giovedì
02 Aprile 2026

Referendum, niente quorum. Ma in provincia l’affluenza sfiora il 38 percento

Oltre 7 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale

Referendum

Come previsto, non è stato raggiunto il quorum per i cinque referendum su lavoro e cittadinanza. In provincia di Ravenna – in attesa dei dati definitivi – ha votato il 37,8 percento degli aventi diritto (i dati sono molto simili per ognuno dei cinque quesiti), oltre 7 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale (che si aggira attorno al 30). Il record si registra ad Alfonsine, con il 43,4 percento di affluenza.

Come noto, per rendere valido l’esito referendario, avrebbe dovuto votare il 50 percento più 1.

Tra i votanti, come naturale, ad avere la meglio è stato il “Sì”, con una percentuale che anche in provincia di Ravenna varia a seconda del quesito. I quattro sul lavoro vedono il Sì attorno all’85 percento, percentuale che scende addirittura al 65 per quanto riguarda il quesito sulla cittadinanza.

I pini resistono ancora: nuovo presidio e ricorso al Tar da parte dei manifestanti

Il gruppo attivista ferma un nuovo tentativo di abbattimento. Ora si resta in attesa della sentenza del prossimo 10 luglio

Pini Savio5

Nuovo pericolo scampato per i pini di Lido di Savio: l’abbattimento dei primi esemplari considerati era in programma tra oggi (lunedì 9 giugno) e domani. Nonostante la modifica della viabilità per consentire i lavori e l’arrivo di mezzi per l’abbattimento e il trasporto dei tronchi, i lavori sono stati fermati dal presidio di una quindicina di manifestanti e dal deposito di un nuovo ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar) datato 8 giugno 2025. Sul posto anche polizia di stato, polizia locale, carabinieri e digos.

Non è la prima volta infatti che il comune cerca di portare a termine l’abbattimento di 50 pini su viale Romagna, considerati a rischio caduta e che andrebbero rimossi nell’ambito dei lavori del Parco Marittimo, progetto di riqualificazione dei lungomari dei nove lidi ravennati: il 22 aprile scorso infatti gli operai della ditta incaricata erano già arrivati sul posto con le motoseghe, ma un intervento analogo degli attivisti del gruppo “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna” e un primo ricorso al Tar portò anche in quel caso alla sospensione dell’ordinanza con la cancellazione dell’abbattimento. Secondo diversi esperti consultati dal comitato cittadino sorto per la difesa dei pini, quelle piante non presentano segni di pericolosità da richiedere l’abbattimento.

La prima ordinanza di abbattimento presentava però una durata limitata nel tempo e arrivati alla data dell’udienza ci si è trovati davanti a una delibera scaduta, giudicata quindi priva di interesse. In questo caso, la nuova udienza è fissata per il 10 luglio, con ordinanza ancora in corso di validità. Oltre al ricorso, è stato presentato in questura nella giornata di ieri anche un esposto alla Procura della Repubblica, una denuncia dei fatti riportante la cronistoria dei fatti e 34 allegati comprendenti perizie e dichiarazioni di agronomi e esperti.

Secondo quanto riportato da Ida Cenni, esponente del gruppo attivista, la nuova disposizione per l’abbattimento sarebbe stata depositata dal comune di Ravenna all’albo pretorio venerdì 6, dando così pochi giorni di tempo all’avvocata del gruppo per presentare il ricorso. Nella giornata di sabato però, i cartelli affissi sui pini che ne annunciavano la rimozione avrebbero riportato il numero di un’ordinanza diversa, molto simile alla prima nei contenuti, ma che avrebbe invalidato il ricorso presentato: «Un tentativo di depistaggio che ci ha costretto a cambiare tutto il lavoro fatto fino a quel momento – commenta Cenni – la nostra avvocata ha lavorato tutta domenica per presentare in serata il nuovo ricorso, sullo scadere del tempo. Tutto è andato a buon fine e ora aspettiamo la sentenza. Dal nuovo sindaco di Ravenna non ci aspettavamo nessun cambio di passo, questo è stato chiaro fin dalla prima volta che abbiamo incontrato Barattoni e Del Conte  a inizio campagna elettorale. Noi però siamo convinti della bontà delle nostre intenzioni e della giustizia di questa battaglia, non ci fermeremo».

Tre appuntamenti “Dalle 7 alle 9”, tra spettacoli per bambini e picnic sull’erba

Torna dal 13 giugno la rassegna di Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro dedicata ai più piccoli

Thioro
Thioro

Tre appuntamenti “dalle 7 alle 9” al Rasi, con spettacoli per bambini, giochi e picnic sul prato. Torna come ogni estate la rassegna di Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro per un pubblico a partire dai tre anni: si parte venerdì 13 con Giardino di StagePhotography: una forma di teatro di teatro di narrazione dove piante, foglie e semi diventano storie (adatte a un pubblico dai 4 agli 8 anni) raccontate  dalla Giardiniera giramondo Alma, con storie, poesie e clownerie.

Venerdì 20 sarà la volta della “Festa donchisciottesca” di Roberto Papetti, creatore e coordinatore per oltre 30 anni del centro “La lucertola” con Il sole della Mancia… e altri spettacoli, un riadattamento dei racconti di Cervantes per un pubblico dai 3 agli 8 anni.

La rassegna si chiude giovedì 26 con Thioro, un Cappuccetto rosso senegalese, reinvenzione dal respiro africano della tradizionale fiaba europea che vede in scena gli eredi artistici di N’Diaye (Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye). Lo spettacolo, adatto a spettatori tra i 5 e i 12 anni, unisce il teatro d’attore e narrazione con danze e musica dal vivo.

Gli spettacoli inizieranno alle 19 e termineranno con un picnic da gustare in giardino tra giochi e sorprese. Il cestino si può portare da casa o prenotare in teatro entro il giorno prima: bambini 6 euro, adulti 10 euro, ingredienti biologici e di commercio equo a cura di Villaggio Globale. Al termine degli spettacoli e del picnic sul prato ci sarà spazio per un “Ippodromo per in-fanti”, una corsa ippica a ostacoli, al trotto e al galoppo, allestita da Drammatico Vegetale.

Le attività sono confermate anche in caso di maltempo, il costo per spettacolo è di 5 euro (promozione famiglia tre spettacoli: 9 ingressi 40 euro, 12 ingressi 50 euro).

“Il canto del Divino” chiude la trilogia del Grande Teatro di Lido Adriano

Il palco del Cisim regala un’esperienza autentica di comunità, intercultura e partecipazione, sotto la direzione artistica di Luigi Dadina

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Foto di Nicola Baldazzi

Ci sono momenti in cui tanti concetti che sono ormai diventati cliché spesso un po’ vuoti prendono invece forma e sostanza e diventano esperienze autentiche. “Un altro modo è possibile”, “spazio ai giovani”, “inclusione”, “intercultura”, “dal basso” fino alla ormai abusatissima “comunità” o lo slogan “la bellezza salverà il mondo”, per non parlare di “magia del teatro” e “rito laico”, sono tutte parole che al Cisim di Lido Adriano trovano un nuovo senso e un nuovo spazio.

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È andata in scena iera sera, 8 giugno, l’ultima replica di  Il canto del Divino, spettacolo che chiude una trilogia ambiziosa e unica nel suo genere. Guardando al lontano oriente, gli attori non professionisti del Coro de Il grande teatro di Lido Adriano, dopo mesi di lavoro, si sono presi ancora una volta la scena, sotto la direzione e la regia di un grande attore e uomo di teatro, Gigio Dadina delle Albe, per portare gli spettatori in un viaggio artistico che mescola narrazione, mito, riflessione filosofica.

Per la terza volta la comunità interculturale di Lido Adriano è diventata protagonista di uno spettacolo che ha dato spazio innanzitutto ai giovani, intesi come bambini, adolescenti e adulti, in un dialogo intergenerazionale con persone più mature e anziane che non li hanno sovrastati e schiacciati, ma semmai accompagnati (bellissima la scena delle madri, una chicca il Ghandi romagnolo). La magia del teatro, che è fatta in questo caso di corpi, parole e musica (questa, peraltro, davvero magnifica grazie anche alla bellissima voce femminile), ha mostrato ancora una volta una via alternativa alle cronache di tante periferie europee e ha ribadito la potenza intrinseca del teatro.

