domenica
05 Aprile 2026

Polis presenta il suo Iberian Focus: il programma dell’ottava edizione del festival

La rassegna di ErosAnteros si divide in un’anteprima dedicata agli under35 (Polis Neon), seguita dalla sezione centrale sulla scena contemporanea spagnola e portoghese e dalla celebrazione dei 15 anni della compagnia ravennate nel prossimo settembre

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Il teatro contemporaneo torna protagonista a Ravenna con l’ottava edizione di Polis Festival, la rassegna diretta da Davide Sacco e Agata Tomsic (ErosAntEros), che porta i protagonisti della scena europea nei luoghi simbolo della città, dal Rasi al Mar, passando per Almagià, Teatro Socjale di Piangipane e, per la prima volta quest’anno, il Cimitero Monumentale di Ravenna). Negli ultimi anni, la rassegna è caratterizzata da un focus internazionale che esplora la performance contemporanea di una particolare regione, dalla Francia ai Balcani, per arrivare quest’anno alla penisola iberica, tra Spagna e Portogallo. Tutti gli spettacoli saranno in lingua originale, soprattitolati in italiano e inglese.

L’edizione di quest’anno è articolata in tre sezioni: «Un mostro a tre teste» scherza Tomsic, che spazia dall’Iberian Focus (6-11 maggio), all’anteprima Polis Neon, sezione dedicata alla scena under35 italiana (realizzata con il sostegno del Mic e di Siae), novità di quest’anno in programma il 2 e 3 maggio alle Artificerie Almagià. Infine, a settembre, ErosAnteros festeggerà i 15 anni della fondazione della compagnia con due tre spettacoli e due tavole rotonde tra venerdì 26 e sabato 27.

«Dittature, colonialismo, pensiero utopico, femminismo, queerness, multiculturalismo e scambi intergenerazionali, questi alcuni dei temi trattati in queste due settimane di programmazione – commentano Sacco e Tomsic – confermando e rafforzando la vocazione del festival alle tematiche della difesa dei diritti civili». Sono più di 35 gli appuntamenti in programma per questa ottava edizione, con otto prime nazionali e momenti di confronto (tavole rotonde tra artisti, studiosi e operatori internazionali), che confermano la proposta artistica di respiro europeo distintiva del festival. Tornano anche gli sconti per gli under30 e l’iniziativa del “biglietto sospeso”, con l’idea di portare a teatro anche quelle persone che per motivi economici o sociali solitamente non lo frequentano (oltre 100 ogni anno) e diverse centinaia di under30.

L’immagine che accompagna questa edizione del Festival si ispira a Il sabba delle streghe di Francisco Goya che, reinterpretato dall’artista e attivista Gianluca Costantini, vuole richiamare anche anche un altro celebre dipinto del pittore spagnolo, dal titolo che risuona attuale: Il sonno della ragione genera mostri. La citazione a cui si ispira invece è dell’autore portoghese Miguel Torga: “L’universale è il locale meno i muri”.

«E se le tre streghe del manifesto, come le tre teste del “festival-mostro”, si fanno gioco di chi la ragione ha rifuggito, Polis non smette di tracciare ponti tra passato e futuro attraverso i linguaggi delle arti performative contemporanee, per continuare a riflettere sul presente e immaginare nuovi mondi possibili insieme ad artisti, spettatori, studiosi, giornalisti e operatori internazionali. Perseguendo l’utopia che un mondo privo di confini sia ancora possibile, come auspicato da Torga».

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Witch is – Landi/Mignemi/Paris

Polis Neon (tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito, alle Artificierie Almagià):

La sezione dedicata alle compagnie italiane under35 si apre venerdì 2 maggio (ore 20) con Anse, lo spettacolo intercediate che unisce la ricerca metrico-narrativa e vocale di Mezzopalco quella visiva e scenico-registica di Usine Baug. A seguire, (ore 22) il duo Ucci Ucci  porta in scena Twisted World (spettacolo vincitore del bando MittelYoung 2024). Lo spettacolo, che parte dal caso del massacro del californiano Elliot Rodger, coinvolgerà il pubblico dandogli la possibilità di interagire in una sorta di “videogioco” determinando la trama dello spettacolo.

Sabato 3 maggio (ore 20) Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri presentano La sparanoia. Lo spettacolo muove da un’indagine sulla “generazione Z”, la generazione senza futuro, sistemicamente impossibilitata ad accedere alle condizioni socio-economiche concesse, alla stessa età, alle generazioni precedenti. A seguire (ore 22) va in scena Witch is della Compagnia Landi/Mignemi/Paris (spettacolo finalista al bando Registi Under35 Biennale Teatro di Venezia 2022). A partire dalla figura archetipica della strega, lo spettacolo ne ricostruisce la storia, dai roghi quattrocenteschi fino all’affermazione della società capitalista.

Entrambe le giornate sono accompagnate da momenti di ascolti musicali, rigorosamente under35, da un’ora prima dell’inizio degli eventi fino a tarda serata. Venerdì 2 maggio, dalle 19 alle 24, selezione musicale a cura di Lester Mann, mentre sabato 3 maggio, dalle 17 alle 24, a cura di zora e praylove. Nel pomeriggio di sabato (ore 18) ci sarà anche una tavola rotonda con gli artisti di Polis Neon, coordinata dalla giornalista Laura Palmieri. (In diretta streaming sui canali del festival).

