Sarà inoltre vietato l’ancoraggio di cicli e motocicli ai pali della pubblica illuminazione e alle strutture di legno
In coincidenza con la stagione balneare estiva, da sabato 19 aprile a domenica 2 novembre, entra in vigore la regolamentazione della sosta e dell’accesso ai lidi. Come nella stagione 2024, nella zona del Parco Marittimo (Marina di Ravenna e Punta Marina) lo stradello retrodunale non è accessibile alle auto. L’accesso è consentito solo ai pedoni e ai veicoli autorizzati, tra i quali i veicoli a servizio di persone con disabilità muniti di apposito contrassegno, le biciclette, i motocicli e i ciclomotori. Le trasgressioni sull’area demaniale marittima, sono punite con una sanzione di 206 euro e non prevedono lo sconto del 30%.
Nel dettaglio il divieto riguarda il tratto dal bagno Waimea, a Marina di Ravenna, incluso, in direzione sud fino al bagno Gianni (ad esclusione del piazzale ad ovest del bagno Tiziano), e a Punta Marina Terme, nel tratto di arenile demaniale compreso tra piazza Aurelio Saffi e il bagno Brandina. Per quanto riguarda il tratto di arenile demaniale retrostante gli stabilimenti balneari di tutti gli altri lidi (Porto Corsini, Marina Romea, Casalborsetti, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio) bisogna fare riferimento alla eventuale segnaletica in loco.
Inoltre, fanno sapere dal Comune di Ravenna, «è vietata l’occupazione, con mezzi di ogni tipo – auto, cicli e motocicli – dei percorsi in legno e della pista ciclabile ed è vietato l’ancoraggio di cicli e motocicli ai pali della pubblica illuminazione e delle strutture lignee in quanto elementi pericolosi nell’ambito del percorso stesso; i suddetti veicoli saranno suscettibili di rimozione con spese a carico del trasgressore. Tutti i provvedimenti sono finalizzati a salvaguardare l’arenile da un uso improprio e non conciliabile con la sua natura e dall’esigenza di tutelarne le originarie caratteristiche ambientali e morfologiche».
Assegnata anche una provvisionale di 17mila euro. Il 31enne ora lavora in un settore privato con “limitato contatto con il pubblico”
Otto anni di reclusione. È la condanna inflitta in abbreviato a un infermiere 34enne a suo tempo dipendente di una clinica convenzionata di Riolo Terme, accusato di avere sessualmente abusato tra il novembre 2022 e il gennaio 2023 di quattro pazienti fragili, poco più che ventenni.
Per l’infermiere – come riportato da Corriere Romagna e Resto del Carlino – è stata decisa pure l’interdizione perpetua dai pubblici uffici oltre che la sospensione dall’esercizio di professioni infermieristiche per tre anni. Il collegio di appartenenza professionale dell’imputato – quello di Bologna – ha già aperto un fascicolo disciplinare.
Due delle ragazze così come il gruppo societario di cui fa parte la clinica, specializzata in problematiche psicologiche e psichiatriche, si erano costituite parte civile. Alla prima (avvocato Maddalena Introna) il Gup Janos Barlotti ha assegnato una provvisionale di 17mila euro. L’altra a suo tempo aveva ritirato la costituzione dopo un accordo risarcitorio. Le indagini dei carabinieri della locale Compagnia coordinate dal Pm Stefano Stargiotti, erano scattate dal racconto di una giovane e avevano collocato gli abusi soprattutto durante i turni di notte.
Il 31enne – difeso dall’avvocato Rita Nanetti – era finito inizialmente in custodia cautelare in carcere; aveva poi ottenuto dal Riesame i domiciliari in ragione dell’inizio di un percorso terapeutico già intapreso e dalle dimissioni spontanee dalla struttura – la quale aveva comunque provveduto a sospenderlo subito – per infine andare a lavorare in uno specifico settore privato con limitato contatto con il pubblico.
La perizia sul suo stato, ha in estrema sintesi fatto emergere tratti di immaturità psico-affettiva confermando però la sua capacità di intendere e volere. (Ansa.it)
Viabilità interrotta. In corso controlli sugli edifici per verificarne l’agibilità
Intorno alle 14 di oggi, venerdì 18 aprile, un incendio ha coinvolto un edificio in via Fornarina, interessando il piano terra e il primo piano dei civici dal 10 al 14. Secondo le prime ricostruzioni pare che l’incendio sia scoppiato nelle cantine dell’edificio.
