giovedì
09 Aprile 2026

Dal loggione al dietro le quinte: a maggio visite guidate al teatro Goldoni

Due giornate aperte al pubblico per scoprire i segreti dell’edificio inaugurato nel 1845 e dedicato al commediografo veneziano il cui padre fu medico nel paese romagnolo

Visita Teatro Goldoni 3A seguito dell’afflusso di pubblico registrato nelle recenti visite guidate, il teatro Goldoni di Bagnacavallo apre nuovamente le proprie porte con due ulteriori appuntamenti, in programma sabato 3 e sabato 24 maggio, sempre alle 15.30.

Accompagnati da una guida esperta, i visitatori avranno l’occasione di esplorare la storia e gli spazi del teatro ottocentesco progettato da Filippo Antolini, dalla platea ai palchi, fino al loggione e al sipario storico recentemente restaurato. Il percorso include anche un passaggio dietro le quinte, tra antiche macchine sceniche e suggestioni tecniche che un tempo animavano gli spettacoli. Per informazioni e prenotazioni: 3395472038.

Inaugurato nel 1845, il teatro Goldoni deve il suo nome al grande commediografo veneziano, omaggiato nel 1907 in occasione del bicentenario della nascita. Il padre di Carlo Goldoni esercitò infatti la professione di medico condotto proprio a Bagnacavallo. Il teatro, attivo fino ai primi decenni del Novecento come palcoscenico lirico, ospita oggi stagioni di prosa, teatro ragazzi e contemporaneo curate da Accademia Perduta/Romagna Teatri e la rassegna “Libera la musica” di Accademia Bizantina.

Negli ultimi anni il Goldoni è stato oggetto di un importante percorso di riqualificazione, realizzato grazie a finanziamenti europei, regionali e comunali, con il contributo di imprese e associazioni locali. Tra gli interventi più rilevanti: il restauro del sipario storico, il recupero del Ridotto, la sostituzione delle poltrone, il rifacimento degli impianti e la valorizzazione della facciata con i medaglioni in ceramica e gli arredi d’epoca.

La sindaca accoglie in municipio la società Schermistica promossa in A2 femminile

In 7 anni la scalata dalla C2. L’ultimo successo a Piacenza con il terzo posto ai campionati nazionali. Le protagoniste in pedana sono state Ilaria Battazza, Sofia Billi, Bianca Margotti e Isabella Signani, guidate dal maestro Guido Marzari

Schermistica Lughese In Rocca (3)Dalla C2 alla A2 in sette anni. È la scalata della Schermistica lughese nella spada femminile a squadre. Atleti e rappresentanti della società sono stati ricevuti dalla sindaca Elena Zannoni in municipio nella giornata di giovedì 24 aprile, per ricevere le congratulazioni dell’amministrazione comunale a seguito dell’ultima recente promozione in A2, ottenuta lo scorso 28 marzo durante i campionati nazionali disputati a Piacenza.

La promozione dalla C2 alla C1 risale al 2018, seguita nel 2019 dal passaggio in B2. Dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, nel 2022 era arrivata la promozione in B1. Ora, al terzo anno in questa categoria, Lugo è salita ancora di livello, conquistando l’A2.

Protagoniste della promozione sono state Ilaria Battazza, Sofia Billi, Bianca Margotti e Isabella Signani, guidate dal maestro Guido Marzari. Le lughesi hanno superato i gironi con due vittorie su tre, battendo il club Scherma Firenze e il club Scherma Koala Reggio Emilia, e cedendo solo al club Scherma Roma. Negli scontri a eliminazione diretta, la squadra ha superato Ivrea agli ottavi e Massa ai quarti. In semifinale è arrivata la sconfitta contro la Ginnastica Victoria di Torino, futura vincitrice del torneo, ma nella finale per il terzo posto Lugo ha superato le atlete del club Scherma San Nicola (Caserta), centrando così promozione e podio.

La società Schermistica lughese ha partecipato ai nazionali anche nella categoria maschile, sempre in serie B1. La squadra, composta da Guido Bosi, Federico Bravi, Guido Pirazzini e Federico Veronese, accompagnata dall’istruttore Matteo Tellarini, ha ottenuto la salvezza vincendo lo spareggio contro la Pietro Micca di Biella, mantenendo il diritto a partecipare alla B1 anche nella prossima stagione.

