lunedì
16 Marzo 2026

Cervia, sindaco scaricato dalla maggioranza: assessori e consiglieri si dimettono e si andrà a votare

Mattia Missiroli ritira le dimissioni da sindaco di Cervia, presentate dopo l’indagine a suo carico per presunti maltrattamenti e lesioni alla moglie, ma si dimettono in blocco gli assessori e i consiglieri di maggioranza. Di conseguenza il consiglio e la giunta decadono e si andrà a elezioni nella prima finestra utile.

Svolta clamorosa nello scenario politico cervese che da un mese è scosso dalle vicende che toccano il primo cittadino. La notizia dell’indagine a carico dell’architetto 44enne, infatti, è emersa sulla stampa prima di Natale e Missiroli ha formalizzato le sue dimissioni il 5 gennaio. Fino al 26 gennaio avrebbe potuto ritirarle e così ha fatto oggi, 23 gennaio. La scelta del dietrofront è arrivata dopo che il tribunale ha respinto per la seconda volta la richiesta di arresti in custodia cautelare. Nella tarda mattinata Missiroli ha incontrato la stampa per ribadire la sua scelta e confermare di avere la fiducia del partito.

Dichiarazione smentita poche ore dopo quando arriva la presa di posizione dei colleghi di giunta e di maggioranza in consiglio. «Con profondo rammarico, riteniamo che sia venuto meno il quadro di condizioni indispensabili per proseguire con efficacia e responsabilità il mandato amministrativo. Con questo spirito, e mettendo al primo posto l’interesse della città, rassegniamo contestualmente le nostre dimissioni, affinché si possa aprire in tempi più rapidi un nuovo passaggio democratico e restituire ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso nuove elezioni. Si tratta di una scelta difficile, assunta con sofferenza, ma orientata esclusivamente a tutelare la stabilità istituzionale e la serenità della comunità cittadina».

I dimissionari in blocco parlano di «scelta maturata a seguito di un confronto politico approfondito e condiviso, compiuta esclusivamente nell’interesse della città e nel rispetto delle istituzioni». La lettera di dimissioni parla di situazione complessa che ha inciso profondamente sul clima politico e istituzionale della città: «Riteniamo impossibile la serenità necessaria all’azione amministrativa e al pieno funzionamento degli organi di governo locale. Decisioni che incidono in modo così profondo sul futuro amministrativo di una città non possono essere solo il risultato di scelte personali, comprensibilmente difficili, ma nascono da una valutazione condivisa, assunta collegialmente da chi ha la responsabilità di rappresentare i cittadini nelle istituzioni».

“Immagini nello spazio”, la mostra personale dell’artista tedesca Nataly Maier

Sabato 24 gennaio alle 11, la Fondazione Sabe per l’arte presenta nella sede di via Giovanni Pascoli 31, Immagini nello spazio, mostra personale dell’artista Nataly Maier a cura di Cristina Casero. Sin dalla fine degli anni Ottanta del Novecento, Nataly Maier ha sperimentato una forma espressiva molto originale, quella della fotoscultura, una soluzione efficace per mettere a confronto l’immagine fotografica con la “forma” del suo soggetto. Sin dalle origini, l’artista si è impegnata nell’indagare le possibilità espressive del mezzo, arrivando così ad affrontare uno dei nodi centrali della rappresentazione, anche fotografica: la bidimensionalità dell’immagine e il suo complesso rapporto con il reale.

Il titolo della mostra, Immagini nello spazio, intende sottolineare il particolare rapporto tra le due e le tre dimensioni sperimentato dall’artista lungo tutto il suo percorso: superare la bidimensionalità dell’immagine fotografica restituendole un’estensione fisica che coincida con l’oggetto stesso della fotografia. Sono esempi di questa pratica opere quali Albero girevole (1991), Agrumi, arancio, limone (1992) o Mare in scatola (1994). Una riflessione sullo statuto oggettuale della fotografia è invece al centro di opere quali Fotoscultura con salice (1994) e Sampietrini (1995), dove le immagini rivestono solidi bidimensionali di ascendenza costruttiva. Completano il percorso espositivo alcuni dittici basati sull’accostamento tra fotografia in bianconero e pittura monocroma, funzionali a svelare l’illusorietà della fotografia stessa a confronto con superfici aniconiche.

