mercoledì
18 Marzo 2026

Il passaggio della fiamma olimpica da Cervia – FOTO

Oggi (7 gennaio) la città di Cervia è stata protagonista del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, uno degli eventi simbolo che accompagna i Giochi olimpici. I 25 tedofori, provenienti da ogni parte d’Italia e individuati dall’organizzazione Viaggio della Fiamma Olimpica & Paralimpica Milano Cortina 2026, si sono alternati ogni 200 metri lungo il percorso della staffetta, che ha attraversato la città tra ali di folla.

Partita da via Caduti per la Libertà, di fronte al Centro Sportivo Liberazione, la fiaccola ha proseguito il suo viaggio passando per un tratto del Lungomare e per i centri di Cervia e di Milano Marittima.

Anche tutte le scuole di Cervia, comprese quelle dell’entroterra, hanno partecipato all’iniziativa. Il Comune, attraverso l’Assessorato alla Scuola, ha infatti organizzato la partecipazione dei ragazzi, che erano distribuiti lungo tutto il percorso.

Dopo Cervia la staffetta con la torcia olimpica proseguirà il suo viaggio fino a Ravenna (qui il percorso), per concludere l’itinerario della 31° tappa nella città di Ferrara.

«No alla chiusura delle scuole superiori, gli adolescenti sono sempre i primi sacrificabili»

Alzano la voce i gruppi “Ravenna per la Scuola – Persone contro la Dad” e “Vivi Ravenna Verde” – nati durante il periodo della pandemia per chiedere di garantire il diritto alla scuola in presenza e tutelare l’ambiente – contro la decisione della Provincia di Ravenna di mantenere chiuse per la giornata di oggi, 7 gennaio, le scuole superiori, a causa della nevicata di ieri.

«Una decisione motivata dall’esigenza di ridurre il traffico – si legge nel testo inviato alla stampa dai due gruppi, che si definiscono in primis apartitici -. Ancora una volta, però, a essere penalizzati sono esclusivamente gli studenti delle scuole superiori, ormai “sacrificabili” per qualsiasi emergenza o evento. Negli ultimi anni, infatti, le chiusure hanno riguardato quasi sempre e solo loro: allerte meteo, nevicate, il passaggio del Giro d’Italia e, oggi, guarda caso, il transito della fiamma olimpica. Eppure gli studi internazionali, come EuCare Schools, hanno dimostrato gli effetti negativi delle chiusure scolastiche sul benessere psicologico degli adolescenti, con un aumento significativo di disagio, tristezza e
rabbia. Gli esperti ricordano che il diritto all’istruzione deve essere tutelato anche in situazioni critiche. Gli studenti delle scuole superiori diventano così la prima valvola di sfogo per una viabilità cittadina che da anni mostra tutte le sue criticità. Ravenna soffre infatti di un traffico perennemente congestionato, aggravato da una viabilità inefficiente, lavori continui, rotonde e semafori mal gestiti, oltre alla chiusura periodica del ponte mobile. A ciò si aggiunge una situazione di costante emergenza per eventi atmosferici, le
cui conseguenze sono rese più gravi da una gestione del territorio che vede ogni anno Ravenna ai primi posti in Italia per consumo di suolo».

Secondo i due gruppi, «è quindi urgente che le istituzioni locali individuino soluzioni strutturali per garantire la continuità scolastica, evitando di ricorrere alla chiusura come misura ordinaria. Gli adolescenti meritano rispetto e un trattamento equo: non possono essere i primi a pagare per l’inefficienza della viabilità cittadina o per la gestione degli eventi sul territorio. La chiusura della scuola non è dunque mai giustificabile, e le Istituzioni — così come la nostra Amministrazione — dovrebbero fare tutto il possibile per tutelare gli studenti e garantire il loro diritto allo studio, senza sacrificarlo continuamente, addirittura a discapito del “traffico cittadino”».

