martedì
16 Giugno 2026

Dalla lite al pestaggio sei contro uno per 500 euro: tre arrestati, tre ricercati

Caos in un gruppo di ambulanti che vive in un appartamento La vittima ha il naso rotto e una prognosi di venti giorni

La lite per futili motivi è degenerata in un pestaggio sei contro uno: i carabinieri di Lido di Savio nella giornata del 24 agosto hanno arrestato tre bengalesi (il 29enne Fakir Murad, il 27enne Howlader Mehedi e il 23enne Bepary Olil) per l’aggressione ai danni di un connazionale 36enne al termine della quale gli hanno sottratto 500 euro dal portafoglio. Altri tre uomini sono tuttora ricercati perché sfuggiti alla cattura. Si tratta di venditori ambulanti abusivi domiciliati in un appartamento in via Bertinoro. La vittima del pestaggio ha riportato la frattura del naso e lesioni guaribili in venti giorni.

«Profughi nella ex caserma e il sindaco non sapeva niente. Ranalli si dimetta»

Il consigliere regionale Liverani (Lega) attacca il primo cittadino
di Lugo dopo il caso dei venti ospiti in arrivo a Santa Maria Fabriago

«Ancora una volta, il sindaco di Lugo Davide Ranalli dice di non essere stato messo al corrente sulla vicenda dei profughi, ospitati nella ex caserma dei carabinieri di Santa Maria in Fabriago: a questo punto, deve delle spiegazioni ai suoi cittadini, o deve fare un passo indietro». Va giù duro, il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, che sottolinea le presunte mancanze della giunta lughese.

«Qualche tempo fa – dice il consigliere leghista – avevamo messo in allarme sulla soppressione del servizio di pronto soccorso nell’ospedale di Lugo, ed il sindaco, in quella circostanza, disse che non era al corrente di questa scelta dell’Ausl, nonostante il primo cittadino sia la massima autorità sanitaria di un territorio. Stavolta – continua il suo attacco Liverani – ammette di non essere stato messo al corrente delle scelte di inviare in città venti profughi provenienti dalle missioni Triton, giustificando le sue lacune con il fatto che la competenze è in questo caso del ministero degli Interni e della prefettura: crediamo che il sindaco ricorra troppo spesso a questo genere di scuse, nascondendo così le lacune di una giunta che è totalmente scollata dalle problematiche della città: la quale, oltre alla beffa di non avere più la caserma dei carabinieri, si troverà anche l’immobile occupato dalla presenza di questi stranieri, in una situazione che sembra al limite del paradossale. Forse, sarebbe il caso che il sindaco facesse un passo indietro».

«Profughi nella ex caserma e il sindaco non sapeva niente. Ranalli si dimetta»

Il consigliere regionale Liverani (Lega) attacca il primo cittadino di Lugo dopo il caso dei venti ospiti in arrivo a Santa Maria Fabriago

«Ancora una volta, il sindaco di Lugo Davide Ranalli dice di non essere stato messo al corrente sulla vicenda dei profughi, ospitati nella ex caserma dei carabinieri di Santa Maria in Fabriago: a questo punto, deve delle spiegazioni ai suoi cittadini, o deve fare un passo indietro». Va giù duro, il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, che sottolinea le presunte mancanze della giunta lughese.

«Qualche tempo fa – dice il consigliere leghista – avevamo messo in allarme sulla soppressione del servizio di pronto soccorso nell’ospedale di Lugo, ed il sindaco, in quella circostanza, disse che non era al corrente di questa scelta dell’Ausl, nonostante il primo cittadino sia la massima autorità sanitaria di un territorio. Stavolta – continua il suo attacco Liverani – ammette di non essere stato messo al corrente delle scelte di inviare in città venti profughi provenienti dalle missioni Triton, giustificando le sue lacune con il fatto che la competenze è in questo caso del ministero degli Interni e della prefettura: crediamo che il sindaco ricorra troppo spesso a questo genere di scuse, nascondendo così le lacune di una giunta che è totalmente scollata dalle problematiche della città: la quale, oltre alla beffa di non avere più la caserma dei carabinieri, si troverà anche l’immobile occupato dalla presenza di questi stranieri, in una situazione che sembra al limite del paradossale. Forse, sarebbe il caso che il sindaco facesse un passo indietro».