Nataly Maier, nata nel 1957 a Monaco di Baviera, studia al Leibniz Kolleg di Tübingen e frequenta la Scuola di Fotografia di Monaco. Nel 1982 si trasferisce a Milano e lavora come fotografa. Dalla fine degli anni Ottanta avvia una ricerca sulla memoria del colore e adotta il formato del dittico per accostare fotografia e pittura monocroma, integrando poi il disegno e la scrittura. Parallelamente si dedica al superamento della fotografia come immagine bidimensionale, impiegando supporti tridimensionali che attribuiscano un valore plastico alla fotografia stessa. La sua prima mostra personale si tiene alla galleria L’Attico di Roma nel 1992 per poi esporre in diverse istituzioni pubbliche e private in tutto il mondo. Vince il Premio Michetti nel 2018 e l’Arteam Cup per la pittura nel 2022. Vive e lavora tra Milano e Starnberg.

Cristina Casero insegna Teorie e tecniche della Fotografia e Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Parma, dove è professoressa associata. Dal 2022 al 2025 dirige il CSAC, Centro Studi e Archivio della Comunicazione. I suoi studi si sono dapprima concentrati sulla cultura figurativa italiana del secondo dopoguerra e sulla scultura ottocentesca italiana, con particolare interesse per i legami della produzione visiva con le questioni politiche, sociali e civili dell’Italia del tempo. Su questa linea sono anche le indagini sugli ultimi quaranta anni del Novecento, dedicate soprattutto all’immagine fotografica, con affondi intorno alle ricerche di marca concettuale.

La mostra ad ingresso libero è realizzata con il patrocinio del Comune di Ravenna e del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna – Campus di Ravenna e in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Sarà visitabile fino al 12 aprile ai seguenti orari: giovedì, venerdì, sabato e domenica ore 16-19.

Il Pavimento di Montalbini saluta Porta Adriana, ma sarà ricollocato in centro città

Il Comune di Ravenna conferma la rimozione del mosaico “Il Pavimento” realizzato a Porta Adriana da Nicola Montalbini in occasione della Biennale del mosaico e invita i cittadini sabato 24 gennaio alle 18 a salutare l’opera alla vigilia dei lavori di smontaggio. Sarà un arrivederci: il tappeto di tessere verrà ricollocato in un altro spazio in centro città. La nuova sede è già stata individuata, ma verrà annunciata solo dopo la verifica di una serie di condizioni, tra cui questioni tecniche di installazione e il parere della Soprintendenza per i beni culturali. Di certo resterà un’opera pubblica e fruibile e calpestabile, come è stato nei due mesi a Porta Adriana.

Nei piani del Comune c’era l’intenzione che l’opera fosse definitiva sin dal principio, ma la Sopritendenza ha concesso solo il permesso temporaneo limitato alla durata della Biennale. È così “Il Pavimento” è nato con due particolarità: costruito ad hoc per Porta Adriana e temporaneo. Oltre ogni previsione, il mosaico ha suscitato sin da subito l’entusiasmo dei cittadini ravennati, tanto da portare il Comune a richiedere alla Soprintendenza di rivedere la decisione sulla permanenza definitiva o una proroga fino a metà giugno. Entrambe le richieste sono state bocciate. L’assessore comunale alla Cultura e al Mosaico, Fabio Sbaraglia, in occasione di una conferenza stampa in data odierna, 23 gennaio, ha definito legittimo il parere espresso dall’istituzione competente in materia e il Comune non avvierà battaglie giudiziarie. Nei prossimi giorni, dunque, inizieranno di rimozione e stoccaggio in magazzino in attesa del futuro ricollocamento .

«Il Pavimento – ha sottolineato l’assessore – ha posto alla città la questione centrale di quanto delicato possa essere l’equilibrio tra tutela e valorizzazione del patrimonio storico, produzione artistica e culturale del presente e identità dello spazio pubblico. Lo scopo di questa installazione non è mai stato lo scontro istituzionale, ci interessa invece che questa riflessione non si esaurisca, che si allarghi e porti, se necessario, ad un pensiero nuovo. Per noi resta prioritario non fare di quest’opera il feticcio di una battaglia, ma la testimonianza di un movimento che ha ancora più bisogno di essere valorizzata».

