sabato
23 Maggio 2026

Rischio alluvione, i pompieri tornano nelle scuole: informazioni e consigli utili ai più giovani

Torna per il terzo anno consecutivo l’iniziativa dei vigili del fuoco di Ravenna, con il patrocinio della prefettura, per sensibilizzare la popolazione sul rischio alluvione. L’obiettivo di “Acqua è, e vita” è trasmettere la percezione dei pericoli potenziali e le indicazioni su come comportarsi in situazioni di emergenza. Il progetto è rivolto alle scuole per formare le giovani generazioni e, attraverso loro, arrivare nelle case.

Tra il 20 aprile e il 20 maggio sono in programma otto incontri con le classi terze delle scuole medie: i pompieri andranno a Bagnacavallo, Castel Bolognese, Cervia, Conselice, Faenza, Lugo, Ravenna e Sant’Agata. Sono i comuni già coinvolti nell’edizione 2024: il ritorno, rivolgendosi ad altri ragazzi, mira proprio ad ampliare la platea di chi è raggiunto dall’informazione. Il calendario è ancora modificabile con la disponibilità dei vigili del fuoco a inserire ulteriori incontri con i Comuni che ne facessero richiesta per tempo.

Il progetto punta a rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza tra i cittadini rispetto al rischio alluvione, fenomeno che negli ultimi anni ha inciso profondamente sul territorio, mettendo in luce la necessità di un’adeguata informazione e preparazione. La sensibilizzazione non basta mai: sembra questo l’insegnamento tratto dall’esperienza sul campo dei vigili del fuoco. Lo dice il comandante provinciale: «Nonostante le tante raccomandazioni – commenta l’ingegnere Antonio Petitto –, anche in occasione delle allerte più recenti abbiamo trovato gente a passeggio sugli argini per guardare le piene».

Negli incontri con gli alunni verranno spiegati i rischi del territorio, le fonti cui prestare attenzione per essere informati in caso di allerta e le precauzioni da adottare per non farsi cogliere impreparati. I vigili del fuoco mostreranno anche mezzi e equipaggiamenti per far sì che, nella malaugurata ipotesi che qualcuno dovesse essere soccorso, abbia già un cenno di dimestichezza.

Il prefetto Raffaele Ricciardi ha dichiarato: «L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale capace di tradursi in azioni efficaci a tutela della collettività; promuovere la prevenzione significa offrire ai cittadini strumenti fondamentali per affrontare con consapevolezza le emergenze, riducendo i rischi e salvaguardando vite umane». Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Antonio Petitto, ha aggiunto: «La conoscenza dei comportamenti corretti in caso di alluvione può fare la differenza nei momenti critici».

In estate a Faenza sarà operativo l’Energy Park, tra pannelli fotovoltaici bifacciali, agricoltura e una “foresta” urbana

Generare energia pulita per 24.000 persone, evitare le emissioni di Co2 di oltre 9.600 tonnellate l’anno, restituire alla comunità un nuovo polmone verde di 15 ettari con 26 mila piante per aumentare il tasso di biodiversità e per favorire attività ricreative, sociali e sportive. Sono questi gli ambiziosi obiettivi dell’Energy Park Faenza, un progetto che si estende su una superficie di circa 70 ettari e che si divide in tre sezioni – un impianto agrivoltaico avanzato per la produzione di energia pulita, spazi per l’agricoltura sostenibile e una cosiddetta Urban Forest.

Alla base dell’iniziativa c’è una sinergia di entità pubbliche e private, un lungo percorso di collaborazione tra Comune di Faenza, Unione della Romagna Faentina, Società Agricola Le Cicogne s.r.l., Fondazione del Monte Faenza, Crédit Agricole Italia, Gruppo Hera, Studio Lbla e Università di Bologna.

L’impianto agrivoltaico sarà costituito da 22.296 pannelli fotovoltaici, bifacciali e rialzati 3 metri da terra, che consentono la continuità dell’attività agricola. Avrà una potenza di 14 MWp e si prevede una produzione di energia elettrica di circa 21 GWh all’anno, pari al fabbisogno di 24.000 persone, evitando al contempo l’emissione di 9.660 ton/anno di CO2, pari a quella generata da 5.800 auto a benzina.