I ragazzi sono stati accompagnati in Rocca anche dal presidente Raffaele Clo e da diversi tecnici e preparaori tra i quali Fulvio Barcucci e Laura Bucchi.

Il 27 aprile festa di Primavera con mercatini e esposizione di auto modificate

La pro loco conferma l’appuntamento in calendario: in viale delle Nazioni attese le vetture del tuning

Tuning Fahrzeug UmbauTutte le manifestazioni in programma finora nel mese di aprile a Marina di Ravenna sono state rinviate a causa del maltempo, compresa quella prevista per ieri 25 aprile, e ora la l’attesa partenza della stagione 2025 potrebbe arrivare domani, 27 aprile: la pro loco conferma gli appuntamenti in programma nell’ambito della festa di Primavera.

Al Bacino Pescherecci, domenica dalle 12, si potrà gustare la paella con carne e pesce dell’Adriatico. Sempre domenica, dalle 9 alle 19, il viale delle Nazioni ospiterà l’esposizione “Tuning & Drift”, dedicata al mondo delle auto modificate e delle esibizioni dinamiche, mentre i Mercatini di Primavera torneranno ad animare il lungomare fino al tramonto con proposte artigianali, gastronomiche e di stagione.

Per gli amanti dell’arte, sarà possibile visitare anche la collettiva “Dal figurativo all’informale” alla Galleria FaroArte (Largo Magnavacchi 6), aperta dalle 17 alle 19.30 anche nella giornata di sabato 26 aprile.

Elezioni comunali: ultime ore per presentare le liste dei candidati

Si vota il 25-26 maggio per eleggere chi prenderà il posto di Michele de Pascale

Alle 12 di oggi, 26 aprile, scade il termine per la presentazione delle candidature alle prossime elezioni comunali di Ravenna che si terranno il 25-26 maggio (con eventuale ballottaggio dopo due settimane). La scadenza, ovviamente, riguarda sia per le liste dei candidati ai 32 seggi del consiglio comunale e sia per gli aspiranti alla successione di Michele de Pascale come sindaco o sindaca.

Fino a poche ore dalla scadenza, lo scenario è di sei aspiranti sindaci sostenuti da sedici liste per un totale di oltre trecento nomi per il consiglio comunale. Nel 2021 lo scenario era tutt’altro: undici candidati sindaci e trenta liste per 833 candidati totali.

Spunta a sorpresa la lista “Ambiente & Animali” a sostegno di Ancisi

Tra i candidati esponenti di Enpa e Clama. Ecco i 32 nomi

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È stata presentata un’altra lista in vista delle elezioni comunali di Ravenna del 25 e 26 maggio, un po’ a sorpresa, senza particolari annunci dei giorni precedenti. Si tratta di Ambiente & Animali, che va a formare una mini coalizione a sostegno del candidato sindaco Alvaro Ancisi, già sostenuto da una lista unica formata da Lega, Lista per Ravenna e Popolo della Famiglia.

Logo Ambiente E Animali Sfondo Bianco«Caratteristica fondamentale di questa lista è l’assenza totale di ogni discendenza o associazione con alcun partito politico», si legge in una nota inviata alla stampa, in cui si sottolinea anche come nessuno dei candidati abbia precedenti in partiti politici, se non, in qualche caso, come semplice iscritto.

«Elemento di base per la selezione dei candidati è stata la loro volontà di coniugare lo slancio per la tutela dell’ambiente con l’amore per le piante e gli animali – continua la nota -, impegnandosi in loro difesa e protezione attraverso l’attivazione, finanche strenua, di un confronto serrato con l’amministrazione comunale e le istituzioni pubbliche e sociali».

I più attivi, per esperienze di volontariato, anche istituzionali, sono i quattro capilista, rispettivamente Costantina Zecchin e Antonella Benedetti per l’Enpa, Raffaella Dagrada per Clama, Domenico Leo come tecnico esperto trentennale in attività cinofile.