«Gli straordinari numeri registrati dalla IX Biennale del mosaico Contemporaneo – ha illustrato il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – dimostrano l’efficacia della scelta di incentrarla sul concetto di luogo condiviso, che ci ha permesso di cogliere un’idea di bellezza e di senso nella frammentarietà. Le sue figure bizzarre e bellissime che ci guardano dal basso hanno affascinato chi si è trovato a passare da una delle porte di ingresso al centro, contribuendo ad accogliere, ma anche a veicolare l’immagine della nostra città».
Sempre il sindaco, durante la conferenza stampa di oggi, parla di un “arrivederci laico”. La volontà è quella di invitare i cittadini a Porta Adriana il 24 gennaio per creare un momento positivo di condivisione nella speranza di ritrovarci a breve in occasione della nuova collocazione dell’opera.  

«Un’opera temporanea rischia di subire un luogo, ma un’opera permanente ne fonda uno nuovo – ha riassunto l’artista, Nicola Montalbini -. Per questo, di fronte al parere legittimo della Soprintendenza, non posso che condividere e ringraziare l’Amministrazione per la scelta di continuare a far vivere Il Tappeto in un altro spazio». A Montalbini importa di più «la fondazione di un nuovo luogo accessibile a tutti e che consenta di entrare in relazione con “il Pavimento”, perché il mosaico è l’insieme di tante lingue vivissime».

Aggrediscono un coetaneo sull’autobus spruzzando spray al peperoncino: tre minorenni denunciati

I Carabinieri di Castiglione di Ravenna hanno denunciato tre minorenni di 15, 16 e 17 anni, ritenuti responsabili di lesioni aggravate ed interruzione di un servizio pubblico. Le denunce sono scaturite a seguito dell’intervento effettuato dai Carabinieri di Castiglione nella prima mattinata di mercoledì a bordo dell’autobus che stava trasportando gli studenti da casa a scuola. Secondo quanto ricostruito, nel corso di una lite per il posto a sedere tra alcuni ragazzi, sarebbe stato utilizzato lo spray al peperoncino per aggredire un giovane diciassettenne. Per ristabilire l’odine l’autista del pullman è stato costretto a fermare il mezzo per far scendere tutti i passeggeri e poi ricorrere ad un mezzo sostitutivo. Il giovane vittima dell’aggressione è stato trasportato in ospedale di Ravenna per ricevere le cure necessarie. I tre giovanissimi sono stati denunciati alla Procura dei minori per lesioni aggravate dell’utilizzo dello spray e interruzione di un servizio pubblico.

“Ravenna Musica” al via: l’Orchestra da Camera di Mantova affiancherà due solisti

Per il concerto inaugurale di “Ravenna Musica”, previsto per martedì 3 febbraio alle ore 21, l’Associazione Mariani ospita sul palco del Teatro Alighieri, l’Orchestra da Camera di Mantova. Affiancherà due solisti: il violino Ilya Gringolts e la viola Lawrence Power, nell’esecuzione della mirabile Sinfonia Concertante per violino e orchestra K 364 di Mozart, opera composta a Salisburgo nel 1779.

L’Orchestra da Camera di Mantova, nata nel 1981, si è imposta da subito all’attenzione generale per brillantezza tecnica, assidua ricerca della qualità sonora, sensibilità ai problemi stilistici, tanto che nel 1997 le viene assegnato dai critici musicali italiani il Premio “Franco Abbiati”, quale miglior complesso da camera. Nel corso dei suoi quarantacinque anni di vita artistica l’Orchestra ha collaborato con alcuni tra i più apprezzati direttori e solisti del panorama internazionale.

