lunedì
13 Aprile 2026

Le iniziative dell’Unione per l’80esimo anniversario della Liberazione

In programma anche una mostra di Tugnoli, unico Pulitzer italiano

Lorenzo Tugnoli Fa Che Sia Un Racconto

In occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna propone un calendario di eventi e iniziative, studiato in collaborazione con la provincia e  l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea. Tra gli eventi più attesi, la mostra di Lorenzo Tugnoli, unico Pulitzer italiano, ma anche spettacoli, conferenze e camminate.

Ad aprire la rassegna sarà proprio l’inaugurazione della mostra di Tugnoli, allestita all’ex convento di San Francesco (Bagnacavallo) e curata da Francesca Recchia. L’inaugurazione è prevista alle 18 del 24 aprile, e le visite sono aperte fino al 2 giugno. Si prosegue sabato 3 maggio, al centro civico Gino Pellegrini di Conselice, d alleove 10 del mattino si terrà il convegno «Europa, democrazie e libertà di stampa sotto attacco. L’attualità delle conquiste della Liberazione tra bavagli, guerre e nuova narrazione della storia», a cura del Comune di Conselice, dell’associazione Stampa Emilia-Romagna, della Fnsi e dell’Osservatorio sulla libertà di stampa. Venerdì 9 maggio, alla Sala del Carmine di Massa Lombarda andrà in scena lo spettacolo Verso. Dialogo libero tra linguaggi e persone (ore 20.30). Alice Lucci, con il griot Jabel Kanuteh, faranno un viaggio nella cultura mandinga dell’Africa occidentale, dove il griot è il poeta-cantore che conserva e trasmette la tradizione orale degli avi, utilizza la parola e la kora (strumento a corde africano) per raccontare la propria esperienza di vita, la lunga strada che dal Gambia lo ha portato in Italia, attraverso la rotta libica. Il tutto attraverso le domande di Alice Lucci e sullo sfondo delle fotografie di Lorenzo Tugnoli. Il venerdì successivo (16 maggio) l’appuntamento è al circolo Arci Brainstorm di Fusignano con «Bunker», l’incontro moderato da Veronica Lanconelli con i fotografi Guido Guidi e Giovanni Zaffagnini, che proietteranno immagini dei bunker nordeuropei dell’Atlantic Wall e di quelli ravennati.

Infine, il 25 aprile tornerà per il 22° anno la camminata «Nel Senio della Memoria», con le partenze a piedi da Alfonsine e Cotignola, e quella in bicicletta da Masiera. Lungo il percorso i partecipanti ammireranno numerose installazioni di land art, da quelle di Primola ai Cavalli di Frisia di Luigi Berardi assistendo poi a performance teatrali (tra cui quelle di Elena Bucci ed Eugenio Sideri), alle illustrazioni storiche di Wartime Friends e ai concerti di Daniele Di Bonaventura, Daniele Sepe, Paola Sabbatani e tanti altri.

A questi appuntamenti si aggiungono le singole iniziaitive realizzate da ogni singolo Comune dell’Unione per celebrare l’80° anniversario della Liberazione dal Nazifascismo, come la mostra “Bagnara ferita”, visitabile dall’11 aprile alla Rocca del borgo (inaugurazione con concerto del trio Bella Ciao), la commemorazione al parco delle Rimembranze, con racconto della liberazione di Bagnara (alle 8.45 dello stesso giorno). La corona di fiori sarà deposta anche a Fusignano, sabato 12 aprile (ore 10, sede Cooperativa agricola braccianti)ricordando in particolare l’episodio dell’eccidio del Palazzone.

L’Autorità portuale amplia la sede: nuovo edificio da 4 milioni con sala convegni 

La nuova struttura occuperà 1.200 mq sulla banchina. I progettisti potranno inserire anche un bar e un ristorante

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L’Autorità portuale di Ravenna, l’ente pubblico che governa lo scalo, amplierà la propria sede in via Antico Squero con un nuovo edificio indipendente affacciato sull’acqua sulla banchina sinistra della darsena di città. L’investimento sarà di circa 4 milioni di euro per quello che è stato chiamato “edificio eventi”, da realizzare accanto alla sede attuale inaugurata nel 2008 (progettata dallo studio Sardellini-Marasca di Ancona).

