martedì
31 Marzo 2026

I Fantasmi di Fanny & Alexander, dai racconti di Edith Wharton

La notizia di un nuovo lavoro della compagnia ravennate Fanny & Alexander, per quanto mi riguarda, è sempre motivo di antenne dritte e insofferente attesa di stampo postadolescenziale. Il 3 luglio, quindi, al Teatro Alighieri, è impensabile perdersi la prima assoluta di Ghosts, tratto dai testi della statunitense Edith Wharton (tradotti da Chiara Lagani per Einaudi) che Ravenna Festival produce insieme a E Production e la cui regia è nelle mani di Luigi Noah De Angelis.
Come se non bastasse, lo spettacolo segna anche il ritorno alla collaborazione tra i Fanny e il geniale compositore Luigi Ceccarelli, dopo Requiem del 2000. È però Chiara Lagani (anche protagonista di Ghosts insieme ad Andrea Argentieri) a raccontarci qualcosa in più su questa nuova produzione.

Chiara, da dove arriva il nuovo spettacolo?

«Come già successe nel 2021 con Sylvie e Bruno di Carroll, Ghosts nasce da un’opera che sto traducendo e che sarà fresca di pubblicazione quando debutteremo, ossia i racconti di Edith Wharton, scrittrice più famosa per i suoi romanzi, soprattutto L’età dell’innocenza o La casa della Gioia. In merito ai racconti, invece, la storia è particolare, perché Wharton ha coltivato questa forma per tutta la vita, scrivendone fino a pochi mesi prima di morire e declinandoli su tutti i suoi temi fondamentali, vale a dire la critica della società aristocratica, del vecchio mondo newyorchese, ma anche le classi più umili, la piccola borghesia del New England, e il confronto – viaggiò tantissimo e visse in Europa dal 1907 alla morte – con culture, paesi e popoli diversi, sempre con occhio molto lucido, molto attento agli aspetti sociali».

A voi però interessavano particolarmente i fantasmi.

«Wharton era un’amante raffinata d’ogni tipo di arte e una lettrice “forte”, in Francia diventò una grande amica di Henry James e con lui portò avanti una serie di discussioni sulle forme letterarie, sul romanzo, sul racconto. Il confronto con questo amico e mentore sicuramente l’ha influenzata nella sua passione per le atmosfere spettrali, e i racconti di fantasmi furono certo uno dei suoi filoni più frequentati. I romanzi di James sono pieni di fantasmi: Il giro di vite, e non solo. Ma quella di questi due autori è una maniera sottile di concepire gli spiriti: i loro fantasmi hanno un sapore spesso finemente psicologico, e possono diventare rimorso, nostalgia, hanno a che fare col rapporto con la letteratura stessa. Gli stessi “personaggi arrivano come fantasmi”, scriverà Wharton in un suo trattato di teoria della letteratura; dunque non parliamo del fantasma classico, quello col lenzuolo bianco per intenderci, ma di un fantasma stratificato e complesso. Senza comunque dimenticare il gusto per il gotico, basti pensare ai riferimenti espliciti a Hawthorne o a Cime tempestose di Emily Brontë. Wharton è assolutamente innamorata delle atmosfere gotiche, però ci gioca in una maniera molto sottile, a volte usandole anche ironicamente».

E perché la scelta dei fantasmi? Cosa vi interessava di più dell’argomento?

«È da un po’ un po’ di tempo che ci interroghiamo sul tema della paura e che volevamo farci sopra uno spettacolo. La paura è forse il sentimento dominante in un’epoca come questa, in cui il vero tema su cui ragionare, anche se spesso rimosso, è la morte. La fine del mondo, la crisi climatica, le guerre, sembra che tutto indichi quella direzione, la grande dipartita dell’umanità per cui spesso il senso d’impotenza pare quasi inevitabile. La morte è da sempre un tema importantissimo anche per la letteratura e tutta l’arte, in ogni suo aspetto, fisiologico, psicologico, simbolico, di superficie o recondito. Wharton attraversa continuamente il tema della morte nei suoi racconti».

Di racconti ne avete scelti cinque, ci puoi anticipare qualcosa?

