mercoledì
11 Febbraio 2026
Pubblica amministrazione

«Le conferme dei tre dirigenti comunali sono state una farsa ben orchestrata»

La critica feroce del deputato Maestri (Possibile) al metodo per assegnare gli incarichi: «Puzza di stantio, è il sistema che perpetua se stesso»

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«Le recenti nomine di tre dirigenti comunali a Ravenna non sono il risultato di una procedura selettiva pubblica ma una farsa ben orchestrata». L’avvocato ravennate Andrea Maestri, deputato di Possibile, fa ricorso a toni forti per commentare il metodo adottato da Palazzo Merlato per individuare otto dirigenti a tempo determinato (fino alla scadenza del mandato del sindaco) con i primi tre nomi annunciati nei giorni scorsi (vedi articolo correlato).

Maestri ci tiene a voler «tenere fuori le persone, perché si tratta, in tutti e tre i casi dei capi area prescelti, certamente di validi professionisti» e rivolge la sua «critica feroce» al livello politico dell’ente: «Sindaco e giunta e partito egemone, insieme ai piccoli partiti fedeli e obbedienti». Il parlamentare non ha dubbi che sia stato superato il limite della decenza e si riserva eventuali approfondimenti sulla regolarità dell’operazione sotto il profilo legislativo.

Con l’annuncio dei primi tre scelti, tutti confermati dalla precedente nomina fatta dall’ex sindaco Fabrizio Matteucci, il Comune non ha reso pubblici i nomi degli altri partecipanti alla selezione. Ravennaedintorni ha avuto i nomi e per primo ha pubblicato quelli di chi aveva superato la prima selezione accedendo ai colloqui, sia per le posizioni già definite che per le cinque in attesa di definizione (vedi correlati): «Voglio ringraziare i giornali che hanno pubblicato i nomi di chi ha inutilmente concorso alla procedura selettiva. Avrebbe dovuto pubblicarli il Comune: non lo ha fatto, commettendo un gravissimo errore di metodo e di trasparenza. Basta leggere alcuni nomi per accorgersi dell’enorme opportunità, sprecata, di fare nomine innovative».

Maestri si concentra sulla composizione della commissione tecnica preposta alla valutazione comparativa per il capo area Infrastrutture civili: «Era composta da Paolo Neri (laurea in giurisprudenza, segretario generale di Palazzo Merlato), da Maria Brandi in qualità di esperto interno (laurea Economia e Commercio, dirigente servizio risorse umane), da Marco Mordenti in qualità di esperto esterno (laurea in giurisprudenza, segretario generale Bassa Romagna), da Silvia Fiammenghi segretaria (funzionaria servizio risorse umane). Come è facile notare, la commissione tecnica di valutazione non ha neppure un tecnico: un ingegnere, un architetto e neppure un geometra. Poteva una commissione di ottimi giuristi selezionare un tecnico da destinare all’area infrastrutture? Una commissione così strutturata come faceva a valutare se un candidato è competente o meno?».

In passato Maestri è stato capogruppo del Pd in consiglio comunale a Ravenna e ha potuto osservare più da vicino la macchina amministrativa locale: «È anche attraverso il rinnovamento della macchina comunale che passa il rinnovamento della città. Questa selezione pubblica invece puzza di stantio, di sistema che perpetua se stesso, di blindatura passatista, priva di coraggio, incoerente con le promesse elettorali. Vorrei tanto essere smentito dai fatti ma vedrete che anche le prossime nomine non ci stupiranno affatto».

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