«Gli animali vanno rispettati con tutte le attenzioni che meritano come esseri senzienti – ha commentato il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna -. Mi riferisco in particolare agli animali da affezione, elementi integranti della vita di tantissime persone con un effetto positivo anche per la salute sia da un punto di vista fisico che psicologico. Nel programma politico della Lega è dato largo spazio ai diritti degli animali e al loro benessere. Certo bisogna fare di più soprattutto contro il randagismo e contro le crudeltà nei loro confronti, ricordiamo che la violenza sugli animali è ormai riconosciuta come un indice predittivo di pericolosità sociale. Ma dobbiamo batterci anche contro quel mondo sommerso che si alimenta di soldi pubblici, illegalità e sofferenza degli animali».

Ecco l’elenco compelto dei 32 candidati (16 donne e 16 uomini):

  • Zecchin Costantina – 3.11.47 –  Consigliera del Comune per l’Area di Ravenna Centro Urbano; volontaria ENPA;
  • Benedetti Antonella  – 24.2. 58 – Consigliera del Comune per l’Area di Ravenna Darsena – volontaria ENPA;
  • Dagrada Raffaella – 14.7.70 – agente immobiliare – volontaria CLAMA
  • Leo Domenico – 1.8.61 – tecnico esperto in attività cinofile dal 1993
  • Ancisi Edo – 10.7.49 – volontario per Circolo tennis
  • Annunziato Maria – 23.6.80 – volontaria per sanità pubblica
  • Aversa Giulia –  14.3.60 – addetta ad attività ausiliarie
  • Bacchi Sebastiano – 20.1.68 –   ingegnere meccanico; attivo in iniziative culturali e artistiche
  • Baldini Marcello – 18.11.70 – collaboratore di CAF e patronato
  • Bassi Paolo – 17.7.66 –  istruttore presso il Corpo della Polizia Locale
  • Bizzarri Claudio – 31.8.50 – Consigliere del Comune per l’Area di Ravenna Centro Urbano
  • Casali Nerio – 6.9.59 – diplomato e dottorato Accademia di Belle Arti di Roma; pittore e scultore poliedrico
  • De Maglie Federico – 14.9.79 – operatore di servizio ambientale
  • Di Buono Mara Antonia – 6.11.04 – diplomata in ragioneria e turismo
  • Ghirelli Maria – 17.11.58 – gestione di struttura ricettiva
  • Gualtierotti Marisa – 6.12.56 – pensionata da Ferrovie di Stato
  • Luciani Carmine – 9.4.41 – volontario nella protezione civile
  • Magi Gerardo – 26.1.61 – laureato fisioterapista della riabilitazione; soccorritore del 118; volontario assistenza a domicilio
  • Marcon Luciano – 7.8.58 – presidente locale di  “A testa alta” per la salute mentale; volontario Ass. Nazionale Carabinieri
  • Melandri Alessandra – 19.4.63 – insegnante nella scuola primaria di Stato
  • Miserocchi Franco – 8.7.58 – ex agente di Polizia Municipale
  • Mocerino Sara – 6.3.01 –  in attesa di occupazione
  • Orsetti Maria Cristina ­­­- 2.8.70 –  impiegata presso istituto bancario
  • Pasi  Costante –  16.06.51 – pensionato; donatore di prodotti al canile comunale
  • Patrini Venanzio –  30.12.57 –  interessato a corretta manutenzione del Parco Teodorico e dintorni
  • Piccini Simonetta – 22.10.72 – educatrice professionale
  • Pirozzi Maria Teresa –  8.5.70 – cuoca professionale
  • Ravaglia Sante – 6.4.43 – ex agente immobiliare
  • Ricotta Anna Maria  –  22.1.49 –  ex addetta ad attività amministrative nel settore privato
  • Rossi Morena  – 29.10.69 –   diplomata in arte e mosaico
  • Salimbeni Donatella – 23.10.61 – attivista tutela ambiente e natura e protezione animali
  • Villa Massimiliano – 13.5.67 – operatore nella difesa del suolo e del patrimonio idrico pubblico

Alcuni giorni dopo la presentazione della lista, il presidente della sezione ravennate dell’Enpa ha inviato una precisazione alle redazioni: «L’Ente Nazionale Protezione Animali è un’associazione apartitica, non ha mai sponsorizzato, né mai lo farà, delle formazioni politiche e neppure dei candidati alle competizioni elettorali».

