domenica
15 Marzo 2026

Entusiasmo Orasì dopo la vittoria contro Caserta. Capitan Dron: «Vogliamo qualcosa di più della salvezza»

Nel panorama sportivo ravennate, accanto a calcio e pallavolo che continuano a occupare i vertici delle rispettive categorie, c’è una pallacanestro che sta vivendo il momento migliore della stagione. Nell’ultimo turno di Serie B Nazionale, l’Orasì Ravenna ha infatti vinto contro Caserta, detronizzandola dal gradino più alto della graduatoria. Un successo maturato in rimonta e che ha infiammato il Pala Costa, proiettando la squadra di coach Auletta al nono posto in classifica, in piena zona play-in. Una serata da ricordare, impreziosita dalla tripla “senza ritmo” di Gabriel Dron, che ha spezzato definitivamente l’equilibrio a 3 minuti dalla sirena finale. «Siamo riusciti a fare qualcosa che in pochi hanno fatto quest’anno (solo 3 sconfitte per i campani prima di domenica ndr) è stata una partita nella quale nessuno si è tirato indietro – racconta Dron – . Siamo partiti un po’ male ma siamo riusciti a tenerci sempre a debita distanza fino ad avere la meglio nel finale».

Classifica alla mano, Ravenna è in zona play-in a quota 22 punti, lontano sia dalla zona retrocessione (+10 punti) sia dai primi 6 posti che garantiscono un accesso diretto ai playoff (- 8 punti). Una classifica che sembrava impensabile fino a meno di un girone fa, quando i punti accumulati erano appena 6 in 10 partite.  «L’obiettivo principale rimane sempre quello di salvare la categoria – sottolinea il capitano – non nascondo che da parte di tutti c’è l’ambizione di qualcosa di più e questo ci ha reso molto uniti. Cercheremo di fare il possibile per raggiungere quello che ci meritiamo».

Per Dron questa è la terza stagione consecutiva in giallorosso. Ogni anno la società (che ha spostato da pochi giorni la propria sede da Viale della Lirica a Via Darsena 19) rinnova la squadra inserendo allenatori e giocatori nuovi, che comportano assetti diversi ed equilibri da ricostruire. «Ripartire ogni anno con compagni nuovi è un po’ disagevole ma anche stimolante – spiega – non è sempre semplice creare un buon gruppo, ma quest’anno ci siamo riusciti alla grande». E rispetto alle stagioni precedenti? «La cosa che è cambiata di più è il livello: ogni anno si alza e anche quest’anno pochi risultati si possono dare per certi».

Nonostante la giovane età (classe 2002), Dron è uno dei più esperti del roster e indossa i gradi di capitano. Alla domanda su chi, tra i compagni più giovani, possa avere un futuro luminoso, non fa nomi: «Tutti possono avere un futuro splendente, dal primo all’ultimo. C’è molta voglia di fare e di emergere. A volte non ci si riesce solo per situazioni o perché magari manca esperienza, ma col duro lavoro sono certo che diranno la loro».

In un campionato sempre più fisico, Dron è anche il terzo giocatore ad aver subito più falli in stagione. Giocatore che oltre al tiro perimetrale, ha fatto della capacità di assorbire i colpi una parte integrante del gioco, nonostante non superi il metro e ottanta di altezza. «Sicuramente non è facile giocare con il livello fisico di adesso, bisogna adattarsi e crescere. Essere bassi ha i suoi svantaggi e i suoi vantaggi».

Arrivato a Ravenna in Serie B, in un momento di ridimensionamento dopo gli anni importanti in A2, Dron ha vissuto il cambiamento del club e l’umore di una piazza abituata per circa un decennio a palcoscenici più ambiziosi. Eppure, il legame con la città è diventato profondo. «Il mio rapporto con la città di Ravenna è una cosa che auguro a chiunque. È difficile trovare un posto da poter definire casa, ed io qui ho trovato proprio questo. I tifosi ti vogliono bene anche se fai male. E credo che anche quando vola qualche parola di troppo, sia tutto fatto senza cattiveria ma per amore della squadra».

Chiama il 112 annunciando di volersi lanciare dal ponte: i carabinieri salvano un minore dal suicidio

Lancia un appello al 112 prima di gettarsi da un ponte, e l’intervento tempestivo dei carabinieri salva il giovane dal suicidio. È successo a Faenza, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio, quando un ragazzo minorenne avrebbe telefonato al numero di emergenza indicando di trovarsi su un ponte cittadino pronto al salto.

L’operatore avrebbe quindi intrattenuto telefonicamente il giovane, ottenendo le informazioni necessarie alla localizzazione e inviando sul posto una pattuglia dei carabinieri. Arrivati nei pressi di Ponte delle Grazie, i militari della radiomobile hanno facilmente individuato il ragazzo, provando in un primo momento a scongiurare il peggio con il dialogo. Sebbene la conversazione apparisse a tratti serena, con il minore che sembrava aver instaurato un rapporto di fiducia con gli operatori, confidando loro i problemi personali che lo avevano condotto al gesto, è emerso chiaramente che non si stesse realmente rasserenando. Al contrario, continuava a ribadire con determinazione la volontà di lanciarsi nel vuoto.

A quel punto, valutata la gravità della situazione, i carabinieri sono intervenuti con uno scatto repentino, afferrando il ragazzo per le braccia e mettendolo in sicurezza. Al termine dell’intervento, il giovane è stato affidato ai genitori e alle cure del personale sanitario del 118, nel frattempo allertato e prontamente giunto sul posto.

Numero unico di emergenza 112: in Emilia-Romagna in media 5,9 secondi di tempo per la risposta

Servono 5,9 secondi in media per ricevere una risposta in caso di chiamata di emergenza al 112 in Emilia-Romagna. Nei primi 428 giorni di operatività (dal 3 dicembre 2024 al 4 febbraio 2026), con date di attivazione differenti, le centrali uniche di risposta, una a Bologna e una a Parma, hanno ricevuto complessivamente 2.537.304 telefonate, con una media giornaliera di 1.500 per milione di abitanti, di cui il 46 percento riguardano l’emergenza sanitaria. Al numero unico, che dal 3 dicembre 2024 all’1 aprile 2025 è stato attivato progressivamente su tutto il territorio regionale, si può richiedere l’intervento di polizia di Stato, carabinieri, vigili del fuoco, soccorso sanitario e soccorso in mare. Il bilancio dell’attività del 112 in Emilia-Romagna è comunicato dalla Regione in occasione della giornata europea del Nue (numero unico di emergenza), istituita nel 2009 per sensibilizzare i cittadini sul numero di emergenza valido in tutta l’Unione europea e che non a caso si celebra domani, l’11 di febbraio (112).

E proprio per celebrare questa giornata, l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma e l’Ausl di Bologna organizzano per domani un open day nelle rispettive centrali uniche di risposta, le due attive in Emilia-Romagna, collocate in via del Taglio 6 a Parma e in largo B. Nigrisoli 20 a Bologna. L’iniziativa, che ha già fatto registrare in entrambi i casi il tutto esaurito, consente di mostrare alle cittadine e ai cittadini, con visite effettuate da accompagnatori, cosa succede quando arriva una richiesta di emergenza e come funziona il sistema di risposta.

Una delle funzioni del Nue 112 è filtrare le telefonate, ovvero smaltire quelle che non riguardano vere e proprie emergenze, liberando così le centrali di secondo livello che possono, invece, dedicarsi alla gestione delle emergenze. Sulle 2.537.304 telefonate ricevute in totale, 1.132.370, pari al 45 percento, è stato filtrato. Delle chiamate inoltrate, pari a 1.404.934, le richieste riguardano per il 46 percento emergenza sanitaria (652.653 telefonate), 28 percento carabinieri (398.718), 19 percento polizia (261.144), 7 percento vigili del fuoco (101.140) e 0,02 percento capitaneria di porto (279).

Le centrali uniche di risposta, una a Bologna e una a Parma, servono 59 centrali di secondo livello (3 di emergenza sanitaria, 34 dei carabinieri, una della capitaneria di porto, 10 di polizia, 9 dei vigili del fuoco e 2 della polizia stradale). Nel 6 percento delle chiamate inoltrate alle centrali di secondo livello vengono allertate più centrali contemporaneamente per garantire tempestività e rapidità di intervento. Per tutti i distretti telefonici il tempo medio di risposta al cittadino è di 5,9 secondi.

