sabato
04 Aprile 2026

Contributi regionali alle aziende di videogiochi per partecipare alla fiera di Tokyo

L’Emilia-Romagna contribuirà con un sostegno a fondo perduto per l’appuntamento più rilevante del settore videoludico in Asia in programma a settembre

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Le imprese emiliano-romagnole del settore dei videogiochi che vorranno partecipare al Tokyo Game Show 2025, nello spazio riservato alle aziende italiane, saranno supportate dalla Regione. È stato approvato un bando ad hoc per favorire, con contributi a fondo perduto, la partecipazione all’evento che si terrà nella capitale nipponica, dal 25 al 28 settembre 2025.

La manifestazione giapponese rappresenta il più importante appuntamento di settore in Asia, un’occasione per le aziende italiane di incontrare finanziatori, editori di videogiochi, rappresentanti di piattaforme e potenziali partner produttivi. Giunto alla sua 28esima edizione, il ‘Tokyo Game Show’ ha fatto registrare un trend in costante crescita. Nel 2024, ha attirato più di 270mila spettatori in presenza (contro i quasi 250mila visitatori del 2023) e decine di milioni di giocatori collegati online per seguire le numerose dimostrazioni organizzate.

Il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla commenta: «Un’ occasione unica per le imprese regionali del settore, anche perché la manifestazione si svolge durante Expo Osaka 2025 (tra il 21 e 27 settembre si terrà la settimana dell’Emilia-Romagna nel padiglione italiano ndr), quando gli occhi del mondo saranno puntati proprio sul Giappone. Inoltre, la partecipazione delle imprese regionali  in quel contesto potrà offrire l’occasione di sinergie con azioni istituzionali e promozionali che la Regione Emilia-Romagna svolgerà nel medesimo periodo».

Il bando della Regione Emilia-Romagna (consultabile al seguente link partecipazione-alla-collettiva-a-tokyo-game-show-settembre-2025)  punta a favorire la partecipazione delle imprese del territorio regionale alla collettiva Ice, agevolandole con un contributo a copertura totale dei costi di adesione (fino a 1.300 euro a postazione) e dei costi di personalizzazione dello stand, ai quali si aggiungerà un contributo forfettario (pari al 5%) a copertura parziale delle spese generali sostenute dall’impresa.

Alla libreria Scattisparsi si parla di cucina con Angela Schiavina e Franco Chiarini

Appuntamento per sabato 3 maggio alle 18 con l’evento dal titolo “Tradizione e innovazione a tavola”

 

La rassegna di incontri “I sabati a Scattisparsi”, curata da Ivano Mazzani, arriva al quinto appuntamento: il 3 maggio alle 18 nella libreria Scattisparsi di via Sant’Agata a Ravenna si terrà l’evento dal titolo “Tradizione e innovazione a tavola”, saranno ospiti Angela Schiavina, presidente Associazione Insegnanti Cucina Italiana, e Franco Chiarini, fondatore di ChefToChef Emilia Romagna Cuochi.