Torna la processione della Madonna greca, patrona di Ravenna e dei lidi

Domenica 27 aprile, in motonave e poi verso Santa Maria in Porto

Processione Madonna Greca

Domenica 27 aprile torna la solenne processione della Madonna Greca, patrona di Ravenna e dei lidi, alla quale parteciperanno anche rappresentanze delle comunità ortodosse e greco-cattoliche della città.

È stata la chiesa di San Massimiliano Kolbe a Lido Adriano, nella serata del 25 aprile, ad ospitare l’accoglienza dell’effige della Madonna Greca. Poi la tradizionale processione nella domenica in Albis. Il 27 aprile, alle 14,30 l’effige sarà portata al faro di Marina di Ravenna, da dove partirà la processione in motonave lungo il canale Candiano nella quale l’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, impartirà la benedizione “Maris Gentium Benedictio”.

Una volta giunti alla Darsena di città, inizierà la processione verso Santa Maria in Porto, sempre guidata dall’arcivescovo, con la banda Città di Ravenna. Al santuario mariano alle 17,30 monsignor Ghizzoni presiederà la Messa segnata in Lis (lingua dei segni italiana) e accompagnata dal coro del conservatorio Verdi. Per seguire la processione a bordo della motonave è necessario prenotarsi allo 0544212055.

Da lunedì a giovedì vari gruppi e associazioni animeranno il Rosario che si tiene in basilica alle 17,30. Lunedì 28 alle 18,15 la Messa sarà presieduta da monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola. Alle 20.30 canto dell’Akathistos. Martedì la messa delle 18,15 sarà presieduta dal vescovo emerito di Forlì-Bertinoro, Lino Pizzi. Al termine l’affidamento alla Madonna Greca delle mamme in attesa e delle spose che desiderano un figlio. Mercoledì 30 alle 9,30 in basilica la Messa delle scuole cattoliche, alle 17.30 i primi vespri cantati della solennità. La messa delle 18,15 è presieduta da monsignor Douglas Regattieri, vescovo emerito di Cesena-Sarsina.

Alle 20,30 di mercoledì 30 partirà il pellegrinaggio diocesano da Porto fuori a Santa Maria in Porto con l’arcivescovo, con arrivo alle 22 e benedizione. Il pellegrinaggio, come tutti gli anni, è organizzato dal movimento di Comunione e Liberazione.

Il primo maggio cade la Festa della patrona: la celebrazione liturgica delle 11 sarà presieduta dal vicario generale don Alberto Brunelli e concelebrata dai sacerdoti della città e del vicariato del mare. Alle 12 la supplica alla Madonna Greca guidata dall’arcivescovo Lorenzo, alle 17,30 seguiranno i secondi vespri cantati e alle 18,15 la concelebrazione eucaristica.

Una barriera anti alluvione temporanea da 270 tonnellate

Sarà disponibile da metà maggio e potrà essere montante entro un giorno lavorativo

Via Cimatti Sottopasso Cavalcavia Circonvallazione (1)

In attesa dei tempi necessari per realizzare il progetto di regimazione delle acque nell’area di confluenza tra il torrente Marzeno e il fiume Lamone, l’amministrazione comunale di Faenza ha approvato un intervento da allestire in caso di emergenza idrologica a protezione dell’area urbana di via Cimatti e delle sue traverse, una delle zone cittadine più colpite dalle alluvioni del 2023 e 2024. La decisione presa, viste le allerte meteo sempre più frequenti, comporta la realizzazione di una barriera anti-alluvione temporanea, da attivare in caso di emergenza, che sarà posizionata trasversalmente a via Cimatti, in corrispondenza del ponte della circonvallazione, in caso di rischio idraulico.

In attesa della realizzazione dell’opera strutturale più ampia – il progetto di regimazione idraulica tra via Cimatti e via San Martino – questa barriera, il cui intervento è coordinato dal Servizio di Protezione Civile del Settore Lavori Pubblici dell’Unione della Romagna Faentina, con il supporto tecnico di uno studio di ingegneria del territorio, «rappresenta una misura provvisoria di contenimento, finalizzata a garantire una maggiore sicurezza nel breve termine».

