mercoledì
11 Febbraio 2026
L'annuncio

Errani esce dal Pd: «Voglio contribuire a un nuovo progetto per il centrosinistra»

L'ex presidente della Regione in una sala Strocchi affollata: «Pd autoreferenziale con visione tolemaica»

Condividi

Non sono bastati gli appelli di alcuni presenti per convincerlo a restare e a candidarsi alla segreteria. Come annunciato, davanti a una platea gremita alla sala Strocchi di Ravenna, nel suo circolo, Vasco Errani, ex presidente della Regione, attuale commissario alla ricostruzione per il terremoto nel Centro Italia, e da sempre vicino all’ex segretario Pierluigi Bersani, ha formalizzato l’intenzione di uscire dal partito per affrontare una nuova avventura, per un nuovo progetto che non sarà «un partito – ha detto Errani – ma un campo di discussione per rifondare un nuovo centrosinistra».

Lungo e articolato il suo discorso sulla necessità per la sinistra di ridiscutere e trovare soluzioni nuove a questioni nuove, dal welfare alla redistribuzione della ricchezza. Ha rivendicato di aver lavorato per il Pd in questi anni con «impegno, convinzione e sentimento per cercare la sintesi». Ma in questo Pd affetto da un «virus autoreferenziale» e da una «visione tolemaica» non c’è la volontà di discutere per «capire cosa sta succedendo nel Paese»: «Parliamo tra noi e spesso non ci ascoltiamo», ha ribadito.

«Io in minoranza ci sto – ha detto – ma voglio sapere prima dove si sta andando, non voglio dare deleghe in bianco, perché non voglio trovarmi dove non voglio stare». Diretta e senza mediazioni la constatazione che «non siamo riusciti nel Pd a creare una nuova cultura politica capace di leggere il Paese e il mondo» e di come nel partito sia venuto meno il senso di comunità.

Rispetto alle vicende più recenti ha parlato della mancata riflessione sulle ultime sconfitte elettorali, nonostante gli 80 euro, e ha criticato Renzi per la mancata risposta alla minoranza al termine dell’ultima assemblea: «Da un nostro leader mi aspetto che sia in grado di decidere, che abbia rapidità, ma sia anche in grado di ascoltare». Nessuna nostalgia per il secolo scorso: «Le ricette della sinistra oggi potrebbero essere in contrasto con quelle che proponeva nel Novecento», ha detto. Ma serve la capacità di affrontare il tema di una società che si divide tra inclusi ed esclusi, «dove oggi gli esclusi sono i 4/5. Serve una nuova radicalità nel dire che parte si vuole rappresentare».

E ancora, ha parlato di un progetto che dovrà avere un’idea più «ricca e plurale del potere», di corpi intermedi da riformare per evitare una democrazia fondata solo sul rapporto diretto tra popolo e leader. Nel chiudere ha teso la mano anche a chi resterà nel Pd: «Non è un addio, so bene che le rotture portano rancori e veleni, ma vi assicuro che ne starò lontanissimo. Vi ringrazio per la lunga strada fatta insieme e per tutto quello che ho avuto, sono sicuro che insieme faremo un altro pezzo di strada». Quella di Errani, però, a questo punto sarà al di fuori del partito che pure ha contribuito a fondare da dirigente dei Ds nel 2007.

Condividi

Notizie correlate

CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi