giovedì
02 Aprile 2026

Dolcenera a Campiano per la terza edizione di “Rumagna Unite”

Quattro giorni di musica e divertimento a ingresso libero, tra grandi nomi e emergenti: tra gli altri anche Statuto, New York Ska Jazz Ensemble e il party “Mai Dire Goku”

Dolcenera

Ci sarà anche Dolcenera a Campiano per la terza edizione di “Romagna Unite”. Il festival, nato a seguito dell’alluvione di maggio 2023 con lo scopo di raccogliere fondi per i territori alluvionati delle Ville Unite, torna anche quest’anno con quattro giorni di concerti e divertimento a ingresso gratuito (offerta libera), dal 2 al 5 luglio. 

Come da tradizione, l’evento sarà all’insegna di un bassoimpatto ambientale, con bicchieri riutilizzabili e colonnine per distribuire acqua gratuita. Una volta coperti i costi dell’organizzazione, gli eventuali guadagni verranno devoluti alla gestione del territorio delle Ville Unite.

Il festival è cresciuto negli anni, passando dai 9mila partecipanti del 2023 agli 11 mila del 2024, con una media di oltre 2mila presenze al giorno e 22mila euro raccolti e devoluti in beneficenza. Sono oltre 100 i volontari che collaborano per la buona riuscita di ogni edizione. Le serate, eterogenee e inclusive per natura, spaziano dal rap all’indie, passando per rock, metal, disco e cantautorato.

Rumagna Unite

Tra gli ospiti già confermati di questa edizione troviamo: Dj Evil, The Stronzies e gli organizzatori del party Mai Dire Goku(mercoledì 2 luglio), Dolcenera, Fratelli & Margherita, Stella, Parenti, Silvia Lovicario (giovedì 3 luglio) New York Ska Jazz Ensemble, Statuto, Principe, The Rowens, Stereocoma (venerdì 4 luglio), Dregen (cantante delle band The Hellacopters e Backyard Babies, a Campiano in versione solista), Small Jackets, JukeBox 74, LosFuocos, Mad Dogsm, Reverso (sabato 5 luglio).

Tutti gli spettacoli inizieranno a partire dalle 19. Oltre alla musica, sarà presente uno stand gastronomico con la pasta fresca realizzata dalle sfogline locali e cucina vegana. A partire dal tardo pomeriggio poi è prevista un’area dedicata ai più piccoli con laboratori di stampa e artigianato a cura dell’associazione Luogo Decimano, giochi all’aria aperta a cura di Attraversamenti (corsa con i sacchi, ruba bandiera e altro) e “I giochi di Nonno Banter”, creati dal nonno di meldola senza nessun dispositivo elettronico o utilizzo di corrente. Il suo compenso viene devoluto alla scuola di Meldola. Infine, un’area sarà dedicata alle squadre sportive del territorio.

L’estate a Russi, dai concerti sotto le stelle al cinema all’aperto fino alla “Fira”

Tra le novità di quest’anno, gli appuntamenti per giovani firmati Iki-Guys, una data in più per “dire, fare, creare” e una rassegna dedicata a cibo e benessere

CS 84 Pic Nic A Palazzo

Russi si prepara a un’estate di eventi, tra musica, cultura e gusto, in attesa dell’amata “Fira di Sett Dulur” che chiuderà la stagione dal 17 al 22 settembre. Torneranno anche in questa stagione i concerti sotto le stelle, le arene all’aperto, le performance artistiche e le attività per grandi e piccoli con alcune novità dedicate ai giovani, come la rassegna firmata dall’associazione Iki-guys e gli appuntamenti di “Retrolokale“, all’insegna del cibo e del benessere, a cura di Lokale e Pro Loco Russi. Il programma completo degli eventi estivi è consultabile qui.