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Alejandro Postigo

Iberian Focus:

Per tutto il periodo della rassegna, dal 6 all’11 maggio, gli spettatori potranno vivere un’esperienza individuale a ingresso gratuito ambientata nel cimitero monumentale di Ravenna: grazie all’audioguida “Corpi Celesti”, della compagnia spagnola El Conde de Torrefiel, sarà possibile effettuare un soundwalk a libero accesso negli orari di apertura del cimitero (dalle 7 alle 18). Per partecipare alla passeggiata è necessario un foglio bianco di qualsiasi dimensione, una penna, un accendino e uno smartphone con fotocamera, auricolari e la preventiva registrazione online.

Martedì 6 maggio al Rasi troveranno spazio le due compagnie emergenti scelte dagli spettatori Visionari tra le 301 proposte candidate tramite bando nazionale. Alle ore 20, Giovanni Onorato con A.L.D.E. Uno spettacolo teatrale in cui un attore e un musicista dialogano, dove 
il linguaggio oscilla fra il teatro di narrazione e la performance e dove la slam poetry diviene strumento narrativo funzionale al racconto. Alle ore 21.30, la compagnia Peso Piuma presenta Amazon Crime, performance in cui le storie dei personaggi si intrecciano con quelle vere legate al mondo di Amazon.

Mercoledì 7 maggio, sempre al Rasi, andrà in scena alle 21 la prima nazionale di Rita di AriaTeatro. Lavoro tratto da una pièce della nota drammaturga catalana Marta Buchaca, parla della difficoltà di “lasciare andare” le persone che amiamo, in una sorta di tragicommedia che solleva la questione di cosa significhi vivere con dignità ed esplora la legittimità che abbiamo quando si tratta di decidere della morte degli altri. Lo spettacolo viene replicato (giovedì 8 maggio, Teatro Rasi, ore 10) in una matinée dedicata alle scuole superiori di Ravenna.

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La Mecanica

Giovedì 8 maggio si torna all’Almagià (ore 19), ancora per un’importante prima nazionale con lo spettacolo Un’Odissea Teen della compagnia catalana La Mecànica. Un’esperienza teatrale immersiva, che fonde performance fisica dal vivo e tecnologia digitale per creare un viaggio indimenticabile per adolescenti e adulti. Al centro dell’esperienza c’è l’innovativa app “Kalliôpé”, che utilizza i telefoni cellulari del pubblico come catalizzatori dell’interazione. La performance è anche l’occasione che dà vita a una nuova collaborazione pluriennale con il Liceo Artistico di Ravenna, con l’inserimento degli studenti all’interno delle attività del festival. (Replica venerdì 9 maggio alle 18) La giornata si conclude alle 21, con lo spettacolo al Teatro Rasi Sei la fine del mondo (letteralmente) di Annachiara Vispi, performance multidisciplinare che unisce parola, corpo e video per raccontare il pensiero ecofemminista. Lo spettacolo è selezionato tramite il bando nazionale In-Box 2024.

Venerdì 9 maggio, alle 20 va in scena al Rasi uno degli spettacoli di punta del festival, Il Portogallo non è un paese piccolo, della compagnia Hotel Europa. Intensa performance sulle dittature europee e della presenza europea in Africa guardando al caso del Portogallo, il Paese che ha avuto la dittatura fascista più longeva (48 anni) e l’impero coloniale più duraturo (quasi 500 anni).  Alle 21.30 nella sala Mandiaye N’Diaye del teatro è in programma tavola rotonda in collaborazione con Europe Direct Romagna e Università di Bologna – Dipartimento di Beni Culturali dal titolo L’ultima rivoluzione della “vecchia Europa”: tra garofani e monarchia, coordinata dal prof. Michele Marchi in dialogo con i docenti Alfonso Botti e Stefano Salmi, e le compagnie Hotel Europa ed Hermanas Picohueso, creando un ponte tra i temi trattati nei loro spettacoli, in scena venerdì e sabato al Teatro Rasi.

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Os Possessos

Ricca di eventi la giornata di sabato 10 maggio: si inizia alle ore 11.30, sempre sala Mandiaye N’Diaye, con la tavola rotonda dal titolo Il teatro contemporaneo della Penisola Iberica. Un dialogo, in lingua originale, tra gli operatori internazionali Gonçalo Amorim, Saúl Cabrera, Davide Carnevali, Leticia Martin Ruiz, coordinato da Rui Pina Coelho. Anche in streaming sui canali del festival. Alle 15 il Mar ospita la prima nazionale di Manifesti per dopo la fine del mondo, della compagnia portoghese Os Possessos, con la regia di Isabel Costa, che grazie a Polis entra in collaborazione con la giovane compagnia ravennate Spazio A. Da quest’anno infatti è in atto un nuovo percorso di internazionalizzazione delle carriere a di sostegno alla creatività emergente italiana ed europea, che mette in relazione gli artisti internazionali con quelli del territorio. Il progetto viene inaugurato proprio con la performance del MAR.
Isabel Costa lavora dal 2019 al progetto su manifesti scritti dopo l’anno 2000, focalizzandosi sull’incontro teatrale tra performer e pubblico. Per il debutto italiano a POLIS dirige sette giovani performer italiani che recitano gli estratti di sette manifesti nella location unica delle sale del MAR. (Performance a numero limitato con repliche alle ore 15, 15.20, 15.40, 16 e 16.20 e domenica 11, negli stessi orari). Alle ore 19 il ridotto del Rasi ospita l’attesa performance-lecture in prima nazionale Icaria, Icaria, Icaria di Rui Pina Coelho. Coinvolgente “conferenza performativa” che prende il via dal romanzo The Voyage to Icaria di Étienne Cabet (replica domenica 11 alle 18). La giornata si conclude sul palco principale del Rasi (ore 21) con Signora Dittatura, prima nazionale della compagnia spagnola Hermanas Picohueso.
Carmen Polo, moglie di Franco, diventa il pretesto per parlare dell’eredità che la morale franchista ha lasciato in Spagna attraverso una forma di teatro documentario che mette in scena un dispositivo ironicamente ispirato alla rivista spagnola di gossip ¡HOLA!.

Domenica 11 maggio, alle 12, il festival si sposta al Teatro Socjale di Piangipane (Ravenna) per lo spettacolo, in prima nazionale, Copla: un cabaret spagnolo di Alejandro Postigo. Un lavoro divertente, provocatorio e dinamico che esplora la passione e la sovversione della Copla spagnola e mira a riscrivere la storia spagnola attraverso lo sguardo di un migrante queer.

A seguire, come ormai da trazione, pranzo a base di cappelletti preparati dai volontari del Teatro Socjale – prenotazione il giorno stesso, prima dell’inizio dello spettacolo. Alle ore 15 (Teatro Rasi, sala Mandiaye N’Diaye), l’incontro Don Chisciotte davanti alle macerie dell’occidente con il prof. Marco De Marinis e il drammaturgo e regista Marco Martinelli, un omaggio a Cervantes e un’anticipazione della trilogia partecipativa del Teatro delle Albe che debutterà a giugno a Ravenna Festival. Il gran finale del festival vuole essere un altro importante tassello del progetto di internazionalizzazione delle carriere: grazie alla nuova collaborazione pluriennale con Pav e il progetto Fabulamundi Playwriting Europe a sostegno della drammaturgia europea contemporanea, Polis commissiona delle mise en espace di testi di giovani autori europei a delle compagnie che risiedono sul territorio italiano. Nel 2025 darà spazio a due importanti compagnie ravennati. Al Teatro Rasi  Nerval Teatro presenta, in prima nazionale, Brevi interviste con donne eccezionali dal testo del drammaturgo catalano Joan Yago, autore di numerose opere teatrali e fondatore della compagnia La Calòrica (19.30).

Biglietteria:

Polis Neon: ingresso libero fino a esaurimento posti -non è prevista prenotazione

Teatro Rasi, Almagià, Teatro Socjale: Intero 15€ | Carta Giovani Nazionale 7€ | Under30 5€

Mar: Intero 12€ | Carta Giovani Nazionale 7€ | Under30 5€ (per accedere alla performance sarà necessario acquistare presso la biglietteria del MAR un ingresso alle collezioni museali al prezzo ridotto di 3€)

Ridotto Teatro Rasi: Intero 10€ | Carta Giovani Nazionale 7€ | Under30 5€

Tutti gli incontri e la sound-walk sono a ingresso gratuito.

Il Ravenna Festival presenta il programma generale della XXXVI edizione

Disponibile dal 29 aprile il libro-guida per orientarsi tra gli oltre cento appuntamenti della rassegna, tra descrizioni e le illustrazioni di Stefano Ricci

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Illustrazioni di Stefano Ricci

A un mese dall’inizio ufficiale della rassegna, Ravenna Festival presenta il programma generale 2025: un libro guida per accompagnare gli “spettatori-viaggiatori” tra le oltre cento alzate di sipario in programma dal 31 maggio al 13 luglio.

Il Festival tocca quest’anno la XXXVI edizione, e il tema principale si ispira a una citazione di Miguel de Cervantes “Donde hay música no puede haber cosa mala“, per ricordare il potere della musica e delle arti performative di creare spazi di dialogo, confronto e speranza.

L’artista scelto per illustrare le pagine del programma e accompagnare visivamente la rassegna è Stefano Ricci, illustratore e grafico bolognese (di origine ravennate da parte di padre) di fama internazionale. Il suo nome si aggiunge a quelli di altri importanti artisti che hanno portato avanti questa storica collaborazione del Festival con l’arte visiva, come Ezio Antonelli, Gianluca Costantini, Nicola Montalbini e fotografi come Silvia Camporesi, Stefano De Luigi, Paolo Roversi o Guido Guidi.

Le immagini che accompagnano le descrizioni del programma sono disegni inediti realizzati originariamente per raccontare un anno di cinema al Modernissimo di Bologna: «Il venti novembre di due anni fa Gianluca Farinelli, che dirige la Cineteca di Bologna, ha inaugurato il cinema Modernissimo, una sala antica magnifica, in restauro da dieci anni – spiega Ricci – Ho detto a Gianluca che mi sarebbe piaciuto scegliere un film tra quelli in programmazione ogni giornata, disegnare un manifesto, stamparlo e metterlo all’entrata del Modernissimo. Un manifesto al giorno, per un anno (…). Le illustrazioni sono poi state raccolte in un libro in uscita a settembre e l’invito di Ravenna Festival è l’occasione di pubblicare una selezione di disegni ancora inediti, scelti in dialogo con i concerti e gli spettacoli teatrali che il Festival presenta in questa edizione. È stato bello cercare tra tanto materiale ancora “fresco” le giuste suggestioni da abbinare all spettacoli».

Ricci inoltre sarà in scena con i suoi disegni anche nel Don Chisciotte ad ardere di Albe/Ravenna Teatro. L’artista eseguirà tre sessioni di live painting (una per anta) durante la performance.

Ventiquattromila copie del programma saranno recapitate a casa degli spettatori in tutt’Italia, ma il libretto è disponibile anche presso la Biglietteria del Teatro Alighieri, gli Iat di Ravenna e Cervia e in tutti i luoghi di spettacolo in occasione degli eventi.

Tra le novità in programma in questa edizione del Festival, oltre alla conferma della rassegna Romagna in fiore, con eventi che coinvolgono le zone di collina, accessibili quest’anno accessibili a un prezzo simbolico di 5 euro, devoluto in parte alle biblioteche alluvionate (sono stati venduti già più di 12mila biglietti), anche l’iniziativa dei due futuri direttori artistici del Festival, Anna Leonardi e Michele Marco Rossi, che curatori del progetto “Cantare amantis est” una due giorni di masterclass con il maestro Muti dedicate ai cori verdiani e accessibile a tutti (1 e 2 giugno). Sono in più di 1300 ad aver risposto alla chiamata, ma le iscrizioni rimangano aperte fino al 1 maggio. L’evento prevede anche la presentazione di un murales realizzato da alcuni giovani artisti della “Chiamata alle arti” 2024, chiamata pubblica curata sempre da Leonardi e Rossi che si è tenuta al Museo Classis lo scorso giugno. Infine, l’ultima sezione dell’evento comprende il concerto dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini nel duomo cittadino, in occasione della chiusura dell’Anno Giubilare 2025. Il Giubileo ha ispirato anche altri tre incontri, uno con Padre Mauro-Giuseppe Lepori, Abate Generale dell’Ordine Cistercense (31 maggio), uno con Padre Gianni Giacomelli del Monastero di Fonte Avellana (8 giugno) e uno con Mons. Massimo Camisasca, Vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla (15 giugno).
Tra le novità non ancora annunciate in programma, la presenza del fisico e inventore Federico Faggin per l’ormai tradizionale appuntamento sulla Via Sancti Romualdi, in dialogo con Alessandro Barban, già Priore dei Monaci Camaldolesi, su Corpo, mente e spirito rivisti (23 giugno). Tutti gli incontri saranno ospitati dalla Sala Dantesca della Biblioteca Classense e a ingresso libero.

Due 17enni picchiati in stazione: identificati e denunciati quattro coetanei

Le vittime erano state prese di mira per futili motivi

Giardino Speyer Isola San Giovanni quartiere Farini Stazione treni
Foto di repertorio

La polizia ferroviaria ha identificato e denunciato quattro ragazzi accusati di aver aggredito e picchiato due 17enni, nel pomeriggio di lunedì 14 aprile, nei pressi della stazione di Ravenna.

I due minorenni sarebbero stati presi di mira per futili motivi da alcuni coetanei che, dopo averli circondati, li avrebbero colpiti più volti con calci e pugni. Le grida hanno richiamato l’attenzione degli agenti della Polfer che, anche grazie all’ausilio dei poliziotti delle volanti della questura, hanno prestato le prime cure ai due ragazzi aggrediti (dimessi poi dall’ospedale con prognosi di 5 e 30 giorni) e raccolto le prime testimonianze dell’accaduto.

Grazie anche alle immagini della videosorveglianza, gli aggressori sono ora stati identificati e denunciati. Si tratta di ragazzi di 17 e 18 anni già noti alle forze dell’ordine per episodi analoghi.

Ucciso in Colombia: «Adescato su una app di incontri e finito in una trappola»

Le autorità colombiane avrebbero individuato quattro persone coinvolte nella morte del 38enne di Longastrino

Alessandro Coatti

Finito in una trappola di una banda organizzata e specializzata in rapine ed estorsioni, dopo essere stato adescato su un sito di incontri. Sarebbe questa la pista principale che stanno seguendo gli inquirenti colombiani che indagano sulla morte di Alessandro Coatti, 38 anni, biologo originario del Ferrarese ucciso e fatto a pezzi nella zona di Santa Marta.

Lo scrivono media sudamericani, citando fonti interne alla polizia giudiziaria. Notizie rilanciate dai quotidiani locali di Ferrara e Ravenna, provincia dove risiede la famiglia (a Longastrino di Alfonsine).

Arrivato da solo il 3 aprile e alloggiato nel centro di Santa Marta, Coatti sarebbe finito in una trappola, attraverso una piattaforma di incontri a cui era iscritto. Avrebbe visto una persona e a quel punto, forse, la rapina sarebbe degenerata: sarebbe stato rapito, drogato e assassinato.

Le autorità colombiane avrebbero individuato quattro persone coinvolte, formalmente ricercate e svolto perquisizioni. Gli investigatori ritengono si tratti di un gruppo organizzato e sarebbe stata trovata anche la casa dove si è consumato il crimine, un’abitazione abbandonata nel quartiere San José del Pando, dove sono state trovate tracce di sangue. (Ansa.it)

«La danza contemporanea come un’esperienza da vivere, non un prodotto da fruire»

Ne parliamo con Giulia Melandri, presidente dell’associazione Cantieri Danza, in occasione della giornata mondiale dedicata a questa disciplina

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Da oltre trent’anni, Cantieri Danza è il punto di riferimento per la danza contemporanea e d’autore in città. Fondata nel 1994, l’associazione è cresciuta nel tempo sviluppando progetti, azioni e “buone pratiche” che hanno contribuito a trasformare il sistema della danza a livello nazionale, inteso non solo come linguaggio artistico, ma anche come strumento politico e sociale, assottigliando le distanze tra artisti, operatori e pubblico. Ogni settembre, la sintesi del lavoro di Cantieri Danza si presenta alla città con il Festival Ammutinamenti, che si prepara quest’anno per la sua XXVII edizione.