L’Energy Park Faenza pone particolare attenzione al tema del recupero della biodiversità, intesa come la varietà di specie animali e vegetali presenti, fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi, ed oggi fortemente compromessa dall’uomo. Insieme al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna sono state condotte indagini preliminari per censire le specie presenti sul sito ed è stato studiato come recuperare la biodiversità originaria attraverso la rinaturalizzazione dell’area. Un piano di monitoraggio permetterà infine di misurare e quantificare, rispetto al contesto agrario odierno, l’accrescimento di biodiversità negli anni a venire.

Con questo scopo, accanto all’impianto agrivoltaico nascerà una Urban Forest, uno spazio di circa 15 ettari che contribuirà ad aumentare il tasso di biodiversità vegetale e animale e potrà offrire servizi ecosistemici ai cittadini. Sarà collocata nella zona più prossima alla città e sarà formata da un’alternanza di macchie arboree compatte, fasce di arbusti, radure e filari: complessivamente saranno messe a dimora oltre 26.000 piante. Parte della Urban Forest prevede una tecnica di piantumazione forestale tradizionale su circa 9 ettari, mentre su 1,5 ettari sarà adottato il metodo di rimboschimento del botanico giapponese Akira Miyawaki, una specifica tecnica per accelerare la crescita di foreste autoctone in ambienti urbani, attraverso la competizione, la crescita rapida e lo sviluppo di un ecosistema autosufficiente. Infine, 4 ettari di Urban Forest saranno accessibili alle persone, con spazi aperti e percorsi bianchi e in terra battuta che favoriranno la mobilità dolce, a piedi o in bicicletta.

Il percorso ha inizio nel 2023, con l’individuazione del sito tra Via Sant’Orsola e via Ospitalacci come un’area ideale per ospitare l’Energy Park. Da qui in poi l’iniziativa prende forma: ad agosto 2024 si conclude l’iter autorizzativo con le procedure di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione di Impatto Ambientale) e di Pas (Procedura Autorizzativa Semplificata); a dicembre 2024 il progetto risulta tra quelli ammessi per l’aggiudicazione degli incentivi al bando Agrivoltaico Pnrr (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.1) a cui è stato candidato dal Gruppo Hera; nel corso del 2025 viene portata avanti la progettazione esecutiva, che consente di avviare i lavori di realizzazione ad agosto dello stesso anno. Ora – aprile 2026 – si avvia la messa a dimora delle oltre 26 mila piante che compongono la Urban Forest.

La realizzazione dell’Energy Park è tuttora in corso e il completamento dei lavori Pnrr è previsto entro giugno 2026.

A Russi c’è un elenco di baby sitter qualificate dopo un corso di formazione di 60 ore

A Russi da oggi, 31 marzo, c’è un elenco di baby sitter che hanno concluso con successo il primo corso di formazione gratuito, promosso dal Comune. Per contattare le baby sitter rivolgersi allo sportello Informagiovani in via Godo Vecchia 10 (martedì e giovedì dalle 14.30 alle 17.30, tel. 0544-587662, email informagiovani@comune.russi.ra.it). Sul sito del Comune sono pubblicati i profili delle quattro baby sitter al momento a disposizione delle famiglie.

Il corso è composto da una prima parte teorica di 30 ore, condotta da una pedagogista. Ogni partecipante ha poi svolto 30 ore di stage nei servizi educativi del territorio: per dare la possibilità di interfacciarsi con contesti e età diverse, sono stati attivati stage al nido d’infanzia comunale, agli asili e al centro ricreativo comunale. Nuova edizione del corso a ottobre 2026 per ampliare con nuovi nominativi l’elenco a disposizione delle famiglie.

L’iniziativa è svolta in collaborazione con Aeca e Informagiovani nell’ambito del progetto Empowher, dedicato alle donne e cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna. «Non si può parlare di autodeterminazione femminile – spiega l’assessora alle Pari opportunità Eleonora Mazzoni – se non si sostengono le condizioni che consentono di costruire una indipendenza economica. L’elenco baby sitter è proprio questo: uno strumento concreto a sostegno dell’organizzazione familiare, per cui non sempre è facile attivare una rete informale. Avere a disposizione una serie di nominativi che hanno concluso un percorso formativo, oltre a permettere maggiore flessibilità, aiuta a compiere questo passo delicato con maggiore serenità».

