Dl Sicurezza e immigrazione: le perplessità del sindaco, la difesa della leghista

De Pascale mette in guardia sul rischio incostituzionalità della norma voluta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, la segretaria del Carroccio lo bacchetta e si schiera a favore del provvedimento

FotoAnche il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, come prima di lui hanno fatto altri primi cittadini in Italia, manifesta le sue perplessità per le ricadute sul territorio dovute all’introduzione delle nuove disposizioni previste dal Dl Sicurezza in materia di immigrazione e subito viene rintuzzato da Samantha Gardin, segretario provinciale a Ravenna del partito di Matteo Salvini, ministro dell’Interno. «Mi auguro che i capricci di De Pascale siano il frutto di una brutta nottata e che, da sindaco di quella che è stata definita la capitale dei foreign fighters, si limiti ad applicare la norma così com’è. Vorrei ricordargli l’obbligo, in qualità di amministratore, di uniformarsi alle leggi e di applicarle non certo per fare un piacere alla Lega, ma per rendere Ravenna una città più sicura e vivibile».

De Pascale, in alcune dichiarazioni rilasciate al sito Ravennanotizie, non ha manifestato l’intenzione di disobbedire all’applicazione delle orme come invece hanno esternato i sindaci di Palermo, Napoli, Firenze. Piuttosto De Pascale ha sottolineato i rischi di incostituzionalità della legge, sottolineando che stabilire l’allineamento ai dettami della Carta non spetta comunque ai primi cittadini.

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«La nuova legge, primo tassello di una più ampia riforma sul fronte sicurezza e immigrazione, spazza via l’epoca dell’accoglienza intesa come mangiatoia per cooperative, onlus e associazioni varie che hanno lautamente lucrato sulla pelle dei migranti – afferma Gardini -. Chi, invece, ha ottenuto il permesso umanitario o è davvero profugo, continuerà a essere tutelato, alla pari di chi sta effettivamente aspettando la risposta alla domanda. Continua a essere protetto anche chi versa in condizioni di particolare esigenza umanitaria e sono aumentate le tutele per i minori non accompagnati. Dire, che a causa di questa norma si riverseranno nelle strade dei nostri Comuni migliaia di extracomunitari è una falsità».

Anche la Pigna interviene. Veronica Verlicchi, consigliera comunale, chiede che il sindaco riferisca in consiglio comunale su come intenda  applicare il cosiddetto Decreto Salvini: «Deve assicurare che le modifiche sulla modalità di accesso al progetto Sprar siano attuate senza alcun intoppo. Attualmente, almeno due terzi delle persone che interessate dal sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) sono in regime di protezione umanitaria. Dal momento che il permesso di soggiorno per motivi umanitari è stato annullato dalla normativa italiana, alla scadenza dello stesso i titolari si troveranno nelle condizioni di non poter rimanere in Italia Per garantire l’applicazione della legge, al di là delle rimostranze dei sindaci Pd, chiediamo al Prefetto che convochi tutti i Primi cittadini della nostra provincia, così come ha fatto il Prefetto di Bologna, al fine di  verificarne l’ottemperanza e per riscontrare e sanzionare eventuali inadempienze».

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