lunedì
27 Aprile 2026

“Giornate da Libridine” riparte con le “Ninne nanne perfide” di Loretta Merenda

Appuntamento sabato 8 novembre alle 18 con la nuova edizione della rassegna culturale ideata dalla cooperativa sociale San Vitale

Loretta Merenda

Alle ore 18.00 di sabato 9 novembre tornano a Ravenna le “Giornate da Libridine“, la rassegna culturale ideata dalla cooperativa sociale San Vitale per dare visibilità ai talenti del territorio. L’edizione 2024/2025 si apre con Loretta Merenda che, accompagnata dalle letture di
Giusi Maestri, presenterà il libro di poesie Ninne nanne perfide (Pendragon 2024).

Il libro nasce da una semplice domanda: cosa fareste voi se vostro marito, senza alcun gesto d’affetto, si addormentasse nel letto al vostro fianco russando sonoramente? L’autrice, lasciando da parte ogni piccolo rancore, ha deciso di comporre 136 brevissime poesie per trasformare le ostilità quotidiane della vita di coppia in momenti di creatività e buonumore.

L’evento è a ingresso libero e si svolgerà a Ravenna in viale Baracca 91, negli spazi della libreria “Libridine”, che impegna nelle sue attività un gruppo di ragazzi con autismo e disabilità intellettive.

La nuova edizione delle “Giornate da Libridine” ha in programma otto appuntamenti da novembre ad aprile 2025, e che vedranno alternarsi presentazioni di libri, spettacoli di improvvisazione teatrale, letture recitate di fiabe e conversazioni su arte e sentierismo.

Il Comune di Faenza distribuisce sporte riutilizzabili per ridurre l’usa e getta

Il progetto “SPORTAmi con te” dona buste di stoffa da usare al supermercato

Il Comune di Faenza lancia un progetto dedicato alla riduzione dei rifiuti. Si chiama “SPORTAmi con te” ed è completamente finanziato con un contributo regionale erogato da Atersir.

Il progetto “SPORTAmi con te” si pone due obiettivi: da un lato la graduale eliminazione delle buste per la spesa dai mercati cittadini mediante la distribuzione di sportine durevoli e riutilizzabili; dall’altro l’accrescimento della consapevolezza dei cittadini rispetto all’impatto che i consumi e soprattutto le abitudini hanno sull’ambiente e sulla crisi climatica.

Nell’ambito del progetto è nata una doppia collaborazione con l’Isia di Faenza, che ha curato il design delle sportine e creato la sportina “Mia”, e con l’associazione di promozione sociale Fraternità e Lavoro di Faenza, che ha realizzato a mano mille sportine. Le sportine sono state confezionate utilizzando stoffe recuperate da scarti di lavorazione fornite gratuitamente dall’azienda Atl Group.

La distribuzione delle sportine avverrà venerdì 15 novembre al mercato del contadino di Piazzale Pancrazi e lunedì 18 novembre al Bio Marchè di fianco alla Chiesa dei Cappuccini. Le sportine verranno consegnate ai clienti direttamente dai commercianti, a fronte di una spesa di almeno 10 euro in unico scontrino.

Cafiero Tuti, il toscano innamorato di Ravenna che ha diretto la Scuola di Mosaico

Alla Classense una bella mostra dedicata all’opera grafica dell’artista

Cafiero Tuti

La grafica di Cafiero Tuti da Strapaese al dopoguerra, la mostra dedicata al lavoro di Cafiero Tuti, aperta fino al 9 novembre alla Manica Lunga della Classense, rappresenta una buona occasione per far luce su una figura di un artista storico (1907-1958) legato alla città di Ravenna e alla locale Accademia di Belle Arti.

Inaugurata da poco al Mar la grande mostra sul mosaico che celebra il centenario dell’apertura della Scuola di Mosaico in seno all’Accademia, quella sul lavoro di Tuti – curata da Flaminio Gualdoni e Francesco Mele – ne risulta un buon complemento: l’artista empolese infatti si trasferì a Ravenna nel 1932 dopo aver vinto il concorso dell’insegnamento di decorazione, diventando anche il responsabile della Scuola di Mosaico. La cattedra era stata lasciata libera da Giovanni Guerrini – nello stesso anno invitato a Roma come direttore dell’Enapi (ente nazionale per l’artigianato e le piccole industrie) –, uno dei più entusiastici sostenitori della nascita nel 1924 della locale scuola di mosaico. Avviata soprattutto al restauro musivo grazie a Ricci, a Guaccimanni e al duo Azzaroni e Zampiga, la Scuola aveva intrapreso fin da subito anche la strada della creazione di mosaici moderni in un contesto nazionale di rilancio e valorizzazione delle decorazioni a parete. Nella commissione giudicatrice per il concorso della cattedra afffidata a Tuti sedevano il faentino Giuseppe Ugonia e il veneziano Guido Cadorin, che riconobbero nel giovane artista una spiccata sensibilità proprio per la decorazione. Cafiero Tuti divenne quindi una figura fondamentale per la scuola, un professore stimato da allieve e allievi – Renato Signorini, Libera Musiani e Ines Morigi Berti fra i tanti –, che si trovarono a tradurre alcuni dei suoi cartoni per varie committenze italiane.

