sabato
20 Giugno 2026

Piogge e venti intensi: il Comune di Ravenna pensa anche alla chiusura delle scuole

La decisione nella mattinata di lunedì 15 maggio

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Foto di repertorio

Il Comune di Ravenna informa che a partire dalla notte tra lunedì 15 e martedì 16 maggio fino presumibilmente alla giornata di mercoledì sono previste piogge e vento particolarmente intensi.

«Da subito istituzioni e cittadini devono mettere in campo tutte le misure e i comportamenti necessari a non farsi trovare impreparati», si legge in una nota del comune capoluogo.

Nella mattinata di lunedì 15 maggio verranno definite «eventuali chiusure di scuole e servizi per martedì e mercoledì e ne verrà data tempestiva comunicazione».

Di seguito i necessari comportamenti di autoprotezione che secondo il Comune «è assolutamente indispensabile adottare: evitare il più possibile gli spostamenti non necessari; mettere oggetti o veicoli in sicurezza prima dell’emergenza, cioè assolutamente entro la serata di domani, lunedì 15 maggio; prestare la massima attenzione ai livelli dei fiumi; stare lontani dalle zone allagabili e dalle spiagge; non accedere agli argini e ai capanni; non accedere ai sottopassi se allagati; in caso di allagamenti non accedere a locali interrati e recarsi ai piani più alti.

Da alcuni giorni è attivo un servizio di allerte telefoniche che comunica informazioni in caso di necessità attraverso telefonate ai numeri fissi dallo 0544 485848.

Ora anche i titolari di telefono cellulare possono registrarsi, attraverso il link https://registrazione.alertsystem.it/ravenna

Per aggiornamenti consultare il sito www.comune.ra.it e i social del Comune e del sindaco.

A questi link il piano e il manuale di Protezione civile del Comune di Ravenna:

Piano di Protezione Civile Comunale

Manuale di Protezione Civile per i cittadini: come comportarsi quando scatta l’emergenza

La musica classica arriva in ospedali, carceri e residenze per anziani

Con le formazioni da camera dell’Orchestra Cherubini, dal 14 maggio al 27 luglio

RAVENNA 15/06/2022. La Musica Senza Barriere 2022 Centro Polifunzionale Galla Placidia.
La musica senza barriere 2022 – Centro polifunzionale Galla Placidia.

Torna la “musica senza barriere”, la rassegna che dal 2019 porta la musica a chi non può varcare la soglia di un teatro – gli ospiti di Rsa, carceri, ospedali.

Protagonista l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una varietà di formazioni da camera – duo, terzetto, quartetto… fino al decimino d’ottoni – che propone pagine che spaziano da Telemann a Mozart, da Brahms a Verdi, Mascagni, Puccini… ma anche programmi che celebrano la musica per il cinema e la storia del rock.

L’appuntamento è dal 14 maggio al 27 luglio con dieci concerti aperti al pubblico generale nella prima parte della rassegna, in luoghi storici e d’arte: quattro al Museo Nazionale di Ravenna, tre all’Abbazia di Pomposa, in provincia di Ferrara, e altrettanti in ospedali storici della Romagna.

Tre appuntamenti a ingresso libero sono l’occasione per scoprire luoghi testimoni della storia medica della Romagna, grazie alla collaborazione con l’Ausl: l’Ospedale Franchini di Santarcangelo completato nel 1870 (22 maggio); l’Ospedale Lorenzo Domenico Ricci di Premilcuore, oggi residenza per anziani (29 maggio); la Chiesa dell’ex Ospedale del Santissimo Crocifisso di Meldola (in questo caso, a causa dei recenti eventi meteorologici, il concerto previsto il 15 maggio sarà riprogrammato in data da definire). Il Decimino di ottoni, il Quartetto di viole e il Sestetto d’archi della Cherubini saranno anche all’Abbazia di Pomposa il 14, 24 e 31 maggio: il ciclo di conferenze, visite guidate e concerti Il Medioevo luminoso: Pomposa, la musica del colore ha infatti luogo in quello che fu fra i più fiorenti centri monastici dell’Italia settentrionale, là dove camminò Guido d’Arezzo, il monaco ideatore della moderna notazione musicale. Al Museo Nazionale di Ravenna, per il Maggio in musica al museo, gli appuntamenti si susseguono per quattro martedì consecutivi nel Refettorio dove si conservano gli affreschi di Santa Chiara (16, 23, 30 maggio e 6 giugno); ai tre gruppi da camera già citati si aggiunge il Quartetto Böcklin per il concerto a giugno.

Quest’anno il percorso attraverso i luoghi destinati al volontariato, alla cura e al recupero delle persone include, a Ravenna, la Casa Circondariale, il reparto pediatrico dell’Ospedale S. Maria delle Croci, il Centro Socio Riabilitativo “Bosco Baronio”, il Monastero delle Carmelitane, la Cooperativa Sociale Progetto Crescita e la Casa per anziani “Galla Placidia”; a Forlì la Cooperativa CavaRei, a Lugo la Casa di riposo “Don Carlo Cavina” e a Russi la CRA Baccarini.

Info www.orchestracherubini.it

«Servono più lavoratori stranieri per il turismo. A Ravenna solo 71 persone»

Confcommercio scrive a Ministro e parlamentari locali per chiedere una revisione del decreto flussi

Cameriera

Con una lettera inviata al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e ai parlamentari locali, il presidente Confcommercio della provincia di Ravenna Mauro Mambelli ha sollevato l’annosa questione del Decreto flussi ed il fabbisogno urgente di lavoratori stranieri espresso dal sistema produttivo dell’Emilia-Romagna.

«Mi riferisco, in particolare, alla situazione in cui versano tante imprese del settore turistico alberghiero che, con l’imminente inizio della stagione turistica, vedono compromessa la loro attività proprio in ragione della mancanza di disponibilità di lavoratori subordinati stagionali. A tal proposito è forte la preoccupazione del sistema imprenditoriale emiliano romagnolo afferente Confcommercio in merito al riparto degli ingressi per lavoro subordinato stagionale, che valuta la quota complessiva assegnata alla nostra Regione di 2.095 ingressi del tutto insufficiente rispetto al fabbisogno espresso, tra le altre, dal settore turistico alberghiero regionale. In una regione in cui il tasso di disoccupazione è pari al 5%, tanto da considerarsi fisiologico, le 2.095 persone assegnate sono largamente insufficienti ad affrontare sia la stagione turistica, sia quella agricola della raccolta, entrambe alle porte, mettendo in difficoltà tanti altri settori. A ciò si aggiunge la conseguente preoccupazione in merito al rischio che aumenti in modo sensibile lo sfruttamento di persone costrette a vivere in clandestinità e, con esso, la pratica del lavoro nero e del caporalato, a scapito del lavoro regolare».

Di queste 2.095 persone, solamente 557 sono destinate al lavoro stagionale nel turismo e agricoltura. Le altre 1.538 sono destinate alle richieste di lavoratori stagionali effettuate dalle associazioni dell’agricoltura che hanno sottoscritto il protocollo col Ministero del Lavoro e Interno. Pertanto, un comparto così importante come è quello del turismo stagionale, rappresentato da Confcommercio, si deve dividere con l’agricoltura 557 quote. Di queste solamente 71 sono state destinate a Ravenna (contro le 300 dello scorso anno). Il presidente Mambelli chiede quindi un «intervento urgente correttivo in sede di aggiornamento del Decreto, che tenga in considerazione le reali esigenze segnalate dal sistema imprenditoriale regionale, aumentando la quota di lavoratori stagionali dell’Emilia-Romagna e prevedendo 6.000 ingressi».

Seimila tonnellate di massi per sistemare 50 metri di argine sul Sillaro

La rottura aveva causato l’allagamento di Conselice, con 63 persone evacuate

Sopralluogo Dovadola2Fiumi e argini in pianura, con le frane in Appennino, restano gli osservati speciali in Emilia-Romagna, dopo l’eccezionale ondata di maltempo che nei primi giorni di maggio si è abbattuta in particolare sulle province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Modena.

Nella giornata di sabato 13 maggio duplice sopralluogo di Irene Priolo, vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile, sui territori feriti dagli eventi eccezionali.

Come prima tappa, la vicepresidente e l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Andrea Corsini, hanno fatto visita a Dovadola, comune del forlivese messo duramente alla prova dagli episodi di dissesto. Sono 86 le persone evacuate, la maggior parte per le frane che interessano la località Trove e lungo la strada comunale per Montepaolo.

A seguire, nel bolognese, sopralluogo al cantiere di ripristino dell’argine del Sillaro interessato da due rotte in via Merlo, tra Massa Lombarda e Imola – che ha determinato l’allagamento di Conselice e Spazzate Sassatelli – e in via del Tiglio, sempre nell’imolese.

Già dal 2 maggio, si è lavorato senza sosta per riparare le falle, giorno e notte. Martedì scorso sono state completate le operazioni di telonatura.

I ripristini sugli argini del Sillaro

Già dal 2 maggio sono iniziati gli interventi di ripristino delle due rotte degli argini sul Sillaro. La più importante, lunga circa 50 metri, interessa la difesa spondale all’altezza di Via Merlo, tra Massa Lombarda e Imola, e ha portato all’allagamento della frazione di Spazzate Sassatelli (Imola) e di Conselice. Ancora oggi si registrano ancora 50 persone evacuate a Spazzate, dopo il picco di oltre 360 dei giorni scorsi (300 a Spazzate e 63 a Conselice).

Per sistemarla, sono stati posizionati 6mila tonnellate di massi portati sul posto con circa 200 carichi di mezzi pesanti. Sono 23.500 i metri cubi di terra posizionati. Attualmente risultano ancora in corso i lavori di rinforzo dell’arginatura: lungo un tratto arginale di circa 100 metri, saranno inoltre collocate palancole per renderlo impermeabile e accrescerne così la sicurezza.

La Deco torna a crescere e fissa l’obiettivo: «Raddoppiare il fatturato entro 2025»

La cooperativa è tra le aziende danneggiate dal maltempo, con una stima di 1 milione di euro di danni. In tre giorni la produzione è ripartita

Deco Assemblea 2023

Un fatturato in crescita e l’obiettivo del suo raddoppio nel 2025, sono in estrema sintesi i dati emersi durante l’assemblea generale dei soci di Deco Industrie che si è svolta oggi, sabato 13 maggio, al Grand Hotel Mattei di Ravenna.

Lo scorso 3 maggio, l’esondazione che ha colpito molte zone della Romagna ha portato grande quantità di fango nello stabilimento di Bagnacavallo costringendolo alla momentanea chiusura: i lavoratori però fin da subito si sono rimboccati le maniche e in pochissime ore, con grande fatica, sono riusciti a pulire e ripristinare la piena funzionalità degli impianti. In 3 giorni la produzione è ripartita dopo aver spalato 1.100.000 kg di fango dai 30.000 mq di capannoni, uffici e piazzali. Tutto questo grazie al lavoro dei 100 dipendenti, accorsi anche dagli altri stabilimenti della Deco, che hanno lavorato fino alla domenica sera.

La conta dei danni causati dal maltempo ha superato il milione di euro.

«Il 2022 – ha dichiarato il presidente Antonio Campri – è stato un anno che credevamo di tregua dalla tempesta e invece siamo stati travolti da scenari economici imprevedibili: inflazione, aumento delle materie prime, costi energetici altissimi. Questa condizione minacciava la nostra identità ma il consiglio di amministrazione ha ritenuto di fare scelte rigorose e abbiamo voluto mantenere il nostro Dna cooperativo. La storia recente ci ha dato ragione: abbiamo risaldato i conti aziendali e rifondato i nostri pilastri».

«Inoltre – ha proseguito Campri – la cooperativa, nel corso del 2022 ha avviato un processo di certificazione di genere verificato da parte di un ente terzo, andando a ribadire che Deco non tollera alcuna forma di discriminazione garantendo pari opportunità e uguaglianza tra donne e uomini. Fra i progetti attivati contro il cambiamento climatico nel 2022 si ricorda il “Bike to work” (50 euro al mese per i lavoratori che si recano sul posto di lavoro in bici e senza usare l’auto, ndr), un progetto del Comune di Imola a cui Deco Industrie ha aderito con entusiasmo”.

«I dati del bilancio – ha dichiarato l’Ad Stanislao Fabbrino – che oggi presentiamo sono importanti ed estremamente confortanti e dimostrano il grande lavoro fatto da tutti. Faremo nuovi e rilevanti investimenti negli stabilimenti, a partire da quello di Bagnacavallo. Il mio obiettivo per il 2025 è di portare il fatturato consolidato a 400 milioni di euro, mi prendo questo impegno».