«Ti dico qualcosa di un paio. Nel primo  parte dalla soggettiva di un suicidio. Una donna tradita si butta dalla finestra e si ritrova nell’aldilà: l’autrice prova a immaginarsi l’oltretomba e lo fa in maniera seducente e ironica disegnando un limbo di ombre. Ma cosa avverrà davvero in questo mondo? L’ultimo racconto è invece la storia di una donna che sta tornando a casa in treno col marito moribondo. Lui è gravemente malato ed entrambi vogliono che trascorra in famiglia i suoi ultimi momenti. Senonché il marito muore improvvisamente durante il viaggio e la donna entra in uno stato di panico totale, convincendosi che se dirà agli altri viaggiatori e al capotreno che il marito è morto verrà fatta scendere immediatamente e si troverà da sola a dover gestire la situazione, con quel cadavere che non riesce nemmeno a guardare in faccia. Dunque per tutto il viaggio fingerà che il marito non sia morto, innescando una serie di rocamboleschi colpi di scena che vanno dal macabro all’angosciante. Quella di Wharton è una scrittura sopraffina, che riesce a tenerti sempre sul filo del rasoio e proprio da qui, l’idea di tenere sul filo del rasoio il pubblico, è nata l’idea di coinvolgere Luigi Ceccarelli in questo nostro viaggio».

Malore a Mirabilandia, ragazzina in prognosi riservata al Bufalini

Si trova ricoverata in prognosi riservata, all’Ospedale “Bufalini” di Cesena una ragazzina che, nel pomeriggio di martedì 1 luglio, ha accusato un malore al parco divertimenti Mirabilandia.

A quanto si è appreso la giovane (14 anni) si sarebbe sentita male dopo aver fatto una corsa su una giostra della struttura.

Allertato il 118, la ragazza – viste le condizioni che sarebbero peggiorate rapidamente – è stata condotta con l’elisoccorso all’ospedale di Cesena in codice di massima gravità e lì ricoverata in prognosi riservata (fonte Ansa.it).

Il ministero declassa teatri e festival dell’Emilia-Romagna: «Ragioni politiche? La Regione interverrà»

 «I teatri sono un presidio di libertà e di cultura per le cittadine e per i cittadini, luoghi che andrebbero sostenuti e rafforzati. I festival e gli spettacoli da vivo in cui crescono innovazione, creatività e ricerca sono stati capaci nel corso del tempo di costruire e rafforzare il proprio ruolo sulla scena contemporanea e di valorizzare i territori che li ospitano. Oggi questo processo è messo a rischio dalle nuove valutazioni sulla qualità artistica stilate dal ministero della Cultura. Un attento esame dei punteggi induce a constatare un’immotivata volontà penalizzante nei confronti di molte realtà di spettacolo dell’Emilia-Romagna che chiediamo sia rivista».

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, dopo i decreti contenenti le valutazioni ministeriali su teatro e festival che hanno ridotto i punteggi relativi a numerose esperienze di arti performative in Italia.

Ne parlava in questa intervista anche l’ex assessore del Comune di Ravenna Alberto Cassani, dimessosi per protesta dalla commissione del ministero.

A farne le spese anche il festival di Santarcangelo, la manifestazione che con le sue 55 edizioni è la più longeva in Italia, a cui è stato dimezzato il punteggio di qualità artistica che contribuisce a determinare le risorse nazionali.

«L’insieme di questi risultati porta a pensare – concludono de Pascale e Allegni – che non sia del tutto casuale questo trattamento riservato all’Emilia-Romagna. A tal fine sarebbe utile capire cosa sia successo da un anno all’altro e quale nuova visione artistico-culturale o quale ragione politica abbiano prevalso nella revisione degli orientamenti di una Commissione ormai ridotta a una maggioranza esigua e di dubbia legittimità. In ogni caso, alla luce di questi punteggi, è possibile che ci saranno richieste di riesame e ricorsi che potrebbero modificare questi esiti. E anche nel settore danza si riscontrano un declassamento e molte riduzioni di punteggio per realtà emiliano-romagnole. La Regione, a fronte di riduzioni nelle assegnazioni dei fondi ministeriali, farà comunque la propria parte, in tutte le sedi opportune, a sostegno delle realtà culturali ingiustamente colpite e delle lavoratrici e lavoratori dello spettacolo coinvolti».