Il violinista russo Ilya Gringolts cattura il pubblico grazie alle sue esibizioni virtuosistiche e alle sue interpretazioni sensibili. Si è esibito con le principali orchestre di tutto il mondo dalla Royal Liverpool Philharmonic alla Filarmonica di San Pietroburgo, dalla BBC Symphony alla Filarmonica di Los Angeles, dalla Deutsches Symphonie-Orchester Berlin alla Mahler Chamber Orchestra. Il britannico Lawrence Power è tra le più affermate e richieste viole odierne, sia come solista con orchestra, che come camerista. Negli ultimi dieci anni, è diventato ospite regolare di rinomate orchestre mentre i suoi recital includono esibizioni alla Wigmore Hall, LSO St Luke’s, e Lincoln Center.

A dirigere il concerto salirà sul podio il maestro austriaco Friedrich Haider, classe 1961, che all’età di 29 anni assunse il ruolo il direttore musicale dell’Opera National di Strasburgo divenendo uno dei più giovani direttori musicali nella storia di questo teatro. Ha poi diretto in teatri d’opera prestigiosi come Vienna, Monaco, Berlino o Venezia e nel 2006 ha debuttato con grande successo al Metropolitan Opera New York con il “Rigoletto” di Verdi.

La seconda parte sarà dedicata alla Sinfonia n. 4 op. 9 “Italiana” di Mendelssohn. L’opera fu abbozzata nello stesso periodo insieme alla terza Sinfonia “Scozzese” durante il soggiorno dell’autore in Italia (1830-’31). Senonché, una volta a contatto con la natura, le canzoni popolari e le caratteristiche dell’ambiente italiano, Mendelssohn si tuffò esclusivamente nel lavoro della Quarta Sinfonia, portandola a compimento nel 1833 mentre la Terza Sinfonia vide la luce dieci anni dopo.

Ticket già pagati, l’Ausl Romagna chiarisce: «Solo casi limitati di errori nei solleciti»

Nel 2025 Ausl Romagna ha spedito in forma massiva 293.490 lettere relative a ticket insoluti per prestazioni erogate nell’anno 2024 e precedenti.  È stato però evidenziato l’errore dell’azienda sanitaria, che nelle ultime settimane ha portato diversi cittadini agli sportelli del sindacato, lamentando la nuova richiesta di rimborso per prestazioni sanitarie in realtà già pagate.

«L’attività di recupero crediti utilizza informazioni e dati generati da applicativi informatici diversi, afferenti a tutti e tre gli ambiti provinciali – si giustifica l’Ausl Romagna –. Pertanto le strutture aziendali hanno preventivamente proceduto all’incrocio dei dati di pagamento con le prestazioni erogate al fine di evitare di spedire recuperi ticket per importi non dovuti o già saldati. Purtroppo, rispetto alla mole dei dati controllati, si sono verificati limitati casi di non compiuto incrocio tra prestazione erogata, esenzione in ricetta o pagamenti effettuati. Per questo, fin da subito, sulla base delle segnalazioni pervenute dall’utenza, l’Ausl ha provveduto ad individuare le casistiche. Si tratta di casistiche limitate, che riguardano il pagamento non dovuto da parte di cittadini in possesso di esenzioni (riportate in ricetta dal medico) o di pagamenti già effettuati».

Ai cittadini esenti dal pagamento, l’Ausl sta inviando un sms con l’indicazione di non procedere al pagamento e di attendere comunicazione scritta a domicilio. «È in corso l’individuazione dei cittadini che avevano già saldato ma a cui è arrivata una lettera di sollecito di pagamento non dovuto per la stessa prestazione – afferma l’azienda sanitaria -. Per questi si sta provvedendo al progressivo invio degli sms di segnalazione».

I cittadini che avessero già dato corso al pagamento richiesto con i recenti solleciti e che rilevassero che non era dovuto, possono inviare la richiesta di rimborso indirizzandola a ticket.ra@auslromagna.it, allegando la ricevuta di pagamento.

Petizione con 400 firme per chiedere interventi contro il degrado nel quartiere di via Antica Milizia

È stata depositata in municipio a Ravenna una raccolta firme con circa 400 sottoscrizioni che chiede di intervenire sul degrado di via Antica Milizia e delle zone limitrofe. Le firme sono state raccolte in appena due settimane.

I residenti nel quartiere che comprende via Stradone, via Antica Milizia, via dei Poggi e le zone limitrofe, hanno presentato un elenco di criticità diffuse: sicurezza carente, degrado, servizi inadeguati, manutenzione insufficiente e una carente gestione del territorio. La petizione elenca con precisione le richieste: maggiore sicurezza e presenza delle forze dell’ordine, razionalizzazione della sosta, contrasto al degrado e alla gestione caotica dei rifiuti, incremento degli arredi urbani, attenzione al decoro e alla vivibilità. Richieste di buon senso, che non hanno nulla di straordinario, se non il fatto di essere rimaste per troppo tempo inascoltate.

In pochi anni la zona ha visto un incremento esponenziale della popolazione residente, nuove lottizzazioni, l’insediamento di una grande struttura commerciale come Esselunga, l’imminente apertura della Casa della Salute, servizi educativi, attività sanitarie e una parrocchia sempre più frequentata.

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Nicola Grandi, accoglie con favore l’iniziativa dei cittadini che non è promossa da un partito: «Non una mobilitazione ideologica, ma la presa di responsabilità diretta di cittadini che hanno deciso di portare alla luce una situazione ormai insostenibile. Il punto centrale non è il colore politico, né il legittimo confronto sulle scelte amministrative. Il punto è che 400 firme non politicizzate raccolte in pochi giorni rappresentano un segnale inequivocabile di una frattura nel rapporto tra istituzioni e cittadini».

Grandi segnala un episodio che considera emblematico: «La chiusura della pista ciclabile che attraversa l’area, avvenuta solo dopo una segnalazione formale tramite Pec del sottoscritto che ne denunciava la pericolosità. Un intervento tardivo, che certifica un approccio reattivo anziché preventivo, e che rafforza la percezione di un’Amministrazione poco attenta alla sicurezza quotidiana dei cittadini. Un segnale che riguarda sia la qualità delle risposte offerte, sia il modo in cui l’Amministrazione ascolta, comunica e interviene, sia la manutenzione del territorio e l’attenzione reale al suo sviluppo».

Taglio alle scuole e Regione commissariata: sabato 24 gennaio manifestazione a Bologna

«È un atto grave che produrrà danni irreversibili al sistema pubblico d’istruzione, che svuota il ruolo della Regione e scarica sui territori scelte che incidono direttamente su comunità educanti, autonomie scolastiche e diritto allo studio». È questa l’opinione delle organizzazioni sindacali regionali della scuola (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Gilda Unams, Snals Confsal, Anief), a seguito della decisione del Governo di imporre all’Emilia Romagna il taglio di 17 istituzioni scolastiche e la nomina di un commissario ad acta per effettuarle.

«Il taglio significherà meno scuole, scuole più grandi e più difficili da governare, servizi meno accessibili, organizzazione più fragile e un impatto particolarmente pesante sulle aree interne e montane e sui contesti più delicati ma anche sul resto del territorio – dichiarano i sindacati –. L’Emilia Romagna è in equilibrio rispetto ai parametri imposti dalle norme, con una media di alunni per istituzione scolastica superiore al dato nazionale. Grave, iniqua, ingiusta e punitiva è quindi la decisione di procedere con la razionalizzazione. In queste settimane abbiamo promosso un percorso di iniziative e interlocuzioni istituzionali, coinvolto le comunità scolastiche, gli organi collegiali, incontrato il Prefetto, la Regione ed il Commissario ad acta, perché la scuola pubblica non è un capitolo di contabilità, ma un presidio sociale, democratico, costituzionale».

La mobilitazione dei sindacati proseguirà con la manifestazione regionale di sabato 24 gennaio a Bologna, alla quale hanno confermato la presenza il Presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale, l’Assessora regionale all’istruzione Isabella Conti, amministratori locali, parlamentari e consiglieri regionali, rappresentanti dei consigli d’Istituto. Il ritrovo per i manifestanti è alle ore 10.30 in Piazza Roosevelt (Prefettura) per poi partire in corteo verso l’USR Emilia Romagna in cui si terrà un sit-in.

Giorgio Ricci Maccarini nuovo presidente territoriale per la Cia in Bassa Romagna

Giorgio Ricci Maccarini è il nuovo presidente territoriale della zona Bassa Romagna di Confedereazione italiania agricoltori (Cia) della Romagna. Il 22 gennaio, a Lugo, si è svolta l’assemblea territoriale che ha eletto Ricci Maccarini, già membro del consiglio territoriale e componente del direttivo uscente di Cia Romagna, con un’esperienza negli organi di rappresentanza della Confederazione iniziata nell’Associazione dei Giovani Agricoltori di Cia (Agia). La sua azienda, con terreni fra Barbiano e Voltana, è frutticola e vitivinicola.

«Il lavoro da fare è tanto, molte le questioni aperte sulle quali cercherò di impegnarmi al massimo per un confronto costante con la base sociale, per portare avanti insieme una visione di prospettiva, cercando insieme proposte e possibili soluzioni da presentare nei tavoli di lavoro locali – afferma Ricci Maccarini – La zona della bassa Romagna è vasta e sappiamo bene cosa abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Dovremo affrontare sicuramente argomenti complessi e Cia è sempre disponibile al dialogo e al confronto».

Il percorso elettivo avviato da Cia Romagna è partito con una prima fase di coinvolgimento di tutta la base sociale con la convocazione delle Assemblee Territoriali, fondamentali, oltre che per l’adempimento degli obblighi statutari, per definire gli indirizzi strategici delle politiche Confederali durante il prossimo mandato alla luce delle molteplici e complicate sfide che gli agricoltori devono affrontare. Le Assemblee Territoriali corrispondono all’articolazione delle sette zone del sistema Cia: Ravenna, Bassa Romagna, Faenza, Forlì, Cesena-Savignano, Rimini, Novafeltria-Alta Valle Savio. Le sette assemblee – che coprono il territorio romagnolo delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini – hanno il compito di eleggere i presidenti territoriali, i consigli territoriali e i delegati territoriali all’Assemblea elettiva provinciale Cia Romagna in programma il 13 febbraio, che a sua volta eleggerà il presidente di Cia Romagna, il consiglio direttivo e i delegati all’Assemblea regionale.

Riforma giustizia, comitato per il Sì: «Riportiamo l’imparzialità»

La cosiddetta separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è nel Dna di Forza Italia sin dai primi tempi e quindi non stupisce che un’esponente del partito fondato da Silvio Berlusconi sia la presidente del comitato provinciale a favore del Sì alla riforma Nordio. L’avvocata Eleonora Zanolli, candidata “vicesindaca” a Ravenna nel 2024, è pronta per affrontare la campagna elettorale.

«Le iniziative saranno quelle solite: incon- tri pubblici e banchetti in strada. Gli incontri saranno occasioni per entrare nelle questioni con riflessioni più tecniche, i gazebo nei luoghi frequentati dalle persone saranno invece un modo per raggiungere chi non sa che c’è un referendum o ha bisogno di capire i concetti di base di questa modifica».

Sarà valido qualunque risultato nelle urne perché la consultazione costituzionale non prevede il quorum: «Difficile prevedere l’affluenza, ma non mi aspetto percentuali altissime. Può sembrare un tema distante dalla quotidianità del cittadino, ma doversi confrontare con la macchina della giustizia può capitare più spesso di quello che si crede, magari anche solo per una guida in stato di ebbrezza. Allora credo che il cittadino abbia tutto l’interesse ad avere di fronte un giudice che sia libero di decidere senza logiche che possano condizionarlo».
Nel mirino di Zanolli ci sono le cosiddette correnti: «La Costituzione in origine era ben orientata sul crisma dell’imparzialità della magistratura che è un principio cardine dei sistemi repubblicani moderni. Ma l’evoluzione nel tempo ha indebolito questo aspetto e questo è l’effetto delle correnti. Separare le carriere per legge è un ulteriore diktat di imparzialità che va a minare il sistema dei gruppi associativi».

I detrattori della riforma temono che il sorteggio dei componenti dei Csm possa portare ai vertici della categoria anche magistrati meno competenti di altri. L’avvocata non ci sta: «Mi aspetto che la categoria sia fatta da persone con ottime competenze. Se sono in magistratura vuol dire che sono ritenuti ido- nei a svolgere il loro compito. Se non è così allora c’è un problema più grave della rappresentanza nei Csm perché significa che il cittadino non è tutelato».

La legge approvata dal Parlamento non tocca i temi della durata dei processi o della carenza di personale: «Non si sta mettendo mano a tutto l’impianto della giustizia. Si sta intervenendo sulla magistratura per riportare la giusta indipendenza».

Al Benelli arriva il Guidonia per uscire dalla crisi. Marchionni: «Ripartire dall’atteggiamento»

Per il Ravenna quella di domani, 24 gennaio, contro il Guidonia Montecelio (fischio d’inizio ore 17.30) fa parte della fastidiosa categoria delle partite che non si possono non vincere. Lo è per vari motivi: in primis per mettere un cerotto sull’emorragia di partite consecutive senza vittoria che dura da 4 turni; il secondo per cercare di rosicchiare qualche punto al divario di sette lunghezze che separa i giallorossi dall’Arezzo; il terzo perchè si giocherà al Benelli, davanti ad un pubblico che ha sempre dimostrato di essere al fianco della squadra.

Di fronte alla squadra di mister Marchionni c’è un Guidonia settimo in classifica, in crisi di risultati (ultima vittoria il 30 novembre a Terni), ma che i numeri e le prestazioni la descrivono come una squadra solida che segna e concede poco (19 gol fatti e 19 gol subiti). All’andata il Ravenna vinse una gara ostica a Latina: finì 1-2 in rimonta grazie ai sigilli di Spini e Tenkorang, il quale appare in fase calante dopo un avvio da assoluto mattatore. Ma la parola Guidonia evoca ricordi ancora più dolci se si torna con la memoria a marzo 2025 quando, nel neutro di Teramo, i bizantini vinsero la prima Coppa Italia della loro storia, che si rivelò poi decisiva in estate per il ripescaggio in Serie C.

«Il Guidonia evoca piacevoli ricordi, ma per entrambe le squadre quella di domani è una partita fondamentale – afferma Marchionni in conferenza stampa –. Il Guidonia è una formazione composta da ottimi giocatori con alle spalle una società che ha fatto investimenti importanti. Noi però dobbiamo pensare a noi stessi, con rispetto degli altri, ma con l’obbligo di ripartire». Per Marchionni il calo delle ultime giornate non è fisico: «I dati parlano di una squadra che corre tanto. Quello che ci manca è la velocità d’esecuzione, dobbiamo tornare ad essere quelli di prima facendo le cose semplici e veloci. In questo brutto momento prendiamo gol al primo episodio, ma da domani la tendenza deve cambiare, a partire dall’atteggiamento».

Il tecnico avrà a disposizione tutta la rosa, a discapito del lungodegente Motti, Donati e lo squalificato Lonardi: «Donati sta continuando il suo percorso riabilitativo, mentre la squalifica di Lonardi di due giornate ci sembra eccessiva dato che si è trattato di un fallo di gioco. La società deciderà se fare ricorso».

Con Okaka, Luciani, Spini, Viola e i neoacquisti Italeng e Fischnaller, le frecce nell’attacco di mister Marchionni tornano ad essere parecchie. «Nel calcio ci vuole equilibrio. Se nel calcio manca quello la squadra può andare in difficoltà, quindi tutti si devono adattare per andare nell’ottica dell’equilibrio e non del giocatore. Viola in cabina di regia? Può essere una soluzione, Nicolas nasce come un play e in carriera lo ha fatto spesso, ma la squadra deve essere pronta e brava a supportarlo per risaltare al meglio le sue caratteristiche». Marchionni ha parlato anche di Fischnaller, dal quale i tifosi si aspettano tanto, sia per la carriera di spessore dell’altoatesino che per le recenti polveri bagnate dell’attacco giallorosso (zero gol su azione nelle ultime quattro partite): «È un giocatore che ha esperienza e il suo inserimento sta procedendo bene, nonostante sarebbe stato ancora meglio se fosse avvenuto in un altro periodo. Penso sia quel tipo di giocatore che può ricreare entusiasmo attraverso giocate e temperamento».

