A Ravenna in due piazze del centro storico saranno eliminati i cassonetti interrati con colonnina di conferimento a livello stradale. Lo ha annunciato Hera. «L’ennesimo spreco di denaro pubblico certificato», commenta Nicola Grandi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.
In piazza Costa davanti al mercato coperto vennero inaugurati nel 2009, in piazza Anita Garibaldi davanti al liceo nel 2012: «Erano state presentate come simbolo di innovazione, oggi vengono smantellate perché inutili e troppo care da mantenere. Ogni isola interrata costa da 350mila a circa 378mila euro, In totale più di 750mila euro spesi dalla collettività per due sole installazioni».
Ma il dato più grave per l’ex candidato sindaco è un altro: «Non parliamo di opere vecchie o di infrastrutture arrivate a fine vita, parliamo di un progetto che non ha mai funzionato davvero come previsto. Queste strutture hanno avuto meno di dieci anni di reale piena operatività. Tra cantieri, problemi e cambi di strategia, il costo effettivo per la città è stato quindi di 80-90mila euro all’anno per due sole isole senza quantificare le manutenzioni». Per essere precisi, l’isola di piazza Costa è rimasta ferma per anni durante i lavori del mercato coperto. «Poi nel 2023 l’intero sistema è stato di fatto superato dal porta a porta».
E ora anche la rimozione avrà un costo: «Una stima prudenziale indica tra 50mila e 100mila euro per ciascuna isola, considerando demolizione degli impianti interrati, smaltimento, opere edili e ripristino delle pavimentazioni. Insomma, altri 100-200mila euro a carico della collettività. In totale tra realizzazione e rimozione siamo tra 850mila euro un milione».
Senza dimenticare che il sistema non ha mai dato prova di un funzionamento impeccabile: «Commercianti, residenti e operatori hanno segnalato più volte disservizi, cattivi odori, guasti frequenti e difficoltà di utilizzo. Un’infrastruttura contestata fin dall’inizio, mai realmente risolta nei suoi problemi. Siamo davanti a un semplice cambio di servizio, ma a un fallimento politico e amministrativo evidente: si investe senza una visione, si cambia rotta dopo pochi anni e si lascia il conto ai cittadini».
Mentre a Ravenna si annuncia la rimozione, a Cervia e Faenza sono in corso i lavori per l’installazione di isole ecologiche interrate identiche. E ovunque è in servizio Hera.
Roberta Conti, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Faenza, non ci sta: «Non siamo di fronte a una semplice differenza di vedute, ma a un problema serio di coerenza amministrativa. Quando si realizza un progetto pubblico, i costi non si scoprono dopo. Si conoscono prima. E soprattutto si devono valutare i costi di gestione nel tempo, quelli che ricadono direttamente sulle tasche dei faentini. Se oggi altrove si torna indietro in nome del decoro urbano e dei costi di manutenzione, significa che quel modello non ha funzionato. E allora perché a Faenza si insiste su una strada che presenta già evidenti criticità?».