Dopo il completamento di questa prima fase di avvio, in base alla dotazione tecnologica e alla attivazione del servizio h24, sarà possibile includere anche le sedi della polizia locale tra gli enti di soccorso.

«Vietato alimentare i piccioni»: l’Unione lancia la campagna di sensibilizzazione per il contenimento dei colombi

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna avvia una nuova campagna contro l’eccessiva proliferazione dei piccioni, con l’obiettivo di migliorare le condizioni decoro e igiene urbana, preservare edifici e monumenti dalla corrosione causata dal guano e dai danni della nidificazione (in particolar modo l’ostruzione di grondaie, impianti di ventilazioni e di raccolta pluviale).

Già nel 2023 a livello regionale è stato approvato il piano quinquennale di controllo del “colombo o piccione di città”, valido su tutto il territorio regionale fino al 31 dicembre 2027. 

Le misure principali contenute nel piano comprendono il monitoraggio e censimento delle colonie di piccioni; la prevenzione della nidificazione e della posa attraverso l’installazione di reti e dissuasori, la chiusura di lucernai e varchi negli immobili, in modo particolare negli edifici non abitati; la riduzione della disponibilità alimentare, con il divieto di somministrazione di cibo ai piccioni.
La collaborazione dei cittadini diventa quindi essenziale, in quanto ogni proprietario di immobile o amministratore di condominio è tenuto ad adottare misure di prevenzione per limitare la presenza dei piccioni. Chi dovesse trasgredire le regione può incorrere in una multa di 104 euro.
Il divieto di alimentare i piccioni è in vigore sia negli spazi pubblici che nelle proprietà private, anche il cibo lasciato all’aperto favorisce l’incremento della popolazione di volatili. Inoltre per i proprietari di immobili sarà obbligatorio adottare misure per rendere inaccessibili i siti di nidificazione e di posa, con l’installazione di reti e griglie di chiusura e l’applicazione di dissuasori su cornicioni e balconi. Infine, bisognerà provvedere alla pulizia periodica delle superfici dove è presente guano di piccioni, effettuando interventi di sanificazione per prevenire rischi sanitari e preservare il decoro urbano.
Il rispetto delle norme sulla gestione della popolazione dei piccioni è regolato dal regolamento di igiene, sanità pubblica e veterinaria e dal regolamento di polizia locale, la normativa completa è consultabile online.

Brisighella e Riolo Terme escluse dall’elenco dei Comuni montani. Pd: «Declassamento ingiusto»

Gli elenchi ministeriali hanno sancito l’esclusione di Riolo Terme e Brisighella dalla classificazione di “Comuni montani” sulla base dei nuovi parametri governativi. Resta montano invece il terzo comune che già lo era in provincia di Ravenna, Casola Valsenio, e anche quello vicino di Modigliana.

«La montanità non è un’etichetta formale, ma uno strumento fondamentale per garantire equità territoriale. Toglierla significa indebolire comunità che già affrontano quotidianamente difficoltà legate alla viabilità, allo spopolamento, all’accesso ai servizi essenziali e alla tutela del territorio, soprattutto dopo i dissesti idrogeologici derivati dalle alluvioni». Commenta così Niccolò Bosi, consigliere regionale del Pd, che aggiunge: «È necessario aprire un confronto serio e tempestivo con i livelli istituzionali competenti, per valutare gli effetti di questa scelta e individuare soluzioni che non penalizzino ulteriormente questi comuni».

Soprattutto Brisighella, caratterizzata da un territorio vasto e articolato, rappresenta un presidio importante dell’Appennino faentino che potrebbe venire particolarmente penalizzato, allontanando gli obiettivi di contrasto alle disuguaglianze territoriali e del mantenimento dei servizi.

Sulla questione interviene anche la deputata ravennate Pd Ouidad Bakkali: «Questa esclusione dall’elenco dei Comuni montani è un’ingiustizia che va corretta. Le famiglie, i giovani e le imprese di questi territori meritano le stesse opportunità e tutele riconosciute ai comuni vicini».

Per i giovani brisighellesi e riolesi verrà infatti meno l’accesso al Bonus Montagna, con la conseguente impossibilità di usufruire del credito d’imposta per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Sul fronte dei servizi pubblici, i comuni subiranno una riduzione delle risorse del Fosmit con possibili ripercussioni – secondo il Pd – su scuole, sanità di prossimità, manutenzione delle infrastrutture viarie e prevenzione del rischio idrogeologico, oltre a penalizzazioni nei bandi dedicati allo sviluppo rurale e al turismo sostenibile. Anche le microimprese e le attività agricole locali perderanno l’accesso a specifici sgravi contributivi e alla flat tax agevolata. «Riolo Terme e Brisighella meritano attenzione, ascolto e politiche coerenti con le loro reali esigenze – concludono dal Partito Democratico -. Continueremo a tenere alta l’attenzione su questo tema e a lavorare affinché venga riconosciuta la specificità di questi territori».

Nei giorni scorsi era già intervenuto sul tema l’assessore regionale alla Montagna, Davide Baruffi, al termine della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. «Se la legge nazionale esclude – aveva commentato -, quella regionale resterà inclusiva. E dove il Governo toglie risorse agli esclusi, la Regione ripristinerà con propri mezzi l’equilibrio costruito in Emilia-Romagna in questi anni, da Rimini a Piacenza. Non a caso, in previsione dei guasti che la legge nazionale avrebbe potuto produrre, già in legge di bilancio 2026/2028 abbiamo aumentato del 60% le risorse del Fondo montagna regionale e questo ci consentirà di non penalizzare nessun comune».

Cassa di Ravenna: 48,7 milioni (+31%) di utile netto e distribuzione di due dividendi

Bilancio 2025 positivo per la Cassa di Ravenna. Con una lettera agli azionisti, il presidente Antonio Patuelli ha annunciato che il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati dell’esercizio, che segnano una crescita significativa di utili e indicatori patrimoniali. L’utile lordo della Cassa ha raggiunto i 64,5 milioni di euro, con un aumento del 22,83% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto è salito a 48,7 milioni di euro (+31,62%), dopo il pagamento di oltre 17 milioni di euro di imposte.

Il Cda ha inoltre deliberato la distribuzione di due dividendi: uno ordinario, in aumento rispetto al 2024, e uno straordinario. Complessivamente, agli azionisti spetterà un dividendo pari a una azione ogni diciassette possedute oppure, in alternativa, un pagamento in contanti di 97 centesimi per azione (80 centesimi ordinari e 17 straordinari).

«La distribuzione – fa sapere la banca attraverso una nota – dei dividendi ordinario e straordinario per le decine di migliaia di azionisti della Cassa di Ravenna è motivo di grande soddisfazione e anche di alta utilità sociale in particolare per le iniziative dell’azionista Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Nel 2025 si è rafforzata ulteriormente la solidità patrimoniale della Cassa: il CET 1 Ratio al 31 dicembre 2025 è del 25,44%, mentre il Total Capital Ratio è del 26,13%». Nel corso dell’anno sono state inoltre inaugurate due nuove filiali: la sesta a Cervia e la seconda a Comacchio.

Il bilancio della Cassa del 2025 registra un margine di interesse di 79,4 milioni di euro (+3,69%), commissioni nette di 57,4 milioni di euro (+8,45%), margine di intermediazione di 161,9 milioni di euro (+9,98%). La raccolta globale è stata pari a 11.216 milioni di euro (+9,5%). I crediti deteriorati netti della Cassa (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) sono diminuiti del 65,37% e sono lo 0,79% del totale dei crediti netti. Le erogazioni di mutui a famiglie sono cresciute del 36,8% sull’anno precedente. «Per cospicue cessioni pro-soluto di crediti deteriorati e per minor domanda da parte delle imprese, gli impieghi sono diminuiti del 2,46%» spiega l’istituto.

Positivi anche i risultati del Gruppo Cassa, che comprende tra le altre Banca di Imola e Banco di Lucca e del Tirreno. L’utile lordo è di 78,8 milioni di euro (+3,98%), un utile netto di 51,3 milioni di euro (+7,92%).