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Cafiero Tuti, Senza titolo (Le Grazie), 1947-52 c., carboncino e gessetto su carta, collezione Tuti-Baruzzi

In mostra alla Manica Lunga è principalmente una selezione di opere grafiche – disegni e incisioni – con qualche inserimento di acquerelli che seguono una scansione cronologica: l’assenza dall’esposizione della sua produzione pittorica – su cui si spera si ritorni in altra occasione – non impedisce comunque di comprendere lo svolgimento della carriera di Tuti, le scelte tematiche e stilistiche più evidenti, oltre al legame con Ravenna. Le prime opere grafiche in mostra datano ai primi anni ‘20, quando l’artista, giovanissimo, frequenta la sezione di pittura decorativa murale dell’Istituto d’arte di Firenze. È proprio in questi anni che inizia a frequentare Ardengo Soffici e Ottone Rosai, ma la figura cardine del momento è Mino Maccari, che lo mette in contatto con la redazione de Il Selvaggio, l’organo di riferimento per il movimento di Strapaese: Tuti consegna disegni e incisioni che gli permettono appena ventenne di raggiungere una visibilità nazionale. Grazie alla direzione di Maccari la rivista si affranca dall’esordiente politica fascista e delega uno spazio maggiore all’arte e alla letteratura, mantenendo una visione paesana, rurale e patriottica. Nei disegni e nelle incisioni del periodo – dedicate a ritratti o a gruppi di uomini che giocano a carte – sembra ben compendiare il gusto dell’annotazione vivace e diretta della vita quotidiana nei paesi toscani. La bella serie xilografica dei soldati eseguita fra il 1930-1931 invece appare meno allineata sui valori nazionalistici: Tuti preferisce rappresentarli quasi dimessi, avvolti nei pastrani d’ordinanza, come sagome monumentali bloccate sotto un peso che appare improprio.

Nello stesso biennio Tuti insegna ornato alla Scuola d’arte del legno di Cascina e poi nella scuola professionale per l’alabastro a Volterra: sono le esperienze di docenza che anticipano la cattedra di decorazione a Ravenna, dove si trasferisce per abitare in via Maggiore. Durante i lunghi anni di lavoro alla Scuola del Mosaico la produzione di Tuti prende due direzioni: da una parte prosegue con una linea in continuità con l’attività precedente, composta in questo caso da disegni e incisioni che indagano i consueti soggetti di persone comuni in una sorta di appunti di viaggio quotidiano che confluisce da sempre l’interesse dell’artista. A questa dimensione intima va aggiunta una serie di disegni e schizzi di paesaggi ravennati – si riconoscono il Duomo, porta San Mama, la chiesa di Santa Maria in Porto, il cancello d’ingresso a San Vitale – che raccontano di una città ricca di verde e orti interni, ormai scomparsa. Dall’altra parte c’è invece una produzione più allineata con le richieste ufficiali rivolte alla Scuola di mosaico per le mostre accademiche, per le Biennali di Venezia, le Triennali: la committenza pubblica e privata richiede monumentalità, classicismo e adeguamento dei soggetti alla retorica del governo. In mostra un bel bozzetto preparatorio per un cartone con alcune personificazioni allegoriche (1933-37) rende l’idea delle richieste ma nella bella serie dei disegni preparatori per il Pugile, realizzato a mosaico da Renato Signorini e Libera Musiani per la mostra degli Istituti artistici a Roma, ritorna una vena antieroica. Assolto il tributo classico forse ispirato al bronzo ellenistico del Museo nazionale di Roma, Tuti blocca il movimento e avvolge in un mantello rendendo la figura in atteggiamento di riposo dell’atleta più monumentale ma senza retoriche d’ossequio.

Termina la mostra una serie di disegni, carboncini e acquerelli eseguiti fra il dopoguerra e i primi anni ‘50: di nuovo compaiono appunti veloci di paesaggio ravennate ma anche un aggiornamento sui grandi artisti europei – Matisse soprattutto – quasi a voler ripercorrere gli insegnamenti di alcuni dei grandi maestri oscurati nei decenni precedenti.

La mostra è aperta fino al 9 novembre alla Manica Lunga della Classense, dalle 15 alle 18.30 (sabato anche dalle 10 alle 13); ingresso libero.

Aggredisce i carabinieri in un supermercato, arrestato

L’uomo, pluripregiudicato, ha minacciato le forze dell’ordine con delle tronchesi

carabinieri

Da giorni disturbava i clienti di un noto supermercato del centro di Faenza, tanto da attirare l’attenzione dei carabinieri. Ma l’uomo si è accanito anche contro le forze dell’ordine, minacciandole con delle tronchesi. I carabinieri di Faenza hanno dunque messo le manette ai polsi dell’uomo, un pluripregiudicato di origini senegalesi.

I militari dell’arma erano impegnati nell’ordinario servizio di pattugliamento, e transitando per le vie del centro cittadino hanno notato del trambusto provenire dall’ingresso di un supermercato. Una volta intervenuti, si sono ritrovati davanti un uomo che stava minacciando gli avventori e i dipendenti dell’esercizio pubblico. Alla vista dei carabinieri, l’uomo ha cercato di aggredirli con delle tronchesi. I militari dell’arma sono però riusciti a disarmare l’uomo e ad ammanettarlo.

L’individuo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata nei confronti di un dipendente del supermercato, nonché denunciato per il porto di oggetti atti a offendere e ricettazione. Infatti, per spostarsi utilizzava una bicicletta rubata.