Circa 40 le abitazioni che risultano coinvolte e su cui saranno effettuati i controlli tecnici per verificarne l’agibilità. Quattro persone anziane sono state trasportate al Pronto Soccorso di Faenza con codici di bassa gravità.
Il sindaco Massimo Isola, tramite un post su Facebook, fa sapere che «le persone evacuate sono state momentaneamente accolte al centro sociale “Il Borgo” e sono state attivate le procedure per fornire assistenza e individuare sistemazioni alternative per chi non potrà rientrare a casa. La viabilità in via Fornarina è attualmente interrotta, dalla rotonda all’intersezione con via Saviotti fino a via Lega e resterà chiusa fino alla conclusione delle operazioni».
Sul posto sono presenti la polizia locale dell’Unione della Romagna Faentina, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, il personale del 118, la Protezione Civile e i volontari del soccorso animali.
I lavori riprenderanno a fine stagione estiva con il completamento delle parti mancanti
Riapre al traffico veicolare e pedonale Viale Italia, il lungomare che collega le località cervesi di Tagliata e Pinarella. Dopo il rifacimento della linea dell’acquedotto e degli allacciamenti idrici, nei tratti che sono stati oggetto di intervento sono state rinnovate integralmente le pavimentazioni, l’impianto di pubblica illuminazione e l’installazione degli arredi. I lavori riprenderanno a fine stagione estiva con il completamento delle parti mancanti.
Le novità sostanziali apportate al progetto iniziale sono rappresentate dai percorsi a raso, in cui il piano viabile risulta ora complanare con i marciapiedi e con la pista ciclopedonale. Un’ulteriore novità è rappresentata dalla posa dell’asfalto colorato caratterizzata da un nuovo materiale che, oltre a migliorare la visibilità, garantirà soprattutto una riduzione dell’albedo e della temperatura percepita durante il transito. I tratti finora realizzati con queste soluzioni tecnologiche sono quelli compresi tra Viale Sicilia e Via Caserta e tra Via San Marino e Via Emilia, che in autunno si prolungherà fino a Via De Amicis.
L’altro intervento di rilievo che va nella direzione dell’aumento del comfort e nella riduzione delle barriere architettoniche è rappresentato dall’eliminazione dell’asfalto e ripavimentazione con materiali naturali e permeabili delle traverse di viale Sicilia e via Mezzanotte.
Il sindaco Mattia Missiroli e l’assessore Mirko Boschetti commentano: «La riapertura di Viale Italia rappresenta un traguardo importante per le comunità di Tagliata e Pinarella e siamo certi garantirà la trasformazione di questo spazio in un luogo di incontro e di scambio sociale. Questo progetto Pnrr rappresenta una grande possibilità di rilancio di questa porzione di città, da sempre meta preferita di famiglie e che negli ultimi anni ha registrato grande vivacità, grazie anche all’organizzazione di importanti eventi. La sospensione del cantiere nel periodo primaverile estivo garantirà la completa accessibilità di tutti gli spazi, dalla pineta alla spiaggia alla pista ciclopedonale e consentirà di svolgere nelle migliori condizioni possibili anche il Festival degli Aquiloni, che inizierà la prossima settimana e porterà a Cervia migliaia di turisti e appassionati».
L’associazione denuncia «la prassi del governo lascia scoperto il tratto di mare dove le persone continuano a morire»
La nave Life Support di Emergency ha soccorso 82 migranti in difficoltà nelle acque internazionali della zona Sar libica. Il salvataggio è avvenuto nel pomeriggio del 17 aprile, quando dal ponte di comando è stato avvistato un gommone sovraffollato con tubolari sgonfi e deformato dal peso e dalle onde lunghe. «Verso le 16 abbiamo avvistato una barca in pericolo: un gommone sovraffollato e deformato dal peso delle troppe persone a bordo, mentre il mare era ancora mosso con onde lunghe», ha spiegato Jonathan Naní La Terra, capomissione della Life Support.
