sabato
23 Maggio 2026

Si può fare domanda per l’assegnazione di 7 box al mercato coperto e del baretto delle bocce

A Russi sono aperti i bandi per la concessione di alcuni box sfitti nel mercato coperto di piazza Gramsci e del baretto delle bocce nel parco pubblico Berlinguer.

Il 27 aprile alle 12 scade il termine per il bar delle bocce. L’obiettivo del Comune è stimolare la vita sociale al parco, con particolare attenzione alla popolazione anziana e alle famiglie con bambini. La concessione, non gratuita, avrà una durata di 6 anni, più ulteriori 6 anni.

Entro il 22 maggio, invece, vanno presentate le offerte per i sette box (più uno non immediatamente disponibile) del mercato coperto. Verrà data priorità alle attività commerciali con le quali verrà stipulato un contratto di locazione; solo in caso di assenza di offerte e in via subordinata, sarà offerta la possibilità di assegnare in comodato gratuito, fino a un massimo di 2 box mediante comodato alle associazioni no-profit o enti del terzo settore che, oltre alla normale attività istituzionale, svolgono anche attività di scambio/commercio. La locazione/concessione ha decorrenza dalla data della firma del contratto e durata di 6 anni.

In entrambi i casi le offerte devono pervenire al Comune via Pec (pg.comune.russi.ra.it@legalmail.it) oppure a mano all’Ufficio Protocollo del Comune nei seguenti giorni e orari di apertura: dal lunedì al venerdì, 8.30-12.30; martedì e giovedì anche 15-17.

Entrambi i bandi sono pubblicati sul sito del Comune www.comune.russi.ra.it, nella sezione “Bandi di gara/Altre procedure e concessioni”. Per informazioni sulle procedure, rivolgersi all’Ufficio Gestione Beni Immobili Comunali: sventuri@comune.russi.ra.it oppure 0544 587607.

Solo nel 3% dei distributori dell’Emilia Romagna il diesel costa meno di 2 euro al litro

Il prezzo medio del gasolio self in Emilia-Romagna continua a crescere. Una settimana fa era attestato a 2,043 euro mentre oggi, venerdì 3 aprile, è salito a 2,099 euro al litro. Secondo i numeri forniti da Federconsumatori, il 18 marzo – ovvero prima della riduzione di 0,244 euro delle accise – il prezzo medio del gasolio self in regione era di 2,104. Altrettanto evidente è l’accelerazione dei prezzi negli ultimi giorni e l’ulteriore spinta speculativa che potrebbe venire dall’annunciata conferma del taglio accise, ancora una volta per un periodo limitato.

L’accelerazione ha tra le altre cose ridotto ai minimi termini i distributori in regione dove è possibile acquistare gasolio self al di sotto dei 2 euro (con 1,999 arrotondato a 2 euro): in questo momento su 1625 distributori questi sono appena 47, poco meno del 3%. Proporzionalmente ai numeri della rete, la condizione migliore è a Parma, dove sono dieci i distributori con prezzo inferiore ai 2 euro, mentre la condizione peggiore è a Forlì-Cesena, dove ne è rimasto uno soltanto.

All’opposto, sono quattro i distributori in regione che hanno raggiunto o superato i 2,3 euro nel gasolio self, nessuno dei quali nella rete autostradale: a Bologna, in via Zanardi, si sono raggiunti i 2,329 euro, record negativo regionale. A Cattolica (Rn) il prezzo è di 2,309, mentre a Carpi (Mo) e Corte Brugnatella (Pc) un litro di diesel costa 2,299. Nel diesel servito il record regionale va ad una coppia di distributori, nelle città di Ferrara e Modena, con 2,639 euro per litro. Una cifra che, aggiungendo il taglio delle accise, si avvicina molto ai 3 euro al litro, che qualcuno ipotizza come approdo nei prossimi mesi

Il costo del diesel, oltre a pesare sulle tasche dei consumatori si sta ripercuotendo sui prezzi di altri beni a partire dai generi alimentari che rischiano di finire fuori controllo andando a gravare sui bilanci familiari, molti dei quali già sotto stress.  «È necessario aprire un tavolo di crisi regionale per misurare anomalie ed eccessi, per valutare gli effetti della crescita dei carburanti – dichiara Federconsumatori Emilia Romagna -. Un tavolo che richieda al Governo, al più presto, iniziative non solo emergenziali, per evitare o almeno contenere i disastri che si annunciano».

