martedì
23 Dicembre 2025

Hera, a Faenza nuovi interventi per rafforzare la rete fognaria e prevenire allagamenti

Hera interviene lungo il fiume Lamone per ridurre il rischio di allagamenti. È già stato completato il ripristino del manufatto con ‘valvola clapet’ in via Ponte Romano, mentre proseguono i lavori in via Silvio Pellico e via Fratelli Bandiera. A Orto Bertoni è in corso la posa di una nuova condotta per deviare le acque della rete bianca, ed è stato pianificato il progetto della nuova rete fognaria di via Cimatti.

In primis proseguono i lavori, iniziati i primi di agosto, per il ripristino definitivo dei manufatti di scarico a servizio del sistema fognario lungo il tratto urbano del fiume Lamone: si tratta di strutture dotate di ‘valvole clapet’ (di non ritorno), fondamentali per impedire il reflusso dell’acqua dal fiume verso la rete fognaria e particolarmente importanti in caso di eventi di piena. Il primo intervento concluso riguarda il sistema fognario all’altezza di via Ponte Romano, totalmente ripristinato in modo definitivo e in grado di garantire condizioni di piena sicurezza. L’intervento, ha previsto la costruzione di un nuovo manufatto in calcestruzzo con l’obiettivo di proteggere la ‘valvola clapet’ dagli impatti con materiali galleggianti trasportati dalla corrente del fiume e assicurare la tenuta della struttura stessa anche durante eventi di estrema entità, migliorandone le durabilità e resistenza. L’opera si inserisce nel corpo arginale e contribuirà a garantire il corretto funzionamento dello scarico anche in condizioni di criticità idraulica. A breve sarà completato il manufatto all’altezza di via Silvio Pellico, mentre per quello in corrispondenza di via Fratelli Bandiera (nella zona del Borgotto) è in corso l’allestimento del cantiere.

Per quanto riguarda i lavori fognari all’Orto Bertoni, l’intervento prevede la posa di una nuova condotta scatolare delle dimensioni di 2000×1250 mm, che devia il tracciato della rete bianca di via Firenze a monte della rete di Orto Bertoni. Obiettivo dell’intervento è la riduzione delle portate, con conseguente riduzione del grado di riempimento in caso di eventi meteorici intensi. L’ intervento è stato consegnato all’impresa per l’esecuzione delle opere e a breve si proseguirà con la posa della nuova condotta fognaria. 

Riguardo alla progettazione delle reti fognarie, è in fase di completamento il progetto di fattibilità tecnico-economica da parte di Hera per la realizzazione della nuova rete bianca di via Cimatti, che sarà poi trasmesso agli enti competenti per l’iter autorizzativo. L’intervento prevede la realizzazione di una nuova condotta di fognatura bianca di 60 cm di diametro suddiviso in due tratti: il primo della lunghezza di 240 m (Ramo Sud) e un secondo tratto di lunghezza 116 m (Ramo Nord). Tali tratti andranno a confluire in un pozzetto di progetto che sarà posto sulla condotta di scarico al Lamone (chiavica n.24), proveniente da via Ragazzini. L’obiettivo del progetto è quello di drenare le acque di via Cimatti e contestualmente quelle provenienti da un bacino aggiuntivo.

La nuova scuola di Lugo: qualche mese di ritardo e costi aumentati del 5,5%

Entro la fine dell’anno scolastico sarà operativa la nuova sede della scuola dell’infanzia “Filastrocca” a Lugo. L’edificio è in costruzione al posto di un’area di verde pubblico tra via Bertazzoli e via Corelli – la vicinanza con il già esistente nido “Corelli” andrà a creare un polo 0-6 anni – e sostituirà la sede attuale in viale degli Orsini con una dotazione maggiore di spazi: ci saranno cinque sezioni contro le tre attuali. Il costo totale è di tre milioni di euro (tutti finanziati dal Pnrr) che sono il 5,5 percento in più della stima iniziale a causa dei rincari dei materiali in edilizia. La settimana scorsa la giunta comunale ha deliberato l’acquisto dei nuovi arredi per 140mila euro totali. Dieci anni fa l’ultima inaugurazione di un nuovo edificio scolastico nel comune di Lugo: il nido di Voltana che costò 600mila euro.