L’arrestato, con diversi precedenti penali alle spalle e già destinatario di un provvedimento di espulsione dall’Italia in attesa di esecuzione, è stato portato nel carcere di Ravenna ed è in attesa del processo.

Porto di Ravenna, lieve flessione dei traffici nei primi 9 mesi del 2024

I dati dell’Autorità portuale prevedono una ripresa per ottobre

Veduta aerea del porto di Ravenna (foto da pagina Facebook di Ap)

Il porto di Ravenna nel periodo gennaio-settembre 2024 ha movimentato complessivamente 18.859.968 tonnellate, in calo del 4,2% (825 mila tonnellate in meno) rispetto allo stesso periodo del 2023. Gli sbarchi sono stati pari a 16.323.831 tonnellate e gli imbarchi pari a 2.536.137 tonnellate (rispettivamente, -4,9% e +0,5% rispetto ai primi 9 mesi del 2023). Il numero di toccate delle navi è stato pari a 1.911, ovvero 15 in più rispetto al 2023. Lo affermano i dati del Servizio analisi e statistica dell’Autorità Portuale di Ravenna, divulgati oggi.

Analizzando le merci per condizionamento, nel periodo gennaio-settembre 2024 il report evince che le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 15.274.148 tonnellate, sono diminuite del 5,9% (951 mila tonnellate in meno) rispetto allo stesso periodo del 2023. Nell’ambito delle stesse, le merci unitizzate in container, con 1.702.192 tonnellate, sono in calo del 5,6%; in calo anche le merci su rotabili (-5,3%) con 1.323.844 tonnellate, mentre i prodotti liquidi, con una movimentazione di 3.585.820 tonnellate, sono aumentati del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 3.579.897 tonnellate di merce, ha registrato nei primi 9 mesi del 2024 un calo pari al 9,5% (quasi 376 mila tonnellate in meno) rispetto allo stesso periodo del 2023.

Per quanto riguarda l’andamento delle singole merceologie, la movimentazione dei cereali risulta ancora in calo e pari a 995.705 tonnellate (-25,6% per 342 mila tonnellate in meno), mentre la movimentazione delle farine, pari a 887.433 tonnellate, è cresciuta del 23,9%, ovvero 171 mila tonnellate in più. Ancora negativi gli sbarchi dei semi oleosi, con 834.785 tonnellate, in diminuzione del 10,9% (102 tonnellate in meno), e la movimentazione degli oli animali e vegetali, che con 476.527 tonnellate, sono in calo del 4,8% (24 mila tonnellate in meno).

Nei primi nove mesi del 2024 i materiali da costruzione hanno registrato una movimentazione complessiva di 3.217.074 tonnellate, in diminuzione del 3,4% rispetto al 2023 (111 mila tonnellate in meno). In calo, in particolare, le materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo, con 2.886.686 tonnellate (-3,9%, e quasi 119 mila tonnellate in meno). Per quanto riguarda i prodotti metallurgici, sono state movimentate 4.553.068 tonnellate in diminuzione del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2023 (473 mila tonnellate in meno). Buono il risultato dei prodotti petroliferi con 2.170.351 tonnellate, quasi 232 mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2023 (+12,0%) e dei concimi con 1.272.004 tonnellate (+2,3% rispetto al 2023), mentre risultano in linea con lo scorso anno i prodotti chimici pari a 806.816 tonnellate (di cui 743.310 tonnellate di chimici liquidi).

Positivo il risultato complessivo dei primi nove mesi del 2024 per trailer/rotabili e automotive, in aumento del 4,2% per numero di pezzi movimentati (71.440 pezzi, 2.892 in più rispetto al 2023), ma in diminuzione del 5,3% in termini di merce movimentata (1.323.844 tonnellate). In particolare, per i trailer e altri veicoli movimentati sulla linea Ravenna-Brindisi-Catania, nel periodo gennaio-settembre del 2024 i pezzi movimentati, pari a 56.737, sono calati dell’8,4% rispetto al 2023 (5.212 pezzi in meno). Per il traffico di automotive prosegue invece l’ottimo risultato con 14.703 pezzi, 8.104 pezzi in più rispetto allo stesso periodo del 2023, sempre grazie al traffico di vetture Bmw dirette verso i mercati dell’Asia Orientale.

Il numero di toccate delle navi portacontainer, pari a 341, è in linea con 2023; mentre nel terminal crociere si sono registrati 67 scali di navi da crociera (contro i 76 scali dello stesso periodo del 2023), per un totale di 241.396 passeggeri (-11,8%), di cui 203.155 in “home port”.

Per il mese di ottobre 2024, l’Autorità portuale stima una movimentazione complessiva pari a quasi 2,4 milioni di tonnellate, in significativo aumento (+21,5%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In recupero, anche se ancora negativa, la stima dei primi dieci mesi del 2024, che dovrebbero chiudersi con una movimentazione complessiva di poco oltre 21,2 milioni di tonnellate, in calo di circa l’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Ex Farmografica, colpo di scena: la fabbrica non riapre, mancano i fondi

Una lettera dell’imprenditore Focaccia, indirizzata alle istituzioni, informa della rinuncia. 87 persone restano senza lavoro.

