sabato
23 Maggio 2026

Erosione, i rimedi della Regione: sabbia dal largo e scogli più alti

La faentina Manuela Rontini è sottosegretaria alla presidenza della Regione Emilia-Romagna con delega alla Protezione civile.

Lo scorso inverno i livelli eccezionali di alta marea hanno comportato importanti fenomeni erosivi della costa tra i lidi di Comacchio e Ravenna. La Regione ha annunciato interventi per ripristinare l’arenile.
«Non si è trattato solo di livelli eccezionali di alta marea. Il dato più rilevante è il numero degli eventi di questo tipo, decisamente superiore rispetto agli anni scorsi. La nostra agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile sta lavorando da mesi sui litorali, concentrandosi in particolare nelle zone maggiormente a rischio: penso a Lido di Volano, a Pomposa o a Spina, dove gli interventi realizzati hanno evitato l’ingressione dell’acqua nell’entroterra. Non sono somme urgenze, ma opere di manutenzione straordinaria e ordinaria: a Volano abbiamo prelevato migliaia di metri cubi di sabbia dalla punta dello scanno, mentre a Pomposa stiamo facendo dei ripascimenti con una draga, prelevando sabbia dal Lido degli Estensi sotto al molo del portocanale di Porto Garibaldi. Inoltre abbiamo iniziato a portare sabbia nella zona di Spina sud, prelevandola dalla foce del canale Logonovo».

A pochi anni dall’ultimo Progettone, in alcuni tratti di costa sembra già urgente intervenire di nuovo. La Regione farà un altro maxi-ripascimento della costa?
«Intanto lavoriamo sul presente. La prossima stagione turistica deve partire regolarmente e in piena sicurezza per operatori e clienti. Il nostro monitoraggio è continuo. Da Volano a Spina sono in corso, e in molti casi già conclusi, interventi per 19 milioni di euro. Solo a Lido di Spina abbiamo già previsto che, di qui al 2028, movimenteremo quasi 300mila metri cubi di sabbia. Sulla costa ravennate stanno per partire alcuni lavori di messa in sicurezza tramite ripascimento e manutenzione delle opere di difesa e del litorale a Porto Corsini, Marina Romea, Lido Adriano e Milano Marittima, grazie ad altri 3,2 milioni di euro provenienti da fondi 2025 del ministero dell’Ambiente. Per il prossimo triennio la Regione ha deciso di raddoppiare lo stanziamento per quest’area e il presidente De Pascale ha scritto ai colleghi di Veneto e Friuli-Venezia Giulia per mettere in campo insieme azioni coordinate, coinvolgendo università ed enti di ricerca, anche in vista di un futuro nuovo Progettone».

Per gli ultimi ripascimenti sono stati in parte utilizzati dei depositi di sabbia al largo, che si erano accumulati nei secoli grazie all’apporto del Po e del Reno e che sono stati ridotti in pochi decenni. È vero che la sabbia sta finendo? Per quanto tempo si potrà ancora attingere da questi bacini e quali sono le riserve alternative di sabbia?
«Il problema esiste e ne siamo consapevoli. In passato potevamo contare sui depositi portati dai corsi d’acqua che via via si sono ridotti sempre più, sia in termini quantitativi che di dimensioni granulometriche. Purtroppo, però, negli ultimi decenni si è assistito a una progressiva erosione dell’area del delta del fiume Reno, con forte arretramento della linea di costa. Dunque stiamo ragionando su come portare sabbia da depositi offshore».

Oltre ai ripascimenti, la strategia di difesa più diffusa in regione è rappresentata dalle scogliere anti-erosione. Sono in programma nuovi interventi per realizzare nuove scogliere o rafforzare quelle esistenti?
«In alcuni tratti certamente sì, ma per il momento non sulla costa di Ravenna. La situazione più urgente in questo momento riguarda i lidi di Comacchio. Lì abbiamo già progettato e realizzato l’adeguamento plano-altimetrico di 10 scogliere a mare davanti al litorale di Lido delle Nazioni e Lido di Pomposa. Abbiamo inoltre la necessità di ripristinare circa 8 scogliere a Lido delle Nazioni dove, come a Pomposa e a Porto Garibaldi, quelle esistenti si sono abbassate. Abbiamo pertanto presentato un progetto e ottenuto 7,2 milioni di euro di fondi stanziati dal ministero legati alla mitigazione del rischio idrogeologico e delle coste per ripristinare 8 scogliere e realizzare una duna a protezione proprio deiLido delle Nazioni. La progettazione di questi interventi è molto complessa perché prevede la realizzazione di modelli idraulici che tengano conto delle forzanti meteo marine e della stima dei trasporti solidi; devono poi essere valutati i possibili effetti erosivi che tendenzialmente queste opere trasferiscono nei tratti di costa più a nord».

L’innalzamento del mare è un fenomeno sempre più accentuato, che minaccia l’esistenza della spiaggia, ed è sempre più costoso difendersi. L’erosione costiera e le ingressioni marine rappresentano un problema ambientale ed economico significativo. Per quanto tempo sarà sostenibile continuare con i ripascimenti, i cui effetti scompaiono nell’arco di tempi sempre più brevi? E in generale, quali strategie a lungo termine sono possibili per preservare il futuro della costa romagnola?
«Dobbiamo essere tutti consapevoli che siamo di fronte a un problema che nessuna Regione da sola può affrontare in maniera strutturale. Serve una presa di coscienza a livello nazionale e un piano complessivo di investimenti per la difesa del suolo, contro il dissesto e a difesa delle coste e dei litorali. È una priorità di cui questo governo non parla mai, come non parla mai di cambiamenti climatici. Servono più risorse per la prevenzione, così da ridurre, a vantaggio di tutti, le misure in emergenza. In Emilia-Romagna vogliamo discuterne e vogliamo farlo tutti insieme: con i Comuni, le forze politiche di maggioranza e minoranza, le istituzioni e il mondo economico».

Lo scopritore di Antonelli: «Fu amore a prima vista. Aveva solo 8 anni, ma sembrava corresse da secoli…»

Da Faenza alla Formula 1, passando per una delle storie più romantiche del motorsport italiano. La Minardi, fondata da Gian Carlo Minardi, è stata per decenni una fucina di talenti e passione, un simbolo di un’epoca in cui anche i piccoli potevano sognare tra i giganti. Oggi quel testimone, in forma diversa, è raccolto dal figlio Giovanni Minardi, che continua a lavorare con i giovani piloti come talent scout e che, tra gli altri, ha avuto l’intuizione di scoprire uno dei prospetti più luminosi del panorama mondiale: l’attuale pilota diciannovenne della Mercedes Andrea “Kimi” Antonelli, vincitore degli ultimi due Gran Premi della classe regina.

Lei è stato a tutti gli effetti lo scopritore del giovane pilota bolognese. Dove l’ha visto la prima volta e quali furono le sue impressioni?
«Lo vidi nell’agosto del 2014, a Sarno, durante il Kart Summer Camp organizzato dalla Federazione Italiana. Ebbi subito l’impressione che avesse qualcosa in più di tutti: nell’arco di due giri, senza aver mai visto il tracciato, fece il record della pista. All’epoca aveva solo otto anni ma sembrava uno che correva da secoli. È stata una specie di amore a prima vista, nel senso che capii subito che in lui era presente un talento non indifferente».

E dopo quel primo incontro quali furono le tappe per arrivare alla Mercedes Academy?
«Kimi cominciò il percorso nel kart e a 10-11 anni, riuscimmo a portarlo in Mercedes, dopo aver trattato anche con Ferrari. Prendemmo la decisione insieme alla famiglia, convinti dal progetto della casa tedesca. Devo dire che alla fine abbiamo avuto ragione, visto sia i risultati durante la sua carriera giovanile sia quello che sta facendo oggi in Formula 1. Molto probabilmente, se avessimo preso l’altra strada, avrebbe dovuto passare più anni nelle categorie inferiori prima di eventualmente esordire nella classe regina, a un’età più avanzata».

Pensa che quest’anno possa già vincere il mondiale?
«Ne ha tutte le possibilità. Lo vedo pronto. Diciamo che il 2025 è stato un anno di apprendistato, gli è servito molto per capire tante cose della Formula 1, ma soprattutto quanta pressione devi sopportare, e adesso lo vedo molto più disteso, più tranquillo, pronto. Sa di avere un mezzo competitivo e quindi mi sembra che in questi ultimi due Gran Premi abbia dimostrato che quando la macchina c’è, lui può tranquillamente dire la sua».

Kimi è ancora molto giovane, su quali aspetti deve migliorare come pilota?
«C’è sempre da migliorare. Un sette volte campione del mondo come Hamilton dice che si impara qualcosa di nuovo ogni giorno. Nella Formula 1 c’è sempre la necessità di migliorarsi perché ci sono avversari di grande livello. Quindi deve proseguire il suo percorso e crescere a 360 gradi».

Che rapporto avete adesso e che ragazzo è quando esce dalla monoposto?
«Purtroppo siamo entrambi molto impegnati e a me non piace rompe le scatole (ride, ndr). Scambiamo due chiacchere quando ci vediamo in pista, dato che lui frequenta molto il kart e io ho tanti piloti in quel circuito. È rimasto un ragazzo coi piedi per terra e spero che lo rimanga per sempre perché è una dote importante per stare al top».

Mi sa dire un nome di un talento del futuro che potremmo vedere presto in Formula 1?
«No, non perché non lo sappia, ma perché non mi sembra corretto fare nomi e mettere ancora più pressione su quei piloti che già tanta ne hanno. Posso però dire che talenti ce ne sono, anche in Italia. Sono pochi, perché purtroppo mancano spesso i fondi e le sponsorizzazioni necessarie per affrontare uno sport così oneroso. Qualcosa di buono comunque c’è: lo dimostrano anche i risultati degli ultimi due anni di Fornaroli, con i campionati vinti tra Formula 3 e Formula 2. Per emergere, però, serve anche un po’ di fortuna, trovare la strada giusta e riuscire ad arrivare fino in fondo. L’imbuto per arrivare all’obiettivo, si stringe molto, perché in Formula 1 ci sono solo 22 macchine e altrettanti piloti».

Tornando agli anni della Minardi: che ricordi ha di quell’epoca storica per il motorsport romagnolo?
«Sono nato nel 1974, anno in cui mio padre iniziò come costruttore in Formula 2. Personalmente ho cominciato a vivere quel mondo un po’ dopo, a 11 anni, quando ogni estate andavo ad imparare il mestiere sperando un giorno di poterci lavorare. Mi piacevano le macchine e tutto ciò che c’era dietro, quindi volli imparare ogni settore all’interno del Team per capire ogni sua sfaccettatura. Mi sono studiato tutto quello che c’era da studiare fino al 1996, quando poi cominciai a lavorare lì. Prima come team manager della squadra test e poi dal 1997 come team manager della squadra gara fino al 2002. Dal 2003 ho deciso di aprire l’attuale agenzia di management».

In una Formula 1 sempre più avanguardista e costosa, sarebbe ancora possibile una storia come quella della Minardi?
«Oggi una storia come quella della Minardi è impensabile, perché se guardiamo la griglia di partenza l’unico team non ufficiale è la Haas, con comunque alle spalle un proprietario multimilionario e oggi una casa automobilistica come la Toyota che al momento è sponsor, ma chissá cosa potrà diventare in futuro. Pensi che nell’ultimo campionato del 2005 il nostro budget era 25 milioni di euro. Oggi con 25 milioni di euro non arrivi neanche a fare il progetto della macchina, il budget minimo si aggira attorno ai 200/250 milioni di dollari».

Cosa ne pensa della Racing Bulls e del territorio di Faenza? È ancora fertile per il motorsport?
«Oggi la Racing Bulls è una bella realtà che soprattutto nel nostro territorio dà lavoro e quindi speriamo possa continuare a crescere e rimanga a Faenza. Qua c’è passione, siamo nella Motor Valley. Ci sono appassionati, tecnici, ingegneri, fornitori che lavorano da oltre 40 anni in questo mondo e sono di conseguenza molto preparati. È un territorio che parla di Formula 1 e MotoGp: siamo a due passi da Imola e da Modena dove ha casa la Ferrari. C’è un grande interesse generale che porta avanti questo sport in questo territorio».

Cosa ne pensa delle recenti dichiarazioni di Verstappen sul dubbio di continuare a correre? L’attitudine dei piloti attuali è cambiata rispetto a 30 anni fa?
«I piloti sono generazionali e vanno di pari passo con i cambiamenti delle monoposto. Se guardiamo la griglia, oggi chi sta facendo meglio sono i ragazzi giovani, perché sono cresciuti in un’era dove l’elettronica la fa da padrone e non hanno un background diverso da dimenticare.  Da un lato do ragione a Max, perché oggi la Formula 1 non è divertente per i piloti ed è molto legata alla gestione della gara e alle strategie studiate a tavolino. La macchina e la strategia contano tantissimo: quando ricarichi, dove ricarichi, quanto tempo ci vuole. Non è più tutto nelle mani del pilota come una volta. Dall’altra parte Verstappen è un professionista che ha vinto tanto ed è normale divertirsi meno quando non si vince. Mollare non è mai bello e sarebbe di cattivo esempio per le generazioni future».