Il 14 aprile scadono i termini del concorso di progettazione, per luglio è prevista la proclamazione del vincitore. La nuova struttura potrà coprire una superficie complessiva di circa 1.200 mq, si svilupperà su non più di tre piani fuori terra (escluso il piano terra) e potrà, in alternativa, avere un piano interrato. Gli spazi dovranno ospitare una sala convegni per almeno 150 posti a sedere con locali di servizio, alcuni uffici e, a discrezione del progettista, anche un bar o un piccolo ristorante.

Il progetto non presenterà nessun collegamento diretto con l’edificio principale, ma le proposte dovranno prestare attenzione all’inserimento nel contesto urbano, al rapporto con l’acqua e alla riconoscibilità come parte del complesso esistente di Ap. Le ragioni dell’investimento sono specificate nei documenti del bando pubblico: «L’attuale sala convegni è insufficiente per gli eventi dell’ente e gli spazi per uffici della sede, comparati con l’aumento del numero di dipendenti, hanno portato al collocamento di alcune risorse in un fabbricato a Marina di Ravenna.

Un fabbricato per la nuova sala convegni nelle vicinanze della sede potrebbe comprendere anche ulteriori locali per uffici e comunque un nuovo spazio per eventi libererebbe dei locali nell’edificio esistente». Il concorso di progettazione si concluderà con l’approvazione della graduatoria e la distribuzione del montepremi che ammonta complessivamente a 350mila euro (da 280mila per il vincitore a 15mila per il quinto). A seguito del reperimento delle risorse finanziarie, la stazione appaltante potrà affidare la progettazione esecutiva al vincitore del bando.

Il candidato sindaco ex carabiniere si schiera con il bar chiuso dalla questura

Licenza del Methiu’s Caffè a Ravenna sospesa per 15 giorni per i precedenti di polizia dei clienti trovati all’interno nei controlli. Morgese difende i titolari del locale in centro storico: «Non possono controllare la fedina penale. Bisognerebbe vietate l’accesso alla piazza a chi ha precedenti noti»

La Democrazia cristiana di Ravenna, attraverso il proprio candidato sindaco Giovanni Morgese, ex carabiniere, esprime vicinanza ai titolari del bar Methiu’s Caffé di piazza Caduti che dovrà restare chiuso 15 giorni per effetto di un provvedimento della questura perché nelle ultime settimane nel corso di svariati controlli «in più occasioni all’interno dell’esercizio sono state identificate persone con precedenti di polizia».

Morgese difende i titolari: «Da anni stanno gestendo un’attività in un contesto complesso e difficile. È inaccettabile che, in una città che dovrebbe garantire sicurezza e tranquillità ai propri cittadini e agli esercenti, la responsabilità di garantire l’ordine pubblico venga fatta ricadere sulle spalle dei gestori di locali. Come può un gestore, per quanto attento e responsabile, verificare la fedina penale degli avventori del proprio locale? È evidente che una normativa che impone tale responsabilità è anacronistica e lontana dalla realtà quotidiana di chi lavora per offrire un servizio alla comunità».

L’esponente della Dc, ricorda che non esistono strumenti legali che consentano ai titolari di locali di accedere ai precedenti penali dei propri clienti: «Non è loro compito garantire la sicurezza pubblica, ma piuttosto quello di offrire un ambiente accogliente e sicuro, sempre nel rispetto delle leggi. La norma attualmente in vigore risulta ormai obsoleta e inadatta a soddisfare le odierne esigenze di ordine pubblico. Pertanto, andrebbe abrogata e sostituita con soluzioni più adeguate, che pongano l’accento sulla responsabilità dei gestori solo nei casi in cui risultassero complici di attività illecite da parte di pregiudicati, attraverso comportamenti omissivi o altre forme di collaborazione diretta».

La proposta di Morgese è quella di un intervento per inibire l’accesso alla piazza o a determinate aree per persone con precedenti penali noti, creando una rete di collaborazione tra il Comune, le forze di polizia e i commercianti. Solo attraverso un’azione coordinata e un sistema di sorveglianza attento possiamo davvero tutelare chi lavora ogni giorno per il bene della comunità.

Raccolta rifiuti, idee dal centrodestra: no bidoncini, sì cassonetti intelligenti

Il tema della differenziata affrontato dagli schieramenti che sostengono le candidature a sindaco di Nicola Grandi e Veronica Verlicchi. Visioni allineate sulla necessità di modificare il porta a porta a favore di contenitori che si aprono con tessere magnetiche

Bidoncini Hera
Alcuni bidoncini della raccolta indifferenziata sparsi in via della Lirica, in una foto-segnalazione di un utente su Facebook

Non più bidoncini da esporre davanti alle case, ma estensione dei cassonetti cosiddetti intelligenti che si aprono con una tessera magnetica. È la proposta che viene da due diversi fronti del centrodestra di Ravenna per modificare la raccolta rifiuti in tutto il comune capoluogo.

La coalizione composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Viva Ravenna – che sostengono la candidatura di Nicola Grandi a sindaco – ha organizzato un’assemblea pubblica nella serata di ieri, 2 aprile, proprio per presentare critiche e proposte di modifica al modello che è stato definito da Comune, Atersir e Hera.

La proposta illustrata da Alberto Ancarani (Fi), Renato Esposito (Fdi) e Filippo Donati (Vr) prende in considerazione anche il caso del cartone da imballaggi che le attività commerciali del centro storico devono esporre a orari e giorni prestabiliti, andando a creare uno scenario di “discarica a cielo aperto” che spesso colpisce (negativamente) i turisti in città. L’idea è quella di utilizzare locali pubblici in zone del centro come luoghi di raccolta a servizio esclusivo degli esercenti per carta e cartone.

Infine il terzo punto della raccolta rifiuti secondo il centrodestra di Grandi è l’estensione, con orario continuato lungo e quotidiano, dell’apertura di tutte le aree ecologiche.

I tre esponenti di centrodestra hanno voluto ribadire un aspetto particolare: le modalità e il tipo di tariffa della raccolta rifiuti sono scelte di tipo politico che possono essere modificate. «Il Comune di Ravenna è socio di Hera, quindi è con-proprietario di quell’azienda da cui tra profitti come utili che sono elevati. Si può anche aprire un confronto per chiedere una modifica e dire basta ai bidoncini per passare ad altro».

Una posizione analoga è quella espressa anche da Veronica Verlicchi, candidata sindaca con la lista di opposizione La Pigna: «No al porta a porta, sì ai cassonetti intelligenti organizzati in nuove isole, formate da batterie di contenitori per le diverse tipologie di rifiuto. Isole informatizzate, autonome e dotate di un sistema di sanificazione per l’abbattimento degli odori, oltre che di un sensore di livello per monitorare il riempimento dei contenitori. Per  aprire il cassonetto sarà sufficiente la tessera sanitaria del titolare dell’utenza Tari e i conferimenti potranno avvenire durante tutto l’orario della giornata».

Secondo Verlicchi la conseguenza dell’adozione di questo sistema sarebbe la drastica riduzione dell’abbandono dei rifiuti per le strade o nelle vicinanze dei cassonetti: «Si andrebbe a mettere mano anche al problema della massiccia presenza di topi, ratti ed insetti nel nostro territorio. È evidente che sia necessario attivare su tutto il nostro territorio comunale,  un sistema di raccolta dei rifiuti efficiente ed innovativo, che permetta di eliminare il degrado ed i disagi ai carico dei Ravennati oltre che a determinare un minor costo del servizio che si tradurrebbe in una tassa dei rifiuti più bassa».

