«Porta Adriana è già un bene culturale – con una sua essenza, una sua storia, una sua anima – che non ha bisogno di elementi aggiuntivi. Il nostro compito è quello di preservare i linguaggi storici e culturali di un elemento; permettere la lettura globale di un’opera che è già opera di per sé».
Sono le tanto attese parole di Federica Gonzato, soprintendente ad Archelogia, Belle Arti e Paesaggio (anche) della provincia, al centro del caso del giorno a Ravenna e dintorni, avendo respinto le richieste arrivate dal Comune di mantenere a Porta Adriana il tanto apprezzato “Pavimento” di Nicola Montalbini, opera d’arte realizzata appositamente per la Biennale di mosaico contemporaneo, conclusa nei giorni scorsi.
«Abbiamo dato il permesso di allestire il Pavimento a Porta Adriana, in quanto luogo di cultura in grado di ospitare una delle tante opere di un festival – continua Gonzato, da noi contattata al telefono -, così come tanti altri luoghi di cultura in città, e così come capita a Venezia per la Biennale, per esempio. Ma il nostro parere era legato solo a quella specifica richiesta, per un evento temporaneo, in quanto non andava a pregiudicare la storia del monumento. Una volta terminato l’evento, per noi viene meno il motivo stesso per cui era stato concesso il permesso. Anzi, proprio per occasioni come queste, è bene preservare questi spazi per eventuali eventi futuri, lasciarli liberi».
Gonzato sottolinea poi un aspetto forse passato in secondo piano. «Il nostro non è stato un giudizio di merito sull’opera di Montalbini, giudicarla non è il nostro compito, che è invece quello di preservare anche la memoria dell’antico, seguendo le normative del codice dei Beni culturali. Ed è quello che abbiamo fatto».
La soprintendente apre però a futuri sviluppi. «Ci fa piacere che l’opera sia stata tanto apprezzata e siamo già al lavoro con il Comune per trovarle un’altra collocazione, magari anche nelle vicinanze, ancora è presto per dirlo, ma da parte nostra c’è la massima apertura».