Lotta alle zanzare: 60 appuntamenti per informare e distribuzione gratis di larvicida

Le zanzare, come noto, possono trasmettere malattie virali anche pericolose e il Comune di Ravenna promuove una campagna di sensibilizzazione della popolazione per diffondere i comportamenti corretti che ostacolano la diffusione degli insetti. Dal 7 aprile 60 appuntamenti nei mercati coi volontari di protezione civile per la promozione di buone pratiche e la distribuzione gratuita del prodotto larvicida. Se tutti trattassero i ristagni di loro pertinenza, con le quantità e le frequenze indicate sulle confezioni, il problema delle zanzare sarebbe più facilmente controllabile.

I volontari presenti, appositamente formati, distribuiranno gratuitamente alla cittadinanza il prodotto larvicida per il trattamento di tombini, pozzetti e in generale di tutti i luoghi privati dove ristagna l’acqua (nei 72mila pozzetti pubblici interviene il Comune attraverso Azimut, ma quelli privati sono molti di più), che rappresentano i focolai di sviluppo delle larve. E forniranno informazioni e indicazioni utili per un uso corretto del prodotto. Le associazioni di volontariato di Protezione civile che hanno aderito all’iniziativa sono: Bizantina, Guardia Costiera Ausiliaria, Polizia di Stato, Poseidon, Pubblica Assistenza, Rc Mistral e Zarlot.

Lo scopo è giungere a un capillare trattamento delle pozzettature private, nelle quali il Comune non può intervenire. In questo modo sarà sicuramente più efficace l’azione che già il Comune effettua trattando tutte le pozzettature pubbliche, che sono però solo una parte del totale.

Questo il calendario dei 60 appuntamenti in programma:

  • Ravenna – mercato contadino di piazza della Resistenza, dalle 14.30 alle 16
    Aprile: 9, 13, 16, 20, 23, 27 e 30. Maggio: 4, 7, 11 e 14.
  • Ravenna – mercato agricolo Biomarchè in piazza San Francesco, dalle 16.30 alle 20
    Aprile: 7,14, 21 e 28. Maggio: 7 e 14.
  • Ravenna – mercatino di piazza Medaglie d’Oro, dalle 9 alle 12
    Aprile: 10, 17 e 24. Maggio: 8 e 15.
  • Ravenna – mercato cittadino – banchetto presso l’entrata lato Questura, dalle 9 alle 12
    Aprile: 8, 11, 15, 22 e 29. Maggio: 2, 6, 9, 13 e 16.
  • San Pietro in Vincoli – mercato di piazza Foro Boario, dalle 9 alle 12
    Aprile: 10, 17 e 24. Maggio: 8 e 15.
  • Castiglione – mercato di piazza della Libertà, dalle 9 alle 12
    Aprile: 7, 14, 21 e 28. Maggio: 5 e 12.
  • Sant’Alberto – mercato di piazza Amadori, dalle 9 alle 12
    Aprile: 9, 16, 23 e 30. Maggio: 7 e 14.
  • Mezzano – mercato di piazza Donati, dalle 9 alle 12
    Aprile: 7, 14, 21 e 28. Maggio: 5 e 12.
  • Piangipane – mercato di piazza XXII Giugno, dalle 9 alle 12
    Aprile: 9,16 e 23. Maggio: 7 e 14.

Picchiato con una mazza da baseball al kebab, la questura chiude il locale per 5 giorni

Il questore di Ravenna ha disposto la sospensione temporanea della licenza, con conseguente chiusura, di un kebab di Cervia per cinque giorni a partire da oggi, 3 aprile, per problemi di ordine pubblico e sicurezza. Il provvedimento per il locale in viale Roma è stato deciso dopo le segnalazioni dei carabinieri e una attività istruttoria svolta dal divisione di polizia amministrativa degli uffici di viale Berlinguer.

Da aprile 2025 nel pubblico esercizio si sono verificati gravi episodi che hanno richiesto numerose volte l’intervento della forza pubblica. Il mese scorso, nelle pertinenze del locale un cittadino extracomunitario è stato accoltellato e picchiato con una mazza da baseball.

Ravenna, nell’uovo di Pasqua c’è il Pineto. Mister Mandorlini: «Non vorrei vedere passi indietro»

Due convincenti vittorie consecutive contro Livorno e Gubbio hanno fatto tornare il sorriso sul volto di mister Andrea Mandorlini, ma domani (sabato 4 aprile alle ore 17,30) al Benelli arriva il Pineto, quarta forza del campionato. Nonostante il Ravenna preceda di sola una posizione gli abruzzesi in classifica, le due compagini sono distanziate da ben 15 punti (i giallorossi hanno una partita in più). «Il percorso di crescita si vede – afferma il tecnico in conferenza stampa –. In ogni allenamento e in ogni gara noto sempre qualcosa di più positivo. Aver fatto due vittorie consecutive dopo tanto tempo è importante anche per l’umore. Domani incontriamo una squadra di livello, giovane e aggressiva: non vorrei vedere passi indietro».

In effetti i numeri parlano chiaro: nella rosa del Pineto ci sono solo 6 giocatori nati nel secolo scorso, contro i 16 del Ravenna. Il ritmo è la prerogativa della formazione allenata da mister Ivan Tisci, il quale è riuscito a sopperire alla grande la partenza in direzione Catania di bomber Bruzzaniti, autore di 9 gol in maglia celeste e ceduto a gennaio per 400mila euro. All’andata finì con un netto 3-0 per il Ravenna sotto il segno di Spini, il quale sarà assente per squalifica nella gara di domani.

Un girone fa, fu anche la prima apparizione di Viola in maglia giallorossa. L’ex Cagliari, dopo una presentazione in pompa magna, non ha confermato finora le aspettative. L’ultima apparizione nella lista dei convocati coincide con la prima di Mandorlini sulla panchina del Ravenna, datata 15 febbraio contro la Juve Next Gen. Da lì in poi 45 giorni ai box a causa di un infortunio rimediato in allenamento al flessore della coscia: «Purtroppo il calcio è fatto di momenti e Viola ha avuto qualche problema fisico che lo ha penalizzato – dichiara il tecnico –. È un giocatore che non scopriamo di certo oggi, ha alle spalle una carriera di spessore e può ricoprire più ruoli. Per noi è importante averlo recuperato».

Il primo posto è ancora matematicamente possibile, ma per il Ravenna è ormai molto più probabile chiudere al terzo: la classifica (Arezzo 70, Ascoli 68, Ravenna 64, con le prime due che hanno una partita in meno dei bizantini) e il minor numero di partite da giocare rendono la rimonta inimmaginabile. Per questo l’obiettivo diventa essere la migliore terza tra i tre gironi. Infatti, racimolando 5 punti nelle ultime tre gare, il Ravenna ci riuscirebbe assicurandosi così un vantaggio non da poco durante i playoff: fino alla semifinale sarebbe testa di serie, avrebbe il ritorno in casa e il diritto alla qualificazione in caso di parità: «Obiettivo è riuscire a far bene queste ultime gare in vista playoff. Al di là del piazzamento, il primo anno in Serie C del Ravenna dopo diverso tempo è stato importante. Manca la ciliegina sulla torta ma la bontà del lavoro fatto dalla società e dal gruppo è sotto gli occhi di tutti».

Al termine della conferenza stampa, a mister Mandorlini è stata chiesta una previsione su chi farà il salto in cadetteria tra Arezzo e Ascoli: «Rispetto agli altri, il girone B è molto avvincente. Due punti di distacco non sono molti e il calendario a mio avviso penalizza l’Arezzo. Anche dopo la vittoria di lunedì maturata nel finale (1-2 per i marchigiani al 100esimo minuto, ndr) direi che l’Ascoli è la squadra più lanciata, ma mancano ancora quattro partite e può succedere di tutto».

«I Cpr sono buchi neri senza assistenza sanitaria»

Tra chi si è schierato con i medici del reparto di Malattie infettive, in maniera convinta sin dalle prime battute dell’indagine, c’è l’avvocato Andrea Maestri, esperto di diritto dell’immigrazione, attivista per i diritti umani, volontario della onlus Avvocato di Strada e ex parlamentare.

Avvocato, da dove nasce la sua posizione?
«Si pretende di assegnare ai medici responsabilità che competono ad altri: se un cittadino straniero inidoneo al trattenimento in stato di libertà delinque, non è certo colpa del medico che ha accertato l’inidoneità alla restrizione della libertà personale, posto che prevenzione e repressione dei reati competono a questura, prefettura, forze dell’ordine e magistratura, non ai medici. Che peraltro non possono essere criminalizzati per le loro idee, per i principi e i valori in cui credono e che legittimamente cercano di praticare anche nella loro delicata professione, ma solo per fatti che abbiano una concreta rilevanza penale. La tutela del diritto alla salute, come ci ricorda l’articolo 32 della Costituzione, è un fondamentale diritto dell’individuo ma anche un interesse della collettività. Io che conosco da vicino la sofferenza delle persone migranti, non posso che solidarizzare con i medici ravennati e difendere la loro umanità e il loro coraggio. E da avvocato devo ricordare che parliamo di persone esposte ormai ingiustamente alla pubblica gogna in una fase di indagini preliminari nella quale ci troviamo quotidianamente a leggere sui giornali stralci di sms, messaggi whatsapp e intercettazioni ambientali: ma si tratta di persone e professionisti innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, la cui dignità e riservatezza devono essere preservate».

Le inidoneità rilasciate dei medici, si può ipotizzare, vengono anche dalle numerose denunce da più parti, in particolare da molte realtà anche importanti che si occupano di diritti delle persone, delle condizioni critiche nei Cpr. Qualche istituzione ha mai condannato queste strutture?
«I Cpr sono dei buchi neri del diritto, tanto che la Corte Costituzionale con una sentenza di luglio 2025 ha affermato che il trattenimento dello straniero nei centri di permanenza comporta una situazione di “assoggettamento fisico all’altrui potere” e in quanto misura incidente sulla libertà personale, non può essere adottato al di fuori delle garanzie dell’articolo 13 della Costituzione.
Nell’ambito di tale procedimento davanti alla Consulta, la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm) ha avvertito circa l’indebita discriminazione della detenzione amministrativa a confronto della detenzione penale, soprattutto quanto alla tutela della salute e alla erogazione dei servizi sanitari, la quale è “appaltata ad enti terzi” che, in quanto operatori economici privati, “minimizzano i servizi per massimizzare il profitto”. Ecco allora che il nostro sistema è in odore di incostituzionalità, perché la legge dovrebbe prevedere non solo i casi, ma, almeno nel loro nucleo essenziale, anche i modi con cui il trattenimento può restringere la libertà personale. E invece la normativa vigente stabilisce che le disposizioni occorrenti per la regolare convivenza all’interno del centro sono adottate dal prefetto, sentito il questore.
Insomma, siamo al cospetto di luoghi in cui viene compresso un diritto fondamentale come la libertà personale, per periodi fino a 18 mesi, in un contesto regolato da decisioni di autorità amministrative e perfino di privati appaltatori di servizi all’interno dei centri. Ci sono anche sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo che individuano violazioni al divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti, al diritto alla libertà e alla sicurezza o al diritto ad un ricorso effettivo, denunciando carenze strutturali, cure mediche inadeguate e la lesione della dignità umana. Il paradosso è che chi ha commesso reati ed è incarcerato, per assurdo, ha più servizi e garanzie, ad esempio in ambito di tutela sanitaria».