I dati della Commissione su festival e teatri dell’Emilia-Romagna

Nel settore teatrale, già segnato dal clamoroso declassamento del Teatro della Toscana e dalle dimissioni di tre Commissari indicati dalla Conferenza unificata (tra cui appunto il ravennate Cassani), si registrano sensibili abbassamenti di punteggi di alcune tra le più importanti realtà: per esempio Ater Fondazione ha un punteggio inferiore di 5,3 sul 2024, Emilia Romagna Teatro Fondazione (Ert) si è vista ridurre la valutazione di 4 punti rispetto all’anno scorso, così come Teatro Due Parma (-4), il Centro di Produzione Ravenna Teatro -6,5 e la Fondazione delle Arti Solares -8.

Inoltre, tra i Festival di Teatro, sono stati declassati MicroMacro e Quinta Parete, così come i ravennati ErosAnteros, che hanno avuto una riduzione di punteggio di -7,9. Tra i Festival multidisciplinari desta sconcerto il dimezzamento del punteggio di un festival come quello di Santarcangelo, tra i più noti a livello internazionale (-14,3), ma non può passare inosservata neanche la drastica riduzione dei festival organizzati da Amigdala (-8,7) e Masque (-6), e ancora di più l’esclusione di quello deTeatro Sociale di Gualtieri che pure da 10 anni era riconosciuto dal Mic.

L’apertura del ponte di San Pancrazio rinviata al prossimo novembre. Ancarani (FI): «Ritardi inaccettabili»

Il nuovo termine comunicato dalla Provincia per la fine dei lavori del ponte di San Pancrazio è del tutto inaccettabile» così Alberto Ancarani (capogruppo di Forza Italia in Comune a Ravenna) e Angelo Cellini (Centrodestra per Russi):  apostrofano il rinvio della fine del cantiere sul ponte che che collega il Comune di Ravenna al Comune di Russi, tra Ragone e San Pancrazio. La fine dei lavori, inizialmente prevista per il 31 gennaio scorso, è stata posticipata al 30 novembre 2025.

«Il cronoprogramma rivela un modus operandi che non sembra tener conto dei disagi che i residenti stanno già subendo da mesi. Infatti l’intenzione è quella di andare avanti per step invece che iniziare più lavorazioni in contemporanea per diminuire i tempi ormai dilatati a dismisura – continuano in una nota alla stampa -. Le motivazioni di questa cautela, non sembrano motivate da esigenze di sicurezza, ma piuttosto dall’incapacità nella gestione delle ditte appaltatrici, evidentemente dovute ad un bando emesso senza la dovuta attenzione alle esigenze di rapidità che un simile cantiere avrebbe richiesto».

A seguito della protesta, il gruppo “Centrodestra per Russi” nel consiglio comunale di Russi e il gruppo “Forza Italia” nel comune di Ravenna hanno depositato richieste di indennizzo per i residenti «affinché i disagi e le minori entrate derivate da questa chiusura prolungata possano essere almeno minimamente attenuati».

Attualmente, il sindaco di Russi avrebbe stabilito uno sconto sulla Tari per coloro che hanno subito danni comprovati a causa del cantiere, se questo non fosse stato operativo a partire dal 30 Giugno 2025. «Allo stesso modo, anche nel Comune di Ravenna richiederemo indennizzi che vadano oltre un misero sconto sulla Tari – conclude Ancarani – Anche perché la notizia della chiusura fino al 30 novembre impedisce l’utilizzo del ponte per la prossima vendemmia, costringendo gli agricoltori che devono raggiungere le cantine sociali e private da un comune all’altro a percorsi lunghissimi con i loro mezzi agricoli».

