venerdì
01 Maggio 2026

A 19 anni spacciava tra le dune vicino a una delle feste più note di Marina

Il giovane pusher in manette dopo aver venduto una dose
a due coetanei e aver cercato di scappare dai carabinieri

Spacciava droga tra le dune nello stradello davanti a uno dei bagni di Marina di Ravenna più famosi per le feste in spiaggia. I carabinieri lo hanno però osservato a più riprese e poi fermato, dopo un breve inseguimento. In manette è finito uno spacciatore di soli 19 anni, marocchino, incensurato, e quindi per questo rimesso in libertà dopo la condanna a sei mesi del tribunale la mattina del giorno di Ferragosto.

Il giovane ha anche opposto resistenza all’arresto, avvenuto nella notte tra sabato 13 e domenica 14 agosto, dopo che aveva appena venduto della droga – altra ne è caduta durante l’inseguimento, mentre nel suo appartamento non ne è stata trovata – ad altri due coetanai, italiani. Anche loro sono stati fermati e identificati. Uno è stato anche denunciato per favoreggiamento, sulla base di una testimonianza ritenuta non veritiera.

Ferragosto: i carabinieri ritirano la patente a tre donne ubriache al volante

Nel bollettino del weekend anche un 60enne che ha cercato di scappare a piedi piuttosto che sottoporsi all’etilometro

Weekend di Ferragosto piuttosto tranquillo per le forze dell’ordine, con i carabinieri che hanno setacciato i veicoli in transito in particolare sui lidi ravennati, fermando centinaia di persone.

Diversi, in particolare, gli interventi per guida in stato di ebbrezza, che hanno visto coinvolte alcune donne, tra cui una livornese di 22 anni, sorpresa alla guida con un tasso alcolemico di 1,81 g/l, alla quale è stata ritirata la patente di guida. Stesso provvedimento, con sequestro amministrativo del veicolo, per un lughese 36enne, residente a Budrio, che guidava con un tasso di alcol nel sangue, di poco inferiore ai 2 grammi per litro. C’è stato poi chi si è rifiutato di sottoporsi al test, come un 60enne di Belluno, che consapevole di aver esagerato con l’alcol, alla vista dei militari ha fatto rapidamente inversione di marcia: i carabinieri lo hanno inseguito e dopo un apparente ravvedimento, l’uomo ha tentato la fuga a piedi, con esiti quasi comici dato il palese stato di ebbrezza. È stato denunciato per resistenza a Pubblico Ufficiale, gli è stata ritirata la patente e il veicolo sottoposto a sequestro amministrativo. Un’altra vettura è stata intercettata, mentre procedeva sulla via 56 martiri, dopo essere stata segnalata da alcuni cittadini: il veicolo stava infatti sbandando vistosamente, tanto che anche la Gazzella ha dovuto procedere con cautela al controllo per evitare danni. A bordo una donna tedesca classe ’75 che si è rifiutata di sottoporsi al test dell’etilometro. Anche a lei i carabinieri hanno ritirato la patente e sequestrato il veicolo. Per un caso simile sono intervenuti i militari della stazione di Lido Adriano: una donna 38enne si era messa al volante in condizioni di ubriachezza tali che non si era resa conto di come la sua vettura, nel procedere sulla strada, stesse in realtà collidendo con tutte le fiancate dei veicoli parcheggiati. Quando sono intervenuti i militari la donna aveva già provocato numerosi danni e per di più si è rifiutata di sottoporsi all’alcol test; tale facoltà, prevista e legittima – ricordano i carabinieri – ha però come conseguenza l’immediato ritiro della patente e il sequestro amministrativo del veicolo.

Esce per una passeggiata, 80enne ritrovato dopo cinque ore in stato confusionale

Era uscito alle 17 del giorno di Ferragosto per una passeggiata ma i parenti dopo circa tre ore hanno chiamato municipale e carabinieri, non avendolo visto ancora ritornare nella sua casa di Lido di Classe. Dopo un paio d’ore di ricerche (agevolate da dettagli quali il colore della bicicletta e dei vestiti e alcune foto diffuse alle pattuglie) l’uomo – un 80enne gravemente malato – è stato ritrovato dai carabinieri verso le 22 a Lido Adriano in stato confusionale e poi – una volta tranquillizzati i familiari – trasportato in ospedale per i controlli del caso.