Come è strutturata l’assistenza sanitaria nei Cpr per chi è trattenuto?
«Deve essere garantita dai soggetti privati cui la prefettura assegna la gestione del centro. Spesso manca il personale o c’è ma ad orario ridotto, non H24 e quindi il diritto alla salute rimane sulla carta ma non è sempre concretamente garantito. Anche per questo, a tutela sia dei migranti trattenuti nei centri che degli stessi operatori, è importante la visita preliminare di idoneità».

Ha mai visitato un Cpr?
«Per lavoro sono stato in diversi Cpr. Ricordo in particolare le condizioni inumane in cui alcuni anni fa trovai un mio assistito nel centro di Ponte Galeria, a ridosso dell’aeroporto di Fiumicino. Una vera e propria prigione, super sorvegliata, circondata da muri e filo spinato e vigilata dalle forze di polizia».

La sua opinione è che i Cpr andrebbero eliminati o basterebbe modificarli?
«Sono favorevole al superamento del modello disumano e incostituzionale dei Cpr: vanno privilegiate misure di allontanamento volontario e programmi seri di rimpatrio assistito. Oltre a vedere maggiormente rispettati i diritti umani, si tratterebbe di un’alternativa assai meno costosa per le già esangui casse pubbliche. La privazione della libertà personale non è un sacrificio proporzionato che si possa imporre a chi semplicemente si trova, spesso involontariamente, in condizione di irregolarità del soggiorno. Un sans papier non è un criminale a meno che il sistema non decida di trattarlo come tale, sovvertendo i principi di legalità e umanità. Ma a certa politica serve additare il capro espiatorio sociale per lucrare consenso politico ed elettorale»

Riparte la stagione delle cure alle Terme di Riolo

Una Pasqua dedicata al benessere alle Terme di Riolo: lo stabilimento resterà infatti aperto con orario continuato per tutto il fine settimana festivo, offrendo la possibilità di immergersi nelle piscine e di provare i percorsi dedicati al relax. La Pasqua sarà inoltre anticipata da un ultimo atteso appuntamento con la rassegna invernale “Calici e stelle”, in programma sabato 4 aprile, in collaborazione con la cantina Nasano di Riolo. Durante la serata sarà possibile brindare a bordo piscina in accappatoio, alla scoperta della produzione di una delle realtà vinicole d’eccellenza del territorio.

Dal 7 aprile prenderà ufficialmente il via la stagione delle cure, con la riapertura completa dei percorsi termali: oltre alle piscine, sarà possibile accedere ai trattamenti tradizionali che da oltre un secolo caratterizzano l’offerta di Riolo. Tra questi, i trattamenti con i fanghi sorgivi, unici in Emilia-Romagna, e le cure inalatorie per grandi e bambini, da sempre fiore all’occhiello dello stabilimento.

Dal 10 aprile riaprirà anche il centro prelievi, inaugurato lo scorso anno, dove sarà possibile accedere senza impegnativa medica per effettuare le analisi in tutta comodità e su appuntamento.

«Le acque termali sulfuree e salsobromoiodiche, con le loro proprietà riconosciute dal Ministero della Salute – spiega la dottoressa Mara Angela Mascherpa della Direzione sanitaria – sono di grande efficacia nella prevenzione e nel trattamento delle patologie osteoarticolari (con fanghi e bagni vascolari con idromassaggi termali e percorso vascolare) dell’apparato respiratorio superiore e inferiore (con le cure inalatorie e il ciclo integrato della ventilazione polmonare), dell’orecchio (con il ciclo della sordità rinogena), delle patologie ginecologiche (con le irrigazioni vaginali) e delle patologie dell’apparato gastroenterico (con docce intestinali e cura idropinica). Tutti i cicli di cura termale sono fruibili anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Alle terapie termali possono essere associati trattamenti complementari quali massaggi, idrocolonterapia, elettromedicali e fisioterapia, per potenziarne l’effetto e prolungare il benessere».