Notte di caos a Bagnacavallo: due arresti, una denuncia e tre agenti feriti

Si è conclusa con due arresti e una denuncia una notte movimentata nel centro storico di Bagnacavallo, che ha visto anche tre agenti feriti dai malviventi. Nella tarda serata di lunedì 30 giugno, tre cittadini di nazionalità tunisina, in evidente stato di alterazione, hanno iniziato a urlare e a lanciare oggetti in direzione dei passanti. Dopo la segnalazione, la Polizia locale della Bassa Romagna è giunta sul posto con due pattuglie (supportate poi da una terza).

Alla vista degli agenti, i tre individui coinvolti nei disordini hanno reagito con violenza, scagliandosi contro di loro.
I soggetti sono stati immobilizzati per contenerne l’aggressione, anche grazie all’utilizzo di spray al peperoncino e altri dispositivi di protezione individuale, ma i poliziotti hanno comunque riportato lesioni con una prognosi di circa quindici giorni ciascuno. 
Dopo il fermo, i tre uomini sono stati condotti al comando della Polizia locale, identificati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Due di loro sono stati arrestati per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, mentre il terzo è stato denunciato a piede libero. Uno degli arrestati è accusato anche di rapina, per aver tentato di sottrarre la pistola d’ordinanza a un agente.
«L’episodio di ieri sera – dichiara il sindaco di Bagnacavallo Matteo Giacomoni – dimostra l’importanza di un presidio costante e attento del territorio. Agli agenti feriti auguriamo una pronta guarigione. Il nostro ringraziamento va anche ai carabinieri, per il supporto fornito, al personale sanitario intervenuto e anche ai cittadini che hanno segnalato quanto stava accadendo. È importante ricordare che siamo tutti parte di una comunità».

Escherichia coli, ancora un divieto di balneazione a Lido di Classe e Lido di Savio

È stata emessa oggi, martedì 1 luglio, dal Comune di Ravenna un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione a Lido di Classe (nel tratto di 250 metri a nord della foce del Savio) e a Lido di Savio (nel tratto compreso tra i 350 metri a sud della foce del Savio e i 150 metri a nord dello scolo Cupa).

Il provvedimento si è reso necessario sulla base dei contenuti di una nota prodotta oggi dall’Unità operativa igiene e sanità pubblica del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl Romagna, in quanto dagli esiti delle analisi microbiologiche dei campioni di acque marine prelevate nei due punti di monitoraggio oggetto del divieto è emersa una concentrazione superiore ai valori limite del parametro Escherichia coli.

Il divieto sarà revocato, e ne verrà data tempestiva comunicazione, non appena sarà emesso un nuovo rapporto di prova da parte di Arpae che attesti il rientro del valore del parametro nei limiti previsti dalla legge. Il nuovo campionamento è stato effettuato oggi e i risultati saranno disponibili già da domani (2 luglio).

«Negli ultimi quattro anni 69mila alberi in più negli spazi pubblici». I pini saranno sostituiti

La fotografia del verde pubblico nel contesto urbano di Ravenna sta cambiando e continuerà a cambiare nei prossimi anni. I pini, albero che compare anche nel simbolo della città, saranno sempre meno, lasciando spazio ad altre essenze. «Voglio rassicurare i cittadini che non c’è un piano di abbattimento dei pini – spiega il neo assessore Giancarlo Schiano, titolare della delega Verde pubblico e Riforestazione –. Negli spazi ad alta frequentazione i pini resteranno dove sono fino a quando ci saranno le condizioni di sicurezza per la loro tenuta. Quando i controlli diranno che c’è un pericolo di caduta e l’abbattimento sarà l’unica soluzione, non potremo che farlo per la tutela dei cittadini». Al taglio di un pino corrisponderà la piantumazione di un altro albero, ma di tipo diverso: «In passato la scelta di cosa piantare è stata spesso dettata da logiche puramente estetiche – continua Schiano –, senza considerare troppo lo sviluppo delle piante. Oggi nell’amministrazione della cosa pubblica si deve ragionare in maniera più lungimirante, in ogni campo, compreso quello del verde: le radici dei pini non vanno d’accordo con asfalti e pavimentazioni».