Le date del Ravenna Festival faranno risuonare Palazzo San Giacomo con le vibranti note della musica folk irlandese e del jazz più spirituale. La dimora dei conti Rasponi ospiterà anche una mostra dedicata ai Libri (quasi) mai mai visti, a cura di Gianni Zauli, e ospiterà, come ormai tradizione, le proiezioni all’aperto della rassegna Cine San Giacomo, gli apprezzati pic-nic in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica, le visite guidate a cura di Pro Loco Russi. L’Emilia Romagna Festival, invece, farà tappa a Russi con l’esibizione di Barend Middelhoff, tra i sassofonisti più richiesti della scena europea attuale. Tornano infine le serate di shopping (che quest’anno salgono da tre a quattro) dal titolo “Dire, Fare, creare”, realizzate dal Comune in collaborazione con i commercianti russiani.

Uccise la figlia gettandosi dal nono piano, assolta perché incapace di intendere

La corte d’assise si è espressa accogliendo le richieste di accusa e difesa dopo la perizia psichiatrica. Disposta la libertà vigilata per almeno un anno nella struttura individuata dal centro di salute mentale

11Una perizia psichiatrica aveva stabilito che la 41enne Giulia Lavatura Truninger era incapace di intendere e di volere quando uccise la figlia di sei anni, Wendy Timò, lanciandosi con lei dal nono piano dello stabile in cui viveva a Ravenna e ora il tribunale ha assolto la donna per per mancanza di imputabilità. La decisione dei giudici della corte d’assise è arrivata dopo due ore di camera di consiglio stamani, 4 giugno, e ha ricalcato la richiesta sia della procura (pm Stefano Stargiotti) che della difesa (avv. Massimo Ricci Maccarini). L’episodio avvenne al mattino dell’8 gennaio 2024: la donna sopravvisse all’impatto da quasi 30 metri di altezza, non ci fu scampo per la bimba e il cagnolino. A salvare la vita della 41enne, forse, furono le impalcature che in quel periodo circondavano lo stabile nel quartiere Zalamella.

IMG 7658Vista la pericolosità sociale di Lavatura Truninger, soprattutto per se stessa, per lei è stata disposta la libertà vigilata per almeno un anno nella struttura individuata dal centro di salute mentale dove tutt’ora si trova ricoverata con il divieto di uscirne se non accompagnata dal personale e l’obbligo di sottoporsi alle terapie.

In aula la 41enne non c’era. Erano presenti il padre e una zia dell’imputata, oltre all’avvocato Massimo Moriglioni che rappresenta il marito in qualità di parte offesa.

Biglietti del bus su Whatsapp e QrCode per monitorare le corse in tempo reale

Start Romagna inaugura i nuovi servizi ai viaggiatori. Al via anche il nuovo orario estivo

Foto QR Start In Time

Il servizio estivo di Start Romagna, con le nuove frequenze in vigore da sabato 7 giugno, sarà accompagnato da due importanti innovazioni per facilitare l’utilizzo del bus per i propri spostamenti: si tratta dei servizi Chat&Go e Start In Time, pensati per agevolare l’esperienza di viaggio in bus sulla scia della transizione digitale in corso.

Il primo semplifica l’acquisto digitale dei biglietti utilizzando WhatsApp: Basterà scrivere al 339 9951248 o inquadrare il QR Code di accesso al servizio (presente presso tutte le fermate), per avviare una chat che con semplici passaggi condurrà all’acquisto del biglietto, rilasciato poi nella stessa chat e potrà essere validato a bordo attraverso il lettore ottico.

Start In Time si propone invece di rivoluzionare il momento di attesa alla fermata del bus: nei prossimi giorni, in corrispondenza di ogni palina, insieme alle tradizionali tabelle orarie sarà esposto un Qr Code che restituirà informazioni in tempo reale sui prossimi transiti di autobus alla fermata e relativi tempi di attesa.

Il nuovo orario estivo invece resterà in vigore dal 7 giugno al 14 settembre, e rimodula come di consueto le corse dopo la chiusura dell’anno scolastico (qui la tabella completa). Viene proposta anche quest’anno a tutti gli studenti già abbonati a Start Romagna per l’Estate Card, l’estensione dell’abbonamento al trasporto pubblico riservata agli studenti under 26, che al costo di 50 euro consente di viaggiare liberamente su tutti i bus Start Romagna dei bacini di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Torna l’estate “in centro” di Bagnacavallo, appuntamenti tutti i martedì di giugno

 Dai Moka Club in concerto alle lezioni serali di Zumba, passando per mercatini creativi, giochi in legno per i più piccoli e la serata in ricordo di Lucio Dalla

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L’estate di Bagnacavallo riparte “Di martedì”, con  l’iniziativa promossa dalla rete di imprese “Bagnacavallo fa Centro”, dal Comune e dalle associazioni di categoria e volontariato. Per tre martedì consecutivi infatti, a partire dal 10 giugno, le vie del centro si animeranno con mercatini, musica, giochi e animazioni.
Il palco di piazza della Libertà ospiterà tre appuntamenti, sempre alle 21: martedì 10 giugno torneranno i Moka Club con la loro energia dance e pop, martedì 17 i Basterd Jazz proporranno musica dagli anni Novanta alle hit più contemporanee, mentre martedì 24 sarà la volta di Vittorio Bonetti, che accompagnato dalla sua band presenterà “A Bagnacavallo ci sono stato con Bonetti”, una serata con le canzoni di Lucio Dalla. Un secondo spazio musicale sarà allestito in Piazza Nuova, dove si esibiranno Enrico, Alessandra & Friends (10 giugno), Quasi Trio (17 giugno) e Lovely Weather (24 giugno).
In via Mazzini e via Matteotti saranno invece allestiti i mercatini creativi e numerosi punti ristoro, dislocati in tutto il centro storico. Inoltre, durante le serate della rassegna in via Matteotti ci si potrà divertire con giochi di legno e di una volta, o partecipare al “Kangoo Power” (17 giugno) e alla lezione di Zumba del 24 giugno. In via Mazzini si troverà invece un punto sport a cura di Fulgur Basket e piazza del Carmine ospiterà un laboratorio di percussioni africane con Lamp Fall (Tidian Diop e Amadou Sow). Durante tutta la rassegna resterà allestito il set fotografico al Goldoni del Club Cine Foto Amatori Bagnacavallese, e la mostra di pittura “Diventare Oceano” allestita da BiArt al Sacrario dei Caduti. Il 17 e 24 giugno sarà inoltre aperta in via straordinaria, dalle 20 alle 23, la mostra “Risonanze empatiche” curata dal Museo Civico delle Cappuccine all’ex convento di San Francesco.

Torna al Mic la “Giornata del restauro”, per il recupero dell’arte nelle emergenze

A due anni dall’alluvione un convegno che riflette sulla conservazione della ceramica in caso di eventi catastrofici

Mic Restauro

“Ceramica nell’emergenza, dal pronto intervento al restauro”: questo il tema della quarta edizione della giornata di studio organizzata dal Mic di Faenza insieme all’IGIIC (Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation). L’appuntamento, che si rinnova una volta ogni due anni, nasce per approfondire le problematiche legate al restauro della ceramica e porta a Faenza un centinaio di restauratori, studenti e professionisti del settore. L’appuntamento di quest’anno è in programma per il 5 giugno, dalle 9 alle 17.

«In seguito alla terribile alluvione che ha colpito la Romagna due anni fa si è presentata l’urgenza di stabilire una prassi per prevenire disastri in caso di eventi catastrofici – spiegano dall’organizzazione -. In questo convegno saranno affrontati i seguenti temi: prevenzione e gestione dell’evento catastrofico, modalità di recupero e movimentazione del manufatto ceramico in contesti di emergenza, materiali in sofferenza: come intervenire dopo il primo soccorso, interventi specifici sulla fragilità del materiale danneggiato, organizzazione e sicurezza degli spazi per il ricovero dei beni, strategie di gestione per il ricollocamento del manufatto restaurato». Le pratiche illustrate riguardano tutti quegli eventi straordinari come guerre, incendi, alluvioni, terremoti.