Il team Sar è intervenuto distribuendo i giubbotti salvagente e ha tratto in salvo tutti i naufraghi, successivamente accolti a bordo. Tra le 82 persone soccorse figurano 11 donne, 2 ragazze minori non accompagnate, 1 bambina accompagnata, 23 ragazzi minori non accompagnati e 1 bambino accompagnato. I sopravvissuti hanno dichiarato di essere partiti da Zawiya, in Libia, intorno alle 2 di notte. Provengono da Sudan, Eritrea, Etiopia, Ghana, Nigeria e Togo.
Dopo l’operazione di salvataggio e la comunicazione alle autorità competenti, alla nave è stato assegnato il porto sicuro di Ravenna, distante oltre 900 miglia nautiche dal punto di soccorso. L’assegnazione, secondo Emergency, costringerà la Life Support a più di quattro giorni di navigazione, allungando i tempi per l’approdo e la presa in carico dei migranti.
«Anche questa volta – si legge in un post su Facebook di Emergency -, la prassi del governo di assegnare porti di sbarco distanti ci costringe a percorrere centinaia di miglia in più inutilmente, lasciare scoperto il tratto di mare dove le persone continuano a morire, ed espone i naufraghi a ulteriori vulnerabilità, sia fisiche che psicologiche». (fonte agenzia Lapresse)
Il truffatore, convinto di aver raggirato la vittima, si è presentato a casa sua, trovando però la polizia
«Se paghi tuo figlio non andrà in carcere». Lo ha detto a un’anziana al telefono un truffatore che ha cercato di raggirarla con il tentativo di estorcerle del denaro. La truffa non è andata a buon fine dato che la signora (che non ha figli) aveva nel frattempo avvisato la polizia, che ha atteso a casa insieme all’anziana il truffatore – un ragazzo di 20 anni – denunciandolo.
Nella telefonata – come fa sapere la questura attraverso un comunicato – l’interlocutore si era presentato come agente delle forze dell’ordine per comunicare alla donna che il figlio era stato identificato come il responsabile di un incidente stradale, nel quale era rimasta ferita una bambina poi ricoverata in ospedale per le cure mediche. Il falso appartenente alle forze dell’ordine ha spiegato alla donna che se avesse pagato immediatamente le cure mediche per la bambina, il figlio avrebbe evitare di andare in carcere. Ha quindi invitato la potenziale vittima a preparare i soldi e l’oro che aveva in casa.
Sicuro di aver tratto in inganno la donna, il giovane è giunto nell’abitazione della donna dove è stato colto di sorpresa e arrestato dai poliziotti del commissariato di Lugo. Dagli accertamenti eseguiti è emerso che il ventenne italiano era già stato arrestato due settimane fa, in altra regione, per aver commesso un altro reato. Vista la pericolosità dell’uomo e al fine di prevenire la reiterazione di reati analoghi nel territorio, il questore Lucio Pennella ha emesso nei suoi confronti il divieto di ritorno nel comune di Lugo per la durata di tre anni.
Lo stabilimento di Agrintesa si prepara per accogliere una settimana di eventi dal 29 aprile al 4 maggio
In programma anche due occasioni di approfondimento
È tutto pronto per la Festa della Cooperazione di Bagnacavallo, che si prepara ad animare lo stabilimento di Agrintesa in via Boncellino, da martedì 29 aprile a domenica 4 maggio. L’ormai tradizionale appuntamento delle Confcooperative Romagna è giunto ormai alla 47esima edizione: «Una tradizione ormai consolidata – sottolinea Antonio Buzzi, presidente del Comitato organizzativo della Festa per Confcooperative Romagna -. Un’occasione per incontrare le imprese e le persone che hanno fatto di Bagnacavallo un importante nodo della cooperazione romagnola».
Giovedì 1° Maggio sarà la giornata di punta della Festa, che partirà con la messa delle 10 celebrata da don Ugo Facchini, arciprete di Bagnacavallo (evento trasmesso anche in diretta su Teleromagna, canale 14). A seguire la benedizione delle macchine agricole e il pranzo della cooperazione (solo su prenotazione).
Nel pomeriggio, dalle 14.30, aprono gli stand delle cooperative, le mostre e l’intrattenimento (pesca di beneficenza, spettacoli degli sbandieratori del Rione Verde di Faenza e dei Diavoli della frusta, giochi per bambini, musica e pizza della cooperazione).
