Vaccini: pronte 11.700 dosi Pfizer, per tre giorni appuntamenti fino a mezzanotte

Dall’8 al 10 aprile somministrazioni dopo le 19 per il personale sanitario. Al Pala De Andrè servono 42 persone per mantenere operativi 8 box per dieci ore al giorno. In caso di rinunce l’Ausl anticipa i prenotati dei giorni successivi. 25mila persone hanno completato la vaccinazione con due dosi

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAAppuntamenti fino a mezzanotte, sedute straordinarie negli ospedali per gli addetti delle strutture, riorganizzazione degli spazi usati per le somministrazioni, nuovi contratti di durata mensile per aumentare il personale, richiami ai lavoratori della sanità che ancora non hanno assolto l’obbligo ora introdotto per legge. L’Ausl Romagna si prepara così per affrontare la fase decisiva della campagna vaccinale anti-Covid. Una sola incognita: l’effettiva disponibilità di forniture dalle case farmaceutiche come annunciato dalla protezione civile e dal commissario straordinario all’emergenza. L’ultimo maxi lotto, la quantità più grande da Natale, è di 1,5 milioni di dosi Pfizer da distribuire lungo tutta la penisola.

Nuove forniture
Il 6 aprile per la provincia di Ravenna sono arrivate 11.700 dosi Pfizer. La Regione stima che entro la fine di aprile avrà a disposizione 820mila dosi in più, con un aumento del 75 percento rispetto a marzo (senza contare la possibilità di integrazioni dalla struttura commissariale nazionale). Così si dovrebbe arrivare almeno a 30mila somministrazioni al giorno rispetto alle 20mila attuali. Delle 823.500 dosi che arriveranno in Emilia-Romagna il maggior quantitativo è di Pfizer-Biontech, che può essere utilizzato anche per le fasce di età più alte e sui soggetti più a rischio (71,7 percento del totale), poi AstraZeneca (23 percento del complessivo) e Moderna.

Vaccinazione AnticovidVaccinati
Al 5 aprile in provincia di Ravenna c’erano 25mila persone che avevano completato il ciclo di vaccinazione con due dosi, altre 23mila persone avevano avuto solo la prima inoculazione. A questi vanno aggiunti 5.600 insegnanti che hanno avuto il siero dai medici di base. Il 49,7 percento della popolazione con più di 80 anni ha ricevuto la prima dose di vaccino (17.937 persone) e il 37,5 percento ha già ricevuto anche la seconda. Quest’ultimo dato, fornito dall’Ausl, è aggiornato al 30 marzo. Per quanto riguarda il personale sanitario, il dato dell’Ausl Romagna è che il 76 percento ha fatto il vaccino. Se si sommano le persone che hanno avuto il Covid e quindi hanno sviluppato gli anticorpi, la percentuale del personale immune (dai dottori agli infermieri passando per gli amministrativi e i veterinari) sale all’82 percento.

L’Ema promuove Astrazeneca
Il farmaco anti-Covid anglo-svedese è finito di nuovo sotto la lente dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) dopo gli eventi di trombosi rare segnalati in vari Paesi, soprattutto tra le donne più giovani. Ma l’Ema ha espresso parere favorevole per continuare conl’utilizzo. «Non abbiamo riscontrato particolari rimostranze dalla popolazione a cui spettava l’Astrazeneca – dice Raffaella Angelini, responsabile dell’Igiene pubblica per l’Ausl –. Le persone devono sapere che ogni caso viene valutato dal nostro personale: usiamo Astrazeneca soprattutto per gli over 75 ma circa un 40 percento delle persone viene dirottato sul altri farmaci quando si presenta agli appuntamenti, in base alle valutazioni dei medici».