«I lavori si concluderanno nei primi mesi del 2026 – dice l’assessora comunale Veronica Valmori – poi bisognerà definire le modalità migliori di trasloco tenendo in considerazione l’inserimento dei bambini nei nuovi spazi. In seguito saranno fatti i lavori da 80mila euro nell’area esterna per la sistemazione degli spazi ludici e verdi».

La vecchia sede, di proprietà del Comune, sarà conservata e avrà un nuovo utilizzo: «Ci sarà bisogno di lavori di manutenzione e intanto stiamo valutando il suo uso. Ci sono un paio di ipotesi, entrambe nel settore scolastico».

In questi giorni si sono conclusi i lavori di adeguamento sismico della scuola Codazzi (260mila euro a carico del bilancio comunale) con tinteggiatura e parziali ristrutturazioni. Per l’estate 2026 è in programma un intervento di miglioramento energetico della materna di San Bernardino: infissi, impianti idraulici, fotovoltaico (costo 250mila euro).

Anziani: oltre cinquemila casi di demenza in provincia. A Cotignola un aiuto per i malati

Secondo i dati Ausl, in Emilia-Romagna si contano 64.058 persone affette da una forma di demenza, di cui 1.569 con esordio precoce, cioè prima dei 65 anni. La prevalenza è di 23 casi ogni 1.000 abitanti, mentre tra gli over sessantacinquenni la percentuale sale al 5,59%. Nel territorio dell’Ausl Romagna le persone con demenza sono stimate in 15.826, e tra queste oltre 5.000 risiedono in provincia di Ravenna. In circa sei casi su dieci si tratta di malattia di Alzheimer, la forma più diffusa, che provoca un progressivo declino della memoria e delle funzioni cognitive, portando a una perdita di autonomia e alla necessità di un’assistenza costante.

Per rispondere a una condizione che ha ormai un forte impatto non solo sanitario ma anche sociale, nel Distretto sanitario di Lugo è stato avviato il percorso per fare del comune di Cotignola una “Comunità Amica delle Persone con Demenza”, riconoscimento promosso dalla Federazione Alzheimer Italia.  Le azioni previste comprendono incontri di formazione e sensibilizzazione (due già svolti a settembre e ottobre) per aumentare la comprensione della malattia e ridurre lo stigma sociale, la promozione della diagnosi precoce presso i medici di base per garantire una presa in carico tempestiva, il miglioramento dell’accessibilità alle attività culturali e sociali e la revisione dei percorsi urbani nell’ottica di una mobilità più sicura. Saranno diffusi questionari per la rilevazione dei bisogni delle persone con demenza e dei loro familiari, così da programmare interventi mirati e concreti.

«Il percorso intrapreso – sottolinea la dottoressa Federica Boschi, direttrice del Distretto Sanitario lughese – è un importante passo avanti per supportare la salute affettiva, cognitiva e sociale delle persone con demenza attraverso la costruzione di contesti comunitari adatti a favorire la partecipazione e le relazioni sociali sostenendo contestualmente il ruolo dei caregiver».

Codice Rosso: in provincia seicento all’anno. Aumentano ammonimenti del questore

Alla procura di Ravenna arrivano circa seicento denunce di Codice Rosso all’anno. Lo ha detto il procuratore capo Daniele Barberini, in un’intervista dei giorni scorsi al quotidiano La Repubblica sul femminicidio di Pamela Genini.

Cos’è il Codice Rosso?

L’espressione Codice Rosso identifica una legge del 2019 approvata con l’obiettivo di rafforzare la tutela delle vittime di violenza. «È stata creata una procedura specifica – spiega l’avvocata Valentina Bartolini di Ravenna – che accelera l’attività di indagine per ridurre i tempi di azione delle autorità che devono proteggere le vittime. Quando viene presentata una denuncia, il fascicolo passa davanti agli altri casi trattati dal pubblico ministero: c’è l’obbligo di ascoltare la vittima entro tre giorni e agire immediatamente per la verifica dei fatti. Vale solo per situazioni di violenza domestica o violenza di genere. Per un caso di stalking in ambito lavorativo, per esempio, non è prevista l’applicazione del Codice Rosso».

Per violenza domestica si intendono tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva. Per violenza di genere, invece, ci si riferisce a tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica.

Il Codice Rosso ha inasprito le pene per alcuni reati specifici, ha aggiunto aggravanti (per esempio commettere il fatto in presenza di minori) e ha anche introdotto quattro nuove fattispecie di reato: il cosiddetto revenge porn (condivisione non consensuale di materiale dal contenuto sessualmente esplicito), la deformazione del viso, la costrizione al matrimonio, la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento. Ora è anche prevista la “flagranza differita” per eseguire arresti di soggetti le cui condotte sono state individuate a distanza dai fatti in base a documentazione o video. Infine, il termine per la denuncia di una violenza sessuale è passato da sei a dodici mesi dal fatto. Di contro va segnalato che la riforma Cartabia (2022) ha portato da 20 a 40 giorni la durata della prognosi necessaria per la procedibilità d’ufficio in caso di lesioni.

Codice Rosso: indagini anche senza la denuncia

Bartolini, che collabora da tempo con l’associazione Linea Rosa di Ravenna rappresentandola anche in tribunale come parte civile, sottolinea una caratteristica centrale del Codice Rosso: «Si parla di procedibilità d’ufficio. Cioè una volta venuti a conoscenza di un episodio, gli inquirenti possono agire senza bisogno di una formale denuncia contro il presunto autore. È sufficiente l’informazione ricevuta da un medico di pronto soccorso che ha visitato una vittima di violenza, senza che quest’ultima faccia denuncia. Può essere anche un conoscente o un parente della vittima a fare denuncia se ritiene che ci sia una situazione di pericolo».

Dall’osservatorio di uno studio legale e delle aule di tribunale, per l’avvocata si tratta di un miglioramento notevole: «Però la conseguenza diretta è l’aumento delle denunce e quindi dei casi da trattare, per cui nelle procure c’è bisogno di più risorse, di ufficiali di polizia giudiziaria e di psicologi, per la gestione delle segnalazioni senza compromettere la qualità delle indagini». Un concetto espresso anche dallo stesso procuratore capo nell’intervista già citata: «Sarebbe bello avere una polizia dedicata – ha detto Barberini –. Un reparto interforze con lo psicologo e con dentro molte donne, che facesse solo quello, perché l’esperienza è fondamentale. Io ne avverto l’esigenza. Ma bisognerebbe investirci».

Le misure preventive. Focus sull’ammonimento del questore

Il Codice Rosso prevede misure preventive restrittive qualora vengano ravvisati elementi di pericolo: il divieto di comunicazione con la parte offesa e di avvicinamento ai luoghi frequentati, l’allontanamento dalla casa familiare. In caso di violazione è previsto l’arresto e la detenzione carceraria cautelare.

Tra le misure di prevenzione figura l’ammonimento del questore. Lo spiega Claudio Cagnini, vicequestore a capo della divisione Anticrimine della questura di Ravenna. «Il decreto legge 11/2009 consente di adottare il provvedimento nei confronti dell’autore di atti persecutori o diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Il questore, se ritiene fondata l’istanza presentata dalla vittima, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge».

Il decreto legge 93/2013 invece prevede l’ammonimento a tutela delle vittime di violenza domestica: «Può essere emesso sulla base di una segnalazione, non anonima, proveniente da chiunque: medici del pronto soccorso, personale di polizia giudiziaria, vicini di casa, familiari o amici».

L’importanza dell’ammonimento emerge in particolare in cosa di episodi successivi: «Le pene sono aumentate e c’è procedibilità d’ufficio se l’autore di quei reati è già ammonito anche se la persona offesa è diversa da quella per la cui tutela è stato già adottato l’ammonimento».