«Il cibo tradizionale è un viaggio nei sapori del passato, un legame profondo con la storia e le radici culturali di ogni regione – scrive la Libreria Scattisparsi nel comunicato stampa -. Piatti che raccontano storie familiari, metodi di preparazione tramandati di generazione in generazione, ingredienti locali e stagionali. La sua forza sta nella semplicità, nella capacità di evocare ricordi e di mantenere vivo un patrimonio gastronomico. Dall’altro lato, il cibo innovativo è l’espressione della creatività e della sperimentazione. Abbraccia nuove tecniche culinarie, fusioni di culture e ingredienti insoliti, offrendo esperienze gustative sorprendenti e fuori dagli schemi. L’innovazione in cucina non significa rinunciare alla qualità, ma piuttosto ridefinire i confini del possibile, trasformando il piatto in un’opera d’arte. La sfida e la bellezza della gastronomia contemporanea risiedono proprio nel riuscire a mescolare questi due mondi: il rispetto per la tradizione e la curiosità verso l’innovazione, creando così esperienze culinarie uniche che celebrano tanto il passato quanto il futuro».
Angela Schiavina è una maestra di cucina e arredatrice originaria di Ravenna, nota per la sua capacità di unire la tradizione gastronomica romagnola con una cucina moderna e creativa. Dopo aver affinato le sue competenze in importanti scuole di cucina in giro per l’Italia, ha iniziato a portare avanti la sua passione con un forte impegno verso la valorizzazione dei prodotti locali e della cucina di territorio, attraverso la sua attività di catering attiva dal 1986 al 2020. La sua cucina è un’esplorazione delle radici gastronomiche italiane, ma con un tocco personale che spinge sempre alla sperimentazione, facendo dialogare ingredienti antichi con tecniche innovative. Angela Schiavina è oggi presidente dell’Associazione Insegnanti di Cucina Italiana e socia di Slow Food.

Franco Chiarini ha seguito dagli anni ’90 la strada gastronomica dei ‘cuochi d’autore’ fondata da Ferran Adrià e sviluppata da Massimo Bottura che prevede il passaggio dal ‘come’ al ‘perché’, superando i riferimenti acritici alle ricette tradizionali per innovare e creare in continuo sulla base della storia dei loro luoghi ma anche della propria cultura e delle tecnologie e tecniche moderne.
Per questo fonda nel 2008 ‘CheftoChef Emilia Romagna Cuochi’ con i migliori cuochi della Regione e con i loro referenti produttivi. Contemporaneamente crea ‘Menù Associati’ (l’Associazione internazionale di collezionisti di menù storici) attivando la memoria della gastronomia degli ultimi due secoli tramite mostre e pubblicazioni. E’ uscita pochi mesi fa ‘La Romagna dei ristoranti: storie di menù’ che ripercorre appunto gli itinerari della gastronomia romagnola tramite i menù dei ristoranti e trattorie dall’800 ai giorni nostri.

Altroconsumo: tra i parchi più grandi Mirabilandia ha l’aumento maggiore dei prezzi

Un indagine dell’organizzazione di consumatori tra le principali strutture italiane, la maggior parte ha mantenuto invariato il prezzo

Mirabilandia Desmo Race 04L’ingresso a Mirabilandia, il parco divertimenti dal 1992 a Savio di Ravenna, nel 2025 costa fino al 12 percento in più dell’anno scorso. È l’aumento più significativo tra le tariffe dei principali parchi italiani. Sono dati che emergono da un’indagine di Altroconsumo, organizzazione di consumatori.

Nel 2025 i biglietti a data fissa per Mirabilandia partono da 27,90 euro (infrasettimanale) fino a 32,90 euro (weekend e festivi) se acquistati online, mentre alle casse si paga 47,90 euro. Rispetto al 2024, si rileva un aumento di circa 3 euro per i biglietti più economici.

Le ricerche di Altroconsumo mostrano che, invece, la maggioranza dei parchi ha mantenuto i prezzi invariati rispetto al 2024, con il caso di Italia in Miniatura a Rimini che ha addirittura abbassato il prezzo del biglietto online intero portandolo dai 22 euro del 2024 agli attuali 20 euro.

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In Italia si contano oltre 250 strutture tra parchi tematici, acquatici, faunistici e avventura. Si va dalle grandi realtà con milioni di visitatori all’anno, fino alle piccole imprese a conduzione familiare. Il giro d’affari complessivo, secondo l’Associazione dei parchi permanenti italiani, supera i due miliardi di euro, con l’obiettivo di raggiungere i 2,5 miliardi nel 2027.

