lunedì
25 Maggio 2026

Khamenei ucciso, la gioia degli iraniani a Ravenna: «Festeggiamo per chi ancora in patria non può farlo»

«Ci siamo scambiati un paio di messaggi sul gruppo telegram della comunità iraniana-ravennate: “se volete uscire, ci troviamo in piazza a festeggiare”. Alla fine eravamo in quasi 50, tra amici e passanti che si sono fermati a ballare e cantare con noi». Una delle organizzatrici delle manifestazioni a sostegno del popolo iraniano (che ci chiede di restare anonima per motivi di sicurezza) racconta del ritrovo di sabato 28 febbraio, in piazza San Francesco a Ravenna, per festeggiare la morte della guida suprema dell’Iran Ali Khamenei, tra musica e soli e leoni delle bandiere. Una nuova manifestazione è in programma domenica 8 marzo, in piazza del Popolo, dalle 17 alle 18.

L’ayattolah è stato ucciso nel corso dell’operazione “Furia Epica”, condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele, ancora in corso nel paese. «Ho ricevuto un messaggio da mio fratello nelle prime ore di sabato mattina – spiega la giovane – diceva solo “lui non c’è più”. Da quel momento però non sono più riuscita a mettermi in contatto con la mia famiglia».

Dalle rivolte dello scorso 8 e 9 gennaio, l’accesso alle comunicazioni in Iran è ancora precario, con linee telefoniche spesso interrotte e nessuna rete internet. «Spero che tutta la mia famiglia sia in casa, come consigliato da Usa e Israele. Questo governo di terroristi ha occupato la nostra terra per quasi 48 anni – continua -. La caduta di Khamanei è un momento storico per noi, che ha richiesto un alto sacrificio umano. Ma a chi è in Iran non  è permesso di festeggiare: abbiamo visto video delle guardie dell’Irgc che continunano a sparare a chi prova a manifestare. A Ravenna, abbiamo festeggiato anche per chi ancora non può farlo».

La speranza ora è quella di costruire un Paese «libero e democratico, in grado di rispettare i diritti umani – spiega la portavoce -, dopotutto, siamo stati tra le prime nazioni a dare tanta importanza ai diritti. Vogliamo sicurezza per i civili, per le nostre famiglie e la possibilità di scegliere il nostro futuro». In questa direzione, la figura di Reza Pahlavi (figlio dell’ultimo scià di Persia) viene indicata come una possibile guida per la fase di transizione verso la democrazia. «In questo momento è ancora tutto molto incerto. Sappiamo che le forze armate dell’Irgc utilizzano alcune scuole come basi operative e nel frattempo continuano i bombardamenti – conclude la portavoce -. Il popolo iraniano non è ancora libero: aspetta il segnale per uscire in strada e dichiarare ufficialmente la caduta del governo. Sappiamo che Israele e Stati Uniti non stanno facendo tutto questo per aiutarci, hanno i loro interessi, ma non possiamo permetterci di perdere questa opportunità».

Torna “Pazzi di Jazz”, quando la musica arriva nelle scuole

Dal 9 marzo ritorna la tredicesima edizione di Pazzi di Jazz, una serie di incontri e laboratori in cui la musica entra nelle scuole di Ravenna avvicinando le giovanissime generazioni e le loro famiglie a questa forma d’arte.

Il percorso terminerà il 3 maggio con un concerto finale al Teatro Alighieri, inserito nel calendario 2026 del festival Ravenna Jazz e dedicato al suo fondatore, Carlo Bubani.
Il concerto finale di quest’anno, intitolato “A Song for You”, sarà un omaggio a Ray Charles. Non vedente dall’età di sei anni, ha vissuto la musica con maggiore intensità diventando un idolo pop su scala mondiale. Le sue canzoni, oltre ad essersi trasformate in evergreen, hanno fatto intendere quanto la musica con la sua forza innovatrice possa influenzare la nostra civiltà.

