venerdì
19 Giugno 2026

Beach tennis: il ravennate Marighella vince i mondiali Itf con Cappelletti

Battuta la coppia Cramarossa-Antonelli. Nel femminile gloria per la lughese Gasparri. Gli organizzatori stimano 25mila presenze

Davanti a oltre 2.500 spettatori che riempivano l’arena del bagno Delfino a Pinarella di Cervia, nel pomeriggio del 2 agosto la coppia composta dal 35enne ravennate Matteo Marighella e dal 23enne cesenate Michele Cappelletti ha conquistato la vittoria nella settima edizione dei mondiali di beach tennis targati Itf (la Federazione internazionale del tennis che riunisce oltre duecento associazioni nazionali e dal 1999 è presieduta dal faentino Francesco Ricci Bitti).

Marighella-Cappelleti, in una finale dalla composizione sorprendente, hanno superato il tarantino Cramarossa e il cesenate Antonelli in una partita che ha avuto storia solo nel primo set (7/6) con sette game risolti dal big point sul 40pari. Netta superiorità (6/0) nel secondo set.

Si è chiuso in semifinale il cammino dei vincitori delle ultime due edizioni Calbucci e Garavini. In luce diversi stranieri, fra cui i semifinalisti brasiliani Santos-Ferreira, mentre russi e sloveni si sono fermati ai quarti.

In campo femminile la gloria della sabbia cervese ha premiato la romana Flaminia Daina e la lughese Giulia Gasparri, avvicinatasi da poco più di un anno al beach tennis. Le due hanno battuto (6/4 6/1) la berlinese Biglmeier e la venezuelana Diaz. Solo semifinale per le due prime teste di serie del torneo, Bacchetta-Cimatti (detentrici) e D’Elia-Visani.

Il doppio misto è stato vinto dagli esperti brasiliani Joana Cortez (a lungo numero uno del tennis nel suo Paese) e Vinicius Font, che hanno battuto la quotata coppia italiana Cimatti-Faccini.

Questi i numeri della competizione, secondo gli organizzatori: 25mila presenze nei sette giorni di gara, 24 nazioni di quattro continenti, otto campi che hanno lavorato ininterrottamente per sette giorni, anche per ospitare i tornei giovanili (categorie Under12, 14, 16 e 18) e il torneo “consolation” che ha rimesso in gioco gli atleti sconfitti al primo turno, per un’ulteriore preziosa esperienza, soprattutto per i giocatori stranieri.

Sequestrato un centro massaggi che forniva prestazioni sessuali

Blitz dei militari nelle stanze dove hanno beccato in flagrante due clienti. Indagini per scoprire legami con altri centri simili nel territorio

Blitz centro massaggi RavennaI militari dell’Arma sono intervenuti rapidamente, di domenica mattina, con una irruzione in un centro massaggi di via Romolo Murri (nel quartiere di fronte al Cinemacity) per cogliere in flagrante un’attività illegale che aveva ben poco a che fare con cure fisioterapiche e benessere. Così i Carabinieri della Compagnia di Ravenna hanno posto sotto sequestro i locali nei quali con l’attività di copertura dei massaggi si offrivano prestazioni sessuali extra dietro pagamento di un compenso.

Il centro, di cui si sospettava questo tipo di commercio, è solitamente molto frequentato, con un notevole viavai di clienti, ma dietro al listino con il tariffario per i vari tipi di massaggi si nascondeva ben altro: il cliente sceglieva il tipo di trattamento e poi una volta entrato nella stanza con la donna si chiudeva nella più completa privacy. Durante il massaggio avveniva la proposta, un compenso extra da pagare per avere una prestazione sessuale.

 

Carabinieri centro massaggi RavennaCon un vero e proprio blitz i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile sono entrati nelle stanze e hanno trovato due clienti completamenti nudi, sottoposti alle attenzioni delle massaggiatrici. Uno dei due era proprio nel momento della “prestazione extra”… Nel centro sono state individuate due donne, ma non si esclude che il giro possa essere più vasto e che ci possano essere collegamenti con altri centri massaggi del ravennate e non solo, visti anche gli ultimi episodi a Lugo, Forlì e Faenza, dove è stato verificato che il modus operandi è sempre lo stesso.

I Carabinieri hanno compiuto ulteriori accertamenti, sia sulle modalità di pagamento, su chi incassava il denaro delle prestazioni extra, e sull’assetto societario. Le indagini dei militari stanno puntando proprio su questi elementi di rilievo poiché nel centro massaggi – che necessita di un responsabile tecnico con diploma specifico in trattamenti benessere – risultano implicati anche cittadini italiani. L’intervento in flagranza ha portato alla chiusura del centro, ma le attività di indagine che stanno proseguendo, potrebbero portare a sorprese e a collegamenti su un territorio ben più vasto di quello cittadino.