«Le Terme di Riolo – chiosa il direttore commerciale Emanuele Salvatori – confermano il proprio ruolo centrale nel sistema termale regionale: il nostro stabilimento rientra tra i primi cinque in Emilia-Romagna per cure erogate in convenzione con il Ssn, a testimonianza della fiducia accordata dai cittadini e della qualità dei servizi offerti».

Notte di violenza vicino alla questura: 27enne arrestato dopo aggressioni e danneggiamenti, tre agenti feriti

Notte movimentata tra mercoledì e giovedì nelle vicinanze della questura di Ravenna, dove un uomo di 27 anni, cittadino tunisino regolarmente presente sul territorio nazionale, è stato arrestato al termine di una serie di episodi violenti.

L’allarme è scattato quando alla sala operativa è arrivata la segnalazione di un individuo in forte stato di agitazione che stava danneggiando alcune auto in sosta. Tra i veicoli colpiti anche uno appartenente al Gruppo di Volontariato e Protezione Civile Anps. Intervenuti sul posto, gli agenti delle Volanti hanno ricostruito una situazione ancora più grave: poco prima, il 27enne aveva avvicinato un passante che stava passeggiando con il cane, sottraendogli il guinzaglio e colpendolo con un pugno alla schiena, senza alcun apparente motivo.

All’arrivo della polizia, l’uomo ha reagito con violenza, opponendo resistenza agli operatori. Ne è nata una colluttazione durante la quale tre agenti sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle cure mediche.

Il giovane, già noto alle forze dell’ordine e con diversi precedenti per episodi simili, è stato arrestato e condotto davanti all’autorità giudiziaria con rito direttissimo. Nella mattinata di giovedì si è svolta l’udienza di convalida: il giudice ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari.

Sospesa anche la parlamentare ravennate Bakkali (Pd): «I fascisti qui non li vogliamo, torneremo»

L’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha sospeso per 5 giorni 22 parlamentari di tre partiti di opposizione che il 30 gennaio avevano occupato la sala stampa della Camera per impedire lo svolgimento di una conferenza sulla “remigrazione”. Altri 10 sono stati sospesi per 4 giorni.

Tra i parlamentari sospesi c’è anche la deputata ravennate Ouidad Bakkali, del Pd, che in un post su Facebook attacca, citando “Bella Ciao”: «Abbiamo scelto di mettere i nostri corpi in difesa della Costituzione e perché chi si dichiara apertamente e orgogliosamente
Fascista e neonazista dentro alle aule solenni del Parlamento italiano non metta piede.
Lo abbiamo fatto pacificamente, con la Costituzione in mano, ritenendo parte del nostro mandato difendere la memoria di uomini come Matteotti che l’ideologia fascista ha trucidato perché da quell’Aula parlamentare ha parlato contro il fascismo, lo abbiamo fatto in difesa di partigiani e partigiane che sono morte lottando contro le squadracce fasciste. Sanzionateci pure! Noi torneremo sempre e per sempre a difenderla la Costituzione, come hanno fatto 15 milioni di persone pochi giorni fa. E ci sanzionerete ancora e noi ancora torneremo, con in mano la costituzione, un cappellino blu di un bambino indifeso deportato dall’Ice, come vogliono fare queste quattro teste rasate anche qui in Italia. E la prossima volta porterò anche un fiore. E sanzionateci ancora , noi torneremo, perché no! Fascisti e nazisti in Parlamento non li vogliamo!».

