domenica
10 Maggio 2026

Basket mania a Ravenna: dopo il record di pubblico, festa anche di notte – VIDEO

Per la prima volta espugnata Ferrara e i tifosi attendono il ritorno della squadra di fronte alla sede. I giallorossi sono sesti in serie A2

Ravenna sempre più sotto canestro. Il basket, sport tradizionalmente poco diffuso in città, negli ultimi anni ha acceso l’entusiasmo dei ravennati e dopo il campionato di alto livello dell’anno scorso l’OraSì Ravenna si sta confermando tra le realtà più importanti del campionato nazionale di A2 (girone Est). E continua a battere record. Giovedì sera, infatti, per la prima volta nella storia della pallacanestro locale, Ravenna ha vinto a Ferrara, nel derby andato in scena al Pala Hilton Pharma. Il punteggio finale (86-88) ha mandato in visibilio i numerosi tifosi giallorossi presenti anche perché ottenuto al termine di una insperata rimonta (dal -15 del 18’ e dal -12 dell’intervallo). Tanto che alcuni supporter hanno aspettato il ritorno dei giocatori a Ravenna, nel cuore della notte, per proseguire la festa (vedi video qui sotto).

Il tutto a pochi giorni di distanza dalla vittoria in casa contro una delle favorite del campionato, Treviso, e dal record storico di pubblico per una partita di pallacanestro a Ravenna. Duemilacentoventotto spettatori hanno infatti gremito le tribune del Pala De André, che per l’occasione ha ospitato anche un gemellaggio tra le due tifoserie.

In questo momento l’OraSì Ravenna, dopo la prima giornata del girone di ritorno, è sesta, in una classifica guidata da Brescia. Da ricordare che c’è in palio solo una promozione nella massima serie del basket italiano e che ai play off promozione partecipano le squadre classificate dal 1° all’8° posto, per una serie incrociata con il girone Ovest della serie A2.

Torna la domenica ecologica: ecco le auto che non potranno circolare e le vie coinvolte

Nel quadro dei provvedimenti alla circolazione stradale per il contrasto all’inquinamento atmosferico, in vigore fino al 31 marzo prossimo, il 10 gennaio sarà domenica ecologica in tutta la regione, così come le prossime del 7 febbraio e del 6 marzo.

Domenica, pertanto, saranno in vigore le stesse limitazioni vigenti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 per le stesse tipologie di veicoli, ovvero: a benzina precedenti all’Euro 2; diesel precedenti all’Euro 4; diesel di tipo M2, M3, N2 o N3 precedenti all’Euro 4; diesel di tipo N1 precedenti all’Euro 3; ciclomotori e ai motocicli precedenti alla normativa Euro 1.
Potranno invece circolare liberamente i seguenti veicoli: alimentati a gas metano o GPL; con almeno 3 persone a bordo (car pooling), con almeno 2 persone, se omologati a 2 posti; autoveicoli elettrici e ibridi; ciclomotori e motocicli elettrici; autoveicoli per trasporti specifici e per uso speciale, così come definiti dall’articolo 54 del codice della strada e altri veicoli ad uso speciale.

L’area cittadina in cui saranno in vigore i provvedimenti è delimitata dalle seguenti strade, non sottoposte alle limitazioni: Via Faentina (tratto Via G. Fuschini – Rotonda Spagna), Rotonda Spagna, Viale S. Allende, Rotonda Andorra, Viale G. Saragat, Rotonda Portogallo, Rotonda Olanda, Via Fiume Montone Abbandonato (tratto Rotonda Olanda – Via A. Missiroli), Via A. Missiroli, Viale V. Randi (tratto SS. 16 Adriatica – Via A. Missiroli), Rotonda Lussemburgo, Viale L. B. Alberti, Rotonda Croazia, Rotonda Slovenia, Viale G. Galilei (tratto Rotonda Slovenia – Rotonda Gran Bretagna), Rotonda Gran Bretagna, Viale Europa, Rotonda Germania, Rotonda Francia, Via Destra Canale Molinetto (tratto ingresso al parcheggio del Pala de André – Rotonda Francia), Rotonda Danimarca, Via Trieste (tratto ingresso al parcheggio del Pala de André – Rotonda Danimarca), Rotonda Finlandia, Via A. Monti, Rotonda Belgio, Via della Chimica, Rotonda Montecarlo, Viale E. Mattei, Rotonda dei Mosaicisti, Rotonda Svezia, Via Fosso Dimiglio, Via S. Alberto (tratto Linea ferroviaria Ravenna-Ferrara – Via Fosso Dimiglio), Via Naviglio, Via Rotta (tratto Linea ferroviaria Ravenna-Ferrara – Via Naviglio), Via Canalazzo (tratto Linea ferroviaria Ravenna-Bologna – Via Naviglio), Rotonda Polonia, Via G. Fuschini e Rotonda Malta.

Il Beppe Aurilia Theatre debutta nel 2016 con Pluto

Il secondo spettacolo della rassegna, in scena al Rasi sabato 9 gennaio con attori diversamente abili.

Aurilia e Wozz BottonSabato 9 gennaio alle 21, il sipario del Teatro Rasi di Ravenna si aprirà sulla messa in scena della commedia Pluto, liberamente ispirata all’omonima opera di Aristofane. Lo spettacolo fa parte della rassegna del Beppe Aurilia Theatre e nasce all’interno del progetto “InsuperAbile”, nel quale persone diversamente abili hanno lavorato insieme aiutate e coordinate dall’attenta regia di Marco Wozz Botton, a sua volta seguito dall’occhio vigile del direttore artistico della Compagnia, Beppe Aurilia.
Il progetto “InsuperAbile” nasce nel 2006 con l’obiettivo di creare, a partire da un testo classico, una rappresentazione teatrale con protagoniste persone diversamente abili. Quest’anno per la prima volta Marco Wozz Botton, dal 2011 attore professionista e aiuto regia della compagnia del Beppe Aurilia Theatre, si mette in gioco come regista: «dopo aver lavorato da quattro anni a questa parte con persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale – precisa Marco – per il mio debutto in regia ho scelto di dedicarmi ai disabili, perché con loro mi diverto tantissimo, ma soprattutto provo delle forti emozioni a livello umano».
L’opera scelta come trampolino di lancio è appunto il Pluto di Aristofane, testo riadattato per l’occasione, i cui temi principali, la povertà e la nobiltà, sono tutt’ora attualissimi. «Lo spettacolo che si terrà al Rasi è narrato come una fiaba, interrotta ogni tanto da scorci di realtà che riportano improvvisamente lo spettatore all’attualità» conclude Marco Wozz Botton.
Per info e prenotazioni tel. 338 891619 – 329 1773792.

Il Beppe Aurilia Theatre debutta nel 2016 con Pluto

Il secondo spettacolo della rassegna, in scena al Rasi sabato 9 gennaio con attori diversamente abili.

Aurilia e Wozz BottonSabato 9 gennaio alle 21, il sipario del Teatro Rasi di Ravenna si aprirà sulla messa in scena della commedia Pluto, liberamente ispirata all’omonima opera di Aristofane. Lo spettacolo fa parte della rassegna del Beppe Aurilia Theatre e nasce all’interno del progetto “InsuperAbile”, nel quale persone diversamente abili hanno lavorato insieme aiutate e coordinate dall’attenta regia di Marco Wozz Botton, a sua volta seguito dall’occhio vigile del direttore artistico della Compagnia, Beppe Aurilia.
Il progetto “InsuperAbile” nasce nel 2006 con l’obiettivo di creare, a partire da un testo classico, una rappresentazione teatrale con protagoniste persone diversamente abili. Quest’anno per la prima volta Marco Wozz Botton, dal 2011 attore professionista e aiuto regia della compagnia del Beppe Aurilia Theatre, si mette in gioco come regista: «dopo aver lavorato da quattro anni a questa parte con persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale – precisa Marco – per il mio debutto in regia ho scelto di dedicarmi ai disabili, perché con loro mi diverto tantissimo, ma soprattutto provo delle forti emozioni a livello umano».
L’opera scelta come trampolino di lancio è appunto il Pluto di Aristofane, testo riadattato per l’occasione, i cui temi principali, la povertà e la nobiltà, sono tutt’ora attualissimi. «Lo spettacolo che si terrà al Rasi è narrato come una fiaba, interrotta ogni tanto da scorci di realtà che riportano improvvisamente lo spettatore all’attualità» conclude Marco Wozz Botton.
Per info e prenotazioni tel. 338 891619 – 329 1773792.

Con Ronin e Rigolò ripartono i concerti al Cisim

Sabato 9 Gennaio sul palco del Cisim di Lido Adriano suoneranno i Ronin, band di adozione ravennate formata dall’esperto Bruno Dorella (OvO, Bachi da Pietra, oltre che Ronin) e dalla nuova, giovane, formazione composta da Diego Pasini (Action Men e Cacao) al basso, Matteo Sideri (Ex Above The Tree And The E-Side) alla batteria e Cristian Naldi (Fulkanelli) alla chitarra.