I numeri. Il Bilancio 2022 presentato in assemblea, il 72esimo, evidenzia un fatturato di 196.260.121 euro, in aumento rispetto all’anno precedente che si attestava intorno ai 165 milioni, e un utile di gruppo pari a 1.506.912 euro.
Deco Industrie è una cooperativa che consta, dati al 2022, più di 600 lavoratori (di cui un terzo soci) e con più del 70% impiegati a tempo indeterminato.

Gli stabilimenti. Le attività produttive di Deco si svolgono in sei stabilimenti, oltre alla sede di Bagnacavallo e a quello di San Michele, da segnalare quelli fuori provincia di Bondeno, Imola e i due a Forlì.

I marchi. Nel settore alimentare i marchi sono Pineta, Saltari, Fornai & Pasticceri e Forno Buono, nel settore della detergente Scala, Green Emotion, Risolvo, Casachiara e HGS body care.

Meteo Ravenna, nuova allerta rossa in provincia: previsti allagamenti e piene

Il bollettino in vigore per domenica 14 maggio. “Solo” arancione a Ravenna, Cervia e Brisighella

Foto Emilia Romagna Meteo Pioggia Faenza
Foto Emilia Romagna Meteo

Torna l’allerta meteo rossa a spaventare i cittadini già provati dall’alluvione della scorsa settimana: l’Agenzia regionale di Protezione civile e Arpae Emilia-Romagna hanno emanato un nuovo bollettino di rischio per criticità idraulica per la prossima settimana che interessa tutta la provincia tranne i comuni di Ravenna, Cervia e Brisighella (dove l’allerta è comunque arancione).

Dalle prime ore di domenica 14 maggio – si legge nella nota stampa inviata dalle istituzioni – un sistema perturbato porterà precipitazioni diffuse a tratti moderate su tutta l’Emilia Romagna. I fenomeni, che potranno assumere anche carattere temporalesco, saranno in progressiva attenuazione dal pomeriggio. Si prevedono «allagamenti localizzati e nuovi innalzamenti dei livelli idrometrici sui corsi d’acqua, che nei bacini collinari del settore centro-orientale della regione, interessati da notevole saturazione dei suoli e da code di piena ancora in atto nei tratti vallivi, potrebbero raggiungere le aree golenali con interessamento degli argini».

Le criticità idraulica e idrogeologica rosse previste sono connesse alle numerose vulnerabilità ancora in atto sul territorio interessato dagli eventi del 2 e 3 maggio.

«Per le condizioni di instabilità contenute nell’allerta – dichiara il sindaco di Ravenna Michele de Pascaleè opportuno ricordare le principali misure di autoprotezione in caso di criticità idraulica, idrogeologica  e temporali: prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua, stare lontani dalle zone allagabili, non accedere agli argini e non accedere ai capanni; prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati; fissare gli oggetti sensibili agli effetti della pioggia, della grandine e del vento o suscettibili di essere danneggiati. In particolare per chi abita in prossimità di fiumi: prestare la massima attenzione; in caso di esondazione non andare in scantinati o altri luoghi interrati, recarsi invece nei piani più alti della casa. Invito tutti i cittadini a mettere in sicurezza oggetti o veicoli prima dell’emergenza, a prestare la massima attenzione e a tenere monitorato il sito e i canali social del Comune e del sindaco e, appunto, a comportarsi con grande cautela. Segnalo che il Comune di Ravenna si è dotato di un servizio di Alert System attraverso il quale saranno inviate comunicazioni ai numeri fissi in caso di necessità».

Segui tutti gli aggiornamenti sull’alluvione in Emilia-Romagna.

Un quinto della provincia a rischio. L’Ispra: «È l’uomo ad aver modificato i fiumi»

Le misurazioni dell’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale

Faenza Allagata
Faenza allagata in una foto del sindaco Massimo Isola

Il Rapporto sul dissesto idrogeologico 2021 dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) mostra come l’Emilia-Romagna sia una delle regioni più a rischio alluvioni: seconda solo alla Calabria, la superficie ad alto rischio di pericolosità idraulica in regione è pari a 2.600 kmq, l’11,6 percento della superficie totale; mentre ammontano rispettivamente al 45,6 percento e al 47,3 percento le aree esposte a rischio idraulico di media e bassa entità.

A livello provinciale la situazione è ancora più grave: le province di Ferrara e Ravenna hanno una superficie esposta a rischio elevato rispettivamente del 23,9 percento e 22,2.

Barbara Lastoria è la responsabile della sezione Metodologie e standard per l’attuazione delle direttive Acque e Alluvioni dell’Ispra. «Le arginature dei corsi d’acqua e le rettifiche dei tracciati sono interventi dell’uomo per ridurre le curve e aumentare le superfici utilizzabili in pianura, le più appetibili per insediamenti. Sono state realizzate in altri tempi, con altre condizioni climatiche».

Ma questo è sufficiente perché la rottura di un argine sia un evento da mettere in conto? «È un fenomeno probabile, non abbiamo la certezza assoluta che tutto funzioni bene, il rischio zero non può esistere. Peraltro il monitoraggio dei fiumi richiede l’osservazioni di km e km di argini che può anche non individuare una problematica».

E allora serve un altro approccio alla gestione del territorio. «La rotta si inverte sposando il principio della pianificazione di bacino con tempi di applicazione molto più lunghi, decidendo di sacrificare aree dove lasciare che i corsi di acqua si possano espandere con la laminazione naturale che riduce energia e volume e quindi garantisce sicurezza più a valle. È una pianificazione da fare con la partecipazione della popolazione».

Accanto alla pianificazione serve anche fare in modo che funzioni al meglio ciò che già esiste: «Vanno previsti sistemi di protezione a carattere temporaneo in caso di eventi prevedibili. Per fortuna le persone stanno imparando a tenere comportamenti adatti ai rischi».

Non serve invece, secondo il parere di Lastoria, la cancellazione della vegetazione negli alvei: «La vegetazione può avere una funzione utile, rallenta la forza della piena. L’importante è pulire eventuali accumuli di legname morto».

Ferrovie, il tratto Lugo-Russi riaprirà solo il 29 maggio. Nuovi treni straordinari

Programmati 32 collegamenti al giorno a servizio dei territori di Lugo e Solarolo

Treno

Sedici corse treno al giorno fra Castel Bolognese e Lugo e altrettante fra Lugo e Castel Bolognese, per un totale di trentadue collegamenti a servizio, in particolare, dei territori di Lugo e Solarolo.

È l’offerta integrativa, sviluppata da Trenitalia Tper e Rete Ferroviaria Italiana, per fare fronte ai disagi dei pendolari causati dai danni provocati dal maltempo all’infrastruttura ferroviaria fra Lugo e Russi, che ha reso necessaria la sospensione del traffico ferroviario in quella tratta.

I nuovi servizi saranno disponibili da domenica 14 a domenica 28 maggio. La riapertura della linea, con iniziali rallentamenti nella tratta interessata dai lavori, è prevista per lunedì 29 maggio (in ritardo rispetto alle previsioni di due settimane del 10 maggio). Nei lavori sono impegnati dieci mezzi d’opera e 40 tecnici di Rfi e delle imprese appaltatrici, che si alternano per garantire l’attività dei cantieri in continuità.

I treni partiranno da Castel Bolognese al minuto ’40, per consentire l’interscambio con i collegamenti Bologna-Ravenna via Faenza in arrivo a Castel Bolognese al minuto ’32. Frequenza oraria: prima corsa 6.40 – ultima corsa 21.40.

In senso opposto la partenza da Lugo sarà al minuto ’06 con arrivo a Castel Bolognese al minuto ’20 e possibile proseguimento con i treni deviati diretti a Bologna la cui fermata a Castel Bolognese è programmata al minuto ’28. Frequenza oraria: prima corsa 7.06 – ultima corsa 22.06.

L’interscambio è previsto a Castel Bolognese in quanto stazione condivisa da entrambi gli itinerari fra Bologna e Ravenna (via Lugo e via Faenza).

Gli orari sono consultabili su trenitaliatper.it.

Resta per ora attivo il servizio di bus sostitutivi fra Castel Bolognese e Ravenna, con frequenze definite sulla base dalla disponibilità di mezzi e personale da parte delle ditte di trasporto su gomma. I bus fermeranno a Solarolo, Lugo, Bagnacavallo, Russi e Godo. Allo studio la sua sostituzione con un servizio bus Lugo-Ravenna-Lugo che consenta l’interscambio con i nuovi treni Castel Bolognese-Lugo-Castel Bolognese.

