Le sei riconferme dirigenziali del sindaco non sono piaciuti agli alleati di maggioranza repubblicani. Ecco che poco dopo che è stata resa nota la rosa completa dei nuovi dirigenti, con due novità e sei persone invece lasciate al loro precedente incarico, il vice segretario del Partito Repubblicano di Ravenna Stefano Ravaglia e i consiglieri comunali Giannantonio Mingozzi (ex vicesindaco) e Chiara Francesconi inviano alla stampa una nota in cui esprimono forti perplessità su questa scelta.
“Un impegno fondamentale che abbiamo assunto in campagna elettorale (e non solo noi) – dicono dal Pri, che in giunta esprime il vicesindaco in Eugenio Fusignani, che è anche segretario del partito – verteva proprio sul rinnovamento dei dirigenti al fine di determinare un vero cambio di passo nella gestione di servizi e settori che richiedono più qualità operativa, velocità nelle scelte ed autorevolezza nel rapporto con i dipendenti e con cittadini, imprese, professioni e tutta l’utenza. Le nomine del Sindaco in gran parte non seguono questi principi; si è scelta la strada di una modesta innovazione, confermando per lo più i dirigenti uscenti, dimostrando poco coraggio e scarso rispetto degli impegni elettorali”.
Consapevole del ruolo di governo, i consiglieri repubblicani prosguono: “Come forza di governo della città, determinante nel successo del centro sinistra, sottolineiamo la nostra delusione ed insoddisfazione, ma facciamo presente che questa vicenda non si chiude con le nomine; verificheremo giorno per giorno se i dirigenti confermati e quelli di nuova nomina, sono consapevoli dell’impegno che li attende e della necessità che il Comune di Ravenna volti pagina in settori che hanno la necessità di ristrutturazioni radicali e tempestivi, negli organici e nelle responsabilità tecniche e amministrative intermedie”.
E se ciò non dovesse avvenire, Ravaglia, Mingozzi e Francesconi aggiungono che “il “vulnus” provocato dagli incarichi conferiti in questi giorni, riguarderà i presupposti stessi della coalizione e le condizioni politiche che rischiano di indebolirla, se non si mantengono gli impegni assunti”.



