Tra le “fragili carte” degli anarchici e la biblioteca dedicata a un socialista

A Castel Bolognese oltre alla “Luigi Dal Pane” esiste anche quella libertaria, che raccoglie materiali e carteggi di Armando Borghi, personaggio che ha attraversato la grande storia

Fondatori Biblioteca Libertaria (1916)

I fondatori della biblioteca libertaria (1916)

Tra il 17 e il 18 marzo di ogni anno prima della Grande Guerra, a Castel Bolognese in piazza e sulla torre, venivano lanciate bandierine di carta rosse, “piantate su argilla ben manipolata”, cosicché per tutto il giorno successivo rimanessero come fiori attaccate al selciato. Tutto per ricordare la Comune di Parigi… Capiamo da questo rito laico quello che diceva Armando Borghi: «Fra Imola, socialista, e Faenza, repubblicana, Castelbolognese era centro di anarchici…». E a lui, al Borghi che è stato insieme a Forbicini (anche lui nato a Castelbolognese) uno dei riorganizzatori degli anarchici nel dopoguerra, è intitolata la Biblioteca anarchica e libertaria di Castello. Personaggio che ha attraversato la grande storia, da Mosca a Berlino, attivista capace di rivedere anche le proprie pratiche senza mai rinunciare alle proprie idee, Borghi rappresenta sicuramente uno di quei personaggi quasi leggendari che il ‘900 ci ha consegnato: le sue prigioni cominciano presto e attraversano anch’esse le geografie dell’esilio. Rifugiatosi negli Usa nel 1927, per esempio, viene nuovamente arrestato perché manifesta contro l’esecuzione di Sacco e Vanzetti. Ricercato sia dagli stalinisti che dai fascisti, è in Spagna durante la Guerra civile, dove il figlio è membro delle brigate internazionali, confermando l’aspetto di tradizione familiare che caratterizza la storia politica di questa enclave libertaria ai confini tra Emilia e Romagna.

DSC 0265Riesce a rientrare in Italia solo nel 1945, e si trova a ricostruire dalle macerie il movimento anarchico. Se leggete Conferma anarchica (Due anni in Italia) potrete avere una radiografia degli anni dell’immediato dopoguerra e del dibattito politico da un vero insider. Borghi, nella sua vita avventurosa e intensa, ha sempre dedicato un ampio spazio alla cronaca e alla narrazione e costituisce una delle fonti primarie della ricostruzione della storia del movimento anarchico non solo italiano, e anche della microstoria del paese. Lui stesso nelle sue memorie racconta del ruolo avuto dalla biblioteca paterna, un mazziniano passato a Bakunin, nella propria formazione umana e politica. Ed è proprio una biblioteca la prima sede pubblica degli anarchici castellani, che nel 1916 abbandonano le osterie dove fino ad allora si ritrovavano, e si mostrano pubblicamente, in un circolo che è anche custode dei libri. Ma ovviamente l’avvento del fascismo spegne questa prima biblioteca pochi anni dopo. Bisogna aspettare il 1985 perché, dopo una chiamata pubblica per raccogliere il materiale disperso soprattutto legato alla figura di Borghi, rinasca l’idea in forma nuova di una sede depositaria di una memoria che ancora genera curiosità e interesse, soprattutto nei più giovani. L’archivio è unico e contiene documentazione che oggi sarebbe finita in qualche cassetto familiare: il carteggio tra Borghi e Toscanini, che aveva conosciuto negli Stati Uniti, e che da convinto antifascista quale era sostiene il libertario castellano fino a eseguire una rivisitazione de L’Internazionale nell’anniversario della rivoluzione bolscevica, intere raccolte di riviste introvabili, ma anche il fondo dell’urbanista anarchico Doglio. Insomma, l’amore per le “fragili carte” degli anarchici, “che mai hanno bruciato un libro”, è confermato da questo luogo singolare, che oggi è aperto solo su appuntamento, ma è curato come un giardino. I soci, che tengono viva questa autonoma istituzione, organizzano un’attività instancabile di convegni, incontri, dibattiti: l’ultimo in ottobre su “Educazione e libertà” conferma un’altra delle questioni chiave dello spirito libertario che si fonda sul libro, ovvero l’educazione autoeducante. Durante questo convegno, a cui ha partecipato anche Thea Venturelli che ha raccontato dell’esperienza comunarda (sì, in Italia ci sono ancora delle Comuni…) di Urupia in Salento, ha tirato anche le orecchie agli organizzatori, come avrebbe fatto la compagna di Borghi, Virgilia D’Andrea: «E mi chiedo perché l’unica donna a parlare sono io, quando tutti e tutte sappiamo bene che nei progetti a noi cari il numero delle donne è preponderante»… E anche questa è Romagna. Quest’anno ricorrono i 50 anni della morte di Borghi, scomparso nel 1968, e a lui sarà dedicata una relazione dell’ampio convegno di studi in autunno sulle organizzazioni del movimento anarchico italiano dal dopoguerra ad oggi. Speriamo che qualche voce di donna possa parlare come faceva Virgilia, la compagna di Borghi, indefessa militante, maestra, poeta.
Non lontana c’è anche la biblioteca comunale “Luigi Dal Pane”, che per un paese di neanche 10mila abitanti è un fatto singolare e testimone del particolare clima culturale. Nata anch’essa di fatto negli stessi anni ’80 e dedicata a un altro illustre cittadino, anch’esso passato dall’ambiente gretto e conservatore familiare al socialismo grazie a un prestito librario: fu infatti un seguace di Andrea Costa a donargli i tre libri di Labriola gli apparve «come un pensatore capace di schiudere gli orizzonti prossimi e lontani della realtà storico-sociale. Ma come si è intessuto il mio dialogo col Labriola? Fin dai miei primi anni Labriola passava le giornate con me in ispirito attraverso gli appunti delle sue lezioni che io avevo scoperto e salvato».

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In questo continua staffetta, tra affiliazioni socialiste, comuniste, anarchiche, studi scientifici, poesia e sogni rivoluzionari, il libro rimane al centro, oggetto passamano. Nel 2017 i prestiti della biblioteca Dal Pane sono stati 10814 (di cui 34% fascia 0-14) ovvero in numeri assoluti più di 1 a testa. Cuore della comunità che si ritrova a leggere ad alta voce, incontra autori, sperimenta nuove forme di socialità, mantiene la lettura sempre come centro.

Biblioteca libertaria Armando Borghi – Via Emilia 93/95 I-48014 Castel Bolognese (Ravenna) Italia. http://bibliotecaborghi.org/wp/ Apertura su appuntamento. Ampio materiale da scaricare sul sito.
Biblioteca comunale Luigi Dal Pane, piazzale Simon Maria Poggi, 6, 48014 Castel Bolognese, tel. 0546.655827 – fax 0546.655831, biblioteca@comune.castelbolognese.ra.it
orario di apertura invernale (apertura delle scuole): mercoledì, venerdì e sabato ore 8.30-12.45; da lunedì a venerdì ore 14.45-18.20. www.comune.castelbolognese.ra.it

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