«Con nove candidati c’è sempre la possibilità di andare a ballottaggio, come è successo lo scorso anno a Lugo». Abbiamo chiesto un commento a caldo sul voto di Faenza al segretario provinciale del Pd Michele de Pascale, partendo ovviamente dal dato inedito del ballottaggio per il candidato democratico Giovanni Malpezzi che dovrà vedersela con Gabriele Padovani della Lega Nord. «Da noi ancora non c’è l’abitudine al ballottaggio, a differenza di quanto accade altrove da tempo – continua De Pascale –. Ma il distacco tra Giovanni e il secondo candidato è più del doppio dei voti. Abbiamo il massimo rispetto per il voto di ballottaggio, ma siamo certi di poter vincere».
Sulla ricerca di eventuali alleanze in vista proprio del voto del 14 giugno De Pascale risponde: «Chiaramente ogni riflessione è prematura e il gioco lo conduce Giovanni. Tuttavia, credo si potrà dialogare e confrontarsi, ma non penso si possa prescindere dalla coerenza rispetto a un programma elettorale che è stato ampiamente il più votato. Certo, ci rivolgeremo a tutti gli elettori di centrosinistra che magari al primo turno hanno votato per altre ipotesi».
Alla domanda su quale dato su Faenza l’abbia sorpreso di più, dall’astensionismo al raddoppio dei voti di Forza Nuova, al ballottaggio stesso, De Pascale risponde: «Mi aspettavo un Movimento 5 Stelle forte, una Lega molto forte anche per la storia particolare che ha il Carroccio a Faenza. La sinistra ha ottenuto un buon risultato, ma non come quello ligure (dove anche un pezzo del Pd ha esplicitamente votato per un candidato alternativo a quello dei democratici, ndr). Sono soddisfatto per come è andato il Pd, i candidati consiglieri hanno preso moltissime preferenze e credo che il partito abbia dato una buona prova».