Il programma continua nei giorni seguenti con momenti ricreativi e solidali: sabato 3 maggio si segnala il raduno cicloturistico Gran premio della Cooperazione, dalle 7 alle 12, mentre domenica 4 maggio lo stabilimento di Agrintesa ospita il Pranzo della Solidarietà (ore 12.30) a cura delle famiglie ucraine ospitate nei centri accoglienza di Cotignola e Bagnacavallo e dei volontari dei gruppi Amici del forno e Amici del Mozambico (prenotazione obbligatoria entro venerdì 2 maggio chiamando lo 0545 936097 ); mentre alle 14.30 si torna a festeggiare con l’apertura degli stand, la pesca di beneficenza, gli spettacoli di Infinity Gym e la musica di Guru Dj, per finire alle 20.30 con la commedia dialettale “Una palèstra un po’ scarvajèda” a cura della “Compagnia Qui de tond”.
Quest’anno sono inoltre in programma anche due momenti di approfondimento, che riguardano il mondo dell’agroalimentare e il mondo del sociale. Martedì 29 aprile, alle 18.30, nella sala assemblee di Agrintesa si svolgerà “Quale impatto delle politiche green sulla nostra agricoltura” con interventi di Aristide Castellari, presidente Agrintesa, Davide Vernocchi, presidente Apoconerpo, Paolo Tassani, presidente Agrofarma, Stefano Boncompagni, dirigente regionale settore Fitosanitario, Raffaele Drei, presidente Fedagripesca Confcooperative, e conclusioni di un rappresentante dell’amministrazione regionale all’Agricoltura; l’evento è rivolto ai delegati e ai consiglieri di Agrintesa, Agrisol e Propar e delle cooperative agroalimentari aderenti a Confcooperative Romagna. Venerdì 2 maggio sarà invece la volta di “Il futuro dei servizi per la non autosufficienza tra invecchiamento della popolazione e persone con disabilità”, con interventi di Gianluigi Bovini, demografo, Mirca Renzetti, vicepresidente Confcooperative Romagna, Alberto Alberani, portavoce Forum Terzo Settore, Isabella Conti, assessora al Welfare Regione Emilia-Romagna e Antonio Buzzi, presidente Federsolidarietà Confcooperative Emilia Romagna nel ruolo di coordinatore. Le conclusioni del dibattito saranno a cura di Manuela Rontini, sottosegretaria alla presidenza della Regione Emilia Romagna.
Incontri con l’autore, live streaming dalla Palestina e tavole rotonde per esplorare più a fondo il tema della diffusione di informazioni in contesti militarizzati
Manca poco all’inaugurazione di “Fa che sia un racconto”, la mostra delle fotografie del Pulitzer Lorenzo Tugnoli in programma da giovedì 24 aprile (apertura alle 18), curata da Francesca Recchia e con la direzione creativa di Diego Segatto. L’esposizione sarà visitabile fino al 2 giugno nell’ex convento di San Francesco a Bagnacavallo e vuole indagare il tema delicato della veicolazione delle informazioni nei contesti di escalation militare, e la mostra sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali sul tema.
Il primo sarà l’anteprima della presentazione della mostra, che riporterà Lorenzo Tugnoli a Sant’Agata sul Santerno nella serata di mercoledì 23aprile: l’appuntamento è alla Sala della Comunità, alle 20.30, dove il fotografo interverrà insieme alla curatrice Francesca Recchia per illustrare i contenuti della mostra. L’ingresso è gratuito, prenotabile online o all’Ufficio del turismo (0545 280898).
L’inaugurazione del 24 prevede invece una visita guidata seguita da una trasmissione live in streaming dell’emittente on line palestinese e giordana Radio Alhara, con il dj set di Omaya Malaeb, che proporrà un paesaggio sonoro evocativo del territorio medio-orientale contemporaneo, in cui memoria, resistenza e ritmo si intrecciano.
L’evento successivo è in programma sabato 3 maggio, alle 10 del mattino, quando al Centro civico G. Pellegrini di Conselice sarà celebrata la Giornata internazionale della libertà di stampa con il convegno «Europa, democrazie e libertà di stampa sotto attacco. L’attualità delle conquiste della Liberazione tra bavagli, guerre e nuova narrazione della storia», a cura del Comune di Conselice, dell’associazione Stampa Emilia-Romagna, della Federazione Nazionale Stampa Italiana e dell’Osservatorio sulla libertà di stampa.
