giovedì
23 Aprile 2026

I dati Enpa del 2024: la situazione è critica in Bassa Romagna, si cercano volontari

Resta elevato il numero dei ricoveri e sono più di 600 i gatti ritrovati abbandonati sul territorio. Dall’ente: «C’è bisogno della collaborazione di tutti i cittadini. Sterilizzare è fondamentale»

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Come ogni anno, i volontari Enpa hanno presentato il bilancio dell’attività svolta nell’ambito dell’infermiera felina di Lugo. I numeri del registro dei ricoveri continuano a essere elevati e evidenziano la presenza di una criticità ancora elevata sul territorio della Bassa Romagna. «La situazione richiede l’impegno non solo dei volontari e delle Istituzioni ma soprattutto quello dei cittadini – comunicano dall’ente -. Il benessere animale è ancora solo un miraggimo ma con l’impegno di tutti deve diventare una realtà. È necessario uno scatto di civiltà da parte di tutti».

Nel corso del 2024 sono 1287 i gatti transitati nella struttura, per un totale di 7136 giorni di ricovero erogati. I gatti di colonia entrati per essere sterilizzati e/o curati sono 645, mentre 28 sono rimasti vittime di incidenti stradali. Infine, i gatti abbandonati e recuperati nel territorio o nelle colonie sono ben 614. Nell’ultimo triennio, nel polo lughese sono stati sterilizzati in totale 1570 gatti (maschi e femmine). «Numeri sui quali vale la pena soffermarsi. – continuano dall’associazione.- Se questi gatti non fossero stati sterilizzati, considerando che una gatta partorisce in media 3 volte l’anno, quale scenario di sofferenza si presenterebbe oggi ai nostri occhi? Centinaia di cuccioli in difficoltà sarebbero destinati a una fine atroce fatta di malattie, incidenti, mancanza di cibo, predazione da parte di animali selvatici. L’importanza della sterilizzazione va ribadita e deve diventare patrimonio condiviso della nostra cultura».

Ancora oggi  infatti sono tante le richieste di aiuto pervenute al centro a causa delle gravidanze indesiderate  e della difficoltà di trovare famiglie disponibili a prendersi cura dei cuccioli nati. «I gatti vanno sterilizzati a prescindere dal sesso – ricordano i volontari -. La collaborazione dei veterinari è essenziale. Servirebbero prezzi calmierati, perchè è l’unico modo che abbiamo per controllare le nascite e per combattere l’abbandono, il randagismo e tutte le tristi conseguenze che ne derivano».

Chi adotta un cucciolo ospitato in Infermeria felina può infatti usufruire di prezzi agevolati per la sterilizzazione del proprio animale grazie a convenzioni con i medici veterinari. Nell’ultimo anno le adozioni sono state 582 in un anno. Dato che ha portato grande soddisfazione tra i volontari viste le dimensioni ridotte della struttura lughese. I gatti trovati e restituiti ai proprietari (anche grazie al microchip) sono invece 19. «La microchippatura è una procedura semplice ed indolore che può significare la differenza tra un gatto ritrovato o un gatto perso per sempre» precisano dall’ente.

Il bilancio delle spese del 2024 per la sezione alimentare e la cura degli animali (la sezione si fa carico dei costi del primo vaccino e del trattamento antiparassitario) ammonta infine a 55 mila euro. La struttura di via Buscaroli è aperta al pubblico e i volontari invitano la cittadinanza a visitarla, per toccare con mano il lavoro svolto nell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e, eventualmente, contribuire alla causa: «Vi invitiamo a visitare la nostra struttura per conoscere la nostra attività, sperando che fra di voi si nasconda un volontario, perché ne avremmo veramente bisogno. È possibile chiedere informazioni telefonando al 329 3163050».

Riflessioni tra sterotipo del corpo e razzismo nel nuovo libro di Nadeesha Uyangoda

L’autrice di origine singalese sarà la protagonista del prossimo appuntamento di “Scritture di frontiera”, in un dialogo con Matteo Cavezzali

Nadeesha Uyangoda

Tornano gli appuntamenti con “Scritture di Frontiera”, nell’ambito del Festival delle Culture di Ravenna. Mercoledì 22 gennaio, alle 17.30 la biblioteca Classense ospiterà un dialogo tra l’autrice singalese Nadeesha Uyangoda e Matteo Cavezzali, su “Corpi che contano” (edizioni 66thand2nd), l’ultimo libro di Uyangoda.

L’autrice, classe 1993, è nata a Colombo, in Sri Lanka e vive in Italia da quando aveva sei anni. Scrive in inglese e in italiano per diverse testate online e cartacee, tra cui Al Jazeera English, The Telegraph, Vice Italy, Open Democracy, Internazionale, la Repubblica. Ha creato il podcast Sulla Razza assieme a Nathasha Fernando e a Maria Mancuso e Il suo primo libro L’unica persona nera nella stanza ( edizioni 66thand2nd, 2021) ha vinto il premio “Anima” per la letteratura e il premio speciale della giuria intitolato ad Anna Maria Ortese del premio Rapallo.