Missiroli spiega il dietrofront: «La gogna mediatica non può vincere sulla democrazia»

[+++ AGGIORNAMENTO +++ Il Pd scarica Missiroli: consiglieri e assessori si dimettono. Decade la giunta, si andrà a votare]

«Quando ho discusso col Pd sull’opportunità di presentare le dimissioni, l’unica condizione che ho posto è stata la possibilità di revocarle. È una facoltà prevista dalla legge e la rivendico con coerenza». Mattia Missiroli motiva così il suo ripensamento annunciato stamattina: il sindaco di Cervia aveva formalizzato le dimissioni il 5 gennaio, dopo avere saputo di essere indagato per presunti maltrattamenti nei confronti della moglie, ma aveva tempo fino al 26 gennaio per ripensarci. Dopo l’udienza del 12 gennaio, il tribunale di Bologna ha respinto l’appello della procura di Ravenna che aveva chiesto la custodia in carcere per il primo cittadino. È probabilmente per questo che il 44enne ha deciso di restare in carica. «Avevo presentato le dimissioni per mettere in sicurezza la mia città e la mia famiglia – ha precisato – ma i venti giorni previsti dalla legge servono a dare la possibilità di rifletterci e ripensarci».

Missiroli ha convocato questa mattina una conferenza stampa, durante la quale è apparso sicuro di sé e ha ribadito la sua innocenza. Il sindaco ha più volte puntato il dito contro la «gogna mediatica», fino a commuoversi nel parlare del «male subìto» da lui e la sua famiglia. «Non trovo corretto che un principio costituzionale dominante come il garantismo possa essere messo in discussione dalle piattaforme social», ha aggiunto. «I processi online non possono prevalere sulle istituzioni democratiche e le libere elezioni con le quali i cittadini mi hanno eletto». Missiroli ne ha fatto anche una questione di «tutela» della città: la revoca delle dimissioni evita infatti l’arrivo di un commissario prefettizio in Comune, che si limiterebbe all’ordinaria amministrazione. «In tal caso Cervia entrerebbe in una lunga fase di immobilismo che non possiamo permetterci e che significherebbe lo schianto. Credo sia una scelta giusta anche nei confronti delle categorie produttive, per le quali la stabilità e la progettazione sono più importanti del commissariamento e del futuro incerto».

Rispondendo alle domande dei giornalisti in modo talvolta vago, Missiroli ha detto di non essere preoccupato di venire sfiduciato né sul piano politico in consiglio comunale, né su quello del consenso dei cittadini. «Le forze di opposizione hanno mantenuto una posizione garantista e dagli elettori ho ricevuto centinaia di messaggi che mi hanno manifestato vicinanza e affetto. In tanti mi hanno detto che le dimissioni non erano giuste e mi hanno invitato a non mollare. Ho deciso di ascoltarli». Il sindaco non teme nemmeno che il processo possa compromettere la sua serenità e il suo operato: «Chi sta in politica viene sottoposto a una continua tensione, anche a livello locale; fa parte del ruolo», ha detto. «Per esempio, ho ricevuto una richiesta di risarcimento danni di 600mila euro a causa di una mia decisione. Inoltre ci occupiamo ogni giorno di problemi di natura economica e sociale che ci sottopongono a un grande stress quotidiano. Tutto dipende da come lo si affronta: o ci si chiude in una stanza oppure si rivendicano i propri valori tenendo alta la bandiera delle istituzioni».

«Nel mio caso – ha proseguito – ho deciso di rinunciare alla mia professione di architetto per mettermi al servizio della città per cinque anni. Ho messo questa priorità davanti a tutto il resto e non intendo rinunciarvi a causa della gogna». Missiroli non crede che il passo indietro possa causargli un danno di immagine: «Quello viene prodotto da chi scrive frasi che danneggiano, non da chi lavora al servizio della città. Ho letto frasi false e intollerabili come “botte alla moglie”, per le quali ho predisposto 116 querele per diffamazione». Infine, sui dettagli delle accuse emersi sulla stampa, ha tenuto a precisare che «la fase delle indagini è riservata per legge, ma in questo caso non è avvenuto». Il sindaco ha richiesto la convocazione di un consiglio comunale, che dovrebbe essere fissato per la prossima settimana.

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