In provincia 112 imprese in meno in un anno. Crescono quelle di costruzioni

I dati della Camera di Commercio del primo trimestre 2023: in calo chiusure e iscrizioni

Consulenza ImpreseSaldo e tasso trimestrali negativi – seppur tra i valori più contenuti degli ultimi dieci anni – per le imprese ravennati tra gennaio e marzo. Il primo trimestre del 2023 ha evidenziato, rispetto allo stesso periodo del 2022, un calo sia delle chiusure volontarie (788 unità, -3,4%), sia delle iscrizioni (676 unità, -6,6%) al Registro delle Imprese della Camera di commercio.

Questo in sintesi lo scenario che emerge dai dati Movimprese elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna sulla base del Registro delle Imprese relative all’andamento del I trimestre del 2023, a conclusione del quale il tessuto imprenditoriale in provincia di Ravenna si è ridotto di -112 unità (pari a una variazione del -0,29% dello stock di imprese, a fronte del -0,19% dell’Emilia Romagna e del -0,12% dell’Italia).

Una flessione, che resta tra le più contenute del recente passato e che caratterizza tradizionalmente i trimestri di inizio d’anno a causa del concentrarsi delle cancellazioni sul finire dell’anno precedente e l’inizio del nuovo.

A fine marzo 2023, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna si attesta sulle 38.333 unità, tra cui spicca il settore delle Costruzioni, che ha registrato 123 nuove iscrizioni.

In contro-tendenza al contesto generale, alcuni settori vedono aumentare in modo apprezzabile la propria base imprenditoriale. Tra questi si segnalano le costruzioni (+21 imprese), ancora sotto l’onda “lunga” degli incentivi all’edilizia, le attività immobiliari (+19), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+7) e le altre attività di servizi (+5).

Sul fronte opposto, ad arretrare maggiormente sono i settori dell’agricoltura (-119 unità) e del commercio (-48 imprese), a cui fanno seguito le attività manifatturiere (-25), i servizi di alloggio e ristorazione (-23) e trasporto e magazzinaggio (-18).

Anche per il settore artigiano si registra un tasso trimestrale negativo, pari a -0,26% (era stato +0,14% nel primo trimestre del 2022, grazie alla spinta del settore dell’edilizia).

Nell’analisi per tipologia, nel primo trimestre dell’anno, si riscontrano tassi di crescita per le imprese giovanili (+4,67%, corrispondente ad un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni volontarie pari a +116 unità per le imprese capitanate da “under 35”) e per le imprese straniere (+1,44% e saldo pari a +74 unità); in calo invece le imprese femminili con 20 attività in meno e tasso trimestrale negativo pari a -0,25%.

Case popolari, un portierato sociale per socializzare e aiutare nelle pratiche

Il 18 maggio una nuova inaugurazione a Ravenna, in via Gulli

Portierato sociale Via Gulli

Giovedì 18 maggio (alle 16.30) a Ravenna inaugura Movalà, il “portierato sociale” di via Gulli.

Si tratta di uno spazio condominiale realizzato nelle “case popolari” di via Gulli 249/B grazie al sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e alla collaborazione con Acer e il Comune di Ravenna.

La sede aveva aperto le sue porte diversi anni fa quando i residenti e l’ente gestore Acer avevano firmato un cosiddetto “Patto di collaborazione per la cura dei Beni Comuni”. Si tratta di un luogo di incontro e socializzazione che ospita una piccola biblioteca, circa un migliaio di libri, che sono stati catalogati dai ragazzi del progetto Libridine nel 2019.

Oggi, dopo la chiusura di due anni dovuta alle direttive emergenziali di contrasto alla pandemia, si è riaperta la saletta per sostenere i residenti nello sbrigo di pratiche burocratiche e si organizzano piccoli laboratori per bambini.

Ecco che sono nate poi fioriere per contrastare il parcheggio in aree non consentite, grazie al supporto del progetto Toll Library della cooperativa sociale Villaggio Globale.

Giovedì 18 maggio grazie al coinvolgimento dei bambini della scuola primaria Pasini e alla collaborazione con Legambiente Ravenna, si terrà una pulizia degli spazi limitrofi il cortile della scuola, per poi ritrovarsi per una merenda condivisa a Movalà e mettere a dimora nelle fioriere appena terminate con i residenti e volontari le piante officinali e fiori donati dagli Ortisti di Strada.