Benvenuti a Ravenna, dove sconti e offerte sono meno convenienti

Secondo un’analisi del Sole 24 Ore è tra i capoluoghi di provincia
più cari d’Italia, in media fare la spesa costa 4.309 euro all’anno

Sconti e offerte a Ravenna non sono poi così convenienti. Anzi, sono i meno convenienti d’Italia. È quanto emerge da un’elaborazione realizzata dal Sole 24 Ore del lunedì sui dati di 60 città capoluogo di provincia estratti dall’Osservatorio Prezzi del ministero dello Sviluppo economico e basati su un paniere di 20 prodotti alimentari di prima necessità, come pane, olio, zucchero e caffè.

Mettendo sotto la lente i prezzi medi, rilevati dall’Osservatorio del Mise tenendo conto delle diverse fasce di consumo e delle differenti aree territoriali, si osserva – citiamo il Sole – una cartina dell’Italia dove oltre la metà delle città ha uno scontrino del carrello della spesa superiore alla media nazionale (3.779 euro). La più esosa è Rimini (4.475 euro), seguita a ruota da Ferrara e Ravenna, dove lo scontrino medio annuo è di 4.309 euro. Agli antipodi troviamo Benevento (3.112 euro), tallonata da Catanzaro e Napoli.

Ma Ravenna, come detto, vanta un poco invidiabile primato se si considera il carrello con prodotti e punti vendita più convenienti: tenendo in considerazione offerte e sconti, a Ravenna lo scontrino annuo è il più caro d’Italia, pari a 3.261 euro; in questo ambito la più economica è un po’ a sorpresa Milano (che è anche allo stesso tempo la più cara per i prodotti top, con una media superiore agli 8mila euro), con 2.139 euro, grazie a una ampia scelta di discount, probabilmente.

Infine, un altro dato “allarmante” per Ravenna: rispetto a un’analoga rilevazione condotta dal quotidiano economico nel 2011, il carrello con gli stessi prodotti alimentari ha oggi, cinque anni dopo, un costo più salato in media, in Italia, del 6,7 percento. A Ravenna la crescita è stata invece da record, pari al 16,17 percento.

Benvenuti a Ravenna, dove sconti e offerte sono meno convenienti

Secondo un’analisi del Sole 24 Ore è tra i capoluoghi di provincia più cari d’Italia, in media fare la spesa costa 4.309 euro all’anno

Sconti e offerte a Ravenna non sono poi così convenienti. Anzi, sono i meno convenienti d’Italia. È quanto emerge da un’elaborazione realizzata dal Sole 24 Ore del lunedì sui dati di 60 città capoluogo di provincia estratti dall’Osservatorio Prezzi del ministero dello Sviluppo economico e basati su un paniere di 20 prodotti alimentari di prima necessità, come pane, olio, zucchero e caffè.

Mettendo sotto la lente i prezzi medi, rilevati dall’Osservatorio del Mise tenendo conto delle diverse fasce di consumo e delle differenti aree territoriali, si osserva – citiamo il Sole – una cartina dell’Italia dove oltre la metà delle città ha uno scontrino del carrello della spesa superiore alla media nazionale (3.779 euro). La più esosa è Rimini (4.475 euro), seguita a ruota da Ferrara e Ravenna, dove lo scontrino medio annuo è di 4.309 euro. Agli antipodi troviamo Benevento (3.112 euro), tallonata da Catanzaro e Napoli.

Ma Ravenna, come detto, vanta un poco invidiabile primato se si considera il carrello con prodotti e punti vendita più convenienti: tenendo in considerazione offerte e sconti, a Ravenna lo scontrino annuo è il più caro d’Italia, pari a 3.261 euro; in questo ambito la più economica è un po’ a sorpresa Milano (che è anche allo stesso tempo la più cara per i prodotti top, con una media superiore agli 8mila euro), con 2.139 euro, grazie a una ampia scelta di discount, probabilmente.

Infine, un altro dato “allarmante” per Ravenna: rispetto a un’analoga rilevazione condotta dal quotidiano economico nel 2011, il carrello con gli stessi prodotti alimentari ha oggi, cinque anni dopo, un costo più salato in media, in Italia, del 6,7 percento. A Ravenna la crescita è stata invece da record, pari al 16,17 percento.