Incendio al calzaturificio: presunto movente in una eredità, chiesto il carcere per tre indagati

[Aggiornamento: i tre indagati sono stati arrestati]

Da subito erano emersi elementi chiari a sostegno della natura dolosa dell’incendio divampato al calzaturificio Emanuela di Bagnacavallo nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2025 (danni per circa mezzo milione di euro) e dopo quattro mesi la procura di Ravenna ha chiesto la custodia cautelare in carcere per tre persone. Gli indagati sono una coppia residente a Fusignano, una 41enne e un 48enne, e un 42enne domiciliato in provincia di Pesaro-Urbino. Secondo la ricostruzione dell’accusa si è trattato di una ritorsione contro la proprietaria dell’impresa per una questione di eredità contesa. La notizia è riportata dall’edizione odierna, 31 marzo, del quotidiano Il Corriere Romagna.

Le telecamere di videosorveglianza di altre aziende nella zona artigianale hanno ripreso i movimenti di alcune persone a volto coperto: l’auto usata per raggiungere lo stabilimento in via Tarroni è risultata riconducibile alla 41enne di Fusignano, ex compagna dello zio della titolare del calzaturificio, defunto. Tra la 41enne ora indagata e la proprietà del calzaturificio è in corso una causa civile sulle ultime volontà dell’uomo. Quest’ultimo avrebbe infatti lasciato in eredità alla nipote e al fratello l’appartamento nel quale la donna continuava a vivere. E così, secondo la procura, la 41enne avrebbe pianificato l’incendio insieme al nuovo compagno e un loro conoscente.

Scuole elementari di Ponte Nuovo da demolire, dal 13 aprile trasloco per alcune classi

Le scuole elementari “Ceci” e “Gulminelli” di Ravenna, nella frazione di Ponte Nuovo, hanno definito la riorganizzazione degli spazi a disposizione di alcune classi per avviare i lavori di demolizione degli edifici.

Dal 13 aprile fino alla fine dell’anno scolastico le classi prime e seconde della “Ceci” in via Fano saranno spostate alla “Gulminelli” in via del Pino e le quinte attualmente alla Gulminelli saranno spostate alla “Ricci-Muratori” in piazza La Malfa a Ravenna.

La notizia è stata data alle famiglie nel corso di una riunione svoltasi il 28 marzo con il sindaco Alessandro Barattoni, l’assessora alla Scuola Francesca Impellizzeri e il dirigente scolastico Paolo Ciuffoli.

Dal prossimo settembre tutti gli alunni delle due scuole, oltre a quelli della primaria di Madonna dell’Albero, verranno collocati nella nuova scuola elementare di Ponte Nuovo, tra via 56 Martiri e via del Pino.

La realizzazione della nuova scuola, costata circa 16 milioni di euro, è stata finanziata per la maggior parte con fondi Pnrr per cui è previsto il rispetto di specifici criteri ambientali, in particolare per il consumo di suolo che deve avvenire a saldo quasi zero tra le superfici demolite e quella della nuova primaria stessa. I lavori di demolizione devono dunque partire.

A proposito della nuova riorganizzazione per le ultime settimane di questo anno scolastico, il Comune fa sapere che i servizi del diritto allo studio sono garantiti e verranno adattati a seconda delle esigenze delle famiglie che sono emerse durante l’incontro e che verranno evidenziate attraverso la compilazione di un questionario. Per andare incontro alle esigenze famigliari e per ridurre il più possibile eventuali disagi, il servizio di pre e post scuola e il trasporto scolastico per le classi quinte sarà garantito gratuitamente.

Il nuovo edificio sarebbe dovuto essere pronto per marzo, come confermato in consiglio comunale lo scorso ottobre. E a settembre non avrà la palestra (esclusa dai fondi Pnrr e quindi non soggetta alla scadenza di giugno 2026 per l’ultimazione). Il Comune cercherà soluzioni alternative per l’attività sportiva.

