “diretti” nonostante l’alluvione in Bassa Romagna abbia ferito in modo pesante il territorio».

Cofra è nata nel 1973 a Faenza come cooperativa di consumo per fare acquisti massivi di prodotti che poi venivano rivenduti ai soci a prezzi più vantaggiosi di quelli di mercato. In oltre 50 anni è diventata un punto di riferimento nella gestione di supermercati (13 negozi a marchio Conad), negozi di fai da te e bricolage (2 punti vendita a marchio Bricofer) e negozi per animali (1 PetStore Conad). È parte del Gruppo Cofra anche la società controllata Assicofra che si occupa di assicurazioni in provincia di Ravenna e, da alcuni mesi, anche in provincia di Forlì-Cesena. Da alcuni anni Cofra è una cooperativa mista con una base sociale formata da soci consumatori, che oggi sono 43.731 (dato al 31 dicembre 2024), e soci lavoratori, che superano quota 300. «Il numero rilevante di soci-lavoratori – aggiunge Savini – conferma il successo della trasformazione di Cofra da cooperativa di consumo a cooperativa mista. Un percorso avvenuto naturalmente e che ha sostenuto anche la fidelizzazione dei soci consumatori sul territorio che, ogni anno, crescono di 7-800 unità».

Tra gli investimenti ci sono stati la fusione con Cpda di Bagnacavallo, che ha portato all’ingresso in Cofra dei due supermercati della città e del relativo personale, l’acquisizione del supermercato di Conselice nell’area Punta Frattina, l’acquisizione del punto vendita in via Ricci Curbastro a Lugo e l’apertura del nuovo supermercato a Lugo Stuoie, l’acquisizione di un ramo d’azienda a Brisighella e la ricostruzione del punto vendita Faenza 1 distrutto dall’alluvione del 2023. Più recentemente, ad aprile 2025, c’è stata anche l’acquisizione di un nuovo punto vendita a Piangipane di Ravenna. Tra gli altri investimenti realizzati, oltre alle attività ordinarie e straordinarie di ristrutturazione dei punti vendita, c’è stata anche l’installazione di pannelli fotovoltaici sugli stessi punti vendita per un totale di 600 kwatt di energia destinata all’autoconsumo.

«Ottimizzare i costi e l’organizzazione è una nostra priorità perché ci consente di accrescere le marginalità e poter assicurare le premialità alle nostre lavoratrici e lavoratori, così come previsto dal contratto di secondo livello che abbiamo adottato in Cofra. L’andamento 2024 ci ha consentito di prevedere un premio produttivo a tutto il personale che va ad aggiungersi al sistema di welfare oggi attivo per tutti i soci-lavoratori» conclude Savini.

In Romagna il giugno più caldo dell’ultimo secolo: 3,9 gradi sopra la media

La media delle temperature rilevate in Romagna nel giugno 2025  è stata 3,9 gradi più alta della media dello stesso mese nel periodo 1981-2010. In termini meteorologici si parla di “anomalia fuori scala”. Lo spiega Pierluigi Randi, presidente dell’Associazione meteo professionisti (Ampro): «Una anomalia di 2 gradi è già considerata molto rilevante, figuriamoci un valore che arriva quasi a 4».

Questo giugno presenta la stessa anomalia del giugno 2003 e sono i mesi di giugno più caldi degli ultimi cento anni in Romagna. «È significativo – aggiunge Randi – che le anomalie record di caldo sono tutte concentrate nell’ultimo ventennio, mentre le anomalie di freddo sono quasi tutte precedenti. Questo è il segnale che la temperatura sta aumentando».

Rispetto al giugno appena terminato, nel 2003 fu leggermente superiore la media delle temperature massime e lievemente inferiore quella delle temperature minime, con un’escursione termica media giornaliera che fu maggiore. «Significa che nel giugno 2025 ha fatto appena meno caldo di giorno e leggermente più caldo di notte rispetto a 22 anni fa. Nel 2003 le masse d’aria affluite furono leggermente più secche, anche perché il Mediterraneo era meno caldo di oggi. Quindi: un caldo più afoso nel giugno 2025; un poco più torrido nel giugno 2003».