Fiume Santerno: le analisi Arpae non rilevano inquinamento dalla discarica franata

I risultati dei test su un campione di acque del corso che scorre anche in provincia di Ravenna. A marzo una frana sull’appennino ha smosso un vecchio abbancamento di rifiuti

C2322567 Eb87 4238 A539 39c128b96b74Le analisi effettuate da Arpae sul campione di acqua prelevato il 28 marzo nel fiume Santerno, in prossimità della località Valsalva (nel comune di Castel del Rio in provincia di Bologna), hanno dato risultati in linea con i dati storici di qualità delle acque relativi alle stazioni della rete di monitoraggio situate lungo l’asta del corso d’acqua che scorre anche in provincia di Ravenna prima di immettersi nel fiume Reno che poi sfocia in Adriatico a nord di Casal Borsetti.

Le analisi sono state necessarie perché l’ondata di maltempo di marzo ha causato una frana di un tratto del ripido versante della gola che costituisce il corso del torrente Rovigo, affluente del Santerno, dove era ospitato un vecchio abbancamento di rifiuti non pericolosi (risalente agli anni Settanta, realizzato nel comune di Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze) che sono stati dispersi in acqua.

I tecnici Arpae hanno effettuato un sopralluogo lungo il corso del fiume Santerno, nei punti accessibili del tratto che va dal confine emiliano, presso le cascate di Moraduccio nel comune di Castel del Rio, fino alla diga del Gatto Nero nel comune di Borgo Tossignano (complessivamente sono stati esaminati 7 punti).

Lungo tutta l’asta visionata, per una lunghezza di circa 20 km, le acque e le rive del Santerno sono risultate prive di rifiuti solidi di alcun tipo, ad eccezione di 7 piccoli pezzi di recipienti in plastica posti sulla riva, alcuni dei quali probabilmente riconducibili alla dispersione di rifiuti avvenuta nel Rovigo.

Dalle analisi, quindi, sono state escluse al momento variazioni della qualità delle acque del Santerno in seguito all’emergenza causata dalla frana. Il parametro “solidi sospesi” (indice della torbidità dell’acqua) è risultato coerente con la condizione di piovosità dei giorni precedenti al campionamento. I parametri correlabili a inquinamento di origine antropica (ad esempio idrocarburi policiclici aromatici, composti organoalogenati e metalli pesanti) sono tutti al di sotto dei limiti di quantificazione.

La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e ad altri illeciti ambientali e agroalimentari, presieduta dal deputato Jacopo Morrone, andrà in missione a Palazzuolo sul Senio martedì 8 aprile.

Imprenditoria in lutto: è morto Massimo Bucci, Cavaliere del Lavoro

Storico presidente del gruppo Bucci Industries, presidente di Confindustria Ravenna (1993-1997) e successivamente di Confindustria Emilia-Romagna

488644223 1077076721132233 4703112556950028283 NLutto nel mondo dell’imprenditoria romagnola. A 74 anni è morto Massimo Bucci, storico presidente del gruppo Bucci Industries di Faenza, tra le aziende leader mondiali nel settore dell’automazione e robotica industriale e nel settore dei nuovi materiali. Nominato Cavaliere del Lavoro nel 2016, Bucci era stato presidente di Confindustria Ravenna (1993-1997) e successivamente di Confindustria Emilia-Romagna.

Confindustria Romagna esprime il suo più profondo cordoglio: «Massimo ha incarnato l’essenza dell’imprenditoria visionaria, coniugando innovazione e radicamento nel territorio. Grazie alla sua lungimiranza, le sue aziende hanno saputo affermarsi a livello globale, generando ricadute positive per l’intera comunità. Il suo impegno non si è limitato al mondo industriale: è stato un sostenitore convinto della cultura, della formazione e della ricerca, promuovendo l’arte contemporanea, valorizzando il patrimonio artistico faentino e collaborando con atenei italiani e istituzioni internazionali nello sviluppo di nuovi materiali e soluzioni innovative».