Il cast artistico comprende Tommaso Vittorini, il compositore che arrangerà i brani del repertorio di Ray Charles per i ragazzi della scuola media Don Minzoni, gli alunni delle scuole primarie Mordani e Pascoli e studenti degli istituti superiori.
ll sassofonista e clarinettista Mauro Ottolini che condurrà vari laboratori e prove tra il 26 marzo e l’11 aprile. Alien Dee, giovane e pluripremiato beatboxer italiano, che si occuperà dei laboratori vocali con lezioni in varie scuole concentrate tra il 9 e il 18 marzo.

Confermata anche la squadra artistica che si occuperà della lezione-concerto al teatro Alighieri il 19 marzo, un’occasione che farà convergere nella sala teatrale centinaia di studenti di varie scuole. Lo studioso Francesco Martinelli, la cantante Lisa Manara, il sassofonista-clarinettista Mauro Negri e il pianista Emiliano Pintori rievocheranno la vita e le musiche di Ray Charles.

Una serata per celebrare l’attualità di San Francesco

Mercoledì 11 marzo a Faenza si celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con l’iniziativa  “San Francesco, voce viva. Attualità e fascino di parole certe nel rumore dell’oggi”. Un evento per sottolineare l’attualità del santo ma anche una ricorrenza significativa per la città che ha visto l’insediamento dei Francescani a partire dal 1231.

Sarà una serata tra arte, musica e riflessioni che inizierà alle 19:30 con un “aperitivo in arte” alla Pinacoteca Comunale dove sono conservate opere sulla storia del francescanesimo faentino e verranno presentate attraverso gli interventi della storica dell’arte Luisa Renzi Donati.

Dalle 20:45 l’evento continuerà alla Sala del Consiglio Comunale, dove interverrà la professoressa Renzi Donati con un’introduzione storico-culturale e artistica sulla figura di San Francesco d’Assisi, in particolare, sull’eccezionale insediamento dei francescani a Faenza, attestato già dal 1231.

Seguirà l’intervento del poeta Davide Rondoni, Presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). La sua relazione insisterà sulla possibilità di “incontrare da vicino” la figura del santo, attraverso gesti e parole che tracciano ancora una strada percorribile da ciascuno.

In programma per la serata anche la lettura recitata del Cantico delle Creature da parte di un gruppo di ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado e, infine, dall’ascolto di brani musicali eseguiti dall’Ensemble di Musica Antica della Scuola di musica Giuseppe Sarti.

La libreria Longo festeggia un anno in piazzetta degli Ariani con i “librai per un minuto”

La storica libreria Dante di Ravenna – che prima era in via Diaz – festeggia un anno nella sua nuova sede in piazzetta degli Ariani 16A. Per questa occasione, le titolari, le sorelle Alberta e Angela Longo, hanno deciso di riproporre un’iniziativa di qualche anno fa e rivolta a tutti i lettori (e non): “Librai per un minuto”. 

Sabato 7 marzo dalle 11 i cittadini sono invitati a presentarsi in negozio con un libro che hanno amato per raccontarlo in un minuto «In questo breve tempo – spiegano le Longo – ognuno racconterà un libro letto per invogliare gli altri a leggerlo: questa iniziativa è piaciuta perché ha fatto circolare libri non conosciuti. In questo modo alcuni lettori sono diventati amanti di saggi e altri di graphic novel e mai l’avrebbero scoperto senza i consigli degli altri. Anche chi vorrà solo ascoltare sarà il benvenuto».

«In un momento storico difficile e incerto come questo, riuscire a continuare l’avventura dei nonni Cicci e Nino Longo in nuovo spazio più moderno, ma con i mobili restaurati della vecchia libreria, è stata una scommessa che solo grazie ai lettori potrà continuare», spiegano le titolari, che vorrebbero che la libreria diventasse un punto di incontro in centro storico.

Casola resta l’unica “montagna” in provincia. «L’effetto degli aiuti ricade anche sulla pianura»

Con la nuova legge approvata a settembre 2025, Casola Valsenio è rimasto l’unico dei 18 comuni della provincia di Ravenna a soddisfare i requisiti per la classificazione come “comune montano” (dalla lista escono Brisighella e Riolo che figuravano “parzialmente montani” nella precedente normativa).