L’azienda Tema Sinergie piange la scomparsa del co-fondatore Luciano Piancastelli

È scomparso a 83 anni l’ingegnere Luciano Piancastelli, co-fondatore e presidente di Tema Sinergie per 40 anni. L’azienda faentina nata nel 1985 offre soluzioni tecnologiche innovative per la medicina nucleare, la radiofarmacia, la radioterapia e l’industria farmaceutica. È anche main sponsor della squadra cittadina di pallacanestro.

«Luciano è stato per Tema Sinergie non solo un imprenditore – ricorda l’azienda tramite un post su Facebook -, ma l’anima stessa di un’azienda che ha saputo guidare con una visione rara, senza mai smarrire lo spirito pionieristico delle origini. In un mercato spesso dominato dai numeri, ha portato avanti un’idea imprenditoriale oggi difficile da trovare. La sua gestione è stata alimentata da una curiosità instancabile e da un entusiasmo che lo spingeva ad affrontare ogni nuova sfida come un’opportunità per imparare e allo stesso tempo divertirsi. Ciò che ha reso l’Ingegnere un vero e proprio punto di riferimento per molti di noi, è stato il suo profondo senso di rispetto verso chiunque incrociasse il suo cammino. Per soci, collaboratori, fornitori e clienti, è stato un mentore pronto all’ascolto, ma anche un leader deciso, pronto a prendere la rotta nei momenti cruciali […] Sarà nostro compito adesso portare avanti questi valori, in cui lui ha sempre creduto e che ci ha trasmesso».

L’ultimo saluto si terrà in data mercoledì 11 febbraio alle 14,30 alla chiesa di San Petronio di Castel Bolognese, città natale di Luciano Piancastelli.

Luci spente e iniziative di divulgazione in Bassa Romagna con “Mi illumino di meno”

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna conferma anche quest’anno la propria adesione a «M’illumino di Meno», la campagna nazionale dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, che celebra il 16 febbraio la sua 22esima edizione.
L’iniziativa, promossa da Rai Radio2 attraverso la storica trasmissione “Caterpillar”, coinvolge i nove Comuni dell’Unione con un programma di attività culturali, educative e simboliche, coordinate dal Ceas, il Centro di educazione alla sostenibilità della Bassa Romagna. Il tema di quest’anno è«M’illumino di scienza», e metterà al centro il contributo della ricerca scientifica nella comprensione della crisi climatica e nell’individuazione di soluzioni sostenibili.
Alla biblioteca Pino Orioli di Alfonsine  è in programma sabato 14 febbraio (ore 10) «L’incontro del buio», letture e laboratorio a tema Carnevale per bambini dai 3 ai 7 anni, in collaborazione con Casa Monti.
A Bagnacavallo, il Podere Pantaleone organizza una visita guidata nell’area naturalistica domenica 15 febbraio, alle 10. L’attività comprenderà la piantumazione di giovani alberi nell’ambito del programma «Mettiamo radici per il futuro» e la presentazione del progetto di ampliamento del bosco, aperta ad adulti, bambini e famiglie.
Il 16 febbraio invece, in piazza della Libertà l’archivio storico comunale propone un evento serale itinerante a lume di torcia per il lancio del podcast «Intervallo: chiacchiere di storia locale», dedicato alla storia dell’illuminazione pubblica cittadina, con ascolti guidati e passeggiata simbolica nel centro storico.
A Cotignola si terrà un incontro dedicato al lavoro all’uncinetto, inno alla lentezza e alla sostenibilità in collaborazione con il gruppo Donne Creattive. L’appuntamento è lunedì 16 febbraio alla biblioteca Luigi Varoli. Martedì 17 il Centro per le famiglie dell’Unione, insieme all’Ausl Romagna, organizza in piazza Vittorio Emanuele II la passeggiata dei neogenitori e dei genitori in attesa, per promuovere sani stili di vita nei primi mille giorni di un bambino.
A Fusignano, il 16 febbraio alle 16.30 si svolgerà in piazza Corelli «Lara e Minimei», lettura ad alta voce seguita da laboratorio scientifico per bambini dai 3 ai 9 anni, a cura del gruppo lettori di Fusignano, dei volontari Nati per leggere ed Ep medica. Infine, martedì 17 alla biblioteca Fabrizio Trisi di Lugo arriverà «giochi di luce» (ore 17) attività pensate per scoprire come la luce può diventare strumento di gioco e di consapevolezza sul suo uso responsabile (per bambini dai 6 ai 9 anni, iscrizione obbligatoria allo 0545 299558, oppure trisiragazzi@comune.lugo.ra.it).
Tutti i Comuni aderiranno inoltre ai «silenzi energetici», come lo spegnimento programmato dell’illuminazione pubblica per qualche ora in luoghi particolarmente simbolici, per promuovere la riduzione dei consumi.
Il Comune di Alfonsine aderisce ritardando l’accensione della pubblica illuminazione di piazza Gramsci alle 20 nella giornata del 16 febbraio. A Bagnacavallo, sempre il 16 febbraio, luci spente in piazza della Libertà fino alle 21. Il Comune di Bagnara di Romagna il 20 febbraio ritarderà di 30 minuti l’accensione della pubblica illuminazione del centro storico (zona della piazza G. Marconi).
In piazza Foresti a Conselice, nelle piazze Mazzini e Caduti a Lavezzola e in piazza Mameli a San Patrizio il 16 febbraio l’accensione sarà ritardata alle 20.30. Ritardo dell’accensione delle luci alle 20.15 il 20 febbraio in piazza Vittorio Emanuele II a Cotignola.
A Fusignano il 16 febbraio sarà spenta dalle 20 alle 22 l’illuminazione pubblica del centro storico (corso Emaldi, piazza Corelli, via Battisti, piazza Armandi).
A Lugo il 20 febbraio sarà posticipata alle 19.30 l’accensione della pubblica illuminazione in largo Relencini, piazza Primo maggio, piazza Martiri, piazza Baracca e al quadriportico del Pavaglione (ma non l’area a cielo aperto di piazza Mazzini). A Massa Lombarda accensione ritardata alle 19.30 in piazza Matteotti e via Vittorio Veneto sempre il 16 febbraio, mentre a Sant’Agata sul Santerno luci spente il 20 febbraio fino alle 19.30 in piazza Umberto I e via Roma, piazza Garibaldi, piazza Monsignor Rambelli, via Sassoli, via Baldi, via Vittorio Emanuele, via Mazzini, piazza I d’Este, largo Margherita Savoia, via Scardovi, via Soldati, via Azzaroli.