Agosto a tutto indierock sulla spiaggia dell’Hana-Bi

Lunedi 3 arriva Arto Lindsay, l’8 il festival Area 51

Arto LindasayProsegue per tutto agosto la programmazione live al bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna con solisti e band italiane e di caratura internazionale. Lunedì 3 agosto arriva uno dei musicisti più attesi dell’estate, Arto Lindsay, l’artista brasiliano divenuto icona della scena d’avanguardia newyorkese grazie alla sua storica band no-wave DNA. Nel corso degli anni ha poi dato il via a una carriera solista in bilico tra canzoni d’autore, tropicalismo, elettronica e sperimentazione, collaborando nel tempo con artisti come Ryuichi Sakamoto, John Zorn o Caetano Veloso.

Il programma prosegue martedì 4 con due rock band romagnole, i ravennati The Doormen e i cesenati Sunday Morning, mentre il 5 sarà la volta di un altro artista di culto come Jozef Van Wissem, compositore olandese di musica contemporaneo di stanza a Brooklyn. Il 6 agosto l’appuntamento è con M+A, il duo electro-pop forlivese amato anche in Inghilterra che all’Hana-Bi si esibirà in versione unplugged.

Sabato 8 agosto torna il festival “Area51”, l’evento dedicato alle esibizioni live di alcune tra le migliori realtà musicali che sono state ospitate nel corso delle varie edizioni all’interno della trasmissione di Radio Città del Capo, tra cui i Bachi da Pietra, in procinto di pubblicare il nuovo album. Lunedì 10 ci sarà l’unica data italiana degli americani Merchandise, all’insegna del noise rock, con in apertura anche i ravennati Clever Square, mentre la notte del 14, prima della festa di Ferragosto, sarà il turno dei bolognesi Joycut.

Unica data italiana anche per il cantautore americano William Fitzsimmons, il 17 agosto, a cui seguirà il giorno dopo il live del trio hard-rock americano Fuzz, uno dei tanti progetti del chiacchieratissimo Ty Segall. Infine, il 21 agosto da segnalare il concerto di Miles Cooper Seaton, anche bassista nella folk band psichedelica degli Akron/Family.

Alla cassa della pizzeria batteva centesimi invece di euro e si teneva la differenza

Arrestato dipendente: «Il titolare mi doveva dei soldi…»

Negli scontrini della pizza che batteva trasformava gli euro in centesimi, tenendo la differenza tra quanto incassato dal cliente e quanto riportato a registro, senza che il gestore scoprisse gli ammanchi.

Uno stratagemma costato l’arresto a un 28enne, incensurato, dipendente di una pizzeria da asporto di Ravenna.

Al giudice ha spiegato di avere agito solo perché il titolare gli doveva soldi. Ha patteggiato sei mesi di reclusione e 600 euro di multa, con pena sospesa, ed è tornato libero. (Ansa.it)

Caso Advs: la versione dei fatti del dimissionario consigliere Franco Bencivelli

Riceviamo e pubblichiamo le annotazioni dello storico dirigente dell’associazione dei donatori di sangue

simbolo AdvsRiceviamo e pubblichiamo questa replica di Franco Bencivelli, ex presidente e consigliere dell’associazione Advs-Fidas di Ravenna, alla lettera di precisazioni pubblicata sul nostro sito web dall’attuale presidente Monica  Dragoni (vedi articoli correlati).
Spett. redazione di Ravenna&Dintorni,
come già anticipato nel commento postato il 26 luglio scorso in calce alla lettera della Presidente Advs-Fidas di Ravenna comparsa sul sito web di Ravenna&Dintorni con il titolo “Non ci sono faide ma solo esigenze di rinnovamento nell’Advs”, la presente è per chiedere l’integrale pubblicazione del mio intervento alla Assemblea della Advs-Fidas del 7 giugno scorso e della mia successiva nota di dimissioni dal Consiglio direttivo della stessa Associazione.
La lettera della Presidente può essere interpretata come sostitutiva di quella replica nel merito che nell’Assemblea non c’è stata. Tuttavia, la scelta della “forma pubblica a mezzo stampa” con le numerose citazioni della mia persona in toni e modi che considero ingiuriosi, oltre che lesivi della verità dei fatti, mi inducono quanto meno a fornire in dettaglio gli elementi di conoscenza che permettano a ciascun lettore di formarsi un proprio giudizio autonomo e compiuto.

Di seguito il mio intervento all’assemblea del 7 giugno.