Ma non si pensi a una fuga dalla realtà perché, grazie anche alla assai ispirata scelta dei costumi la guerra tra i Pandava e i Kaurava non ci ha concesso per un solo attimo di dimenticare ciò che sta accadendo in Palestina.

E a dir poco toccante è stato lo struggente racconto di una ragazza in fuga dalla guerra in Ucraina, in apertura dello spettacolo. Parliamo quindi di un progetto che per come è nato, per come è stato condotto e per l’esito che ha restituito è profondamente politico, nel senso più nobile e profondo del termine. Ad applaudire un pubblico che ancora una volta, un po’ come uno specchio del palco, ha mescolato esperti e appassionati agli abitanti del paese in un clima di festa collettiva. Non è mancato in apertura il breve corteo dalla spiaggia al giardino del Cisim, impreziosito dalle scenografie di Nicola Montalibini. Un momento di socialità e condivisione da far invida a qualsiasi foyer.

Come si diceva, con Bhagavadagita si chiude una trilogia iniziata nel 2023 e quindi l’unica domanda a questo punto è: dove ci porterà il prossimo anno il Grande teatro di Lido Adriano? Ovunque sarà, siamo pronti a scommettere che varrà la pena andarci e per più di una ragione.

Direzione artistica: Luigi Dadina, Lanfranco Vicari aiuto regia e collaborazione artistica Spazio A Teatro
Regia: Luigi Dadina
Drammaturgia: Tahar Lamri
Direzione organizzativa e logistica: Federica Francesca Vicari
Scenografia Nicola Montalbini costumi Federica Francesca Vicari
Ideazione grafica Massimiliano Benini layout grafico e illustrazioni Silvia Montanari
Composizione musiche e arrangiamenti Francesco Giampaoli paroliere Lanfranco Vicari
Coordinamento musicale Francesco Giampaoli, Enrico Bocchini cantanti Jessica Doccioli, Lanfranco Vicari

In scena Camilla Berardi, Marco Saccomandi e Il Coro del Grande Teatro di Lido Adriano.

Torna Dante Plus: “Uno nessuno e centomila volti” per celebrare il Sommo Poeta

Il progetto firmato Bonobolabo arriva quest’anno alla decima edizione: in mostra fino a settembre le opere di oltre 40 artisti e una fotografia della newyorkese Martha Cooper

“Uno, nessuno e centomila volti” per omaggiare Dante Alighieri attraverso l’arte urbana: torna per la sua decima edizione Dante Plus 2025 – Uno nessuno e centomila volti. La mostra, firmata Bonobolabo, inaugurerà venerdì 13 giugno alle 18 e resterà aperta tutti i giorni per tutta l’estate, fino al 28 settembre.

L’edizione di quest’anno celebra il legame tra l’immagine del Sommo Poeta e l’arte urbana, portando al centro dell’attenzione il lavoro realizzato in strada che, in questi anni, ha trasformato Ravenna in una sorta di museo a cielo aperto. Grazie al festival Subsidenze e al progetto Dante Plus, sono state infatti realizzate quasi 20 opere murali dedicate a Dante Alighieri, firmate da alcuni tra i più importanti artisti della scena italiana e internazionale.

Dante Plus 2025 Millo Foto Di Martha Cooper

Ospite speciale di quest’anno una fotografia esclusiva di Martha Cooper, leggenda mondiale della fotografia urbana, che lo scorso marzo ha fatto visita a Ravenna insieme alla fotografa Nika Kramer e, accompagnata da Marco Miccoli (fondatore del brand Bonobolabo) ha immortalato il murale di Dante e Virgilio bambini (realizzato da Millo nel 2020).  Altro protagonista dell’edizione 2025 è Matteo Raciti, artista-carrista che esporrà nel giardino della Biblioteca Oriani un’opera imponente, dopo aver conquistato il primo posto nella categoria carri di seconda del Carnevale di Viareggio 2025. La sua ricerca visiva fonde satira, simbolismo e impatto scenico, dando vita a un Dante contemporaneo, sospeso tra ironia e riflessione.