I numeri di Mirabilandia mostrano una tendenza che vale per tutti i principali parchi italiani: i biglietti acquistati online convengono quasi sempre rispetto a quelli comprati alle casse, spesso con risparmi superiori al 30 percento. Svariati parchi offrono il secondo giorno di ingresso a prezzo ridotto o incluso nel prezzo: un’opzione utile per chi vuole visitare il parco con calma e in alcuni casi un modo per godersi un maggior numero di attrazioni nonostante le lunghe code.

Il 90% delle strutture italiane resta in mano a piccole e medie imprese, mentre le realtà più redditizie sono spesso controllate da colossi stranieri o da fondi. Alcuni, come Gardaland (3 milioni di visitatori annui), fanno capo a gruppi internazionali come Merlin Entertainments; altri, come Zoom Torino (600mila ingressi nel 2023), sono stati recentemente acquisiti da fondi come Magnetar Capital. Non mancano però le eccezioni tutte italiane, come Leolandia, che con i suoi 29,7 milioni di fatturato nel 2023 ha adottato una politica dichiarata di reinvestimento totale degli utili (non distribuisce dividendi da un decennio).

Cambiamento climatico: dibattito con Avs, il meteorologo Mercalli in collegamento

Appuntamento il 5 maggio nella sala Ragazzini con i candidati Croci e Lazzari

Luca MercalliLa lista Alleanza Verdi Sinistra (Avs), parte della coalizione di centrosinistra per la candidatura a sindaco di Alessandro Barattoni a Ravenna, organizza un incontro serale aperto al pubblico per parlare delle emergenze dovute ai cambiamenti climatici. Il 5 maggio nella sala Ragazzini in largo Firenze dalle 20.30 i candidati Valentina Croci e Antonio Lazzari dialogheranno con Luca Mercalli, noto metereologo e divulgatore scientifico che sarà in collegamento video.

«Parlare di emergenze climatiche non è eco-terrorismo come continuano a definirlo alcune forze politiche, ma pragmatismo e coraggio di dire la verità ai cittadini. Forze politiche che negano l’evidenza della scienza ma hanno  infarcito i loro programmi di parole come “sostenibilità “ e “ambiente”, forze che a livello locale e nazionale non esitano a portare avanti soluzioni fuori dal tempo e pericolose per il futuro del nostro pianeta e della nostra economia. Come Avs crediamo che solo con la forza della verità si possiamo affrontare i problemi e con il coraggio di guardare in faccia alla realtà possiamo agire per costruire un futuro stabile e tranquillo per i nostri figli. Mistificare la realtà negando i gravi problemi che abbiamo davanti è forse consolatorio ma ci porta ad agire in direzione contraria a tutti i dati e i suggerimenti che gli scienziati  mondiali, in maniera unanime, oramai dicono da più di tre decenni».

Ravenna in Comune: «Hera fa utili sui cittadini, ma si può cambiare modello»

La lista nella coalizione di sinistra, con la candidata sindaca Iannucci, sottolinea il basso rischio di impresa della multiutility: «Ma chi è soddisfatto della rete idrica, delle tariffe gas e della raccolta rifiuti?»

Cantiere Piazza Mazzini
Cantiere piazza Mazzini

La lista di sinistra Ravenna in Comune (Ric), nella coalizione che sostiene la candidatura di Marisa Iannucci a sindaca, propone un futuro senza Hera. «Si può fare, basta volerlo. Almeno ci si può provare. Come hanno già fatto a Forlì creando una società interamente pubblica. Come stanno provando a Ferrara, dove raccolgono le firme per ripubblicizzare il servizio rifiuti».

La riflessione di Ric arriva all’indomani della pubblicazione del bilancio 2024 della multiutility: utile netto di pertinenza degli azionisti da 494,5 milioni (+31,8%) e dividendo di 15 centesimi per azione in aumento del 7,1% rispetto all’ultimo pagato. Per il Comune di Ravenna vuol dire più di 10 milioni di euro.