Nella prima stesura della legge anche Casola sarebbe rimasta fuori perché il requisito era almeno il 25 percento di superficie sopra i 600 metri di altitudine. Ma il requisito è stato abbassato a 350 metri. Il sindaco Maurizio Nati, eletto nel 2024, tira un sospiro di sollievo: «Nella prima versione, di fatto, restavano montani solo i comuni delle Alpi, sarebbe stato troppo restrittivo».

Il senso di una legislazione che concede agevolazioni a certi territori più disagiati vuole essere in ultima battuta la sopravvivenza di un insediamento: «Ma non si pensi che sia un modo per dare vantaggi solo a quei territori. Contrastare lo spopolamento di un’area di montagna o collina serve per portare avanti la sua conservazione e questo è un beneficio per tutti. Credo che di recente si sia visto bene che la pianura non se la passa bene se in collina la pioggia scorre via in fretta senza essere trattenuta dal terreno…». Insomma, se il territorio diventa disabitato, anche la cura scarseggia.

Nel 2025 la località ha avuto 15 nuovi nati, un record rispetto alla media di 7-8. Ma il bilancio è comunque negativo viste le 34 morti. Il tema dell’inverno demografico è un altro degli aspetti connessi alla legislazione specifica: «Un comune montano ha la deroga per fare classi anche con meno di dieci bambini. Altrimenti si è costretti a fare le cosiddette pluriclassi che non piacciono a nessuno. E quei genitori che magari fanno i pendolari per lavoro a Faenza scelgono di spostare i figli in altre scuole contribuendo ulteriormente allo spopolamento».

Altrettanto importante è il mantenimento di aziende agricole, anche quando la logica sul breve periodo direbbe altro: « Quando una strada cede e rifarla costa milioni di euro può venire la tentazione di considerare che se serve solo un’azienda allora piuttosto conviene delocalizzare l’attività in un punto più accessibile. Ma quella porzione di collina poi chi andrà a curarla? Chi andrà in quei boschi? Chi sarà presente sul territorio per accorgersi se si sta formando una frana?». Ma fare agricoltura a Casola non è semplice: «Sono fondamentali i meccanismi di perequazione perché costi e rese in collina sono diversi dalla pianura».

Strade da rifare e smottamenti da ripristinare sono i lasciti delle alluvioni e dei dissesti cominciati nella primavera del 2023. «Per quell’anno facemmo una stima dei danni di 85 milioni di euro. Per dare un’idea si può considerare che il bilancio comunale annuale è di 2,5 milioni». Al momento la struttura commissariale ha stanziato 34 milioni e ha deciso che gli appalti siano gestiti dalla società Consap: «È sicuramente la strada necessaria. Il nostro Comune ha 14 dipendenti, compresi due operai, che bastano appena per la gestione ordinaria grazie alla sinergia con l’Unione della Romagna faentina. Purtroppo i cantieri sono partiti solo a ottobre, ormai sono passati tre anni. E per fortuna che avevamo anticipato gli studi di fattibilità così che Consap ha avuto un pacchetto già pronto. Ma parliamo di 34 milioni, gli altri 50 non so quando arriveranno».

Ikea inaugura a Ravenna: taglio del nastro all’Esp per il primo “plan and order point” della città

Taglio del nastro per il primo punto vendita Ravennate di Ikea, all’interno del centro commerciale Esp (in prossimità dell’ingresso ovest).
Da oggi (5 marzo) il negozio mette a disposizione otto consulenti d’arredo per la pianificazione dei propri spazi domestici o lavorativi. Con i suoi 120 metri quadrati di ampiezza, infatti, l’Ikea di Ravenna non assomiglia ai classici showroom multipiano del brand svedese, ma si tratta di un “Plan and order point” (progetta e ordina): a seguito della consulenza con i designer, i clienti potranno ordinare direttamente dal catalogo online di Ikea e ricevere la merce a casa. In negozio è presente anche una piccola esposizione che attualmente ospita 5 cucine e 4 soluzioni d’armadio.

Quello di Ravenna è il 28esimo punto “plan and order” di Italia (il primo in Romagna) ed è direttamente collegato con la casa madre di Rimini. Per l’allestimento e l’avvio del punto vendita sono stati necessari quattro mesi di lavoro. Degli otto addetti presenti in negozio, la maggior parte proviene proprio dal territorio: si tratta di nuove assunzioni ravennati entrate a far parte del team giallo e blu.

Si accede alle consulenze prevalentemente tramite appuntamento: per la giornata inaugurale, la maggior parte degli slot è già stata occupata. Ogni nuova apertura sul territorio di Ikea porta con sé un impegno nel sociale: in questo caso, si tratta di una collaborazione avviata con Linea Rosa. Il colosso svedese fornirà un kit di accoglienza alle donne vittime di violenza che scelgono di allontanarsi dalla propria abitazione per trasferirsi nelle case rifugio, e ai loro bambini. «Siamo molto contenti per questa collaborazione – spiega Alessandra Bagnara, presidente di Linea Rosa -. che con l’arrivo di nuove case rifugio per la nostra associazione potrebbe evolvere in un progetto di arredo condiviso».  Quest’iniziativa dedicata al territorio rientra nel più ampio progetto “Un posto da Chiamare Casa”, che conta già più di 800 progetti sociali realizzati in oltre 10 anni su tutta Italia.

Tre trasferte vietate per tutti i tifosi del Ravenna per gli scontri di Arezzo

I tifosi del Ravenna Fc, terzo nel girone B della serie C di calcio maschile, non potranno seguire la squadra in trasferta per tre partite: il 9 marzo a Ascoli, il 14 marzo a Sassari (contro la Torres) e il 29 marzo a Gubbio. È la decisione presa dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive dopo i tafferugli avvenuti l’1 marzo a Arezzo fra alcuni tifosi locali e alcuni tifosi giallorossi (in totale una cinquantina di ultras coinvolti). Tre trasferte vietate anche per i supporter amaranto (Campobasso, Sestri Levante, San Benedetto del Tronto).

«Attesa la pericolosità evidenziata dalle tifoserie di Arezzo e Ravenna e ritenendo altamente probabile che si possano verificare analoghe turbative per l’ordine e la sicurezza anche nella fase della movimentazione – scrive l’Osservatorio –, si richiede ai prefetti di valutare l’adozione di provvedimenti finalizzati al divieto della trasferta per le due tifoserie, inibendo la vendita dei biglietti ai residenti nelle province di Arezzo e Ravenna». La prevendita per Ascoli-Ravenna era già stata sospesa in attesa del provvedimento definitivo delle autorità.

Nel frattempo procedono le indagini della Digos della questura di Arezzo per individuare l’identità di chi ha preso parte agli scontri e disporre eventuali ulteriori provvedimenti individuali. I disordini fra tifoserie rivali sono avvenuti all’esterno dello stadio prima della partita ed è stato l’intervento della polizia a disperdere i partecipanti. Un gruppo di aretini ha assaltato il corteo di veicoli ravennati e alcuni sono scesi per rispondere.

Nuovo treno Eurocity Zurigo-Rimini, il Psi chiede anche un regionale da Faenza a Ravenna e Cervia

Per quattro mesi un treno Eurocity collegherà Zurigo e Rimini (durata 8 ore) con una sola fermata in provincia di Ravenna (a Faenza) e il Partito Socialista ora chiede alla Regione di istituire dei collegamenti regionali Ravenna-Faenza e Cervia-Faenza programmando gli orari in base alla fermata dell’Eurocity nella stazione manfreda.

«Il treno è stato pensato in tutto e per tutto per i turisti svizzeri che vengono sulla costa romagnola in vacanza – afferma il Psi –, ma vista la geografia ferroviaria della Romagna rimangono escluse Ravenna e Cervia». Le due località, infatti, non sono toccate dalla tratta ferroviaria che segue la via Emilia.