Sfumano le speranze per gli oltre ottanta ex dipendenti di M&M Packaging, la ex Farmografica di Cervia. Dopo 18 mesi di incertezze e trattative tra la multinazionale austriaca Mayer-Melnhof (che gestiva la produzione al momento dell’alluvione di maggio 2023, la quale ha causato il cessare dell’attività) e il gruppo cervese Focaccia (che aveva rilevato l’organico aziendale per l’avvio di una nuova impresa nel settore), sembrava arrivato il lieto fine per i lavoratori, grazie alla firma del Ministero per le imprese e il made in Italy dello scorso 10 settembre, che avrebbe permesso la cessione di fondi statali e l’avvio della nuova società “AGR – Arti Grafiche Romagnole”, con l’ufficializzazione dell’assunzione dell’intera forza lavoro il primo ottobre scorso.

Nella serata di ieri, mercoledì 6 novembre, è stata però divulgata una lettera del 31 ottobre firmata dall’imprenditore Riccardo Focaccia, indirizzata a istituzioni provinciali e sindacati, dove si annuncia la chiusura del progetto Farmografica per mancanza dei contributi richiesti. L’avvio della nuova attività produttiva richiederebbe infatti un investimento di oltre 21 milioni di euro (di cui 16 milioni per il ripristino delle linee produttive e 5,5 milioni per la costruzione della struttura edilizia per ospitare la produzione), una cifra impossibile da sostenere per il gruppo cervese senza un investimento a fondo perduto pari almeno al 50 per cento dei costi complessivi.

Dopo i primi segnali di cauto ottimismo a seguito dell’incontro del 10 settembre, il team di Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) ha fatto marcia indietro, chiarendo che l’intervento di finanziamento messo in campo non sarebbe a fondo perduto, bensì pari a un fondo di investimento. L’azienda dovrebbe quindi presentare un budget secondo le aspettative di fatturato, che verrebbe poi valutato ed eventualmente finanziato dalle istituzioni, con partecipazione di capitale in minoranza, da restituire al quinto anno di esercizio. Il risultato è che Focaccia Group dovrebbe investire 21 milioni di euro in cinque anni, iniziando a fatturare (forse) dopo due dalla apertura. Un progetto che, a queste condizioni, secondo l’imprenditore è destinato a naufragare in meno di un anno, «contro l’interesse di tutte le parti».

In questi mesi di trattativa, il gruppo cervese ha già sostenuto oltre 350 mila euro per le operazioni di acquisizione del ramo d’azienda, tra procedure legali e commerciali. A questi si aggiungono i pagamenti delle imposte e i 300 mila euro mensili destinati al pagamento dei lavoratori. Vista la recentissima creazione della newco Agr, senza un piano industriale sostenibile o un indice di indebitamento non è altresì possibile attivare la cassa integrazione straordinaria legata alla ripartenza. A queste condizioni, l’amministratore ha dichiarato la chiusura del progetto entro la fine di novembre, essendo impossibilitato a sostenere ulteriormente la mole di spese senza ritorno certo e causando quindi il licenziamento di tutti gli 87 lavoratori. Davanti al silenzio di politici e istituzioni, l’ultimo appello rimane quello al sindacato, pronto a intervenire con delle azioni coordinate con i lavoratori. Si prospetta pertanto un nuovo incontro al ministero per chiarire le dinamiche intercorse.

Tra gli ostacoli al finanziamento, c’è anche la mancata registrazione del marchio “Farmografica”, non assimilabile a un’azienda storica territoriale. Neanche la sollecitazione al governo del 26 gennaio scorso, con due ordini del giorno sulla vicenda approvati all’unanimità dalla Camera dei deputati, sembra aver avuto rilevanza sull’esito politico della storia. È stata valutata anche l’ipotesi di restringere i costi tramite una riduzione dell’organico aziendale, ritenuta però fallimentare a fronte dello scontro con competitor troppo grossi nel settore farmaceutico e non in linea con il progetto di tutela dell’intera forza lavoro sostenuto dall’imprenditore.

Nell’ultimo mese stavano già prendendo il via gli assetti organizzativi della newco e la richiesta comune di sindacati, lavoratori e gruppo d’impresa ora è quella di non abbandonare la lunga lotta di non «gettare le promesse nel fango».

Derby Ravenna-Forlì sabato sera al Benelli, giallorossi a caccia della vittoria

I bizantini sono reduci da tre successi consecutivi

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Il derby Ravenna-Forlì dello scorso anno al Benelli

A causa della concomitante maratona, è stato anticipato alla sera di sabato 9 novembre (calcio d’inizio alle 20), allo stadio Benelli di Ravenna, l’attesissimo derby tra i giallorossi padroni di casa e il Forlì. Si tratta del big match dell’undicesima giornata del campionato di calcio di serie D (girone D).

L’ambizioso Ravenna targato Ignazio Cipriani, dopo un inizio di stagione complicato. è reduce da tre vittorie consecutive in altrettante partite con il nuovo allenatore, l’ex calciatore di Juve e Fiorentina Marco Marchionni. Il Forlì è invece secondo in classifica con 2 soli punti di vantaggio sui padroni di casa.

Sabato sera al Benelli è atteso dunque il pubblico delle grandi occasioni. L’obiettivo è superare i 2.500 spettatori del turno infrasettimanale contro il Piacenza. I biglietti (per i non abbonati) sono già in vendita online su VivaTicket e nelle prevendite abituali (tra cui, a Ravenna, il Bar Revenge e l’agenzia Desiderando Viaggiare). Il giorno della gara i botteghini saranno comunque aperti dalle ore 18.30, ma non saranno disponibili quelli per il settore ospite. I 627 posti della curva destinata ai tifosi del Forlì saranno a disposizione esclusivamente in prevendita e solo fino alle 19 di venerdì 8 novembre.