In questo nuovo lavoro ragiona su come percepire il proprio corpo e prenderne coscienza, provando a ricordarsi di quando da bambini si pedalava in bicicletta o si nuotava in piscina e confrontando la propria esperienza limitata con quella dei grandi atleti che hanno fatto delle loro abilità fisiche una professione. Questa nuova consapevolezza può diventare uno strumento per scardinare pregiudizi di razza, genere e classe. Uyangoda indaga il tema del rapporto tra corpo e pratica sportiva, alternando il racconto autobiografico alla narrazione di alcuni momenti storici chiave dove lo sport – strumento di dominio politico e di egemonia culturale, ma anche grimaldello per abbattere muri e smontare falsi miti – ha contribuito in modo determinante a costruire le nostre identità. Esistono davvero gli sport «da femmine» e quelli «da maschi»? Quanto è radicato il razzismo nelle piste di atletica o nei campi da calcio? È vero che certi gruppi etnici hanno una naturale predisposizione alla velocità, alla resistenza, alla sopportazione del dolore?
E ancora, quanto incide la condizione economica nel determinare l’accesso allo sport? E perché lo ius soli sportivo ha saputo guadagnarsi una certa dignità nel dibattito pubblico, al contrario della sua applicazione generalizzata? Nell’ottica della scrittrice, il corpo dell’atleta – allenato, modificato, disciplinato e mercificato – diventa un canovaccio su cui vengono incisi i segni della cultura e della biologia, «il confine ultimo tra individuo e società».

Al via i lavori di bonifica e manutenzione straordinaria di viale Platani

Un intervento da 760 mila euro per la messa in sicurezza e rimozione delle radici. Il tratto diventerà a senso unico con parcheggi su entrambi i lati della carreggiata

Marina Romea Viale Platani

Partiranno nei prossimi giorni i lavori per la messa in sicurezza e la bonifica delle radici in viale Platani a Marina Romea, nel tratto compreso tra viale dei Lecci e viale Ferrara. La strada tornerà completamente fruibile entro l’inizio dell’estate.

Il progetto, dal valore complessivo di 760 mila euro, riguarda la manutenzione straordinaria della strada e dei marciapiedi, unitamente alla bonifica delle radici presenti. Nel dettaglio verranno allargati i marciapiedi e verrà rifatto tutto l’impianto di pubblica illuminazione; il tratto diventerà poi a senso unico di marcia con parcheggi in linea da entrambi i lati. Inoltre, nel tratto tra viale dei Tigli e via delle Mimose verrà realizzata una condotta nuova di fogna bianca.

 

L’Europa cerca volontari: iscrizioni al centro Direct fino al 26 gennaio

Aperte le candidature per 20 partecipanti under 29 e 10 senza limite di età, residenti in provincia di Ravenna, con l’obiettivo di creare una community per promuovere la cittadanza attiva

Centro Europe Direct

Il Centro Europe Direct della Romagna vuole offrire a circa 20 giovani di età compresa tra i 18 e 28 anni e a 10 cittadini senza limiti di età un’occasione per promuovere da vicino la cittadinanza europea e i temi chiave dell’Unione, come il ruolo dei giovani, l’unione delle competenze e dei talenti; la protezione della natura, della qualità della vita, salute e diritti e contrasto alla disinformazione. I volontari opereranno insieme ad alcuni operatori esperti per creare una community e promuovere le iniziative del Centro per l’anno 2025.

La domanda per il percorso di volontariato va presentata esclusivamente via mail (a europedirectromagna@comune.ra.it) e sul sito del Comune è possibile trovare la modulistica di iscrizione e i dettagli del bando. Possono candidarsi entro il 26 gennaio cittadini e cittadine di qualsiasi nazionalità che non hanno rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita con il Comune (a qualunque titolo) e che siano residenti o domiciliati, anche temporaneamente, in provincia di Ravenna.

La selezione avverrà a seguito di una verifica delle candidature e di un eventuale eventuale colloquio e le attività si svolgeranno da febbraio a dicembre 2025. Una ammessi, i volontari si impegnano a garantire un minimo di 50 ore da dedicare a una formazione iniziale (sui temi dell’Unione europea e delle sue priorità politiche), ci saranno poi momenti collegiali di coordinamento e co-progettazione, per entrare finalmente nel vivo con la conduzione di laboratori nelle scuole medie, l’organizzazione di un gioco di ruolo sul Parlamento europeo per le scuole superiori e la co-organizzazione di eventi pubblici.