Franco Bencivelli«Come ho detto in CD, questa Relazione Morale è inadeguata, sia tecnicamente che politicamente.
Alla fine dell’anno scorso, i Soci erano effettivamente 8.052, ma i donatori attivi erano 5.166, in riduzione rispetto al 2013. E in riduzione erano anche tutti gli altri indicatori: l’ “indice di donazione” e soprattutto il numero donazioni (-3,5%).
Può sembrare poca cosa, se non fosse che il 2014 rappresenta la punta più alta di una flessione che ormai si registra ogni anno da diversi anni.
Ma qualificare questa flessione “lievissima”, come si dice nella Relazione Morale, e non spendere neppure una parola su come contrastarla è una grave mancanza di tipo politico.
Per di più, noi facciamo parte di un sistema “in rete regionale” e va detto all’Assemblea che il nostro contributo si è rivelato spesso inadeguato. È così ancora oggi.
Per causa di errori nella programmazione o per causa nostra? Di entrambe le cose, secondo me. Ma una opinione non vale nulla, se non diventa il frutto di uno studio serio. Una prospettiva che la Relazione non si pone neppure.
Quanto ai nuovi donatori, di 10 aspiranti giudicati idonei, alla fine ci sono rimasti 2 soli donatori “fidelizzati”. Un risultato misero. 
Certamente non intendo far carico di questa situazione al Consiglio direttivo attuale.
Ma è evidente che i mezzi impiegati finora (feste, tornei, grigliate di saraghine e così via) sono buoni, ma sono inadeguati. Occorre inventarsi nuovi metodi, che permettano l’incontro diretto con le “persone”, più che limitarsi a contare sulla “visibilità” della Associazione.
Dalla Relazione scaturisce l’immagine di una Associazione chiusa in sé stessa e senza prospettive. Prova ne sia anche il fatto che la nostra affiliazione alla Federazione che ci rappresenta in sedi più vaste (la Fidas) non viene nemmeno ricordata.
Inoltre, nel giro di un anno, abbiamo avuto due diversi Consigli direttivi, perché quello attuale non è certo quello primitivo. Ci sono state le dimissioni di un Presidente e di un Vice-Presidente, le dimissioni di due Consiglieri, il rifiuto dei primi due non eletti a subentrare in questo Consiglio, la ricomposizione ottenuta raschiando il fondo dei non eletti.
La Relazione liquida questa crisi in cinque righe, definendola “qualche momento difficile e di tensione”. Nessun cenno al “perché” di questa vera e propria crisi.
Allora ve lo dico io, che ne sono stato al centro. Io ho commesso il grave errore di cercare di arginare l’azione del Consigliere Flavio Vichi, volta alla progressiva occupazione di tutti gli spazi di influenza. Ma senza riuscirci.
Così, Flavio Vichi, già nominato Segretario organizzativo, ha acquisito il controllo della comunicazione via web estromettendo gli altri “amministratori”; ha ottenuto la nomina della sua fidanzata a Incaricato-stampa e Direttore responsabile del nostro giornale (fra l’altro con spese più che duplicate); ha ottenuto che l’attività di propaganda professionale venisse affidata a una Ditta individuale, cioè fatta di una sola persona di sua esclusiva conoscenza, che presumo gli sarà grata; infine ha ottenuto per sé anche la nomina a Responsabile della Comunicazione, cioè di “supercapo” di tutto questo.
Questa è la vera operazione di “re-styling”. Il resto è solo “conseguenza”.
Tutto regolare. Tutto con il consenso del CD, il più delle volte anche con il mio consenso, a volte per fiducia mal riposta, altre volte deglutendo amaro per amor di pace.
E ho anche commesso due “peccati capitali”.
Il primo. Rifiutandomi di firmare un bonifico, ho bloccato l’ultimo atto di una articolata operazione di vera e propria evasione fiscale per oltre 1.700 Euro di iva, messa in piedi proprio da Flavio Vichi, in concorso con un fornitore.
Noi viviamo unicamente di soldi pubblici. È impensabile che proprio noi andiamo a sommarci ai tanti evasori che ci sono nel nostro Paese.
Il Paese ci dà. Il Paese deve ricevere, quando è previsto che sia così.
Il secondo peccato capitale, che ha funzionato da detonatore di una crisi già in atto, è stato quello di aver cercato (senza riuscirci) di fare in modo che al Coordinatore dei Giovani, studente universitario fuori-sede, non venisse sistematicamente impedita la partecipazione alle sedute del Consiglio direttivo, come è previsto dal nostro Statuto. Volevo una turnazione delle giornate in cui riunire il CD, così che il Coordinatore potesse partecipare almeno una volta su tre.
Ma secondo il Vichi (e secondo il CD, che ha convenuto con lui), la sua partecipazione è “un diritto e non di un dovere”, sicché se non partecipa non fa niente. Nessuno gliene farà una colpa. Dimenticando, però, che questo dirigente rappresenta, a norma di Statuto, l’anello di congiunzione del gruppo-giovani con il CD.
Proprio in questi giorni, Flavio Vichi è giunto alla sua “soluzione finale”: con un atto formale tutto suo, si è assunto personalmente il controllo del “gruppo”, in barba alla autonomia organizzativa che le nostre norme riconoscono ai giovani e in barba anche al CD, neppure consultato.
Riguardo a questi giovani, ci sono stati altri segni di ben misera sensibilità politica. Oggi, mi limito a segnalare la totale assenza, nella Relazione Morale, di qualsiasi accenno alla politica giovanile che l’Associazione intende mettere in campo.
Per quanto mi riguarda, giudico di aver fatto la mia parte restando in Consiglio dopo le dimissioni da Presidente, con l’ obiettivo prioritario di esercitare una azione di “controllo”  che prevenga episodi di gestione amministrativa opaca. C’è chi pensa che mi sarei dovuto rendere disponibile a “tutto campo”. Dopo quel che è accaduto e con questi interlocutori, soprattutto con questo Segretario organizzativo, non lo credo possibile.
Lui possiede un’autostima illimitata che lo spinge sempre e comunque in prima fila. Questo lo rende incapace di dirigere chiunque non sappia adattarsi pregiudizialmente al suo modo di vedere le cose. A maggior ragione lo rende incapace di essere diretto da chicchessia, tanto da assumere iniziative autonome senza neppure accorgersi di uscire dal proprio ruolo. Insomma, lo si potrebbe definire un “solista”. Condizione inadatta a qualsiasi ambiente associativo; addirittura devastante in una associazione di volontariato.
Nella nostra, come in altre di cui Vichi ha fatto parte e non fa più parte, chissà perché.
Dico tutto questo con dispiacere, anche pensando che, in un contesto diverso, alcuni dei membri di questo CD avrebbero potuto essere di grande aiuto alla nostra Associazione.
Ma, a questo punto, credo indispensabile “voltare pagina”. Io, naturalmente, voterò “contro” questa Relazione Morale, come ho fatto in CD.
Credo che voi dovreste quanto meno esprimere un voto di “astensione”, per dimostrare insoddisfazione per un metodo di lavoro che, seguendo l’impostazione del Segretario organizzativo in carica, concentra ogni impegno in feste e in alcune attività di sostegno sociale che possono, al più, aumentare la nostra “visibilità”, senza affrontare il nostro problema centrale, che è quello di recuperare adeguatezza nella raccolta del sangue.
Se nulla dovesse cambiare, il CD avrà le mie dimissioni già in occasione della sua prossima riunione. Così, questo Consiglio resterà anche monco, perché non potrò essere sostituito.
Per quasi quarant’anni ho lavorato in questa Associazione o per questa Associazione e sono davvero dispiaciuto di dover concludere in questo modo.
Ora, la responsabilità di decidere per il futuro grava tutta su di voi».