Una notte di Ferragosto da calciatori al Pineta di Milano Marittima

L’interista Brozovic e l’ormai ex juventino Pereyra in discoteca

Secondo l’ufficio stampa della discoteca, i due non si sarebbero neppure guardati, a causa della rivalità tra le due loro società.

Quel che è certo è che il Pineta di Milano Marittima ha ospitato nella notte di Ferragosto due calciatori di livello mondiale.

Si tratta di Marcelo Brozovic, centrocampista dell’Inter e protagonista agli ultimi Europei con la nazionale croata, e di Roberto Pereyra, centrocampista della Juventus e in passato anche nel giro della nazionale argentina.

Pereyra, però, è in procinto di abbandonare la Juve per approdare nel campionato inglese con il Watford dell’allenatore italiano Walter Mazzarri, mentre Brozovic secondo gli addetti ai lavori è finito invece nel mirino della stessa Juventus. Questioni di mercato che, per una sera, in discoteca, forse sono passate in secondo piano…

Una notte di Ferragosto da calciatori al Pineta di Milano Marittima

L’interista Brozovic e l’ormai ex juventino Pereyra in discoteca

Secondo l’ufficio stampa della discoteca, i due non si sarebbero neppure guardati, a causa della rivalità tra le due loro società.

Quel che è certo è che il Pineta di Milano Marittima ha ospitato nella notte di Ferragosto due calciatori di livello mondiale.

Si tratta di Marcelo Brozovic, centrocampista dell’Inter e protagonista agli ultimi Europei con la nazionale croata, e di Roberto Pereyra, centrocampista della Juventus e in passato anche nel giro della nazionale argentina.

Pereyra, però, è in procinto di abbandonare la Juve per approdare nel campionato inglese con il Watford dell’allenatore italiano Walter Mazzarri, mentre Brozovic secondo gli addetti ai lavori è finito invece nel mirino della stessa Juventus. Questioni di mercato che, per una sera, in discoteca, forse sono passate in secondo piano…

Violento frontale tra due auto sulla Ravegnana: un morto

L’incidente a Coccolia. La vittima aveva 58 anni

Tremendo scontro frontale nel pomeriggio di Ferragosto a Coccolia, lungo la Ravegnana. Ad avere la peggio un uomo di 58 anni – Massimo Rinaldini, di Vecchiazzano – alla guida di una Fiat Panda, morto sul posto nonostante i tentativi di soccorso da parte anche dell’elimedica del 118.

Solo feriti, invece, marito e moglie che viaggiavano a bordo dell’altra auto, una Audi Q3. Nell’impatto è stata coinvolta anche una motocicletta, parcheggiata lungo la strada.

La polizia municipale ha chiuso momentaneamente la strada (l’incidente è di poco dopo le 16) mentre sono in corso indagini per risalire all’esatta dinamica dell’accaduto.

Qui sotto una fotogallery del luogo dell’incidente.

Spacciava in sella a una bici: a casa nascondeva la droga anche ai genitori

Arrestato un 23enne incensurato con quasi mezzo etto di hashish

Alla vista dei carabinieri, ha cambiato repentinamente direzione, facendo però così insospettire i militari che lo hanno raggiunto e fermato. Si trattava di un ragazzo di 23 anni, incensurato, sorpreso in bici sabato sera a Marina Romea con 3 grammi di hashish. I carabinieri hanno però pensato che si trattasse di una sorta di piccola consegna a domicilio e hanno voluto approfondire, con una perquisizione nel suo appartamento di Marina Romea, dove in effetti il giovane nascondeva (anche ai genitori) altri 42 grammi di hashish, oltre a banconote di piccolo taglio probabilmente frutto della sua attività clandestina.

Il giovane è stato quindi arrestato per spaccio di sostanza stupefacente. In tribunale l’arresto è stato convalidato; l’avvocato difensore ha chiesto i termini a difesa.

Il ravennate Yuri Ancarani premiato al Festival di Locarno

Il videoartista ravennate Yuri Ancarani ha vinto il premio speciale della giuria nella sezione “Cineasti del presente” (realizzata in collaborazione con il canale televisivo francese CINÉ+) al Festival del Film di Locarno, in Svizzera, tra i festival cinematografici più longevi e prestigiosi.