«Da diversi anni – afferma Annagiulia Randi, assessora alle Politiche europee – proponiamo questa modalità di coinvolgimento per stimolare una cittadinanza europea attiva, negli anni abbiamo coinvolto oltre 100 giovani e dall’anno scorso abbiamo aperto a tutta la cittadinanza senza limiti di età. Abbiamo avuto riscontri positivi da parte dei volontari e delle volontarie e questo ci incoraggia proseguire interpretando il nostro Centro Europe Direct come punto di riferimento di una comunità di cittadini attivi. I partecipanti hanno occasione di mettersi a disposizione, approfondire tematiche relative all’Unione europea, mettersi alla prova con la co-organizzazione e facilitazione di laboratori, eventi e conferenze e, non da ultimo, stringere amicizie e divertirsi».

Il Centro Europe Direct della Romagna, gestito dal Comune di Ravenna (in collaborazione con Università di Bologna campus di Ravenna DBC e Informagiovani), si impegna a fornire formazione e accompagnamento qualificato, coordinamento e supporto per lo svolgimento delle attività, nonché a certificare il percorso e a facilitare l’eventuale ottenimento di crediti formativi (ad esempio la partecipazione al progetto viene già riconosciuta come credito dal dipartimento Beni Culturali dell’Università di Bologna per gli studenti del corso di laurea Società e Culture del Mediterraneo).

Via Carducci chiusa dal 18 al 25 gennaio per i lavori alla palestra del Classico

Il tratto tra via di Roma e il civico 9 sarà completamente inaccessibile, quello verso viale Pallavicini sarà transitabile da residenti e mezzi autorizzati

Liceo Classico Alighieri Vista Da Via Carducci 1

Proseguono i lavori per la realizzazione della nuova palestra del liceo Classico, curati dalla Provincia di Ravenna. Dal 18 al 25 gennaio il tratto di via Carducci tra via di Roma e il civico 9 sarà vietato al transito e alla sosta; il restante tratto (tra viale Pallavicini e il civico 9), sarà accessibile solo a residenti, domiciliati, autorizzati (mezzi di pronto soccorso e pronto intervento, diretti alle proprietà private e a servizio di persone con disabilità), biciclette, ciclomotori e motocicli.

I veicoli autorizzati all’accesso in zona a traffico limitato, quelli diretti al garage Mariani e quelli autorizzati al transito in viale Pallavicini, provenienti da piazzale Farini, potranno seguire il percorso costituito da viale Pallavicini (nella corsia solitamente riservata a bus e taxi) via Alberoni, via di Roma e via Mariani; tale percorso potrà essere utilizzato anche dai veicoli autorizzati provenienti da viale Santi Baldini.

Riapre il ponte di via Torre del Marino dopo un intervento da 40mila euro

Il transito era stato chiuso a seguito dell’alluvione del 2024, a causa dei gravi danni al manto stradale e alle sponde laterali

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Riapre ufficialmente il ponte sul torrente Sintria di Via torre del Marino, a Villa Vezzano. Il passaggio era stato chiuso al transito per sicurezza a seguito degli eventi calamitosi di settembre 2024, a causa dei gravi danni al rilevato stradale e alle sponde laterali.
L’intervento è costato 40 mila euro, che hanno finanziato sia lavori di sistemazione e messa in sicurezza del ponte che la viabilità limitrofa. Il transito rimane però consentito con un limite massimo di 3,5 tonnellate, a causa delle numerose frane che interessano il tratto stradale tra il ponte, Torre del Marino e Rio Chiè

Materie prime più care e aumento dei costi fissi: i bar ritoccano il listino prezzi

Già dai prossimi giorni, in alcune caffetterie della zona, si arriverà a pagare 1 euro e 40 per un espresso

CHIARA BELLONI PRESIDENTE SINDACATO BARISTI CONFCOMMERCIO RAVENNA
Chiara Belloni – presidente sindacato baristi Confcommercio Ravenna

Già dai prossimi giorni, in alcuni bar della zona il costo di un caffè passerà a 1 euro e 40: il sindacato baristi di Confcommercio Ravenna ha recentemente promosso un sondaggio per mettere in evidenza «gli effetti devastanti della crisi energetica, aggravata oggi dalla recente disdetta dell’accordo per il transito del gas russo e la conseguente tensione sui prezzi che sta colpendo duramente l’intero sistema economico e produttivo, con ripercussioni significative anche sul settore della ristorazione e caffetteria». Il sondaggio dimostra come dal 2022, i prezzi delle materie prime hanno registrato aumenti significativi, con incrementi particolarmente rilevanti per prodotti essenziali alla ristorazione come caffè, burro, cacao e uova solo per citarne alcuni. Questi rincari hanno costretto molti baristi a ritoccare i listini per mitigare l’impatto economico, una scelta che i rappresentanti di categoria definiscono «obbligata» e che finirà per riflettersi anche sul costo della tazzina di espresso.

