Università: ecco come si diventa veri restauratori (in cinque per classe)

Intervista alla coordinatrice Maria Giovanna Belcastro

Ci vogliono 1825 giorni per diventare restauratori. Una rivoluzione formativa che ha portato i vari percorsi universitari a diminuire nel numero, ma a crescere in intensità. Una delle otto università in Italia che permette di conseguire il titolo di restauratore e l’abilitazione alla professione di restauratore di beni culturali è a Ravenna. Ne abbiamo parlato con Maria Giovanna Belcastro, coordinatrice del corso di studio e alter ego di Temperance Brennan l’eroina antropologa forense creata da Cathy Reichs. Non appena le cito la protagonista di Bones si scioglie in un sorriso, ma ovviamente non usa escamotage così popular  per far colpo. «È un percorso impegnativo – spiega – che è nato a seguito del riordino nel 2011 dei percorsi universitari e dura cinque anni. Come la laurea in Giurisprudenza di 5 anni o Medicina e Chirurgia, per capirci. L’obiettivo era dare al tema del restauro qualcosa in più rispetto alla pratica di un artigianato qualificato. Una più robusta conoscenza dei materiali, della diagnostica, degli aspetti biologici e chimico fisici, ma anche storico artistici, che il restauratore competente deve tenere presenti nel suo mestiere».
Certo che sarà difficile essere ammessi: sono solo 5 + 5 i posti a disposizione…
« La scelta del numero contenutissimo di studenti per anno è dovuta a un aspetto didattico previsto dalla normativa. Ci vuole un restauratore professionista per ogni cinque studenti. Il rapporto laboratoriale infatti è strettissimo e parte sin dal primo anno. Poi è vero c’è l’esame di ammissione: ma invito i diplomati interessati a non scoraggiarsi. Se è vero che chi ha fatto un Liceo Artistico è più favorito nelle prime prove di tipo attitudinale e grafico, è pur vero che le conoscenze scientifiche, la determinazione, l’interesse vero per questa figura professionale sono ingredienti fondamentali per accedere al corso. E soprattutto per diventare restauratori».
E chi sono per il momento i vostri studenti?
«Ahimè per adesso sono sostanzialmente tutti da fuori Ravenna. Segno che c’è un’attrattiva della sede, però è un peccato che non ci sia ancora un intreccio positivo tra territorio e questa opportunità. Abbiamo inoltre molte domande dall’estero, un altro fattore interessante, per il quale faremo una riserva di posti per studenti extra Ue. Il restauro è ancora un presidio formativo europeo e in particolare italiano».
Perché mi chiedo uno studente dovrebbe scegliere Ravenna e non una delle altre otto sedi? Avete una specifica vocazione?
«Sì, la parola vocazione è quella giusta. Ed è quella del mosaico e dell’archeologia emiliano romagnola. Se a uno studente interessa il dipinto è più interessante la vicina Urbino. L’unica altra sede ad avere un piano simile al nostro è Bari, ma ovviamente gravita su un bacino diverso, anche se devo dire che l’Ateneo bolognese attira, per la sua attenzione agli studenti e il ranking sempre positivo nelle classifiche, molti studenti da tutta Italia. L’altro aspetto che vorrei sottolineare è che Ravenna proveniva dall’esperienza conclusa di Tecnologia e diagnostica che permetteva la lettura scientifica, ma non l’intervento sul reperto o opera. In un certo senso questa laurea ha completato il percorso, tesaurizzando quel percorso».
Sarà difficile studiare e lavorare in cinque in classe…
«Forse. Ma sicuramente è molto curato il contesto, la relazione tra docente e studente è estremamente fitta e subito si entra nel vivo del lavoro».
Non riesco a trattenermi, perché avendo letto il curriculum della coordinatrice del Corso, l’immagine di Brennan aleggia fantasmatica… E la sua professionalità che proviene da studi prettamente scientifici, come si coniuga con un percorso che comunque insiste sull’ambito storico artistico?
«Beh, la mia è proprio una storia nata con la Biologia. Che poi è diventata Antropologia Fisica, questo strano sapere che ha a che fare con i resti umani. Può diventare forense oppure no, dipende da cosa trovi e anche da chi viene chiamato quando si trova uno scheletro, come è successo recentemente in via Rizzoli a Bologna durante i lavori. Carabinieri o Sovrintendenza?  Certo, è un ambito per pochi. Siamo un pugno in tutta Italia… Credo che anche una disciplina come la mia mostri quale multidisciplinaria sia  questa laurea. Quali competenze complesse siano necessarie. Oggi non si può più diventare restauratori in Italia se non accedendo a questo tipo di percorsi formativi. Ravenna è un’occasione favorevole, il rapporto con la Sovrintendenza, con la Fondazione Flaminia, con Ravennantica e in generale con gli attori del territorio che facilitano il nostro lavoro, garantisce una qualità effettiva al titolo».

Quindi per chi ha sempre sognato di curare, preservare e conservare l’antico, le date da segnarsi per l’anno accademico 2015/2016 sono: iscrizione alla prova di selezione 20 agosto; prima prova di ammissione 31 agosto; seconda prova di ammissione 2 settembre 2015. Terza prova di ammissione 4 settembre 2015.

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