«Ma da dove sono stati presi quei soldi? Dai cittadini: acqua, rifiuti, gas, tutti servizi pubblici. Qualcuno si ricorda ancora dei referendum del 2011 che dovevano far piazza pulita di Hera e degli strappasoldi dello stesso tipo? Perso? No. Vinto, vinto alla grande. Ma inattuato. Per colpa di soggetti politici come il PD che Hera l’hanno voluta e creata apposta per fare quel che fa. Il rischio imprenditoriale è talmente inesistente che Hera è in grado di prevedere al centesimo la remunerazione degli azionisti. Il Piano industriale 2024-2028 prevede una crescita del dividendo fino a 17 centesimi per azione al 2028, con un utile netto per azione in crescita del 6 percento medio annuo. Ma chi è contento della rete colabrodo dell’acqua? Chi è soddisfatto di come vengono gestiti i rifiuti? Chi festeggia per gli aumenti delle bollette del gas?».

Ravenna in Comune pretende dei servizi pubblici di qualità forniti da soggetti pubblici che impiegano dipendenti pubblici: «Vogliamo che venga il giorno in cui smetteremo di essere considerati pecore da tosare con l’amministrazione piddina che ci tiene fermi mentre Hera taglia e raccoglie il vello d’oro. La cittadinanza deve sapere che non occorre la magia per liberarci da tutto questo. Basta il voto del 25 e 26 maggio prossimi».

L’Emilia-Romagna vuole fare una legge per disciplinare gli affitti brevi turistici

L’esplosione delle locazioni è uno dei fattori che ha contribuito all’emergenza abitativa in diverse città

Fisco 2015 10 Affitto Casa Tasse BigLa Regione Emilia-Romagna convocherà entro maggio un primo tavolo di confronto che coinvolga tutti i soggetti interessati per arrivare a una legge regionale per disciplinare gli affitti brevi a uso turistico, che metta al centro il diritto all’abitare, tenendo allo stesso tempo conto anche delle esigenze del settore ricettivo. L’iniziativa è parte del programma di mandato del presidente della Regione, Michele de Pascale.

L’enorme aumento degli affitti brevi è ritenuto uno dei fattori che hanno contribuito all’emergenza abitativa in diverse città della regione. Il problema si è aggravato negli ultimi anni. Per esempio, a Bologna, la Regione stima circa 6.700 alloggi dedicati agli affitti brevi a fronte di una domanda abitativa di 16.912 alloggi (dati 2022).

«È urgente un intervento regionale, data l’insufficienza della normativa nazionale su un tema tanto cruciale – affermano gli assessori regionali al Turismo, Roberta Frisoni, e alle Politiche abitative, Giovanni Paglia –. I Comuni stanno facendo la loro parte con gli strumenti che hanno, ma serve una cornice normativa meglio definita che, tenendo conto delle diversità territoriali, consenta di agire con maggiore efficacia, tutelando il diritto all’abitare e preservando le qualità del nostro consolidato settore turistico ricettivo. L’introduzione del Codice Identificativo di Riferimento (Cir) e, più recentemente, del Codice Identificativo Nazionale (Cin) ha rappresentato un primo passo utile a censire e tracciare gli alloggi turistici, ma non basta: in alcuni centri urbani il numero di appartamenti destinati ai turisti sta superando quello a disposizione di altre categorie, dai lavoratori agli studenti».

A destare preoccupazione è anche l’impatto sui servizi pubblici: l’aumento dei canoni di locazione rende difficile per lavoratori come insegnanti, infermieri e operatori sociali e delle forze dell’ordine trovare un alloggio vicino al luogo di lavoro.

In questo scenario sono aumentate in Emilia-Romagna le domande del fondo per l’affitto. Il bando regionale 2022 ha visto un aumento del 35 percento rispetto al 2021 (65.447 domande rispetto alle 47.775 precedenti). Per quanto riguarda gli appartamenti Erp, a livello regionale al 31 dicembre 2022, si contavano 26.245 domande in attesa di assegnazione nelle graduatorie Erp dei comuni che hanno partecipato all’indagine (su 262 comuni, aggiornata al 31 dicembre 2022), oltre il 50% concentrate nei comuni capoluogo, tra cui Bologna.