Parcheggi, divieti e modifiche alla viabilità

A partire dal derby di sabato, il Ravenna FC ha introdotto la possibilità di parcheggio agevolato per anziani e famiglie con bambini. Gli abbonati delle categorie over 65 e family avranno infatti la possibilità di richiedere un pass nominativo e non trasferibile, che consentirà loro di parcheggiare in Piazza Sighinolfi durante le partite casalinghe. Maggiori informazioni sul ritiro del pass si trovano sul sito del Ravenna Calcio.

In occasione della partita, saranno inoltre in vigore le consuete ordinanze e modifiche alla viabilità. Tre ore prima dell’inizio e un’ora e mezza dopo la fine della partita, la viabilità sarà modificata come segue:

  • Via Sighinolfi (tratto compreso fra via dei Bersaglieri e via Cassino), piazza Brigata Pavia, via Cassino (tratto compreso fra via Punta Stilo e il civico 15), via dei Bersaglieri (tratto compreso fra via Sighinolfi e via Punta Stilo), via El Alamein (tratto antistante piazza Brigata Pavia), via Punta Stilo (tratto antistante piazza Brigata Pavia e tratto compreso fra viale Berlinguer e via dei Bersaglieri), viale Berlinguer (tratto compreso fra via Fontana e rotonda Irlanda/San Mama e adiacente strada di servizio lato civici dispari): divieto di transito e divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli. In via El Alamein (tratto compreso fra l’intersezione con via San Mama e l’intersezione con piazza Brigata Pavia) verrà istituito il doppio senso di circolazione.
  • Via Cassino (corsia sud tratto compreso fra via Marzabotto e via Marconi, tratto compreso fra via Sighinolfi e via Punta Stilo e tratto compreso fra il civico 13 e via San Mama), via Montanari (tratto compreso fra via Cassino e via Nervesa), via Stelvio (tratto compreso fra via Cassino e via Nervesa), via Punta Stilo (tratto compreso fra via Cassino e via Nervesa), via Nonte Nero per tutta l’estensione, via El Alamein (tratto compreso fra piazza Brigata Pavia e via San Mama) via Sighinolfi (tratto compreso fra viale Berlinguer e via dei Bersaglieri), via Anzio, via Montelungo e via dei Bersaglieri (tratto compreso fra via Punta Stilo e via S. Mama): divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto quelli dei i residenti e divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli. Ai veicoli provenienti da via Marconi sarà consentito transitare lungo via Cassino in direzione viale Randi.
  • Via Cassino (tratto compreso fra Via Marconi e Via Sighinolfi): divieto di transito e divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli, eccetto quelli dei residenti.
  • Viale Berlinguer (nel tratto compreso fra via Marconi e via Fontana): divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto quelli dei residenti. Ai veicoli provenienti da via Fontana sarà consentito transitare lungo viale Berlinguer in direzione viale Randi, ai veicoli provenienti da via Monte Nero sarà consentito transitare lungo via Montanari in direzione via Piave.
  • Parcheggio retrostante l’edificio posto al civico 8 (Confartigianato) di viale Berlinguer (limitatamente all’area pubblica): divieto di sosta con zona rimozione per tutti i veicoli, ad eccezione di quelli che vi verranno dirottati dai funzionari addetti alla sicurezza e all’ordine pubblico.

Saranno consentiti il transito e la sosta ai veicoli autorizzati dai funzionari addetti alla sicurezza e all’ordine pubblico e, al termine delle operazioni di sfollamento dei tifosi, ai veicoli addetti all’effettuazione delle operazioni di pulizia.

I provvedimenti legati al divieto di somministrare, vendere o consumare bevande in vetro o in lattina per gli esercizi commerciali della zona entreranno in vigore due ore prima dell’inizio e l’ora immediatamente successiva alla fine della partita. Le violazioni prevedono sanzioni tra i 200 e i 400 euro.

Sgomberato il parco in concessione al ristorante Alkimia, soddisfazione di Ancisi

Il capogruppo di Lista per Ravenna: «L’area era oggetto di degrado e utilizzata in modo improprio»

Parco Ristorante Alchimia
Il parco prima e dopo lo sgombero, in due scatti inviati da Lista per Ravenna

Lista per Ravenna commenta con soddisfazione lo sgombero dell’area verde in concessione al ristorante Alkimia, nella zona darsena di Ravenna. Lo scorso settembre il Comune aveva notificato al titolare la decadenza della concessione d’uso del parco comunale posto nell’angolo tra via Magazzini Posteriori e viale Spadolini, rilasciata nel 2023 con scadenza nel 2027, avendo appurato un utilizzo improprio dell’area. La polizia locale aveva dovuto sollecitare la proprietà, che ha provveduto a rimuovere gli arredi e pulire l’area.

«È l’esito positivo dell’azione avviata e condotta a più riprese da Lista per Ravenna in Consiglio comunale tra giugno e luglio 2024», afferma il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi. «Il degrado ambientale e sociale di questa zona, sollevato a gran voce dai residenti, fu esposto da Lista per Ravenna, con un nutrito reportage fotografico, alla polizia locale il 10 giugno 2024 e pochi giorni dopo al sindaco mediante un’interrogazione. Col nostro ordine del giorno presentato il 17 luglio al consiglio comunale, che lo ha approvato all’unanimità il giorno 30, precisammo che quest’area verde “utilizzata nella calda stagione per attività commerciali e musicali invasive, lesive del buon ordine e incompatibili col diritto alla quiete sociale di un quartiere densamente abitato, era anche non di rado occupata, soprattutto di notte, da spiacevoli frequentazioni, e comunque non più consigliabile, neppure di giorno, a famiglie, bambini e anziani“».

Prosegue Ancisi: «Avevamo preso atto l’11 luglio, da un comunicato della società AF pubblicato dalla stampa, che, in quest’area, dal “Pub Ristorante Alchimia […] viene offerto servizio di ristorazione nel periodo estivo” e che, “d’intesa con l’ associazione di ballo Habanera Social Club, era stato richiesto e ottenuto dal Comune di Ravenna il permesso per organizzare una serie di serate danzanti nel corso dell’estate per un totale di 24 serate”. Nonostante la società si fosse riservata “eventuali azioni a tutela” nei confronti dell’“ordine del giorno presentato dal consigliere Alvaro Ancisi, capogruppo Lista per Ravenna”, esponemmo che queste attività erano viziate da diverse trasgressioni o irregolarità, avanzando perciò la richiesta che la concessione dell’area ad uso privato fosse revocata e il parco in questione restituito all’uso pubblico. Non c’eravamo sbagliati, perché emerse che già il 5 luglio il Comune aveva intimato ai rappresentanti legali di AF e di ASD Habanera Social Club il divieto di prosecuzione dell’attività di spettacolo denominata “Scuola di ballo estate 2024”, diffidando anche il primo “a utilizzare l’area verde pubblica secondo le prescrizioni per le quali è stata concessa”, cioè “unicamente per il consumo di cibi d’asporto” (non già servizio di ristorazione con camerieri) e senza che “sull’area ed in genere all’esterno dell’esercizio” fossero “installati o collocati giochi, apparecchi radio-televisivi o di riproduzione del suono e simili, se non autorizzati” (altroché serate danzanti)».

Secondo la relazione prodotta dalla polizia locale lo scorso 30 ottobre, fino al 21 giugno i sopralluoghi effettuati hanno riscontrato «una reiterata eccedenza rispetto ai 60 mq concessi […] mediante l’installazione di strutture quali gazebi, tavolini, sedie, ombrelloni e persino un tavolo da ping pong, tutte installazioni non previste nel titolo concessorio», nonché «violazioni dell’art. 666 del codice penale in relazione all’art. 68 del Testo unico di pubblica sicurezza, poiché venivano organizzati trattenimenti musicali danzanti e dj set senza le dovute autorizzazioni». Dopo i divieti imposti col provvedimento del 5 luglio, sono state rilevate «ulteriori violazioni per l’occupazione abusiva di una superficie eccedente i limiti concessi, con installazioni non autorizzate». Dopo la decadenza della concessione disposta il 2 settembre dal Comune, il 4 ottobre scorso il titolare è stato nuovamente sollecitato a «rimuovere tutte le strutture abusivamente installate all’interno dell’area verde». Infine, «in data 28 ottobre 2024 veniva effettuato un ulteriore sopralluogo, durante il quale si accertava la completa rimozione delle piastrelle e il ripristino dello stato dei luoghi».

Conclude Ancisi: «Quell’area è dunque tornata a essere un parco verde a uso pubblico, secondo un piano di lavoro e di gestione elaborato dal servizio Tutela ambiente e territorio, come scritto nel nostro ordine del giorno approvato all’unanimità il 30 luglio».

Zerocento e Il Cerchio si uniscono: nasce la cooperativa sociale Zerocerchio

1.200 soci e 38 milioni di euro di fatturato sono i numeri della nuova realtà territoriale, presentata ieri a Lugo

Zerocerchio

È nata ufficialmente lo scorso 1° novembre la cooperativa sociale Zerocerchio, creata dalla fusione di due storiche realtà del territorio, Zerocento di Faenza e Il Cerchio di Ravenna. Con un totale di oltre 1.200 soci e dipendenti e un fatturato previsto per il 2025 di circa 38 milioni di euro, Zerocerchio si prefigge di rafforzare il proprio impegno nei confronti della comunità locale, offrendo servizi e sostenendo l’occupazione nel settore sociale. La nascita di Zerocerchio era stata annunciata lo scorso luglio ed è stata presentata ieri, 6 novembre, nel corso di una conferenza a Lugo.

Per il primo anno, la nuova cooperativa sarà guidata da un consiglio di amministrazione che include i membri dei due precedenti consigli. La direzione sarà composta da referenti e responsabili provenienti da entrambe le realtà.

«La nuova cooperativa nasce per creare una struttura più solida, capace di rispondere in modo efficace alle esigenze di un territorio che da sempre ha rappresentato un punto di riferimento per entrambe le cooperative, non solo per la presenza capillare dei loro servizi, ma anche per le profonde relazioni costruite negli anni con enti locali, famiglie e istituzioni», afferma una nota di Zerocerchio. «L’unione tra Zerocento e Il Cerchio non è solo una fusione aziendale, ma l’inizio di una nuova fase di crescita e condivisione per tutta la comunità della provincia di Ravenna».

