Al via una nuova rubrica: a tutti la stessa domanda e lo stesso spazio per la risposta. Si comincia con i giovanissimi, sempre più al centro di tante cronache locali e nazionali

Parte questa settimana una rubrica che ci accompagnerà durante la campagna elettorale per le amministrative di Ravenna in programma il 25 e 26 maggio (eventuale ballottaggio dopo due settimane) e che segneranno in ogni caso l’inizio di una nuova fase per la città, dopo il doppio mandato di Michele de Pascale (che ha lasciato l’incarico con un anno di anticipo in seguito alla sua elezione a presidente della Regione). Cercheremo di toccare temi trasversali per mettere a confronto le opinini e le proposte dei sei candidati sindaci in campo a cui abbiamo concesso uno spazio limitato e uguale per tutti. Siamo partiti da un tema sociale al centro delle cronache locali e nazionali che è quello degli “adolescenti”:
«Le cronache ci parlano di risse in stazione, a scuola, fuori dalle discoteche. Cosa può pensare di fare il Comune e quali risorse può mettere in atto? Cosa è mancato o sta mancando in città? Quali progetti concreti avete nei vostri programmi rivolti ai più giovani?»
Barattoni (Pd, M5S, Avs, Pri, Progetto Ravenna, Ama Ravenna): «Una piazza coperta per sport e socialità»
Il futuro non è dei giovani, il presente lo è. Occorre partire da qui e dall’oggi, dalle esigenze e dal malessere che sempre più ragazzi e ragazze stanno esprimendo, dal pessimismo per le situazioni che hanno intorno, per pensare di garantire maggiori opportunità e accompagnarli con più serenità al domani. Dobbiamo ascoltarli, interpretare le loro aspettative e alimentare speranze in una crescita che non sempre è facile. Allo stesso tempo, non possiamo far finta che non sia cambiato nulla nei contesti familiari, dove, con sempre più frequenza, emergono fragilità genitoriali e casi di violenza domestica. Anche per questo, dobbiamo investire sempre di più sull’educazione. Da ragazzo cresciuto in paese, ho avuto la fortuna di trovare spazi di incontro e di comunità che oggi sono sempre più rari. Per questo, tra le tante, una delle prime iniziative che intendo proporre alla città è quella di una piazza coperta, completamente gratuita, fruibile da tutte e da tutti, in cui praticare sport, alimentare l’aggregazione e creare occasioni di socialità e di autonomia. Così come spazi liberi nei territori. Ma saranno fondamentali anche gli stimoli culturali che sapremo affiancare perché, senza cultura, non c’è futuro e la cultura aiuta l’autodeterminazione di sè. Un altro aspetto su cui vorrei lavorare è quello dei trasporti, per facilitare gli spostamenti e consentire più occasioni a tutte e tutti aldilà del luogo di residenza.
Grandi (Fratelli d’Italia-Forza Italia-Viva Ravenna): «Educazione sentimentale e “disintossicazione” da smartphone…»
Il problema adolescenti esiste e tocca svariati temi: non si può ridurre il tutto alla questione sicurezza. Molti casi di violenza derivano dal fatto che molti, troppi adolescenti soffrono per problemi di disagio e depressione. La vita di oggi va a trecento all’ora e non è facile stare al passo: chi è più fragile o più sensibile ne paga lo scotto. Come amministrazione, penso sia cruciale concentrarsi sulla prevenzione, riportando realmente l’educazione civica in classe attraverso incontri e corsi dedicati nelle scuole. Propongo anche di intraprendere presso le scuole medie e superiori percorsi di “educazione sentimentale” o “relazionale”, coinvolgendo specialisti, psicoterapeuti, ma anche “influencer” che sappiano parlare il linguaggio dei giovani e creare con loro una connessione empatica. Credo che corsi di questo tipo possano aiutare a nutrire la consapevolezza delle proprie emozioni e a promuove il rispetto di sé e degli altri. Anche fuori da scuola si può fare molto: come amministrazione propongo di potenziare i luoghi di aggregazione e ricreativi “sani”, spazi in cui gli adolescenti possono stare insieme per studiare, ascoltare musica, o anche, semplicemente, ridere. Si potrebbe pensare anche a dei “contest” per promuovere la disintossicazione dallo smartphone. La collaborazione con associazioni di volontariato sarà fondamentale per percorsi di questo tipo.