«C’è qualcosa di profondamente storto in questo provvedimento – commenta invece in una nota il gruppo Pd della Regione -: vengono sospesi rappresentanti delle istituzioni che hanno difeso il Parlamento da una provocazione neofascista, mentre il problema vero sembra diventare la protesta di chi ha alzato un argine democratico. È un rovesciamento intollerabile, che non possiamo accettare. Chi ha scelto di intervenire lo ha fatto per ricordare una cosa semplice: il Parlamento della Repubblica italiana non può trasformarsi in una tribuna per chi parla con toni e contenuti violentemente anticostituzionali. Ouidad Bakkali, Andrea De Maria, gli altri e le altre parlamentari sospesi e sospese non hanno offeso le istituzioni: le hanno difese. Meritano rispetto, non sanzioni».

Nuova Casa della Comunità di Faenza, un mutuo acceso dall’Ausl finanzierà anche il secondo stralcio per oltre 4 milioni

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha visitato nel pomeriggio il cantiere della nuova Casa della Comunità di Faenza. I lavori nella struttura sono in pieno svolgimento ed entro la fine di giugno, come da scadenza prevista per l’utilizzo dei fondi Pnrr, sarà completata la prima parte con l’attivazione del piano terra e di 7 ambulatori, per una superficie di 530 metri quadri.

Si tratta solo di un primo stralcio di interventi. La Regione Emilia-Romagna, infatti, nella seduta di Giunta di lunedì scorso ha dato il via libera all’accensione di un mutuo da parte dell’Ausl Romagna di 15 milioni di euro: di questi, 4,3 milioni, quasi un terzo, saranno dedicati al completamento della Casa della Comunità di Faenza, con la realizzazione di una seconda palazzina di due piani di circa 830 metri quadri.

La prima fase prevede l’attivazione dei servizi di cure primarie, con la presenza di medici di medicina generale dalle 8 alle 20 per la continuità assistenziale, l’attività specialistica per favorire il follow-up delle cronicità con la possibilità di accertamenti diagnostici specifici e un’assistenza infermieristica per attività prestazionale e patologie croniche. Inoltre ospiterà uno sportello Cup, un punto prelievi e uno sportello sociale in raccordo con i Servizi sociali distrettuali. Grazie al mutuo, sarà possibile realizzare nella seconda palazzina, che sarà collegata alla prima, un’area di Diagnostica e Specialistica ambulatoriale, una dedicata alle cure domiciliari e una alle Cure Primarie (Ambulatori specialistici, Servizio infermieristico domiciliare).

«Una volta completata, questa struttura rappresenterà una vera svolta per Faenza e dintorni: diventerà un presidio e un punto di riferimento per gran parte di questo territorio – sottolinea de Pascale, accompagnato durante il sopralluogo dalla sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, il sindaco Massimo Isola e il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori -. Parliamo di oltre 60mila persone che qui potranno trovare gran parte dei servizi essenziali non complessi, professionalità e competenze di altissimo livello, riducendo le attese in Pronto soccorso e sgravando il peso delle liste di attesa».

Il mutuo acceso dall’Ausl Romagna ha un valore complessivo di 15 milioni di euro con una durata ventennale per la realizzazione di una serie di interventi previsti nel piano degli investimenti 2026-28. Oltre al completamento della Casa della Comunità di Faenza, verrà realizzato il Polo endoscopico al Presidio ospedaliero, sempre di Faenza, l’ampliamento e il potenziamento dell’area parcheggi all’Infermi di Rimini, il rinnovo e la sostituzione di tecnologie biomediche, il potenziamento delle dotazioni informatiche e nuove attrezzature tecnico-economali per il rinnovo e l’attivazione di nuove strutture.

A tre anni dall’alluvione, è stato ultimato il ripristino degli alloggi popolari di via Cimatti

«Oggi restituiamo alla comunità numerosi appartamenti di edilizia residenziale pubblica, risultato di un lavoro reso possibile grazie a Acer, al suo personale e alle ditte coinvolte». Così l’assessore al Welfare del Comune di Faenza, Davide Agresti, commenta la conclusione degli interventi di ricostruzione degli alloggi popolari. L’inaugurazione di oggi (2 aprile) classifica la città come una delle prime ad aver completato il ripristino dopo l’alluvione di maggio 2023.