Va in banca per fare un bonifico da 18mila euro e il personale lo salva da una truffa

Una truffa da 18mila euro sventata grazie alla preparazione del personale della filiale di Russi della banca Cassa di Ravenna. I dettagli della vicenda sono resi noti dallo stesso istituto di credito.

Un cliente si è presentato agli sportelli per richiedere di poter eseguire un bonifico immediato da 18 mila euro, spiegando che si trattava del pagamento di lavori edilizi. La cassiera Lucia Princiotta ha notato elementi sospetti nell’operazione e ha avvertito la direttrice della filiale Rita Gioacchini. Da un dialogo più approfondito con il cliente sono emersi almeno tre elementi di sospetto: la richieste di un bonifico istantaneo (che non è più reversibile, una volta effettuato non si può bloccare), il versamento a una persona fisica (e non ad una azienda come lascerebbe preludere la causale dei lavori edilizi) e la mancanza di una fattura.

Le banche del gruppo La Cassa di Ravenna (oltre alla capogruppo anche Banca di Imola e Banco di Lucca e del Tirreno) sono impegnate nel collaborare con le forze dell’ordine per sventare in tutti i modi possibili i tentativi di truffa, resi sempre più subdoli e frequenti dall’utilizzo scorretto delle tecnologie digitali e dalla vulnerabilità di molte persone. Il personale del Gruppo La Cassa viene così formato progressivamente con corsi specifici che trattano sia le principali tecniche messe in atto dai truffatori, sia le modalità con le quali riconoscerle e sventarle, facendo grande attenzione alle situazioni psicologiche ed emotive dei clienti.

«Le banche del gruppo – si legge in una nota inviata alla stampa – sono impegnate a promuovere e diffondere presso la popolazione, con tutti i modi possibili, la conoscenza più capillare di queste modalità criminali, in modo da aumentare il numero di persone in grado di opporsi alle truffe e allertare per tempo le forze dell’ordine».

Faenza e il centro storico: oltre 440 attività commerciali e 42 azioni in tre anni per il rilancio

Il centro storico di Faenza conta più di 440 attività commerciali: 228 esercizi non alimentari, 89 pubblici esercizi, 123 attività artigianali e decine di realtà legate alla produzione artistica ceramica. Sono conteggi a cura del nuovo Osservatorio sulle attività commerciali del centro realizzato dal Comune in collaborazione con Confesercenti.

L’Osservatorio è una delle prime iniziative del percorso del cosiddetto hub urbano, il progetto strategico nato per rilanciare e valorizzare il centro storico e Borgo Durbecco, rafforzandone attrattività e sviluppo economico attraverso il commercio, i servizi, la cultura e il turismo, secondo quanto previsto da una specifica legge regionale (12/2023).

Il Comune ha già predisposto la domanda di riconoscimento ufficiale, preceduta da uno studio di fattibilità che, finanziato da un contributo regionale, ha portato all’elaborazione di un piano triennale di sviluppo contente 42 azioni concrete da mettere in campo nei prossimi anni. Oggi, 30 marzo, il municipio ha ospitato l’incontro pubblico dedicato alle nuove strategie per il cuore della città.

La domanda di riconoscimento è stata accompagnata dall’accordo di partenariato che in poche settimane ha raccolto centinaia di adesioni da parte delle imprese con sede legale o operativa nell’area dell’hub. Le imprese che aderiscono all’accordo potranno accedere a contributi destinati sia a iniziative collettive per valorizzare il centro, sia al miglioramento dei propri spazi e servizi.

Il progetto si sviluppa con un metodo condiviso che coinvolge l’amministrazione comunale, le associazioni di categoria, le imprese e altri soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di rafforzare la vitalità economica, attrarre visitatori e consolidare l’identità storica e produttiva della città.

Sono passati tre anni dall’alluvione e ora partono i lavori di asfaltatura a Solarolo

Dopo tre anni dall’alluvione di maggio 2023, a Solarolo partono i lavori di manutenzione straordinaria delle strade del centro urbano con il primo dei tre interventi finanziati dal commissario straordinario alla ricostruzione (ordinanza 35/2024). Il cantiere comincerà dall’1 aprile: importo complessivo di 900mila euro per la riasfaltatura delle strade del centro abitato e la sistemazione di marciapiedi, rampe e accessi alle proprietà private.