La stazione di Faenza è direttamente collegata ad entrambe le stazioni attraverso la linea Faenza-Ravenna e la linea Ravenna-Rimini: «È colpevolmente sottoutilizzata. I nuovi collegamenti regionali permetterebbero ai turisti svizzeri di raggiungere le destinazioni sulla costa scendendo a Faenza, ma anche a ravennati e cervesi di avere un collegamento comodo alla rete ferroviaria nazionale e internazionale. Sarebbe un modo per uscire dall’isolamento viario che colpisce pesantemente il turismo, e non solo, con veramente poco. Dispiace che nessuno ci abbia pensato prima di istituire la linea che passa dappertutto tranne che dalla Romagna nord balneare!».

Il sindacato inquilini: «A Ravenna mille annunci su Airbnb. Affitti brevi causano crisi abitativa, servono regole in fretta»

«Da alcune indagini emerge che gli annunci di affitti su Airbnb sono quasi un migliaio per Ravenna e oltre 600 per la Romagna faentina». Lo afferma Alberto Mazzoni, presidente provinciale del Sunia, il Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari convenzionato con la Cgil, la principale organizzazione a tutela dei cittadini in materia di diritto alla casa, affitti e edilizia pubblica.

«La situazione è esplosiva – commenta ancora Mazzoni –, a Ravenna come in altre città d’arte i centri storici si stanno svuotando e il mercato degli affitti brevi è in costante aumento. È ormai innegabile che il proliferare degli affitti brevi a uso turistico sia una delle determinanti della crisi che investe i comuni ad alta tensione abitativa, avendo già determinato una riduzione significativa della disponibilità di alloggi per famiglie, lavoratori e studenti, concorrendo al rialzo insostenibile degli affitti. Le ricadute sul piano sociale, produttivo, e della tenuta dei servizi anche sanitari sono sotto gli occhi di tutti; separare il mercato degli affitti brevi turistici da quelli abitativi, garantendo un uso equilibrato del patrimonio edilizio e canoni accessibili, rimane una necessità. La crisi abitativa investe una fascia sempre più ampia della popolazione».

Il Sunia ripone le proprie speranze nella recente nuova legge regionale: «È giusta la scelta della Regione Emilia-Romagna di intervenire con una legge sul fenomeno degli affitti brevi, dando ai Comuni la possibilità e gli strumenti per regolamentarlo. Scelta che si è tradotta in un percorso di confronto e condivisione con le organizzazioni sindacali e degli inquilini, che ha ben tenuto in considerazione il tema delle competenze normative. Per questo confidiamo che la Corte Costituzionale confermi la legittimità della legge, contestata dal Governo, che sarebbe molto importante anche per un territorio come Ravenna nel quale il settore turistico rappresenta uno dei comparti fondamentali dell’economia».

Da anni il Sunia rivendica un Piano Casa nazionale, adeguatamente finanziato, per ampliare l’edilizia popolare e sociale e ristabilire misure di sostegno all’affitto. «In questo contesto la legge regionale colma un vuoto normativo, rafforzando il ruolo di programmazione del territorio degli enti locali attraverso strumenti urbanistici utilizzabili con flessibilità, a seconda delle specificità territoriali. Strumenti per limitare la proliferazione degli alloggi destinati ad affitti brevi turistici nelle aree in forte sofferenza per la carenza di alloggi destinati alla residenzialità, così come per incentivare al contrario la locazione breve ad uso turistico laddove rappresenti un’opportunità di sviluppo e di rigenerazione, in particolare nelle aree interne».

La Consar perde lo scontro diretto di Brescia e scivola fuori dal podio del campionato

La Consar torna da Brescia a mani vuote. Il 3-1 finale accusato al San Filippo decreta il sorpasso dei padroni di casa che sfruttano il solito affilato servizio (11 gli ace, 5 dei quali dal leader della speciale classifica, Mancini) e una ricezione molto efficace. Goi e compagni si difendono a muro (12-6 il computo totale, con Canella su tutti con 4) e in attacco (percentuali pressoché uguali) ma non riescono a trovare risorse dalla linea dei nove metri. Decisivi nei tre set persi i filotti di punti incasellati dalla squadra di Zambonardi.