Finora nel 2025 dalla questura di Ravenna sono stati emessi 36 provvedimenti di ammonimento, 16 dei quali per atti persecutori (stalking) e 20 per violenza domestica a tutela di donne che il più delle volte non hanno ritenuto denunciare l’accaduto. Sono state archiviate 11 istruttorie su richiesta delle richiedenti. Nel corso dell’anno 6 uomini ammoniti si sono rivelati recidivi e perciò sono stati indagatio arrestati per ulteriori violenze domestiche, violazioni del divieto di avvicinamento o ripresi atti persecutori. Nel 2024 emessi 33 ammonimenti, 9 nel 2023, 19 nel 2022, 21 nel 2021.

L’avvocata Bartolini riconosce che le misure di prevenzione sono strumenti in più a disposizione delle forze dell’ordine, ma c’è il tema della loro effettiva applicazione: «Un ammonimento a tenersi lontano dalla vittima può essere facilmente infranto anche con conseguenze violente. Del resto non si può tenere in carcere chiunque abbia una denuncia. Però ora le misure cautelari sono più frequenti e la loro infrazione porta al carcere, così facendo aumenta la protezione».

Allora mentre la giustizia insegue nuovi percorsi di prevenzione e repressione, è necessario essere vigili e cogliere i segnali che possono precedere eventi tragici: «Per la mia esperienza non esiste un femminicidio senza alcun preavviso. Nelle storie delle donne uccise ci sono sempre i cosiddetti “reati spia”:  lesioni personali, minacce, offese, umiliazioni, denigrazioni, violenza psicologica». E c’è bisogno di una rete di protezione: «Le associazioni e le organizzazioni che possono aiutare le donne sono importantissime. Dobbiamo pensare al paradosso di una donna che trova la forza di denunciare un partner e poi deve tornare a casa da quell’uomo perché non ha altri posti dove spostarsi».

Sorpresa a rubare scarpe in un negozio del centro: arrestata donna di 30 anni

La Polizia di Faenza ha tratto in arresto una donna, responsabile di un furto in un negozio di abbigliamento del centro della città manfreda. Il fatto ha visto coinvolte due donne, di cui una in corso di identificazione, e l’altra, una cittadina italiana di circa trent’anni. Quest’ultima è stata fermata dagli agenti intervenuti sul posto in seguito alla segnalazione pervenuta da un commesso. La donna, secondo le ricostruzioni, avrebbe tolto l’antitaccheggio su tre paia di scarpe di un valore complessivo di 500 euro, cercando di oltrepassare in modo fraudolento le casse. Quest’ultima al momento dell’intervento è stata trovata in possesso del dispositivo per togliere le placche antitaccheggio.

Alla luce dei fatti, i poliziotti hanno perquisito l’auto della donna, in cui sono stati rinvenuti capi di abbigliamento firmati, confezioni di profumo, piccoli elettrodomestici, telefoni cellullari e oggetti di bigiotteria il tutto per un valore complessivo di oltre 5000 euro. La merce, presumibilmente provento di altri furti in corso di accertamento, è stata sottoposta a sequestro. La trentenne, già nota alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, è stata tratta in arresto in attesa del giudizio per direttissima.

Quando Ravenna incantò Parigi: il ritorno a casa dei mosaici su carta

Circa 100 anni fa, nel 1931, i mosaici ravennati furono protagonisti dell’ “Exposition internationale d’art byzantin”, al Musée des arts décoratifs di Parigi. Ora, 14 di queste opere, saranno in mostra al museo Classis, nell’ambito dell’esposizione “Mosaici su carta. Da Ravenna a Parigi”. L’evento, curato da Giuseppe Sassatelli, Fabrizio Corbara e Daniele Torcellini, si inserisce nel programma della IX Biennale del Mosaico Contemporaneo e invita il pubblico a scoprire un capitolo dell’arte musiva: quello delle riproduzioni su carta da lucido dei grandi mosaici antichi, strumenti fondamentali per la loro conservazione, studio e divulgazione, ben prima della nascita di fotografie digitali e riproduzioni ad alta definizione.