Di seguito anche la mia lettera di dimissioni dal Consiglio Direttivo, consegnata a mano in calce alla seduta di Consiglio del 23 giugno scorso (prot.589).

«Visto l’O.d.G. della riunione del Consiglio direttivo odierno, che non comprende alcun tema riconducibile allo svolgimento dell’Assemblea della Associazione del 23.06.2015 e ritenendo perciò che l’esito di tale Assemblea non abbia neppure avviato un ripensamento né della politica, né della strategia di questo Consiglio direttivo, con la presente rassegno le mie dimissioni dal Consiglio stesso, come già annunciato. Le ragioni di tali dimissioni sono contenute e precisate nel testo del mio intervento alla Assemblea su citata, già trasmesso al Segretario generale, verbalizzante della Assemblea.
Preso atto della ulteriore riduzione del numero delle donazioni e dei donatori attivi registrata anche nell’anno 2014 e, in particolare, dell’altissimo numero delle perdite di nuovi donatori, tale che di 10 aspiranti solo 2 alla fine risultano “fidelizzati”, non rinuncio a ribadire che il limitare l’azione promozionale a iniziative volte quasi esclusivamente a valorizzare la “visibilità” e/o a radunare circoli ristretti a scopo ludico, senza intraprendere nuove strade capaci, da un lato, di realizzare contatti diretti con i cittadini e, da un altro lato, di contenere le fughe dei nuovi donatori attraverso lo studio delle loro causali seguendo il criterio del “conoscere per agire”, condurrà inevitabilmente alla accentuazione del progressivo declino già in atto. Tanto più, quando venisse confermata anche la “politica giovanile” fin qui seguita.
Spero tanto che queste mie previsioni, per quanto fondate, si rivelino errate».

Fin d’ora ringrazio e porgo distinti saluti.
Franco Bencivelli


Auspico che con questa replica del dottor Bencivelli si possa chiudere e in qualche modo rendere trasparente, nelle opinioni dei lettori, questa animosa discussione sull’avvicendamento nella direzione e negli orientamenti dell’associazione Advs-Fidas. Almeno sul nostro giornale. Naturalmente continueremo a seguire e rendere conto ai cittadini delle iniziative e delllo sviluppo delle attività di volontariato dell’associazione che ha un ruolo fondamentale, peraltro sostenuto da rilevanti finanziamenti pubblici, in campo sociale e sanitario.
Il direttore Fausto Piazza

Temporali in arrivo verso sera, allerta della protezione civile

Fenomeni temporaleschi potrebbero interessare il territorio ravennate fino alla mattina di domenica 2 agosto

temporale spiaggia ravennaL’Agenzia della protezione civile dell’Emilia Romagna ha diffuso un’allerta meteo (la numero 70 di livellouno) per la giornata di sabato 1 agosto. Fenomeni temporaleschi con piogge intense e fulmini, potrebbero interessare il territorio della provincia e il litorale ravennate. L’avvertezza è valida fino alla mattina di domenica 2 agosto. Come di consueto la situazione sarà monitorata dalla struttura della Protezione Civile del Comune, pronta ad intervenire in caso di necessità.

Più semplice e rispettoso del verde Ecco il nuovo regolamento edilizio

Varate nuove norme per favorire ristrutturazioni e sostenibilità ambientale. Intanto, sbloccati quasi 11 milioni di opere pubbliche.

Ravenna aereaAl termine di un iter amministrativo durato due anni e mezzo, il consiglio comunale di Ravenna il 21 luglio scorso ha adottato una delibera per la semplificazione del regolamento urbanistico edilizio (Rue) del 2008.

In parole povere il Rue è il documento che prevede come costruire sul territorio: lo strumento con cui i Comuni definiscono le trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali e edilizi del proprio territorio precisando destinazioni d’uso, tipi di intervento, assetto morfologico e principio insediativo, strumenti d’attuazione. Una sorta di dizionario tecnico di tutto. Alla variante hanno votato a favore Pd, Pri, Sel e Idv. Si sono astenuti Forza Italia, Lista per Ravenna, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Fds.

Con l’adozione da parte del consiglio comunale scattano i sessanta giorni durante i quali gli interessati possono inviare osservazioni. Successivamente la variante tornerà in consiglio comunale per l’approvazione, eventualmente modificata dalle osservazioni accolte. L’assessore all’Urbanistica Libero Asioli si augura di arrivare all’approvazione entro l’anno.

«Nell’attuale contesto di crisi – ha detto Asioli illustrando la variante ai consiglieri – riteniamo di avere creato le condizioni per una positiva accelerazione dell’economia del nostro territorio, da qui al prossimo anno. La rivisitazione del Rue che abbiamo compiuto, a partire da una delibera con gli indirizzi approvati dal consiglio comunale e coinvolgendo gli ordini, i collegi e le associazioni interessati, ha previsto l’adeguamento a norme sovraordinate che si sono nel frattempo succedute, una consistente semplificazione del testo normativo e la creazione di meccanismi che, senza alcuna concessione a qualsivoglia forma di deregulation, incentivino i privati alla realizzazione di interventi di ammodernamento e ristrutturazione edilizia, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al consumo di territorio, elevando la qualità del costruire, nella direzione di una crescita da tutti auspicata».

Intanto, sempre in campo urbanistico, nella seduta del 21 luglio il consiglio comunale di Ravenna ha approvato l’applicazione dell’avanzo di amministrazione vincolato per 74 interventi pubblici a favore di strade, scuole, difesa della costa, subsidenza,edilizia, mobilità e ambiente. Ammontare complessivo di 10,7 milioni di euro. «Si tratta – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Enrico Liverani – di progetti già finanziati negli anni scorsi sotto il profilo contabile a cui, per il rispetto dei vincoli posti dal Patto di stabilità non è stato possibile all’epoca far proseguire l’iter fino alla aggiudicazione finale. Il fatto di poter dar seguito a queste opere è il risultato di una buona gestione del bilancio comunale». La delibera è stata approvata con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza presenti in aula, il voto contrario di M5Stelle, Lega nord, Forza Italia e l’astensione di Lista per Ravenna.

Più semplice e rispettoso del verde Ecco il nuovo regolamento edilizio

Varate nuove norme per favorire ristrutturazioni e sostenibilità ambientale. Intanto, sbloccati quasi 11 milioni di opere pubbliche.

Ravenna aereaAl termine di un iter amministrativo durato due anni e mezzo, il consiglio comunale di Ravenna il 21 luglio scorso ha adottato una delibera per la semplificazione del regolamento urbanistico edilizio (Rue) del 2008.

In parole povere il Rue è il documento che prevede come costruire sul territorio: lo strumento con cui i Comuni definiscono le trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali e edilizi del proprio territorio precisando destinazioni d’uso, tipi di intervento, assetto morfologico e principio insediativo, strumenti d’attuazione. Una sorta di dizionario tecnico di tutto. Alla variante hanno votato a favore Pd, Pri, Sel e Idv. Si sono astenuti Forza Italia, Lista per Ravenna, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Fds.

Con l’adozione da parte del consiglio comunale scattano i sessanta giorni durante i quali gli interessati possono inviare osservazioni. Successivamente la variante tornerà in consiglio comunale per l’approvazione, eventualmente modificata dalle osservazioni accolte. L’assessore all’Urbanistica Libero Asioli si augura di arrivare all’approvazione entro l’anno.

«Nell’attuale contesto di crisi – ha detto Asioli illustrando la variante ai consiglieri – riteniamo di avere creato le condizioni per una positiva accelerazione dell’economia del nostro territorio, da qui al prossimo anno. La rivisitazione del Rue che abbiamo compiuto, a partire da una delibera con gli indirizzi approvati dal consiglio comunale e coinvolgendo gli ordini, i collegi e le associazioni interessati, ha previsto l’adeguamento a norme sovraordinate che si sono nel frattempo succedute, una consistente semplificazione del testo normativo e la creazione di meccanismi che, senza alcuna concessione a qualsivoglia forma di deregulation, incentivino i privati alla realizzazione di interventi di ammodernamento e ristrutturazione edilizia, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al consumo di territorio, elevando la qualità del costruire, nella direzione di una crescita da tutti auspicata».

Intanto, sempre in campo urbanistico, nella seduta del 21 luglio il consiglio comunale di Ravenna ha approvato l’applicazione dell’avanzo di amministrazione vincolato per 74 interventi pubblici a favore di strade, scuole, difesa della costa, subsidenza,edilizia, mobilità e ambiente. Ammontare complessivo di 10,7 milioni di euro. «Si tratta – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Enrico Liverani – di progetti già finanziati negli anni scorsi sotto il profilo contabile a cui, per il rispetto dei vincoli posti dal Patto di stabilità non è stato possibile all’epoca far proseguire l’iter fino alla aggiudicazione finale. Il fatto di poter dar seguito a queste opere è il risultato di una buona gestione del bilancio comunale». La delibera è stata approvata con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza presenti in aula, il voto contrario di M5Stelle, Lega nord, Forza Italia e l’astensione di Lista per Ravenna.

Per Pietro Vandini del Movimento 5 Stelle le elezioni comunali si possono vincere

Il capogruppo: «È il momento in cui chi vuole provare ad entrare nella storia di Ravenna, deve farsi avanti e metterci la faccia»

Grillini in comune a RavennaE mentre la sinistra cerca di unirsi, il Pd continua a cercare la quadra sul candidato sindaco, il centrodestra temporeggia e i grillini, quelli che a detta di molti potrebbero a oggi ambire a portare il Pd al ballottaggio, stanno cercando di capire come saranno scelti i loro candidati. Notizie in questo senso sembrano arrivare da Bologna dove la selezione non sarebbe affidata alla rete, come era accaduto per i consiglieri regionali e i parlamentari.

Ne parliamo con Pietro Vandini, capogruppo in consiglio comunale che ribadisce la sua intenzione a non ricandidarsi ma a dare una mano al Movimento, che pare peraltro ultimamente aver appianato alcuni dissidi interni. «A Bologna hanno presentato una proposta che praticamente è in linea con quanto si è fatto da sempre a livello comunale. L’unica differenza è che si prevede una votazione online nel caso ci siano più liste». Un’ipotesi questa che Vandini giudica assai remota, perché mettere in piedi una lista non è cosa semplice «e sono comunque convinto che poi, alle votazioni on line i cittadini saprebbero ben distinguere tra chi ha lavorato cinque anni e chi invece vuole approfittarne o anzi magari fare un favore al Pd».

«Quindi – prosegue il capogruppo – se le cose saranno così ci muoveremo come ci muovemmo nel 2011, quindi organizzando incontri, “graticole” per chi vuole candidarsi che viene a farsi bombardare di domande e gruppi di lavoro sui singoli temi». Vandini è convinto che questa possa essere la volta buona e rivolge un appello ai cittadini: «Indipendentemente dal metodo, che sia online o che sia come nel 2011, è il momento in cui chi vuole provare ad entrare nella storia di Ravenna, deve farsi avanti». E rivolge un invito anche a chi è stato un po’ nelle retrovia, pur appoggiando il movimento negli anni passati: «Adesso è il momento di metterci la faccia, perché lo ripeto, se si farà un preciso percorso, a Ravenna potremo vincere».

E per facilitare il dialogo con i cittadini Vandini annuncia a breve una serie di incontri in luoghi pubblici, tra cui alcuni bagni al mare, con anche i parlamentari.

Prove generali di programma per La Pigna  

In autunno al via la lista civica che si propone come «alternativa al Pd»

La PignaOrmai è deciso: a fine estate o al più tardi a ottobre, dall’associazione culturale La Pigna – ideata (assieme allo spin doctor Saturno Carnoli) e fondata in aprile dall’imprenditore e consigliere comunale di Forza Italia Maurizio Bucci – spunterà una lista civica, in lizza per le amministrative del 2016. Probabilmente l’associazione resterà a fianco del nuovo soggetto politico locale come laboratorio di idee e fautrice di progetti specifici. L’annuncio è trapelato durante la recente presentazione a firma de La Pigna di un “manifesto per la rinascita culturale di Ravenna”. Che sarebbe anche una proposta di rilancio turistico ed economico fondato su “4 idee senza tempo“, che riguardano il patrimonio ravennate da mettere a valore: l’acqua, la pineta, il mosaico, Dante e la poesia.

Vista l’ampiezza dei temi si tratta evidentemente di qualcosa di più di uno o due progetti concreti da mettere in campo (come ad esempio quello della riqualificazione della scuola elementare Pasini, che ha avuto un certo credito…), piuttosto di una piattaforma politica. Una strategia per la città che potrebbe sostanziare, con altri impegnativi indirizzi programmatici (dal lavoro alle imprese, dalle infrastrutture alla riforma della “macchina comunale“…), questa lista civica che secondo Bucci dovrebbe essere alternativa al sistema Pd, avere ambizioni di governo e, pur di vincere, tentare di allearsi e apparentarsi con altre formazioni politiche di centrodestra: da Forza Italia alla Lega, alla civica “Ravenna Insieme”.
L’obiettivo è aggregare il maggior numero possibile di elettori moderati ma anche i delusi del centrosinistra. Tuttavia Bucci non esclude un dialogo coi grillini, anche se sa che è quasi impossibile e che i 5 Stelle potrebbero, pur da soli, riuscire a costringere il Pd al ballottaggio.