All’inaugurazione saranno presenti anche la presidente di Acer Lina Taddei e l’assessore Gianandrea Baroncini.

«Grazie alla collaborazione con Villaggio Globale – commenta la stessa Taddei -, lo spazio condominiale di via Gulli 249/B diventa un luogo prezioso di sostegno e aiuto ai “nostri” assegnatari di Erp ed ai cittadini ravennati nel disbrigo di “piccole” pratiche burocratiche quotidiane fondamentali però per ottenere anche un sostegno economico ai nuclei familiari, un luogo dove condividere e progettare insieme momenti di convivenza e convivialità, di gestione degli spazi collettivi: un piccolo tassello nel puzzle più grande del welfare di comunità cui siamo contenti di poter contribuire come Acer Ravenna».

«L’apertura di un nuovo portierato sociale – commenta invece Baroncini – rappresenta sempre un’azione culturale e sociale di notevole rilevanza, che aiuta a ridurre differenze e diseguaglianze sociali e anche alla prevenzione del disagio, ma soprattutto rappresenta il luogo fisico dal quale far partire le relazioni e la socialità fra i condomini, di prossimità con il quartiere in cui vivono, buone prassi necessarie a connettere cittadini in stato di bisogno con i servizi presenti sul territorio, offrendo loro luoghi concreti di accompagnamento e sostegno, piccole azioni che aiutano il senso di appartenenza ad una comunità e che migliorano di vita dei singoli».

Movalà è un progetto di Villaggio Globalee si rivolge alle persone in difficoltà (anziani, persone sole, persone non autosufficienti, famiglie numerose, famiglie monogenitoriali…), per sostenerle nelle incombenze della vita di tutti i giorni. Apre il lunedì e giovedì dalle 10 alle 13.

Torna Alma Dante, con studiosi da tutto il mondo. Tra gli ospiti anche Pupi Avati

Dal 17 al 20 maggio a Ravenna il convegno internazionale dedicato al sommo Poeta

Pupiavati
Pupi Avati

Dal 17 al 20 maggio si terrà a Ravenna la quarta edizione del congresso dantesco internazionale “Alma Dante 2023”, promosso dall’Università di Bologna (Dipartimenti di Beni Culturali e di Filologia Classica e Italianistica) in collaborazione con il Comune di Ravenna e con il patrocinio delle maggiori società scientifiche, letterarie e linguistiche interessate allo studio e alla divulgazione delle opere di Dante.

Il fine del congresso, che ha cadenza biennale, è quello di offrire a tutti gli studiosi di Dante e della sua fortuna la possibilità di incontrarsi, di presentare e discutere le proprie ricerche e di venire a conoscenza delle ricerche degli altri studiosi.

Alcuni fra i luoghi più prestigiosi della città ospiteranno le sessioni del congresso. Quelle plenarie saranno ospitate alla sala Corelli del teatro Alighieri e alla Sala Dantesca della Biblioteca Classense; le sessioni parallele dal campus universitario di Ravenna (Palazzo Corradini) e dal Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali (Sala Ragazzini).

Le plenarie saranno costituite da tavole rotonde e conferenze con la partecipazione di alcuni fra i più importanti dantisti di Europa e America, mentre alle sessioni parallele parteciperanno tutti gli studiosi che desiderano presentare i risultati delle proprie ricerche su Dante o sulla sua fortuna e discuterli con i colleghi di tutto il mondo.

Tra gli ospiti, anche il celebre regista Pupi Avati che parlerà del film e del libro da lui dedicati a Dante.

Cliccando qui il programma completo del Congresso Dantesco 2023

«Il Comune di Ravenna – commenta la professoressa Sebastiana Nobili, docente di Letteratura italiana al Dipartimento di Beni Culturali, Campus di Ravenna – dandoci il suo sostegno ci permette di tenere quote di iscrizione molto più basse rispetto agli altri grandi convegni internazionali, e questo consente ai dottorandi, e a tutti i ricercatori all’inizio della loro carriera, di venire a Ravenna per incontrare gli specialisti, parlare dei propri studi e misurarsi con i coetanei. Così si formano e si consolidano gruppi di ricerca internazionali, le idee circolano e la comunità degli studiosi di Dante diventa sempre ampia, vivace e propositiva. L’autore della Commedia è ormai uno scrittore globale, studiato in tutto il mondo: merita che periodicamente ci si incontri per conoscerlo e farlo conoscere a un pubblico sempre più ampio».