Infine, la Ferrari: la vittoria manca da circa 20 anni. Quali sono le ragioni di questo digiuno prolungato?
«Se lo sapessi probabilmente lavorerei per la Ferrari (ride, ndr). A parte gli scherzi, la Formula 1 è difficile, perché le regole sono complesse e fare bene o sbagliare una macchina è questione di un attimo. Ferrari si è avvicinata e migliorata, ma bisogna capire cosa succederà con le nuove regole che verranno introdotte sulla misurazione a caldo sul lato motore. La scelta di Ferrari della turbina più piccola sta pagando con maggiori prestazioni in partenza, concedendo magari qualcosa sulla velocità massima. Quest’anno il fattore elettricità nel motore è stato un passo importante, non semplice da interpretare: pare che la Mercedes sia avanti a tutti, forse grazie anche ai tanti anni in Formula E, ma si capirà meglio da metà stagione in poi. Poi vincere è difficile: tutti ci provano, ma solo uno ce la fa».

Cotignola celebra la Liberazione revocando la cittadinanza onoraria a Mussolini

Cotignola è in procinto di celebrare l’81esimo anniversario della liberazione dall’occupazione nazifascista, con il programma di iniziative intitolato “Memorie di fiume”, esplicito riferimento al fiume Senio, teatro di dolorosi eventi bellici nei mesi a cavallo tra il 1944 e 1945. Il programma di quest’anno celebra anche l’80esimo anniversario della nascita della Repubblica e del voto alle donne.

Il calendario delle iniziative si sviluppa nei mesi di aprile e maggio, per dare rilievo alle ricorrenze legate alla liberazione, in una fase storica – quella di oggi – segnata dall’esaurimento fisiologico di testimoni diretti di quei giorni. Nella mattinata di giovedì 9 aprile si svolgerà il progetto di educazione alla memoria storica rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado “Luigi Varoli”.

Venerdì 10 aprile, anniversario della liberazione di Cotignola e Barbiano, alle 8.45 in piazza Vittorio Emanuele II partirà il corteo per la deposizione delle corone ai monumenti e ai cippi a ricordo dei caduti. Il corteo partirà da Cotignola e poi raggiungerà Barbiano e le altre frazioni (le tappe sono consultabili sul sito www.comune.cotignola.ra.it) . A mezzogiorno, nella piastra polivalente della scuola media, in via Marconi 5/A, verrà inaugurato un murale realizzato dagli studenti della scuola in collaborazione con lo street artist Simone Ferrarini. Alle 18.30 in municipio si terrà un Consiglio comunale speciale per la revoca della cittadinanza onoraria cotignolese concessa a Benito Mussolini.

 Lunedì 13 aprile, alle 20.30 nell’aula magna della scuola media, in via Dante Alighieri 8, è in programma l’incontro pubblico “80esimo anniversario della nascita della Repubblica e del voto alle donne: il nostro impegno per pace e democrazia” a cura dellAnpi; interverranno Gilberto Minguzzi, dell’Anpi di Cotignola, e Susanna Florio, della segreteria nazionale dell’Anpi.

Giovedì 16 aprile, alle 20.45 sempre nell’aula magna della scuola media, si terrà l’incontro pubblico “Ferite (In)visibili: la battaglia della mente tra Ptsd, traumi intergenerazionali e guerra psicologica” a cura della psicologa Maristella Orsini, con approfondimenti su Cotignola a cura di Marco Dalmonte dell’associazione Senio River 1944-1945.

Domenica 19 aprile, alle 18 alla collegiata di Santo Stefano, in corso Sforza 64, il concerto “Donum Pacis – Musica di pace” con la partecipazione dei Cellobass, diretti da Tatyana Mukhambet, e i cori Alea di Cotignola e Henry Dunant di Lugo, diretti da Alba Tasselli.

Nell’anniversario nazionale della liberazione, sabato 25 aprile, ci sarà la tradizionale camminata “Nel Senio della memoria”, con partenza alle 9 dalla piazzetta Luigi Zoli (campo di tiro con l’arco). Info e programma reperibili su www.primolacotignola.it.

Muore a 12 anni dopo un incidente sugli sci, il cordoglio del Porto Robur Costa

Un incidente su una pista da sci in provincia di Trento è costato la vita a un 12enne di Cesena e la tragedia tocca da vicino anche il mondo della pallavolo di Ravenna: Mathias Tonti, dopo aver partecipato ai centri ricreativi estivi organizzati dal Porto Robur Costa, era diventato ormai una presenza fissa a tutte le partite casalinghe della squadra che milita in A2 e di cui la madre, Tamara Pantaleone, è responsabile marketing. Il bambino era spesso impegnato come raccattapalle o mopper.

Mathias è morto stamani, 7 aprile, alle 8.30. L’incidente è avvenuto nella mattinata della vigilia di Pasqua sulle piste di San Martino di Castrozza dove Mathias era in vacanza con la famiglia. Secondo quanto si legge sulle pagine delle testate locali del Trentino, il 12enne sarebbe stato protagonista di una caduta autonoma mentre stava sciando lungo la pista Valbonetta. L’impatto della testa al suolo è stato molto violento e le condizioni del bambino sono apparse subito gravi ed è intervenuto l’elicottero dei soccorsi. Dopo un intervento delicato al cervello in urgenza era in coma farmacologico.

«Era un ragazzo solare, appassionato e amante dello sport – scrive il Porto Robur Costa in un post su Facebook –. Giocava a pallavolo, amava lo scii e le auto da corsa e negli anni, grazie anche al lavoro della mamma Tamara, collaboratrice della società, si era avvicinato sempre più al mondo della pallavolo. Sconvolti da questa tragedia, la società in tutte le sue espressioni e componenti, si unisce in un grande abbraccio a Tamara e alla sua famiglia».

La società sportiva ricorda la passione di Mathias per le auto. Il padre Alberto è un manager e consulente di piloti di automobilismo con l’agenzia Fly Racing Consulting. «Era un ragazzo speciale – scrive il genitore su Facebook –, capace di vivere tutto con intensità, con il cuore e con lo spirito di chi non ha mai avuto paura di mettersi in gioco. Amava lo sport, la sfida, la ricerca del limite. E questo è ciò che porteremo con noi: la sua energia, il suo sorriso e il suo modo di affrontare la vita sempre a testa alta. In questi giorni siamo stati accompagnati da un’ondata di affetto che ci ha dato forza, e per questo vogliamo dire grazie di cuore a tutti. Un ringraziamento speciale va ai soccorritori dell’elisoccorso Trentino, ai manutentori della pista che sono stati i primi ad assisterlo, e a tutto il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento per la professionalità, la dedizione e l’umanità dimostrate. Abbiamo deciso che Mathias continuerà a vivere attraverso la donazione dei suoi organi, un gesto che rispecchia pienamente il suo modo di essere e il suo grande cuore».

Il Piccolo Principe arriva all’Alighieri, con uno spettacolo tra prosa, musical e circo contemporaneo

Una delle storie più lette e amate di sempre prende vita in una nuova versione teatrale e arriva anche sul palco dell’Alighieri, con due appuntamenti nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 aprile.
L’adattamento teatrale de Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry firmato da Razmataz Live unisce prosa, musical, nouveau cirque e installazione in una rappresentazione unica nel suo genere, che si snoda attraverso i diversi linguaggi della performance.

Lo spettacolo è diretto da Stefano Genovese, mentre a vestire i panni del piccolo principe sarà quest’anno il giovanissimo di appena 9 anni. Tra le sue esperienze lavorative più recenti e di spicco, la partecipazione allo spettacolo teatrale “Il Babysitter” con Paolo Ruffini, a cui è seguito anche il podcast “Il Babysitter – quando diventerai piccolo capirai”. Le scenografie sono invece di Carmelo Giammello, con arrangiamenti musicali di Paolo Silvestri e costumi sono di Guido Fiorato.

Le prevendite per lo spettacolo sono già disponibili su TickeOne.