«È un problema sociale urgente, e la futura legge regionale dovrà essere uno strumento concreto per consentire alle amministrazioni locali di avere leve per disciplinare questi aspetti nel modo migliore per le loro comunità», affermano ancora Frisoni e Paglia. «Agiremo poi su più fronti per affrontare il problema nel suo complesso, confermando anche il fondo per l’affitto, con una dotazione di 10 milioni di euro, e attraverso un Piano per la casa».

Al tavolo di confronto per la stesura della legge per gli affitti brevi a uso turistico con la Regione Emilia-Romagna sono stati invitati diversi soggetti tra cui i rappresentanti di Anci, Comuni di Bologna e Rimini (in rappresentanza dell’Ata), associazioni regionali di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Federalberghi, Confartigianato, Assohotel e Legacoop, Cna, Confcooperative, Confindustria, Ance, Federcasa, Confabitare, Uppi, Asppi), Cgil, Cisl e Uil regionali, Sunia, Uniat, Sicet, le Acli, le Università dell’Emilia-Romagna, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Politecnico di Milano, le piattaforme online che gestiscono gli affitti brevi Booking e Airbnb, la campagna ‘Alta tensione abitativa’ e la Cei.

Bagnacavallo in Promozione: sfilata sul trattore scoperto e accoglienza in municipio

La squadra biancorossa ha vinto il campionato di Prima categoria dove militava da neopromossa. Il tifo organizzato supporta la formazione da anni

Altro anno e altra promozione nel calcio per il Bagnacavallo che nella stagione 2025-2026 militerà nel campionato regionale di Promozione. È stata decisiva la vittoria interna per 2-1 sul Santa Sofia il 27 aprile: il campo sportivo comunale “Secondo Ricci” per l’occasione ha registrato il tutto esaurito. A dire la verità il supporto del tifo biancorosso non è mai mancato in questi anni (è una delle poche realtà sportive provinciali ad avere un nucleo organizzato), ma anche passato tristemente alla cronaca per gli scontri avvenuti con i tifosi del San Pancrazio a settembre 2024.
La formazione di mister Mauro Neri e del presidente Francesco Zannoni è stata accolta dall’affetto della città anche subito dopo la partita di domenica, quando ha sfilato per le vie del centro sopra un trattore con tanto di rimorchio scoperto. Il successo è stato celebrato anche dalle istituzioni locali: sindaco e giunta comunale hanno ricevuto in municipio la squadra. «La promozione – è stato sottolineato dall’Amministrazione – è motivo di orgoglio per l’intera comunità, non soltanto per il prestigio sportivo, ma anche per il senso di appartenenza e partecipazione che questa impresa ha saputo suscitare».

Nuovo decreto alluvione, il commento di De Pascale: «La base di partenza è positiva»

La competenza del commissario viene estesa anche agli eventi dell’autunno 2024

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Fornace Zarattini alle 10 del 21 maggio (foto di Andrea Montanari, pubblicata sul gruppo Quelli di Fornace Zarattini)

Il consiglio dei ministri ha approvato il 30 aprile un decreto legge che modifica quello dell’1 giugno 2023 (n. 61) e prevede ulteriori disposizioni urgenti per affrontare le conseguenze degli straordinari eventi alluvionali avvenuti nei territori di Emilia-Romagna, Toscana e Marche nella primavera 2023.