Nel dettaglio, la barriera sarà composta da 108 blocchi prefabbricati in cemento armato, ciascuno delle dimensioni di 80x80x160 cm e del peso di 2.500 kg che assemblati, formeranno una struttura alta 3,2 metri e profonda 2,4 metri, per un peso complessivo di circa 270 tonnellate. La paratia è progettata, eseguiti i calcoli, per resistere a una pressione dell’acqua pari a 2,5 volte quella statica prevista, offrendo un elevato margine di sicurezza anche in presenza di piene improvvise.

Elemento centrale del progetto è la rapida messa in campo dell’intervento: la barriera potrà essere montata in una sola giornata lavorativa. I blocchi, collegati tra loro per mezzo di elementi metallici frontali e posteriori, costituiranno una struttura solida e continua a integrazione dell’attuale spalla di contenimento, realizzata in blocchi di cemento armato, del terrapieno che corre in un tratto di via Cimatti

I blocchi saranno disponibili da metà maggio e saranno stoccati in un’area attigua al cavalcavia, pronti in caso di allerte legate al rischio idraulico. L’installazione sarà curata da una ditta locale con la quale è stato stipulato un accordo operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per consentire interventi tempestivi in caso di emergenza.

Una volta completata l’opera di regimazione idraulica, progetto pensato a protezione dell’area urbanizzata attorno a via Cimatti, che prevede l’acquisizione di 19 ettari di terreno e la realizzazione di un bacino in grado di contenere fino a 400.000 metri cubi d’acqua, i blocchi commissionati per la barriera temporanea saranno riutilizzati per altri interventi di protezione civile o lavori pubblici sul territorio.

Il Presidente della Regione De Pascale sarà ai funerali di Papa Francesco

De Pascale Papa Francesco

Il presidente della Regione, il cervese Michele de Pascale, parteciperà domani, sabato 26 aprile, a Roma ai funerali di Papa Francesco, che si terranno alle 10 in Vaticano con la messa celebrata dal cardinale decano Giovanni Battista Re.

Il presidente De Pascale sarà alle esequie nella delegazione in rappresentanza della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

La festa della Liberazione in piazza del Popolo, tra Bella Ciao e polemiche – FOTO

La canzone partigiana inizialmente non prevista. Forza Italia: «A che titolo ha parlato una 26enne dell’Anpi?»

Celebrato il 25 aprile a Ravenna, in una piazza del Popolo gremita, con la cerimonia ufficiale che ha visto gli interventi del sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia, del prefetto Raffaele Ricciardi e di una giovane rappresentante dell’Anpi, l’associazione dei partigiani, Alice Casadei.

La cerimonia si era conclusa con l’esecuzione della Leggenda del Piave da parte della banda cittadina (che aveva aperto le celebrazioni con l’inno di Mameli), invitata poi a tornare a esibirsi dal pubblico, desideroso di intonare “Bella Ciao” (la canzone partigiana è stata poi suonate per due volte), inizialmente non prevista, probabilmente per seguire l’appello alla “sobrietà” del Governo in questi giorni di lutto nazionale per la morte del Papa.

Qui sotto la fotogallery di Massimo Argnani

Sul tema è intervenuto Alberto Ancarani, capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia: «L’errore non è quello di aver ritenuto di non fare suonare “Bella Ciao”, salvo in qualche modo pentirsene e farla eseguire due volte, bensì l’aver creato l’aspettativa che “si debba suonare per forza” come se specificamente quella canzone fosse un patrimonio condiviso. Quella canzone rappresenta da tempo un rituale della sinistra italiana o di quell’antifascismo incapace di essere antitotalitario, che rappresenta il motivo per cui come Forza Italia, da anni, il 25 Aprile preferiamo recarci ai cimiteri Alleati e al Sacrario di Camerlona, piuttosto che prendere parte alla liturgia di Piazza del Popolo. E questo non per sminuire il contributo della Resistenza alla Liberazione dal regime fascista, ma per prendere le distanze dalla narrazione divenuta prevalente in questo contesto, ovvero la “sinistra buona” che combatte tuttora tutto ciò che non è sinistra, spacciando ogni cosa che non è ideologicamente ad essa affine per un pericolo imminente di ritorno del fascismo».