In occasione della Giornata Internazionale della Danza del 29 aprile, abbiamo intervistato Giulia Melandri, presidente dell’associazione dal 2019 e parte del team composto da Francesca Serena Casadio (coordinatrice dei progetti di formazione e co-curatrice di Ammutinamenti), Christel Grillo (coordinatrice organizzativa Network Anticorpi XL e co-curatrice del Festival Ammutinamenti), Simona Pucciarelli (comunicazione) e Roberta Galassi e Daniela Camerani (amministrazione) mentre le fondatrici Monica Francia e Selina Bassini, oltre a portare avanti progetti personali di ricerca, si occupano ad oggi rispettivamente di amministrazione e dei progetti di rete.

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Giulia Melandri

Qual è oggi il ruolo di Cantieri Danza a Ravenna?
 


«In linea con i valori con cui è nata, continuiamo a promuovere la danza contemporanea e di ricerca sul territorio, cercando al tempo stesso di accogliere assecondarne le tante sfaccettature e le visioni eterogenee degli artisti. Oggi più che mai le pratiche legate al corpo sono in trasformazione, si contaminano e dialogano con altri saperi per creare immaginari con i quali raccontare il mondo, stimolare pensiero critico, apertura e consapevolezza attraverso la corporeità. Questa è la direzione verso cui ci stiamo muovendo: rendere lo spettacolo di danza un’esperienza da vivere e non solo un prodotto da fruire».

Come si concretizza questo approccio comunitario e esperienziale?

«Come Cantieri Danza promuoviamo diversi momenti di incontro durante l’anno, che trovano la massima espressione nei giorni del Festival. Qui invitiamo la cittadinanza al dialogo con l’artista e all’esperienza diretta della pratica corporea. Questo approccio comunitario ha preso il via nel 2021, nel pieno delle difficoltà portate dalla pandemia. Prima ci rivolgevamo quasi esclusivamente alle scuole di danza, riscuotendo un buon successo, poi, in un momento segnato dalla solitudine e dalla fragilità, abbiamo deciso di dare vita a Sguardi e pratiche intorno alla danza d’autore, un progetto che coinvolge cittadini di tutte le età nella scoperta delle potenzialità del movimento, che prende vita tra i parchi e i luoghi simbolo della città».

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Uno scatto dal festival Ammutinamenti (foto di Dario Bonazza)

Com’è stata accolta l’iniziativa dalla città?

«La risposta è stata molto positiva. Ravenna si è mostrata fin da subito partecipe e curiosa: i tre laboratori della prima edizione hanno coinvolto circa cento persone, molte più di quelle che ci aspettavamo, soprattutto in un momento tanto delicato. Da allora abbiamo riproposto il progetto ogni anno, diversificando il pubblico di riferimento, dall’infanzia alla terza età. Oggi i laboratori coinvolgono più di 250 persone a edizione».

È necessaria una conoscenza pregressa per partecipare e apprezzare l’esperienza?

«No, al contrario. Nella sfera della danza contemporanea spesso “meno si sa” più si è disposti a lasciarsi sorprendere ad entrare in sintonia con il lavoro dell’artista. Chi ha conoscenze più radicate invece talvolta tende a farsi influenzare da bias o a manifestare diffidenza verso le nuove proposte. La danza d’autore è un territorio in continua trasformazione, e così vasto, che anche chi opera nel settore è dentro un processo di conoscenza continua e scoperta. Tra i neofiti, a volte, si avverte una certa diffidenza, ma a Ravenna il pubblico si è dimostrato molto aperto, pronto a lasciarsi guidare anche davanti a proposte sperimentali e molto diverse tra loro. Immergersi nella pratica di movimento di un artista è un momento particolarmente stimolante. Il dialogo tra cittadino e artista si fa ancora più intimo attraverso gli incontri vis-à-vis che organizziamo a seguito della visione degli spettacoli, incontri che non si traducono mai in una spiegazione didascalica, ma in uno scambio di suggestioni e prospettive.»

Qual è il rapporto invece con i luoghi della città, in particolar modo con il quartiere Darsena, teatro di grandi trasformazioni e da sempre casa di Cantieri Danza?

«La Darsena è e resterà sempre il nostro luogo del cuore. Negli anni è cambiata insieme a noi: le prime edizioni del festival si svolgevano in una darsena vuota, ancora zona di lavoro, inaccessibile agli esterni. Ci siamo inseriti all’interno di questa trasformazione silenziosamente, abitando questa zona con progetti performativi di diversa natura contribuendo, nel nostro piccolo, a rigenerare questa parte della città. Abbiamo sempre cercato di agire per valorizzare l’unicità di questo spazio, particolarmente amato anche dalla cittadinanza, assecondandone i cambiamenti senza forzature. Negli anni, abbiamo provato a riflettere questo approccio anche in altre zone “dimenticate” della città».

Può anticiparci qualcosa sulla prossima edizione del Festival?

«Sono giorni intensi, di fermento e organizzazione. L’intenzione è quella di portare la danza urbana non solo in Darsena e nei luoghi del centro storico, ma di scovare qualche altro nuovo angolo della città che ancora non abbiamo ancora esplorato con la danza. Sarà data particolare importanza alla Vetrina della giovane danza d’autore: una ricerca che accompagna artisti emergenti durante tutto l’anno e che culmina durante il Festival con la presentazione delle loro creazioni. Infine, verrà riconfermata una ricca sezione con artisti internazionali e tanti incontri e laboratori con un focus particolare sull’infanzia».