In provincia di Ravenna le imprese continuano a calare

A livello nazionale e regionale i tassi sono invece in ripresa
Qui in un anno registrate 472 aziende in meno al Registro

Al 30 giugno 2015 le aziende iscritte nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Ravenna sono 40.455, 472 in meno rispetto alla stessa data dell’anno passato (-1,2%).

Negli ultimi dodici mesi sono state registrate 2.153 nuove iscrizioni a fronte di 2.419 cancellazioni volontarie, il che ha determinato un saldo negativo di 266 unità. A questo si sono aggiunte 206 tra rettifiche (+10) e cancellazioni d’ufficio di imprese non più operative da anni (-216).

Il saldo negativo degli ultimi 12 mesi (-266) è quasi il doppio di quello dell’anno 2014 quando è risultato di -141. Per Ravenna quindi l’evoluzione recente descrive un nuovo peggioramento. Infatti il calo, al netto delle cancellazioni d’ufficio, si traduce in un tasso di variazione, su base annua, negativo (-0,65%), peggiore di quello registrato a marzo (-0,60%) e dicembre scorso (-0,34%). A livello nazionale e regionale i tassi annui di variazione tracciano invece una percorso di ripresa: in Italia la crescita degli ultimi 12 mesi è più marcata dei periodi precedenti (+0,64%), in Emilia-Romagna rimane negativa ma prosegue l’avvicinamento al segno più (-0,06%). «Al contrario – commentano dalla Camera di Commercio – a Ravenna l’andamento del tasso di variazione non rende ancora possibile intravedere una reale inversione nella tendenza che ha portato negli ultimi 3 anni ad un significativo ridimensionamento del tessuto imprenditoriale».

Rispetto al 30 giugno del 2014 gli unici settori che presentano un segno positivo sono quelli dei servizi all’impresa che crescono di 66 imprese (+2,3%), dei servizi alla persona, 22 ( +0,4%), e del turismo, 9 (+0,3%), e attività di ristorazione (+0,3%). Tra i settori maggiormente in sofferenza si segnalano l’agricoltura che si riduce di 205 imprese (-2,7%), le costruzioni, -135 (-2,2%), il commercio, -135, (-1,5%) e l’industria -93 (-2,6%). Le attività manifatturiere più colpite sono quelle della fabbricazione di prodotti in metallo, di materiali da costruzione e quelle meccaniche. Il settore più in salute è quello della gomma e plastica che cresce comunque di poche unità. Anche il settore dei trasporti e spedizioni continua a diminuire perdendo ulteriori 24 imprese (-1,6%).

Per quanto riguarda il territorio, tutte le aree della provincia sono state interessate da una riduzione del numero di imprese, minore – in termini relativi – nell’area del ravennate, -0,7% negli ultimi dodici mesi (pari a -153 imprese), maggiore in quella della Bassa Romagna, -1,9% (-197 imprese). In posizione intermedia l’area della Romagna Faentina nella quali il calo è risultato del -1,3% (-122 imprese).

Per quanto riguarda la natura giuridica, prosegue la flessione delle ditte individuali e delle società di persone parallelamente alla crescita delle forme aziendali più strutturate, quali società di capitali e cooperative. Rispetto al giugno 2014 diminuiscono di 477 le imprese individuali (-2,1%) e di 1687 le società di persone (-1,8%). All’opposto crescono di 157 le società di capitale (+2,1%) e di 5 le cooperative (+0,9%)

Nel comparto artigiano la flessione nel numero delle imprese registrate è risultata più pesante in termini relativi rispetto alla media generale. Al 30 giugno 2015 le imprese artigiane registrate sono 10.834 ovvero 238 in meno nel confronto con il giugno 2014 pari ad una diminuzione del 2,1%. A seguito di tale andamento il peso dell’artigianato in provincia si è portato al 26,8%, inferiore a quello osservato in regione 28,8% ma superiore al peso mostrato a livello nazionale 22,6%.

Tra le varie tipologie di impresa aumenta la consistenza sia delle imprese femminili, +63 imprese (+0,8%), che di quelle straniere +61 (+1,5%). Diminuiscono invece di 126 le imprese giovanili (-4,3%) anche se in questo caso si tratta prevalentemente di un effetto legato alla perdita dei requisiti (titolare o maggioranza dei soci under 35) e al mancato afflusso di giovani imprenditori più che a un incremento delle cessazioni.

Dal 28 agosto sfilano i big alla festa Pd Cinque ministri, Errani, Bersani e Cuperlo

Non ci sarà il premier ma dal suo esecutivo arrivano Poletti, Boschi,
Orlando, Martina e Delrio. Matteucci unico politico locale sul palco

Mancherà Renzi, ma di big del Pd e del governo ce ne saranno tanti alla Grande Festa provinciale del partito che prende l’avvio venerdì 28 agosto, con esponenti della maggioranza e di minoranza per una carrellata in questo complicato momento del partito.

Si comincia infatti sabato 29 agosto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, uomo vicinissimo al Premier, che sarà allo spazio dibattiti alle 21. Sempre dalle file del governo arriva anche l’ospite di domenica 30 agosto, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, autore del celeberrimo Jobs Act, al centro del dibattito politico nazionale da mesi, mentre lunedì 31 un terzo ministro sarà sul palco, quello delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Il 1 settembre il fedelissimo di Renzi Lorenzo Guerini, vicesegretario del partito.

Unico politico locale a salire sul palco sarà Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna, insieme al sindaco di Firenze che ha preso il posto di Renzi, Dario Nardella, e al sindaco di Cagliari Massimo Zedda per un incontro a tre dal titolo “L’Italia dei Comuni”.

Il 4 settembre tornerà Paolo di Castro, membro della commissione europea, mentre sabato 5 settembre c’è lo sfidante di Renzi alle ultime primarie, oggi tra i leader della minoranza interna al partito, Gianni Cuperlo, alle 21, mentre il 7 settembre sarà la volta dell’ex segretario, anche lui fortemente polemico con l’attuale premier e un tempo molto seguito e apprezzato da queste parti Pierluigi Bersani, alle 18.30. Alle 21 si confronteranno invece l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini con il sottosegretario Sandro Gozi su Bolkenstein e fondi europei.

Doppio appuntamento anche il 6 settembre per parlare di immigrazione con Cecil Kyenge alle 18.30 e sul lavoro alle 21 con Cesare Damiano, altra vecchia conoscenza dei ravennati. Nei giorni a seguire si parlerà poi di istruzione con Manuela Ghizzoni, di antifascismo e Arrigo Boldrini con il presidente nazionale Anpi Carlo Smuraglia, di legalità con Anna Rita Leonardi.

Ancora dalla minoranza del Pd arriverà poi il 10 settembre l’ex capogruppo Pd dimissionario Roberto Speranza, mentre alle 21 dell’11 settembre ci sarà Matteo Orfini, in questo momento direttamente alle prese con la questione di Mafia Capitale.

Tra gli eventi di maggior rilievo ci sarà inoltre il ritorno di Maria Elena Boschi, ministro impegnata direttamente nella tanto travagliata riforma del Senato. Appuntamento per il 12 alle 18.30.

L’ultima domenica di festa (13 settembre) alle 21 sul palco salirà l’ex presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani, big che ha da poco confermato la propria vicinanza politica a Bersani ma che è anche in predicato, secondo notizie di stampa, di entrare a breve al governo.

A chiudere la kermesse ci sarà infine il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

In programma inoltre alcuni appuntamenti alle 18.30 e alle 21 sotto il titolo Il festival nazionale della Pd della cultura, iniziativa progettata dal Pd appunto nazionale di cui ancora non è noto il programma nel dettaglio.

In due vivevano (con tanto di computer) nel casello ferroviario abbandonato

Denunciati anche per aver rubato l’elettricità da un contatore Enel

Vivevano nel vecchio casello ferroviario di Classe, dormendo in una stanza arredata con il letto al primo piano, mentre al piano terra avevano anche un computer portatile che alimentavano dopo aver manomesso il contatore dell’Enel.

Due cittadini rumeni di 33 e 38 anni senza fissa dimora sono stati però sorpresi nell’immobile, dopo alcuni esposti dei cittadini, dagli agenti della Giudiziaria della Polizia municipale di Ravenna, che li hanno denunciati per i reati in concorso di occupazione abusiva di immobile e furto di energia elettrica.

Sì Anelli, colpo da 100mila euro all’Esp Raid di sei uomini in quattro minuti

Volti coperti e ben organizzati: pneumatici in fiamme agli ingressi del parcheggio per bloccare l’arrivo delle forze dell’ordine

Tra danni agli arredamenti e preziosi rubati si arriva a un valore di 80-100mila euro: questa la prima stima ancora da definire nel dettaglio del colpo andato a segno verso le 3.40 del 24 agosto alla gioielleria Sì Anelli dentro il centro commerciale Esp di Ravenna. A fare i conti è il titolare Marcello Casadio: «Il negozio ha già riaperto in mattinata grazie al lavoro del personale che dalle 4 del mattino si è messo a ripulire vetri per rimettere in ordine gli spazi per il pubblico». Restano evidenti i segni del raid notturno in attesa della completa riparazione.

Le telecamere di videosorveglianza del punto vendita hanno filmato sei uomini in azione (non è escluso che altri siano rimasti all’esterno del centro commerciale): con i volti ben coperti sono entrati spaccando la porta a vetri dell’ingresso est, quello accanto alla libreria, e si sono diretti alla gioielleria dove hanno sollevato la serranda facendo leva con un piede di porco per poi spaccare i banconi di vetro a colpi di mazzate e alcune vetrinette a armadio portando via oro e orologi, tralasciando prodotti di minor valore, lasciando supporre che prima del blitz avessero compiuto sopralluoghi.

Non è questo l’unico dettaglio che mette in mostra lo spessore criminale della banda in azione, subito riconosciuto anche dagli inquirenti al lavoro (indagini affidate alla squadra mobile della polizia intervenuta sul posto per raccogliere elementi utili). Da alcuni anni all’Esp non è presente un servizio di vigilanza interno durante la notte: al momento dell’allarme intervengono le guardie giurate con l’ausilio di polizia o carabinieri. Sapendo che l’ingresso nel centro commerciale avrebbe fatto scattare gli allarmi, i malviventi si erano coperti le spalle posizionando alcuni pneumatici in fiamme sull’asfalto agli ingressi del parcheggio per bloccare l’accesso alle forze dell’ordine (è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio).

«Siamo all’Esp dal 1983 ed è la prima volta che subiamo un furto – spiega Casadio –. Purtroppo da qualche tempo le gioiellerie nei centri commerciali sono nel mirino di queste bande. Dalla questura mi dicono che si tratta di persone ben organizzate, come si intuisce dai movimenti e da certi dettagli. Non ho ancora un preventivo dei danni all’arredamento ma credo che si tratterà di almeno 30mila euro. Il resto è il valore dei gioielli e ci tengo a sottolineare che i prodotti rubati non erano coperti da assicurazione».

Ladri in azione nella notte all’Esp Svaligiata la gioielleria Sì Anelli

Spaccati i vetri e svuotato il bancone con i preziosi esposti Bottino da quantificare. Polizia al lavoro per ricostruire la vicenda

Ladri in azione nella notte al centro commerciale Esp alle porte di Ravenna: svaligiata la gioielleria Sì Anelli. Il bottino esatto è ancora da quantificare: in queste ore il personale del punto vendita sta lavorando per riaprire quanto prima mentre la polizia sta raccogliendo elementi per ricostruire la vicenda. Al momento non è ancora chiaro da dove siano entrati i ladri che hanno sfondato i vetri dei banconi del negozio per poi ripulire i gioielli esposti.

Auto travolge tre bici a Punta Marina: grave una bambina di 4 anni

Trasportata in elicottero al Bufalini dopo la caduta dal seggiolino

Terribile incidente nella serata di domenica a Punta Marina. In viale delle Americhe una donna a bordo di una Peugeot 208, per cause ancora in via di accertamento da parte della polizia municipale, intervenuta per i rilievi, ha travolto tre biciclette, ferendo, ma non in maniera grave, i tre che le conducevano: due donne e una bambina di 11 anni.

Ad avere la peggio è stata invece un’altra bambina, di soli 4 anni, che stava viaggiando in bici ma sul seggiolino della madre. All’arrivo dei soccorritori non era cosciente ed è stata trasportata in elicottero all’ospedale di Cesena con il codice di massima gravità.

Una lanterna con l’anima di legno: Ravenna sogna un nuovo palasport

Progetto stile Expo da 3 milioni di euro accanto al Pala De Andrè. Spazio trasparente e polifunzionale con tribune fino a 4.200 posti

Palametro Ravenna - NuovostudioSemplice nella forma, flessibile negli spazi, polivalente nelle destinazioni, scenografico nell’aspetto, contenuto nei costi. È la carta di identità di come potrebbe essere il nuovo palazzetto dello sport di Ravenna, svelato in anteprima da Ravenna&Dintorni.
Al momento si tratta solo di un suggestivo progetto preliminare nato da un’idea degli studi ravennati Spaziodue (architetti Giardini-Pezzi) e Nuovostudio – in sinergia con la società Metrò – per risolvere il bisogno di spazi indoor in una Ravenna che ha ottenuto il titolo di città europea dello sport 2016 ma ancora manca dell’ottimale via di mezzo per dimensioni e costi tra il Pala De Andrè e il Pala Costa.

Un polo per sport e fiere. La collocazione ipotizzata per il nuovo palazzo è una porzione dei dodici ettari che ospitano il Pala De Andrè. Tutta l’area connessa al Palazzo delle Arti e dello Sport (così è battezzata la struttura voluta dal Gruppo Ferruzzi, disegnata dall’architetto Carlo Maria Sadich, costruita dalla Iter di Lugo, inaugurata nel 1990) è di proprietà del Comune e affidata alla Metrò con una concessione di dodici anni (scadenza nel 2021). La collocazione non è casuale: la vicinanza all’edificio oggi esistente è vista come l’occasione per creare una sorta di mini polo per manifestazioni sportive ma anche per eventi espositivi e fieristici con spazi coperti e all’aperto. Nella visione dei progettisti, al Pala De Andrè resterebbe principalmente l’impostazione fieristica mentre al nuovo palazzetto quella sportiva con la prontezza a completarsi a vicenda a seconda della dimensione e delle esigenze dell’evento. Inoltre nelle adiacenze sono già presenti parcheggi e vie di accesso.

Palametro Ravenna (spaccato)- NuovostudioPadiglione da 4mila posti. Il progetto si configura come un grande padiglione con corpo di fabbrica regolare di dimensioni 90 per 50 metri di lato, altezza utile interna di 15 metri e una superficie di circa 4.500 metri quadrati. Lo spazio interno potrà accogliere oltre 4.200 posti sugli spalti, nel caso di evento sportivo e grazie ad un sistema di tribune retrattili, quindi impacchettabili, si potranno avere diverse configurazioni interne, ad esempio per concerti o per allenamenti sportivi contemporanei con almeno tre campi da gioco. Nel caso di evento fieristico o espositivo si potrà utilizzare tutta la superficie disponibile grazie alla riduzione completa delle tribune. Insomma spazi flessibili per usi diversi.

Una lanterna in stile Expo. Il nuovo palazzetto è concepito secondo le recenti tecniche costruttive viste per esempio all’Expo di Milano. Non si può parlare infatti di un edificio nel senso convenzionale del termine ma qualcosa di simile a un padiglione rendendo sufficiente un impegno economico di investimento dimezzato rispetto ad un fabbricato tradizionale. Comportandosi di fatto come un grande stand fieristico, potrebbe essere facilmente smontato per essere rimontato altrove. Struttura portante totalmente prefabbricata e montata a secco con pilastri e travi di legno lamellare, installata con fissaggi ad una semplice fondazione a platea; rivestimento esterno con pannelli in policarbonato ad alta densità che si montano a secco e offrono adeguata coibentazione termica e insieme garantiscono la permeabilità alla luce in quanto semi trasparenti. Di notte offrirà un effetto lanterna, una suggestiva scenografia che vedrà riflessa all’esterno l’illuminazione interna: con le moderne tecnologie a led, potrà offrire un caleidoscopio di colori; l’ideale per proiezioni esterne, con video commerciali ed eventi artistici. Sulla scia di altre strutture simili realizzate in altri contesti, è ragionevole una stima di tre milioni di euro.

Efficienza energetica. La critica che si trascina dietro da tempo il Pala De Andrè riguarda il peso dei costi per la gestione: data la particolare conformazione della cupola (33 metri di altezza), le operazioni di riscaldamento e raffreddamento richiedono cifre che in tempi di bilanci da far quadrare hanno portato la pallavolo cittadina un anno fa a emigrare a Forlì dove ha trovato spese minori. Per questo quindi il nuovo fabbricato sarà realizzato mantenendo grande attenzione ai costi da sostenere: utilizzerà impianti ad alto rendimento energetico, con produzione di energia mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici e climatizzazione sia estiva che invernale mediante l’uso di pompe di calore; il surplus di produzione elettrica andrà a compensare il fabbisogno puntuale degli eventi ospitati all’interno.
 
