C’è anche la ravennate Ouidad Bakkali nel gruppo di deputati di Pd, M5s e Avs che sta occupando la sala stampa della Camera dove, alle 11.30 di oggi (30 gennaio) era prevista la conferenza stampa sul lancio della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Remigrazione e riconquista” (lo stesso comitato che ha sfilato tra le polemiche a Ravenna) con il portavoce di Casapound Luca Marsella, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, ex di Forza Nuova, e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti.
Ieri le opposizioni avevano fatto capire che avrebbero ostacolato l’iniziativa per «impedire l’ingresso di nazisti nel palazzo».
«Qui nazisti e fascisti non entrano – ha commentato sui social la stessa Bakkali -. Occupiamo con i nostri corpi contro uno sfregio che la nostra Repubblica non merita.
Primo risultato: la Presidenza della Camera ha annullato tutte le conferenze». Lo ha annunciato infatti in una nota Montecitorio.
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«Io ho portato (oltre alla Costituzione, ndr) anche un altro simbolo con me – ha poi aggiunto Bakkali -, il cappellino di Liam, il bambino arrestato dall’Ice di Trump, usato come esca per prendere il padre. Quell’immagine per tanti di noi è stata un pugno allo stomaco, l’ennesima immagine dell’infanzia violata in questi tempi folli e disumani. Liam, proprio in nome della follia remigrazionista, ora è detenuto, i deputati democratici che sono andati a verificare le sue condizioni dicono che non mangia, che chiede della sua mamma, che rivuole il suo cappellino blu. Allora a questi fascisti mostro questo cappellino blu, in tutta la sua tenerezza e potenza, simbolo per me di resistenza di un’umanità che non ci sta a un mondo regolato dalla violenza, dal cinismo, dall’oppressione dei più forti sui più deboli».