La Befana è arrivata dal cielo in piazza San Francesco. Ecco i numeri vincenti della lotteria dell’Advs

Ha chiuso i battenti il Villaggio di Natale allestito in piazza San Francesco da Advs Fidas, anche per sensibilizzare e avvicinare alla donazione di sangue e plasma (durante il mese di iniziative, oltre 40 persone hanno compilato la scheda di contatto e in 26 si sono presentati nella sede dell’associazione direttamente in ospedale).

Le condizioni climatiche che hanno visto dapprima una copiosa nevicata e poi la pioggia non hanno fermato la Befana dei Vigili del Fuoco. Presentatore d’eccezione il Clown Billo, che ha inscenato una divertente gag mandando i pompieri in soccorso della vecchietta dalle calze rotte rimasta intrappolata sopra i giardini del palazzo della Provincia e poi dando il via al volo sopra piazza San Francesco, scendendo dal campanile della Basilica fino ad atterrare al centro della piazza.

Le Befane, impersonate dai Vigili del Fuoco Valentina e Simona, in forza al comando provinciale di Ravenna, hanno lanciato centinaia di caramelle a tutti i bambini.

Alle 17 si è svolta la tradizionale estrazione della Lotteria della Befana. Qui sotto tutti i biglietti vincenti.

Screenshot

Neve, in provincia di Ravenna il 7 gennaio resteranno chiuse le scuole superiori

In provincia di Ravenna è nevicato nella giornata di oggi (6 gennaio) in modo copioso, le precipitazioni risultano in attenuazione nel corso del pomeriggio e della sera e non sono previste per la giornata di domani. I mezzi spazzaneve stanno proseguendo il loro lavoro – assicurano dalla Provincia – per garantire la percorribilità delle strade, tanto in collina quanto in pianura. Prima della notte è inoltre previsto lo spargimento di sale, al fine di prevenire la formazione di ghiaccio che pure è prevedibile che si formerà a causa dell’abbassamento delle temperature.

Sulla base delle attuali condizioni meteo e degli interventi in corso, in tutta la provincia di Ravenna domani (7 gennaio) le scuole superiori e gli istituti di formazione resteranno chiusi, al fine di decongestionare il traffico veicolare e proseguire le operazioni di pulizia.

Su tutta la provincia – tranne che a Brisighella dove saranno invece chiusi – resteranno invece aperti asili, scuole elementari e medie.

La Provincia rinnova l’appello a tutti i cittadini a prestare la massima prudenza nella circolazione stradale, in particolare a coloro che utilizzano veicoli non adeguatamente attrezzati per le condizioni invernali. Si raccomanda di limitare gli spostamenti allo stretto necessario e di prestare attenzione alle eventuali criticità lungo la rete viaria.

Capotreno ucciso a Bologna, sciopero del personale ferroviario di tutta l’Emilia-Romagna

È stato proclamato per domani, 7 gennaio, uno sciopero del personale ferroviario dell’Emilia Romagna. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Af della regione hanno proclamato uno stop di otto ore, dalle 9 alle 17, del personale ferroviario di Trenitalia, Trenitalia Tper, Fs Security, Italo Ntv, Trenor, come reazione all’uccisione, in prossimità della stazione a Bologna, del capotreno 34enne Alessandro Ambrosi, «considerato – spiegano – il grave pregiudizio e pericolo per la sicurezza della salute di lavoratrici e lavoratori delle attività ferroviarie».

«In attesa che sia fatta piena luce sull’accaduto e che l’assassino sia rapidamente assicurato alla giustizia», rivendicano «le ripetute segnalazioni delle aree e degli scali ferroviari come aree fortemente critiche in termini di sicurezza e incolumità di lavoratrici, lavoratori, utenti e cittadini».

Immediato il cordoglio del gruppo Fs Italiane «cordoglio e la vicinanza ai familiari» del dipendente di Trenitalia. Il gruppo, spiega una nota, «sta fornendo tutto il supporto necessario alle Autorità competenti per accertare quanto accaduto».

Madre e figlio ritrovati morti nella loro abitazione di Lugo

Madre e figlio riversi sul pavimento, senza vita, ognuno nella propria stanza da letto, in un’abitazione di Lugo, in via del Risorgimento. Il macabro ritrovamento risale alla serata di ieri, 5 gennaio.

Un parente, non avendo notizie dei due da quasi un mese (l’ultima visita risaliva all’8 dicembre), dopo inutili tentativi di mettersi in contatto con loro, si è presentato direttamente alla porta dell’abitazione. Non ricevendo risposta, ha quindi lanciato l’allarme a vigili del fuoco e forze dell’ordine.

Una volta riuscita ad aprire la porta, gli inquirenti hanno trovato i due cadaveri. Quello in più avanzato stato di decomposizione era del figlio, un 61enne con problemi di salute. Non essendoci segni di violenza ed essendo la porta regolarmente chiusa dall’interno, l’ipotesi più probabile è quella che un malore abbia ucciso l’uomo e che dopo qualche giorno sia morta anche la madre (una donna di 87 anni ritrovatasi senza più assistenza), probabilmente per una caduta (era gravemente malata, con difficoltà di deambulazione).

L’appartamento è stato posto sotto sequestro dalla Squadra mobile della polizia, che si sta occupando dell’indagine con l’ausilio della Scientifica. Si attende l’ispezione cadaverica da parte del medico legale per dare poi il via libera alla tumulazione e ai funerali.

La Fiamma olimpica tra la neve (e le contestazioni) a Faenza. Attesa per il passaggio a Cervia e Ravenna

In un paesaggio imbiancato dalla neve, proveniente da Forlì, ha attraversato anche il centro di Faenza la fiamma delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Erano 15 i tedofori che si sono alternati lungo il percorso, con partenza dal Ponte delle Grazie, simbolo della città alluvionata.

In piazza del Popolo è andata in scena la contestazione pro Pal, con la richiesta di escludere dai Giochi olimpici Israele, accusato di un genocidio a Gaza.

Il viaggio della torcia è poi proseguito a Bologna. Domani (7 gennaio) il ritorno in Romagna, prima a Cesenatico e poi di nuovo in provincia di Ravenna. Prima a Cervia, dove il percorso prenderà il via alle ore 11.10 in via Caduti per la Libertà, davanti al Centro Sportivo Liberazione, per concludersi alle ore 12.25 davanti alla Scuola Primaria G. Mazzini in via Jelenia Gora a Milano Marittima. Questo il percorso completo della Fiamma Olimpica: da via Caduti per la Libertà davanti al Centro Sportivo Liberazione, viale Milazzo, Lungomare D’Annunzio, viale dei Mille, corso Mazzini, piazza Garibaldi, corso Mazzini, viale G. Di Vittorio, viale Milano, Rotonda Primo Maggio, viale Matteotti, via Jelenia Gora per terminare davanti alla Scuola Primaria G. Mazzini. Tutte le scuole di Cervia, anche quelle dell’entroterra, parteciperanno all’iniziativa. Il Comune, attraverso l’Assessorato alla Scuola, ha organizzato la partecipazione dei ragazzi, che saranno distribuiti lungo tutto il percorso.

Ci si sposterà poi a Ravenna, prima con un passaggio nell’area dello stabilimento Versalis di Eni, uno dei presenting partner del viaggio della Fiamma olimpica. Tra le 14.15 e le 15.45 è previsto invece il passaggio in città, omaggio al suo straordinario patrimonio monumentale, che partirà dalla testata della Darsena per concludersi in via Maggiore. Le principali strade coinvolte saranno: via Darsena, via Antico Squero, via Salona, via delle Industrie, circonvallazione alla Rotonda dei Goti, via di Roma, viale Farini, via Pallavicino, via Alberoni, ancora via di Roma, via Mariani, piazza Garibaldi, piazza del Popolo, via IV Novembre, piazza Costa, via Cavour, via Argentario, via Galla Placidia, via Manfredo Fanti, ancora via Cavour e via Maggiore.