Un altro indicatore da tenere in considerazione è il conto delle cosiddette notti tropicali, cioè quelle in cui il termometro non scende sotto i 20 gradi: in giugno sono state 17 nei centri urbani di Ravenna e Faenza, nel 2003 a Ravenna furono 12.

L’aumento delle temperature è ormai consolidato e la percezione cambia: «Ci stiamo abituando. Il mese di giugno appena concluso è sui livelli del giugno 2003 ma non si sentono le stesse reazioni. Sicuramente è dovuto a una maggior dotazione di climatizzatori rispetto a 22 anni fa, ma c’è anche un effetto di adattamento che è naturale per l’uomo. E vale anche il discorso inverso: per molti c’è la sensazione che abbiamo avuto un maggio freddo e invece è assolutamente in linea con la norma. Ormai quando abbiamo un mese “normale” ci sembra che sia freddo».

La fotografia del clima è rappresentata anche dal valore dello zero termico, cioè l’altitudine a cui la temperatura arriva a zero. Dalla stazione Arpa di San Pietro Capofiume (Bologna) vengono fatte delle misurazioni con palloni gonfiati a elio liberati in atmosfera: «Nella notte tra il 28 e 29 giugno il livello è stato 5.280 metri, è il più alto mai rilevato da quando si effettuano i radiosondaggi dal 1989. Battuto il record precedente del 10 agosto 2019 con 5.224 m. I precedenti sforamenti si erano veri cati sempre o in luglio o in agosto; in giugno non avevamo mai toccato i cinquemila metri. E tutti i valori superiori a cinquemila sono successivi al 2009».

Il caldo incide anche sul tipo di piogge. «L’aria più calda può contenere più vapore acqueo, è una legge della fisica: a un aumento di un grado corrisponde il 7 percento in più di vapore. Questo signi ca che nell’aria c’è una disponibilità maggiore di acqua quando si forma un temporale. Anche per questo le precipitazioni recenti scaricano più acqua in minor tempo. Si dice che il ciclo dell’acqua diventa più rapido».

Dal 1980 le estati in Romagna hanno una temperatura media più alta di quasi 2 gradi e il 25 percento in meno di precipitazioni. «In passato la stagione più secca era l’inverno, ora è l’estate. Ci stiamo spostando verso un modo di piovere più tipico dei climi tropicali».

Anche il mare mostra i segni del cambiamento climatico. «Nel Mediterraneo occidentale nelle acque di super cie sono state misurate anomalie di 7-8 gradi in più rispetto alla norma di questo periodo. Nell’alto Adriatico siamo a 3-4 gradi oltre la media 1981-2020. In questo momento davanti alle coste della Romagna l’acqua arriva a 28-29 gradi, valori che si dovrebbero raggiungere a fine estate quando il mare accumula il calore di mesi. Il 13 agosto dell’anno scorso è arrivato a 31 gradi, un numero alto anche per i mari tropicali. Facile prevedere che andremo verso quei valori».

La Cà de Vèn compie 50 anni. Il sindaco: «Per Ravenna è un biglietto da visita enogastronomico»

L’enogastronomia romagnola a Ravenna ha punto fermo che unisce gusto, cultura del vino e legame con il territorio: la Cà de Vèn, in via Corrado Ricci, ha celebrato il suo 50esimo anniversario d’attività.

La Cà de Vèn è una delle due enoteche storiche ancora attive del Consorzio Vini di Romagna, insieme alla Cà de Bè di Bertinoro. Fin dalla nascita del sistema delle “case del vino” negli anni ’60 – ideato dal Consorzio e dal Tribunato di Romagna, sotto l’impulso di Alteo Dolcini – il locale ha avuto il compito di promuovere la cultura delle denominazioni Doc e Igt romagnole attraverso degustazioni, cene tematiche, masterclass e concorsi.

La storia dell’edificio che ospita la Cà de Vèn affonda le radici addirittura nella fine del 1300, quando l’area era occupata da un intricato reticolo di viuzze medievali attorno alla chiesa di San Francesco, la cui piazza antistante fu realizzata solo nel 1679. In origine, l’edificio era la residenza della nobile famiglia Rasponi. Dopo numerosi passaggi di proprietà, nel 1704 divenne l’Osteria della Corona, per poi trasformarsi nel 1877 nella Drogheria Bellenghi, la bottega più caratteristica e fornita della città. Gli arredi ancora oggi perfettamente conservati, assieme alle decorazioni delle volte e alla suddivisione interna dei locali, risalgono a consistenti interventi strutturali realizzati tra il 1850 e il 1880, dall’allora proprietario Giuseppe Bellenghi.