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria Manuela Rontini ricordano Bucci: «L’Emilia-Romagna e il Paese perdono uno degli imprenditori più importanti e innovatori, sempre attento al rapporto col territorio e la comunità attraverso il sostegno a cultura, formazione, sviluppo sostenibile, con le persone al centro. Oltre alla sua attività imprenditoriale è sempre stato in prima fila nella società romagnola, assumendo generosamente, ad esempio, la presidenza dell’Isia di Faenza, o il suo ruolo in Romagna Tech».

Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, commenta così: «Ci lascia uno dei più autorevoli rappresentanti del tessuto produttivo e industriale della nostra città. Massimo, oltre che essere un amico, è stato un imprenditore straordinario, che con la sua attività professionale ha contribuito a modernizzare Faenza e a portare la sua visione di imprenditore illuminato anche in contesti internazionali. La sua storia è profondamente intrecciata con quella economica della città: nei decenni di attività e alla guida di importanti realtà produttive, ha sempre dimostrato la volontà di coniugare il mondo dell’impresa con la società, la comunità e la vita pubblica. Il suo impegno però non si è limitato all’ambito aziendale, ma si è esteso al dialogo tra il settore privato e le istituzioni, attraverso l’attività associativa e il costante sostegno a iniziative di grande valore culturale e sociale. Basti pensare al progetto del Treno di Dante o al suo recente coinvolgimento nell’ISIA, dove ha contribuito con la sua visione e la sua esperienza. Con la sua scomparsa, Faenza perde una figura di riferimento, un uomo che ha sempre lavorato con passione per il bene della comunità. Personalmente e a nome della città, mi stringo con profondo cordoglio al dolore della famiglia e degli amici, ricordando con stima e affetto il suo prezioso contributo».

La libreria Longo festeggia l’inaugurazione della nuova sede con letture e giochi

L’attività di Angela e Alberta Longo è in piazzetta degli Ariani da un mese e ora organizza tre giorni di appuntamenti, dal 6 all’8 aprile, in compagnia di lettori e librai

482422648 18493420234045680 71695084087939591 NUn mese dopo aver concluso il trasloco, la libreria Longo di Ravenna festeggia l’inaugurazione della nuova sede in piazzetta degli Ariani. Le iniziative aperte al pubblico si svolgeranno tra il 6 e l’8 aprile.

Si comincia domenica 6, giornata in cui il vicino battistero degli Ariani sarà aperto fino alle 18.30 con ingresso gratuito per la prima domenica del mese. Alle 17 ritrovo in libreria, fra lettori e librai: «Dopo i saluti istituzionali avremo come ospiti alcuni dei nostri amici librai sia emiliani che romagnoli e questo ci rende felicissime», dicono le titolari Angela e Alberta Longo.

I festeggiamenti continueranno lunedì 7 alle 18.45 con il gruppo di lettura per la discussione di Shy di Max Porter edito da Sellerio.

Conclusione martedì 8 con un appuntamento dedicato ai più piccoli (dai sei anni su): dalle 17 alle 19 in piazzetta si potrà giocare con i giochi da tavola in ceramica grazie all’associazione Lucertola Ludens e grazie a Cemea, cooperativa di Cagliari, con il progetto Clas (ceramiche ludiche artigianato sociale).

«Hanno messo ghiaia troppo grossa sull’argine del fiume, impossibile andare in bici»

Il disappunto di una lettrice per la situazione trovata sul rivale sinistro dei Fiumi Uniti nel tratto tra Ponte Nuovo e Porto Fuori: «Non c’è molto rispetto per i ciclisti a Ravenna»

PHOTO 2025 03 25 09 23 04 3«Era un percorso splendido per una pedalata lungo il fiume, ora è impossibile farla in sella perché hanno messo della ghiaia troppo grossa». È la segnalazione di una lettrice a proposito della situazione trovata sull’argine sinistro dei Fiumi Uniti, nel tratto da Ponte Nuovo a Porto Fuori, dopo un intervento di rifacimento del fondo.

Il racconto fa riferimento alla spiacevole sorpresa trovata una decina di giorni fa: «Con mio marito siamo stati costretti a scendere dalle bici, così come hanno fatto altri due ragazzi che abbiamo incontrato sul tragitto. I sassi sul fondo sono molto grossi, sembra quasi quella delle massicciate delle ferrovie».

Il disappunto è diventato rabbia per quella pedalata cancellata dai lavori fatti sul tracciato: «L’anno scorso c’era un fondo battuto su cui si poteva pedalare bene senza problemi. Dispiace che ora non sia più percorribile, ma non in realtà non dovrei nemmeno considerarla una sorpresa visto che in generale non c’è particolare attenzione per gli spostamenti dei ciclisti in città».

Poste: sindacati in piazza e interrogazione in Parlamento contro le chiusure

Bakkali (Pd) interroga i ministri competenti sulla riorganizzazione che sta portando a ridurre orari e sportelli dell’azienda partecipata dallo Stato

IMG 1198 (002)La deputata Ouidad Bakkali (Pd) ha presentato un’interrogazione in commissione al ministro dell’Economia e delle Finanze e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per denunciare la situazione sempre più insostenibile del servizio postale italiano. Dall’interrogazione emerge un quadro allarmante: circa 700 uffici postali chiusi in pochi anni, altri che operano solo a giorni alterni o in fasce orarie ridotte, e un drastico calo del personale, che nella provincia di Ravenna si è quasi dimezzato tra il 2012 e il 2025.

«Nonostante Poste Italiane sia formalmente quotata in borsa – spiega Bakkali – lo Stato detiene una quota maggioritaria, direttamente e tramite Cassa Depositi e Prestiti. È quindi inaccettabile che, pur trattandosi di un servizio pubblico essenziale, continui la chiusura sistematica di uffici postali, la riduzione degli orari e il progressivo abbandono dei territori. Insieme a una perdita netta di servizi per i cittadini si assiste a un peggioramento delle condizioni di lavoro: contratti precari, straordinari non pagati, carichi di lavoro insostenibili e un aumento degli infortuni, anche gravi e mortali».

Nella mattinata odierna, 3 aprile, davanti all’ufficio Poste in piazza Garibaldi a Ravenna si è tenuto un presidio promosso dai sindacati. A conclusione della manifestazione, la Uil ha divulgato una nota per condividere le preoccupazioni di Bakkali: «Poste Italiane macina utili record, più di due miliardi di euro, ma i servizi ai cittadini, anche nella nostra provincia, soffrono di chiusure di sportelli e di riduzione degli orari di apertura al pubblico, penalizzando, soprattutto nel forese ma anche in città, il servizio all’utenza, soprattutto quella più fragile come anziani e pensionati».

Uil assicura che non lascerà nulla di intentato per contrastare la riduzione di servizi postali essenziali per la comunità e per contrastare le riorganizzazioni aziendali e riportare gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori al centro del progetto di Poste Italiane.

Alla vigilia del sit-in, era stata la Cgil a parlare di «brutale riorganizzazione che sta portando alla chiusura di centinaia di strutture fondamentali sul territorio».

Export ravennate: Usa terzo mercato, i dazi fanno paura. Le imprese: «L’Ue agisca»

Confindustria, Coldiretti e Confcooperative commentano le manovre protettive del presidente Trump per limitare le importazioni dall’estero

Trump4Gli Stati Uniti sono il terzo mercato di sbocco per le esportazioni della provincia di Ravenna con una quota dell’8,9 percento che corrisponde a un valore di 378 milioni di euro nei primi nove mesi del 2024 (ultimo dato disponibile dalla Camera di Commercio). I dazi del 20 percento, annunciati dal presidente Donald Trump per le merci importante dall’Ue, preoccupano le associazioni di categoria.