Anche gli eventi climatici estremi hanno giocato un ruolo importante, devastando molte coltivazioni di caffè in paesi chiave come Brasile, Vietnam, Colombia, Costa Rica e Honduras, riducendo la materia prima Così, i prezzi delle miscele Arabica e Robusta sui mercati internazionali hanno raggiunto i massimi dagli anni Settanta: +83 percento per la Robusta e +48 percento per l’Arabica. Anche il cacao soffre gli effetti della crisi climatica e delle malattie delle piante nei principali paesi produttori, come Ghana e Costa d’Avorio.

Il burro è aumentato di quasi il 50% dal 2021, come conseguenza della riduzione della produzione di latte a fronte di una maggior domanda. I prezzi medi dell’Unione europea per le uova rivelano invece un incremento del 25 percento tra agosto e dicembre, con quotazioni che hanno superato i 240 €/100 kg.

«È importante ricordare che il prezzo del caffè, così come tutti gli altri prodotti venduti in un esercizio commerciale, non dipende solo dall’acquisto delle materie prime, ma è influenzato dai costi fissi che ogni attività deve sostenere. – sottolinea Chiara Belloni, Presidente del Sindacato Baristi di Confcommercio Ravenna -. Parliamo di utenze sempre più onerose, affitti in costante aumento e dei costi del personale. Speriamo che la tensione sui prezzi si attenui e che l’emergenza energetica legata alla geopolitica possa trovare una soluzione nel breve termine».

Oltre ai rincari delle materie prime, anche l’introduzione della Tariffa puntuale per i rifiuti si aggiunge ai nuovi possibili costi aggiuntivi per un’attività: «A peggiorare la situazione, si aggiunge l’introduzione della tariffa puntuale, che comporterà un ulteriore aumento nel 2025, dopo quello già applicato nel 2024 – continua Belloni -. I ritiri annuali saranno ridotti da 53 a 24 e le imprese dovranno coprire i maggiori costi legati al conferimento non conforme: chi non rispetterà i nuovi limiti dovrà quindi far fronte a nuovi costi aggiuntivi».

Confcommercio rassicura sul fatto che continuerà a monitorare la situazione, chiedendo alle istituzioni interventi concreti per sostenere le imprese e alleviare il peso economico che grava su un settore fondamentale per il tessuto sociale ed economico del territorio.

Luigi De Angelis e i Premi Ubu: «Ma dopo 32 anni viviamo ancora nell’incertezza»

Parla il regista della compagnia ravennate Fanny & Alexander

LuigiCon il recente successo ai Premi Ubu dello spettacolo Trilogia della Città di K. (un progetto di Federica Fracassi tratto dall’omonimo romanzo di Agota Kristof e andato in scena al Piccolo di Milano), il regista della compagnia ravennate Fanny & Alexander, Luigi Noah De Angelis – Noah è il cognome della madre, che De Angelis ha deciso di aggiungere al suo per omaggiare la famiglia – si è aggiudicato, oltre a quello per il miglior spettacolo, i riconoscimenti per la miglior regia, il miglior disegno luci e la migliore scenografia (senza contare quello per il miglior progetto sonoro, firmato da Mirto Baliani e Emanuele Wiltsch Barberio). Con Noah De Angelis parliamo di questa felice esperienza e del futuro della compagnia.
Luigi, da dove è arrivata la messa in scena della Trilogia?
«Il libro mi fu regalato negli anni Novanta, agli inizi di Fanny & Alexander, dalla madre di Chiara Lagani (cofondatrice della compagnia, che nella Trilogia cura adattamento e drammaturgia, ndr) Loretta Masotti, che era la mia professoressa di storia e filosofia al liceo classico, e fu una rivelazione. Tanti anni dopo, l’intuizione di Federica Fracassi è stata quella di proporcene la messa in scena. Noi non ci avevamo mai pensato e a quel punto ci siamo anche chiesti come fosse stato possibile, visto che si tratta proprio di un’opera nelle nostre corde. A volte le commissioni esterne possono essere illuminanti. Insomma, una bellissima idea, e per me è stato anche un onore poter mettere in scena un testo di così grande complessità in un teatro importante come il Piccolo».

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Trilogia della città di K. – Foto di Masiar Pasquali

Proprio la complessità e lo spaesamento mi sembrano gli aspetti del libro più difficili da rendere a teatro, come avete lavorato?
«Chiara ha fatto l’adattamento, facendo un lavoro di ricerca quasi da detective sulla questione dei due gemelli protagonisti. È stata anche a Koszeg, ai confini tra Austria e Ungheria, che di fatto è la città di K., e la storia della trilogia è anche la storia dell’esilio di Agota Kristof stessa dall’Ungheria in seguito all’invasione dei russi. Personalmente, la cosa che più mi interessava fin dall’inizio era di mettermi al servizio della soggettiva del lettore, che, soprattutto nella prima parte, è quella di confrontarsi con la violenza delle situazioni, perché la lingua del libro, sintetica e telegrafica, ti porta a questo confronto con una violenza di situazioni in cui occorre molto immaginare. Come spesso mi capita è scaturita in me un’immagine – che chiamo generatrice – che ha poi guidato un po’ tutta la messa in scena dello spettacolo, ed è quella di un’installazione per il Museo d’arte di San Paolo (aperto nel 1968), in Brasile, fatta dall’architetta che lo aveva progettato, Lina Bo Bardi, italiana naturalizzata brasiliana. Nel museo le opere sono tutte allestite in un’unica stanza, senza gerarchie di nomi o correnti artistiche. Le opere sono tutte sospese su dei vetri trasparenti incastonati su basamenti di marmo, per cui la prima impressione, quando si arriva nella sala, è che le opere stiano volando, e la cosa molto interessante è che questo tipo di allestimento obbliga il visitatore ad avere un atteggiamento totalmente diverso dal solito perché i titoli sono dietro i quadri, dunque si deve essere attratti dall’empatia che l’opera crea nei tuoi confronti, da come l’immagine ti attrae, non hai altre informazioni se non la tua propria esperienza. Quindi ecco l’idea, con questi 21 schermi di varie dimensioni posizionati nello spazio – la sala Melato del Piccolo è un anfiteatro, si prestava bene – che andavano a creare una narrazione frammentata, in cui lo spettatore fa delle scelte continue tra cosa guardare o come comporre, istintivamente, senza pensarci, è una foresta di immagini che cambia continuamente a seconda dei momenti della narrazione».
Non sorprende che oltre a quello per la regia siano arrivati anche i premi per luci e scene.
«Lo dico sempre, in quello che faccio io non potrò mai scindere scena e luci, mi sento più un architetto, non sono un regista che va dire all’attore come deve dire le battute; semmai cerco di creare un mondo in cui l’interprete viene messo in un sistema complesso di stimoli, come in effetti può succedere quando, entrando in un’opera architettonica, siamo indotti a guardare in un certo modo, ad andare in una certa direzione. Non è che pensiamo a come approcciarci a una porta o a scendere le scale, è l’architettura che in maniera invisibile ti induce a farlo. Io lavoro così, quindi scindere luci e scene dalla regia sarebbe impossibile, e infatti, come dici, è coerente che ci siano stati questi premi uno attaccato all’altro».
Fanny & Alexander ha sempre trovato grande ispirazione dalla letteratura, una scelta o un caso?
«Sicuramente è anche una scelta, perchè c’è un amore molto grande per la letteratura, per la sua capacità di inventarsi dei mondi e di lasciare molto spazio a chi legge, e per noi questo percorso attivo del lettore – così come quello dello spettatore – è molto importante, anche se poi molti nostri lavori partono da istanze legate alla realtà. Sicuramente i romanzi spesso permettono una specie di bagno alchemico con un mondo altro e quindi permettono di giocare alla ricostruzione e all’evocazione di un mondo complesso».
Per il 2025 su cosa state lavorando?
«Abbiamo un progetto lirico a I Teatri di Reggio Emilia che debutterà il 16 maggio, la compositrice è Virginia Guastella (palermitana ma residente a Bologna) e il titolo è My name is Floria, una nuova opera, sarà una prima mondiale. Si tratta di un lavoro sul post-Tosca, ossia l’idea di essere nella testa di Floria dopo il tentativo di suicidio che qui non si è concretizzato; è il ricostituirsi di Floria dopo il trauma. Poi ci sarà uno spettacolo al Ravenna Festival, Ghosts, dai racconti di Edith Wharton che Chiara Lagani sta traducendo per Einaudi, con in scena la stessa Chiara e Andrea Argentieri. La cosa davvero emozionante è che in quell’occasione torneremo a lavorare con quello che io considero il mio maestro assoluto di sound-design, ossia Luigi Ceccarelli, con cui collaborammo nel 2001 per Requiem. Invece in autunno, sempre al Piccolo di Milano con Federica Fracassi, faremo un lavoro a partire da un altro scritto di Agota Kristof, L’analfabeta, la sua autobiografia. Una specie di secondo capitolo del nostro incontro con la scrittrice. Inoltre, al di fuori di Fanny & Alexander, sto lavorando al mio primo lungometraggio. Dopo La trilogia, dove per la prima volta mi sono confrontato anche con un cast solo in video, ho pensato di recuperare delle idee che avevo nel cassetto, ed essendo io un artista belga, ho redatto in Belgio un soggetto e sono riuscito ad avere un fondo per la scrittura a livello professionale di questo film, che si chiama Le courant d’Alexandre (La corrente di Alessandro) ed è scritto in francese, la mia prima lingua».
Di cosa parla il film?
«È su un adolescente, studente di botanica, che sta perdendo la madre malata gravemente e che va a Berlino negli ultimi mesi della malattia perché ha l’occasione di poter raccogliere materiali su quello che è il suo soggetto di tesi, Alexander Von Humboldt, il primo ecologo della storia. Là scopre le registrazioni della voce di Von Humboldt e grazie all’ascolto si connette al suo universo, al metaverso si potrebbe dire, diventando lui stesso Von Humboldt nel passato. Grazie a queste connessioni quasi sciamaniche riesce a trovare la forza per superare il suo momento di grande difficoltà esistenziale. Ho finito di scrivere la sceneggiatura, c’è una produzione in Belgio, vedremo, la voglio portate avanti assolutamente, insieme al teatro».
Ti ho intervistato per la prima volta nel 2005. Come sono cambiati in vent’anni Fanny & Alexander? E il teatro italiano?
«Chiara Lagani e io siamo cambiati nel senso che abbiamo saputo inseguire anche i nostri desideri individuali, senza aver paura di perdere la forte connessione che ci unisce. La curiosità di portare avanti anche progetti singoli fuori dalla compagnia ci ha nutrito tantissimo e ha fatto sì che potessimo crescere senza fossilizzarci in una formula. Ad esempio, l’dea di fare cinema è dovuta al fatto che a 50 anni mi è tornata la voglia di essere un principiante, perché è vero che ho 32 anni di esperienza nel teatro e nel video ma il cinema è un’altra lingua, e sono convinto che quando quest’esperienza si concretizzerà andrà a nutrire il teatro in un altro modo ancora una volta. Poi sicuramente è cambiato che riusciamo a fare un progetto così complesso come La trilogia al Piccolo, cosa che non siamo mai riusciti a fare altrove, se non in ambito operistico. Per quanto riguarda invece il teatro italiano, la situazione non è semplice, perché negli anni si è cercato sempre più di schiacciare le compagnie indipendenti, di fare in modo di smembrarle perché ognuno lavori sempre più come singolo che come gruppo. Lo vediamo anche nell’ambito dell’opera lirica, si fa molta fatica a far passare il concetto di team, anche la legislazione per i pagamenti cerca di andare contro questa dimensione, è tutto molto complesso. Però speriamo che i riconoscimenti facciano sì che si continui a lavorare. Essendo fuori dal grande sistema del mercato degli scambi, noi soffriamo e siamo sempre al limite della sopravvivenza. Dopo 32 anni di lavoro essere ancora qui con il cappio dell’incertezza è inspiegabile».