Ad arricchire ulteriormente il programma, una performance live, durante l’inaugurazione, di Ivan Lorenzo Frezzini, artista la cui tecnica predilige il colore fluido, che prima delimita e poi lascia espandere liberamente, dando vita a composizioni in cui il controllo danza con il caso. Un momento performativo che traduce in gesto il rapporto tra disciplina e libertà.

 

In mostra anche le opere di: Giacomo Agnello Modica, Ben Zeno, Filippo Beretta, Micol Buti, Cannella, Martina Dirce Carcano, Luca D’Urbino, EneArtworks (Enea Seregni), Stefano Epis, Lavinia Fagiuoli, Martina Filippella, Silvia Franchini, Frank P54, Elena G. Bansh, Giovanna Giuliano, Elena Griscioli, Lunastorta, Luogo Comune, Enrico Macchiavello, Gianluca Maruotti, Sara Masiani, Elena Prearo, Pietro Puccio, Radiocomandero, Marco Raffaelli, Samuele Recchia, Jacopo Riccardi, Federico Santagati, Senz’H, Sara Stefanini, Giuseppe Talarico, Stefano Tesei, Simone Virgini / Raquel Montero, Cinzia Zenocchini.

I murales sono invece opera di: About Ponny, Alessandro Tricarico, Biancoshock, Blub, Collettivo FX, Dicky Cock, Fulcro, Kobra, Le Diesis, Luogo Comune, Luvol, Millo, Neve, Refreshink, Riccardo Guasco, Zed1.

Referendum: alle 23 di domenica affluenza provinciale 27,7 percento, in Italia 22,7

Perché sia valido serve il voto di almeno metà più uno degli aventi diritto. In provincia Bagnacavallo e Brisighella agli estremi della graduatoria

 

Alla chiusura della prima giornata di voto, alle 23 di domenica 8 giugno, l’affluenza al referendum popolare abrogativo in provincia di Ravenna è del 27,7 percento, cinque punti percentuali più alta della media nazionale. Come noto, il risultato della consultazione è valido solo se vota il 50 percento più uno degli aventi diritto. Si vota anche domanim, 9 giugno, dalle 7 alle 15.

Tra i 18 comuni della provincia di Ravenna si va dal 32,1 di Bagnacavallo al 22,2 di Brisighella. A livello italiano l’Emilia-Romagna è al secondo posto tra le Regioni con l’affluenza più alta (28,9), dietro solo alla Toscana (30).

Ravenna si espande a est: un supermercato, due ristoranti, una palestra e una piazza

3 – Vista Della Passeggiata Lungo Il Canale

Comincia a prendere forma il nuovo intervento urbanistico privato nella prima periferia est di Ravenna a ridosso del Pala De Andrè e del nuovo palazzetto dello sport in costruzione, un’area da otto ettari compresa tra viale Europa, via Destra Canale Molinetto e lo scolo Lama. Il primo insediamento completato è un supermercato Aldi da mille metri quadrati: aperto dal 5 giugno, è il secondo punto vendita della catena tedesca in provincia dopo l’inaugurazione a Faenza nel 2018.

Per la fine dell’estate, poi, è previsto il completamento di altri due plessi adiacenti, negli spazi a ridosso del distributore di carburante Eni: ospiteranno due attività di ristorazione, un negozio di abbigliamento e una palestra su due livelli con cinque campi da padel copribili con una tensostruttura. Altri edifici saranno realizzati in seguito. Alle nuove strutture saranno affiancati parcheggi utili anche per il nuovo palazzetto (114 quelli al momento disponibili per il supermercato) e una piazza.

Verrà rivista la conformazione attuale delle vie circostanti: in viale Europa sorgerà una nuova rotonda e via Destra Canale Molinetto verrà tracciata diversamente nel tratto compreso tra il nuovo intervento e il futuro palazzetto dello sport.

2 – Prospetto Della Palestra E Dell’edificio TerziarioL’architetto Paolo Focaccia ha disegnato il progetto dell’area di proprietà di Alma Distribuzione, insieme all’architetto Bruno Minardi: «È un intervento che si caratterizza per una pluralità di funzioni: dalla ristorazione al fitness, dai servizi socio-sanitari assistenziali al commercio. E l’ampia dotazione di spazi pubblici per noi è un elemento fondamentale».