L’idea della mostra che sarà visitabile da sabato 25 ottobre, è ispirata a un evento storico di grande rilievo per l’arte: l’Exposition internationale d’art byzantin, che si tenne nel 1931 al Musée des arts décoratifs di Parigi. L’Italia partecipò alla rassegna inviando a Parigi numerose opere e da Ravenna partì un nutrito numero di oggetti tra cui alcuni cartoni dipinti di mosaici bizantini realizzati da Alessandro Azzaroni e Giuseppe Zampiga, realizzati agli inizi del Novecento nell’ambito dei restauri degli edifici storici ravennati. La mostra parigina (seguita da altre negli anni Cinquanta) fu figlia di un movimento europeo che andò a riscoprire l’arte bizantina nei primi decenni del Novecento. Con le sue superfici astratte, i colori vibranti e la spiritualità delle immagini, l’arte bizantina, offriva agli artisti moderni un modello radicalmente diverso rispetto alla tradizione rinascimentale, pervasa di classicismo e naturalismo, da cui ci si stava allontanando.

All’interno dell’esposizione del Classis è possibile ammirare quattro riproduzioni originali inviate a Parigi per la mostra del ’31, mentre gli altri materiali sono provenienti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna e dal Liceo Artistico “Nervi-Severini” Ravenna.

«”Mosaici su carta. Da Ravenna a Parigi” – dichiara l’assessore alla cultura e al mosaico Fabio Sbaraglia – è la mostra con cui il museo Classis prende parte al programma della IX edizione della Biennale. Le riproduzioni su carta dei mosaici bizantini qui presentate non sono semplici copie, ma rappresentano strumenti che nel corso del ‘900 si sono rivelati essenziali per la valorizzazione, documentazione e diffusione del patrimonio musivo ravennate nel mondo. Questa mostra del Classis si lega ancora di più alla Biennale per il fatto che lo stesso Chagal (personaggio simbolo delle esposizioni del Mar ndr) ne fu spettatore».

La mostra sarà visitabile dal 25 ottobre 2025 (inaugurazione 24 ottobre alle ore 18) al 18 gennaio 2026 tutti i giorni dalle 10 alle 17. L’ingresso a “Mosaici su carta” sarà incluso nel biglietto di accesso al museo (€ 8 intero, € 6 ridotto). Per approfondire i diversi aspetti dell’esposizione nelle seguenti date sono in programma delle “passeggiate” in mostra di un’ora, ad ingresso libero, tenute dai curatori: sabato 8 novembre, ore 15.30 Daniele Torcellini; sabato 22 novembre, ore 15.30 Fabrizio Corbara; sabato 17 gennaio, ore 15.30 Giuseppe Sassatelli.

Rissa sfiorata al termine di Ravenna-Arezzo, “Daspo” per due tifosi giallorossi

Il questore ha emesso due “Daspo” che impongono il divieto di accesso a qualsiasi manifestazione sportiva per un anno nei confronti di due tifosi ravennati di ventinove e quarantanove anni. I due sono stati identificati e fermsti domenica scorsa, 19 ottobre, al termine del big match del girone B del campionato di calcio di serie C tra Ravenna e Arezzo (terminato 3-0 per gli ospiti)

Un gruppo di ultras ravennati, infatti, è riuscito a raggiungere a piedi la zona dove, di lì a poco, sarebbe transitata la tifoseria avversaria, in particolare nella zona del semaforo tra via Ravegnana e via Galilei.

All’arrivo dei pullman e dei minivan dell’Arezzo, i tifosi ravennati hanno di fatto invitato i toscani a scendere dai mezzi, così come effettivamente successo. La polizia ha effettuato uno sbarramento e scongiurato la rissa in strada, identificando i due tifosi destinatari poi del Daspo.

Attualmente sono in corso ulteriori indagini per definire la posizione di altri tifosi del Ravenna.