La polizia commemora Giovanni Palatucci: scoperto un mosaico dedicato al commissario morto a Dachau

In occasione dell’81° anniversario della scomparsa di Giovanni Palatucci, avvenuta il 10 febbraio 1945, la polizia di stato ha reso omaggio all’ex questore di Fiume. Nella mattinata odierna (10 febbraio, appunto) a Ravenna si è svolta una breve cerimonia in memoria di «un eroe silenzioso e modello esemplare di sacrificio e altruismo, portatore di quei valori di giustizia e servizio in favore dei cittadini».

Nel corso della celebrazione è stata depositata una corona di fiori ai piedi della stele a lui dedicata, sita sull’area verde della rotonda Palatucci, a cui è seguita la benedizione del cappellano della polizia di Stato Padre Paolo Carlin. La cerimonia è poi proseguita all’interno degli uffici della questura, dove è stato scoperto un mosaico raffigurante l’immagine di Palatucci, realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna grazie alla collaborazione della direttrice, Professoressa Paola Babini e di una studentessa.

Il memoriale ha visto la presenza del prefetto Raffaele Ricciardi, del questore Gianpaolo Patruno, del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, del comandante della polizia locale Andrea Giacomini, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’ Anps e dell’Organizzazione di volontariato della polizia di Stato di Ravenna. Durante la cerimonia, il questore ha avuto modo di ricordare il valoroso giovane commissario di polizia come: «un esempio di solidarietà e dignità anche per le nuove generazioni, punto di riferimento per le donne e gli uomini della polizia di Stato nel loro quotidiano impegno a servizio della cittadinanza». Prefetto e sindaco hanno invece sottolineato il profondo valore simbolico della figura di Palatucci, interpretando questo momento di condivisione per rimarcare l’efficacia della costante collaborazione istituzionale.