Venerdì 9 maggio alla Sala del Carmine di Massa Lombarda andrà invece in scena «Verso», un incontro-spettacolo sotto forma di «dialogo libero tra linguaggi e persone» nel corso del quale l’artista, educatrice e mediatrice culturale Alice Lucci approfondirà le figure dei «griot» dell’Africa Occidentale insieme a Jabel Kanuteh, esponente contemporaneo di questa genia antichissima di poeti e cantori che suonano la kora e trasmettono la tradizione orale degli avi. Jabel Kanuteh racconterà la sua esperienza di vita, che lo ha condotto dal Gambia in Italia, attraverso la rotta libica. Ad accompagnare il dialogo, le fotografie che Lorenzo Tugnoli ha scattato durante i suoi report in Libia, per documentare l’impatto della guerra sulle popolazioni, i centri di detenzione e il traffico umano dei migranti diretti in Europa.
L’ultimo evento è in programma venerdì 16 maggio alle 18 al circolo Arci Brainstorm di Fusignano. L’incontro «Bunker», moderato da Veronica Lanconelli, vedrà confrontarsi due grandi fotografi romagnoli, Guido Guidi e Giovanni Zaffagnini, a partire dalle fotografie che il primo ha scattato ai bunker nordeuropei dell’Atlantic Wall e che il secondo ha fatto invece ai bunker ravennati.
Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa Spiagge, sulla stagione in avvio sui lidi tra vecchi problemi e nuove incognite: «Per il personale, investiamo sugli stranieri»
L’ex Bagno Pelo, ora Cala Cedrina, tra le novità dei Lidi Ravennati
Manca ancora qualche settimana all’estate, ma il clima sui lidi è già quello della ripartenza, anche grazie al calendario di ponti e festività e alle prime riaperture dei bagni in spiaggia. A tratteggiare il quadro del turismo sulla riviera ravennate è Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa Spiagge, tra novità e problemi ormai noti nel settore. «La stagione esordisce con un calendario molto positivo, grazie ai weekend di Pasqua, 25 aprile e primo maggio in rapida successione. Ci aspettiamo buone presenze in tutte e nove le località balneari del ravennate, e anche dagli operatori alberghieri il pronostico è positivo – commenta Rustignoli – dallo scorso weekend la maggior parte degli stabilimenti ha aperto la zona bar, ristorazione e campi giochi. I primi riscontri sono emersi già con il timido sole di inizio aprile, speriamo nella clemenza del meteo per i giorni a venire».
In gran parte dei lidi (come a Marina di Ravenna, Porto Corsini, Lido di Classe) si lavora già per la stesura della duna artificiale, mentre le località caratterizzate da una spiaggia più corta dovranno rispettare un calendario più prudenziale, con l’abbattimento degli argini artificiali entro le prime settimane di maggio. Per quello che riguarda le novità si conta qualche cambio gestione: dallo storico Bagno Tiziano di Punta Marina, gestito dal 1982 dalla famiglia Casamenti e affittato quest’anno a una nuova coppia di imprenditori. Sempre a Punta Marina, il bagno Pelo diventa Cala Cedrina, sotto la guida di Filippo Tagiuri e Massimo Bonci. A Marina di Ravenna, la gestione del Me Beach della famiglia Mandorlini passa ad altri nomi noti dell’imprenditoria locale (Cristian Correnti, Nicola Rossi, Luca Poletti, Nicola Ferrini e Mattia Montanari) con il nuovo nome Formentera. «Si tratta per lo più di affitti, perché nella cornice di incertezza della Bolkestein le compravendite restano ferme» commenta Rustignoli. Sul tema, i balneari sono ancora in attesa del decreto a completamento della legge, il cui arrivo è pronosticato entro la fine di maggio: «La normativa attuale non ci soddisfa e non tiene conto dei percorsi e degli investimenti fatti per avvicinarsi alle evidenze pubbliche. Non siamo contrari a queste ultime, ma vanno calibrate nel giusto modo. Speriamo in un decreto che smorzi la legge attuale in cui si riconosca il valore delle nostre imprese. La categoria ha investito con un regime che dava la certezza di rinnovo automatico delle concessioni per coloro che avrebbero comprato e investito sullo stabilimento. Nessuno vuole eludere i principi europei, ma è giusto riconoscere i diritti di imprese e famiglie e rispettare i patti con lo Stato, prestando massima attenzione agli spiragli lasciati aperti dalla direttiva per eventuali acquisti in blocco da parte di multinazionali e uso di capitali illeciti».
