A Faenza è annunciato un presidio di protesta in concomitanza con il passaggio della fiaccola olimpica dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 accompagnata dagli sponsor Eni e Coca-Cola. L’iniziativa è stata convocata per martedì 6 gennaio, dalle 12.30 alle 14.30, in piazza del Popolo, da Bds Faenza, Faenza per la Palestina, Faenza Eco-logica e Mercoledì per la Palestina, che in un comunicato invitano a boicottare il transito della fiaccola. Nel comunicato si chiama in causa anche il Comune di Faenza, sostenendo che l’accoglienza della fiaccola e degli sponsor dimostrerebbe «di non conoscere il vero valore dello sport e della solidarietà tra popoli».
Nel testo, i promotori collegano la mobilitazione alla guerra in corso a Gaza e alle richieste – definite rimaste «inermi» – di esclusione di Israele dalle Olimpiadi avanzate dal Comitato olimpico palestinese e dalla Federazione calcistica palestinese, richiamando la Carta olimpica. Le sigle affermano inoltre che negli ultimi due anni gli attacchi israeliani avrebbero causato «oltre 800» morti tra sportivi, atleti e dirigenti e la distruzione delle strutture sportive palestinesi; nel comunicato si parla anche di pulizia etnica, apartheid, occupazione, ecocidio e di violazione di ogni diritto internazionale.
Nel mirino dei promotori anche i main sponsor delle Olimpiadi, Eni e Coca Cola, indicati come corresponsabili dell’inquinamento e del collasso climatico e accusati di trarre profitto dall’occupazione israeliana in Palestina.
Le associazioni annunciano anche l’intenzione di boicottare Milano-Cortina 2026, citando i «gravissimi danni» che l’evento arrecherebbe al «fragile ecosistema montano», dal consumo di suolo alla deforestazione.