Gli interventi, tenuti da restauratori e professionisti, sono organizzati in tre macro aree: “La ceramica nell’emergenza, eventi bellici e incendi, “La ceramica nell’emergenza, eventi sismici ”La ceramica nell’emergenza, eventi alluvionali e soluzioni correlate”.

«Questo appuntamento mette in dialogo i professionisti di settore su un tema di triste attualità – commenta Claudia Casali, direttrice del Mic – I beni culturali sono purtroppo sempre più in balia di eventi catastrofici, dalle alluvioni ai terremoti, per arrivare ai recenti eventi bellici. Questa giornata vuole essere un confronto per attivare buone prassi, consapevoli del fatto che non si è mai pronti alle emergenze».

Il cordoglio dei sindacati per il 38enne morto sul lavoro a Solarolo

Cisl, Cgil e Uil Ravenna: «Rabbia e sconforto per una strage che non deve rimanere in silenzio»

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A seguito del tragico incidente sul lavoro di ieri, 3 giugno, che ha visto un operaio 38enne perdere la vita nei campi di Solarolo, le delegazioni di Cisl, Cgil e Uil della provincia esprimono profondo cordoglio alla famiglia della vittima.

I sindacati tornano a parlare del tema della sicurezza e condannano fermamente ogni eventuale forma di negligenza e di mancanza di formazione e di rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. «La sicurezza dei lavoratori deve essere sempre una priorità assoluta e proprio per questo motivo crediamo diventi determinante l’avvio dell’attività dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali (RLST) nel comparto agricolo, per garantire una presenza costante sul territorio in grado di vigilare e stimolare l’adozione di tutte le misure preventive necessarie per evitare che tragedie simili si ripetano – dichiarano i segretari generali di Fai, Flai e Uila, Roberto Cangini, Laura Mazzesi e Alessandro Mazza -. Serve giustizia a questa strage silenziosa, non possiamo continuare a sentirli chiamare incidenti, perché di accidentale non hanno nulla, sono morti annunciate in un sistema ancora troppo offuscato sui controlli, la prevenzione, la formazione e il rispetto delle leggi. Rinnoviamo il nostro appello alle associazioni datoriali Cia, Coldiretti e Confagricoltura, alle aziende di tutto il settore agroalimentare, alle istituzioni e a tutti gli attori coinvolti, perchè la salute e sicurezza sul lavoro diventi priorità di tutti, non solo sulla carta ma con fatti concreti».

Le delegazioni provinciali chiedono quindi la convocazione urgente del Tavolo del Patto Territoriale per la salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro: «Lavoreremo insieme a tutte le altre categorie per proclamare una visibile azione di mobilitazione e denuncia, per richiamare ciascuno alle proprie responsabilità e affinché si individuino soluzioni e misure necessarie per garantire ambienti di lavoro sicuri e dignitosi per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori del settore agricolo e di tutti i settori lavorativi della provincia di Ravenna».

Lite finì a coltellate, 19enne indagato per tentato omicidio volontario

Identificato il presunto autore. Un colpo sfiorò il cuore di un 20enne, sottoposto a un delicato intervento chirurgico

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Finì con una violenta aggressione, con una coltellata che ha sfiorato il cuore di una delle due vittime (residenti in provincia di Ravenna), una lite scoppiata a fine aprile in un parcheggio di Imola.

Ora il presunto autore è stato identificato e dovrà rispondere di tentato omicidio volontario. Si tratta di un ragazzo imolese di 19 anni, denunciato alla Procura di Bologna dai Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Imola.