Altro tema ricorrente ormai ad ogni avvio di stagione è la mancanza di personale. A metà aprile, sui 130 addetti al servizio di salvataggio se ne contano solo 90 (si spera in nuove adesioni al termine dei corsi di formazione in essere). Più in generale, sembrerebbe mancare ancora circa il 20/25 percento del personale necessario all’avvio delle attività: «È un tema a cui prestare molta attenzione, non solo nell’immediato, ma anche proiettandoci verso i prossimi 5 o 10 anni, dove la situazione diventerà davvero problematica» aggiunge il presidente della cooperativa. «In questo caso, oltre a incentivare retribuzioni adeguate e contratti regolari, la soluzione potrebbe passare dalla valorizzazione della forza lavoro straniera, intesa come risorsa su cui investire in un percorso formativo adeguato. Iniziative simili sono già attive, ma credo sia fondamentale un approfondimento e il coinvolgimento degli stessi imprenditori nei percorsi di inserimento, nel loro stesso interesse: senza l’adeguata forza lavoro non puoi vendere un buon servizio». Nonostante le difficoltà, la stagione passata ha riservato più di una soddisfazione : «Il 2024 si è posizionato mediamente bene in termini di presenze. Si riconferma l’attrattiva delle nostre località balneari e l’ottimo rapporto tra qualità dei servizi e accessibilità di prezzo, difficile da replicare in Italia a parità di prestazioni. Da sottolineare anche il pregio del mare, riconfermato Bandiera Blu. Una qualifica non scontata che mostra un chiaro segnale di attenzione da parte di istituzioni e privati».
Non è mancato però qualche lato negativo, legato soprattutto alle nuove modalità di fruizione dei lidi, ben lontane dal concetto di “stagione” in voga qualche decina di anni fa in Riviera, con vacanze lunghe (anche di qualche mese) e un consumo più costante: «A mancare, in parte, è stato il fatturato. Nonostante la buona affluenza registrata, in questo clima di contrazione le persone sono più attente alle spese – spiega il presidente – già da qualche anno poi, la fruizione dei nostri lidi è diventata sempre più frenetica e di prossimità, con picchi nel weekend e gravi flessioni infrasettimanali. Questo porta a un’affluenza meno gestibile e un maggior assoggettamento al meteo che, se avverso in pochi fine settimana, può compromettere l’intera stagione». Tutte questioni che si ripropongono per il 2025. L’alternativa suggerita da Rustignoli punta all’implementazione dell’offerta ricettiva, quasi del tutto assente in alcune località molto frequentate, in primis Marina di Ravenna: «Un compromesso tra il contenimento dei costi per l’imprenditore e il basso impatto ambientale, senza ricorrere a opere di ulteriore cementificazione, potrebbe essere l’incentivo di aree ricettive all’aria aperta: dai camping alle zone attrezzate per camper, no ai bungalow e case mobili, apprezzate dai turisti e in grado di valorizzare la particolarità unica dei nostri lidi, incastonati tra mare e pineta. Questa opzione permetterebbe inoltre all’imprenditore di fare un investimento graduale e modulabile nel tempo. Dall’amministrazione comunale ci auguriamo la disponibilità alla stesura di nuovi piani urbanistici, poi certamente serviranno gli imprenditori…».
Per quanto riguarda il turismo di prossimità invece, lo scoglio più grande sembra riguardare i parcheggi: «Si tratta di un disagio già presente in queste zone, enfatizzato dalla realizzazione del Parco Marittimo. Il valore aggiunto che l’opera offre ai nostri lidi però è innegabile, e credo che i disagi siano ampiamente ripagati dal risultato. Nelle zone in cui i lavori sono terminata si registra una fruizione continua e eterogenea, dalla passeggiata in famiglia allo sport – precisa Rustignoli – ora è compito dell’amministrazione strutturare un sistema di servizi di collegamento trasversale ed efciente per il pendolarismo che caratterizza le nostre località. Si è fatto tanto per Marina, con navetto e parcheggi scambiatori e si sta iniziando a Punta, con la costruzione del parcheggio di via Baroncelli. Questa dinamica andrebbe applicata su tutti i lidi, con l’istituzione di hub di accoglienza dotati di grandi aree ombreggiate con corse frequenti e gratuite dei navetti».