È prevista l’estensione dell’ambito operativo degli interventi di ricostruzione, proroga dello stato di emergenza e della struttura del commissario straordinario al 31 maggio 2026, e l’estensione delle attività del commissario anche agli eventi alluvionali che si sono succeduti nei mesi di settembre e ottobre 2024. Viene, inoltre, rafforzato il ruolo dei presidenti delle Regioni in veste di sub-commissari, che assicurano direttamente la partecipazione alle attività della Cabina di coordinamento della ricostruzione nei territori di competenza. Ai presidenti vengono rimessi tutti i poteri delegati dal commissario, così da provvedere direttamente al coordinamento e all’attuazione delle misure per la ricostruzione privata, ma anche al coordinamento, monitoraggio e gestione degli interventi urgenti di ricostruzione pubblica. È prevista anche l’adozione di un Programma straordinario di interventi urgenti per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e l’estensione di misure di sostegno a favore dell’agricoltura.

«Il giudizio complessivo al momento è ancora sospeso in attesa della “bollinatura” definitiva – è la sintesi delle considerazioni del presidente Michele de Pascale –. La base di partenza è comunque positiva; l’auspicio è che non sia un testo chiuso, blindato, e che la Regione Emilia-Romagna possa dare il proprio contributo, per migliorarlo e perfezionarlo».

Cinque gli ambiti di intervento contenuti nel provvedimento: perimetro d’azione, governance e strumenti operativi; semplificazione e accelerazione dei contributi per la ricostruzione privata; velocizzazione degli interventi di ricostruzione pubblica in corso; Programma decennale per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico da un miliardo di euro; supporto alla capacità operativa delle amministrazioni territoriali.

Le disposizioni in merito agli interventi urgenti per la semplificazione e l’accelerazione delle misure per la ricostruzione nei territori colpiti, nonché per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, valgono a partire dal 15 maggio 2025. Entro il 20 maggio 2025, con una o più ordinanze da adottare, il commissario straordinario è autorizzato a riorganizzare la struttura di supporto; in relazione alle funzioni loro attribuite, i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana, nella qualità di sub-commissari, definiscono le modalità con cui le rispettive strutture regionali forniscono il supporto necessario. Per integrare le competenze tecnico-scientifiche a supporto dell’azione commissariale, in relazione a specifiche problematiche o criticità territorialmente localizzate, il commissario straordinario può, inoltre, richiedere il supporto di ulteriori e qualificati esperti.

Per accelerare il processo di ricostruzione nei territori interessati, la Cabina di coordinamento è integrata dai presidenti di tutte le province interessate e dai rappresentanti dei comuni interessati designati dall’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci).

Il commissario straordinario, d’intesa con i sub-commissari, approva, entro il 31 luglio 2025, un Piano di comunicazione alla popolazione per la realizzazione di iniziative finalizzate alla diffusione della conoscenza del rischio idraulico e idrogeologico. All’attuazione del Piano provvedono le Regioni e i Comuni interessati, anche con il concorso dei comitati spontanei dei cittadini e degli enti del terzo settore. Vanno previste, inoltre, iniziative specifiche dedicate alla popolazione, agli istituti scolastici e ai giornalisti che operano nell’area, con specifiche forme di comunicazione per le persone con disabilità. Per l’attuazione delle attività è autorizzata la spesa massima di un milione di euro per l’anno 2025, a valere sulle risorse disponibili sulla contabilità speciale.

Per quanto riguarda il Programma straordinario degli interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e per il sostegno del lavoro in agricoltura, ciascuno dei presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana, in qualità di commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, presenta al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e al presidente del Consiglio dei ministri (o, dove nominata, all’Autorità politica delegata per la ricostruzione), entro il 30 ottobre 2026 ed entro il 30 ottobre 2031, una proposta degli interventi da attuare nei successivi quinquenni.

Entro sessanta giorni dalla formulazione della proposta, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, sulla proposta congiunta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e dell’Autorità politica delegata per la ricostruzione, dove nominata, si provvede all’approvazione, per stralci di durata quinquennale, di un Programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. Per l’attuazione del Programma straordinario è autorizzata la spesa complessiva di euro 1 miliardo per gli anni dal 2027 al 2037. All’attuazione degli interventi contenuti negli stralci quinquennali provvedono, nei rispettivi ambiti territoriali, i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana, nella qualità di commissari di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico.