Lo scorso 19 aprile intorno alle 19, un 20enne e un 24enne (residenti in Bassa Romagna) si recarono al Pronto soccorso di Imola per farsi medicare una serie di ferite da taglio, verosimilmente provocate da un oggetto a punta che un altro giovane aveva usato nei loro confronti, durante una lite avvenuta nel parcheggio adiacente al chiosco di Parco Tozzoni.

Le indagini avviate dai carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, avevano rilevato la gravità dei fatti, ben oltre quella che inizialmente sembrava una lite tra automobilisti. Inoltre, dalle dichiarazioni del personale sanitario che aveva sottoposto il 20enne a un delicato intervento chirurgico, era emerso che lo stesso aveva rischiato la vita e tra i colpi ricevuti, uno era arrivato a pochi centimetri dal cuore.

Il 19enne è indagato non solo per tentato omicidio volontario, ma anche per lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi od oggetti atti a offendere. (fonte Ansa.it)

Il cellulare di un’insegnante finisce su sito di incontri, donna a processo

L’imputata nega e dice di avere ricevuto anche lei proposte oscene

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Il suo numero di cellulare era finito su un sito di incontri – Bakekaincontri.it – con tanto di messaggio corredato di proposta. Uguale a una pioggia di avance esplicite a tutte le ore del giorno e della notte, talvolta corredate da particolari anatomici maschili. Le avance si erano poi estese al telefono di casa e al cellulare dei figli.

Per quanto accaduto a cavallo tra 2020 e 2021 a una insegnate ultra-cinquantenne di Faenza, ora parte civile con l’avvocato Luca De Tollis, è finita sotto processo con l’accusa di sostituzione di persona e stalking verso una ultra-trentenne di Bertinoro, compagna dell’ex marito della prima.

La donna deve rispondere di sostituzione di persona anche nei confronti di un prete di una chiesa di Faenza con il cui nome era stata creata una mail dalla quale era partito un messaggio esplicito per la ricerca di compagnia maschile.

L’imputata, difesa dall’avvocato Rossella Ceccarini e a suo tempo perquisita dai Carabinieri – come riferito dal Resto del Carlino – ieri (3 giugno) in aula, davanti al giudice Antonella Guidomei, ha in sintesi negato di essere l’autrice di quel travaso di numeri sul sito di incontri e di essere anzi a sua volta stata bersagliata da proposte oscene di uomini. (fonte Ansa.it)

La festa del Pd a Lugo prosegue fino al 9 giugno

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È attualmente in corso il tradizionale evento organizzato dal Partito Democratico di Lugo, storicamente denominato “Largo Corelli in Festa”. Quest’anno l’iniziativa si svolge “in trasferta”, alla tensostruttura di via Madonna delle Stuoie n. 1.

La manifestazione prosegue fino al 9 giugno compreso: lo stand gastronomico è aperto tutte le sere a partire dalle 19, con possibilità anche di asporto (per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il 351 6638486).

Incidente sul lavoro in campagna, morto un operaio 38enne

L’uomo ero da solo nei campi, è stato trovato dai familiari che sono andati a cercarlo perché non rispondeva al telefono da ore

Tragico incidente sul lavoro nelle campagne tra Solarolo e Castel Bolognese nel pomeriggio di oggi, 3 giugno: un operaio di 38 anni di nazionalità albanese ha perso la vita.

Secondo le informazioni a disposizione, al momento dell’incidente l’uomo, al lavoro nei campi di un’azienda agricola in via Viazza, era da solo e stava manovrando un veicolo di grandi dimensioni: è stato trovato già privo di vita quando i familiari sono andati a cercarlo perché non rispondeva al telefono da ore. La chiamata ai soccorsi è arrivata a metà pomeriggio.

