Da ormai dieci anni lontano dai palazzi della politica, Pietro Vandini, insieme al “socio” Matteo Guerra, ha da poco dato vita a una sorta di esperimento di comunicazione proprio sui temi della politica. Una pagina Facebook e un canale Youtube dal significativo nome Oltre. «L’idea è quella di voler andare oltre gli slogan e le semplificazioni, ma anche oltre Ravenna» spiega Vandini, ex consigliere comunale per i 5 Stelle ed ex candidato sindaco proprio per il movimento fondato da Grillo, prima di allontanarsene in polemica soprattutto con la mancanza di trasparenza e democrazia all’interno del soggetto politico. Oggi è manager in ambito “sicurezza salute e ambiente” in una multinazionale di Vienna, è in attesa della seconda figlia e nel tempo libero si occupa, appunto, di approfondire i temi di attualità. Il tutto insieme a Matteo Guerra, anche lui classe 1979, due figli, imprenditore nell’ambito edilizio con uno studio a disposizione in centro dove i due registrano i video che caricano poi sulle piattaforme.
Vandini, perché nasce Oltre?
«Perché non ci piace come si sviluppa il dibattito sui social, dove tutto viene ridotto a uno slogan, a una riga. Crediamo ci sia invece bisogno di approfondire e di contrastare l’iper semplificazione imperante».
Una critica anche alla stampa locale, quindi?
«No, la stampa fa il suo mestiere, noi vogliamo essere uno spazio in cui cerchiamo di andare a fondo su determinati argomenti, senza darci limiti di tempo o lunghezza o scansioni precise di uscite, quello che la stampa non può fare. Tra i temi che abbiamo affrontato in queste prime settimane ci sono stati l’alluvione e i piani di ricostruzione e adesso stiamo uscendo con una serie di interviste sui temi del referendum cercando di approfondire sia le ragioni del sì, sia quelle del no».
Qual è stata finora la risposta?
«Siamo contenti, abbiamo qualche centinaia di visualizzazioni per ogni contenuto e non è poco data la lunghezza dei video. Abbiamo persone che si sono iscritte al canale e che ci seguono perché davvero motivate».
Nessuna ambizione a raggiungere invece il pubblico di chi si scontra sui social magari dopo aver letto solo il titolo di un articolo?
«In realtà no, le persone che ragionano per slogan raramente cambiano idea, ma Matteo e io siamo convinti che ci sia invece una larga maggioranza silenziosa in cerca di contenuti diversi da quelli in genere offerti dai social. E inoltre abbiamo trovato grande disponibilità anche da parte delle persone che abbiamo contattato per le interviste, come De Pascale, Rontini o Carradori, che vedremo a breve».
Non si rischia di dare visibilità a chi è nelle posizioni di maggior potere senza contraddittorio?
«No, per esempio sull’alluvione siamo partiti da Stefano Bertozzi, ex Fratelli d’Italia e all’opposizione a Faenza per anni, ma che soprattutto è molto preparato in materia. Per noi l’importante è far parlare persone competenti che possano aiutare noi e chi ci segue ad andare a fondo nella complessità delle questioni».
Ma tra qualche anno dobbiamo aspettarci la lista “Oltre” alle amministrative?
«Questo è davvero l’ultimo dei nostri pensieri, per come è fatta adesso la politica, non vediamo il contesto giusto per una proposta come una lista, è molto più divertente, utile e interessante fare divulgazione».
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