Non solo: «Il clima cambia: i fenomeni atmosferici violenti e improvvisi sono sempre più frequenti, di questo bisogna tenere conto perché impatta sugli alberi del nostro ambiente». L’ex consigliere comunale e oggi assessore mette un obiettivo da raggiungere entro la scadenza del suo primo mandato in giunta: «Un piano del verde che comprenda la gestione del rischio di quanto esiste e abbia una visione dello sviluppo futuro». L’altro obiettivo è avere maggiore disponibilità di fondi per intervenire più efficacemente con gli sfalci. Due giorni prima delle ultime elezioni comunali, la giunta uscente – retta da Fabio Sbaraglia in veste di sindaco facente funzioni – ha approvato la delibera relativa al Bilancio arboreo del comune del periodo 2021-2025. A fronte di circa 2.700 alberi abbattuti, sono stati più di 72mila quelli piantati.

Schiano
L’assessore Schiano

Nel 2021 il patrimonio verde complessivo ha raggiunto i 7,1 milioni di metri quadrati, di cui oltre 2,2 milioni solo nei parchi urbani (ovvero in aree superiori a ottomila metri quadrati). Alla fine del 2024 il patrimonio verde complessivo ha raggiunto i 7,7 milioni di metri quadrati, di questi 2,4 all’interno di parchi urbani. Il verde per abitante è passato da circa 45,8 metri quadrati a 49,7.

«La società pubblica Azimut scheda tutte le alberature – spiega Schiano –. Serve per sapere quanto dobbiamo impiegare a livello economico per mantenere il verde pubblico al servizio dei cittadini. Ogni albero ha una classificazione della sua stabilità e in base a questa c’è un calendario di controlli periodici per monitorare l’evoluzione delle condizioni».

Il sindaco Alessandro Barattoni, durante la campagna elettorale, ha promesso 50mila nuovi alberi da piantare nei cinque anni della sua amministrazione. L’assessore assicura che l’obiettivo è quello di ampliare il verde, con la consapevolezza che in città offre una risposta contro le cosiddette isole di calore nel periodo estivo, quando cemento e asfalto diventano roventi. «Un esempio efficace è piazza Mameli. Sono appena partiti i lavori di riqualificazione che comporteranno la chiusura del parcheggio del centro storico fino al 12 settembre. Alla fine ci sarà qualche posto auto in meno (42 invece degli attuali 62, ndr), ma saranno create due nuove zone verdi, inerbite e piantumate con nuove alberature: acero rosso e acero minore, ginkgo biloba a portamento colonnale e arbusti».

Dopo l’estate è previsto l’avvio dei lavori in un’area di due ettari in viale Europa dove è prevista la piantumazione di 2.500 alberi: «L’intervento è già stato affidato, ma l’avvio è stato posticipato per ragioni climatiche e così avremo il sistema di irrigazione pronto. Sarà uno spazio fruibile dai cittadini». Bisognerà invece attendere il 2026 per l’avvio dei lavori di ripristino di un ettaro di pineta a Marina Romea disboscata abusivamente nel 2023. L’ex sindaco Michele de Pascale promise la riforestazione: «È stato affidato l’incarico per la progettazione esecutiva, siamo alla approvazione del progetto di fattibilità tecnica e economica. Ma dobbiamo ancora quantificare i danni subiti, per rivalerci in tribunale nei confronti di chi ha commesso quel gesto».

Inaugurata la nuova ciclopedonale di collegamento tra Alfonsine e Fiumazzo

Taglio del nastro per la nuova pista ciclopedonale di Alfonsine: quasi un chilometro di percorso (970 metri) lungo la strada provinciale 69, tra la Strada Provinciale 18 “Stroppata” e la strada provinciale Valeria. L’intervento permette di collegare la frazione di Fiumazzo ad Alfonsine ed è stato realizzato grazie a un investimento complessivo di circa 400 mila euro a carico della Provincia di Ravenna.

