In questo frangente convulso e per molti versi confuso del partito, abbiamo rivolto alcune domande a Gianandrea Baroncini, oggi assessore nella giunta di Michele de Pascale, dal 2013 segretario comunale del Pd e volto storico, nonostante la giovane età, della sinistra del partito di via della Lirica.
Lei è ancora il segretario comunale del Pd. Come si sta vivendo sul territorio questa scissione? Ci saranno movimenti anche in consiglio comunale o in giunta? Cosa dicono i tesserati?
«È aperta la “campagna di ascolto” e stiamo preparando le elezioni per i consigli territoriali del 12 marzo per cui abbiamo assemblee in tutti i circoli e in tutti i territori. È normale che in una fase del genere la natura delle iniziative cambi e ci si confronti su quello che sta succedendo a livello nazionale. A tutt’ora prevale un senso di impotenza e smarrimento per la piega che ha preso la discussione. Ci siamo aggrappati a ogni appello e a ogni spiraglio perché si costruissero condizioni diverse per il confronto, ma non abbiamo molti strumenti per influenzare il dibattito tra il gruppo dirigente nazionale. Ora prenderemo atto delle conclusioni e ci confronteremo. Lo faremo come sempre nei nostri luoghi: nei circoli, nel territorio, nel gruppo consigliare e in giunta».
Lei è sempre stato bersaniano. Sta valutando l’ipotesi di aderire al nuovo soggetto che sta nascendo e a cui pare possa aderire anche Vasco Errani?
«Non corriamo, come dicevo, presto potremmo prendere atto delle scelte e discuterne. Se dicessi di essere indifferente alla discussione che si è aperta direi il falso, ma a oggi il quadro è in continuo movimento. Una riflessione seria sul paese e sulla situazione internazionale spero possa coinvolgere nelle prossime settimane anche il Pd e tutto il centro sinistra. Ripeto che noi ci dobbiamo occupare dell’Italia che soffre, perché la crisi ancora non è alle nostre spalle, e della sofferenza che cresce in modo importante tra i giovani, nelle famiglie e nelle imprese che richiedono scelte importanti e anche qualche cambio di rotta nell’azione di governo».
Sabato sarà alla Strocchi per l’incontro autoconvocato in cui Errani e altri potrebbero fare il fatidico annuncio?
«Con quel luogo e quella comunità ho un legame particolare avendolo traghettato nel Pd da segretario di sezione ed essendo poi stato per sette anni segretario di circolo. Per cui sì, andrò. Credo sia giusto partecipare e rispondere alla chiamata in autoconvocazione di un gruppo di iscritti».