Palametro Ravenna (collocazione)- NuovostudioIl parere dell’assessore comunale Guido Guerrieri. «Se Ravenna deciderà di realizzare un nuovo palasport – dice l’architetto Guido Guerrieri, assessore comunale allo Sport – ho sempre pensato che la posizione ideale sia accanto al Pala De Andrè perché potrebbe contare sulle opere di urbanizzazione già presenti e perché andrebbe a creare una integrazione interessante con la struttura che esiste già per eventi di sport e fiere, aumentando le potenzialità in entrambi i campi. Ad esempio penso al trofeo di scherma Candotti che potrebbe diventare di livello europeo con maggiori spazi». L’assessore ha visionato il preliminare elaborato da Spaziodue-Nuovostudio ma non si sbilancia: «Sembra interessante ma le valutazioni andranno fatte sui dettagli più precisi». Sono tre i nodi da sciogliere da qui all’eventuale realizzazione: «Prima di tutto va capito, sulla base delle norme, quale strada si possa percorrere per un progetto che riguarda un’area pubblica. In secondo luogo i costi di realizzazione, come verranno ripartiti e quanto saranno. Infine i costi di funzionamento quando l’impianto sarà a pieno regime e chi avrà in carico la sua gestione». Proprio l’ultimo aspetto è quello che più interessa Guerrieri: «La questione del dispendio energetico oggi è un problema importante per il Pala De Andrè. Esistono nuove tecnologie per il massimo dell’efficienza ma andranno applicate nel migliore dei modi».
In ogni caso sarà un tema in agenda per la prossima giunta comunale: Ravenna andrà al voto fra meno di un anno, un tempo piuttosto breve per ipotizzare che possa bastare a mettere un punto fermo nell’iter di un progetto così ambizioso.

Una lanterna con l’anima di legno: Ravenna sogna un nuovo palasport

Progetto stile Expo da 3 milioni di euro accanto al Pala De Andrè. Spazio trasparente e polifunzionale con tribune fino a 4.200 posti

Palametro Ravenna - NuovostudioSemplice nella forma, flessibile negli spazi, polivalente nelle destinazioni, scenografico nell’aspetto, contenuto nei costi. È la carta di identità di come potrebbe essere il nuovo palazzetto dello sport di Ravenna, svelato in anteprima da Ravenna&Dintorni. Al momento si tratta solo di un suggestivo progetto preliminare nato da un’idea degli studi ravennati Spaziodue (architetti Giardini-Pezzi) e Nuovostudio – in sinergia con la società Metrò – per risolvere il bisogno di spazi indoor in una Ravenna che ha ottenuto il titolo di città europea dello sport 2016 ma ancora manca dell’ottimale via di mezzo per dimensioni e costi tra il Pala De Andrè e il Pala Costa.

Un polo per sport e fiere. La collocazione ipotizzata per il nuovo palazzo è una porzione dei dodici ettari che ospitano il Pala De Andrè. Tutta l’area connessa al Palazzo delle Arti e dello Sport (così è battezzata la struttura voluta dal Gruppo Ferruzzi, disegnata dall’architetto Carlo Maria Sadich, costruita dalla Iter di Lugo, inaugurata nel 1990) è di proprietà del Comune e affidata alla Metrò con una concessione di dodici anni (scadenza nel 2021). La collocazione non è casuale: la vicinanza all’edificio oggi esistente è vista come l’occasione per creare una sorta di mini polo per manifestazioni sportive ma anche per eventi espositivi e fieristici con spazi coperti e all’aperto. Nella visione dei progettisti, al Pala De Andrè resterebbe principalmente l’impostazione fieristica mentre al nuovo palazzetto quella sportiva con la prontezza a completarsi a vicenda a seconda della dimensione e delle esigenze dell’evento. Inoltre nelle adiacenze sono già presenti parcheggi e vie di accesso.

Palametro Ravenna (spaccato)- NuovostudioPadiglione da 4mila posti. Il progetto si configura come un grande padiglione con corpo di fabbrica regolare di dimensioni 90 per 50 metri di lato, altezza utile interna di 15 metri e una superficie di circa 4.500 metri quadrati. Lo spazio interno potrà accogliere oltre 4.200 posti sugli spalti, nel caso di evento sportivo e grazie ad un sistema di tribune retrattili, quindi impacchettabili, si potranno avere diverse configurazioni interne, ad esempio per concerti o per allenamenti sportivi contemporanei con almeno tre campi da gioco. Nel caso di evento fieristico o espositivo si potrà utilizzare tutta la superficie disponibile grazie alla riduzione completa delle tribune. Insomma spazi flessibili per usi diversi.