«L’anno scolastico va diviso in più periodi». Illegittima la scelta dei licei di Faenza e Ravenna?

“Eventuali mancate suddivisioni dell’anno scolastico in periodi non sarebbero conformi al quadro normativo e regolamentare vigente”. Lo scrive nero su bianco l’Ufficio Scolastico dell’Emilia Romagna in un approfondimento normativo in materia di valutazione e comportamento degli studenti in attuazione della Legge 1 ottobre 2024, n. 150.

Nel documento (come sottolinea in un articolo Orizzontescuola.it) viene ribadito l’obbligo di esprimere la valutazione in decimi e, appunto, che il collegio docenti “possa deliberare, ai fini della valutazione degli alunni e unitamente per tutte le classi, la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi”.

Non sarebbe quindi regolamentare il periodo unico, come invece introdotto da quest’anno al liceo Torricelli di Faenza e al liceo scientifico di Ravenna. Dove in queste settimane la tensione era già alta per la scelta (contestata dalla maggior parte delle famiglie) di passare alla settimana corta

Malore in motoslitta, cordoglio a Lugo per la morte del fondatore del gruppo fotografico “Il Circolino”

Una gita in montagna per immortalare le Tre Cime di Lavaredo illuminate dalla luna piena si è trasformata in una tragedia. Stefano Verlicchi, 65 anni, lughese, è deceduto domenica sera durante la discesa in motoslitta dal rifugio Auronzo verso Misurina, colpito probabilmente da un infarto.

La notizia è riportata dal Corriere Romagna in edicola oggi, 6 gennaio.

L’allarme è scattato poco dopo le 19, quando l’amico che era con lui ha contattato i soccorsi che, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

La notizia ha scosso profondamente la comunità di Lugo, dove Verlicchi era molto conosciuto. Ex artigiano edile, aveva gestito per anni un’azienda di prefabbricati insieme al fratello. Ma era soprattutto la fotografia ad averlo reso una figura familiare in città: fondatore del gruppo “Il Circolino”, punto di riferimento per molti appassionati, curava anche un seguitissimo profilo social dedicato ai suoi scatti e collaborava spesso a eventi locali, come la Contesa Estense.

La montagna era l’altra sua grande passione. Proprio per dedicarsi a un’uscita fotografica notturna aveva deciso di trattenersi un giorno in più rispetto alla famiglia, rientrata a Lugo la mattina stessa. Avrebbe compiuto 66 anni il 25 febbraio.

Lascia la moglie, i due figli, il fratello e la madre anziana. I funerali si svolgeranno a Lugo.

Alluvione di Traversara, i luminari del Politecnico: «Argini rotti da una quantità di acqua non così eccezionale»

Come noto, un’inchiesta della procura di Ravenna ha acceso i riflettori sulla fragilità delle infrastrutture idrauliche del territorio, dopo tre eventi alluvionali in un anno e mezzo culminati con la devastante alluvione di Traversara, nel settembre del 2024, causata dalla rottura dell’argine del fiume Lamone. Secondo la consulenza tecnica di tre luminari del Politecnico di Milano incaricati dalla procura, il cedimento è avvenuto con una portata di 660 metri cubi di acqua al secondo, ben al di sotto dei 1.060 previsti dai progetti per eventi con tempo di ritorno di 200 anni (come andrebbero calibrata ogni opera idraulica). Una soglia che, invece, corrisponde a un tempo di ritorno di meno di 30 anni.

Il dettaglio è riportato in un articolo di Andrea Colombari pubblicato sul Resto del Carlino in edicola oggi, 6 gennaio.

