La Casa delle Donne di Ravenna critica l’esibizione delle Frecce Tricolore in corso a Punta Marina tra ieri e oggi, 6 e 7 giugno. La realtà autogestita in via Maggiore che si occupa soprattutto di diritti civili, uguaglianza e cultura, giudica l’evento, tornato sulla costa Ravennate dove mancava dal 2022, «uno spreco di denaro e di risorse, una scarica di inquinamento, un’esposizione a rischi e pericoli, talvolta con esiti mortali, per le persone».
Gli organizzatori alla vigilia prevedevano l’arrivo di circa centomila persone attratte dagli show aerei della pattuglia acrobatica italiana ma anche di altri velivoli: «Questo non ci esime dall’esprimere preoccupazioni e perplessità – si legge nella nota della Casa della Donne –. L’esibizione è una ostentazione di potenza militare che non ha senso nel momento storico più drammatico dopo la seconda guerra mondiale in cui il mondo è percorso da 56 guerre, un genocidio, un progetto di corsa al riarmo europeo e non solo preludio di una guerra mondiale e nucleare. Oltretutto l’evento riceve 40mila euro di denaro pubblico».
L’evento chiamato Tricolore Air Show è nato nel 2016 per celebrare il 70esimo anniversario della Repubblica Italiana: «La Repubblica che si intende celebrare ha nella sua Costituzione l’articolo 11 che stabilisce che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Si tratta quindi di una manifestazione quanto meno inopportuna e fuori contesto, di uno spettacolo superfluo, utile solo a veicolare alcuni messaggi molto chiari: la guerra è una parte inevitabile e accettabile delle nostre vite e della quotidianità e per questo le spese militari non si discutono anzi, si celebrano».
La Casa delle Donne chiede al Comune di Ravenna di fare concrete e coerenti scelte politiche di pace e non violenza basate su disarmo, prevenzione dei conflitti, cooperazione internazionale, un’economia sostenibile di giustizia e eguaglianza.