Per quanto riguarda la semplificazione e accelerazione dei contributi per la ricostruzione privata, «ci sarà una ricognizione reale dei fabbisogni», ha annunciato il presidente De Pasale. Il governo ha stanziato 1,9 miliardi di euro, al momento ne sono stati richiesti poco più di 300 milioni, «ma non c’è ancora un ammontare complessivo del danno ai privati».

La Regione, ha ricordato de Dascale, aveva chiesto una procedura “speditiva” per indennizzi di piccole-medie dimensioni («Stiamo trattando, di fatto, una famiglia che deve chiedere 25mila euro come una che ne deve chiedere 200mila»). Così come non sono presenti, al momento, le semplificazioni richieste dai comitati sulle procedure urbanistiche-edilizie. «Su tutto questo-ha commentato il presidente- c’è margine di miglioramento».

Grossa novità prevista dal decreto sono i 100 milioni l’anno che si aggiungerebbero “strutturalmente”, dal 2027 fino al 2037, per Emilia-Romagna, Toscana e Marche.

Illuminazione pubblica più efficiente, 460mila euro per Villanova e Traversara

Sostituzione lampade con luci a led e linee danneggiate dall’alluvione: lavori nelle due frazioni affidati alle ditta Nuova Sicam e Sgargi Impianti

Frazioni Lavori IlluminazioneProsegue il percorso di efficientamento energetico degli impianti di pubblica illuminazione che l’amministrazione comunale di Bagnacavallo sta portando avanti da diversi anni nelle frazioni del territorio.

In particolare, i nuovi lavori riguarderanno Villanova, dove si procederà a sostituire tutte le lampade a vapore di sodio (circa 400) con nuove lampade a led a basso consumo energetico; inoltre, si migliorerà l’illuminazione a servizio dei principali passaggi pedonali e verrà realizzata una nuova illuminazione su via Superiore, nel tratto compreso tra via Cogollo e via Cocchi. L’investimento è di 350mila euro, interamente finanziato dal Comune. L’inizio dei lavori, affidati alla ditta Nuova Sicam, è previsto nel mese di giugno.

Proseguono nel frattempo anche i lavori di efficientamento energetico dell’illuminazione nella frazione di Traversara. Dopo i primi interventi eseguiti nelle scorse settimane, che hanno visto la sostituzione dei 110 vecchi corpi illuminanti, si procederà con i lavori di ripristino delle linee elettriche dell’illuminazione danneggiate dall’alluvione di settembre 2024. L’importo complessivo è di 110mila euro, di cui 90mila finanziati da contributo ministeriale e 20mila da risorse comunali. I lavori sono eseguiti dalla ditta Sgargi Impianti.

Rifiuti, tariffa puntale: l’approvazione di regolamento e cifre slitta di un mese

Cittadini e imprese hanno un limite nel conferimento di indifferenziato ma non sanno quanto costerà l’eccesso

Piazza Garibaldi Comune CerviaDall’inizio del 2025 a Cervia è cambiato il sistema di tariffazione della raccolta rifiuti, con il passaggio dal regime Tari (tassa rifiuti) al regime Tcp (tariffa corrispettiva puntuale) e nel corso di vari incontri con la cittadinanza, nei quali l’amministrazione ha presentato il passaggio, era stato comunicato che il regolamento e il tariffario sarebbero stati approvati entro il 30 aprile. E invece slitta tutto avanti di almeno un mese.

Le Commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera dei Deputati hanno rinviato la scadenza dell’approvazione al 30 giugno e quindi l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir), cui compete l’approvazione delle tariffe, ha reso noto che effettuerà l’approvazione del regolamento e tariffario nel corso mese di maggio e che ne darà informazione tempestiva.