Valle Mandriole, una nuova torretta di osservazione pagata da Eni (190mila euro)

È stata inaugurata a Ravenna questa mattina, 24 ottobre, una nuova torretta di avvistamento dell’avifauna di Valle Mandriole, anche detta valle della Canna, in fregio al fiume Lamone, in una delle aree umide più significative del Parco del Delta del Po, a pochi passi dalla foresta allagata di Punte Alberete. L’intervento, del valore di 190mila euro, è stato realizzato con fondi Eni nell’ambito del nono accordo di collaborazione con il Comune e grazie ad un accordo operativo tra Comune e Parco del Delta del Po cha gestisce l’area.

La nuova torretta sostituisce quella danneggiata nell’estate 2021, e successivamente demolita, da un principio d’incendio appiccato da vandali. Principalmente realizzata in legno per un migliore inserimento paesaggistico, riproduce la pianta esistente ed è alta 12 metri come la precedente. Travi e pilastri sono in legno lamellare di larice con finitura mordenzata color noce scuro. Le controventature, per una maggiore stabilità, sono in tondini di acciaio con piastre ancorate alle parti in legno e appositi tenditori. I nuovi gradini, per garantire una miglior durabilità, sono stati realizzati con un sistema prefabbricato del tipo a lamiera stirata. Il ripristino è avvenuto senza variazioni volumetriche rispetto alla struttura già esistente da molti anni e funzionale alla fruizione senza alcuna modifica dell’uso dell’area.

Si cercano volontari per raccogliere storie di anziani soli: diventeranno un libro

Riparte a Cotignola l’esperienza della Compagnia dei racconti, un progetto che contrasta le solitudini involontarie delle persone anziane e invita i cittadini a raccogliere e condividere le loro storie di vita.

Si cercano volontari che seguiranno un breve percorso di formazione per poi incontrare persone anziane a rischio solitudine, ascoltarne le storie, raccogliere ricordi ed episodi di vita, custodendo un patrimonio prezioso per la memoria collettiva. Accanto alle parole, verranno raccolte anche fotografie tratte dagli album di famiglia, frammenti di vita quotidiana che accompagneranno i racconti.

Le storie saranno poi trascritte e raccolte in una pubblicazione, donata ai partecipanti e diffusa sul territorio. La presentazione del volume, in primavera, sarà l’occasione per una festa condivisa tra volontari, testimoni e cittadini, con la lettura ad alta voce di brani scelti.

Chi desidera diventare volontario potrà contribuire in modi diversi: incontrando gli anziani e trascrivendo le interviste, collaborando alla revisione dei testi o alla raccolta del materiale fotografico insieme a Sguardi in camera, scrivendo a rvitali@villaggioglobale.ra.it o chiamando il 320-2213954. Prossimamente sarà organizzato un incontro di presentazione e coinvolgimento dei volontari (aggiornamenti sulla pagina Facebook «La Compagnia dei racconti»).

«La Compagnia dei racconti è un modo semplice, ma profondo per creare legami – sottolinea la vicesindaca Laura Monti –. Ascoltare le storie degli anziani significa custodire la memoria della nostra comunità e, allo stesso tempo, costruire nuove relazioni. È un’esperienza che arricchisce tutti, chi la racconta e chi la ascolta».

Attiva dal 2018 in diversi Comuni della provincia (Ravenna e forese, Castel Bolognese, Russi, Lugo, Cervia e Cotignola), l’iniziativa è promossa e sostenuta dal Comune di Cotignola e coordinata da Villaggio globale, in collaborazione con l’associazione Sguardi in camera, Auser di Ravenna e la Bcc ravennate, forlivese e imolese.

Affitti brevi: la nuova legge dell’Emilia-Romagna in commissione all’assemblea regionale

Parte l’iter legislativo in Emilia-Romagna per l’approvazione del progetto di legge regionale sugli affitti brevi. Dopo un confronto con Comuni, associazioni di categoria e stakeholder, avviato lo scorso giugno, la giunta regionale ha trasmesso all’assemblea legislativa il testo definitivo del provvedimento, che ora passa all’esame della commissione competente.