Ancarani ha partecipato con il suo primo lungometraggio (in precedenza si era fatto conoscere e apprezzare dalla critica in particolare per i suoi mediometraggi) in concorso nella sezione riservata a opere prime e seconde di giovani registi emergenti provenienti da tutto il mondo.

Il regista ravennate – classe 1972, stabilitosi ormai da alcuni anni a Milano – ha vinto a Locarno con il film “The Challenge”, suo sesto lavoro – con produzione francese, svizzera e italiana – un documentario sul mondo della falconeria visto attraverso un insolito weekend nel deserto, con Ancarani che ha attraversato il golfo Persico per accompagnare un falconiere a una importante competizione.

Il ravennate Yuri Ancarani premiato al Festival di Locarno

Il videoartista ravennate Yuri Ancarani ha vinto il premio speciale della giuria nella sezione “Cineasti del presente” (realizzata in collaborazione con il canale televisivo francese CINÉ+) al Festival del Film di Locarno, in Svizzera, tra i festival cinematografici più longevi e prestigiosi.

Ancarani ha partecipato con il suo primo lungometraggio (in precedenza si era fatto conoscere e apprezzare dalla critica in particolare per i suoi mediometraggi) in concorso nella sezione riservata a opere prime e seconde di giovani registi emergenti provenienti da tutto il mondo.

Il regista ravennate – classe 1972, stabilitosi ormai da alcuni anni a Milano – ha vinto a Locarno con il film “The Challenge”, suo sesto lavoro – con produzione francese, svizzera e italiana – un documentario sul mondo della falconeria visto attraverso un insolito weekend nel deserto, con Ancarani che ha attraversato il golfo Persico per accompagnare un falconiere a una importante competizione.

L’accoltellatore dei giardini Speyer già cacciato dalla Caritas per droga

La sua richiesta d’asilo era stata bocciata. Ancisi di Lista per Ravenna
alla Municipale: «Intensificare le identificazioni in zona stazione»

La sua richiesta di asilo politico era stata bocciata nel maggio del 2015 ma lui aveva fatto ricorso e la sua domanda era in attesa di istruttoria. Nel febbraio del 2016 era stato poi espulso da una struttura della Caritas di Faenza per motivi legati alla droga e da allora si era trasferito a Ravenna, bazzicando la zona della stazione di Ravenna, dove martedì scorso ha accoltellato un 24enne tunisino con l’intenzione – secondo gli inquirenti – di ucciderlo. Grazie anche all’intervento di un medico tedesco di passaggio, il ragazzo si è salvato, mentre lui – un nigeriano di 34 anni – è stato arrestato. Emergono i dettagli degli ultimi mesi della vita di John Stali, ora in carcere dove deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio.

A riportarli è in una nota inviata alla stampa anche il decano dell’opposizione ravennate, Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, che rivela: «Negli elenchi della Prefettura di fine maggio, quando effettuai un monitoraggio della situazione “profughi” (e sedicenti), i richiedenti asilo nella provincia di Ravenna erano 761, di cui 259 nel comune di Ravenna. Di questi la Commissione prefettizia ne aveva bocciato il 78%, giudicati dunque non veri “profughi”. Gli altri, tra istruttorie e ricorsi vari, restano a carico dello Stato ad un costo pari o quasi a 35 euro il giorno, per una durata che può arrivare a cinque anni. Stali però non figurava nei 761 richiedenti asilo, bensì in un elenco extra di 9 “allontanati” dalle strutture di accoglienza. La Commissione aveva rigettato la sua richiesta il 19 maggio 2015 ed era stato “espulso da Caritas Faenza il 12 febbraio 2016”, per motivi legati alla droga. Ci sta che da quella data sia venuto a Ravenna e fosse senza dimora, non già che la sua richiesta di asilo sia ancora in istruttoria».

Ancisi dunque si chiede perché, «cacciato dall’accoglienza», il 34enne non sia stato «rispedito al suo paese» e formula una proposta in veste di consigliere comunale nei confronti della Polizia municipale: «intensificare in modo serrato le identificazioni di coloro che frequentano senza giusto motivo i giardini Speyer in modo da riconoscere, applicando i provvedimenti del caso, chi, come Stali, è uccel di bosco, o non è in regola con le leggi dello Stato italiano, e da consentire di allontanarne chi è bene se ne stia al largo. Basta istruire gli agenti in servizio su strada, a cominciare dalle pattuglie volanti».

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