«Ci attendiamo ripercussioni imponenti – afferma il presidente di Confindustria Romagna, Roberto Bozzi –. Cercheremo di quantificarle nei prossimi mesi con il nostro centro studi perché vogliamo parlare con i numeri alla mano. I settori più esposti sono quelli che hanno esportato di più: il farmaceutico, l’alimentare e quello delle macchine per la produzione. Sul fronte dell’export dobbiamo la ripresa post pandemia in gran parte all’aumento della quota proprio negli Usa».

Bozzi si allinea alle parole del presidente nazionale, Emanuele Orsini: «Dialogare con tutti ed evitare reazioni di pancia. Alzando i toni dello scontro con gli Usa, ne beneficerà solo la Cina: bisogna accelerare il taglio dei tassi da parte della Bce perché deprezzerebbe l’euro attutendo l’effetto dei dazi americani. Poi occorre definire nuovi accordi commerciali come scudo alla guerra delle tariffe. L’Europa deve rimanere unita e chiunque abbia buoni rapporti con l’amministrazione americana deve attivarli per il bene comune».

Gli Usa sono il primo mercato per l’export dell’Emilia-Romagna con un valore di 10,5 miliardi di euro di beni esportati nel 2024, la regione si colloca al secondo posto dopo la Lombardia su scala nazionale.

Per Confcooperative Emilia-Romagna è fondamentale che il governo Meloni e la Regione facciano sistema, insieme ai rappresentanti italiani in Unione Europea, «affinché la Commissione Ue promuova un negoziato che scongiuri una guerra commerciale dagli esiti imprevedibili».

Francesco Milza, presidente regionale di Confcooperative auspica che l’Ue investa con maggiore determinazione nella competitività delle imprese, intervenendo sui costi energetici particolarmente onerosi in Italia, promuovendo rapporti bilaterali reciprocamente vantaggiosi che agevolino gli scambi commerciali, investendo nella promozione, semplificando la burocrazia ed evitando provvedimenti pseudo-ambientalisti che invece di migliorare l’impatto sul pianeta finiscono per ridimensionare interi settori produttivi.

Coldiretti stima in 1,6 miliardi di euro l’aumento di costo per i consumatori americani per acquistare i prodotti agroalimentari Made in Italy: «Vorrebbe dire un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell’italian sounding, i prodotti dai nomi fintamente italiani. L’altro fattore che preoccupa è il pericolo di perdere quota di mercato e posizionamento sugli scaffali conquistati, favorendo la concorrenza da parte di altri Paesi colpiti in maniera meno pesante dai dazi».

Per capire meglio il meccanismo dei dazi e le ragioni che li sostengono, abbiamo intervistato l’economista Massimo D’Angelillo.

Ponte mobile: in arrivo un’altra chiusura per lavori, bagnini preoccupati

Ancora da definire date esatte di inizio e fine della manutenzione, le prime informazioni parlano di almeno due settimane in giugno. Già a gennaio una chiusura della stessa durata e nella primavera 2023 la chiusura di un mese

Il ponte mobile in via Attilio Monti a RavennaIl ponte mobile sul canale Candiano a Ravenna ha bisogno di un altro intervento di manutenzione che richiederà una prolungata chiusura al traffico stradale a cavallo tra fine primavera e inizio estate. Dall’Autorità portuale, proprietaria della struttura in funzione da 15 anni, si apprende che i lavori devono essere svolti in un periodo con temperature ambientali stabili, né troppo alte né troppo basse. Da Ap non vengono ancora fornite date esatte di inizio e fine del cantiere: fonti interne al Comune parlano di almeno un paio di settimane di interruzione al transito nel prossimo mese di giugno. Va ricordato tra fine gennaio e inizio febbraio il ponte fu già chiuso due settimane per lavori.

La notizia ufficiosa della prossima chiusura sta già circolando tra gli operatori delle attività turistiche e ricettive del mare e sale l’apprensione per i disagi che dovranno affrontare gli automobilisti. Ma anche il mondo portuale dovrà fare i conti con modifiche agli itinerari per i veicoli pesanti. Il ponte è utilizzato quotidianamente in media da circa ventimila mezzi. Le deviazioni avranno ripercussioni sul traffico cittadino, come dimostrato già in passato.