Per ultimare l’opera è stato necessario tombinare i fossi, scoticare il terreno e ripristinare il rilevato stradale. Dopodiché si è proceduto con la posa dei cordoli di separazione della carreggiata e il rifacimento dei passi carrabili in zona. In alcuni tratti è stato necessario realizzare anche una recinzione di confine per adeguarla alla nuova posizione planimetrica e altimetrica. L’intervento è stato infine completato dalla segnaletica orizzontale e verticale. Il cantiere è stato anche l’occasione per provvedere al rifacimento del manto stradale della provinciale, tra Stroppata e via del lavoro, deteriorato dal passaggio frequente di mezzi pesanti diretti alla zona industriale.

«Questo intervento consentirà di innalzare il livello di sicurezza stradale di ciclisti e pedoni lungo un’arteria molto importante per Alfonsine e le zone limitrofe – dichiara la presidente della Provincia Valentina Palli. Un’opera a servizio della comunità che si inserisce pienamente nel solco della promozione della mobilità urbana sostenibile che vogliamo promuovere».

Il sindaco incontra il nuovo questore: «Stretta collaborazione per la sicurezza»

Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ha ricevuto in residenza comunale il nuovo questore della città, Gianpaolo Patruno, al suo primo giorno di insediamento (1° luglio), in arrivo dalla questura di Macerata.

«Ho avuto uno scambio cordiale e sincero sul futuro di Ravenna – ha commentato il primo cittadino -. Il nostro è un territorio molto vasto da governare ed è caratterizzato da diversi elementi specifici, legati al locale, che si intrecciano ad altri di respiro più nazionale, tra cui spiccano dinamiche di turismo stagionale, invecchiamento della popolazione e incremento della fragilità sociale, aumento della violenza giovanile. Insieme abbiamo analizzato le principali criticità, convenendo sulla necessità di una stretta collaborazione sul tema delle sicurezze, che saranno al centro del nostro fare. Ho ribadito che l’Amministrazione sarà in prima linea e garantirà, per quanto di propria competenza, la massima collaborazione in ogni situazione, perché questo argomento sarà tra quelli centrali del mandato. Insieme abbiamo valutato alcune strategie da perseguire nei prossimi anni anche su aree specifiche del territorio comunale. L’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini non sono distinti dal contesto sociale e in quest’ottica sono convinto – ha concluso Barattoni – che anche gli interventi di riqualificazione degli spazi possano fungere da presidi di sicurezza all’interno di una città».

Intensificati i trattamenti anti zanzare dopo la comparsa di uno sciame aggressivo

Prosegue la lotta contro le zanzare sul territorio comunale, con interventi intensificati a seguito del recente rilevamento di uno sciame particolarmente aggressivo. I trattamenti sono stati programmati da marzo alla fine di ottobre, tra centro, forese e lidi.

«Lo sciame aggressivo che si è manifestato nei giorni scorsi – afferma l’assessore al Verde pubblico Giancarlo Schiano – perderà forza al termine di questa settimana grazie ai trattamenti adulticidi extra che sono stati effettuati e intensificati anche nelle ore notturne, così come autorizzati dalla Regione, e che si concluderanno giovedì prossimo. La causa è da ricercarsi nelle recenti piogge, in particolare quelle del 16 giugno scorso, quando circa 100 millimetri sono caduti in una sola giornata, favorendo la proliferazione in pozze naturali».

Azimut, la società incaricata della disinfestazione, sta continuando nella realizzazione degli interventi programmati monitora costantemente la situazione, valutando la necessità di interventi straordinari.

«Il piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi continua nel pieno rispetto delle normative europee, in particolare su sostenibilità ed efficacia dei trattamenti. Nel contempo – conclude l’assessore Schiano – rinnovo l’invito ai cittadini a collaborare con piccoli gesti quotidiani che possono fare una grande differenza, come eliminare i ristagni d’acqua nei propri giardini, sottovasi e pluviali. Ricordo infine che sono a disposizione prodotti antilarvali messi a disposizione ad uso gratuito da Azimut presso gli uffici decentrati dove chiunque può recarsi per il ritiro».

I prodotti antilarvali possono essere ritirati gratuitamente in città agli uffici decentrati “Prima” (via Maggiore 120 Ravenna), “Seconda” (viale Berlinguer 11 Ravenna) e “Terza” (via Aquileia 13 Ravenna) dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30 e il  martedì e giovedì anche dalle 14 alle 17. Nel forese agli uffici decentrati di Sant’Alberto, di Piangipane, di Roncalceci,  di San Pietro in Vincoli e di Castiglione. Per quanto riguarda i Lidi, i dispositivi sono presenti anche all’ufficio centrato Mare di Marina di Ravenna.

Aumentano le risorse per anziani e persone con disabilità con finanziamenti per oltre mezzo miliardo

La regione Emilia-Romagna rinnova il suo impegno per la cura dei più fragili e delle persone con gravi disabilità, con un nuovo investimento di 564,09 milioni per l’assistenza domiciliare, le strutture residenziali e i servizi socio-sanitari rivolti ad anziani e disabili. Di questi, 146 milioni sono destinati alle realtà romagnole.

Il finanziamento per il Fondo regionale per la non autosufficienza, assegnato alle aziende sanitarie del territorio è cresciuto di 82,2 milioni di euro rispetto al 2024, che saranno utilizzati per adeguare le tariffe dei servizi socio-sanitari accreditati, aumentare i posti nelle case di residenza per gli anziani, ampliare le ore di assistenza domiciliare per le persone non autosufficienti e sviluppare i servizi dedicati alle persone con disabilità. Tra le novità, l’aggiunta di 3 milioni da destinare Fondo regionale Caregiver, introdotto dalla legge regionale n. 5 del 30 maggio 2024 e che per la prima volta viene alimentato con un finanziamento ad hoc.  

« Cresce l’impegno finanziario della Regione per il sostegno delle persone non autosufficienti, che devono poter contare su un’esistenza dignitosa e serena. E al tempo stesso riconosciamo e valorizziamo, con un finanziamento specifico, le persone che si prendono cura dei propri cari e che rivestono un ruolo importante e prezioso, spesso complicato e difficile: i caregiver. Siamo stati la prima Regione in Italia ad approvare una legge ad hoc» afferma l’assessora al Welfare, Isabella Conti.

Dei 564 milioni di euro del fondo, alle aziende sanitarie del territorio verranno assegnati 402,11 milioni sulla base della distribuzione della popolazione residente over 75 (600.047 persone al 1 gennaio 2025); 141,6 milioni circa sono destinati a finanziare interventi a favore di persone con disabilità e gravissime disabilità acquisite; 20,3 milioni vanno ai servizi in presenza di gestioni particolari pubbliche e private e strutture di piccole dimensioni in zone montane e disagiate.

Pialassa Baiona, in corso attività di prosciugamento dei chiari del Comune e di Mezzo

Sono iniziate in questi giorni le attività di prosciugamento del chiaro del Comune e del chiaro di Mezzo (o dei Pescatori) nella pialassa Baiona. Le operazioni sono condotte dal servizio Tutela Ambiente e Territorio del Comune di Ravenna in accordo con il Parco del Delta del Po e con la collaborazione del Parco stesso e di Atc (Ambito territoriale caccia) allo scopo di ripristinare il corretto equilibrio trofico dell’ecosistema acquatico.

Nel corso degli anni, complici anche le elevate temperature determinate dai cambiamenti climatici, si è assistito all’accumulo di nutrienti sui fondali e ad un aumento dell’ittiofauna, con elevati consumi di ossigeno; tali circostanze hanno determinato, già nel 2024, fenomeni anossici e potrebbero mettere in crisi l’ecosistema con la possibile comparsa, anche in questi ambienti, di botulino.

Tale possibile scenario viene prevenuto mediante esposizione all’aria dei fondali e loro conseguente ossidazione per circa un mese.

Per la conservazione dell’ittiofauna presente i chiari non saranno completamente prosciugati, in modo da poter mantenere le condizioni idonee alla sopravvivenza dei pesci direttamente nelle fosse presenti, asportando gli esemplari in esubero per ricollocarli in acque interne regionali.

Per effettuare questa delicata operazione il servizio Tutela Ambiente e Territorio si è attivato mediante allevamenti ittici specializzati.

Le operazioni dureranno presumibilmente fino al 20 luglio.

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