Giovanni Palatucci, nato a Montella (Avellino) il 31 maggio 1909 e morto a 36 anni nel campo di sterminio di Dachau, pochi giorni prima della liberazione, rappresenta ancora oggi un modello di sacrificio e altruismo, all’insegna dello spirito di solidarietà e partecipazione alla base del ‘mestiere’ di poliziotto. Funzionario di Polizia durante il fascismo, in servizio dal 1937 alla questura di Fiume come commissario e poi questore-reggente, salvò dal 1939 fino al suo arresto, (nel 1944) circa 5000 ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Per questo motivo lo Stato italiano ha conferito a Palatucci nel 1995 la medaglia d’oro al merito.

Torna a Ravenna e Lugo “Una piega per lo Ior”: il ricavato finanzierà l’istruzione domiciliare dei ragazzi col cancro

Anche Ravenna e Lugo parteciperanno all’iniziativa “Una piega per lo Ior” in occasione della Giornata mondiale contro i tumori infantili di domenica 15 febbraio.

Oltre 200 parrucchieri in dieci città della regione dedicheranno per un giorno la propria professionalità come volontari dell’Istituto Oncologico Romagnolo a sostegno della lotta contro il cancro: il ricavato delle pieghe servirà infatti per sostenere il progetto di Ior “FuoriClasse”, nato per garantire a studenti e studentesse costretti dai trattamenti a lunghi periodi di ospedalizzazione un’istruzione domiciliare completa.

A Ravenna l’appuntamento è alla Sede Formart di via I. Newton 78, dalle 8.30 alle 17; mentre Lugo ci si ritroverà al Conad Superstore di via F. Taglioni 3, dalle 9 alle 17. In entrambe le postazioni sarà possibile richiedere una piega di bellezza con una donazione minima di 20 euro, senza appuntamento.

«A causa della chemioterapia mi dissero che avrei dovuto fare tutto il secondo anno di Liceo a casa. Mia mamma, un’insegnante, comprese per prima quanto fosse fondamentale per la mia crescita che seguissi non solo le materie principali: matematica, fisica, latino e poco altro. Ma, pur avendo incassato la disponibilità di tutti i docenti, il preside della mia scuola le disse che purtroppo non disponeva delle risorse necessarie – racconta Tancredi Sampaoli, ragazzo riccionese colpito da una leucemia linfoblastica acuta a 14 anni, nel 2017, e oggi iscritto al quarto anno di Medicina. Fu proprio la sua storia a dare il via al progetto -. Così nacque l’idea di contattare l’Istituto Oncologico Romagnolo per capire se c’era la possibilità di creare una borsa di studio. Ricordo che un giorno stavo abbastanza bene da poter fare una presenza simbolica, scoprendo di aver già affrontato tutti gli argomenti spiegati durante quella lezionei. Paradossalmente, ero persino più avanti rispetto ai miei compagni. Questo perché, rispetto alla scuola, le lezioni a casa avevano meno distrazioni, erano più concentrate e il rapporto con l’insegnante uno a uno permetteva di approfondire meglio le cose che non capivo alla prima spiegazione».

Chi non riuscirà a prendere parte all’evento di domenica 15 potrà in ogni caso far sentire tutta la sua vicinanza ai ragazzi e ragazze col cancro con una donazione da effettuarsi direttamente online.

«”Una Piega per lo IOR” è oramai un evento consolidato e apprezzato – spiega il Direttore Generale, Fabrizio Miserocchi – tanto che ogni anno sono sempre più le location e le città che si fanno coinvolgere in questa maratona di solidarietà. Nel 2025 sono state quasi 1000 le persone che avevano deciso di “farsi belle” di domenica, per un incasso di quasi 23.000 euro che all’epoca mettemmo a disposizione del nostro Progetto Margherita e della fornitura gratuita di parrucche oncologiche alle donne in chemioterapia. Quest’anno, vista anche la concomitanza con una data importante come la Giornata Mondiale contro i Tumori Infantili, abbiamo deciso di portare all’attenzione del pubblico una sfida forse meno conosciuta, ma altrettanto sentita: quella degli adolescenti costretti dai trattamenti a mettere in pausa il loro processo di crescita, il loro percorso formativo ed extrascolastico, tutte quelle esperienze che i coetanei continuano a portare avanti e che loro possono solo essere spettatori lontani tramite i profili social perché costretti a lunghi periodi di ricovero o di isolamento domiciliare».