Si ripeterà, infatti, uno scenario simile a quello del 2023 quando il ponte fu chiuso al traffico stradale dall’8 maggio al 9 giugno per lavori di manutenzione straordinaria che, anche in quel caso, richiedevano temperature stabili. Due anni fa i fatti presero una piega tragicomica: il giorno dopo la riapertura al traffico, dopo un mese di lavori, si verificò un incidente stradale che portò Ap a un’immediata nuova chiusura per altri tre giorni per ridurre la scivolosità del fondo appena rifatto. Dall’estate 2023 allo scorso gennaio non sono poi mancate altre chiusure più brevi.

La viabilità subirà probabili modifiche anche in centro. Come ormai è diventata prassi, in concomitanza con i periodi di chiusura si sospende la zona a traffico limitato di via di Roma, nel tratto compreso fra via Carducci e via Guaccimanni consentendo la svolta a sinistra da via Carducci a via di Roma e sospesa l’attività sanzionatoria del varco Sirio, installato all’incrocio tra le due vie.

Non è stata fissata la data dei nuovi lavori, ma è stato deciso che in ogni caso non cominceranno fino a quando saranno in corso quelli sulla statale Classicana che hanno imposto la chiusura del ponte di via Stradone a Porto Fuori. Come noto, il cantiere per la demolizione e successiva ricostruzione del cavalcavia di via Stradone sono cominciati alla fine di ottobre 2024 con la previsione di riaprire il 31 marzo 2025. Il 24 marzo scorso la Pigna, lista civica di opposizione, ha reso noto una comunicazione ricevuta dal responsabile della struttura territoriale in Emilia-Romagna di Anas, ente che svolge i lavori: riapertura al traffico alla fine del mese di aprile. In questo caso le ragioni del ritardo sarebbero le condizioni metereologiche avverse che hanno comportato una dilatazione dei tempi per le attività legate ai movimenti di materia e alla realizzazione delle opere di cemento armato propedeutiche al varo.

Iniziano i lavori per il giardino della salute, adatto anche ai più fragili

Il nuovo parco, sicuro e di facile fruizione, sorgerà a pochi passi dall’ospedale. L’intervento ha richiesto un investimento di 65mila euro, cofinanziato da Comune e Fondazione Cassa di Risparmio Ravenna

Giardino Della Salute 1

A Cervia sono iniziati i lavori per realizzare il primo “giardino della salute” della città: si tratterà di un ambiente di facile fruizione, in grado di accogliere anche persone con fragilità e le loro famiglie, situato a pochi passi dall’ospedale San Giorgio. Il giardino occuperà infatti una parte del Parco Volontari Donatori di Sangue, in via Ippolito Nievo e prevede una sentieristica interna di facile percorribilità, arredi per facilitare la fruizione in autonomia delle persone più fragili, zone ombreggiate con pergolati e una piazzetta centrale che potrà ospitare anche progetti e iniziative legati alla promozione della salute e del benessere.

Il progetto ha richiesto un investimento di 65 mila euro, finanziato dal Comune con la collaborazione della ondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che ha contribuito alle spese con 10 mila euro. I lavori dovrebbero terminare prima dell’avvio della stagione estiva.

La realizzazione del giardino si inserisce nell’articolato progetto di “Cervia città amica delle persone con demenza”, che ha già lasciato alcuni segni nel percorso di trasformazione culturale in atto, tra cui le panchine della speranza, distribuite in undici parchi della città. Questo progetto è stato realizzato dai tecnici del Servizio Verde, è stato concordato con gli assistenti sociali dei Servizi alla persona e con l’Ausl Romagna.Si prevede anche l’arricchimento ambientale con alberi, siepi e fioriere provviste di irrigazione, selezionando piante aromatiche o odorose che stimolano i sensi, richiamando alla memoria esperienze passate.

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