Le vie interessate dai lavori sono: via Guido Rossa, via Nullo Baldini, via Salvo d’Acquisto, via Martiri di Piazza Fontana, via Palmiro Togliatti, via Lieto Sarti, via Fossa di Sopra, via Fossa di Sotto, via Piave, via Risorgimento, via XX Settembre, oltre al percorso ciclopedonale in fregio alla SP 61 – Madonna della Salute.

Nel dettaglio, gli interventi prevedono la fresatura della pavimentazione esistente nei tratti maggiormente ammalorati e la successiva posa di un nuovo strato di asfalto. Parallelamente si procederà alla riqualificazione di marciapiedi e rampe con la demolizione delle parti deteriorate, la realizzazione del sottofondo e il ripristino della pavimentazione, oltre alla sistemazione dei cordoli e degli elementi di drenaggio delle acque meteoriche.

Durante l’esecuzione dei lavori potranno verificarsi temporanee modifiche alla viabilità e alla sosta nelle aree interessate, che saranno opportunamente segnalate.

Case popolari: conclusi lavori da 1,76 milioni di euro in 30 alloggi, consegnate le prime chiavi

Si sono conclusi i lavori edili di riqualificazione di un complesso di edilizia residenziale pubblica (le cosiddette case popolari) in via Missiroli a Ravenna. L’intervento ha riguardato complessivamente 30 alloggi gestiti da Acer, l’ente che cura gli interventi pubblici nel settore abitativo, ed è stato finanziato con un contributo di 1,5 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale complementare (Pnc) al Pnrr, cui si aggiungono 260mila euro circa dal Comune di Ravenna.

Nella giornata di oggi, 30 marzo, la presidente di Acer Ravenna e coordinatrice di Acer Emilia-Roamgna, Lina Taddei, e il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, hanno simbolicamente consegnato le chiavi alle prime famiglie che entreranno nei nuovi ambienti.

Il progetto – che ha visto come esecutore il Consorzio Ciro Menotti attraverso la sua consorziata Rg – ha previsto una profonda riqualificazione energetica e strutturale degli edifici, con l’obiettivo di migliorare la qualità abitativa e la sicurezza degli immobili. In particolare, sono stati realizzati interventi di efficientamento energetico che hanno consentito, per circa il 90 percento degli alloggi, un salto di almeno due classi energetiche, con conseguente riduzione dei consumi e aumento del comfort per gli inquilini.

Tra le opere principali figurano l’isolamento termico delle pareti, la sostituzione dei serramenti con infissi ad alte prestazioni e l’installazione di nuove caldaie a condensazione. Parallelamente, sono stati effettuati interventi di miglioramento sismico, con il rinforzo delle strutture portanti e degli elementi di copertura, aumentando in modo significativo il livello di sicurezza degli edifici.

Dei quattro interventi in provincia del Pnc messi a gara a fine 2022 (tempi indicati dal bando), quello di Via Missiroli a Ravenna è il terzo che Acer porta a termine rispettando le tempistiche originarie di conclusione. Uno dei due interventi precedenti è stato realizzato a Russi e l’ultimo intervento a Faenza, in via Ponte Romano, è in corso.

Taddei sottolinea l’intenso lavoro degli uffici Acer e delle ditte che hanno collaborato alla realizzazione dei lavori: «A tutti loro va il ringraziamento mio e dell’ente che presiedo. La gestione dei quattro interventi del Pnc è un risultato molto importante per tutta Acer, se contestualizzato in anni che ci hanno visto affrontare anche ben tre alluvioni, un fortunale e sette incendi».

Barattoni parla di un intervento all’interno di una visione di ampio respiro finalizzata a riqualificare e ad ampliare il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica, diminuendo l’impatto dei costi energetici per gli inquilini.

Un’altra allerta meteo per vento nei comuni di Cervia e Ravenna

Dalla mezzanotte di oggi, lunedì 30 marzo, alla mezzanotte di domani, martedì 31, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna e in quello di Cervia l’allerta meteo numero 35, gialla per vento. L’allerta è emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia-Romagna.

Per la giornata di martedì 31 sono previsti venti di burrasca moderata (62-74 Km/h) con temporanei rinforzi o raffiche di intensità superiore su fascia appenninica e fascia costiera della regione.