INIZIO VACCINAZIONI COVID RAVENNA VACCINODAY 27 DICEMBRE 2020Nuovo personale
In Emilia-Romagna anche i medici specializzandi, a partire da quelli del primo anno di corso, potranno fare la loro parte per combattere il coronavirus, impegnandosi in prima persona per la vaccinazione dei cittadini. Ai giovani medici saranno attivati contratti di lavoro autonomo o di collaborazione continuativa dalla durata massima di un mese, eventualmente prorogabili in base alle necessità della campagna. L’impegno non dovrà superare le 12 ore a settimana, così da non compromettere il regolare svolgimento delle attività formative teoriche e pratiche degli specializzandi. Gli specializzandi saranno operativi in ogni fase dell’iter vaccinale: dalla raccolta e valutazione dell’anamnesi clinica al supporto per il consenso informato, dalla supervisione medica alla preparazione e somministrazione del vaccino, fino alla supervisione dei soggetti vaccinati e la registrazione della somministrazione nel sistema informativo nazionale.

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAPalazzetto riorganizzato
Il Pala De Andrè continuerà ad ospitare il punto vaccinale principale del capoluogo provinciale. C’erano state polemiche nelle scorse settimane dopo che un consigliere comunale di opposizione aveva sollevato il caso dei costi: a parità di spazi, la struttura ravennate costava oltre il doppio rispetto a quelle delle altre due province romagnole. Ora lo spazio sotto la cupola è stato riorganizzato e sono dieci i box allestiti per la vaccinazione. Il personale impiegato in una giornata di dieci ore con 8 postazioni operative è composto da 22 infermieri, 12 medici e 8 amministrativi.

Non ci sono panchinari
Per arrivare all’inoculazione nel braccio, la dose di vaccino va preparata con una procedura specifica. Alcuni vanno scongelati e utilizzati entro poche ore. Per evitare che vadano sprecate dosi in caso di mancata presentazione delle persone con appuntamento, ogni Ausl ha introdotto una procedura. In alcuni territori si parla di lista di panchinari: un elenco parallelo da cui attingere in caso di necessità. A Ravenna invece la scelta delle autorità sanitarie è di chiamare telefonicamente persone già prenotate per i giorni successivi per chiedere di anticipare l’appuntamento.

Vaccino by night
Al Pala De Andrè di Ravenna la somministrazione del siero si ferma abitualmente alle 19 ma dall’8 al 10 aprile appuntamenti fino alle 23.30. Le sedute vaccinali giornaliere restano interamente dedicate alla vaccinazione delle persone anziane ed estremamente vulnerabili che, per motivi facilmente comprensibili e, come anche da indicazioni regionali, non possono essere invitate a tarda sera. Dopo le 19 invece spazio alle categorie sanitarie, iscritte agli Ordini professionali già presenti nelle liste, personale scolastico e appartenenti alle forze dell’ordine. Circa 2.500 persone in Romagna.

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAObbligo
Anche in Emilia-Romagna è partita la complessa operazione necessaria a garantire l’applicazione dell’obbligo vaccinale anti covid19 per il personale sanitario e sociosanitario, così come prevede il decreto legge approvato dal consiglio dei Ministri il 31 marzo scorso. Con una lettera inviata agli Ordini e Collegi delle professioni sanitarie e ai gestori delle strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali, la Regione chiede di ricevere entro l’inizio della settimana 12-18 aprile gli elenchi dei professionisti della sanità iscritti agli Ordini e degli “operatori di interesse sanitario” (Operatori sociosanitari, Assistenti di studio odontoiatrico, Massofisioterapisti). A quel punto sarà Bologna, attraverso l’anagrafe vaccinale regionale, a individuare chi deve ancora vaccinarsi: le Ausl riceveranno i nominativi e provvederanno a contattare le persone. Questo per i lavoratori della sanità privata. Per il settore pubblico invece la Regione ha già il quadro e dovrà solo provvedere a invitare il personale. Anche per questo sono state programmate delle sedute straordinarie di vaccinazione negli ospedali per andare incontro ai lavoratori. In caso di mancata vaccinazione, i datori di lavoro possono disporre provvedimenti. Legacoop Romagna esprime soddisfazione per la decisione del Governo: era stata la prima organizzazione a esporsi per chiedere con insistenza una norma di questo tipo.

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