sabato
30 Agosto 2025
Faenza

Le attività al centro socio-riabilitativo “La Lampada di Aladino” ripartono in una nuova sede

La struttura gestita dalla cooperativa sociale In Cammino e dal consorzio Blu riapre le porte da lunedì 1 settembre per le persone con disabilità

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Ripartono le attività al centro socio-riabilitativo “La Lampada di Aladino” di Faenza nella nuova sede di via Fratelli Rosselli gestito dalla cooperativa sociale In Cammino e dal consorzio Blu. Il servizio riaprirà le proprie porte a partire da lunedì 1 settembre, continuando a offrire il proprio supporto alle famiglie di persone con disabilità.

Il centro diurno, che accoglie fino a 20 utenti in regime di convenzione con i Servizi sociali dei Comuni del distretto di Faenza, ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’autonomia personale e sociale, valorizzando le potenzialità individuali attraverso un approccio che combina assistenza qualificata e attività pratiche.

Il cuore delle attività del centro sono i laboratori artigianali, che permettono agli ospiti di esprimersi e acquisire nuove competenze; tra le proposte le attività di cartonaggio, con la realizzazione di carte particolari, creazione di album fotografici, taccuini e quaderni; il laboratorio di stampa su stoffa per la realizzazione di tovagliati, la falegnameria per creare oggetti di uso quotidiano, piccoli giochi e il laboratorio di ceramica con la disponibilità del forno per la cottura degli oggetti realizzati. «I prodotti foggiati nei laboratori – si legge in una nota dei gestori del centro – rappresentano un traguardo importante per chi frequenta la Lampada, contribuendo ad elevare la propria autostima». Oltre ai laboratori, “La Lampada di Aladino” fornisce una serie di servizi essenziali per il benessere quotidiano degli ospiti, tra cui assistenza socio-sanitaria diurna.

La cooperativa In Cammino e il consorzio Blu ringraziano Maria Luisa Quadalti Senzani di Senzani Brevetti per il suo fondamentale supporto: «Il suo contributo ha reso possibile la riapertura del nostro servizio, garantendo che le famiglie non rimanessero prive di questo importante punto di riferimento».

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