Ancarani definisce poi inaccettabile l’intervento dell’Anpi. «Quest’anno la rappresentante individuata ha 26 anni. Cosa c’entra con i partigiani veri? A che titolo viene fatta intervenire in una cerimonia ufficiale se non per spacciare ideologia un tanto al chilo? Cosa rappresenta? Quale sovranità popolare le attribuisce il titolo per salire su un pulpito e fare comizi? Perché non può parlare, piuttosto un rappresentante delle opposizioni presenti nel massimo organo politico eletto dal popolo, che è il consiglio comunale, ma deve avere il microfono una ragazza imbevuta di ideologia non eletta da nessuno?».

 

«Troppa retorica sulla Resistenza, ma sono chiari i valori delle parti in campo»

Il giornalista Luca Misculin presenta un podcast dedicato ai fatti tra il 1943 e il 1945. «Le potenze mondiali di oggi non hanno ancora deciso chi sono i cattivi della Storia»

Luca Misculin

La Resistenza è forse l’argomento del dibattito pubblico e politico che più di tutti si porta appresso l’aggettivo “divisivo”. Ogni anno, puntualmente, si ripropone la contrapposizione fra schieramenti: tanti luoghi comuni, frasi fatte, ricostruzioni abbozzate e spesso piegate a proprio uso e consumo. «C’erano tutte le condizioni per realizzare un racconto divulgativo che cerchi di spiegare per bene le cose», dice Luca Misculin, giornalista de Il Post. Così è nato “Una Mattina”, un podcast di tre stagioni dedicato al movimento di massa che si sviluppò in Italia tra il 1943 e il 1945 per liberarsi dal nazi-fascismo. La prima stagione di cinque puntate sugli eventi del 1943 è disponibile da oggi, venerdì 25 aprile. Di questo, ma anche del suo libro Mare Aperto dedicato al Mediterraneo, Misculin parlerà a Lugo il 26 aprile in occasione della seconda edizione di “Fratture”, la giornata di conversazioni organizzata dalla rivista Pandora.

Misculin, come nasce l’idea di questo podcast?
«Ci pensiamo da un paio di anni, partendo dalla constatazione che ormai di Resistenza in Italia se ne parla poco e male. Sono rimasti pochi testimoni diretti di quei fatti ancora in vita. I meglio intenzionati che tengono viva la memoria poi spesso tendono a raccontare l’esperienza di partigiani e partigiane come se fossero vicende eroiche da piedistallo con un carico di retorica importante. E va detto che siamo immersi in un clima politico che non aiuta: ci sono ministri e ministre che preferirebbero ignorare il 25 aprile perché alle spalle hanno la storia di chi uscì sconfitto da quegli anni».

È un argomento che tocca anche le giovani generazioni?
«I più giovani ne hanno poca contezza perché è un argomento che arriva sempre a fine dei cicli scolastici e fatto spesso di fretta».

Perché la scelta del formato podcast?
«In parte proprio con l’obiettivo di arrivare a pubblici anche giovani. Ma anche perché c’è una vasta disponibilità di materiale audio e usare la viva voce delle persone ha una forza enorme in questo tema».

I podcast sono diventati un prodotto giornalistico consolidato?
«Il Post li realizza da tempo. Si sposano bene con il nostro approccio al lavoro giornalistico, soprattutto per il linguaggio, sia perché richiedono attenzione alla scelta delle parole e sia perché richiedono un tono informale ma autorevole che ci ha sempre caratterizzato».

Questo sulla Resistenza parte già annunciando altre due stagioni che usciranno nel 2026 e 2027. Non è comune una pianificazione così a lunghissima scadenza…
«Dobbiamo ringraziare abbonati e abbonate. Oggi sono più di centomila (l’abbonamento annuale costa 80 euro, ndr) e ci consentono di fare lavori più approfonditi: nel mio caso ho potuto dedicare gli ultimi tre mesi quasi esclusivamente al podcast».