Introdotto il nuovo sistema “a semaforo” per indicare le condizioni del mare ai turisti. Ecco cosa cambia.
La prossima estate sulle spiagge ravennati – ma anche nel resto d’Italia – non vedremo più le bandiere bianche. Il vessillo ha sempre indicato le condizioni favorevoli per fare il bagno, ovvero mare tranquillo e servizio di salvataggio attivo. Tuttavia, si trattava di una peculiarità tutta italiana. Nel resto d’Europa, infatti, le bandiere sulle spiagge hanno un sistema simile a quello dei semafori: verde significa che si può fare il bagno, giallo che le condizioni sono potenzialmente pericolose e occorre immergersi con cautela, rosso che è vivamente sconsigliato tuffarsi.
Da quest’anno anche l’Italia si è adeguata al resto del continente. Una circolare del Comando generale delle Capitanerie di porto, la numero 54363 emanata ieri, ha introdotto un nuovo sistema, valido per tutto il territorio nazionale:
Verde: servizio di assistenza ai bagnanti attivo, condizioni del mare favorevoli;
Gialla: servizio attivo, condizioni meteo-marine potenzialmente rischiose;
Rossa: balneazione sconsigliata o pericolosa, con o senza servizio attivo.
La circolare non rappresenta un obbligo, bensì una proposta; tuttavia è verosimile che gli stabilimenti balneari e le loro associazioni si adegueranno già a partire dalla prossima estate.
Perché il sistema delle bandiere in spiaggia è cambiato
Il sistema italiano delle bandiere sulle spiagge generava diversi problemi. In precedenza non esistevano delle regole uniformi a livello nazionale. Generalmente, la bandiera bianca indicava le condizioni tranquille del mare e la presenza del bagnino di salvataggio; mentre quella rossa avvisava del mare agitato e potenzialmente pericoloso, ma senza sconsigliare di fare il bagno. C’erano poi delle altre modalità di segnalazione, tutte locali: per esempio, in Romagna le bandiere bianca e rossa issate insieme indicavano l’assenza del bagnino di salvataggio (durante la pausa pranzo o a fine servizio), mentre in Versilia lo stesso messaggio veniva trasmesso dalle bandiere gialla e rossa. In riviera romagnola, invece, la bandiera gialla imponeva di chiudere gli ombrelloni a causa del vento forte. Le combinazioni erano le più svariate.
Trattandosi di convenzioni locali, spesso i turisti italiani provenienti da altre regioni non comprendevano il significato delle bandiere e soprattutto delle loro combinazioni. Ancora peggio per gli stranieri, abituati al sistema “a semaforo” largamente diffuso nel resto d’Europa, dove la bandiera bianca non è mai esistita e dove la bandiera gialla aveva il significato che in Italia portava la rossa. Con il nuovo sistema, molto più intuitivo e universale, per tutti i bagnanti sarà più facile capire le condizioni del mare e la presenza del marinaio di salvataggio.
La nuova durata del servizio di salvamento
La circolare n. 54363 del Comando generale delle Capitanerie di porto ha anche uniformato a livello nazionale la durata obbligatoria del servizio di salvamento, in modo da superare le differenze che esistevano di regione in regione. Quest’anno il servizio di salvataggio dovrà partire entro il 17 maggio e non potrà concludersi prima del 21 settembre.
Il servizio utilizzerà il sistema di pagamento “Chat&Go” che verrà presto esteso a tutti i principali mezzi di trasporto pubblico della regione
A partire da oggi, giovedì 17 aprile, il sistema di acquisto digitale dei biglietti per il traghetto di Ravenna verrà ulteriormente semplificato grazie alla piattaforma “Chat&GO”, un sistema di acquisto utilizzabile direttamente su WhatsApp.
“Chat&Go” permetterà a pedoni, ciclisti, motociclisti automobilisti e autocarri fino a 3.5 tonnellate che attraversano il Canale Candiano di acquistare un titolo di viaggio con pochi clic, saldando con i sistemi veloci di pagamento già presenti sul proprio smartphone (Apple Pay, Google Pay…).