Una conferenza per ricordare Berthe Morisot, l’unica donna dell’impressionismo

Appuntamento sabato 18 gennaio con Giulia Perin, curatrice della mostra sulla pittrice francese della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

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Donna con ventaglio o Al ballo, 1875, olio su tela, 62 x 52 cm, Parigi, Musée Marmottan Monet

Una conferenza per ricordare Berthe Morisot, l’unica donna protagonista del movimento impressionista. L’appuntamento, promosso dalla Società Dante Alighieri Comitato di Ravenna è Sabato 18 gennaio (17.30) nella Sala Grande della Casa Matha in Piazza Costa.

Il 2024 è stato l’anno internazionalmente dedicato all’impressionismo, e tra le rassegne ancora visitabili si ricorda l’esposizione “Berthe Morisot. Pittrice impressionista”, ospitata dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. La co-curatrice della mostra Giulia Perin, verrà a Ravenna per una conversazione con proiezione di dispositive sull’artista parigina di spicco nel panorama dell’impressionismo ottocentesco: «Morisot non fu affatto una presenza minore né, banalmente, solo modella o moglie del fratello del grande Èduard Manet, come è apparsa nella narrazione di una storia dell’arte che ha sempre lasciato nell’ombra le protagoniste femminili, ma una spiccata personalità artistica. Morisot ha partecipato a sette delle otto mostre tenute tra il 1874 e il 1886 da Monet, Renoir, Degas, Pissarro, Sisley e Cézanne, affermandosi come una personalità indipendente, grazie al suo tratto delicato e ai suoi colori luminosi» spiega Perin. L’ingresso alla conferenza è libero e tutti i cittadini sono invitati a riscoprire la storia e il talento dell’artista.

Un’app per interagire direttamente con il Comune: a Cervia arriva Municipium

La nuova piattaforma consente al cittadino di comunicare con l’amministrazione in modo veloce e “smart”, restare aggiornato sulle allerte meteo e leggere le ultime notizie dell’ente

Piazza Garibaldi Comune Cervia

A Cervia è attiva da oggi l’App Municipium: la piattaforma multicanale consente ai cittadini di segnalare problematiche, guasti o pericoli sul territorio direttamente agli uffici competenti del Comune, sostituendo l’app Comuni-chiamo e mantenendone le funzioni.