Gli esperti hanno evidenziato gravi carenze strutturali: l’altimetria degli argini non era adeguata, la passerella non era stata rialzata e la tracimazione fu prolungata. Testimonianze raccolte dai carabinieri parlano di 8-9 ore di tracimazione continua, con erosioni e cedimenti su entrambi i lati dell’argine.

Dodici avvisi di garanzia sono stati emessi per disastro colposo e rischio di disastro, con l’accusa di omissioni e interventi inadeguati. Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità nella gestione e manutenzione delle opere fluviali.

Mezzo milione di euro per demolire e ricostruire la palestra di Roncalceci, danneggiata dall’alluvione del 2023

È stato approvato dalla giunta del Comune di Ravenna il progetto di rifacimento della palestra comunale in via Sauro Babini 113, nell’area adiacente alla scuola primaria “Martiri del Montone”, a Roncalceci, per un valore di 500mila euro. A seguito degli eventi alluvionali del maggio 2023, la palestra comunale ha subito danni significativi per le notevoli infiltrazioni di acqua che hanno interessato gli elementi strutturali.

«Considerato il livello di compromissione – afferma infatti l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani – è stato deciso di procedere con la realizzazione di una nuova palestra dopo la demolizione dell’esistente. Si tratta di un’opera importante per la comunità locale svolgendo una funzione non solo utile al benessere psico-fisico ma anche come occasione di incontro e aggregazione». Sono pertanto previste dal progetto la demolizione e la ricostruzione con ridimensionamento del corpo di fabbrica principale destinato all’attività sportiva, mentre il volume esistente adibito a spogliatoi e servizi, realizzato in muratura, sarà mantenuto nello stato attuale senza modifiche di rilievo. Il nuovo corpo di fabbrica avrà dimensioni interne pari a 32,46 metri per 22,10 metri, per una superficie coperta di circa 706 metri quadrati e un’altezza massima pari a 9,60 metri.

Riceviamo e pubblichiamo i dettagli del progetto forniti dal Comune.

La struttura portante sarà realizzata in legno e costituita da 6 arcate in legno lamellare, impostate su travi di fondazione in calcestruzzo armato. Sui lati corti dell’edificio saranno realizzati 6+6 colonne in acciaio a sostegno della trave perimetrale in legno che si dipana su tutti e quattro i lati dell’edificio e delle travi oblique che raggiungono l’arcata in legno. Il sistema di chiusura verticale prevede la realizzazione di tamponamenti in muratura fino a un’altezza di 3,60 metri, mentre la copertura sarà completata mediante posa di membrana impermeabile. L’accesso alla palestra sarà garantito direttamente dall’esterno, sul lato lungo dell’edificio prospiciente l’area di parcheggio. In corrispondenza delle due entrate verranno costruite le pensiline in cemento armato a protezione degli ingressi. A completamento della struttura saranno eseguite le opere di finitura, comprendenti la posa di cartongesso interno a copertura del giunto sismico e dei pilastri, l’installazione degli infissi e la realizzazione delle banchine perimetrali.

Per quanto concerne l’impianto elettrico, è prevista la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione che all’interno dovrà essere composto da riflettori a Led comandati mediante pulsante da installare in prossimità dell’ingresso atleti, i proiettori saranno installati in corrispondenza delle travi in legno lamellare e posizionati lateralmente. I riflettori dovranno essere dotati di catena di sicurezza anticaduta. Relativamente all’impianto meccanico si prevede la dismissione dell’attuale impianto di riscaldamento e di distribuzione dell’aria a servizio della palestra esistente, con rimozione delle apparecchiature e delle canalizzazioni. Il nuovo generatore di aria calda sarà installato nella medesima posizione dell’impianto esistente e completo delle canalizzazioni necessarie alla distribuzione dell’aria negli ambienti. Al fine di limitare la stratificazione termica, sono previsti due miscelatori d’aria. La termoregolazione avverrà con un sistema di gestione elettronica.

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