Sicu­ramente con la nascita della lista elettorale legata alla Pigna, Bucci lascerà Forza Italia, dove peraltro non ha mai avuto importanti incarichi di partito e di cui non nasconde l’ormai ineluttabile crisi di consensi. Resta l’incognita del candidato Sindaco. All’esordio della Pigna si era palesata la figura dell’ingegnere navale Giovanni Ceccarelli – stimato professionista estraneo ai partiti che curiosamente ricorda quell’Ezio Fedele Brini il quale per la prima (e l’ultima) volta costrinse al ballottaggio l’allora candidato a sindaco della sinistra ravennate, Pier Paolo D’Attorre – ma a quanto pare Ceccarelli non ha ancora sciolto le riserve per accettare un tale incarico. Maurizio Bucci ha affermato comunque che la lista civica ha a disposizione una rosa di validi potenziali amministratori, ma il prescelto scenderà in campo solo dopo che sarà reso noto il candidato a sindaco del Partito Democratico.

Muore in uno scontro frontale sulla Romea. Si sospetta un pirata della strada

La vittima è Andrea Bezzi, un agricoltore di Lugo di 49 anni. Sulle cause sinistro indaga la Polizia Stradale

incidente Romea RavennaNel primo pomeriggio di giovedi 30 luglio, stava percorrendo la statale Romea verso nord con il suo furgoncino Doblò, quando è stato costretto a fare una lunga frenata, poi è sbandato sull’altra corsia, andandosi a schiantare frontalmente contro un camion cisterna. Uno scontro fatale, che è costato la vita ad un agricoltore lughese di 49 anni, Andrea Bezzi.

Sulla dinamica dell’incidente, e in particolare sulle cause di quella frenata che mandato fuori corsia il furgone, sta indagando la Polizia Stradale, anche perché secondo alcuni testimoni, Bezzi potrebbe essere stato ostacolato nella sua marcia da un’altra auto, pare una berlina nera con targa straniera, che avrebbe compiuto alcune manovre temerarie. Per ora si tratta solo di un’ipotesi, ma sembra che gli inquirenti siano alla ricerca di dati o altre testimonianze su questo pirata della strada che potrebbe avere avuto responsabilità nel provocare l’incidente.

Il Pd è ancora alla ricerca del candidato sindaco

Tra i favoriti l’assessore Enrico Liverani, c’è chi punta su Giacomo
Costantini, mentre Alberto Cassani incassa il successo in Darsena

Contendibili. Le cariche dentro il Pd sono «contendibili» lo dice lo Statuto stesso e in quanto contendibili, sono anche contese. E così in questa estate 2015 il partito ravennate sembra, dall’esterno ma anche a molti all’interno, in una sorta di empasse nella scelta del candidato sindaco.

Mentre si sta svolgendo il percorso di partecipazione Immagina Ravenna per l’elaborazione di alcune idee forti, è difficile immaginare una convergenza su un unico nome che possa far pensare alla soluzione unitaria che in tanti almeno a parole vorrebbero. E al momento la divisione o non è solo tra ex Margherita ed ex Ds, anche perché pare essere piuttosto condivisa l’idea (complice forse il risultato non esaltante di Malpezzi a Faenza) che comunque serva un uomo che provenga dalla sinistra del partito. La divisione è anche interna agli stessi ex Ds.

Liverani e CostantiniE così, in questi giorni  in cui sembra essere meno probabile la candidatura di Filippo Brandolini su cui non ci sarebbe la necessaria unitarietà dei vertici soprattutto e girano voci piuttosto insistenti sulla non disponibilità di due nomi di personalità come Massimo Mazzavillani (di Cna) e Giovanni Monti (Legacoop), restano in circolazione soprattutto tre nomi.

Uno è quello del trentatreenne Giacomo Costantini, uscito un po’ a sorpresa e che potrebbe sparigliare le carte anche perché potrebbe essere sostenuto anche (ma non solo) da una parte del gruppo (ma non tutto) che appoggiò Manfredi al congresso provinciale del 2013, gruppo di cui Costantini peraltro non faceva parte. Apprezzato per le capacità comunicative, il lavoro svolto in Confesercenti, lo sguardo rivolto all’innovazione nella sua professione, la sua candidatura non è priva di argomenti a favore. Quelli contrari sono invece soprattutto relativi all’età e all’inesperienza (non ha esperienza amministrativa alle spalle); c’è chi resta convinto che Ravenna avrebbe bisogno di una personalità più strutturata e che conosca meglio gli stratificati intrecci di potere da gestire in città.   

Questa persona per alcuni potrebbe essere Enrico Liverani, che ha sei anni in più di Costantini ed è assessore e quindi vanta un’esperienza amministrativa, per quanto breve essendo subentrato a Corsini solo a gennaio scorso (ma va detto, le sue sono deleghe importanti e si è già dovuto occupare di un numero impressionante di questioni e beghe). Ex Ds, Liverani incarnerebbe dunque la novità generazionale e la garanzia di un governo di sinistra.

CassaniCiò che non convince chi non lo ritiene il candidato ideale è in parte il curriculum (aver lavorato per la funzione pubblica della Cgil non è da tutti considerato un vantaggio per capire le esigenze del mondo dell’imprenditoria), in parte un presunto legame diretto molto forte con i vertici del partito che potrebbe dunque non garantire sufficiente discontinuità.

Resta inoltre sul campo l’ipotesi della candidatura di un uomo che è stato progatonista della vita cittadina ravennate negli ultimi vent’anni: Alberto Cassani. Assessore comunale per tre mandati (con Vidmer Mercatali e la prima giunta Matteucci) con deleghe alla Cultura e al Bilancio, poi coordinatore di Ravenna 2019, oggi responsabile di Ravenna 2015 dopo la sconfitta nella corsa a capitale delle cultura europea, Cassani ha appena incassato l’indiscusso successo del Darsena Open Show, sabato 18 luglio. Un nome ingombrante, quindi,  il suo che però paga lo scotto di non poter essere speso  come “nuovo”, categoria che potrebbe essere invece considerata dirimente per la campagna elettorale. 

L’area degli ex popolari che ha tra i suoi uomini più di spicco in città il capogruppo in comune Matteo Cavicchioli sembra sia alla ricerca di una soluzione unitaria che potrebbe dunque prevedere anche un sindaco ex Ds, purché circondato da una squadra già delineata che possa dare il giusto peso alle varie anime e sensibilità del partito.

GrazianiMa certo, se si dovesse andare invece a primarie, quest’area politica potrebbe sfoderare un nome come quello di Giorgio Graziani della Cisl (ammessa e non concessa la sua disponibilità a farle) e c’è anche chi fa il tifo per Livia Molducci, attuale presidente del Consiglio.

Proveniente da quell’area, tra i pochi a schierarsi con Renzi pur senza troppi clamori fin dall’inizio, c’è inoltre l’ex assessore Matteo Casadio che potrebbe partecipare a eventuali primarie e che da tempo traccia le linee anche programmatiche di quella che immagina come la Ravenna del futuro (si veda il suo libro 2019 La capitale del talento, pubblicato nel 2013). Peraltro tra i nomi circolati è quello che meglio conosce la realtà portuale, essendo presidente Sapir.

Ma le primarie ci saranno? E come saranno? Nessuno sa rispondere al momento. Perché il metodo decisionale potrebbe seguire percorsi diversi e passare da una proposta della dirigenza sottoposta magari a consultazioni dentro al partito (la strada che fu percorsa, per la verità non senza malumori, per la scelta dei candidati alle Regionali, per esempio) e poi al voto degli organi comunali del partito, oppure appunto dalle primarie mai escluse dal segretario provinciale Michele De Pascale che ha ribadito di recente: «Il candidato sindaco verrà scelto dalla coalizione di centrosinistra con la più ampia partecipazione dei cittadini ravennati».

Nel caso le primarie fossero di coalizione (tutta ancora da costruire, altro elemento del puzzle che non semplifica il quadro) il regolamento di fatto limiterebbe a un paio i candidati Pd possibili in corsa, mentre se si trattasse di primarie di partito il numero di contendenti potrebbe crescere e di molto. A meno che non spunti un nome ancora non emerso, il che non è da escludere perché è sicuramente vero che il Pd può contare su molti uomini (sorvoliamo sul tema delle quote rosa e delle donne) dal profilo interessante (non lo sarebbe per esempio quello dell’avvocato Gianluca Dradi, ex amministratore oggi preside del Liceo Scientifico?) non ancora entrati nella girandola dei nomi, per quanto sia difficile intravedere quello in grado davvero di accontentare tutti.

de PascalePer questo c’è chi prefigura la cosiddetta “soluzione politica” ovvero la candidatura del segretario provinciale, ipotesi che lui stesso ha escluso mesi fa in più di un’intervista e che pare di difficile percorribilità per varie ragioni, non ultima il fatto che De Pascale è cervese. Un uomo di peso nel partito resta ovviamente il suo sfidante nel 2013, l’avvocato Danilo Manfredi, ma che potrebbe essere fuori dai giochi anche perché, proprio in virtù di quella battaglia congressuale, difficilmente percepito come unitario nonostante la ricomposizione che ne è seguita.

Insomma, il rebus ancora non ha trovato una soluzione, anche perché qui il partito ha ancora una struttura forte, l’ondata rottamatrice renziana non ha mai fatto particolare breccia e nessuno dei protagonisti in campo sembra voler aprire un conflitto correndo il rischio di nuocere al Pd (e a se stessi) in questa fase. Resta l’ipotesi outsider, con il nome dell’ex questore e prefetto Fulvio della Rocca, ma si tratta di un’ipotesi che, pur se accarezzata da qualcuno, rischierebbe davvero a quel punto di compattare molte anime del partito che sono concordi almeno su una cosa: il candidato deve essere del Partito democratico.

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