Lo spettacolo premio Ubu “Come gli uccelli” porta all’Alighieri l’amore tra un israeliano e una ragazza araba

La tragica storia d’amore tra Eitan, giovane di origine israeliana, e Wahida, ragazza di origine araba, in una realtà storica fatta di conflitti, odi e attentati aprirà in anteprima il programma del Festival delle Culture 2026, con due alzate di sipario al Teatro Alighieri mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, alle 20.

Come gli uccelli, capolavoro del drammaturgo franco-libanese Wajdi Mouawad, con la regia di Marco Lorenzi e la traduzione italiana di Monica Capuani, ha vinto nel 2024 il Premio Ubu come Miglior nuovo testo straniero. Si tratta di è un progetto di Il Mulino di Amleto, che commenta: «Pensiamo che sia giusto non tirarci indietro di fronte ad un testo quanto mai attuale nello scandagliare la guerra, l’odio tra i popoli, le pretese e le indissolubili identità che ci formano. Pensiamo che sia giusto non cambiare una virgola, ma riconsegnare Come gli uccelli nella sua forza dolorosa e luminosa, così come è stato concepito. Perché se è vero che il mondo intorno a noi, oggi, riverbera ancora più cupo all’interno del nostro spettacolo, sentiamo anche che la luce e l’amore che lo attraversano lasciano un segno. E abbiamo la fiducia che questo segno possa essere il lascito profondo per gli spettatori».

Eitan e Wahida si conoscono a New York e, a dispetto delle loro differenti culture, si innamorano perdutamente, ma si troveranno presto di fronte a un drammatico destino: sull’Allenby Bridge, il famoso ponte che collega – e al tempo stesso divide – Israele e Giordania, Eitan rimane vittima di un attentato e cade in coma. In questa dimensione sospesa, la vicenda personale dei due ragazzi si intreccia con la grande Storia: vengono ripercorse le vicende familiari di diverse generazioni in vari luoghi geografici, andando a creare un labirinto di storie, eredità dimenticate, lotte fratricide. Una vera e propria indagine emotiva sull’identità culturale e sulle origini, per affrontare il demone dell’odio e tutte quelle rigide ideologie che appartengono ai personaggi e, così, a ognuno di noi.

In scena un cast internazionale di interpreti, caratterizzato da un’eterogeneità linguistica e culturale che risuonerà per l’intero spettacolo: Aleksandar Cvjetković, Elio D’Alessandro, Said Esserairi, Barbara Mazzi, Francesca Osso, Irene Ivaldi, Raffaele Musella, Federico Palumeri, Rebecca Rossetti.

In occasione dello spettacolo sarà attivo il servizio di trasporto gratuito che accompagna il pubblico in sala e lo riaccompagna a casa al termine dello spettacolo, e che copre i comuni di Alfonsine e di Voltana, oltre alle circoscrizioni Nord, Sud e ai lidi del comune di Ravenna. A bordo, esperti ed esperte racconteranno curiosità legate al titolo in programma. Grazie alla collaborazione con il Centro Diego Fabbri, che promuove un teatro accessibile e inclusivo, la replica di giovedì 9 aprile è invece audiodescritta per non vedenti e ipovedenti. I biglietti sono in vendita al Teatro Alighieri, acquistabili anche telefonicamente o online, con biglietti da 6 a 26 euro.

Oltre 1.400 firme per la scuola media di Sant’Alberto: «Chiediamo equità e rispetto dello stradario»

Oltre 1.400 firme in dieci giorni per salvaguardare il diritto all’istruzione degli alunni di Sant’Alberto: si è chiusa lo scorso 3 aprile la petizione lanciata per evitare – in estrema sintesi – il rischio di una “classe pollaio” da 35 alunni all’interno della scuola secondaria di primo grado “Corrado Viali”, parte dell’istituto comprensivo “Manara Valgimigli”.

Il testo della raccolta firme chiedeva una maggiore equità territoriale, ovvero una ripartizione equa delle classi all’interno dello stesso comprensorio scolastico, tra i plessi di Mezzano, Piangipane e Sant’Alberto, evitando che eventuali ridimensionamenti debbano ricadere sistematicamente sul territorio santalbertese. Si aggiungono poi le richieste di rispetto dello stradario, che indica la scuola C. Viali come come secondaria consona agli alunni provenienti dalla scuola primaria “Bartolotti”, e una maggiore tutela del presidio sociale: «La riduzione delle classi nelle frazioni contribuisce ad accelerare il declino demografico del territorio – commentano i firmatari -. La scuola non rappresenta un semplice dato numerico, ma un servizio essenziale per la tenuta sociale, culturale ed educativa della comunità».

In poco più di una settimana il tema ha mobilitato un ampio bacino di cittadini tra Sant’Alberto, Savarna, Mandriole, Casal Borsetti e dei territori limitrofi, a dimostrazione di quanto la scuola sia percepita come un presidio fondamentale per la vita sociale, culturale ed educativa del territorio, non solo dalle famiglie direttamente interessate, ma dall’intera comunità.

«Un’adesione così ampia è stata un segnale concreto della fiducia che famiglie e territorio ripongono nell’istituzione scolastica: un punto di riferimento stabile, un presidio educativo e un luogo di crescita condivisa – commentano gli organizzatori -. Il territorio ha espresso con chiarezza due principi: non accettiamo che i nostri ragazzi siano considerati semplici numeri e chiediamo un’istruzione equa e una distribuzione delle classi omogenea rispetto agli altri plessi del comprensorio».

Seconda spaccata in neanche due mesi alla gastronomia delle sorelle Liverani

Seconda spaccata in neanche due mesi, la terza in due anni. La gastronomia Raflò di via Maggiore, a Ravenna, deve fare ancora una volta i conti con i ladri. Un bottino irrisorio (qualche bottiglia e poco altro, non essendoci il fondo cassa) e danni ingenti però per rifare ancora una volta la vetrina. È successo nella notte di Pasqua, tra sabato e domenica. Oggi (lunedì 7 aprile) l’attività è già riaperta, ma le titolari (le sorelle Claudia e Romina Liverani, sorelle di Erica, ex vincitrice di Masterchef).

«Non abbiamo davvero più parole – hanno commentato sui social le titolari – saremo costrette a prendere ulteriori precauzioni per provare a blindare il nostro locale, con ulteriore dispendio economico, senza la certezza che potrà bastare. Ma non sarà una sconfitta solo per noi: in una città che non permette più di fare impresa, circondati dall’indifferenza di chi continua a girarsi dall’altra parte, in realtà abbiamo perso tutti».

Cordoglio nel mondo del calcio dilettantistico per Francesco Bassi, morto in un incidente a Pasqua, di ritorno dal mare

Si chiamava Francesco Bassi e abitava a Toscanella di Dozza il 21enne morto nell’incidente sulla diramazione ravennate dell’A14 nella notte di Pasqua. Cordoglio nel mondo del calcio dilettantistico: il giovane, infatti, giocava in Terza Categoria, nella Juvenilia Imola.

Originario di Napoli, figlio unico, Bassi si era trasferito da anni con la famiglia nell’Imolese, dove era molto noto in particolare per la sua passione sportiva. L’incidente è avvenuto nel comune di Solarolo, nella carreggiata Nord dell’A14: il 21enne si trovava alla guida di un’auto con a bordo altri tre ragazzi, di ritorno da una giornata al mare nel Cervese. Secondo una prima ricostruzione, fatale sarebbe stato un tamponamento. Una ragazza di 20 anni è grave al Maggiore di Bologna. Altri sei giovani sono finiti in ospedale, con ferite di media gravità.

«Non ci sono parole per esprimere questo dolore – si legge in un post sui social della Juvenilia -. Solo silenzio. Grazie per aver condiviso con noi la passione per il gioco più bello del mondo. Ci mancherai!».

Al via i playoff della Consar Ravenna: al Pala De André arriva Aversa. Aperte le prevendite

Scatta la fase decisiva della Serie A2 Credem Banca di volley. Domenica 12 aprile, alle ore 18, il Pala De André ospita gara 1 dei quarti di finale promozione tra Consar Ravenna e Virtus Aversa, primo atto di una serie che vale l’accesso alle semifinali. Nel frattempo sono già scattate le prevendite per la sfida inaugurale (non saranno validi gli abbonamenti), con attesa crescente attorno a una gara che segna l’inizio del momento più importante della stagione.

La formula è quella ormai solita dei playoff: quarti al meglio delle tre partite, con gara 1 ed eventuale gara 3 in casa della squadra meglio classificata. Dopo l’esordio a Ravenna, la serie si sposterà ad Aversa per gara 2, in programma il 15 aprile alle ore 20.30, mentre l’eventuale “bella” si giocherà nuovamente al Pala De André il 19 aprile alle ore 18.