Cosa c’è nel futuro dell’associazione?

«Tanto spazio per le pratiche collaborative. O almeno, questo è ciò che ci auguriamo. Settembre ormai è il momento clou della danza contemporanea a Ravenna, ma vorremmo unire le forze per creare una rete estesa e trasversale. Sarebbe bello immaginare una programmazione che si estenda in altri momenti dell’anno, con laboratori duraturi e continuativi, dedicati anche alla cittadinanza, grazie alla collaborazione tra diverse realtà artistiche della città».

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Una cittadella dello sport con beach arena, piscina, palazzetto e campi da calcio

Firmato un accordo tra Comune, Regione e federazioni per realizzare a Milano Marittima un progetto di rilevanza nazionale

Convegno Milano Marittima

Una cittadella dello sport immersa nella pineta a qualche centinaio di metri dal mare che possa diventare un riferimento sportivo per tutta l’area del Nord-Est ed essere una “base” per il turismo legato allo sport in Romagna. È questo l’obbiettivo dell’amministrazione comunale di Cervia che ha presentato in pompa magna il progetto durante un convegno al Palace Hotel di Milano Marittima, condotta da Simona Ventura, davanti a una folta platea di nomi illustri dello sport nazionale: dai presidenti del calcio Gravina (Figc) e Abete (Lnd) agli allenatori Sacchi e Zaccheroni, passando per icone come Cassani (per il ciclismo), Bonini e Agostini (ex calciatori).

Come mostrano i rendering presentati dal sindaco di Cervia Mattia Missiroli, l’area (di proprietà comunale) si svilupperà a Milano Marittima a partire dal viale Jelena Gora, alle spalle dei già presenti circolo Tennis, Casa delle Farfalle e centro congressi, fino a lambire il golf club.

Complessivamente stiamo parlando di una superficie di 670 ettari, di cui 264 di pineta e 100 di campo da golf, con 10 ettari (di cui 5,5 sono destinati alla coltivazione e saranno riconvertiti con l’obiettivo comunque di preservare le zone forestali) riservati alla realizzazione e al potenziamento delle strutture sportive.

«Cervia – ha commentato il sindaco Missiroli – ha circa 28mila abitanti, ma è il 14esimo comune in Italia per posti letto e il sesto per strutture alberghiere. Già questo dovrebbe far capire quanto la città sia pronta per ospitare un progetto del genere. Accoglienza, ambiente e benessere si racchiudono nella parola sport. Da altre parti ho visto strutture di questo tipo diventare cattedrali nel deserto ma da noi non sarà così: si integreranno elementi già presenti (come il campo da golf e il circolo tennis, ndr) con nuove strutture».

Nello specifico, il progetto prevede un edificio a ponte che, scavalcando la strada di accesso del golf club, fungerà da facciata e ingresso del polo sportivo. Con tutta probabilità i lavori partiranno con la costruzione di una beach arena che potrà accogliere fino a 2mila spettatori e schermate led innovative. L’idea è quella di ospitare eventi e competizioni nazionali e internazionali di sport da spiaggia (beach tennis, beach volley, beach soccer). Nell’area che comprende il palazzo dei congressi già esistente, il progetto prevede inoltre un palazzetto dello sport per il basket ma convertibile anche in due campi da pallavolo e con una parete da arrampicata di 6 metri. Si tratta di un edificio che si distingue per una copertura in legno con ampie vetrate, così come la nuova piscina comunale, che sarà composta da ben 10 corsie olimpioniche e una piccola piscina esterna. I campi da calcio serviti da strutture igieniche saranno in totale cinque (l’obiettivo è realizzare un centro federale della Figc modello per la crescita del calcio giovanile): due campi a 11 con tribune da 1.200 posti l’uno; uno da calcio a 7 (tribuna da 900 posti) e due da calcio a 5 (tribune da 200 posti).

Dalle ceneri dell’ex vivaio sorgerà inoltre la nuova sede di “Cervia Ambiente”, i cui lavori sono già in corso, che oltre agli uffici accoglierà anche aree fitness e picnic.

Al termine del convegno è stata firmata una carta d’intenti che impegna alla realizzazione del progetto Coni, Aics, Lnd, Figc, Comune di Cervia e Regione Emilia-Romagna.

«Con questa cittadella – ha concluso il sindaco – vorremmo intercettare ovviamente eventi calcistici ma anche di sport cosiddetti minori, comunque di caratura internazionale e di grande importanza per il Coni. Ricordo a tutti che lo sport non è solo quello dei professionisti».

Il turismo sportivo è sempre più in crescita nel mondo; in Italia l’anno scorso c’è stato un incremento del 50% rispetto al 2023 e la provincia di Ravenna non fa eccezione (basti pensare alla maratona, all’Iron Man o al passaggio di Giro d’Italia e Tour de France). A parlarne è stato il presidente della Figc Gabriele Gravina: «Il turismo sportivo rappresenta per l’Italia lo 0,61% del Pil. Sono felice che un progetto di questo livello, che unisce sport e turismo, avvenga in un territorio che ha sempre mostrato lungimiranza. Sono convinto che il sindaco Missiroli, con il nostro sostegno e quello dell’imprenditoria, non abbia difficoltà a realizzare tutto ciò che abbiamo avuto la fortuna di vedere nello splendido rendering».