La dinamica esatta dell’incidente dovrà essere ricostruita da carabinieri e tecnici della Medicina del lavoro dell’Ausl, intervenuti insieme ai vigili del fuoco. Le prime informazioni lasciano ipotizzare che il 38enne sia stato schiacciato da un braccio meccanico, non è ancora stato accertato se per un guasto o un errore nelle manovre.

L’uomo viveva da tempo in Italia, abitava nei pressi di Castel Bolognese e da circa un anno era stato raggiunto in Italia dalla moglie e i due figli.

La pericolosa spirale dell’amore e dell’arte

Recensione a Gianfranco Tondini, Nella spirale di Fermat (Fernandel, 2025)

Il libro verrà presentato venerdì 6 giugno (ore 18) a Ravenna, alla Fondazione Sabe per l’arte (via Giovanni Pascoli 31). L’autore sarà in dialogo con Massimo Pulini

9788832207750 0 0 0 0 0D’emblée, il primo romanzo di Gianfranco Tondini, attore, drammaturgo e regista teatrale, è la storia di un fallimento amoroso – con possibile punto interrogativo finale lasciato all’immaginazione dei lettori. Ma questo è soltanto uno dei livelli di scrittura presenti nel testo. Un secondo, altrettanto importante e, per la sua estensione, certamente dominante, è quello che racconta che cosa sono, anche, il mondo e il mercato dell’arte.

Ma vi sono pure altri livelli, che vedremo tra poco. Naturalmente anche il titolo e l’esergo sono importanti. La spirale di Fermat fu descritta dal francese Pierre de Fermat (Beaumont-de-Lomagne, Tarn-et-Garonne, 1601 – Castres 1665), consigliere al parlamento e avvocato, ma appassionato di matematica, che si occupò inoltre, come Blaise Pascal, del calcolo delle probabilità in problemi di giochi d’azzardo (e si vedrà, a proposito dell’episodio dell’opera di Brancusi, come l’azzardo c’entri molto col nostro romanzo). La spirale di Fermat è una spirale doppia di tipo archimedeo, conosciuta anche come spirale parabolica, i cui due bracci si sviluppano in direzioni opposte, senza mai intersecarsi. Come accade ai due protagonisti, Wainer e Sara: prima lui insegue lei, poi lei, lui, senza mai incontrarsi. E la spirale avrebbe segnato il cammino di avvicinamento all’opera di Land art del grande artista Reinhard Bohrst, One Thousand Primordial Infixions, protagonista assoluta del romanzo, che si sarebbe dovuta realizzare in cima a una collina, comprata per procura, ma coi suoi soldi, ahimè, da Waimer: una spirale «che salendo concentricamente lungo i fianchi della collina avrebbe portato il pubblico fino alla sua sommità e poi, grazie alla curva centrale del suo disegno, lo avrebbe ricondotto in basso, lungo un’analoga e parallela spira discendente», in una sorta di «rito collettivo che evocava ricorrenze binarie di armonie universali». Bohrst, nome inventato dall’Autore, è, nella finzione del testo, uno dei più importanti artisti sulla scena internazionale, le cui opere, «Debordanti dal genere della Land Art […], competevano con la natura e si collocavano su vasta scala in interi quartieri, o in laghi e fiumi, in ampie zone del deserto, nelle highways di Detroit, in una acciaieria cinese o in un circuito automobilistico. Addirittura alcune erano provocatoriamente visibili solo dall’alto e una era stata concepita per i satelliti».

Gianfranco TondiniUn altro livello di lettura è il fatto che molti dei personaggi del romanzo sono liberamente ispirati a persone e amici conosciuti dall’Autore. Alcuni ne escono bene (come Fausto Fori alias Marcello Landi), altri un po’ meno; di altri posso supporre solo il camouflage: chi sono, ad esempio, Riccibitti e la Trilussa?

Anche alcuni luoghi – quarto livello – sono reali, legati alla città in cui l’Autore vive, Ravenna. Tra questi, in primis, la Galleria Ninapì, storico luogo d’incontro di artisti di tutto il mondo ospitati da quella straordinaria figura di proprietario che era Nando Randi; galleria messa in vendita dopo la sua scomparsa, acquistata, ristrutturata e riaperta nel 2021, come Fondazione SABE per l’Arte, da Norberto Bezzi e da Mirella Saluzzo. O Palazzo Testoni, che un ravennate non fa molta fatica a identificare con Palazzo Rasponi dalle Teste. Un altro luogo citato è l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, recentemente statalizzata, frequentata dalla giovane assistente di Wainer, Raniera (chissà se ispirata a un nome maschile?).

Un quinto livello di lettura sono i nomi di alcuni artisti e personaggi reali citati nel romanzo. Tra questi, John Surman, musicista jazz britannico, Reiner Ruthenbeck, artista tedesco, Adolph Dietrich Friedrich Reinhardt, noto come Ad Reinhardt, Barbara Giorgis, artista, Mathieu Wilhelm, presentatore televisivo di Museum TV, Véronique Lamquin, cheffe du pôle Idées del quotidiano «Le Soir», Louise Majorelle e André Sornet, entrambi designer francesi, i CaCO3, gruppo di artisti

mosaicisti operanti a Ravenna: Âniko Ferreira da Silva, Giuseppe Donnaloia e Pavlos Mavromatidis, Margherita Chiarva, fotografa; appare persino una storica rivista musicale come «Muzak», fondata a Roma nel 1973 con primo direttore Giaime Pintor. Un gioco, dunque, tra finzione e realtà.

Quello di Wainer dovrebbe essere uno dei mestieri più difficili – ma fors’anche più belli – del mondo, dal momento che riunisce, in concordia discors, «due aspetti solo all’apparenza difficilmente compatibili. Da una parte il commercio, guidato dal principio dell’azione e del possesso, e dall’altra il puro piacere della contemplazione, che si irraggia attraverso il passivo distacco materiale». Tondini ci spiega molto bene, dal punto di vista del funzionamento biologico del nostro organismo, che cos’è quest’ultima: «Durante la contemplazione estetica, alla quale i più arrivano attraverso un’educazione, il cervello si dispone nel cosiddetto stato di riposo, una modalità con un nome e una sigla, il Default Mode Network, DMN, durante il quale è tutt’altro che a riposo, poiché l’aumento del metabolismo permette una particolare sincronia fra diversi gruppi neuronali. Ben cinque regioni cerebrali, come quasi mai accade, si accendono e attivano fra loro intense connessioni, le più utili a sollecitare al massimo grado l’elaborazione introspettiva. Gli impulsi all’azione fisica si spengono e il cervello entra in una modalità di funzionamento chiamata ristoratrice, che grazie anche alla generosa erogazione di oppioidi endogeni, le endorfine, infonde all’atto della contemplazione un piacere appagante, unico, intenso e acquietante, il piacere estetico, appunto, un piccolo Nirvana concesso a pochi».

Così come anche la professione di Sara sarebbe invidiabile, essendo funzionaria presso l’ICOM (International Council of Museum) a Parigi, organismo dell’Unesco istituito per creare iniziative e relazioni diplomatiche fra i musei di tutto il mondo, con l’incarico di occuparsi delle complesse questioni riguardo alle restituzioni di opere rubate. Ma il lavoro, da solo, ci fa capire l’Autore, non basta se non c’è anche l’amore.