La Consar parte quindi con il vantaggio del fattore campo e di un miglior piazzamento in regular season (si tratta della sfida tra la quarta e la quinta in classifica), ma Aversa si presenta come avversaria insidiosa, capace di giocarsela senza pressioni in una serie breve.

Il tabellone è già definito: la vincente affronterà in semifinale la vincente tra Pineto (che ha chiuso al primo posto la regular season ed è la grande favorita) e Porto Viro.

I playoff, come noto, mettono in palio un solo posto nella SuperLega.

Nuovi talenti: un bando della Regione per trattenere sul territorio competenze altamente qualificate

Nuove risorse per rafforzare il legame tra imprese e ricerca e trattenere sul territorio competenze altamente qualificate. La Regione Emilia-Romagna lancia un nuovo bando nell’ambito del Programma Fesr 2021-2027, con una dotazione di 4 milioni di euro da bilancio regionale, destinato a sostenere progetti di ricerca e sviluppo realizzati dalle imprese attraverso l’inserimento di nuovi talenti.

Un nuovo passo avanti per la completa attuazione della legge regionale n. 2 del 21 febbraio 2023 (“Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti ad elevata specializzazione in Emilia-Romagna”) che punta a valorizzare dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori formati negli atenei regionali, contrastando la fuga di competenze e favorendo la loro permanenza nel sistema produttivo locale. Al tempo stesso, il bando intende rafforzare la capacità innovativa delle imprese, sostenendo investimenti in attività ad alto contenuto tecnologico e scientifico.

«Un provvedimento innovativo e unico nel contesto nazionale – spiega il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla -. Con un duplice obiettivo: da un lato vogliamo accrescere la capacità delle imprese emiliano-romagnole di investire in ricerca e innovazione per aumentare la propria competitività e rispondere meglio alle sfide attuali del mercato. E poi intendiamo incentivare la permanenza nel nostro territorio di giovani ricercatori formati dalle nostre università, attraverso nuove posizioni di lavoro di qualità e coerenti con le competenze acquisite».

La misura

L’avviso prevede una prima dotazione di 4 milioni di euro e contributi a fondo perduto fino a 300mila euro per progetto. Potranno presentare domanda singole società di capitali, piccole, medie o grandi imprese, con unità locale o sede operativa in Emilia-Romagna, purché in possesso dei requisiti di ammissibilità economico-finanziaria previsti dal bando.

I progetti dovranno svolgersi nel territorio regionale, avere una spesa minima ammissibile di 100mila euro e prevedere l’assunzione a tempo pieno di nuovo personale di ricerca, con contratto a tempo indeterminato oppure a tempo determinato di almeno due anni.

I progetti dovranno essere presentati online tramite il sistema regionale Sfinge 2020 dal 15 aprile al 18 maggio 2026.

A Palazzo Abbondanza sei nuovi appartamenti per giovani lavoratori tra i 18 e i 40 anni

Sarà inaugurata giovedì 9 aprile alle 11 “Casa Abbondanza”, sei nuovi alloggi di edilizia residenziale sociale (Ers) realizzati dal Comune di Bagnacavallo all’interno di Palazzo Abbondanza. All’inaugurazione interverranno il sindaco Matteo Giacomoni e la Giunta comunale, insieme agli assessori regionali Giovanni Paglia (Politiche abitative e giovanili) e Irene Priolo (Programmazione territoriale).

Gli spazi riqualificati ospitano sei alloggi di diverse metrature destinati a giovani lavoratori tra i 18 e i 40 anni, anche con figli, che saranno assegnati in locazione temporanea per un massimo di cinque anni. L’intervento rappresenta il primo dei tre cantieri che interessano Palazzo Abbondanza e si inserisce nel più ampio percorso di recupero dell’edificio.

I lavori, per un importo complessivo di oltre un milione e trecentomila euro, di cui 700mila finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, hanno riguardato la realizzazione degli appartamenti, il consolidamento e miglioramento sismico della copertura e la ristrutturazione delle facciate perimetrali.

Il progetto è stato curato dallo studio di architettura Calderoni-Manetti di Bagnacavallo, mentre i lavori sono stati eseguiti dalla ditta Mulinari.

Gli alloggi saranno gestiti da Acer per conto del Comune e assegnati tramite un bando che verrà pubblicato prima dell’estate.

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