L’ App Municipium è disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android, e rappresenta un canale bidirezionale di comunicazione fra cittadino e pubblica amministrazione, che permette di inviare segnalazioni ma anche di leggere le notizie diffuse dall’ente, vedere le allerte della protezione civile, ottenere informazioni sui servizi comunali e accedere ai siti strategici per il cittadino, come lo Sportello Telematico Polifunzionale, PagoPA e il Rifiutologo di Hera.

Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi del Pnrr, nell’ambito della misura 1.4.1 “Esperienza del cittadino nei servizi pubblici”, parte del programma Pa digitale 2026.L’App è già stata adottata da oltre 1600 comuni in tutta Italia e scaricandola è possibile utilizzarla anche quando si visita uno dei comuni che hanno aderito.

«Si tratta del primo passo verso la messa in linea del nuovo sito web istituzionale, previsto nelle prossime settimane e che rappresenterà un importante traguardo nel percorso di innovazione digitale, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza dei cittadini nell’accesso ai servizi pubblici – commentano dall’amministrazione -. l’app è semplice e intuitiva e vuole rappresentare un passo verso un’amministrazione più moderna, vicina e accessibile».

Stretta sugli affitti brevi: nuove norme e un codice identificativo da esporre

Le strutture dovranno anche dotarsi di estintori e dispositivi per la rilevazione del monossido di carbonio per registrarsi sulle Ota come Booking e AirBnb. Confcommercio: «Oltre 100 appartamenti a uso turistico solo nel centro storico di Ravenna. È importante adeguarsi subito per evitare le sanzioni»

Case Vacanza

Con il nuovo anno scatta a la stretta sugli affitti turistici brevi, sempre più diffusi anche nei centri cittadini a discapito del mercato di locazione tradizionale. A partire da gennaio infatti, i titolari di strutture ricettive alberghiere e extralberghiere (comprese quelle gestite da privati) sono tenuti a dotarsi del Cin (Codice Identificativo Nazionale) rilasciato dal Ministero del Turismo dopo l’assegnazione del Cir (Codice Identificativo di Riferimento). Il codice è strettamente collegato alla categoria catastale delle singole unità immobiliari e comporta una serie di obblighi e forme da rispettare.

Senza il Cin non sarà infatti possibile pubblicare la propria offerta sulle Ota (Online Travel Agency) come Booking o AirBnb. Il codice andrà inoltre esposto in tutte pubblicazioni, pubblicità, attività promozionali svolte e dovrà essere affisso anche all’esterno della struttura ricettiva. «È evidente che con questa norma l’intento del legislatore è quello di contrastare il fenomeno del sommerso, – commenta Paolo Giulianini, vice direttore di Confcommercio Ravenna – il Cin infatti sarà tracciato anche sul 730 dei privati, così come dare risposta alla levata di scudi di molti sindaci delle principali città turistiche, che vorrebbero arginare il fenomeno degli affitti brevi. Nel tempo si è affermata una cultura diversa di far turismo, anche a Ravenna molti privati si sono affacciati al mondo dell’ospitalità riconvertendo i propri immobili, creando un’alternativa al mercato degli affitti ad uso abitativo, più rischioso nel caso di insolvenze da parte dei locatari. Per questo è importante che le persone siano correttamente informate sui nuovi obblighi».

La normativa prevede anche che nei locali, ad eccezione di quelli che utilizzano solo energia elettrica per riscaldamento e produzione di acqua calda, vengano installati dispositivi per la rilevazione del monossido di carbonio e del gas combustibile. Inoltre, le strutture dovranno essere dotate di uno o più estintori con le modalità definite dal legislatore. Il mancato rispetto di questi obblighi porterà a multe salate, da 800 a 8.000 euro in caso di mancato ottenimento del Cin; da 500 a 5000 euro in caso di mancata esposizione del Cin; da 600 a 6000 nel caso di assenza di uno o più requisiti di sicurezza.

Dai dati di Federalberghi e del Ministero del Turismo è emerso che a livello nazionale le strutture alberghiere che al 3 gennaio non avevano provveduto a dotarsi del Cin a erano 4.064, contro le 5.944 del 12 dicembre. L’adeguamento sta ormai interessando quasi tutta la categoria considerando che gli alberghi prettamente stagionali sono ancora chiusi e che potrebbero non avere ancora definito la procedura. Non si hanno ancora analoghi dati per il settore dell’extra ricettivo. Nel ravennate sono più di 1000 le strutture registrate sulla piattaforma Air BnB, di queste oltre un centinaio si trovano in centro storico nel centro storico.

