mercoledì
11 Febbraio 2026
il racconto

Non solo Errani, alla sala Strocchi dubbi e sofferenze tra i militanti Pd

Gli interventi e la platea dell'incontro autoconvocato nel primo circolo

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Smarrimento, sofferenza, incredulità erano le sensazioni che sembravano dominare la platea del circolo Pd Strocchi dove Vasco Errani ha deciso di annunciare la propria uscita dal Pd sabato 25 febbraio. Naturalmente le telecamere erano per tutte lui e tanta gente era accorsa proprio per sentire quello che è stato il punto di riferimento per decenni del partito a Ravenna spiegare perché abbia deciso di uscirne dopo esserne stato, dieci anni fa, tra i fondatori.

Ma c’erano anche persone che ci sarebbero state comunque a quell’incontro autoconvocato, per raccontare il proprio disagio nel partito, per raccontare l’indecisione sul da farsi, per raccontare la frustrazione di trovarsi in un luogo politico dove non ci si sente ascoltati e che continua a proporre ricette che non si condividono o a rifarsi a valori altri rispetto a quelli storici della sinistra. Hanno parlato ragazzi dei Gd, come Domenico Esposito, il segretario, Luca Ortolani, il giovanissimo Luigi Tripoli. L’unica voce femminile è stata quella di Ilaria Visani di Faenza che ha concluso, come altri, lìntervento dicendo “non ho ancora deciso cosa farò”. Ma c’è stato anche l’invervento di Gilberto Coffari, che ha raccontato come lui sia già uscito, seppure in silenzio, due anni fa dal partito perché non lo percepiva più come casa sua dopo decenni di militanza a partire dal Pci.

E ci sono stati gli interventi di due segretari di circolo. Marco Turchetti, che è anche segretario del primo circolo oltre a essere consigliere comunale, è apparso particolarmente emozionato in un discorso da “militante” amareggiato e sofferente. L’econdem he ha messo in fila tutti gli abbandoni di questi anni, ha puntato il dito contro chi invece di preoccuparsene ne ha gioito. Un intervento appassionato e sentito da chi si pensava che avrebbe colto l’occasione per annunciare l’uscita dal partito, ma il consigliere comunale ha invece detto di voler restare, di voltersi giocare l’ultimo congresso, di non voler mollare adesso. E dentro il partito rimane sicurametne e convintamente Lorenzo Gottarelli, segretario del secondo circolo cittadino, che ha difeso invece le ragioni del Pd e anche di Renzi, incassando pure qualche applauso.

Segno appunto di una platea molto mista, con persone che intendono seguire Errani, ma anche con tanti indecisi e tanti curiosi tra cui anche qualche renziano convinto a testimoniare la solennità dell’evento. Eppure, mancavano tanti pezzi della dirigenza Pd, pur essendo un incontro aperto a tutta la cittadinanza.

C’erano tanti nomi “storici” come Miro Fiammenghi, Carlo Boattini, l’ex sindaco ed ex senatore Vidmer Mercatali, l’ex deputato Gabriele Albonetti, tutti vicini alle posizioni di Vasco Errani. C’era qualche consigliere comunale, un paio di assessori (tra cui Baroncini che è anche segretario comunale), c’erano alcuni dirigenti del mondo cooperativo, ma mancava la segretaria provinciale del partito che ancora non ha commentato l’evento, mancava il sindaco di Ravenna che ha invece organizzato un’altra iniziativa politica, sempre alla Strocchi, il 3 marzo, sulla sinistra all’interno del Pd.

C’erano gli alleati in maggoranza di Sinistra per Ravenna, quel pezzo dell’ex Sel che ha deciso di allearsi al Pd sui territori e ha raccolto fuoriusciti a sinistra del Pd, per certi versi antesignani di quello che sta succedendo in queste ore in Parlamento. Sono quelli che la scelta l’avevano già fatta e ora sono quanto mai interessati a quanto sta accadendo nella sinistra Pd. Per la gran parte dei presenti invece il dilemma, questa è la sensazione, resta aperto.

Intanto però, ad ascoltare gli interventi in sala, quella che nei talk show o nei telegiornali è parsa a molti una scissione di un gruppo di dirigenti per certi versi incomprensibile, qui ha preso un po’ più di sostanza, qui la delusione e la frustrazione di alcuni militanti è apparsa in tutta la sua concretezza e autenticità.

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