Prima di dire due cose sulla trama, senza svelare, come buona regola di una recensione, il finale, volevo ancora citare un bel passo del romanzo in cui si spiega, con bella sinteticità, che cos’è l’arte contemporanea (su cui esistono in particolare due famosi saggi, di Francesco Bonami e Angela Vettese, evidentemente rivolti a chi la considera ancora un oggetto sconosciuto): «L’arte contemporanea è esclusiva nel vero senso della parola, perché esclude dalla sua comprensione chi non conosce il mondo concettuale che la sovrasta. È un ambiente elitario con codici specifici e concatenati, a differenza dell’arte del passato che si basava su strutture conosciute da tutti come i testi sacri, i miti o la storia. Le correnti artistiche del Novecento da cui deriva hanno invece dei singoli codici interni molto particolari: il cubismo elabora sistemi plastici della forma, il surrealismo il mondo onirico, il costruttivismo l’ingegneria, l’informale si fonda sul gesto casuale, l’arte concettuale su se stessa, eccetera, eccetera, eccetera. Qualcuno ha paragonato tutte quelle chiavi di interpretazione a delle password. In questa Babele estetica c’è poi l’interferenza dei cosiddetti nuovi linguaggi, accreditati da una piccola comunità di art advisor, critici delle riviste di vertice, galleristi e curatori di eventi che, ancor più lontani dal senso comune e ciascuno per i propri scopi, regolano il mercato. L’impopolarità dell’arte contemporanea si presta perciò a equivoci e bluff».

Ed ecco, in cauda, una brevissima sinossi del romanzo. Apparentemente rovinato dall’improvvisa scomparsa di Bohrst, con tutto il peso di una collina, appena acquistata, sul groppone, Wainer, personaggio troppo fiducioso degli altri e, perciò, in balia degli eventi, si trova tra le mani la possibilità di acquistare, giocando al ribasso e facendo finta di non riconoscerne l’autenticità, un’opera originale di Brancusi, uno dei più importanti scultori del Novecento. Wainer finirà per scoprire che anche questo tentativo di recuperare i soldi della collina non è altro che una fatale illusione. Sara, dal canto suo, per tentare di risolvere una brutta faccenda scoppiata a seguito del furto di due Rembrandt – uno dei quali, A Young Man, Perhaps the Artist’s Son Titus, era in realtà una copia che il museo proprietario aveva sempre esposto come vera e, svelarlo, avrebbe infranto «la credibilità dei musei, il loro capitale più prezioso, il fondamento del sistema» – finisce con

l’essere scelta dai suoi capi per consegnare il denaro agli autori del furto. Tutto ciò, affiancato da una serie di altri eventi che vedono la comparsa di personaggi collaterali, più o meno legati al mondo dell’arte, come l’esilarante Johnny Potenza, sedicente artista, fautore della corrente dell’arte imitativa, consistente nel riprodurre esattamente le opere di altri artisti, una sorta di borgesiano Pierre Menard.

Wainer ha un disastroso incidente sulla sua collina, mentre Sara vive un altro tipo di disavventura, di natura espressamente femminile, quasi che entrambi dovessero attraversare il dolore per ottenere una liberazione catartica dai loro fallimenti. Wainer e Sara saranno destinati a un’eterna spirale di Fermat? A mai più incontrarsi? Chi leggerà, vedrà (forse…).

Un’ultima cosa: essendo chi scrive un “malato” di architettura, ho apprezzato molto il passo in cui si cita la sede dell’ICOM, istituzione, come detto, per cui Sara lavora, collocato nella sede parigina dell’Unesco, un «edificio celebre, brutalista, grande e incombente, scarsamente ingentilito dalla triplice facciata concava». Realizzato tra il 1955 e il 1958 su progetto di due star dell’architettura del Novecento, Marcel Breuer e Pier Luigi Nervi e del meno celebre Bernard Zehrfuss, l’edificio s’inserisce perfettamente in questo momento di riscoperta e celebrazione di un movimento architettonico, il Brutalismo, che solo gli esperti conoscevano, prima che un film, eccessivamente premiato a Los Angeles, lo rendesse noto al grande pubblico.

Che stupido, dimenticavo l’esergo di Nathan Shaham: «L’amore è egoismo esteso. | Le nostre azioni sono assurde. | I nostri fallimenti sono privi di senso». Con questo viatico, forse non vi è da sperare in un happy end.

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