«I lavori – prosegue Agresti – sono iniziati già poche settimane dopo l’emergenza, con il recupero rapido degli alloggi sfitti non colpiti dall’alluvione, per dare una risposta immediata agli assegnatari rimasti senza casa. Successivamente, grazie alle ordinanze commissariali, si è intervenuti anche sugli immobili danneggiati, oggi in gran parte nuovamente agibili e riconsegnati».

Il piano complessivo per l’Unione è stato suddiviso in quattro appalti. L’intervento principale ha interessato il complesso di via Cimatti 14, 16, 18, 20 e 26, dove sono stati ristrutturati gli alloggi al piano rialzato degli otto edifici che formano la struttura, per un totale di 5 unità abitative e 23 pertinenze tra box e cantine. L’appalto specifico per via Cimatti, del valore di oltre un milione di euro, è stato affidato all’impresa ConsCoop di Forlì, ed è il primo a giungere a completamento.

L’intervento di ripristino ha interessato anche gli alloggi di via Sant’Ippolito 15 e 15A (con 3 alloggi e 6 pertinenze), via Giangrandi 1 (con un alloggio), via Chiarini 40 (un alloggio) e in via Manfredi 15 (con 2 alloggi e 2 pertinenze). Gli interventi hanno riguardato anche il ripristino di sole pertinenze in corso Garibaldi 79, dove sono stati recuperati 13 spazi accessori, dei civici 65-89 di via Lacchini, con 72 pertinenze e in via Orto Sant’Agnese 5 con 26 unità. A questi dati si aggiungeranno gli alloggi di via Ponte Romano, oggetto di un appalto differente. In totale, l’operazione ha permesso il recupero di 12 alloggi e 142 pertinenze, rappresentando un passaggio fondamentale per il ritorno alla normalità di una porzione della città colpita dall’alluvione. L’intervento generale rientra nell’ambito di quanto previsto dall’Ordinanza 16/2023 del Commissario straordinario alla ricostruzione, che aveva finanziato la riparazione dei danneggiamenti negli edifici popolari della Provincia con uno stanziamento complessivo di oltre 9 milioni di euro. Di questi, 5 milioni sono stati destinati all’Unione dei Comuni della Romagna Faentina.

«Sappiamo quanto sia stata dura la tragica alluvione per gli abitanti di via Cimatti – ha dichiarato Lina Taddei, presidente di Acer Ravenna e coordinatrice delle Aziende Casa della Regione Emilia-Romagna – e poter ridare una casa ricostruita e migliorata a chi la abita, speriamo possa dare sollievo alle persone».

Inaugura lo “Spazio Teodorico”, in arrivo anche un ciclo di incontri sul re dei Goti

Taglio del nastro per lo Spazio Teodorico: da oggi (2 aprile) il nuovo allestimento permanente del Mausoleo di Teodorico sarà aperto ai visitatori, tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30, in attesa del programma di incontri dal titolo “Intorno a Teodorico” che verrà presentato nei prossimi giorni.

L’inaugurazione dello spazio ha visto la presenza del Prefetto Raffaele Ricciardi, della Consigliera regionale Eleonora Proni, del Sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, e dell’assessore Fabio Sbaraglia.

L’intervento strutturale è stato a sostenuto dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e finanziato nell’ambito del Pnrr (Missione 1, Cultura e Turismo 4.0). Il progettista è l’architetto Gabriele Sorichetti (Diverserighestudio).

«Ringrazio nuovamente tutte le persone che a vario titolo hanno contribuito a fare di questo allestimento permanente uno spazio accogliente per tutti – commenta Andrea Sardo, direttore dei Musei nazionali di Ravenna -. Penso in particolare a coloro che hanno lavorato ancora prima della formalizzazione del progetto definitivo, l’architetto Fabio Fornasari, al quale dobbiamo la redazione dei piani per l’abbattimento delle barriere, non solo architettoniche, che hanno reso possibile la produzione degli apparati multisensoriali e video, e i colleghi della Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, guidati dalla insostituibile Patrizia Cirino».

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