«In questi giorni gli uffici di Confcommercio Ravenna stanno riscontrando maggiori richieste dei privati che non avendo ancora provveduto ad adeguarsi alla normativa, si rivolgono a noi per tutte le pratiche connesse – sottolinea Giulianini – non solo per ottenere il Cin, ma anche per regolarizzazione dei loro immobili da adibire ad affitti turistici. Di solito in questi casi verifichiamo anche che siano rispettati gli obblighi di comunicazione delle generalità dei clienti alla questura tramite il portale “Alloggiati web”, che siano correttamente gestite le comunicazioni inerenti l’imposta di soggiorno per cui, a fine mese ricordo scade il termine per l’inoltro del Modello 21 e che sia stata effettuata la trasmissione annuale al Me. Visto l’enorme clamore di alcuni casi di cronaca che hanno riportato episodi di avvelenamento di monossido che purtroppo si sono registrati a fine anno, non escludo che vi siano più puntali controlli sul rispetto dei requisiti di sicurezza per cui invito vivamente gli operatori del settore ad attivare tutte le procedure del caso. I nostri uffici sono a disposizione per una corretta informazione sulle norme vigenti».

Cervia rinnova la partnership con il tour operator Expedia

Una serie di landing pages sul sito dell’agenzia viaggi racconteranno il territorio, le attività e le particolarità della Città del Sale. L’adesione al progetto per gli operatori del terzo settore è completamente gratuita

MILANO MARITTIMA CERVIA

Cervia punta su una promozione innovativa e digitale rinnovando per il secondo anno la partnership tra Cervia In (fondazione per il turismo) e Exepedia Group, l’intermediario di viaggi, colosso leader in Nord Europa, America e Asia per le prenotazioni alberghiere. Expedia è stata pioniera nel creare la fortunata combinazione hotel + volo (o altro mezzo di trasporto) e quindi risulta molto allettante per il mercato internazionale.

L’agenzia inoltre ha un dipartimento dedicato esclusivamente alle destinazioni turistiche (Expedia Media Solutions) che, grazie alla creazione landing pages, presenta e promuove intere località, con temi che descrivono il territorio e le esperienze disponibili quali le attività per famiglie, la spiaggia, la gastronomia, lo sport con la possibilità ovviamente di prenotare anche l’hotel. La città di Cervia ha scelto proprio questo tipo di pacchetto, con pagine web dedicate alla località e ai punti di forza che ne contraddistinguono l’offerta turistica, personalizzate in base alle nazioni interessate dalle campagne sponsorizzate per lingua e tipo di moneta e promosse attraverso i canali social tradizionali, con azioni di re-marketing fino a spot televisivi.

Le campagne sono state attivate in 4 nazioni: Svizzera, un mercato già storicamente molto affine che nel 2024 ha “acquistato” la destinazione sulla piattaforma in maniera consistente; Svezia, è un mercato di famiglie giovani con bambini che ha dimostrato un crescente interesse per il territorio grazie ai collegamenti con frequenza settimanale dall’aeroporto di Bologna a due località di questo paese; Germania, certamente un ospite che conosce la città e per questo è importante mantenere vivo il messaggio e presidiare la posizione rispetto a località competitor; Stati Uniti, dai dati si tratta del secondo paese che compra la località su Expedia.com e questo è dovuto principalmente al mercato crocieristico, in cui vediamo Porto Corsini come Hub (non scalo) di Venezia per almeno 3 compagnie internazionali e le strutture della città sono in grado di accogliere gli ospiti che arrivano con qualche giorno in anticipo o che ritardano la loro partenza sulla via del ritorno.

In base alle informazioni fornite da Expedia, gli ospiti di questi Paesi sono abituati a pianificare con largo anticipo le loro vacanze, ad esempio la finestra di prenotazione per il mercato USA è fino a 180 giorni prima della data di arrivo. Proprio per questo motivo, le campagne di sponsorizzazione sono partite già da metà dicembre e saranno attive fino a giugno 2025.

L’adesione al progetto per gli operatori della città è completamente gratuita. Per partecipare è necessario essere presenti sulla piattaforma con le tariffe 2025 già caricate per non perdere l’opportunità di ricevere le prenotazioni.

«La possibilità di rendersi visibili come destinazione nella sua accezione più completa ovvero esperienze, territorio ed ospitalità è un’opportunità preziosa che consente di proporsi ad un mercato internazionale che come singoli imprenditori sarebbe impensabile da affrontare in autonomia – spiegano da Cervia In -. Come tutte le grandi agenzie online, Expedia ha a disposizione un patrimonio di potenziali clienti che, in base a profilazioni determinate da scelte di viaggio di luoghi simili a Cervia, permetterà di far raggiungere al brand Discover Cervia, un pubblico più ampio e sicuramente in maniera più diretta».

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