Il testo, rivisto dopo le osservazioni emerse nel corso del percorso di confronto, ha recepito una serie di indicazioni relative alla semplificazione delle procedure e alla possibilità di adattare l’applicazione alle diverse realtà locali. Resta confermata l’impostazione di fondo: nessun obbligo di intervento, ma la facoltà per le amministrazioni comunali di attivare, attraverso una variante urbanistica semplificata, strumenti regolatori mirati. L’obiettivo è rispondere alle differenti esigenze dei singoli territori, sia rispetto alla necessità di regolamentare il fenomeno degli affitti brevi, sia a quella di incentivarne l’utilizzo come opportunità di sviluppo turistico.

«Con l’avvio dell’esame, in Commissione, del progetto di legge sugli Affitti brevi entriamo nella fase decisiva di un percorso che abbiamo costruito insieme ai territori – dichiarano gli assessori regionali alla Casa, Giovanni Paglia, e al Turismo, Roberta Frisoni – con l’obiettivo di definire uno strumento urbanistico in grado di rispondere in modo concreto a esigenze diverse, attraverso soluzioni applicabili e flessibili. Il provvedimento offre ai Comuni la possibilità di intervenire in base alle caratteristiche del proprio territorio: regolamentandolo dove necessario, oppure sostenendolo nei contesti in cui può rappresentare un’opportunità di sviluppo, come nelle aree montane e nei borghi. Abbiamo lavorato per rendere il provvedimento semplice da applicare, attento alla qualità dell’offerta e capace di valorizzare le specificità locali, contribuendo anche a garantire condizioni di concorrenza più equilibrate rispetto alle strutture ricettive tradizionali. Saranno le amministrazioni comunali, in autonomia, a decidere se e come utilizzarlo».

È uscito il nuovo album del rapper ravennate Moder. Tra gli ospiti anche Willie Peyote

È uscito oggi, venerdì 24 ottobre, il nuovo album del rapper ravennate Moder, Poco dopo mezzanotte, disponibile su tutte le piattaforme digitali. Il disco esce per GloryHole Records e Cisim-LODC con distribuzione Believe ed è composto da 16 brani che ospitano artisti come Willie Peyote, Jack The Smoker, Claver Gold, Tormento, Dutch Nazari, Frank Siciliano, Adriana, Ugo Crepa, Arianna Pasini e Ilaria Tampieri. I producer e i musicisti coinvolti per la realizzazione delle musiche del disco, invece, sono Duna (che ha curato la direzione artistica insieme a Moder), SuperApe, KD-ONE, Tony Lattuga, Maclam, Gourmet Beats, Sinapsy, il tastierista Nicola Peruch e il polistrumentista Opez.

Anche grazie alla presenza di artisti appartenenti a molte generazioni diverse, musicalmente i brani coprono un’ampia gamma, vanno dal rap classico a sonorità che richiamano la trap contemporanea, ma trovano il loro filo conduttore nella scrittura e nell’interpretazione di Moder.

«Questo disco è molto cinematografico – dichiara Moder -, nel senso che, per quanto sia molto vario musicalmente, dal primo giorno in cui ho iniziato a lavorarci mi è stata subito molto chiara la “sceneggiatura”. Inoltre mi sono ispirato al film del 2016 Sette minuti dopo la mezzanotte diretto dallo spagnolo Juan Antonio Bayona, una sorta di favola per adulti con protagonista un bambino che deve affrontare la morte della madre, una prova terribile che lo porta a chiamare a sé un mostro per riuscire a dare un senso a tutto quel dolore: il mostro gli racconterà 3 storie e pretenderà una quarta storia in cambio, la sua verità. La scrittura è stata il mio mostro, l’ho chiamata ogni volta che non ce la facevo più e ogni notte mi ha raccontato una storia. Ho racchiuso queste storie nei miei 3 dischi, provando a cercare la mia verità».

L’album è realizzato grazie al contributo di Legge sulla musica della Regione Emilia-Romagna LR n. 2/2018 “Norme per lo sviluppo del settore musicale” di Emilia-Romagna Music Commission, nell’ambito del progetto di CISIM|LODC “Parlare coi Muri”.

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