Metà degli otto ettari complessivi saranno di aree verdi, in particolare ai margini stradali con funzione di mitigazione. «All’inizio si farà fatica ad apprezzare la presenza del verde  – spiega Focaccia – perché, come è ovvio, ci vorrà tempo per far crescere le piante. Però ci sono alberi, prati e viali alberati che includono varie specie arboree». Un boschetto di specie miste si svilupperà lungo il percorso dello scolo Lama, come un ideale prolungamento della passeggiata fino alla darsena.

Gli spazi verdi fungeranno anche da contenimento idrico in caso di forti piogge: «Considerando tutte le evoluzioni climatiche e idrauliche del nostro territorio, abbiamo avuto una serie di attenzioni progettuali per il contenimento idrico e la qualità delle soluzioni. Sono quattro le vasche di laminazione e anche tutti i parcheggi e la piazzetta sono realizzati con materiale drenante. Alcuni edifici, poi, saranno dotati di un sistema di recupero delle acque piovane per l’irrigazione».

La mobilità all’interno del lotto avrà una particolare attenzione verso le utenze deboli. I percorsi ciclabili del “parco terziario di viale Europa”, come chiamato da Focaccia, si collegheranno alla pista ciclabile per Punta Marina tramite un percorso che nasce dalla nuova fermata del trasporto pubblico per poi svilupparsi all’interno verso la piazzetta e lungo il canale Lama.

Il progetto urbanistico complessivo e i progetti architettonici dei due edifici per palestra e terziario sono, come detto, degli architetti Minardi e Focaccia (Luoghidellacittà). La direzione dei lavori è dell’ingegnera Elisa Magri (Surveying Systems), il verde è stato ideato da di Studio Verde, l’edificio commerciale è dello studio Bianco Arancio. Le principali imprese coinvolte sono Ecodemolizioni, Armellin, Tecnoponenti, Cemi, Zelo Impianti.

Pubblica Assistenza: «Il nostro personale in ambulanza è qualificato»

L’associazione accreditata replica alle posizioni espresse dai sindacati dopo che l’Ausl ha avviato un progetto sperimentale di ambulanze senza infermieri

5«Il personale della Pubblica Assistenza che opera sulle ambulanze non è meno qualificato del personale dell’Ausl e non è un pericolo per la collettività». Sono parole di Matteo Manca, presidente dell’associazione Pubblica Assistenza di Ravenna, realtà del volontariato accreditata con il sistema sanitario.

L’intervento di Manca si inserisce nel dibattito sollevato dalle perplessità dei sindacati dopo che l’Ausl Romagna ha deciso di impiegare quattro ambulanze del 118 (di cui una in provincia di Ravenna) senza infermieri a bordo per fronteggiare la carenza di personale estiva.

«Per come è stata veicolata l’informazione dai sindacati – dice Manca – si ingenera la percezione che Ausl Romagna abbia affidato il servizio a volontari che, di giorno svolgono la loro professione, mentre di sera indossano i panni del “soccorritore” avventurandosi in un servizio di cui sono privi di competenza. I dati certi, tuttavia, sono che Pubblica Assistenza impiega allo stato attuale 22 soccorritori dipendenti, tutti altamente qualificati e specializzati. Solo, infatti, dopo un lungo percorso di formazione, i cui caratteri sono stabiliti da legge regionale, si giunge all’abilitazione a svolgere servizi di trasporto primario. A ciò si aggiunga inoltre che, annualmente, i dipendenti di enti accreditati, quali Pa Ravenna, sono tenuti ad un rigido e continuo aggiornamento per il mantenimento delle qualifiche, cosa invece non prescritta per i dipendenti Ausl».

Il presidente ricorda anche che per accedere ai concorsi Ausl è richiesto come requisito l’aver lavorato in costanza di contratto di lavoro subordinato per almeno cinque anni in un ente accreditato come la Pubblica Assistenza.

Scontro frontale fra due auto, quattro feriti lievi

Incidente sulla via che collega le frazioni di Godo e San Pancrazio

WhatsApp Image 2025 06 08 At 17.07.59 (1)Uno scontro frontale fra due auto a Russi nel pomeriggio di oggi, 8 giugno, ha causato il ferimento di quattro persone. Le condizioni dei quattro non sono gravi, tutti sono usciti autonomamente dai veicoli incidentati e sono stati portati all’ospedale per accertamenti. Lo scontro è avvenuto in via Franguelline Nuove, la strada che collega le frazioni di Godo e San Pancrazio verso le 15.30. Per soccorsi e rilievi la strada è stata chiusa al traffico.