Commenta il presidente di Zerocerchio Stefano Damiani: «È un grande orgoglio per me vedere concretizzarsi un percorso iniziato molti anni fa, un progetto condiviso che ha trovato compimento in questi ultimi mesi. Questa fusione è nata dalla volontà di consolidare la nostra presenza in un territorio a cui siamo profondamente legati, un legame costruito in più di trent’anni di lavoro al fianco dei nostri soci, delle amministrazioni locali e delle tante famiglie che hanno riposto in noi la loro fiducia. Il nostro obiettivo è di costruire una cooperativa ancora più forte e coesa, che possa continuare a rappresentare un punto di riferimento per il nostro territorio».

Francesca Travaglini, vicepresidente di Zerocerchio, sottolinea il ruolo cruciale del lavoro di squadra nel raggiungimento di questo obiettivo: «La creazione di Zerocerchio è stata possibile grazie a un’importante fase di condivisione e confronto, che ha coinvolto in primo luogo i consigli di amministrazione di entrambe le cooperative, per poi estendersi a tutte le nostre socie e i nostri soci. Il percorso che abbiamo intrapreso non si esaurisce con la nascita di Zerocerchio; continueremo a lavorare insieme nei prossimi mesi per consolidare e co-costruire un’identità comune e per garantire ai nostri soci un ruolo attivo e partecipativo nel futuro della cooperativa».

Il direttore di Zerocerchio, Michele Babini, illustra le prospettive future attraverso l’illustrazione di un piano pluriennale che guarda alla crescita e alla stabilità: «Abbiamo sviluppato un piano strategico che mira a consolidare e sviluppare la presenza di Zerocerchio sul territorio.
I prossimi anni saranno anni di consolidamento e di sviluppo aziendale in tutte le aree del welfare, anche grazie alle preziose collaborazioni con gli storici partner cooperativi. Come Zerocerchio intendiamo garantire la piena occupazione e costruire condizioni di lavoro adeguate per il nostro personale. In questo modo, vogliamo sostenere al massimo l’impegno quotidiano dei nostri colleghi e delle nostre colleghe, che svolgono un lavoro di cura di crescente complessità nei servizi che gestiamo. La nostra ambizione è di rafforzare il ruolo della cooperativa come protagonista nel welfare locale, rispondendo in modo sempre più efficace ai bisogni della comunità».

Chiosa il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi: «La nascita di Zerocerchio dimostra la capacità delle cooperative sociali romagnole di innovarsi, mantenendo sempre al centro la comunità e le persone. È un esempio virtuoso che contribuisce a rafforzare le fondamenta della cooperazione sociale in Romagna, per continuare a rispondere in maniera efficace ai bisogni del territorio e a rafforzare l’occupazione».

Torna “SeDici Architettura”, conferenza ad Alfonsine con Biraghi e Bucci

Oggi, 7 novembre, alle 15.30 l’incontro alla Original Parquet

Sedici Architettura
foto Studio Bucci

Tornano le conferenze del ciclo “SeDici Architettura”, promosso e organizzato da Reclam, a cura del professore Alberto Giorgio Cassani, dell’architetto Emilio Rambelli e del giornalista Fausto Piazza.

Il prossimo appuntamento è per oggi, giovedì 7 novembre alla Original Parquet di Alfonsine, leader nella produzione e vendita di pavimenti in legno. Si parte alle 15.30, per chi lo vorrà (posti limitati, su prenotazione), con una visita guidata allo stabilimento di via dell’Artigianato 18. A seguire il trasferimento nello showroom di via del Lavoro 4, dove si terrà la conferenza vera e propria.

Dalle 17.30 il primo intervento a cura di Marco Biraghi, professore di storia dell’architettura contemporanea presso il Politecnico di Milano, che si interroga da anni sul ruolo dell’architetto e dell’architettura nel nostro tempo. Biraghi è autore di una voluminosa Storia dell’architettura contemporanea (Einaudi 2023), di L’architetto come intellettuale (Einaudi 2019) e di Questa è architettura. Il progetto come filosofia della prassi (Einaudi 2021). Il tema del suo intervento sarà “Rem Koolhaas. L’architettura al di là del bene e del male” e sarà incentrato sull’opera dell’architetto, urbanista e saggista olandese Koolhass, tra i più noti sulla scena internazionale, spesso citato come illustre rappresentante del cosiddetto “decostruttivismo”.

A seguire, alle 18.30, il tema sarà “Si può fare. Ovvero come provare a fare architettura in ambito pubblico e accorgersi che è possibile”, a cura dell’architetto Alessandro Bucci dell’omonimo studio professionale faentino, avviato da circa 30 anni, che si occupa in particolare di recupero di ex aree industriali, trasformazioni vere e proprie di parti di città (è di Bucci il progetto di riqualificazione dell’area ex Cmc in darsena a Ravenna), manufatti rurali, nuove urbanizzazioni, masterplan e metaprogetti, oltre che di progetti d’arredo interno per varie attività, sviluppo di nuovi prototipi di unità abitative e nuove residenze mono e bifamiliari.

Al termine della conferenza sarà offerto un aperitivo con buffet per tutti i presenti.

Tutte le conferenze “SeDici Architettura” hanno il patrocinio e i crediti formativi dell’Ordine degli architetti di Ravenna, per i partecipanti iscritti all’albo. Gli incontri sono comunque aperti a tutto il pubblico interessato.