Qual è il taglio con cui avete affrontato il tema?
«Il solito approccio de Il Post: rimanere sulle cose concrete, affidarsi e chi ne sa di più attraverso documenti o interviste, spiegare perché alcune persone hanno compiuto una scelta invece di un’altra, descrivere il periodo storico avvelenato dalla propaganda fascista».

Il “rigore postiano” impone una posizione obiettiva anche su un argomento che vede in campo valori così distanti fra le parti?
«Rigore non significa equidistanza. Abbiamo ben chiari i valori in cui ci riconosciamo, quelli di una società libera in cui c’è libertà di stampa. Diremo molto chiaramente che da una parte c’era un’Italia violenta e dell’altra un’Italia democratica. Ma senza dimenticare il contesto: per esempio, i giovani nati dopo il 1920 erano cresciuti in un ambiente imbevuto di propaganda senza aver mai conosciuto alternative. E questo va raccontato per capire le scelte delle persone».

Interrogarsi su questioni di neutralità e oggettività del racconto dovrebbe essere l’Abc del giornalismo. Ma ha senso farlo se poi i giornali, di fatto, sono in concorrenza con tanti altri canali che non hanno obblighi deontologici e poi magari raggiungono pubblici molto più vasti?
«In un mondo in cui tutto sembra andare troppo veloce penso che offrire un racconto autorevole e credibile sia un valore importante. Purtroppo alcuni giornali hanno rinunciato a questo ruolo, finendo per avvelenare i pozzi per tutti. A Il Post siamo convinti che si veda se c’è un prodotto giornalistico solido e speriamo che sempre più persone lo apprezzino e quindi lo cerchino».

L’immagine che oggi abbiamo dei fatti di ottanta anni fa sembra dirci che a un certo punto le potenze più importanti del mondo si trovarono concordi nell’individuare il male da fermare. Una posizione così univoca non sta maturando sugli scenari attuali in Ucraina e in Palestina.
«Oggi gli Stati con più autorevolezza internazionale non sono d’accordo su chi siano i cattivi della storia da condannare. Lo scenario è incerto, ancora di più dopo l’arrivo di Trump negli Usa».

Se andiamo rileggere le pagine di molti giornali del 2022 con i primi commenti e analisi dell’invasione russa troviamo tante dichiarazioni invecchiate male. I media hanno sbagliato nella scelta delle fonti da interpellare o era inevitabile commettere errori?
«A mio parere su una questione delicata come la guerra non è stato fatto un gran servizio dai media italiani, dando più spazio a chi la sparava grossa e scatenava l’emozione più forte. Tanti giornali sono sempre più interessati a coltivare un proprio pubblico, a schierarsi a favore di un racconto identitario piuttosto che uno fedele alla realtà. Ma è anche un sintomo di come funziona la società di oggi, sempre più divisa in tribù, dove siamo sempre più incattiviti e ci circondiamo solo di chi la pensa come noi».

Tra le conseguenze più drammatiche dei conflitti ci sono spesso le migrazioni di popoli. Nel 2023 è stato 12 giorni nel Mediterraneo sulla nave Geo Barents di Medici senza frontiere. Oltre al podcast che ne è uscito, cosa le rimane di quella esperienza?
«Seguo i temi delle migrazioni da tempo. Prima di salire a bordo avevo avuto occasione di parlare con migranti e con operatori in servizio sulle navi. Ma quello che puoi vedere in prima persona è molto più complesso di qualunque spiegazione. E poi ricordo la terribile sensazione del mal di mare, difficile non pensare a persone che si avventurano su barche di fortuna senza aver mai visto il mare prima in vita loro. Quella missione di soccorso sembrava destinata a finire con lo sbarco proprio a Ravenna e poi invece venne assegnato Bari come porto sicuro».

Oltre 200 persone in Comune per Veltroni e il suo libro sulla partigiana Iris

Il sindaco Isola: «Per trasmettere la memoria serve empatia»

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato Antifascista per la Democrazia e la Libertà del Comune di Faenza, giovedì pomeriggio, in una sala del Consiglio comunale gremita da oltre 200 persone, si è tenuta la presentazione del romanzo Iris, la libertà (Rizzoli, 2025), alla presenza dell’autore Walter Veltroni.