Il convegno, che ha ospitato circa 300 persone, si è concluso con le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale che ha analizzato anche alcune criticità del turismo balneare: «Cervia e Milano Marittima negli ultimi anni hanno come rivali del turismo balneare altre realtà nazionali e internazionali molto attrezzate e sono cambiate anche le abitudini di consumo; quindi, penso che offrire un’ulteriore opportunità con il turismo sportivo sia ideale per il territorio».

Il cervese De Pascale ha parlato anche della storia degli impianti sportivi già presenti in città: «Il Germano Todoli è uno stadio meraviglioso inserito nella pineta, poi dagli anni Settanta questo territorio fa degli investimenti strepitosi sull’impiantistica sportiva come il circolo tennis (che ospita 13 campi ndr), il golf club (che ha ospitato nel 2024 l’Open Italiano ndr), il centro ippico Le Siepi che è un’eccellenza a livello internazionale, così come è vicina la Standiana, che è uno dei principali impianti di canottaggio d’Italia. Il beach volley ha iniziato a prendere piede nelle spiagge di Cervia e Milano Marittima e in tutta Italia non esistono impianti sportivi nell’arenile come in Riviera». Parlando della fattibilità del progetto aggiunge: «Penso che siamo davanti a un’opportunità vera e reale; ci sarà da lavorare per capire ogni singolo investimento, ogni singolo bando, ogni singola impiantistica, ma penso di poter dire che stiamo giocando una partita all’altezza della nostra storia e stiamo cercando di portare un flusso nuovo e interessante per tutta la Romagna».

Torna a Cotignola il Gran premio delle vetture a pedali

Anche quest’anno la scuola media della città parteciperà alla competizione europea con tre equipaggi: Segavecia, Bianconiglio e Dragon Trainer. Attesi sfidanti anche da Francia, Repubblica Ceca e Slovenia

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Anche quest’anno Cotignola è pronta per accogliere la vetture a pedali (Vap), della diciottesima edizione del Gran premio Cotignola-Europa, che si disputerà sabato 3 maggio.
La manifestazione, goliardica e competitiva allo stesso tempo, è dedicata ai ragazzi di diverse regioni italiane, come Lombardia, Veneto e Abruzzo, ma anche di altre nazioni come Francia, Repubblica Ceca e Slovenia. I ragazzo, a bordo delle piccole auto colorate dovranno tagliare per il maggior numero di volte possibile il traguardo solo grazie alla forza delle proprie gambe, senza ausili elettronici o motorizzati di alcun tipo. Anche quest’anno la scuola media «Luigi Varoli» di Cotignola si presenterà al via con tre equipaggi: Segavecia, Bianconiglio e Dragon Trainer.
Il ritrovo è previsto alle 15 in piazza Vittorio Emanuele II: qui gli equipaggi eseguiranno la coreografia di presentazione; a seguire raggiungeranno in parata il circuito protetto del parco Pertini. La partenza della corsa è prevista per le 17.15 e la vittoria andrà a chi avrà percorso più giri in 80 minuti.
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A seguire ci saranno le premiazioni: la classifica sarà stabilita per il 50% dalla velocità, calcolata sul numero di giri percorsi, e per il restante 50% dall’estetica, cioè dall’idea che ha ispirato la forma dell’auto, da come la carrozzeria è stata modellata e dipinta, dai costumi dei piloti e dall’animazione studiata ed eseguita dalla squadra prima della gara. Musica e animazione accompagneranno tutto il pomeriggio.
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In più di cento a ripulire la spiaggia per il secondo appuntamento di “Walk&Talk”

L’iniziativa di Turbe Giovanili nasce per promuovere la socializzazione tra i giovani
In questo caso, la camminata è stata dedicata alla tutela dell’ambiente, grazie alla collaborazione con Sea Change e Legambiente

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Erano più 130 i volontari riuniti sulla spiaggia di Marina di Ravenna in occasione del secondo appuntamento del Walk&Talk Turbato di Turbe Giovanili. Dopo il primo appuntamento per le vie del centro, l’iniziativa questa volta ha unito socializzazione e tutela dell’ambiente: lo scopo della camminata non era solo quello di conoscersi reciprocamente, ma anche la pulizia di spiagge e dune dai rifiuti, in collaborazione con Sea Change Ravenna e Legambiente. 
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L’evento ha preso il via dallo stabilimento balneare la Duna degli Orsi, che ha ospitato anche un momento di svago e ristoro al termine della camminata. «Un’energia incredibile che ha visto un mare di giovani, adulti e bambini impegnarsi insieme per dare il proprio contributo a un ambiente più pulito e sano – commentano dall’associazione Turbe Giovanili – In un momento in cui il nostro clima e la natura ci stanno dando segnali sempre più forti, è più che mai fondamentale prenderci cura dei luoghi che amiamo: la nostra spiaggia, la nostra pineta e la nostra terra. Ravenna e la Romagna sono luoghi speciali che meritano il nostro impegno costante. Ogni gesto di cura verso l’ambiente è un passo importante verso un futuro più sostenibile per noi e per le generazioni che verranno».

Propaganda no vax al Festival degli aquiloni: il Comune prende le distanze

Striscioni denigratori e teorie del complotto sulla spiaggia di Pinarella. L’amministrazione: «Nessuna autorizzazione. Strumentalizzazione inaccettabile e irrispettosa nei confronti degli organizzatori e partecipanti»

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Striscioni inneggianti a teorie del complotto e scritte denigratorie sulla spiaggia di Pinarella: l’amministrazione comunale di Cervia prende le distanze dall’incursione di un gruppo di No-Vax al Festival degli Aquiloni (Artevento) nella giornata di ieri, domenica 27 aprile.