Sabato 20 maggio alle 15 nella Sala Dantesca della Biblioteca Classense si rinnoverà anche il tradizionale appuntamento con le Letture Classensi, prestigioso contributo ravennate nel solco di una prassi secolare di lettura ed interpretazione. Dante e l’eredità dei classici è il tema prescelto per le Letture 2022, curate dal professor Stefano Carrai, ordinario di Letteratura Italiana e preside della Classe di Lettere e Filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e pubblicate dall’editore Longo in un volume, il 51° della serie, che verrà presentato per l’occasione.

La stagione dei teatri di Ravenna porta spettatori (e studenti) in viaggio a Lecce

Tra i partecipanti anche i ragazzi di scientifico e Ginanni che hanno vinto un concorso scrivendo recensioni degli spettacoli

Vincitori E Vincitrici Stagione Teatro
Gli studenti vincitori del concorso della stagione dei teatri

Gli studenti e le studentesse della 4°A del liceo scientifico A. Oriani di Ravenna e tre studentesse della 5°M dell’istituto tecnico commerciale G. Ginanni risultano i vincitori della seconda edizione del concorso rivolto alle scuole nell’ambito della programmazione della Stagione dei Teatri.

Numerose le recensioni pervenute al centro di produzione ravennate che, anche grazie al contributo del Gruppo Cosmi Spa, ha deciso di legare il premio al progetto In viaggio con Ravenna Teatro, che dal 19 al 21 maggio porterà spettatori della stagione ravennate in visita al Teatro Koreja di Lecce.

«Siamo davvero felici della risposta ottenuta da parte di studenti e studentesse – osserva il direttore di Ravenna Teatro, Alessandro Argnani – e siamo convinti che il concorso sia un modo per nutrire il confronto con le giovani generazioni, che in teatro possono trovare un luogo in cui alimentare sogni, domande e sentimenti».

«Ringraziamo Ravenna Teatro per il prezioso lavoro in favore delle giovani generazioni e per averci consentito di contribuire al progetto», ha sottolineato Giorgio Zuffa, amministratore del Gruppo Cosmi Spa, il cui contributo coprirà le spese di viaggio di studenti e insegnanti che avranno così la possibilità di conoscere da vicino la realtà di Teatro Koreja.

I Cantieri Teatrali Koreja sono un’area di 3.000 mq, un’ex fabbrica di mattoni riqualificata con spazi per teatro, danza, musica, cinema, video, arti figurative e nuove tecnologie di comunicazione.

Sarà Salvatore Tramacere, direttore della compagnia nata quarant’anni fa, ad accompagnare studenti e spettatori nei Luoghi della memoria – progetto sostenuto dalla Regione Puglia per ricostruire la storia culturale di un Salento ancora marginale – attraverso i materiali conservati nell’Archivio del Teatro Koreja, dichiarato dalla Soprintendenza archivistica per la Puglia e Basilicata /Mic “di interesse storico”.
Sabato 20 si assisterà inoltre allo spettacolo in anteprima nazionale Essere o non essere, che invita a riflettere su quali siano i fattori, culturali e sociali, che guidano l’educazione in relazione al sesso di nascita. La giornata terminerà con una cena insieme agli attori negli spazi del teatro adibiti alla ristorazione.

Il viaggio comprenderà anche una visita guidata alla città e al Fondo archivio Carmelo Bene – situato nel Convitto Palmieri – che include una libreria con oltre cinquemila volumi, alcuni accompagnati da postille redatte a mano dal grande attore e regista, abiti di scena, manoscritti, dattiloscritti, materiale audiovisivo, foto, registrazioni e dischi. Domenica 21 si avrà inoltre la possibilità di assistere alle prove di uno spettacolo di Factory Compagnia Transadriatica – altra realtà significativa nel rapporto con Ravenna Teatro – che vede in scena attori disabili e che debutterà il giorno successivo alla visita del centro di produzione ravennate.

Solo quattro i posti ancora disponibili, per informazioni sul programma completo 0544 36239.

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