sabato
14 Febbraio 2026
il caso

Certificati “anti rimpatrio”, parla il sindaco: «Dichiarazioni improvvide dai ministri. Non tocca ai medici garantire la sicurezza»

Barattoni: «Vicinanza e solidarietà ai medici»

Condividi

Il sindaco Alessandro Barattoni interviene nel dibattito scaturito in città e anche a livello nazionale dopo le perquisizioni al reparto Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna. Come noto, è in corso un’indagine che ipotizza il reato di falso ideologico continuato in concorso per sei medici. Al centro vi sono le certificazioni necessarie per stabilire l’idoneità di cittadini extracomunitari irregolari a essere ospitati nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e al successivo rimpatrio.

«Ho piena fiducia nel lavoro della Magistratura, alla quale compete in questa fase l’accertamento di eventuali responsabilità individuali, ma questo è solo un aspetto della vicenda – commenta Barattoni -. Perché servirebbero prudenza e cautela, invece queste indagini, volte a riscontrare eventuali reati, hanno generato una serie di dichiarazioni improvvide da parte di alcuni Ministri della Repubblica (Salvini e Piantedosi, ndr), solitamente silenti rispetto a indagini o, peggio ancora, davanti a condanne dei loro colleghi di governo che, al contrario, in questo caso già individuano colpevoli e additano all’opinione pubblica i medici dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale di Ravenna come i responsabili di tutto ciò che non va in tema di rimpatri».

«In un paese normale – continua il sindaco – le forze di polizia si devono occupare di sicurezza, i medici di salute, chi indaga di giustizia e chi governa dovrebbe fare in modo che i diritti delle persone, così come quelli degli operatori di polizia e sanitari, vengano garantiti. Invece, per come sono le procedure di rimpatrio oggi, ci troviamo di fronte a politiche che non funzionano né nella parte della tutela dei diritti delle persone nei Cpr, né per coloro che devono operare per la sicurezza e la salute di tutti. Anzi, spesso sono chiamati a sopperire a tali mancanze enti e professionisti che con grande senso di responsabilità mai si sottraggono. Per questo è pericoloso mettere alla berlina chi ogni giorno si occupa della salute di tutti. Anche perchè quando nel nostro paese ci sono state persone morte nei Cpr e alcuni medici sono stati indagati per omicidio colposo nulla si è sentito da parte dei Ministri. Non tocca ai medici garantire la sicurezza. Cari Ministri, pensate quindi a come far funzionare meglio le procedure, assicurando a tutte e a tutti le migliori condizioni per poter fare il proprio lavoro, che siano operatori di polizia o sanitari, non speculando su indagini appena partite».

«In attesa di ulteriori sviluppi – conclude Barattoni – che devono avere l’unico fine di fare piena chiarezza, a tutte e a tutti coloro che ogni giorno nella nostra città si occupano di salute delle persone vanno la mia vicinanza e solidarietà, certo che continueranno ad operare con la massima professionalità, responsabilità e diligenza nei confronti di cittadini e pazienti che si affideranno alle loro cure».

Condividi

Notizie correlate

CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi