Sabato 21 marzo, nella sala Spadolini della Biblioteca Oriani, si è tenuta la presentazione del libro della storica Laura Orlandini, La democrazia delle donne. I Gruppi di Difesa della Donna nella costruzione della Repubblica (1943-1945), edito l’anno scorso da Bologna University Press. L’incontro si è tenuto a chiusura della mostra Presenti al nostro tempo. Pace, lavoro, diritti negli ottant’anni dell’Udi, allestita nei chiostri della Biblioteca Oriani (qui la recensione di Serena Simoni); esposizione che, attraverso una selezione di materiali d’archivio, ha analizzato l’evoluzione delle rivendicazioni dell’Udi (Unione Donne in Italia) offrendo una chiave di lettura per interpretare gli attuali valori democratici e il principio di autodeterminazione femminile.
Durante l’incontro, l’autrice, dialogando con Luana Vacchi dell’Udi Ravenna, ha approfondito il ruolo dei Gruppi di difesa della donna nel percorso che condusse alla costruzione della Repubblica italiana. I Gruppi di Difesa della Donna (Gdd) hanno rappresentato un pilastro determinante per la transizione dell’Italia verso la democrazia, agendo come ponte tra la lotta di liberazione e la costruzione delle istituzioni repubblicane. Le aderenti ai Gdd furono il motore della Resistenza civile, operando come staffette, gestirono il trasporto di armi e documenti, garantendo i collegamenti tra le brigate; assicurarono assistenza materiale ai combattenti e alle famiglie, organizzarono scioperi e azioni collettive contro i rastrellamenti nazifascisti, coinvolgendo ampi strati della popolazione femminile. Esperimento di massa di alfabetizzazione politica femminile, i Gdd prepararono migliaia di donne alla vita pubblica, rendendole consapevoli del proprio ruolo di cittadine attive prima ancora del riconoscimento formale del diritto di voto. La loro esperienza confluì nei lavori dell’Assemblea Costituente. «Si tratta di tematiche che avrebbero fatto parte di decisive battaglie e mobilitazioni nella storia dell’Italia repubblicana, ma che già erano dibattute e affermate nei loro punti chiave durante i mesi dell’occupazione nazista, mentre fuori infuriava la guerra, il paese era lacerato dall’avanzare al fronte, la vita civile del tutto stravolta […] le donne dei Gruppi di Difesa imbastivano le basi per la costruzione di quella struttura sociale su cui si sarebbe dovuta fondare la civiltà futura, nella convinzione che i diritti di cittadinanza non potessero essere separati dalle garanzie di indipendenza economica degli individui e dalla tutela degli elementi più deboli» (p. 138). Come analizzato da Laura Orlandini i Gdd non furono, quindi, solo un supporto logistico alla Resistenza, ma il primo vero nucleo di cittadinanza attiva che ha poi alimentato ottant’anni di rivendicazioni dell’Udi per il lavoro e i diritti civili.
Il libro contiene anche una sezione documentaria con le illustrazioni di volantini e manifesti dei Gdd nel Ravennate, documenti conservati nell’Archivio dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in Ravenna e provincia. «L’area ravennate, così come una parte della provincia di Ferrara e di quella di Bologna, poteva contare sull’attività di stampa di una macchina tipografica a pedali, detta pedalina, procurata dai partigiani di Conselice in contatto con gli emiliani e nascosta in diversi luoghi tra le campagne […]. L’attività tipografica clandestina, garantita a ciclo continuo per svariati mesi, permise la pubblicazione di numerosi titoli prodotti da diverse voci della Resistenza» (p. 165).
Nonostante il ruolo dei Gruppi di Difesa della Donna sia stato a lungo oscurato da una narrazione storica declinata al maschile, la storiografia recente — grazie anche al lavoro di ricerca di storiche come Laura Orlandini — restituisce loro la centralità che meritano come costruttori della democrazia italiana.
A sinistra la copertina del libro; a destra un documento dall'Archivio Istituto Storico della Resistenza e dell'Età contemporanea in Ravenna e provincia (Fondo Rocca - Volantini Emilia Romagna, fascicolo 4 "Gruppi di Difesa della Donna"
nell'appendice documentaria del libro)