Domenica si torna in campo con la Consar (ora quarta in classifica) impegnata al Pala de Andrè contro Siena.

Screenshot
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Brescia-Ravenna 3-1 (25-23, 25-21, 17-25, 25-20)
GRUPPO CONSOLI SFERC BRESCIA: Mancini 10, Lucconi 14, Berger 4, Tondo 6, Cavuto 16, Cominetti 14, Rossini (lib.), Solazzi, Cargioli 1, Ghirardi. Ne: Cech, Franzoni (lib.), F. Zambonardi, Bettinzoli. All.: R. Zambonardi.
CONSAR RAVENNA: Russo 3, Dimitrov 13, Bartolucci 6, Canella 6, Zlatanov 16, Valchinov 12, Goi (lib.), Gottardo 3. Ne: Iurlaro, Ciccolella, Giacomini, Bertoncello, Asoli (lib.). All.: Valentini.
ARBITRI: Venturi e Marigliano di Torino.
NOTE: Durata set: 30’, 31’, 26’, 27’, tot. 114’. Brescia (11 bv, 18 bs, 6 muri, 12 errori, 45% attacco, 51% ricezione), Ravenna (4 bv, 18 bs, 12 muri, 9 errori, 46% attacco, 32% ricezione).

Un corteo in centro a Ravenna (anche) per la pace

Un 8 marzo particolare. Per parlare di pace e di cura, per manifestare contro il Ddl Bongiorno, per esprimere la propria posizione sul No al referendum. Sono tanti i temi dello “SfilOtto Pacifista”, il corteo organizzato da Casa delle donne, Arci, Cgil, Emergency, Sanitari per Gaza, Udi e Donne in Nero, che partirà alle 10.30 di domenica 8 marzo da Porta Adriana a Ravenna.

Qui, dopo un intervento della Casa delle donne, prenderà il via la sfilata contro la guerra globale: passando per via Cavour, farà una sosta in piazza Andrea Costa con gli interventi di Emergency e dei Sanitari per Gaza. Il corteo ripartirà poi passando per via IV Novembre fino a Piazza del Popolo, dove ci saranno gli interventi sul doppio no al ddl Bongiorno e al referendum, da parte di Cgil e Arci. Alle 12.30 saluti finali.

L’invito a tutti coloro che vorranno partecipare, è di presentarsi a Porta Adriana con la bandiera della pace.

Cordoglio per la morte del titolare del bagno Marisa di Marina Romea

La comunità ravennate piange Mattia Ravaglia, 53 anni, originario di Fusignano e titolare del Bagno Marisa di Marina Romea, trovato senza vita martedì pomeriggio nel suo stabilimento balneare.

Ravaglia lascia il fratello Davide, con cui gestiva l’attività, e i genitori Pieranna e Mario, che durante la stagione estiva si trasferivano al mare per dare una mano. Numerosi i messaggi di cordoglio apparsi sui social da parte di amici, clienti e conoscenti, che lo ricordano anche con il simpatico soprannome di “Malestro“. Per molti anni Ravaglia è stato una figura nota della nightlife di Milano Marittima, dove aveva lavorato nell’organizzazione di serate e nelle pubbliche relazioni di locali come Pineta, Papeete Beach e Villa Papeete. Nel 2017 aveva deciso di cambiare percorso professionale e dedicarsi alla gestione del Bagno Marisa insieme al fratello.

In passato aveva inoltre promosso iniziative solidali: tra queste una raccolta fondi che aveva permesso di acquistare giocattoli per i piccoli pazienti del reparto di oncologia dell’ospedale, consegnati personalmente, come ricorda il Corriere Romagna in edicola oggi (5 marzo)

Ravaglia era impegnato nella cooperativa Spiagge Ravenna, dove ricopriva il ruolo di consigliere. Il presidente Maurizio Rustignoli, intervistato dal Carlino Ravenna oggi, lo ricorda come «una cara persona» che «in questi anni ha cercato sempre di dare il suo contributo nel costruire qualcosa di meglio per la collettività» e che si era impegnata con particolare attenzione anche nel servizio di salvataggio.

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