Dalla Regione i dati sulle elezioni: 4 candidati alla presidenza e 547 al consiglio

I seggi dei 330 comuni dell’Emilia-Romagna resteranno aperti domenica 17 dalle ore 7 alle 23 e lunedì 18 dalle ore 7 alle 15

Elezioni

Arriva dalla Regione una panoramica sulle imminenti elezioni per eleggere la prossima presidenza dell’Emilia-Romagna: sono quattro, una donna e tre uomini, i candidati alla presidenza della Giunta della Regione (tre in meno della precedente tornata). Si tratta di Michele de Pascale, nato a Cesena il 20 gennaio 1985; Elena Ugolini nata a Rimini il 9 giugno del 1959; Luca Teodori nato a Baden (Svizzera) il 10 novembre 1968 e Federico Serra nato a Trento il 18 maggio del 1991. A sostenere i candidati, 11 liste (6 in meno rispetto al 2020). Cinque di queste sono a sostengo di de Pascale, quattro per Ugolini, una per Serra e una per Teodori, che compare però nelle circoscrizioni Ravenna e Piacenza. Sarà comunque possibile votare il candidato anche in assenza della lista a sostegno.

I candidati in corsa per i 48 posti nell’Assemblea legislativa (che si aggiungono ai due seggi riservati a presidente eletto e secondo classificato) sono invece 547 (281 uomini e 266 donne), anche questi in calo se paragonati ai 739 del 2020. Si tratta in realtà di 531 le persone che contano alcune pluricandidature, nello specifico sono 14 i candidati che si sono presentati in due circoscrizioni e 1 che si è presentato in tre. L’età media è di 50,6 anni (in crescita rispetto a cinque anni fa, quand’era di 46,9 anni). Il candidato più giovane è una diciannovenne e quello più anziano ha 77 anni e l’età maggiormente rappresentata è quella che va dai 45 ai 59 anni. Oltre sei candidati su dieci  sono nati nella stessa circoscrizione in cui si presentano; il 13% in un’altra provincia dell’Emilia-Romagna. Il 21% proviene da un’altra regione d’Italia (114, di cui 59 maschi e 55 femmine), mentre solo il 3% di essi è nato all’estero.

Tutti i numeri della corsa sono disponibili sul sito della Regione, così come l’elenco dei candidati e le liste complete, per ciascuna delle nove circoscrizioni (che corrispondono alle province) dei candidati consiglieri alla Assemblea legislativa. Nella stessa sezione, si trovano anche i fac-simili delle schede (per ciascuna circoscrizione) e i manifesti elettorali.

I seggi dei 330 comuni dell’Emilia-Romagna resteranno aperti domenica 17 dalle ore 7 alle 23 e lunedì 18 dalle ore 7 alle 15: immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di voto inizierà lo scrutinio che si potrà seguire in diretta sul sito della Regione. Saranno chiamati alle urne quasi 3,6 milioni di elettori emiliano-romagnoli (3.580.529, 1.831.650 donne e 1.748.879 uomini). Le sezioni elettorali in regione sono invece 4.529, di cui 40 quelle ospedaliere.

Morde un carabiniere dopo un tentativo di rapina. Arrestata una 44enne

La donna avrebbe cercato di sottrarre il telefono a un anziano, aggredendolo. La violenza si è poi concentrata sui carabinieri intervenuti sul posto, tra calci, pugni e morsi
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Un tentativo di rapina ai danni di un anziano avventore di un bar di Bagnacavallo è sfociato in una colluttazione e nel successivo attacco ai militari intervenuti sul posto: la segnalazione è partita nella serata di ieri (martedì 5 novembre), da parte dei titolari del bar della cittadina, che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri di Lugo a seguito della disputa avvenuta nel locale.
Nello specifico, secondo il racconto della vittima e di alcuni testimoni, una donna di quarantaquattro anni avrebbe avvicinato l’anziano cliente, cercando dopo breve tempo di sottrargli il cellulare. Alla reazione dell’uomo la donna ha risposto con estrema violenza, iniziando una colluttazione. Nel corso della lite si è ritrovata a mordere più volte l’avambraccio della vittima, causandogli alcune lesioni trattate in seguito dai medici del pronto soccorso di Lugo.

Per interrompere l’aggressione è stato necessario l’intervento di alcuni clienti del bar e l’arrivo tempestivo dei militari, che hanno ritrovato l’uomo con una ferita vistosamente sanguinante sul braccio. La donna, alla vista dei Carabinieri, ha iniziato a gridare e inveire nei loro confronti insultandoli e offendendoli. Ai tentativi di dialogo da parte dei militari, la quarantaquattrenne avrebbe reagito con ulteriore violenza, rendendo necessario l’ausilio di ulteriori ufficiali dalla stazione di San Lorenzo.

Una volta condotta in caserma per gli approfondimenti del caso e per la sua completa identificazione (al momento dei fatti era infatti sprovvista di documenti) la donna ha continuato ad aggredire i carabinieri, colpendoli con calci e pugni e mordendo al braccio anche uno dei militari.

La donna è stata infine arrestata con le accuse di tentata rapina, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio., e per lei sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida. Arresto convalidato nella mattinata di oggi dal Giudice del Tribunale di Ravenna, che ha aggiunto l’obbligo di dimora nel comune di Ravenna, con permanenza notturna nella propria abitazione.

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