Le istituzioni raccomandano di mettere in atto le “opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento o suscettibili di essere danneggiati; prestare attenzione lungo i viali alberati, nelle aree verdi e nei parchi”.

Riuso e smaltimento di vestiti: raccolti 13 quintali di tessili da riciclare

Il Comune di Castel Bolognese ha promosso una iniziativa per promuovere il riuso e il corretto smaltimento dei tessili. Nel pomeriggio di domenica 29 marzo, nel parcheggio di via Donati, si è svolto “Pulizie di Primavera”: complessivamente sono stati raccolti 1.320 chilogrammi di materiali tessili, successivamente avviati al riciclo.

Nel corso del pomeriggio, i cittadini hanno potuto portare abiti e tessuti da destinare al recupero o alla donazione: i capi non più utilizzabili sono stati raccolti per il riciclo, mentre quelli in buono stato sono stati messi a disposizione in uno spazio di scambio libero, permettendo ad altri partecipanti di riutilizzarli. Un meccanismo semplice, basato sulla collaborazione, che ha reso concreto il principio del riuso. La giornata ha rappresentato un momento concreto di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità ambientale e della riduzione dei rifiuti.

Fondamentale il contributo delle associazioni e dei volontari coinvolti, in particolare della Misericordia, con le volontarie del Passamano, delle Guardie Ecologiche Volontarie di Legambiente (GEV) e dei Volontari per l’Ambiente Auser, che hanno garantito il corretto svolgimento delle attività.

Ex consorzio agrario: il consiglio comunale adotta la variante, osservazioni fino al 29 maggio

Il consiglio comunale di Lugo, nella seduta del 26 marzo, ha adottato la variante al piano di recupero dell’area dell’ex consorzio agrario (tra via Acquacalda, vicolo Macello Vecchio e via Manet). Fino al 29 maggio 2026 cittadini e portatori di interesse possono visionare la documentazione e presentare osservazioni. I documenti tecnici e le tavole progettuali sono consultabili nella sezione dedicata alle varianti urbanistiche del sito dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna a questo link.

Il progetto prevede la realizzazione da parte del proponente Cia-Conad di un’area commerciale nel comparto di vicolo Macello Vecchio che verrà quindi contestualmente riqualificato, recuperando così spazi cittadini oggi occupati da edifici dismessi da tempo. La variante interviene con una riduzione della volumetria prevista e un miglioramento significativo della permeabilità complessiva rispetto sia allo stato attuale che al piano di recupero precedente e mai attuato.

Nell’area nasceranno un centinaio di nuovi parcheggi, una nuova pista ciclabile in vicolo Macello Vecchio, due nuovi attraversamenti ciclo-pedonali in viale Europa e ci saranno alcune modifiche alla viabilità, tra cui l’ingresso nel parcheggio della struttura commerciale da via Acquacalda e la chiusura al traffico del primo tratto di vicolo Macello Vecchio. Saranno inoltre realizzati alcuni interventi in corrispondenza dell’attraversamento di via Acquacalda per la messa in sicurezza dei pedoni.

La variante approvata in consiglio comunale prevede anche la cessione, da parte di Cia-Conad al Comune, di un’area verde di 21.712 metri quadrati a fianco del Palazzetto dello sport. Quest’area, una volta attrezzata, viene ritenuta strategica per il miglioramento della gestione delle acque meteoriche del quartiere, sulla base di studi elaborati dall’amministrazione comunale.

La sindaca Elena Zannoni definisce l’intervento «un progetto importantissimo per la nostra città, che nasce interamente grazie a investimenti privati e andrà a riqualificare un’area molto vicina al centro, che era da tempo in stato di abbandono». Zannoni sottolinea «il miglioramento della sicurezza stradale per l’utenza fragile e le ricadute positive sulla sostenibilità ambientale, garantite dalla pista ciclabile, dall’aumento della superficie permeabile e dal progetto della vasca di laminazione nell’area esterna al comparto. Siamo consapevoli del fatto che ci sono alcune criticità legate alla gestione del traffico, sulle quali stiamo intervenendo con una convenzione con orari e modalità precise per il carico e scarico delle merci».

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