Iannucci (Ravenna in Comune-Potere al Popolo-Rifondazione-Pci): «Investire in spazi pubblici e stop a norme sul decoro»
Secondo noi esiste eccome un “problema adolescenti”, ma non sono i giovani il problema: sono lo specchio di una società che ha smesso di investire su di loro. Il disagio giovanile, che emerge in risse, vandalismi, aggressività, è il sintomo di un imbarbarimento più ampio: quello di una cultura che ha abbandonato i ragazzi al mercato e alla solitudine, senza offrir loro modelli sani, spazi pubblici e possibilità di crescita reale. A Ravenna, per troppo tempo, le politiche giovanili sono state marginali, e la risposta dell’amministrazione è stata il “decoro”, cioè repressione e ordinanze punitive. Vogliamo e dobbiamo cambiare paradigma: il Comune deve investire risorse vere nella creazione di spazi pubblici gratuiti e autogestiti, dove gli adolescenti possano sperimentare passioni, cultura, arte, sport, senza essere controllati, né monetizzati. Vanno rimosse le norme sul decoro urbano dell’ex amministrazione De Pascale che colpiscono i giovani e restituita fiducia e protagonismo alle nuove generazioni. Solo così, con ascolto, partecipazione e investimenti pubblici, si potrà costruire una città dove i ragazzi non vengano solo contenuti, ma valorizzati e aiutati a crescere e a trovare il loro posto in una società sempre più complessa»
Verlicchi (La Pigna): «Più prevenzione e più polizia. Ma anche luoghi di aggregazione»
Esiste un problema di mancata gestione delle esigenze degli adolescenti. Il fenomeno delle “baby gang” si sta verificando anche nel nostro territorio: ignorare o addirittura negare il problema, come ha fatto la giunta de Pascale, produce l’unico effetto di favorire il dilagare di questo fenomeno. Bisogna agire su due fronti, principalmente. Quello della prevenzione, mettendo in campo iniziative in collaborazione con scuole, società sportive e associazioni. E quello della sicurezza urbana, attraverso una maggiore e meglio organizzata presenza della Polizia Locale in particolare nelle zone più a rischio: area San Giovanni, uscita delle scuole e delle discoteche. Mancano spazi di aggregazione, nei quali i giovani possano fare attività culturali, artistiche, ricreative e sportive. Nel nostro programma abbiamo inserito un capitolo dedicato ai giovani e investimenti mirati come quelli per la riqualificazione dei centri sportivi, per l’apertura di spazi dedicati ad attività ricreative e culturali e per eventi in spazi pubblici. Attraverso politiche mirate intendiamo sostenere il rilancio dell’ economia, aprendo a nuove opportunità di lavoro e incoraggiando l’imprenditoria giovanile (contributi comunali e snellimento burocrazia).
Morgese (Dc): «Servono legami tra le persone, giovani trascurati»
Non c’è un “problema adolescenti”, non è una questione di età, ma di momenti che viviamo. Il vero problema è la violenza, un tema sociale che riguarda tutti. Le risse in stazione, a scuola o fuori dalle discoteche sono sintomi di un disagio più profondo, spesso causato dalla mancanza di ascolto e di spazi di confronto. Il Comune non ha fatto abbastanza per gestire le esigenze reali dei ragazzi, ignorando i problemi di degrado giovanile segnalati dai residenti nell’isola di San Giovanni e la vicenda dell’antenna nel Parco Montessori. Non ci sono stati veri momenti di dialogo con i cittadini, generando frustrazione. Inoltre, stanziando pochi fondi per le politiche giovanili, si continua a trascurare i giovani, trattando i fenomeni come episodi isolati e non come un progetto di cambiamento. La Democrazia Cristiana ha sempre cercato di creare un legame tra le persone, ascoltando le loro esigenze. Non basta costruire nuovi centri, devono rispondere alle reali necessità dei giovani. Vogliamo creare luoghi di incontro dove il dialogo sostituisca violenza e vandalismo.
Ancisi (Lega-Popolo della Famiglia-Lista per Ravenna): «Coinvolgere gli adolescenti in attività di gruppo»
Non sono solo un problema locale gli adolescenti per cui il gruppo dei coetanei, con tutti gli sbandamenti prodotti da trasformazioni sociali tumultuose orientate verso le soddisfazioni individuali tutte e subito, può diventare un “clan dei pari” distinto o contrapposto alla famiglia, alla scuola e alle altre istituzioni educative storiche, magari per le loro manchevolezze. Il Comune non può fare da sostituto, ma deve invece collaborare e/o sostenere e incoraggiare i progetti e le iniziative capaci di coinvolgere gli adolescenti in attività di gruppo, di comunità e/o di volontariato, in cui possano coniugare la propria crescita personale col senso del bene e dei valori comuni e con la capacità armonica di fare squadra. Nel mio programma 2025-2030 (53 fitte pagine, 20 capitoli, 93 sottocapitoli), indicazioni al riguardo più stimolanti si possono riscontrare nelle parti dedicate alla rete dei servizi sociali (pubblici e privati), al diritto alla salute, al diritto alla sicurezza, alla scuola intesa come pilastro sociale, ai nostri amici animali, all’arte, alla musica e alla cultura, alla tutela dell’ambiente e del territorio, alle imprese e al lavoro, allo sport per tutti.