sabato
21 Marzo 2026
Elezioni comunali

La lista “Cervia ti amo” si fa da parte: critiche ai metodi del centrosinistra

Il direttivo aveva proposto il nome di Zoffoli prima che il Pd annunciasse Boschetti come candidato sindaco

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Il direttivo della lista civica “Cervia ti amo” annuncia che non si presenterà alle prossime elezioni amministrative di maggio 2026. La lista aveva criticato il Pd per aver calato dall’alto, senza confronto con la possibile coalizione, il nome dell’ex assessore Mirko Boschetti come nuovo candidato del centrosinistra. «Ogni nostro sforzo per cambiare il metodo del centrosinistra e le politiche di questa città è stato vano – si legge in un comunicato per i giornali –. Restare per fare solo battaglie di bandiera non ha più senso. Ci facciamo da parte. Ci auguriamo, per il bene della democrazia e dei cervesi, che possa ancora emergere un’alternativa credibile».

La lista fu capace nel 2019 di sfiorare il 6 percento delle preferenze nella coalizione di centrosinistra a sostegno di Massimo Medri. Nel 2024, invece, «facemmo una scelta di rottura sostenendo con una candidatura la lista civica di Massimo Mazzolani nel centrodestra, fu un passaggio sofferto, dettato dalla speranza di poter finalmente incidere. Oggi, quella speranza si è esaurita».

All’inizio di marzo la lista aveva proposto il nome dell’ex sindaco Pd (dal 2004 al 2014) Roberto Zoffoli quale candidato a primo cittadino “della società civile”. Un nome che avrebbe messo d’accordo anche una parte della base del Pd.

«Siamo nati e rimasti una forza civica di centrosinistra – si legge nella nota firmata dal direttivo composto da Silvia Elena Berlati, Alain Conte, Pietro Ancarani, Alessandro Lualdi, Enrico Ronchi e Gianni Bosi –. Non abbiamo mai cercato di imporre diktat; volevamo solo arrivare al tavolo con una proposta condivisa, dignitosa e, soprattutto, figlia di un percorso comune. Nel 2019 il metodo funzionò: la candidatura di Medri passò per le primarie, uno strumento democratico che ci vide tutti protagonisti. Con Missiroli, la musica è cambiata: nessuna consultazione, nessuna condivisione. Una scelta calata dall’alto e da chi oggi si propone di guidare la città.
Stavolta avevamo fatto persino un passo in più, trovando la quadra su un nome che mettesse d’accordo tutte le forze alleate. Un lavoro di mediazione paziente che è stato però ignorato e sminuito».

La lista parla di realtà deprimente: «Le liste civiche e i partiti minori vengono sistematicamente svuotati di senso e dignità. Le decisioni vere si prendono altrove, su tavoli lontani dai cittadini, e arrivano in città già impacchettate. Il dialogo diventa un simulacro, mentre la politica qui si riduce ad una spartizione di posti decisa a tavolino. I temi? In secondo piano, come sempre».

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