Una lanterna in stile Expo. Il nuovo palazzetto è concepito secondo le recenti tecniche costruttive viste per esempio all’Expo di Milano. Non si può parlare infatti di un edificio nel senso convenzionale del termine ma qualcosa di simile a un padiglione rendendo sufficiente un impegno economico di investimento dimezzato rispetto ad un fabbricato tradizionale. Comportandosi di fatto come un grande stand fieristico, potrebbe essere facilmente smontato per essere rimontato altrove. Struttura portante totalmente prefabbricata e montata a secco con pilastri e travi di legno lamellare, installata con fissaggi ad una semplice fondazione a platea; rivestimento esterno con pannelli in policarbonato ad alta densità che si montano a secco e offrono adeguata coibentazione termica e insieme garantiscono la permeabilità alla luce in quanto semi trasparenti. Di notte offrirà un effetto lanterna, una suggestiva scenografia che vedrà riflessa all’esterno l’illuminazione interna: con le moderne tecnologie a led, potrà offrire un caleidoscopio di colori; l’ideale per proiezioni esterne, con video commerciali ed eventi artistici. Sulla scia di altre strutture simili realizzate in altri contesti, è ragionevole una stima di tre milioni di euro.

Efficienza energetica. La critica che si trascina dietro da tempo il Pala De Andrè riguarda il peso dei costi per la gestione: data la particolare conformazione della cupola (33 metri di altezza), le operazioni di riscaldamento e raffreddamento richiedono cifre che in tempi di bilanci da far quadrare hanno portato la pallavolo cittadina un anno fa a emigrare a Forlì dove ha trovato spese minori. Per questo quindi il nuovo fabbricato sarà realizzato mantenendo grande attenzione ai costi da sostenere: utilizzerà impianti ad alto rendimento energetico, con produzione di energia mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici e climatizzazione sia estiva che invernale mediante l’uso di pompe di calore; il surplus di produzione elettrica andrà a compensare il fabbisogno puntuale degli eventi ospitati all’interno.   Palametro Ravenna (collocazione)- NuovostudioIl parere dell’assessore comunale Guido Guerrieri. «Se Ravenna deciderà di realizzare un nuovo palasport – dice l’architetto Guido Guerrieri, assessore comunale allo Sport – ho sempre pensato che la posizione ideale sia accanto al Pala De Andrè perché potrebbe contare sulle opere di urbanizzazione già presenti e perché andrebbe a creare una integrazione interessante con la struttura che esiste già per eventi di sport e fiere, aumentando le potenzialità in entrambi i campi. Ad esempio penso al trofeo di scherma Candotti che potrebbe diventare di livello europeo con maggiori spazi». L’assessore ha visionato il preliminare elaborato da Spaziodue-Nuovostudio ma non si sbilancia: «Sembra interessante ma le valutazioni andranno fatte sui dettagli più precisi». Sono tre i nodi da sciogliere da qui all’eventuale realizzazione: «Prima di tutto va capito, sulla base delle norme, quale strada si possa percorrere per un progetto che riguarda un’area pubblica. In secondo luogo i costi di realizzazione, come verranno ripartiti e quanto saranno. Infine i costi di funzionamento quando l’impianto sarà a pieno regime e chi avrà in carico la sua gestione». Proprio l’ultimo aspetto è quello che più interessa Guerrieri: «La questione del dispendio energetico oggi è un problema importante per il Pala De Andrè. Esistono nuove tecnologie per il massimo dell’efficienza ma andranno applicate nel migliore dei modi». In ogni caso sarà un tema in agenda per la prossima giunta comunale: Ravenna andrà al voto fra meno di un anno, un tempo piuttosto breve per ipotizzare che possa bastare a mettere un punto fermo nell’iter di un progetto così ambizioso.

Temporali in arrivo nella notte e giornata di lunedì 24 agosto

Nuova allerta meteo di 24 ore diffusa dalla Protezione civile

L’Agenzia regionale della protezione Civile ha diffuso una nuova allerta meteo, la numero 77, che interesserà tutto il territorio regionale dalla mezzanotte di domenica 23 agosto per tutta la giornata di lunedì 24. Sono previste ventiquattrore di maltempo con possibili temporali. L’allerta è di livello uno e come di consueto la situazione sarà monitorata dalla struttura della Protezione civile del Comune, pronta ad intervenire in caso di necessità.

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