Fondati a fine anni novanta da Dorella, i Ronin con questa nuova formazione hanno pubblicato nel 2014 l’ultimo album, “Adagio Furioso”, come al solito interamente strumentale fatta eccezione per la presenza in un pezzo della cantante ravennate Francesca Amati.

Ad aprire la serata un’altra band ravennate di fama nazionale come i Rigolò, con il loro indie-folk. La band, formata nel 2010 dal chitarrista e cantante Andrea Carella, vede anche Jenny Burnazzi al violoncello), Alessandro Reggiani Romagnoli al basso e Andrea Napolitano alla batteria.

Info: cisim.lidoadriano@gmail.com e 389 6697082.

Ubriaco e in mutande con un coltello: arrestato ingegnere che lavora al porto

L’uomo, incensurato, ha minacciato anche le forze dell’ordine

In mutande, ubriaco, nel cuore della notte ha minacciato alcuni agenti delle forze dell’ordine con un coltello. Per questo motivo un ingegnere bergamasco a Ravenna per motivi professionali (lavora nell’ambito del porto), 43 anni e incensurato, è stato arrestato. Giovedì mattina, in tribunale, è stato rimesso in libertà fino al processo del 5 febbraio.

Tutto è nato da un controllo delle forze dell’ordine che hanno avvistato un ragazzo ubriaco nella zona di via Saba. Si trattava di un operaio rumeno che condivide il domicilio con un connazionale (trovato poi, unico sobrio, all’interno dell’appartamento) e appunto con l’ingegnere. Agli agenti ha dichiarato di essere uscito per comprare le sigarette ed è stato riaccompagnato a casa dalle forze dell’ordine. Nell’appartamento c’erano bottiglie vuote, bicchieri rotti, macchie di sangue e anche l’ingegnere in mutande, con coltello in mano: «Ammazzo tutti, anche la polizia», avrebbe detto.

Poi in tribunale, la mattina dopo, tornato alla lucidità, si è giustificato dicendo di aver avuto paura dei ladri.

Quella volta che Pierre Boulez sconvolse il pubblico sulle tribune del Pala De André

La presidente del Ravenna Festival, dove il grande compositore morto
il 5 gennaio si era esibito più volte: «Un grande maestro e amico»

«Un grande Maestro e un grande amico. Ne sentirò la mancanza anche se l’ammirazione, la stima e l’affetto per lui continueranno a riempire la mia vita». Con queste parole Cristina Muti, presidente del Ravenna Festival, ricorda Pierre Boulez che si è spento martedì 5 gennaio a Baden Baden, la cittadina tedesca dove si era ritirato negli ultimi anni.

Compositore, direttore e saggista, la figura di Boulez – un autentico gigante della musica del Novecento – ha accompagnato e impreziosito il Ravenna Festival fin dalla primissima edizione nel 1990. Innamoratosi della città – rivelano del Festival in una nota inviata alla stampa – è poi tornato al Festival in molte occasioni – nel 1991, 1993, 1996, 2001 e 2009 – proponendo alcune delle sue composizioni più note e di altri grandi della musica contemporanea, da Petrassi a Berio, da Webern e Stravinskij a Janáček.

Nel 2015, in occasione dei suoi 90 anni, il Ravenna Festival lo ha celebrato presentando l’integrale della sua opera per uno e due pianoforti.

Due forse le esibizioni ravennati di Boulez che meritano un ricordo particolare. «Nella prima, nel 1996 – ricordano dal Festival – la presenza congiunta di Boulez stesso con le sue due formidabili e longeve creature, ossia l’IRCAM e l’Ensemble Intercontemporain, rivoluzionò l’assetto del Pala de André con una memorabile esecuzione di Répons che vide gli strumentisti al centro del palazzo assieme ad un impressionante apparato tecnologico ed il pubblico attorno sulle tribune, sconvolto da potentissime folate sonore frutto di quella che era allora un uso pionieristico della spazializzazione del suono».

L’altra occasione che ricorda il Festival è stata più intima: «Nel 2001 la presenza in incognito, ma che ovviamente non poteva passare inosservata, del grande compositore al Duomo di Ravenna durante una liturgia domenicale in cui venivano eseguite le musiche di Costanzo Porta, sommo contrappuntista tardorinascimentale. Una testimonianza della cultura musicale (ma non solo) raffinatissima di un musicista che era una straordinaria figura di intellettuale a tutto tondo».

Quella volta che Pierre Boulez sconvolse il pubblico sulle tribune del Pala De André

La presidente del Ravenna Festival, dove il grande compositore morto il 5 gennaio si era esibito più volte: «Un grande maestro e amico»

«Un grande Maestro e un grande amico. Ne sentirò la mancanza anche se l’ammirazione, la stima e l’affetto per lui continueranno a riempire la mia vita». Con queste parole Cristina Muti, presidente del Ravenna Festival, ricorda Pierre Boulez che si è spento martedì 5 gennaio a Baden Baden, la cittadina tedesca dove si era ritirato negli ultimi anni.

Compositore, direttore e saggista, la figura di Boulez – un autentico gigante della musica del Novecento – ha accompagnato e impreziosito il Ravenna Festival fin dalla primissima edizione nel 1990. Innamoratosi della città – rivelano del Festival in una nota inviata alla stampa – è poi tornato al Festival in molte occasioni – nel 1991, 1993, 1996, 2001 e 2009 – proponendo alcune delle sue composizioni più note e di altri grandi della musica contemporanea, da Petrassi a Berio, da Webern e Stravinskij a Janáček.

Nel 2015, in occasione dei suoi 90 anni, il Ravenna Festival lo ha celebrato presentando l’integrale della sua opera per uno e due pianoforti.

Due forse le esibizioni ravennati di Boulez che meritano un ricordo particolare. «Nella prima, nel 1996 – ricordano dal Festival – la presenza congiunta di Boulez stesso con le sue due formidabili e longeve creature, ossia l’IRCAM e l’Ensemble Intercontemporain, rivoluzionò l’assetto del Pala de André con una memorabile esecuzione di Répons che vide gli strumentisti al centro del palazzo assieme ad un impressionante apparato tecnologico ed il pubblico attorno sulle tribune, sconvolto da potentissime folate sonore frutto di quella che era allora un uso pionieristico della spazializzazione del suono».

L’altra occasione che ricorda il Festival è stata più intima: «Nel 2001 la presenza in incognito, ma che ovviamente non poteva passare inosservata, del grande compositore al Duomo di Ravenna durante una liturgia domenicale in cui venivano eseguite le musiche di Costanzo Porta, sommo contrappuntista tardorinascimentale. Una testimonianza della cultura musicale (ma non solo) raffinatissima di un musicista che era una straordinaria figura di intellettuale a tutto tondo».

Ravenna Farmacie, bilanci sotto indagine Il presidente: «Certi di essere a norma»

Pirazzini, ex consigliere provinciale Pd: «Siamo sereni e collaboriamo» Fascicolo aperto in procura per il momento senza indagati

«Siamo sereni e certi di aver sempre operato nel rispetto delle norme alle quali è sottoposta un’azienda come Ravenna Farmacie, la cui gestione è orientata all’interesse esclusivo dei clienti e degli enti soci». Così Paolo Pirazzini, presidente della società che controlla quindici farmacie comunali in provincia di Ravenna, interviene per commentare la notizia di un’indagine aperta dalla procura sui bilanci dell’azienda pubblica. Le parole del massimo dirigente arrivano nelle redazioni con un comunicato stampa in cui si specifica anche che la serenità per l’operato svolto e «il rispetto dovuto al lavoro dei magistrati» portano il massimo dirigente a dire che non intende aggiungere utleriori precisazioni o commenti: «Ravenna Farmacie, come ha sempre fatto anche in passato, si è subito messa a completa disposizione degli organi inquirenti ed ha fornito tutta la documentazione che è stata richiesta. Abbiamo fiducia nell’operato della magistratura».

L’acquisizione dei primi documenti, come si legge dalle pagine de il Corriere Romagna che riporta la notizia, è avvenuta a fine dicembre quando gli investigatori della guardia di finanza hanno bussato in municipio. L’attenzione della magistratura (al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati) si concentra su due aspetti contabili che potrebbero evidenziare una anomalia: in quattro anni il fatturato è calato di undici milioni di euro eppure il bilancio 2014 si è chiuso con 300mila euro di attivo. Merito di una gestione oculata o altro? Saranno le indagini ad accertarlo. Al momento, come detto, l’azienda assicura di aver operato nel rispetto delle norme.

La società Ravenna Farmacie è una Srl controllata al 92,47 percento da Ravenna Holding, la cosiddetta cassaforte del Comune di Ravenna: è infatti la società per azioni detenuta da Palazzo Merlato per l’83,48 percento e in cui sono conferite tutte le partecipazioni nelle società pubbliche (Aser, Azimut, Ravenna Entrate, Romagna Acque, Start, Sapir, Hera).

Omicidio di Savio, sopralluogo dei Ris Al lavoro gli esperti della balistica

Incarico dalla procura per una consulenza sulla posizione del killer Da che punto è partita la fucilata che ha ucciso il vigilante Chianese?

È durato poco meno di un’ora, nel pomeriggio di oggi 7 gennaio, il primo sopralluogo dei carabinieri del Ris a Savio all’ingresso della cava Manzona dove la notte tra il 29 e 30 dicembre è stato ucciso il 42enne metronotte Salvatore Chianese: due militari di Parma sono stati incaricati dalla procura per una consulenza balistica che possa fornire elementi utili all’attività di indagine. La visita odierna sul luogo del delitto, accompagnati dai carabinieri della compagnia di Cervia, è stata solamente una rapida perlustrazione a cui ne seguiranno forse altre: il lavoro degli esperti balistici si concentrerà ora in laboratorio incrociando gli elementi acquisiti dall’autopsia con i rilievi sulla vettura di servizio. Chiarire con più precisione possibile elementi come l’altezza e la distanza da cui è partito lo sparo fatale potrebbe dare indicazioni sul profilo fisico del killer.

Cosa è successo. Verso l’1.15 del 30 dicembre scorso viene ritrovato il cadavere di Salvatore Chianese, un 42enne campano residente a Osteria con moglie e figlio di 9 nove anni che dal 2009 lavorava come vigilante per la Civis Augustus: il ritrovamento a Savio, nei pressi del cancello di ingresso alla cava Manzona a cui si accede dalla statale Adriatica, è opera di un collega inviato sul posto dalla centrale operativa che non aveva più contatti radio con Chianese da circa un’ora e cioè da quando il vigilante aveva comunicato che si stava apprestando a compiere il secondo giro di perlustrazione nell’area di proprietà della Sic, società controllata dalla coop Cmc.

La scena del delitto. Il collega, terrorizzato dalla scena davanti ai suoi occhi e temendo che l’autore potesse essere ancora sul posto, si è allontanato immediatamente lanciando l’allarme (il personale sanitario del 118 ha potuto solo constatare il decesso). Il corpo di Chianese era a terra in una pozza di sangue ancora intuibile sulla ghiaia del vialetto anche a distanza di una settimana: ad ucciderlo è stato un colpo di fucile a pallettoni calibro 12, un’arma da caccia, che l’ha raggiunto al capo sul lato sinistro. A poca distanza la vettura di servizio lasciata con i fari accesi per illuminare la sbarra di ingresso dove erano ancora inserite le chiavi utilizzate dal vigilante per aprire. Il lunotto dell’auto è in frantumi per una fucilata.

La vettura. I pallini nella vettura sono compatibili con quelli trovati dall’autopsia nel corpo: si tratta quindi di colpi simili che fanno pensare a una sola arma. E la logica sembra far pensare a una sequenza di sparo che vede prima colpito il vigilante e poi la vettura. Perché quel secondo colpo? Uno sfregio, un tentativo di depistaggio o la necessità di aprire il portabagagli?

La pistola scomparsa. Dal corpo di Chianese mancavano il portafoglio e la pistola di ordinanza che tuttora, nonostante le ricerche in zona anche con i cani in grado di fiutare armi e esplosivi, non sono stati trovati. Perché portare via quell’arma? Il procuratore capo Alessandro Mancini che coordina le indagini con il sostituto Daniele Barberini ha definito «inquietante» la circostanza.

Il movente. È questo il vero punto oscuro nelle indagini dei carabinieri. Perché qualcuno ha sparato a Chianese impegnato in una perlustrazione di una cava dove non c’è molto da rubare se non qualche litro di gasolio utilizzato per i mezzi da lavoro? Il metronotte ha visto qualcosa che non doveva vedere oppure si tratta di un agguato pianificato? Per ora la procura sembra propendere per la seconda ipotesi che però fornisce uno spessore di rilievo all’omicidia: per completare l’imboscata al vigilante occorreva conoscere i suoi turni e non era cosa facile. I passaggi di ronda infatti non hanno orari fissi e in quella cava ogni notte sono sei i passaggi fatti in alternanza da due guardie giurate (Chianese è stato ammazzato al suo secondo passaggio).

