Sardine, Anpi in piazza: «I partigiani sono con voi, domenica un voto antifascista»

Il leader locale Edoardo Caroli: «Siamo tantissimi, più di loro». Ma anche questa volta, contare i sostenitori del movimento a Ravenna è particolarmente difficile. Flash mob con due minuti di silenzio

Sardine

Sardine in piazza Kennedy il 24 gennaio

 

«Siamo più di loro e siamo tutti emiliano-romagnoli». Edoardo Caroli, tra i promotori delle Sardine ravennati e ormai volto nazionale del movimento, parla per ultimo davanti alla folla radunatasi in piazza Kennedy a Ravenna stasera, 24 gennaio, per un flash mob convocato meno di 48 ore prima, in risposta all’annuncio del centrodestra che avrebbe chiuso in piazza del Popolo la campagna elettorale per le Regionali con tutti i big della coalizione.

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«Nella “guerra dei numeri” abbiamo sempre stravinto e così è successo anche stasera». In realtà, è difficile dire se davvero in piazza Kennedy c’erano più persone che in piazza del Popolo perché, curioso destino delle Sardine ravennati, anche questa volta sono state le prime a radunarsi nella piazza diventata solo da pochi anni pedonale, come erano stati i primi a radunarsi in Darsena il 5 dicembre scorso. Di certo quel giorno erano di più, ma l’evento allora aveva avuto una più ampia eco ed era stato organizzato con più anticipo.

E anche per questa improvvisazione, questa sera come non mai, si è vista plasticamente la differenza di mezzi a disposizione tra le due piazze. Di là l’enorme palco e un sistema di amplificazione potentissimo, di qua un microfono che a tratti non funzionava. Un po’ come sul web, che le sardine hanno usato da subito come mezzo di comunicazione ma senza mai spendere un euro, a differenza dei politici e in particolare di Salvini che, come noto, da tempo  investe sulla comunicazione social cifre importanti. Di là la musica a tutto volume, di qua un flash mob per cui tutta la piazza ha taciuto per due minuti, per lasciare spazio al silenzio e alla riflessione, contro gli slogan urlati. «Ma noi siamo una piazza dinamica, aperta, loro sono statici, chiusi» ripetono le giovani sardine dal palco.

E poi Bella Ciao, Romagna mia, le parole accoglienza, solidarietà, serietà, complessità. L’appello al voto domenica, e per un voto “antifascista” che è arrivato anche dall’Anpi. Sul palco, se tale si può definire, infatti è salita Bruna Tamarri dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia per dire: «I partigiani e le partigiane sono con voi. La destra ha scelto questa città simbolo, medaglia d’oro per la Resistenza, la città di Boldrini, Zaccagnini, Guerrini. Dobbiamo difendere quei valori e quegli ideali dall’arroganza e dalla violenza del pensiero populista. Ricolleghiamo la buona politica con la società». Applausi da una folla effettivamente, come viene detto dal palco, intergenerazionale (ma va detto che pure quella in piazza del Popolo lo era) che include sardine, «sardoni», e piccoli «sardoncelli».

Tanta gente comune, sindacalisti, uomini e donne del Pd e di altre forze. Un incontro breve, prima di salutarsi mentre in piazza del Popolo ancora stanno parlando. La strada verso piazza dell’Aquila è bloccata. Ed è facile capire perché, qui sono radunati alcuni contestatori che stanno anche loro cantando bella ciao, ma stanno anche urlando e gridando in uno stile lontano mille miglia da quello delle sardine.

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