Alla celebrazione dello storico traguardo è intervenuto anche il sindaco Alessandro Barattoni: «Per me, come per tante e tanti ravennati, la Cà de Vèn non è solo un ristorante-enoteca, un bellissimo spazio in cui gustare le prelibatezze locali, ma un luogo dell’anima: sale affrescate e decorate che restituiscono l’accoglienza e la storia della nostra splendida città. Non esistono guide in tutte le lingue del mondo che non citino questo luogo, una sorta di biglietto da visita enogastronomico per i tanti turisti che visitano Ravenna e che hanno modo di apprezzarla anche a tavola».

Grandinata sulle colline faentine. Coldiretti: «Chicchi grandi come monete da 2 euro»

Un violento temporale nel pomeriggio odierno, 5 luglio, ha colpito parte della provincia di Ravenna con grandinate sparse in particolare sulle colline faentine. Coldiretti segnala danni nelle campagne di Brisighella, Riolo Terme e Casola Valsenio: «Dopo giorni di caldo molto intenso, la perturbazione ha scatenato grandinate persistenti accompagnate da vento forte, con chicchi radi ma con diametro anche superiore a quello di una moneta da 2 euro».

Le zone più colpite, con danni già evidenti su frutteti, uliveti e vigneti, secondo un primo monitoraggio avviato da Coldiretti tra gli associati sarebbero quelle di Borgo Rivola, Isola, Rontana, Strada Casale e Fognano. Coldiretti sta contattando tutti gli associati delle zone colpite dal maltempo al fine di delineare con precisione il territorio danneggiato, accertare le reali perdite economiche e fondiarie subite e procedere così con la richiesta di applicazione dei benefici di legge.

«Purtroppo – commenta l’associazione di categoria – l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma come il rapido passaggio da temperature infuocate a grandinate e bufere di vento. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive e paga quotidianamente le conseguenze di questi sfasamenti climatici che hanno causato, al settore, dalla siccità alle alluvioni, una perdita in Italia di 20 miliardi di euro nel corso dell’ultimo decennio».

Operaio cade dall’impalcatura nel cantiere Ausl. I sindacati chiedono più controlli

Infortunio sul lavoro in un cantiere dell’Ausl a Ravenna. Attorno alle 10 di stamani, 5 luglio, un operaio è caduto da una impalcatura per la costruzione della Casa della Comunità di via Antica Milizia. La causa della caduta potrebbe essere un malore. I soccorsi del 118 sono intervenuti con un’ambulanza e l’elicottero, il ferito è stato trasportato all’ospedale Bufalini di Cesena. I rilievi dell’incidente sono affidati ai carabinieri.

I sindacati di categoria (Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil) esprimono «la più profonda preoccupazione e indignazione per l’ennesimo incidente sul lavoro sul territorio di Ravenna» e parlano di situazione diventata intollerabile: «Gli operai stanno cadendo come mosche sui cantieri, e non possiamo più accettare che la loro vita sia messa a rischio dalla mancanza di sicurezza e dalle condizioni climatiche estreme». Il riferimento è alla probabile causa dovuta al caldo.

«La calura estiva sta diventando sempre più pericolosa, e le imprese e le istituzioni devono prendere misure concrete per proteggere i lavoratori. Inoltre, anche nell’eventualità di un colpo di calore, un lavoratore non dovrebbe mai cadere da un’impalcatura costruita a norma. Le imprese devono adottare tutte le misure previste per proteggere i lavoratori dalle condizioni climatiche estreme, come la fornitura di acqua, riparo dalle condizioni climatiche estreme e la regolamentazione degli orari di lavoro».

I sindacati chiedono agli organi ispettivi di intensificare i controlli nelle situazioni di lavoro ritenute ad alto rischio, come previsto dal protocollo dell’Emilia-Romagna, per garantire che le imprese adottino tutte le misure necessarie per proteggere i lavoratori in questi giorni di caldo estremo. «Non possiamo più tollerare che i lavoratori siano costretti a rischiare la vita per svolgere il proprio lavoro. È giunto il momento di agire con decisione e determinazione per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori».

L’agenzia immobiliare Nuova Casa cambia sede: «La parola d’ordine è trasparenza»

Dopo vent’anni nella storica sede a Ravenna, l’agenzia immobiliare Nuova Casa cambia indirizzo: da oggi, 5 luglio, gli uffici si trovano in piazza Baracca 1, negli spazi che un tempo ospitavano la jeanseria Cipriani. Una posizione di grande visibilità nel cuore del centro, a pochi passi dalla sede originale di Corte Cavour, dove resterà attiva una vetrina con gli schermi digitali.

Gli orari di apertura dell’agenzia (che conta uno staff di nove agenti più l’ufficio tecnico) resteranno invariati, ma nei nuovi spazi si aggiungeranno nuovi servizi, come la collaborazione con partner per l’arredamento e le soluzioni per esterni (Koko Mosaico, Arredamenti Casalboni e Garden Bulzaga) e con la nuova app “Nuova Casa” pensata per rendere più facile la ricerca e la gestione degli immobili.

A questo link la rubrica che “Nuova Casa” tiene sul nostro sito

«Puntiamo anche su un approccio più internazionale — spiega il titolare Andrea Stecca — grazie all’ingresso in squadra di collaboratori che parlano diverse lingue, per valorizzare l’attrattività turistica di Ravenna e accogliere al meglio la clientela straniera. Dopo 20 anni di attività per noi questo è un passo fondamentale. Negli anni siamo cresciuti e abbiamo lavorato per dare sempre più servizi ai nostri clienti, i proprietari di immobili, che supportiamo a 360 gradi durante tutto il percorso di vendita. Per noi è importante ampliarci, in modo da poterli accogliere al meglio, nelle nostre tre sale riunioni più un salottino d’attesa. La parola d’ordine è trasparenza: quella delle pareti, perché vogliamo che i cittadini ci vedano, si sentano parte di questo progetto, e quella della nuova applicazione. Attraverso il nuovo sistema, i proprietari possono monitorare tutto il processo di vendita, avendo accesso alle statistiche, al numero di visite e a tutta la documentazione. Questo ci permette anche di vendere sempre al prezzo di mercato, una garanzia in più anche per gli acquirenti».

Al taglio del nastro hanno partecipato l’assessora al Lavoro Federica Moschini e l’assessore allo Sviluppo Economico Fabio Sbaraglia. «Vedere attività che si ampliano e investono sul nostro territorio è motivo di orgoglio, oltre che un segnale positivo per tutta la città – ha detto Moschini –. Spero che questa nuova sede diventi un punto di riferimento per tante persone. Conosco il titolare fin da bambini e quest’inaugurazione per me è una soddisfazione. Faccio un grande in bocca al lupo a tutto lo staff».

All’inaugurazione, il presidente di Confcommercio Mauro Mambelli ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra più realtà del territorio: «Oggi lavorare insieme è fondamentale, perché contribuisce a creare una rete e un tessuto economico forte per il nostro territorio. È un grande valore aggiunto per Ravenna».

La nazionale femminile di Velasco ha concluso il periodo di preparazione a Cervia

Si è conclusa la settimana di allenamenti a Cervia per la nazionale italiana femminile di pallavolo. Dal 28 giugno al 4 luglio la squadra allenata da Julio Velasco ha utilizzato il palazzetto dello sport, messo a disposizione dall’amministrazione comunale, per preparare il rush finale di della Nations League in programma ad Apeldoorn (Olanda) dal 9 al 13 luglio.

L’Italia, prima in classifica e unica squadra ancora imbattuta (8 vittorie in 8 match disputati) è a un passo dalla qualificazione aritmetica alle Finals che si svolgeranno a Lodz dal 23 al 27 luglio.

Le atlete impegnate a Cervia erano Anna Adelusi, Yasmina Akrari, Ekaterina Antropova, Jennifer Boldini, Carlotta Cambi, Anna Danesi, Monica De Gennaro, Alice Degradi, Paola Egonu, Sarah Fahr, Eleonora Fersino, Gaia Giovannini, Stella Nervini, Linda Nwakalor, Alessia Orro, MyriamSylla, Anna Gray.

«Siamo profondamente orgogliosi di avere ospitato anche quest’estate nel nostro palazzetto dello sport la Nazionale Italiana di pallavolo femminile qui a Cervia per questo importante periodo di preparazione – hanno affermato il sindaco di Cervia Mattia Missiroli e il vicesindaco con delega allo Sport Gianni Grandu –. La presenza delle Azzurre nella nostra città è motivo di grande soddisfazione e testimonia il valore del nostro territorio anche come sede ideale per l’allenamento di squadre di altissimo livello. Cervia tiferà con entusiasmo per le giovani atlete allenate da Julio Velasco e ci auguriamo che il lavoro svolto qui possa essere la base per nuovi e importanti successi, a partire dai prossimi incontri della Nations League».

Campagna cereali 2025, Legacoop: «Produzione in calo fino alla metà per effetto del clima»

Il mondo agricolo si trova a fare i conti con gli effetti del cambiamento climatico sulle produzioni. Forti precipitazioni alternate a siccità roventi, cali di fertilità del terreno e difficoltà di ripristino dopo le alluvioni, rischio di grandinate, stress idrico, riduzione delle rese: sono eventi che colpiscono i campi della Romagna. L’avvio dell’estate 2025, come risulta dalle rilevazioni delle cooperative agroalimentari associate a Legacoop Romagna, non fa eccezione.

I primi riscontri provenienti dalle Cooperative Agricole Braccianti della provincia di Ravenna – che insieme conducono circa 11mila ettari di terreni – evidenziano che la campagna dei cereali, ancora non terminata, presenta un calo delle produzioni fino al 50 percento, dovuto all’estrema piovosità dell’inverno e primavera scorsi. Questo ha gravemente compromesso e ritardato le semine e le lavorazioni dei terreni.

Terremerse e Fruttagel evidenziano un quadro complesso soprattutto per quanto riguarda le colture industriali da ortaggi, che vengono poi trasformate sotto forma di conserve e surgelati. In particolare sul pomodoro da industria, prima la pioggia ha interrotto i trapianti e poi l’ondata di caldo ha portato ad una forte sofferenza delle coltivazioni, che avranno rese molto più basse, a parità di superfici dedicate rispetto al 2024. L’industria sta incentivando i secondi raccolti per cercare di recuperare le rese.

Nel cesenate – dove operano Apofruit e Cooperativa Agricola Cesenate – le criticità più rilevanti si erano registrate invece fra inverno e primavera, quando gli eccessi di piovosità e il clima umido avevano provocato parecchi danni e la distruzione di alcune centinaia di ettari di colture.

In generale, le produzioni necessitano di molte più irrigazioni, con conseguente necessità di maggior manodopera e costi aggiuntivi.

Dopo avere inciso sulle coltivazioni biologiche, queste dinamiche si stanno estendendo anche alle coltivazioni convenzionali. Gli effetti di lungo periodo delle alluvioni che si sono susseguite. In diversi casi hanno portato a non intervenire sui terreni lasciandoli incolti per gli alti costi di ripristino.

Per quanto riguarda la frutta, a seguito dei fenomeni che si sono verificati (prima piogge che hanno ritardato il ciclo e poi forte caldo che ha anticipato i processi biologici), non si registrano diminuzioni di produzione, quanto piuttosto una forte disponibilità nei magazzini in un arco temporale breve. Questo fa temere fenomeni speculativi nella fase della commercializzazione e carenza di prodotto nella catena distributiva.

I prezzi di mercato, al momento, sono in linea con il 2024, ma i margini per i produttori si riducono a fronte comunque di un aumento sia dei costi dei carburanti sia di quelli delle materie prime.

Andando al settore vitivinicolo, le prime stime sulla produzione di uva sono molto prudenti: il dato non è generalizzato e piuttosto a macchia di leopardo, ma in diverse zone della Romagna  si potrebbe avere una riduzione.  Il periodo è ancora prematuro per una proiezione sui prezzi: si cominceranno ad avere dati precisi a partire da ottobre, momento in cui si riuscirà a capire anche sull’ export l’impatto dei dazi voluti da Trump.