Il libro, frutto anche delle ricerche condotte con il supporto di alcuni discendenti di Silvio Corbari, compagno di Iris Versari, ripercorre la vita della giovane che, a soli 21 anni, si unì alla formazione partigiana guidata da Corbari, diventandone l’unica donna e partecipando attivamente alla lotta armata contro il nazifascismo. Il racconto culmina nel tragico episodio del 18 agosto 1944, quando Iris si tolse la vita dopo aver ucciso un soldato delle SS, nel tentativo di permettere la fuga dei suoi compagni.

«Ho scoperto la storia di Iris per caso, acquistando quasi casualmente un volume in una libreria di Forlì – ha raccontato Walter Veltroni durante l’incontro –. Mi aveva colpito la sua foto in copertina e la breve descrizione; l’ho comprato e, leggendolo in treno, sono letteralmente precipitato nella sua vicenda. Iris non è stata solo una partigiana, ma una ragazza che ha rifiutato il destino che le era stato assegnato. Voleva studiare, conoscere, vivere la città. Non le bastava fare la partigiana: voleva essere una donna partigiana, protagonista tra gli uomini. Ho scelto di raccontarla in prima persona, come fosse un diario immaginario, per restituirle voce ed emozioni. La sua è una storia doppia, straordinaria e tragica, che, a mio avviso, meritava di essere raccontata con rispetto e umanità».

«Ci troviamo di fronte a un’occasione straordinaria, che ci è stata donata dal libro di Walter Veltroni: quella di poter leggere e rivivere la storia con parole nuove – ha dichiarato il sindaco Massimo Isola –. Oggi, questo, è un dovere civile e costituzionale. Non possiamo più affidarci solo all’informazione; per trasmettere la memoria serve empatia, occorre emozionare. Con questo libero Walter ha compiuto un gesto prezioso, restituendoci una figura straordinaria non solo nella sua dimensione eroica, ma nella vita vera, quotidiana. Iris non voleva semplicemente fare la partigiana: voleva essere una donna partigiana. E questo, oggi, fa tutta la differenza. Abbiamo bisogno di questi esempi. Abbiamo bisogno di riscrivere il Novecento con la grammatica del XXI secolo, per non lasciare che la memoria diventi qualcosa di vetusto, ma viva tra noi, nelle nostre coscienze. Questo libro è un dono prezioso alla nostra città e al nostro Paese».

I Partigiani: «Il sindaco ci ha vietato di intervenire alla cerimonia del 25 aprile»

La denuncia dell’Anpi a Brisighella, unico comune governato dal centrodestra in provincia

Monumento Caduti Brisighella Parco Ugonia
Il monumento ai caduti di Brisighella

Sta facendo discutere la denuncia dell’Anpi di Brisighella, che sostiene di essersi vista negare dal sindaco Massimo Pederzoli ogni possibilità di intervento durante la cerimonia ufficiale del 25 Aprile al monumneto ai Caduti del parco Ugonia.

Brisighella, come noto, è l’unico comune governato dal centrodestra in tutta la provincia di Ravenna.

Una scelta, quella di Pederzoli, che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Sez. Pino Bartoli” di Brisighella ha definito «incomprensibile, soprattutto in un anno così simbolico», quello dell’80esimo anniversario. Il direttivo Anpi ha deciso così di astenersi dal partecipare alla cerimonia ufficiale organizzata dal Comune e in alternativa «organizzerà un momento autonomo di commemorazione».

«L’appuntamento di “vera partecipazione” del 25 aprile a Brisighella – comunicano dall’Anpi – è alle ore 10 in Piazzetta Porta Gabolo, davanti alla lapide posta dal Comune stesso nel 1995 in occasione del 50° della Liberazione. Tutti i cittadini e le cittadine sono invitati a partecipare, portando un fiore, un pensiero o semplicemente la propria presenza consapevole per onorare con dignità e libertà il significato autentico della Festa della Liberazione. Perché la Resistenza non è retorica: è memoria attiva, è voce, è presenza».

A esprimere solidarietà alla sezione di Brisighella è in prima battuta l’Anpi provinciale, che giudica «inaccettabile la decisione totalmente immotivata del sindaco di non dare la parola all’Anpi nel giorno della celebrazione dell’80° anniversario della Liberazione».

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