Basterà inserire nella rubrica il numero dedicato del servizio, che risponde al 339 9951248, o inquadrare con la fotocamera il QR Code dedicato, presente anche agli imbarchi del traghetto, per avviare una chat WhatsApp che con semplici passaggi condurrà all’acquisto del biglietto, che viene rilasciato nella conversazione. I titoli acquistati non necessitano di validazione in quanto si attivano al momento dell’acquisto (il biglietto in corso di validità è facilmente riconoscibile grazie ad una immagine dinamica che viene riprodotta sullo schermo del dispositivo di acquisto).
l servizio traghetto è attivo per oltre 7.700 ore l’anno con due unità adibite anche al traporto di veicoli e la nuova opportunità di acquisto di titoli digitali in mobilità consentirà uno snellimento nelle operazioni di pagamento, controllo e imbarco. Questa nuova modalità di acquisto tramite il canale WhatsApp non si limiterà al servizio traghetto di Ravenna ma si estenderà prossimamente a tutti i principali titoli per i servizi del trasporto pubblico locale gestiti da Start Romagna.
La piattaforma Chat&Go è stata sviluppata da OpenMove, società specializzata nel settore del software per la mobilità intelligente, che da oltre dieci anni affianca le aziende di trasporto nel processo di trasformazione digitale, offrendo soluzioni che migliorano l’efficienza operativa e l’esperienza utente.
Atersir è l’agenzia regionale che riunisce gli enti locali per le questioni di acqua e immondizia
Entro la fine di aprile dovrà anche fissare le tariffe per l’eccesso di rifiuti indifferenziati prodotti da ravennati e cervesi
Entro la fine di aprile sarà noto il costo del volume di rifiuti indifferenziati conferiti da ogni utenza oltre la soglia definita con la tariffa corrispettiva puntuale (Tcp). A stabilire la cifra sarà Atersir, cioè l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti. È una forma di cooperazione degli enti locali che si occupa della maggior parte delle questioni gestionali ed economiche e finanziarie relative ai servizi idrici e rifiuti.
«La tariffa variabile aggiuntiva unitaria euro/litro è in corso di definizione – spiegano da Atersirs –. Viene calcolata applicando una maggiorazione del 10 percento alla tariffa variabile di base unitaria euro/litro». Il numero dei litri annui prestabiliti per ogni tipologia di utenza, sulla base del quale è calcolata la soglia di conferimenti annui compresi nella quota variabile di base, è stato concordato tra Comuni e gestore (Hera). Chi andrà oltre i limiti di conferimento stabiliti con la Tcp pagherà più di quanto pagava con la Tari, ma Atersir afferma che non è possibile stabilire se un’utenza che rispetterà i limiti pagherà meno di quanto pagato con regime Tari: «Considerata la diversa modalità di calcolo delle due diverse tipologie di prelievo, il confronto con la Tari deve essere valutato utenza per utenza tenendo in considerazione la volumetria del contenitore dell’indifferenziato che ha in dotazione e le dimensioni dell’immobile e non è possibile dare una risposta univoca. La tariffa puntuale riduce gli elementi presuntivi su cui si basa la Tari e modifica l’impatto che hanno in bolletta le dimensioni degli immobili soggetti a tariffa. In termini generali, in regime di tariffa puntuale il cosiddetto “montante” su cui si articolano le tariffe risulta inferiore rispetto alla Tari in quanto ridotto della quota variabile aggiuntiva che sarà applicata solo a chi conferisce più rifiuti indifferenziati rispetto a quelli prestabiliti».
In una intervista a Ravenna&Dintorni di qualche settimana fa, l’assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna aveva affermato che «il piano economico finanziario del gestore del servizio rifiuti, validato da Atersir, determina l’ammontare del gettito da riscuotere e per l’anno 2025 è in aumento». A cosa è dovuto l’aumento del gettito che Hera deve riscuotere? «Il corrispettivo del servizio rifiuti è stato aggiornato sulla base di quanto prevede il contratto di servizio.
Oltre all’introduzione di alcuni servizi integrativi riguardanti lo spazzamento delle strade e il monitoraggio del decoro urbano, tale incremento è motivato da vari fattori tra cui, principalmente, l’adeguamento all’inflazione e l’applicazione di conguagli legati ai costi di trattamento delle frazioni differenziate non a valore: organico, verde, ingombranti».
Atersir si occupa anche del controllo della qualità del servizio fornito da Hera con il supporto dei tecnici dei Comuni effettuando sopralluoghi, monitorando da remoto i dati caricati dal gestore ed eseguendo controlli documentali.