«Esprimiamo la nostra ferma condanna per questo tipo di condotta, in totale contrasto con lo spirito dell’evento e con i valori di rispetto, inclusione e responsabilità che la nostra comunità promuove e avvenuti senza alcuna autorizzazione né da parte degli organizzatori né delle autorità preposte – scrivono dal Comune in una nota alla stampa – Artevento rappresenta da oltre quarant’anni un momento di festa, cultura e condivisione, riconosciuto a livello internazionale per il suo messaggio di pace e unità tra i popoli. È inaccettabile che un appuntamento di tale rilievo venga strumentalizzato per fini propagandistici estranei al contesto e irrispettosi nei confronti di tutti i partecipanti e degli organizzatori, che hanno letteralmente subito questo increscioso episodio. Ribadiamo il nostro sostegno incondizionato alla libertà di espressione, che deve tuttavia sempre esercitarsi nel rispetto delle regole, delle sedi opportune e della sensibilità collettiva. Confidiamo che simili comportamenti non si ripetano più in futuro e continueremo a lavorare affinché Cervia resti una comunità accogliente, ma nel rispetto delle regole».

Conclusi gli interventi preparatori: entra in funzione il rigassificatore di Ravenna

Lo annuncia Snam, che attende solo «le ultime autorizzazione da parte delle istituzioni competenti»

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Snam ha concluso gli interventi per la messa in servizio della nave rigassificatrice Bw Singapore ormeggiata a 8,5 km al largo di Ravenna e annuncia l’avvio delle operazioni commerciali in maggio.

Lo dice il gruppo di San Donato Milanese che attende «le ultime autorizzazioni da parte delle istituzioni competenti» prima di poter avviare l’attività di rigassificazione con la messa a disposizione della capacità tramite procedure di asta competitiva.

Acquistata nel luglio del 2022, la BW Singapore di Snam ha la stessa capacità di rigassificazione annua di 5 miliardi di metri cubi dell’Italis Lng, già in esercizio a Piombino.

Con la sua entrata in esercizio sale a 28 miliardi di metri cubi all’anno la capacità di rigassificazione complessiva del paese, totalizzando lo stesso volume di gas importato dalla Russia nel 2021 e pari al 45% della domanda nazionale di gas, che – spiega Snam – «potrà essere soddisfatta attraverso un vettore che garantisce ampia diversificazione delle rotte d’approvvigionamento».

Nei primi quattro mesi dell’anno – spiega Snam – sono già approdate in Italia circa 60 navi metaniere, di cui la metà proveniente dagli Usa, dal Qatar e da diversi paesi africani, per un volume complessivo di quasi 6 miliardi di metri cubi, pari a circa il 30% dei quantitativi di gas importati nel paese. (Ansa.it)

Grave incidente nel cantiere: un operaio al Bufalini

L’uomo sarebbe caduto da alcuni metri di altezza

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Foto Massimo Argnani

Un operaio di 48 anni, di origini marocchine, è ricoverato in gravi condizioni al Bufalini di Cesena dopo essere stato coinvolto in un incidente sul lavoro a Russi, nel cantiere di una palazzina in costruzione in largo Cantagalli.

L’infortunio è avvenuto verso le ore 12. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo sarebbe caduto da alcuni metri di altezza.

Sul posto i vigili del fuoco e gli uomini del 118 (oltre a carabinieri e Medicina del Lavoro che stanno cercando di ricostruire la dinamica), che hanno trasportato l’operaio di urgenza – intubato – al Bufalini in elicottero.

I sindacati indicono il presidio dei metalmeccanici davanti a Confindustria Ravenna

La protesta è in programma martedì 29 aprile davanti alla sede di via Barbiani

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Rivendicazione degli aumenti salariali, contrasto della precarietà, riduzione degli orari e estensione dei diritti, a partire da quello del lavoro sicuro: questi i temi che domani, martedì 29 aprile, porteranno i metalmeccanici in sciopero davanti alla sede di Confindustria di via Barbiani a Ravenna ore 9.30.

Il presidio è stato indetto da Cgil, Cisl e Uil, accompagnati dallo slogan “Senza contratto si sciopera”: «Con le dichiarazioni delle scorse settimane Federmeccanica e Assistal hanno cercato di ridimensionare il valore e la compattezza dei lavoratori del settore, diffondendo dati fuorvianti in merito all’altissima adesione agli scioperi e al reale valore delle retribuzioni – commentano dai sindacati -. A una tale provocazione, che mai si era vista prima, unitamente a un maldestro tentativo delle controparti di scaricare sul sindacato la responsabilità della rottura delle trattative, i metalmeccanici della provincia di Ravenna risponderanno e stanno già rispondendo. Senza contratto, si continua a scioperare».

Nel mese di aprile infatti sono state proclamate almeno altre 8 ore di sciopero, da articolare nelle aziende, mantenendo il blocco dello straordinario e delle flessibilità. In alcune aziende le Rsu hanno deciso di aumentare il numero delle ore di sciopero, in modo da articolare con maggior incisività. «È importante rinnovare il contratto collettivo nazionale in tempi rapidi, per rispondere alla questione salariale – concludono dalle associazioni -. che pesa come un macigno sui lavoratori italiani, e per estendere i diritti, così da non subire la crisi e il rischio di una nuova ondata recessiva.

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