I cittadini cervesi da inizio dell’anno stanno conferendo i rifiuti con un nuovo sistema di pagamento, senza ancora conoscere quanto costerà.

La tassa rifiuti aumenta nel 2025: il costo del gestore Hera cresce del 9 percento

L’aggravio sarà diverso a seconda del numero di componenti del nucleo familiare e/o della superficie dell’immobile

PAP Raccolta Rifiuti 2Il consiglio comunale di Brisighella ha approvato lunedì 28 aprile le nuove tariffe Tari (tassa sui rifiuti) per l’anno 2025. Come accade su tutto il territorio provinciale, anche a Brisighella si registra un aumento rispetto al 2024, determinato principalmente dalla crescita dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, affidato al gestore Hera, per un importo complessivo pari a 1,5 milioni di euro. Il Piano economico finanziario (Pef) relativo al servizio rifiuti per Brisighella ha registrato un incremento dei costi pari al 9,135 percento rispetto all’anno precedente.

Alla definizione della tariffa contribuiscono anche altre voci di spesa, seppure in misura minore, come i costi per gli accertamenti e le riscossioni del tributo, oltre a una quota destinata al fondo per il rischio di insoluti. A riequilibrare queste spese intervengono alcune entrate, tra cui il recupero dell’evasione Tari e le agevolazioni previste dalla normativa. Ogni anno Atersir (Agenzia Territoriale per i Servizi Idrici e Rifiuti dell’Emilia-Romagna) approva il Pef relativo al servizio rifiuti per ciascun Comune della Regione.

L’aumento dei costi del gestore, unito a una nuova ripartizione tra costi fissi e costi variabili, ha prodotto un impatto non uniforme sulle tariffe: l’aggravio sarà diverso a seconda del numero di componenti del nucleo familiare e/o della superficie dell’immobile.

Il Comune fa sapere che «il sistema tariffario previsto dalla normativa nazionale e regionale è vincolante e non consente agli enti locali di introdurre margini di flessibilità tali da ridurre direttamente l’impatto economico sulle utenze. Tuttavia, il Comune continuerà a monitorare attentamente la situazione e a valutare ogni possibilità di mitigazione, compatibilmente con il quadro normativo esistente. L’Amministrazione comunale è consapevole delle difficoltà che questi aumenti possono comportare per famiglie e imprese e ribadisce il proprio impegno a garantire trasparenza nella gestione e attenzione ai bisogni dei cittadini».

La truffa dei viaggi illimitati per sei mesi sul trasporto pubblico per 2,35 euro

Sui social circola un post che promette un’offerta speciale per i 25 anni dell’azienda Start Romagna che però ha solo 13 anni e non ha avviato nessuna promozione di questo tipo

BusL’azienda del trasporto pubblico in Romagna, Start, segnala che sta circolando sui social in questi giorni un post che promette sei mesi di viaggi illimitati al prezzo di 2,35 euro a residenti di Forlì e dintorni, ma si tratta di una truffa. Nel post si attribuisce l’iniziativa a Start Romagna, in occasione del suo 25esimo anniversario, con l’emissione di carta mobilità speciale: la truffa, lanciata da profili falsi, mira a ottenere soldi o rubare l’identità dei cittadini. Il tentativo di frode verrà segnalato alla polizia postale e a Meta per individuare i responsabili e oscurare le pagine. L’azienda segnala di avere da poco compiuto 13 anni, altro elemento che può aiutare a identificare il post truffa.

L’invito di Start è quello di verificare l’esistenza di qualunque iniziativa promozionale sul sito web e i canali social ufficiali di Start Romagna o della Regione Emilia-Romagna (per esempio per l’iniziativa Salta Su) e a diffidare di profili invitano a cliccare su link e ad inserire dati personali o relativi a metodi di pagamento.

Per qualsiasi dubbio o segnalazione, è possibile contattare il servizio clienti o scrivere a info@startromagna.it.

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