Eterna Sara Errani, vince anche il doppio femminile al Roland Garros, 13 anni dopo

Dopo aver vinto il doppio misto con Andrea Vavassori, la massese Sara Errani trionfa anche in quello femminile al Roland Garros, in coppia con Jasmine Paolini.

La coppia italiana, reduce dal trionfo olimpico a Parigi la scorsa estate e dal successo recente a Roma, si è imposta con il punteggio di 6-4, 2-6, 6-1 contro Danilina-Krunic.

Per la campionessa di Massa Lombarda – 38 anni compiuti lo scorso aprile – si tratta del sesto Grande Slam conquistato nel doppio femminile, 13 anni dopo la vittoria a Parigi con Roberta Vinci.

Il Ravenna spera nel ripescaggio in C. Riflettori sulla situazione della Triestina

Attesa per l’esame delle domande di iscrizione da parte della Covisoc: ai giallorossi potrebbe bastare una sola bocciatura

Esultanza Cipriani Curva
Il presidente Cipriani ringrazia i tifosi dopo la vittoria ai playoff

Sono ore frenetiche per la serie C del calcio, con diverse società alle prese con fallimenti e iscrizioni, completate, tentate o mancate. Il Ravenna Fc (prima delle squadre di serie D in attesa di ripescaggio, grazie alla vittoria della Coppa Italia e dei play-off del girone D) sta alla finestra, insieme ai tifosi, aspettando di conoscere il proprio futuro.

Difficile, se non impossibile, fare previsioni: per tornare nel calcio dei prof, il Ravenna al momento deve sperare nella bocciatura da parte della Covisoc (la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche della Figc) di una delle iscrizioni consegnate dai club aventi diritto entro la mezzanotte di venerdì scorso, 6 giugno.

Ma cerchiamo di fare chiarezza. Innanzitutto c’è differenza tra riammissioni e ripescaggi. In caso di mancate iscrizioni, scattano le prime, che coinvolgono solo le squadre retrocesse nell’ultimo campionato di serie C. È il caso della Pro Patria, che è già praticamente certa di restare nella terza serie del calcio italiano, al posto della fallita Lucchese, che non ha potuto, appunto, neanche presentare domanda di iscrizione. Il primo ripescaggio, invece, come da regole federali, coinvolge l’Inter Under 23, in quanto seconda squadra di un club di A: i nerazzurri prenderanno con tutta probabilità il posto della Spal, dai cui uffici è giunta venerdì la conferma (ancora però da verificare ufficialmente) della presentazione della domanda di iscrizione, che risulterà però incompleta e verrà respinta (con una nota ufficiale lo stesso club ferrarese ha già annunciato che non parteciperà alla prossima serie C).

Le altre società considerate nei giorni scorsi in difficoltà hanno presentato regolarmente domanda entro il termine prestabilito, ma questo non significa ancora nulla: da lunedì 9 a venerdì 13 giugno la Covisoc, appunto, passerà in esame le richieste e prenderà una decisione. In caso anche solo di una bocciatura (a cui la società in questione potrebbe però fare ricorso, entro martedì 17 giugno) a essere ripescato in serie C sarebbe il Ravenna (sempre che sia confermata l’Inter Under 23 al posto della Spal). Sono almeno cinque le società considerate in bilico, dalle prime voci che circolano tra gli addetti ai lavori quella che potrebbe avere i documenti più a rischio sembrerebbe la Triestina. Ma si tratta, appunto, ancora solo di voci.

Resta poi il caso Brescia, passato da una salvezza sul campo in serie B a una mancata iscrizione in C: la società lombarda può usufruire di una deroga fino al 24 giugno; le sue speranze di ripartire in serie C sono praticamente nulle ma sarà importante capire se presenterà comunque domanda (in quel caso, ancora una volta, si aprirebbero le porte per il Ravenna, non fosse stato già ripescato).

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