Ubriaco nell’auto che gli era stata confiscata da Equitalia

Multa da 1.300 euro per un 40enne. Denunciata anche una 50enne

Guidavano in stato di ebbrezza. Per questo due automobilisti ravennati, un uomo e una donna, sono stati sanzionati, nei giorni scorsi, dalla Polizia Municipale di Ravenna. Si tratta di un 40enne, che aveva un tasso alcolemico compreso tra 0.5 e 0.8 g/l, e di una 50enne, con valori doppi rispetto alla soglia consentita.

Nel primo caso gli agenti hanno accertato anche che il conducente stava circolando con un veicolo sottoposto a fermo fiscale, richiesto dalla società Equitalia. Al medesimo venivano contestate le previste sanzioni amministrative per un ammontare pari a circa 1.300 euro, con relativo sequestro del mezzo.

Conseguenze penali invece per la 50enne, nei confronti della quale è scattata la denuncia. Ad entrambi è stata ritirata la patente di guida, ai fini della sospensione.

Veleni nel Movimento 5 Stelle di Ravenna tra denunce e liste segrete

Il capogruppo uscente Vandini: «Se fosse ammessa dallo staff una
lista diversa dalla nostra sarebbe ingiusto, noi siamo stati trasparenti»

Movimento 5 StelleChiuso il 2015 con l’elezione di Michela Guerra a candidata sindaco, il 2016 per il Movimento 5 Stelle si apre in modo quanto mai tormentato. Guerra ha infatti annunciato l’intenzione di ricorrere a diffide e denunce verso persone che la stanno a suo dire diffamando e stanno affermando il falso su di lei. Avversari politici? Non proprio, ma quella “minoranza”, se tale può dirsi, più corretto forse sarebbe quella frangia del Movimento che proprio non sembra aver gradito la sua candidatura e che ora, pare, abbia presentato allo staff centrale del Movimento una seconda lista. Il “pare” è d’obbligo perché in realtà da questa frangia nessuno ha mai dichiarato nulla, tantomeno Francesca Santarella, consigliera comunale, messa pubblicamente sul banco degli imputati dal capogruppo Pietro Vandini (molto vicino a Michela Guerra) che l’ha di fatto sfiduciata.

Santarella era tra i pochi che avevano preso parte al processo per la scelta del candidato sindaco ma che ha all’ultimo deciso di non candidarsi e non ha partecipato al voto finale, lasciando quindi immaginare profonde divisioni con il gruppo di cui fanno parte Guerra, Vandini, Gatti (il terzo consigliere comunale) ma anche gli altri candidati usciti sconfitti dalla consultazione come Fabrizio Martelli e Fausto Geminiani.

La questione che viene contestata a Guerra è un presunto conflitto di interessi in quanto erede di alcune quote della clinica privata San Francesco che era di proprietà del padre Sergio, da poco scomparso, e dove Michela, che è avvocato 43enne, ha lavorato a lungo prima di dimettersi. In ossequio ai dettami grillini, infatti, una volta eletta Guerra si è dimessa da ogni incarico in clinica e dall’associazione delle cliniche private di cui faceva parte. Ma a qualcuno questo sembra non bastare. Qualcuno che appunto non esce però ancora allo scoperto nel dibattito pubblico e che potrebbe avere quindi il principale scopo di screditare Michela Guerra per poter proporsi come alternativa grillina locale più credibile.

La palla è in mano allo staff milanese che però al momento tace.

Vandini non usa mezzi termini dicendo che sarebbe «grave e ingiusto» se entrambe le liste fossero ammesse a una votazione on-line tra gli iscritti del comune di Ravenna al meet-up di Grillo perché le due liste non sarebbero nate in condizioni analoghe. «La nostra è frutto di un percorso aperto, trasparente, la carica è stata contendibile da chiunque avesse i requisiti. L’altra lista è nata all’oscuro di tutti per iniziativa di persone che in questi mesi avrebbero potuto tranquillamente candidarsi e tentare di far prevalere la loro proposta, come accade in democrazia».

Certo, i termini della questione cambierebbero se Michela Guerra davvero fosse considerata in conflitto di interessi, nonostante tutto.

Resta vero che tutto questo non sta certamente giovando al Movimento 5 Stelle e sta provocando rotture probabilmente non sanabili e che se Michela Guerra non dovesse alla fine essere la candidata, per una ragione o per l’altra, sarebbe difficile capirne le ragioni.

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