Compri l’auto elettrica e la concessionaria ti regala il kit fotovoltaico da balcone

Una concessionaria auto di Ravenna e una associazione no-profit spin-off dell’Università di Bologna avviano una collaborazione a favore della mobilità sostenibile: chi compra una vettura elettrica riceve in omaggio un kit fotovoltaico da balcone.

L’iniziativa è di Lineablù, storica concessionaria Volvo, e il Centro per le Comunità Solari. Fino all’1 ottobre 2025 chi acquista un’auto elettrica a km zero del marchio svedese (Ex30, Xc40 o C40) riceverà un apparecchio in grado di produrre energia pulita con una semplice presa di corrente domestica.

FlashPlan è un elettrodomestico solare in grado di generare fino a 420 kWh all’anno, equivalenti a circa 2.800 km percorsi gratis con un’auto elettrica. Non consuma energia: la produce. Ed è sufficiente collegarlo a una normale presa per iniziare a risparmiare fino a 150 euro/anno in bolletta.

«La collaborazione tra Lineablù e Comunità Solare, già avviata nel 2024, continuerà anche nei prossimi mesi con incontri nelle scuole e attività formative sul territorio, portando la cultura dell’energia pulita anche tra i più giovani – spiega Enrico Benelli, titolare di Lineablù –. Siamo all’inizio di un’era energetica diffusa, dove auto ed energia diventano parte di uno stesso ecosistema sostenibile. Questo progetto rappresenta per noi un nuovo modo di essere concessionari, più vicini alle persone, al territorio e al mondo che vogliamo lasciare alle generazioni future».

Il vicesindaco: «Sulla sicurezza serve serietà, non propaganda. Zero reati è impossibile»

Il tema della sicurezza nel territorio ravennate, soprattutto nelle zone del litorale interessante dal turismo estivo, è al centro dell’agenda politica locale. Le amministrazioni comunali sono sotto accusa dall’opposizione per un presunto scarso livello di intervento per arginare fenomeni di insicurezza e pericolo. Il vicesindaco di Ravenna, Eugenio Fusignani, è appena stato confermato titolare delle deleghe Sicurezza e Polizia locale nella nuova giunta di Alessandro Barattoni. Quella che segue è una lettera aperta firmata da Fusignani per esprimere alcuni concetti: troppi sfruttano il tema per fare propaganda, zero reati è un obiettivo impossibile, a Ravenna non c’è emergenza, la sicurezza va misurata su basi oggettive e non su sensazioni.

Ecco la lettera del vicesindaco:

Nel dibattito politico contemporaneo, la sicurezza è sempre più spesso trasformata in un argomento da campagna permanente, usato in modo strumentale ogni volta che si vogliono cavalcare paure e disagi. Si parla di “emergenza”, di “città fuori controllo”, si grida al pericolo generale, senza dati, senza analisi, senza rispetto per la complessità del tema.

Ma la sicurezza è una cosa seria e come tale va trattata, intanto partendo dalla consapevolezza che è un concetto relativo che, dunque, va misurato su basi oggettive, non su sensazioni alimentate ad arte. Dire che una città è “insicura” senza specificare rispetto a cosa, rispetto a quali reati, rispetto a quali territori, è un’operazione tanto facile quanto irresponsabile.

Anche a causa di un aumento della violenza giovanile Ravenna vive una condizione analoga a quella di pressoché tutte le realtà delle stesse dimensioni e caratteristiche in Italia e non solo; comunità che devono tenere conto di un contesto nel quale purtroppo si registrano reati ed episodi di criminalità, ma che ogni giorno lavorano per contenerli e arginarli.

Ridurre la valutazione della vivibilità di una città a degli episodi o a una singola tipologia di reato è sbagliato e fuorviante. Lo è ancor di più quando lo si fa ignorando che Ravenna è un territorio ricco, dinamico, imprenditoriale, turistico. E sì, è proprio questa vivacità economica e sociale che, talvolta, rende più probabile l’interesse da parte della criminalità predatoria, ma ciò non significa che la città non sia sicura, anzi.