Basket, E-work Faenza vince contro Umbertide: ora è sesta in classifica

Faenza è viva. Al Pala Bubani l‘E work supera l’ostacolo Umbertide (77-72), avversario ostico che un girone fa vinse sulla serena, spezzando il magic moment iniziale delle manfrede di coach Seletti.

Parte meglio la squadra ospite, complice qualche palla parse di troppo delle padrone di casa. Ma a metà quarto, un’ottima difesa aggressiva e una maggior precisione in attacco, riportano il punteggio sui binari della parità. Nel secondo quarto riprende il canovaccio del precedente, con le giovani faentine che corrono e non lasciano troppo scampo alle avversarie, con la solita ex Beatrice Baldi e la difesa a zona di Staccini, che cercano di contenere il passivo. La gara è veloce e piacevole, ed a metà tempo (42-33), Faenza conduce con merito, con una super Ronchi da 15 punti in 13 minuti giocati.

Ci si aspetta una pronta reazione delle umbre al rientro, ma ad ogni tentativo di accorciare, sale in cattedra Broznova che, con tre triple consecutive, riportando le sue a + 14. Umbertide non muore mai: Sorrentino e Baldi riescono a ridurre il passivo a meno 8 (63-55). Nel rettilineo finale dell’ultimo quarto, le forze vengono un pò a mancare da entrambi le parti, ma Umbertide, si riavvicina a piccoli passi. A causa di tanti errori di troppo da parte delle ragazze di Seletti, si arriva al fotofinish sul 71-70 nell’utimo minuto. L’umbra Baldi sbaglia un tiro abbastanza facile dalla sua mattonella, e sul ribaltamento, Faenza trova i liberi che le consentono di gestire gli ultimi secondi senza affanno. Finisce 77-72 per Faenza, che ribalta anche la differenza canestri a proprio favore e si porta al sesto posto in classifica.

Faenza: Brzonova 14, Ciuffoli C 0, Ronchi 24, Zanetti 11, Cosaro 2, Ciuffoli E. 4, Cappellotto 2, Guzzoni 9, Onnela 11, Milanovi n.e.

Umbertide: Del Sole 6, Bartolini 3, Sorrentino 18, Tomasoni 3, Gianangeli 5, Paolocci 5, Baldi 20, Amatori 12, Giuliobello n.e., Valeri n.e

Un questionario per comprendere gli equilibri tra genitorialtà, identità e lavoro

Come incide la nascita di un figlio sulle scelte professionali e sulla partecipazione al mercato del lavoro? Prova a rispondere a questa domanda “Gil – Genitorialità, Identità e Lavoro”, il progetto di ricerca che indaga il rapporto tra genitorialità, identità e lavoro, con particolare attenzione alle differenze tra aspettative pre-nascita e realtà post-parto.

Il progetto analizza il ruolo dell’identità e delle pressioni sociali nelle decisioni lavorative di madri e padri, studiando due campioni della popolazione: i genitori in attesa del primo figlio (Gil Expecting) e i genitori con primo figlio fino a 6 anni (Gil 0-6). La ricerca si svolge attraverso la compilazione di un questionario online (lo trovi qui). Si è già conclusa la parte di ricerca sui genitori con bambini nella fascia 0/6, prosegue invece, fino al 20 febbraio quella relativa a chi è in attesa del primo figlio.

Il progetto è promosso dall’Università di Bologna, in collaborazione con la provincia di Ravenna, Ausl Romagna, Comune di Ravenna, Comune di Cervia, Comune di Russi, Unione della Romagna Faentina e Unione della Bassa Romagna, ed è promosso dall’Osservatorio Statistico per la Parità di Genere della Provincia di Ravenna. Oltre a essere un progetto di ricerca universitaria, la compilazione dei questionari permette una piccola donazione (1 euro in caso di un solo genitore, 3 euro nel caso lo compilassero entrambi) alla ricerca oncologica pediatrica (Ageop Ricerca Onlus). Grazie al progetto GIL 0–6 sono già stati donati 1.374 euro.

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