Una realtà è insicura quando il sistema di prevenzione e contrasto non funziona. Qui c’è qualcuno che può affermare questo? La collaborazione tra Prefettura, forze dell’ordine, amministrazioni comunali e sindaci è solida e continua. Il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si riunisce con regolarità, monitora il territorio, agisce con prontezza.

In questo senso, desidero dare il benvenuto al nuovo Questore Gianpaolo Patruno, e al contempo rivolgere un saluto al Questore Lucio Pennella, che ringrazio per il costante e puntuale lavoro di coordinamento e controllo del territorio svolto dalla Polizia di Stato, in sinergia con tutte le forze impegnate nella tutela della sicurezza cittadina, compresa la Polizia Locale.

È grazie anche a questa presenza attenta e competente e al lavoro integrato tra istituzioni, Forze dell’Ordine e Polizia Locale, se oggi Ravenna è una città in cui si può vivere e circolare serenamente.

Il fatto che i cittadini possano muoversi in libertà, girare in bicicletta anche di notte, frequentare centri storici senza timori, è la prova concreta che il lavoro svolto ha garantito un alto livello di vivibilità e tranquillità urbana.

Certo, il reato zero non solo non esiste nel mondo reale, ma non può esistere. Se non si ha chiaro che il reato zero è una filosofia a cui tendere, non un obiettivo realmente raggiungibile, non si riuscirà mai davvero a comprendere la sicurezza né a distinguere tra ciò che si può (e si deve) fare e quello che si vorrebbe fosse.

Gli episodi ci saranno sempre, ma uno o dieci che siano, resteranno sempre episodi: da valutare e non sottovalutare ma comunque non segnali di un sistema criminale, né sintomi di una città insicura.

È fondamentale non confondere la fisiologia della criminalità occasionale con una patologia sociale. Sono due cose profondamente diverse, e saperle distinguere è responsabilità di chi governa, ma anche di chi fa informazione e politica.

Chi invece continua a soffiare sul fuoco dell’insicurezza, facendo di pochi casi un caso nazionale, non sta facendo il bene dei cittadini. Alimenta ansia, sfiducia, senso di abbandono. E mina proprio quella coesione sociale che è il primo vero baluardo contro ogni forma di criminalità.

La sicurezza non è un feticcio elettorale. È una condizione necessaria per lo sviluppo, la democrazia, il vivere civile. Dove manca, mancano anche crescita, investimenti, opportunità. Ravenna, al contrario, è una città che vive, cresce e lavora, e questo è già, di per sé, il più potente indicatore di sicurezza reale.

In questa direzione si è mosso anche il progetto SicURa, una straordinaria opportunità per valorizzare e rafforzare il controllo di vicinato, evoluzione dei cosiddetti “gruppi WhatsApp” nati spontaneamente tra cittadini. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di costruire una rete di comunità consapevole e attenta, in sinergia con le istituzioni. Valuteremo come riprenderlo e potenziarlo, per renderlo disponibile in modo strutturato e diretto alla cittadinanza, come strumento di partecipazione e prevenzione attiva.

Inoltre, nell’ambito delle politiche di sicurezza urbana, voglio ricordare con orgoglio la recente approvazione da parte della Giunta della delibera per l’istituzione dell’Unità Cinofila della Polizia Locale. Un presidio fondamentale per aumentare la legalità e la sicurezza, con un’azione mirata al contrasto delle attività di cessione e consumo di sostanze stupefacenti. L’Unità Cinofila opererà in particolare nelle aree più sensibili della città: nei pressi dei plessi scolastici, nei nodi del trasporto pubblico locale, nei parchi e nei giardini, così come nelle zone della movida del centro storico e dei lidi ravennati.

Continueremo su questa strada. Con attenzione, con rigore, con impegno quotidiano. Ma anche con la consapevolezza che chi amministra non può permettersi il lusso di alimentare la paura, perché ha la responsabilità di garantire il territorio e il dovere di costruire fiducia, tanto nei cittadini quanto nelle realtà economiche e produttive del nostro tessuto sociale.
Eugenio Fusignani, vicesindaco con delega alle Politiche per la sicurezza

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